Archivio blog

sabato 6 giugno 2026

DUA LIPA E CALLUM TURNER, UN MATRIMONIO DA FAVOLA

 

Nel panorama mediatico tra la bionda e la bruna emerge la bruna. Bella e carnale le movenze da panterina è Dua Lipa la star del pop più accalamata.

Reginetta dei social dove imperversano stacchetti con la sua falcata gagliarda in costume dorato o  pailettes fra ventagli di piume dove fa capolnino ancheggiiando per cantare una canzone Dua Lipa ha incantato tutti con la prorompente e scintillante personalità.

Se l'anno scorso a primeggiare era Taylor Swift, quest'anno la scena è tutta per lei, imitatissima anche dalle cantanti di casa nostra con Elodie in primis senza riuscire ad imitarne il sex appeal. Sì perchè quella di Dua Lipa è una sensualità gioiosa che invita all'happening, perchè la sua creatività tra costumi e coreografie, travolge suscitando entusiasmo e ammirazione per “tanta “ così confezionata bene, senza alcun accenno di morbosità anche nei quadretti che potrebbero essere tradotti in trasgressivi se non fossero ammantati di ironia eleggerezza a renderla  elegante in un erotismo tutto intriso di joi de vivre.


La sua popolarità ha raggiunto l'apice con l'incontro del modello e attore Callum Turner anche lui dotato di forte sex appeal per cui insieme fanno scintille facendo coppia esplosiva che fa sognare tanta è la felicità che sprizza da tuttii loro sorrisi mentre si guardano si abbracciano si baciano si coccolano come due innamorati persi l'uno nell'altra.

Un magico incontro che ora è stato coronato con un m matrimonio da favola scengliendo come location la città di Palermo che i detrattori hanno indicato come città mafiosa mentre invece a portarla alla ribalta fra le star Hollywoodiane sono state le sfilate di Dolce e Gabbana con le ospitate di Sharon Stone, Jennifer Lopez, Madonna e tanti altri attori che amano l'Italia ed i suoi paesaggi da cartolina e che scelgono come location per vari festeggiamenti.


Asteniamoci da ogni previsione sui possibili ostacoli che potrebbero incontrare nel conciliare i rispettivi impegni per le loro carriere, essendo lui attore e lei cantante in tour per il mondo,  pensiamo ad un finale da favola com'è giusto per quella che stanno vivendo, ...e vissero felici e contenti...come se fosse sempre questo bellissimo giorno del loro matrimonio.


venerdì 5 giugno 2026

LA SALA PROFESSORI E I PROBLEMI DELLA SCUOLA

Per riallacciarmi al discorso dei professori aggrediti davanti alla scuola Leonardo da Vinci di Parma della quale ha parlato tutta l'Italia, c'è un film ora su Rai Play, La Sala dei Professori, che dà alcune dritte sulla vicenda.

La storia è quella di una giovane professoressa molto responsabile precisa volonterosa e seriamente convinta del suo ruolo di educatrice oltre che di insegnante di tante materie di una classe in particolare dove i ragazzi sono svegli, collaborativi e molto indipendenti nelle opinioni su professori e sul ruolo della scuola nella quale hanno fondato un giornale di classe che fa venire in mente quello storico de' La Zanzara ai tempi del liceo post-sessantottino.

Non so se vige ancora questa pratica nelle scuole ad insegnar l'arte del giornalismo facendo crescere gli studenti nella convinzione che siamo tutti giornalisti. Infatti basta guardare i social dove se anche sono pieni di fake news si raccolgono consensi di milioni di follower tanto che più sono fakes più vengono prese in considerazione per cui non si sa più quale siano le fonti credibili alle quali attingere essendosi tutti più o meno adeguati.

La giovane professoressa è veramente una roccia, quel che si suol dire una donna ferma nelle sue convinzioni che porta avanti con zelo in nome della verità, intesa come onestà e punto imprescindibile di una persona e della scuola stessa dove da un po' di tempo avvengono furtarelli che non si sa a chi attribuire.

Ad essere presi di mira per primi sono i ragazzi con uno in particolare perchè straniero e con molti spiccioli in tasca da spendere senza alcun esito comunque perchè poi si scoprirà la ladra nella persona di un'addetta alla segreteria.

La professoressa si accolla la responsabilità di difendere il figlio di questa signora manolesta, nonostante la sua ostilità non accettando la colpa della madre, subendo ogni tipo di angherie pur di far valere la sua idea che i ragazzi vadano protetti e non puniti.

Un discorso che porta avanti a costo di ricevere offese da parte di colleghi, insulti dea parenti degli scolari e un voltafaccia dei ragazzi stessi che tramite il giornalino di classe l'attaccano pesantemente fino a farla vomitare.

Come finisce? Alla fine gli studenti sono messi tutti in riga dal sistema scuola che applica una linea dura, mentre quello più dissidente nel sfidare la professoressa fino all'ultimo rifiutandosi di assentarsi per ottemperare il decreto di sospensione nei suoi confronti, verrà portato via dalla polizia per portarlo a casa a viva forza.

La domanda è se valga la pena subire per questioni di principio a costo di rimetterci la salute? Sì perchè la scuola ha bisogno di queste eroine a mettere ordine e assoluto rispetto dei principi fondamentali di una società civile, di cui fa parte in primis il nucleo scolastico più di quanto faccia quello famigliare,  da apprendere e seguire nel rigore e nella disciplina uscendo dal caos dove tutti sblaterano senza nessuno che diriga perchè i professori sono contro i colleghi i quali hanno contro anche i parenti mentre i ragazzi minacciano denunce intimando gli insegnanti al silenzio.

A questo punto è arrivata la scuola, in perenne attesa che qualche prof. sfigata/o si sacrifichi fino a rimetterci in salute, per il bene  di un nucleo scolastico dove  ad essere assenti non sono gli alunni che marinano la scuola o gli insegnanti sempre in malattia con i parenti che si intromettono, perchè il problema è l'assenza dello Stato.  


lunedì 1 giugno 2026

C'E' ANCORA DOMANI LA CONQUISTA DEL VOTO DA PARTE DELLE DONNE

  Ne avevamo bisogno. Lo scossone che ha smosso il cinema italiano dal torpore in cui era immerso ha riportato gli spettatori a riempire le sale come un tempo che fu. Ben vengano le idee nuove anche se “copiate” da fonti autorevoli C'è Ancora Domani è infatti un pout-pourri di ambienti e situazioni già vissute, viste sul grande schermo grazie ad autori come Vittorio De Sica, Alessandro Blasetti Luchino Visconti che hanno narrato l'Italia del dopoguerra mostrando le donne casalinghe che si ingegnano come pitevano per fare lavoretti di cucito, iniezioni, riparazioni e quant'altro a loro portata per racimolare qualche soldo da consegnare al marito non dopo aver fatto la cresta al già misero guadagno. Il film è una rievocazione e un omaggio a questo cinema che ha fatto alzare la testa all'Italia nel riemergere dalle macerie mettendo le basi per il boom degli anni 50. Le donne sono le eroine di questo periodo perchè si sono rimboccate le maniche prendendo spesso la parte dei loro uomini tornati dalla guerra, da  entrambe le fazioni comuniste e fasciste, feriti e indeboliti nella tempra perchè in ogni guerra non c'è mai un vincitore. 

