
Sì perchè col suo ottimismo adrenalinico metteva il frizzo in tutto quello che diceva. E che faceva.
Nonostante lo sgambetto del destino infatti Alex non si è mai perso d'animo inventandosi un nuovo modo di condurre, non solo auto di F1, ma anche trasmissioni televisive portate al successo grazie a quell'entusiasmo contagioso che trascinava il pubblico. Il quale gli ha sempre dato consensi scevri da forme di pietà per la grande empatia del personaggio non accorgendosi del suo handicap.
L'amore ed il sostegno del pubblico lo hanno incoraggiato ad intraprendere nuove sfide come le corse in paraciclismo mettendosi in seggiolino sulla handbike per dimostrare che con tecnologia e meccanica l'uomo può raggiungere risultati sorprendenti.

Qualcosa si è inceppato è l'uomo-robot ha perso il controllo dovendo subire ancora una voltalo sgambetto del destino che ora ha picchiato duro colpendolo alla testa mandandolo in coma farmacologico dopo una delicata e lunga operazione chirurgica sperando che al suo risveglio non sia in uno stato irreversibile così come è successo per l'altro grande campione Schumacher ancora tutti nei nostri cuori.
Alex Zanardi è diventato l'emblema delle sfide impossibili come se sfidare il destino sia foriero di un fallimento annunciato. L'uomo deve rassegnarsi ad accettare la sua triste sorte?
Zanardi non si è mai rassegnato togliendosi il guanto in gesto di sfida per ricevere soddisfazione dell'offesa procuratagli da un destino crudele.
Lo ha fatto alla sua maniera, in modo spavaldo scanzonato e talmente provocatorio da ricevere il colpo che lo ha messo ancora a tappeto. Ma stavolta non è stato un colpo basso.
Il destino ha duellato puntando a sferrargli un pugno in faccia per il secondo round. Gong!
Il cuore batte ancora forte in un corpo offeso pestato massacrato ma che non vuole gettar la spugna. Forza Alex! Rialzati per riprendere una nuova sfida in barba al crudele destino dimostrando di essere più forte piegandolo al tuo coraggio e voglia di amare. La vita.
Se Dio è con tutti ma ognuno è per sé, tu resisti e continua a lottare. Solo tu puoi farcela in questo momento perchè sei solo con la tua malattia e devi trovare la forza dentro di te, ma anche se non sarai invincibile sarai sempre degno di essere chiamato un uomo. Grande. Un uomo che parava i colpi del destino con un sorriso e una battuta spiazzando ogni forma di pietas a chi ti avvicinava perchè apprezzava la tua compagnia per tanta simpatia. Un campione di simpatia.
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