
La cosa che ha colpito era stato il suo distacco da quella ragazzina che aveva tanto sofferto e della quale parlava con un senso di protezione come se lei fossa andata avanti nella vita lasciandola in una sorta di campana di vetro a congelarne il dolore mentre lei cresceva senza odio per integrarsi nel sistema che l’aveva rifiutata ma probabilmente anche senza una vera felicità che probabilmente sta trovando nel rielaborale quella sorta di lutto per la ragazzina traumatizzata dalla guerra e dalle torture subite, scegliendo di gridarlo a tutto il mondo.


E poi lui Scarpia che l’ accoglie nel suo studio in vestaglia come se fosse già pronto per la molestia da esibizionista prepotente in un confronto con la performance del suo antagonista e del suo Mario per la Tosca, perdente di natura come a voler dire “lui ce l’ha piccolo”!
"Giammai!"
Dalla tragedia alla farsa il passo è stato breve

che comunque si è librato nell’aria quando la Tosca è stata assunta in cielo ad effetto mongolfiera per tutte le vesti gonfie che volavano.
Per dare l’effetto dell’angelo in volo si è ricorsi a una controfigura stante la stazza della soprano che non si poteva sollevare facilmente. E allora perché introdurre questa innovazione e non farla cadere dagli spalti come da libretto? Mah! Eppure l’opera è stata applaudita per ben quindici minuti ma sicuramente perchè gli spettatori anche se sono stati numerosi come non mai non erano certo quelli selettivi, pochi ma buoni, degli antichi fasti. E allora Callas forever, l’originale.
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