Ecco perchè non ci piace il femminismo visto da Paola Cortellesi, regista nella sua opera prima, perchè le donne come la protagonista Delia, non erano così maltrattate e sottomesse pur non avendo ancora acquisito il diritto al voto. Il quale lo hanno conquistato donne come le nonne che noi tutte abbiamo avuto in famiglia dove ormai il matriarcato aveva soppiantato da tempo il mito del maschio “padre o marito-padrone” fin troppo assente da casa e dunque sbattuto fuori dalla giurisdizione patriarcale. 

La protagonista Delia nella sua condizione di asservimento totale è un insulto alle donne che  hanno invece affiancato i loro uomini coraggiose e impavide nella resistenza, e sono tante.Così se val bene bene la carrellata scenografica in C'è Ancora Domani sugli arredi dell'epoca come il fornello e le prime cucine a gas, le camere da letto sovraffollate, la macchina da cucire immancabile in qualche angolo, le stoviglie (sempre dono di nozze)  custodite tutto l'anno nella credenza con il servizio di bicchieri di cristallo in bella vista dalle vetrinette con centrini, tirate fuori per le feste di Natale Pasqua o per festeggiare fidanzamenti, matrimoni, funerali, con la tovaglia bianca di lino che ogni famiglia anche la più povera aveva riposto nel baule insieme alle lenzuola ricamate a mano rifinite con i punti a giorno o gigliuccio al profumo di lavanda, quello che non quadra è proprio Delia rappresentata come una figura patetica (che con la siringa in mano è ben lungi dalla forza dirompente di una Magnani in Bellissima o il candore genuino di una vittima come Giulietta Masina ne' Le Notti di Cabiria) perchè, anche se ammantata di dolcezza con molta ironia è capace di azioni subdole come quella di restare indifferente alla morte dello suocero ignorandolo per poter scappare con l'amante, sfruttando l'unica possibilità che ha di fuggire da casa e dal marito violento, perchè altrimenti non saprebbe dove andare. A trovarsi un lavoro, no? Passi il paesino di provincia, ma Roma! 

Oppure ancora peggio facendo passare Delia sopra al fatto che la figlia si  sistemi con un giovane di famiglia benestante il cui padre si è arricchito facendo l'informatore dei tedeschi consegnando loro molti uomini, mentre non transige quando sente il ragazzo rivolgersi a sua figlia con la stessa arroganza di suo marito rozzo e manesco (magistralmente interpretato da Valerio Mastrandrea sempre in canotta sudaticcia in stile Stanley Kowalski di Un Tram che si Chiama Desiderio) facendo emergere la presa di coscienza di una casalinga disperata piuttosto che la persona orientata verso l'ideologia di sinistra. E movimento femminista.

Insomma qualcosa non quadra ma il film comunque piace per la presenza di Paola Cortellesi sempre irresistibile nel delineare personaggi fuori dalle righe come la protagonista di C'è Ancora Domani che comuque rappresenta una minoranza perchè per fortuna è la maggioranza che ha conquistato il diritto al voto. Se le donne fossero state tutte a livello di Delia saremmo ancora prenderle di santa ragione a seguir quel detto del saggio maschilista: “Quando vai a casa picchia tua moglie, tu non sai perchè ma lei sì” Tiè! Uomini tremate... Col diritto al voto le donne non si sono più fermate, anche se la strada è ancora lunga, con tante leggi da fare da cambiare...ma se una donna in Italia è diventata premier, possiamo dire di essere a buon punto. Domani si vedrà...


FOLLEMENTE CON UN BACIO INTIMISSIMO

                      



 Follemente, diretto da Paolo Genovese,  non è un film d'amore semplice e romantico, ma di rapporti complicati che iniziano con il sesso  dopo incontri al buio.

Lui (Edoardo Leo) è un professore con famiglia ex alle spalle che si presenta già arrapatao di suo, imbolsito quanto basta per desiderare di chiudere l'affare pur disponendosi volonteroso al rito dei preamboli d'obbligo fra persone responsabili.

Lei (Pilar Fogliati)  è una single imprenditrice  soddisfatta della sua vita del suo lavoro, un filo spocchiosetta generazione millenials.

Finalmente un film intelligente, ed ecco la cronaca: impronta teatrale, dialoghi serrati incalzanti in palleggio brillante con rush finale del giococ maschio...Gol!

Ma non è finita. A stupire è il passo indietro di luiper mettersi in ginocchio e coinvolgere anche la partner  facendola venire a fine partita.

L'importante non è vincere, ma partecipare. Esultanza per tutti anche del coro, una sorta di esemplari maschi e femmine, che commentano le gesta del preludio  facendo tifo l'uno per l'altra prima di arrivare al culmine del piacere: egoista quello di lui in un ci-dò che ci-dò, miagolante da gattina in calore quello dilei che aspettava solo a farsela leccare meravigliandosi nel trovare un ver Campione del settore “là dove non batte il sole”

E fu subito amore. Dedicato a tutti gli uomini che “ci fanno stare bene”.

                  



domenica 31 maggio 2026

UNA GIORNATA PARTICOLARE, FACCETTA NERA E IMPERO COLONIALISTA

Tra i programmi di divulgazione della Tv in onda questa settimana,  Una Giornata Particolare diretta da Aldo Cazzullo si è distinta con la puntata Faccetta Nera di grande impatto visivo e partecipazione al racconto.

Se Piero Angela ha ballato un minuetto fra le strade di Parigi, Cazzullo ha dato un pugno nello stomaco con le nefandezze a non finire perpetrate dai colonialisti italiani fin dai primi insediamenti a fine 800 acquistando piccole spiagge in punti strategici del mar Rosso in attesa dell'apertura del Canale di Suez arrivando alla conquista vera e propria dell'Eritrea e Somalia da parte di Mussolini per finire con l'ultima battaglia del 1997 per la liberazione delle zone ancora occupate da parte dei dissidenti nella percentuale del 98% ad indicare il rigetto assoluto non avendo nessuno digerito il colonialismo italiano.

 Aldo Cazzullo ha tenuto viva l'attenzione con immagini forti corredate da foto e filmati autentici, e non estrapolati da fiction che hanno fatto indignare grazie ad un bel montaggio, sequenze in escalation con ritmo incalzante avvincente coinvolgente ed emozionante di grande interesse avendo rivelato gli orrori di una guerra che conoscevamo poco con  i massacri le sevizie stupri e violenze sui civili.

Mussolini è raccontato con una nuova luce sinistra che lo ha annientato rendendogli giustizia come tiranno in preda a delirio di onnipotenza più di quanto abbiano fatto numerose fiction e film improntate  sulle sue gesta amorose ad esaltare la una virilità da leader carismatico con i suoi iconici comizi al balcone che affascinavano le masse facendole correre alla sue dichiarazioni di guerra con un entusiasmo e una fede cieca, mentre la sua personalità crudele e assassina l'hanno sempre solo accennata facendone quasi una vittima di Hitler che invece era proprio il suo degno compare.

In sottofondo c'era diario di Indro Montanelli da lui scritto durante la permanenza in Africa dove era andato con lo stesso entusiasmo di tanti giovani per poi ricredersi alla fine pensando di aver sbagliato, mentre gli era rimasto il mal d'africa nel ricordo di una sposa-bambina che aveva comprato vergine per non essere contaminato da malattie veneree e per avere i panni sempre lavati e puliti. 

