Dopo la rivoluzione del '68 il Tu veniva esteso anche agli insegnanti e docenti credendo di assumere il ruolo di amici di questa bella gioventù ribelle.
Dagli anni sessanta siamo stati tutti dei giovani ribelli invidiati dagli adulti e dai vecchi i quali in America avevano già finito di comandare fin dagli anni 50 con la loro Gioventù Bruciata, Splendore nell'Erba e la Valle dell'Eden all'insegna del mito di James Dean segnando una svolta con Fragole e Sangue sull'onda rivoluzionaria del '68 iniziata a Parigi sfociata nel sangue a Varsavia con tanto di carri armati russi ad inquietante emulazione di quelli cinesi in Piazza Tien Amen, fino ad arrivare ai giorni nostri con la Primavera Araba.
Tutte le ultime rivoluzioni, dopo la seconda guerra mondiale sono state aperte da giovani studenti e non per far trionfare i valori democratici su tutti i livelli, da quelli della scuola a quelli di un quotidiano sempre più in crisi.
Ma c'è gioventù e gioventù: quella impegnata che cerca di migliorare guardando al futuro applicandosi nel lavoro anche se di noiosa routine e quella creativa che si perde nei meandri del vintage fra shopping nei mercatini, un salto in disco e uno in palestra in una girandola di happy Hour.
Molto happy tanto per far passare il tempo e tirare sera sempre in tiro. Gioventù felice che vive di riciclo di tutto quanto è già stato prodotto dalle generazioni precedenti che ora si trovano in un momento di crisi perchè tutto quanto sembra sia già stato inventato.
Per questo vanno molto i remake e i serial (puntate su puntate a sviluppare un'idea di base, lanciata da un film che a sua volta si è ispirato a un libro), avendo il mondo globale esaurito la vena dell'inventiva che vada oltre quella tecnologica.
Allora la domanda è meglio essere “vecchi” o diversamente giovani?

La tiritera dura poco, giusto lo spazio di un film dove i matusa cercano di adeguarsi allo stile di vita dei ragazzi pensando di ritrovare una seconda giovinezza, faticando non poco ad essere alla loro altezza specie negli approcci con i compagni piuttosto imbarazzanti dove un berretto sbattuto in faccia va tradotto come un J love You.

La doppia coppia si sfascia non avendo funzionato perchè il giovane più che di amici aveva bisogno di una guida che il maturo Ben Stiller, in crisi e in cerca di nuova linfa, non aveva saputo dare.
Morale della favola: per i genitori e docenti piuttosto che far gli amici con i minori è meglio piuttosto. Che tradotto vuol dire più tosti.
Sì perché se le generazioni si pongono tutte allo stesso livello c'è il rischio di banale appiattimento favorendo il selvaggio e sconsiderato consumismo attingendo da tutto quanto è già stato inventato come una sorta di piatto ricco mi ci ficco che preclude ogni apertura ad un futuro innovativo.
Essere troppo amici non sempre è un'idea vincente. Nella realtà.
Ma è la Tv a dettare la tendenza. Tutta da copiare. Perché non sei nessuno se non copi nella tua vita creativa dove l’essere unico è quello che è riuscito ad emulare meglio un modello standard. Assolutamente non imposto, ma in amicizia.
Nessun commento:
Posta un commento