Su questo punto il giornalista, una volta diventato celebre in Italia veniva attaccato dalle femministe che gli contestavano un abuso di minore in odor di pedofilia dalla quale lui prendeva le distanze assolvendosi da questa infamante accusa  dicendo che in Africa fosse la prassi.

Maometto aveva sposato Fatima che aveva 9 anni, e Barbarossa aveva sposato Beatrice quando ne aveva 12, per dirla alla pari. Insomma una prassi dell'oscurantismo medievale radicato nell'Europa così come nell'Africa dove al tempo del colonialismo era ancora molto praticata per cui Indro Montanelli si era adeguato agli usi e costumi del loco.

Genius Loci o semplicemente uno qualunque di quella massa manipolabile  per la quali valga il detto l'occasione fa l'uomo ladro, o il Potere e Denaro fanno l'uomo assassino? E tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino....

Montanelli, e diciamolo se proprio vogliamo dirla tutta, era un fascista pentito rimasto con la testa a destra, il pacco fra gli ultimi per fare la carità a quella bambianetta Faccetta Nera che aveva scelto per servir la sua persona in tutto e per tutto anche sessualmente dando alla relazione una parvenza di legalità col matrimonio e mettere la coscienza in pace, mentre la mano era puntata sulla sua Olivetti 22:  un mix di vizi e virtu' che avevano contribuito a forgiare quel leone da tastiera che tutti conosciamo. 

Infatti non si era sbagliato nell'analisi di questa spedizione in Africa riconoscendo che  fu un errore clamoroso perchè il il sangue dei soldati che erano stati falciati dalla guerra e il sangue versato dai civili, era un prezzo troppo alto solo per soddisfare la magnificenza di Mussolini con la sua mania di conquista volta ad ottenere rispetto nel mondo che sanciva con una frase poco edificante: " Prima non ci consideravano mentre ora ci odiano tutti" Pluralis maestatis!

E infatti quelle gesta rieccheggiano a tutt'oggi come grida di dolore venute da quel che fu un genocidio perpetrato per la conquista dell'Impero Colonialista in Africa per la gloria del duce Benito Mussolini perchè l'Italia finiva in ginocchio nel disonore per rialzarsi con la nascita della Repubblica e cominciare una nuova era con un boom incredibile che aveva portato benessere e libertà.


L'EROS A RUOTA LIBERA TRA CINEMA E TV NEGLI ANNI 70

 L’EROTOMANIA NEGLI ANNI ‘70 AL CINEMA PARTE PRIMA

Nel filone erotico degli anni 70 al cinema imperversavano due categorie di donne: la liceale e la professoressa.
Se la liceale incarnata da Gloria Guida era sempre nuda ma di un nudo pulito perchè sotto la doccia, quello della professoressa era incarnato da Edwige Fenech che saliva in cattedra per far l’appello per poi sedere a dar lezioni. A gambe aperte.
In gambissima infatti lo è stata Edwige Fenech per tutto l’arco della sua carriera che ha gestito sempre oculatamente dai film dove si metteva a nudo, alle produzioni delle fiction tv passando dalla relazione con Luca Cordero di Montezemolo con il quale faceva coppia fissa per diversi anni: una rimorchiata, una sgommata e via in Pole position nella bella società.
Strana quella coppia,lui tanto tanto stilé lei tanto tanto crudité.

Ma al cuor non si comanda tanto meno all’attrazione fisica che si sa scoppia sempre quando meno te l’aspetti.
Tra un sussurro e una carezza il Cordero e la Fenech si sono anche scambiati l’arte del fare, ognuno secondo le proprie competenze che poi entrambi hanno messo da parte per intraprendere le loro strade: la Fenech come manager e Luca Cordero come amatore di una bellissima moglie e bei bambini.
Il cinema aveva perso una delle più grandi protagoniste del filone erotico scacciapensieri che aveva raggiunto il culmine con Quel Gran Pezzo dell’Ubalda tutta Nuda e Tutta Calda. Un colpo di genio perché in un lampo con il titolo si era già capito tutto il film. Il primo di una lunga serie con titoli che più che sintetizzare facevano il cappello introducendo il pezzo che quasi sempre formava il film a episodi.



Da ricordare “L’Insegnante Va in Collegio e poi Viene a Casa, Giovannona Coscia Lunga Disonorata con Onore, Alle Donne del Castello Piace Solo Fare quello. Poi c’è stata la svolta perché dai film di serie C Edwige Fenech è diventata protagonista a fianco di attori importanti come Renato Pozzetto Massimo Ranieri e Ugo Tognazzi che l’anno catapultata nel mondo delle commedie all’italiana di serie B passando poi  alla classe A con le fiction Tv come interprete e come produttrice senza farsi mancare l’esperienza da stilista: un’ Escalation con la quale era assurta a PrimaDonna che le faceva rinnegare tutti quiei ruoli degli esordi dicendo  di averli fatti, per mantenere il figlio. Cuore di mamma non sbaglia mai: infatti, con una mano sul cuore e una nel portafoglio veniva pagata profumatamente perché il suo profumo veniva annusato da tanti fans chiusi nelle sale ad ammirare le sue nudità generosamente offerte.
 Non erano le sole ma le sue, quelle di Edwige Fenech erano fra le preferite perché si mostrava senza alcuna inibizione ma con una dolcezza  quasi maternale. Un modo di porgersi molto gradito che solo Laura Antonelli era riuscita poi riuscita a surclassare.


                              L'EROTOMANIA NEGLI ANNI 70 IN TV    





Se al cinema negli anni 70 era scoppiata la febbre dell’eros, la Tv non voleva essere da meno proponendo i primi nudi a tutto streptease in seconda serata. Con le prime Tv a colori iniziavano anche i Varietà Sexy dedicati a Cicciolina a Moana oppure format   sul genere docu-movie  di Europa di Notte, con i quali si faceva una carrellata fra i locali notturni con una conduttrice pimpante ed ammiccante a presentare Odeon.

Così agli Italiani venivano aperte le porte del Crazy Horse dove brillava una stella dal fisico scattante molto francese che invece del solito palo per la lape-dance roteava flessuosamente intorno ad una corda, raccontando di sé: “Mi chiamo Rosa, Rosa Fumetto e vengo da…BBBBologna!”
Bomb! La francesina piccante e sfacciata era invece un’italiana che faceva impennare l’orgoglio maschio Nazionale ai massimi livelli.




I format Tv si adeguavano facendo programmini nei quali inserire tra una battuta e una canzone qualche pezzo di streptease con i quali si esibivano Rosa Fumetto e Serena Grandi anche lei venuta da Bologna dopo un flirt con Gianni Morandi.
Il format era Il Cappello sulle Ventitrè perché andava in onda sul tardi quando i bambini e gli anziani erano a letto. Allora si facevano solo brevi flash sulle nudità delle show girl che andavano subito a coprire con le mani o con qualche piumazzo in scena per non far scattare la censura. La quale puntualmente è arrivata perché i programmi sono andati a scomparire lasciando il posto negli anni 80 a ballerine e show girl molto ammiccanti anche se scosciate e con i balconcini straripanti alle quali per la prima volta veniva dato voce per qualche gags a doppio senso come Drive In.





PARTE SECONDA DEL POST 17.07.2013:  L'EROTOMANIA DEGLI ANNI 70 FRA CINEMA E TV
Ma torniano agli anni 70, perché il filone boccaccesco con i genitali open-air apparsi sullo schermo grazie alla firma di un grande autore come Pier Paolo Pasolini con la sua trilogia del Decameron, Il Fiore delle Mille e Una Notte, e I Racconti di Cantherbury  metteva letteralmente a nudo gli attori con l’uccello in tiro davanti alla cosina a pelo,


magari posizionata sopra un albero come nei Racconti di Cantherbury con la figlia di Chaplin come interprete. Immagini crude che però raccontavano l’innocenza dell’amore carnale. A tal proposito viene in mente la barzelletta di Pierino, che al cinema a quel tempo imperversava con Alvaro Vitali, quando con l’amichetta trovandosi sotto un albero di cigliege mandava la bambina a raccoglierle mentre lui da sotto la guidava: “Un po’ più in là…ecco così…muoviti…Mmmmm!”finchè la bambina correva da mammina tutta contenta gridando: “… guarda quante cigliege che ho raccolto”, mentre invece la mamma la rimproverara: “Ma sciocchina non sai che Pierino ti ha mandato sull’albero per veder le mutandine?”
"Certo che lo so mamma, ma io prima di salire me le sono tolte!”

Le creature ingenue di Pasolini rasentavano la stupidità mentre quelle scaltre come Laura Betti, per citare il nome di una sua musa, erano tutte intrise di trasgressione e malvagità toccando la tragedia facendole incarnare da due icone come Silvana Mangano in Edipo Re e Maria Callas in Medea. Le quali si ammantavano di tragedia anche nella vita reale morendo in solitudine dopo la morte del loro primogenito e l’abbandono dei rispettivi compagni di potere come Dino De Laurentis e Aristotele Onassis.
 
Non aveva mezze misure Pasolini ma vedeva giusto con l’occhio lungo e disincantato del Poeta che racconta la vita nella sua essenza, facendo di ogni filo d’erba un “cazzo-per-dirla-pane-al-pane”.
Difficile vedere l’innocenza dietro l’immagine spogliata perché si tende sempre a farla scivolare nel volgare becero, ma tutto dipende dall’occhio con il quale si guardano o si        
interpretano immagini nude e crude con linguaggio esplicito per cui l’occhio di un malvagio o pervertito non riuscirà mai a individuarne il messaggio “vitale”
ma sempre quello diabolico di un Zaccaria, Diavolo di terza categoria per dirla tutta con il linguaggio del fumetto come Rosa, Rosa fumetto.
 Come a dire Dio Me l’ha data e guai a chi la tocca. Embè è un fumetto!

                                 

sabato 30 maggio 2026

GIOIELLI BULGARI CREATI APPOSTA PER LE DIVE ANNI 60

Negli anni 60 imperversavano i Bulgari, smeraldi e diamanti in parure importanti creati apposta per le dive nei panni di personaggi storici come Venere Imperiale interpretata da Gina Lollobrigida che ne aveva sfoggiati diversi ispirati a quelli di Maria Luigia e Napoleone rubati recentemente.

Gina Lollo era entrata talmente nella parte da mettere le tiare anche nei ricevimenti fuori dal set.

In quegli anni il cinema esagerava in opulenza non badando a spese ricoprendo le dive di gioielli favolosi veri, non svarowsky come si usava in Teatro.

Le parure si assomigliavano tutte da quelle di Liz Taylor alle due rivali italiane Sofia Loren e Gina Lollobrigida, mentre Audrey Hepburn per esempio lanciava i bijoux comunque sempre d'alta classe. 

Un'altra attrice restia a mettere i gioielli era Grace Kelly che puntava piu' al look ma diventando principessa si era dovuta adeguare a portare gioielli regali con unica eccezione di un anello Cartier regalatole dal principe Ranieri per il fidanzamento, un duamate solitario quadrato e di dimensioni vistose, ma non abbastanze da eguagliare l'anello di Liz Taylor grosso e volgare regalatole da Richard Burton.

I divi allora dovevano distinguersi per eccentricita' ed esagerazioni per far sognare riuscendoci a volte piu' del film.

mercoledì 27 maggio 2026

AMARGA NAVIDAD L'ULTIMO FILM di PEDRO ALMODOVAR

 


Accolto tiepidamente in Spagna, osannato a Cannes, sbarcato in Italia all'uscita del cinema ho raccolto questi commenti: “Non ho parole”, “Troppo cervellotico” mentre in sala a vedere il film Amarga Navidad un pubblico sparso e molte poltrone vuote raccolte in un silenzio senza sussulti fino a quando non è apparso uno strip-men, di quelli affittati a feste del nubilato, davvero notevole per le movenze talmente realiste da far mimare amplessi di godimento fra le spettatrici che si dimenavano nelle poltrone accompagnando il ritmo del su e giu' fino al culmine dell'orgasmo facendole gridare tutte di piacere immaginandoselo dentro. 
Quelle del film ovviamente perchè le spettatrici in sala erano tutte pervase dall'introdeau funereo che dava l'impronta a tutto il film con le protagoniste tutte con gli occhiali buio pesto a sottolineare il lutto da elaborare con la fine di un famigliare come la mamma,  un bambino, e la fine del maschio che fu quando scopava e dalla quale ormai fuggono inorridite.

Le storie sono intrecciate in paralelismi tra finzione e realtà che non fanno altro che confondere perdendo il filo per ritrovarlo solo in alcuni punti, per esempio quando la coppia che scrive il copione tornando sulla scena dello striptease maschile per descrivere al meglio l'animale bellissimo che si dimenava trapanando una sedia si sentivano rispondere che quella era roba vecchia perchè: “...ora tutti vogliono vedere scopare...” offrendo un privè alla coppia che faceva un cenno di diniego tutta schifata. Giammai Una coppia sbagliata in un posto sbagliato perchè lei è lesbica e lui omosex.

Se con Donne sull'orlo di una Crisi di Nervi il regista Pedro Almodovar aveva conquistato il mondo con una storia scoppiettante, con questo film Amarga Navidad sembra aver esaurito la vena o ancor peggio che la popolarità gli abbia dato alla testa affliggendolo con quel delirio di onnipotenza che coplisce anche altri registi su di età come Ridley Scott per esempio i quali dall'alto del loro lungo percorso di carriera pensano che basti mettere insieme qualcosa sulle ali dei passati successi per far gridare al capolavoro. Purtroppo Amarga Navidad non è un film riuscito per un eccesso di cerebralità che ha mandato in confusione il regista stesso e che si può salvare solo per quiei pochi minuti di esaltante vitalità virile della performance di  Bonifacio (Patrick Crido) quando si esibisce in tutto l'orgoglio maschio dimostrando il potere del “cazzo usato a modo” (meditate uomini meditate...) sulle donne, facendole godere in un'ammucchiata orgiastica liberate dai freni inibitori. 

Qualunque uomo vorrebbe essere al suo posto, ma lui invece no, lui ama soltanto la donna protagonista, una donna forte dal piglio manageriale con la quale sentirsi a casa alla quale è devoto anche se lei è sempre afflitta da forte mal di testa per attacchi di panico ed ansia dopo la morte della madre. 

Portandola al pronto soccorso a sorpresa ci troviamo di fronte ad una Spagna dove la sanità funziona perfettamente senza le interminabili file prima alla recepition e poi in sala d'attesa facendo anche notte dei nostri Ospedali, perchè appena nel film  arriva la paziente viene subito ricevuta dal medico con ricovero in stanza singola per gli accertamenti ed esami facendoci pensare che la malasanità sia solo in Italia, liste d'attesa in primis? Questo è un problema molto sentito al Sud perchè qui al Nord non ci possiamo lamentare per l'assistenza e le cure dei pazienti ricoverati nei Reparti,  certo se si potessero snellire le attese in Pronto Soccorso, magari ispirandoci al modello spagnolo. Come mai loro sono così efficienti e noi no? Eppure l'Italia è indicata come una Potenza in Europa, molto più della Spagna sempre alle prese con conflitti che dividono il Paese, e scandali clamorosi che hanno colpito la Corona e da ultimo l'ex primo ministro Zapatero smascherato dalla Polizia. Vuoi vedere anche quella e' più efficiente?

Il film è comunque un abbraccio corale fra maschi con maschi e femmine con femmine tutte di livello molto alto sia mentale che di disponibilità economiche, un circoletto di intellettuali spocchiosi che escludono l'unico in grado di rendere il film degno di essere visto, perchè se li si poteva accettare per il sollazzo non così per fare ensemble perdippiu'con il mestiere di pompiere.

Se Spagna e Italia possiamo trovare differenze, il mondo del cinema con tutti suoi circoletti dei film d'autore che fanno solo fuggire dalle sale nonostante siano stati acclamati ai Festival, da Berlino a Cannes, Da Venezia a Roma, è uguale in tutti i Paesi d'Europa, che finalmente la si vede unita. Con tanta spocchia.


NOTA DI COSTUME QUANDO ESSERE SEX SYMBOL NON PAGA

Tom Cruise, George Clooney, Paul Newman, Cary Grant e tanti altri sono attori che non hanno mai ricevuto 'Oscar. La loro bellezza cosi' sfacciatamente sexy non veniva associata al talento puro cosi' come per Marylin Monroe un sex symbol protagonista di commedie brillanti considerate come  leggerezza dei sentimenti e talento poco di spessore.

A Paul Newman venne offerto il Premio alla carriera che lui rifiuto' pensando fosse un elegante invito a mettersi da parte causa anzianita' intendendo continuare a lavorare.

Cosi' in seguuto gli venne assegnato l'Oscar per il film Il Colore dei Soldi, il remake de' Lo Spaccone per il ruolo del cinico allenatore di Tom Cruise nel ruolo di "spaccone" che ironia della sorte era stato il piu' brutto film, della  carriera di Paul Newman non rispecchiandolo nel suo stile scanzonato.


martedì 26 maggio 2026

GIORGIA MELONI E LA STABILITA' DEL SUO GOVERNO


Con queste elezioni amministrative Giorgia Meloni ha confermato  la stabilita' del suo governo.

Piace la Meloni come donna leader, piu' brava della paurosa Von der Leyen e un po' meno della Merkel piu ' diplomatica e piu' tosta. 

Matteo Renzi quando  si era proposto per dire "cosa farei al posto della Meloni"   con quale faccia tosta visto che al Governo c'e' stato facendo piu' danni che opere di bene.

E comunque la sua formula per il centro sinistra era quella di un furbetto, prendi qui le liste di attesa,  prendi la' sulla sicurezza,  e chiudi col petrolio. Sanita' Sicurezza e petrolio , praticamente benzina e bollette. Cose ovvie, ordinari problemi delle famiglie.

Scalpitava per far saltare il Governo e mandare a casa la Meloni, questo era il suo obiettivo, insieme al programma di Giuseppe Conte, con punto primo mandare a xasa ka Meloni.

La stabilita' di un Governo e' una garanzia di affidabilita' per interloquire con gli altri Paesi rassicurandoli che le trattative intraprese non saltino il giorno dopo.

La Meloni ha buoni rapporti con tutti anche con Paesi Arabi che non sono molto ossequiosi con le donne. E' sicura energica volonterosa, in poche parole e' brava.  La von der Leyen in Turchua non l'hanno fatta sedere, per esempio.  La Schlein anche se brava persona non sembra molto sicura non andando mai dritta al punto rispondendo a una domanda facendone altre.

Se si parla di sicurezza bisogna esprimerla di persona.

Vannacci per esempio e' uno che da' fiducia per la sicurezza, anche se non piace.

La sicurezza non e' solo data dai militari che presiedono le stazioni per far viaggiare le donne difendendole da pusher e stupratori, la sicurezza e' la prontezza a reagire in caso di attacco e sapere come muoversi. 

Piu 'Europa va bene ma se ci attaccassero l'Europa farebbe esattamente come aveva fatto coi migranti, che per Meloni e' stato il cavallo di battaglia  della sua campagna elettorale, perche l'Italia era stata lasciata sola dimostrando polso e determinazione. Invece di mandare aiuti a Zelensky dovrebbe comunque prendere esempio dalla Germania che i soldi delle armi le ha investite per rafforzare la sua sicurezza sapendo sicuramente di non sbagliare la sua strastegia di difesa.

La miglior difesa e' l'attacco diceva Nspoleone ma i Russi sono partiti in camoagna distruggendo le loro case per lasciare Mosca senza cibo e acqua inducendo Napoleone alla ritirata restando imoantanato nella neve con l'esercito decimato dal freddo.

Giorgia Meloni si e' prefissata di dare piu' sostegno alle famiglie per cui dovrebbe tener presente le bollette del gas per non lasciar bambini e anziani al freddo.

L'Iren per esempio concede rsteizzazioni solo per due bollette all'anno, togliendo la fornitura per mancato pagamento dopo 15 gg.  per cui tante famiglie con anziani e bambini e bollette care, rischiano di restare al freddo perche' l'azienda segue il protocollo.

Col protocollo tutto e'  in ordine anche se noente e' in ordine. 

lunedì 25 maggio 2026

FAGNANI-MENTANA UNA COPPIA DI SUCCESSO

Enrico Mentana è molto orgoglioso di Francesca Fagnani come conduttrice e del suo successo televisivo che la rende degna compagna del ruolo da lui ricoperto di membro al vertice in qualità di direttore del Tg La7, la terza Rete più seguita, 

La precedente compagna Michela Rocca di Torrepadula era una sorta di moglie feticcio in quanto eletta Miss Italia a Salsomaggiore facendo coppia glamour il giornalista e la miss, fino a quando non si era messa a lavorare in Tv dove le era stato ritagliato un ruolo insieme allo chef Vissani che fu un flop clamoroso, per la trasmissione, per Vissani mai più visto ai fornelli e per la Rocca Padula. La quale infatti aveva smesso di brillare accanto al compagno perchè nonostante le avesse dato due bambini, il Chicco si era fidanzato con Francesca Fagnani, allora giornalista, dandole un bacio mentre salivano sull'ascensore una metafora perfetta per dire insieme saliremo in alto. Lui però è rimasto sempre al suo posto tale e quale a sé stesso arrivando alle ospitate a dover sbattere la porta come un qualsiai opinionista,  mentre lei lo ha superato con diverse conduzioni televisive fino al palco di S.Remo spopolando fra i social come reginetta tiktoker tanto che ora parlando del Chicco si pensa come al compagno della Fagnani.

venerdì 22 maggio 2026

UN FUTURO APRILE. L'UTIMA STORIA DI MAFIA CHE SBARCA IN TV

 


Un Ffuturo Aprile è l'ultimo sul tema mafia, ora su Rai Play, basato su una storia vera che ha come interprete nei panni del magistrato Carlo Palermo, calato dal Trentino per insediarsi nella Procura di Trapani, Francesco Montanari un attore dalla faccia scolpita che non fa trasparire alcuna emozione, restando sempre dritto come un fuso scomponendosi appena appena  dopo aver subito un attentato dimostrando, riuscendoci benissimo, la sua tempra dura e coriacei nel rimettersi subito al lavoro entrando negli Uffici con l'orecchio insanguinato per il timpano forato dal fragore del boato della strage. 

Che sarà mai? Il dovere innanzi tutto senza comunque dimenticarsi di avvisare lo staff che ci sono state vittime innocenti, esternando sempre con lo sguardo impietrito un senso di colpa al commissario (Emmanuele Aita) che calmerà la sua coscienza diostrandosi fidato amico nel sostenerlo nelle indagini che entrambi portano avanti facendo irruzione a tappeto nei luoghi dove si annida il braccio violento della mafia arrestando tutti i piccoli malavitosi perchè i mandanti restano nell'ombra a tramare fin quando la Cassazione avrà li avrà assolti per tornare a delinquere come intoccabili fino a quando il solito pentito non deciderà di parlare. Così in una seconda fase anche i mandanti vengono arrestati e condannati a sorpresa facendo chiudere un cerchio con “Giustizia è Fatta”

Un messaggio molto positivo se non fosse che la fiction sia tutta girata come una commedia sentimentale a sfondo criminale in giallo-rosa come le interviste Crime di Francesca Fagnani fra sorrisini e domandine scomode lanciando frecciatine intinte nell'inchiostro simpatico in grado di decifrare solo il Corrierino dei  piccoli fans.


Peccato che qui si parli di mafia dove una madre con due bambini ha trovato la morte guidando un auto sul percorso del magistrato la cui carica esplosiva li ha presi in pieno parando la vita del Giudice, per cui baci e abbracci sembrano un filo fuori luogo all'insegna di quel vogliamoci bene alla faccia dei mafiosi mentre dentro si grida vendetta da perpetrare fino all'ultimo.. Il grido di dolore soffocato è quello del vedovo Nunzio interpretato da Peppino Mazzotta (il collaboratore storico  di Montalbano) il quale se si butta in un'indagine parallela con quella della Polizia, dopo pochi mesi è già in dolce compagnia di una giovane ragazza rimasta incinta che presenta alla figlia Margherita sopravissuta all'attentato per essere andata a scuola da sola, la quale invece di essere gelosa come normalmente succederebbe in tale  frangente di lutto non ancora elaborato, l'accoglie entusiasta come una seconda mamma diventando a sua volta una sorta di mamma del fratellino in arrivo. La famiglia si allarga anche con buona pace della zia che lascia di buon grado il posto vacante alla nuova compagna del padre anche se in Paese circolano chiacchiere su di lei. Invece la ragazza dimostra di aver un cuore grande diventando nel corso della fiction una colonna portante per il sostegno al compagno nella lotta alla mafia e per il contributo economico in favore di Margherita che a sua volta ama talmente tanto il fratellino da inibirne la voglia di crescerr perchè dopo 17 anni è rimasto ancora piccolino come quando ne aveva 10.

Margherita comunque, morto il padre, è quella che vedrà finalmente trionfare la giustizia che avviene nonostante il magistrato sia stato trafserito a Roma perchè continuamente minacciato da lettere anonime che arrivano anche all'indirizzo delle sue figlie inducendolo a desistere dal continuare la sua lotta alla mafia sfilandosi da qualsiasi contatto con la famiglia delle vittime per non trovarsi la stampa intorno anche se ormai lui non è più essenziale perchè il lavoro lo continua il Commissario con il supporto di Margherita nell'accettare di costituirsi parte civile per continuare la battaglia. Nonostante il diniego a restare ed ad avere contati con le parti offese, Margherita molto nobilmente alla fine contatta il Magistrato Carlo Palermo per  liberarlo dal senso di colpa e ringraziarlo.

Di che cosa non si sa, visto che la sua famiglia era stata distrutta a causa sua anche se involontaria, con lui che si era arreso al primo intoppo con la solita frase che distingue i medioci,  ma che non ci si aspetterebbe da un magistrato di alta statura: “Tengo famiglia” ammettendo di fatto la sua potenza. Gli eroi di mafia sono tutti un'altra storia.


mercoledì 20 maggio 2026

LAPPONIA I LOVE IU, UNA FAVOLA TRA LE RENNE

Piacciono ancora le favole? Con Lapponia I Love iu ne abbiamo vista una molto carina ambientata in Finlandia tra allevamenti di renne paesaggi fioriti immersi in un religioso silenzio per sentire il rumore del vento e delle acqua gelide e cristalline dei torrenti sparsi ovunque per arrivare al freddo mare del nord e dove la vita trascorre nelle lunghe giornate di sole non conoscendo il buio della notte fonda ma solo una leggera penombra.

Il protagonista Carmine Esposito, interpretato da Erasmo Genzini, e' un giovane di Napoli che insieme a due amici pur essendo bravi ragazzi conoscono l'arte di arrangiarsi con furtarelli facendo piccoli bottini rubando orologi ai ricchi finendo per colpire un mafioso che induce Carmine ad accettare l'eredità del fratello Salvatore il quale stabilitosi in Finlandia gli ha lasciato una bella casetta da entrarne in possesso dopo avervi soggiornato due mesi.

Giovani gagliardi e soprattutto napoletani la compagnia esuberante si fa subito conoscere dai nativi finlandesi alcuni dei quali prendono le distanze mentre altri li accolgono ben lieti di godere della loro allegria, del caffè buono e della loro estroversa compagnia. Carmine vien colpito dalla grazia di una ragazza del posto nipote della compagna di Salvatore, Sunna' (Anna Magga Wigelius) che lo mette in guardia sulla morte del fratello archiviata come suicidio ma con il sospetto di omicidio al quale lui non crede affascinato da quella vita così beata che non potrebbe nascondere insidie. Così in questo paradiso naturale lui insegue Maren Elle così si chiama la ragazza (L'attrice Sissi Jomppanen) mentre si occupa delle sue renne facendole complimenti e dichiarazioni d'amore che lei gli dimostra di non capire parlando una lingua completamente diversa. Ma il linguaggio dell'amore è universale e quando c'è alchimia fra due persone la parola Ti amo che lui le sussurra dolcemente lo si capisce in tutte le lingue riuscendo ben presto a conquistare il suo cuore che lei ricambia timidamente dopo aver risposto con i primi approcci con un calcio nelle palle dimostrando la sua natura selvatica difficile da conquistare tanto da tenere sulle corde anche un pretendente del posto che purtroppo mira a sposarla per entrare in possesso del suo allevamento di renne.  Così tra i due sorgono tanti ostacoli dovendo superare la diffidenza degli abitanti che si frequentano solo fra parenti accoppiandosi fra di loro, ma sopratutto la mafia del posto, che spadroneggia sugli allevamenti togliendo di mezzo, come è stato per Salvatore, tutti quelli che li scoprono.

In questa banda c'è coinvolto anche il fidanzato Mihkkal ma Carmine dopo essere stato avvisato con calci e pugni di non impicciarsi, vuole andare a fondo alla faccenda riscendo a smascherare la banda che affronta senza paura pur avendo la pistola puntata per fargli far la fine del fratello riuscendo a scamparla grazie al colpo di fucile di Maren Elle che finalmente cade tra le sue braccia facendolo scegliere, e con lui anche gli amici, di restare per vivere felici e contenti anche se fra una cotoletta di lingua di renna e una pizza all'ananas, ma l'amore vince su tutto.

Durerà?la domanda resta in sospeso per valutare un sequiel numero due o addirittura una serie. Comunque vada, la favola finisce qui col gioco della seduzione e del preludio tra piccole schermaglie della guerra dei sessi che hanno fatto accendere la fiamma dell''amore e della passione, perchè poi comincerà la quotidianità della vita vera sfociando come tutti nella noia anche in Paradiso come la natura incontaminata della Finlandia 
Erasmo Genzini interpreta ormai sé stesso, il bell'u'guaglione impunito napoletano dal cuore generoso ma con la testa calda, alla giusta temperatura comunque da renderlo simpatico non oltrepassando il limite preferendo restare ai margini non della società comunque ma della mafia. Piacione a tutto tondo dal sorriso al capello riccio gli occhi neri accesi come il carbone e profondi come il cratere del  Vesubio incarna la napolenità da cartolina, lo scugnizzo che tutti vorremmo incontrare a Napoli davanti ad una pizza mentre lui suona il mandolino cantando O Sole Mio con lo sfondo del Golfo di Napoli a confermar quel detto Vedi Napoli e poi Muori.



venerdì 15 maggio 2026

IL GLADIATORE DUE

 

Così anche in Tv sbarca Il Gladiatore 2, il sequiel girato da Ridley Scott dopo 20 anni anche se non se ne sentiva il bisogno, ma era da vedere  perchè l'operazione marketing puntava proprio sulla curiosità per cui chi l'ha visto potrà scegliere di rivederlo passando sopra alla raffica di spot pubblicitari e dell'orario prolungato inevitabile in una Tv commerciale come canale 5.

Ci sono film che girati in serie 1 o 2, oppure in trilogy o all'infinito che sono molto attesi e seguiti perchè portano avanti un discorso o di un regista come Pier Paolo Pasolini con il Fior di una Mille e una Notte, I racconti di Cantherbury, Il Decameron,  o di saghe famigliari come il Padrino o il percorso di un eroe come Rocky oppure un filone fantascientifico come Alien da andare a vedere nonostante il regista (che da Ridley Scott il primo ne sono seguiti altri) così come per 007 da Sean Connery fino a Daniel Craig. Per non citare le GuerreStellari, Il Signore degli Anelli ecc.ecc.

Il marchio però lo deve imprimere uno solo, un regista, un'idea o un personaggio che nel Gladiatore lo ha impresso Russel Crowe con un Physique du Role vigoroso ed energico che si fondeva perfettamente con l'integra virilità di un leader combattente e pessionale e l'intensità interiore di un uomo colpito nei suoi affetti più cari, manifestati con una sofferta recitazione ed un rotear di spada tanto da plasmar un personaggio unico nello spettacolo. Pertanto alla sua morte il film poteva ritenersi finito anche perchè nel frattempo su quel filone d'oro sono sorte tante produzioni in serie televisive che ci sono bastate ed avanzate perchè tradotte in splatters con sague che schizzava a fiumi bucando fin lo schermo con i Gladiatori sexy toy, con pacco gonfio a vista pelo al servizio della bisogna di matrone sempre in fregola  e, questa è imperdonabile, con l'Arena circoscritta in un cortile in quel sito di Capua memoria tutto da dimenticare.

Il Gladiatore da eroe tutto onore e gloria era diventato una sorta di porno-gadget per orge patrizie con ammucchiate fra schiavi sempre arrapati e troie matronali.

Così Il sequiel del film è stato visto come un'operazione poco convincente anche per il rifiuto di Russel Crowe di partecipare e già  questo avrebbe dovuto far desistere il regista perchè sarebbe come se una Imma Tataranni riprendesse la serie senza Valeria Scalera, un flop in partenza come si è visto con i Cesaroni con il solo Claudio Amendola non avendo più senso portare avanti quel discorso interrotto che bastava riprendere ricominciando con un'altra famiglia senza insistere di far dei Cesaroni discendenti diretti di Giulio Cesare e Cleopatra.

Insomma Ridley Scott pensava che il film n.2 lo potesse gestire alla pari del primo come se fosse stato una sua creatura avendo la brillante idea di incentrarlo su Lucius la creatura di Lucilla, spacciandola per figlio del Gladiatore avuto da Lucilla suo vecchio amore e non mentre era sposato con la moglie perchè i bambini avendo la stessa età, erano stati concepiti da due padri diversi senza alcun dubbio.   

La creatività specie se fantasiosa, non ha confini e non potendo resuscitare i morti ci si trastulla con i vivi tenendo il marchio a garanzia di continuità senza considerare che nel Gladiatore Russel Crowe avesse messo l'anima immedesimandosi in un personaggio che sentiva molto  facendo il suo capolavoro di percsorso artistico, tanto che Russel e Gladiatore erano e lo sono ancor per tutti un tutt'uno mentre tutto il resto difficile da imitare. Si è visto con il Gladiatore Due dove come Lucius e figlio segreto è stato scelto Paul Mescal ancora fresco dell'aura di studente universitario irlandese della serie Tv Normal People, alto allampanato sempre un filo fuori fase nel gestire studi e ragazze compagne di studi che nella realtà, sulla scìa di questa serie di successo impazzivano per lui, ma niente a che fare comunque con un muscoloso Gladiatore e con lui men che meno Pedro Pascal col baffo messicano, così come Denzel Washinghton, seppur molto bravo, in un ruolo improbabile che sembra cucito low coast per far accumulo di star da richiamo perchè riesumando Lucilla appare una Connie Nielsen in botulino in una sorta di pallida idea della nobile patrizia di un tempo che fu avvolta in memorabili costumi. I quali se nel primo film erano parte di una scenografia curata nei particolari e non solo perchè anche gli effetti speciali erano credibilissimi nella ricostruzioni AI  del Colosseo in primis, in questo secondo film passano inosservati oscurati da una scenografia pomposa roboante esagerata impossibile e men che meno improbabile con l'inserimento di mostri preistorici a sostituire le mitiche tigri di passata memoria, mai dimenticate comunque nella loro suggestiva apparizione a sorpresa insieme alla Colonna Unita a formazione testuggine per contrastare la corsa delle bighe e vincere clamorosamente, col Generale che era diventato schiavo e da Gladiatore più amato del Re di Roma.

Invece nel secondo film si rimane basiti annientati dalla violenza gratuita sulla quale si è lavorato fantasiosamente senza riuscire a coinvolgere nemmeno con la battaglia navale al Colosseo un pasticcio confuso con una sorta di video gioco che ha reso il pubblico insoddisfatto anche se il regista era sempre Ridley Scott.

Il quale con l'età invece di migliorare, ha prodotto un flop dietro l'altro avendo probabilmente esaurito la vena creativa di una visione che vada oltre un buon prodotto da piazzare sul mercato seguendo un copione in linea con lo star system invece che una sceneggiatura attinente ai fatti storici perchè se sul primo c'era qualche libera interpretazione, sul secondo la fantasia si è troppo scatenata come ai tempi dei Kolossal storico-romani Hollywoodiani ormai in declino, proprio quel genere di film che a Russel Crowe agenti e amici avevano sconsigliato di interpretare con  Il Gladiatore che invece lui ha accettato nobilitandolo. Il Gladiatore, non la serie dei Peplum perchè dopo di lui, il nulla.



venerdì 8 maggio 2026

PRISCILLA. LA SUA VITA CON ELVIS PRESLEY


https://www.youtube.com/watch?v=vGJTaP6anOU

Sofia Coppola è una regista che come poche sa entrare nella psiche delle adolescenti che ha raccontato in tanti bei films esordendo alla grande con  Il Giardino delle Vergini Suicide, Lost in Translation, Bling Ring, L'Inganno.

Il più acclamato è stato sicuramente Marie Antoinette girato a Versailles in versione Rock con una esplosione fashion  di colori nelle crinoline e in un tripudio di ventagli parrucche cappellini pizzi merletti e scarpe in raso col tacco a rocchetto e tutto in stile Roccoco'.

L'ultimo suo film è Priscilla, la moglie di Elvis Presley che gli aveva dato una figlia Lisa Mary diventata anni dopo la moglie di Michael Jackson, dove racconta la storia del loro incontro con la prospettiva di lei ma sul modello di Marie Antoinette con la  villa di Graceland a Menphis che è una sorta di Versailles nella quale lei vi entra bambina per uscirne adulta da donna consenziente che non si avvia verso la ghigliottina ma ad affrontare la vita vera oltre la favola di una principessa in gabbia.

Il primo incontro avviene in Germania quando Elvis era di stanza alle basi Nato dove erano anche i genitori di Priscilla la quale avvicinata da una amico del cantante mentre lei beve una coca al Bar dopo il permesso dei genitori segue lui e la moglie per andare ad una festa in casa di Elvis ben felice di conoscere il suo idolo. L'incontro è un colpo di fulmine per lui che si innamora di questa piccola bambolina decidendo di sposarla non appena lei avrà superato l'esame di liceo la cui scuola frequenterà a Menphis ospite di Elvis. Così lui la presenta a tutti come la sua ragazza tra lo sconcerto di parenti e amici nel trovarsi di fronte ad un'adolescente minorenne.

In attesa che venga quel giorno, poiché Priscilla non ha l'età ed Elvis la vuole rispettare perchè l'ama sinceramente, la coppia pratica il petting, quel preludio erotico molto in voga negli anni 50 in cui si esploravano i corpi con baci e carezze fino ad un certo punto, ovvero quello della verginità. Per tutto il resto a piacere.


Priscilla è sempre più in fregola e vuole crescere trasformandosi vistosamente grazie ad un pesante trucco tacchi alti capelli cotonati e soprattutto folte ciglia da assumere l'aspetto di una bambola per incarnare inconsciamente l'ideale del suo idolo il quale, pur avendola desiderata quando era acqua e sapone così conciata lo inorgoglisce  pur restando restìo a portarla sul set dei film che gira con travolgente successo facendo un importante sodalizio artistico (e sentimentale)  con l'attrice Ann Margret  che lascia finite le riprese per tornare dalla sua piccola così chiamnata per tutto il corso del loro rapporto senza mai pronunciarne il nome.

Questa la dice lunga su una relazione che segna chiaramente le distanze sia a livello fisico, lui molto alto e lei minorenne di statura piccola,  sia a livello emotivo perchè  lui non entra mai dentro di lei chiamandola per nome accarezzando l'anima della sua donna, trattandola a tutti gli effetti come un oggetto.

Insomma un rapporto all'insegna di problematiche  e superficialità che porteranno all'inevitabile separazione dopo la consapevolezza di lei di non essere stata veramente amata, lasciando Elvis smarrito pensando che ogni donna  volesse essere al suo posto.

Un posto dorato, pieno di lusso nel quale Prisiclla si sentiva mortificata nella sua personalità messa a fuoco in un episodio nel lettone dove, facendo le cuscinate, lei lo colpisce forte provocando in lui una reazione rabbiosa nel cacciarla via dicendole di non volere un uomo ma una donna femminile e sottomessa. Un imperativo al quale lei negli anni si ribellava andando a lezioni di Karate e riprendendo le sembianze naturali senza trucco e parrucco determinata a lasciare quella Casa di bambola nella quale aveva sprecato la sua vita nei saloni vuoti in paziente attesa del ritorno del marito dalle tournée o dal set dei film.

Jacob Elordi è un Elvis credibile che con l'alta statura, mentre prende sottobraccio quella bambina che presenta come la sua ragazza,  sa rendere la relazione inquietante  delineando una personalità infantile e narcisista molto marcata al limite della pedofilia. Un lato oscuro dal quale comunque ne esce Elvis Presley , un artista che ha portato una rivoluzione nella musica e nei costumi facendo sognare intere generazioni allora come oggi. Buon per Priscilla per avere trovato la sua strada con qualche particina anche nel cinema ma la stella luminosa che brilla in firmamento è solo quella di Elvis Presley. Con l'interpretazione di Priscilla, Cailee Spaeny ha ricevuto la colpa Volpi al Festival di Venezia del 2023.

mercoledì 6 maggio 2026

DAVID DI DONATELLO 71 EDIZIONE CON VINCITORI A SORPRESA

 

Bianca Baldi e Fabio Insinna hanno presentato ma soprattutto animato la 71esima edizione del David di Donatello all'insegna della leggerezza e del puro divertimento.

Insinna ironico e scatenato con la diretta è andato a ruota libera con battute ironiche irriverenti e dissacranti avendone per tutti, mentre Bianca Baldi, dopo il felice esordio a S.Remo è stata un'ottima co-cponduttrice con tanta brio naturalezza e simpatia e la cui risata squillante ha contagiato il pubblico.

Finalmente il cinema, dopo l'umiliante esclusione da Cannes, ha potuto autoelebrarsi e questo va detto senza ironia perchè è giusto che sia orogoglioso della propria produzione e creatività e dei propri artisti in nome dell'arte e della Politica. Molta Politica. Sarà questo il problema dei tagli del Governo che ha messo in crisi il settore con le maestranze inprimis?

Il cinema è un'arma, uno strumento potente per diffondere idee, per aprire le menti per fare sognare...Ecco, forse al di là della  politica penalizzante quello che manca al cinema è la capacità di di far sognare perchè va bene riflettere, va bene pensare, va bene doversi sentir colpevoli dei massacri per inerzia, va bene che la sinistra sia migliore della destra fascista, però si dovrebbe tener presente che per schiodarsi dai divani e andare nelle sale per immergersi nella magia del grande schermo ci vuole partecipazione, interesse ma soprattutto ci vuole un bel film che oltre a saper emozionare con storie e drammi sia recitato bene, con dialoghi comprensivi, luci e scenografie curate così come i costumi le musiche le luci il focus su protagonisti accattivaneti, caratteristi di tempra una troupe efficiente ed un regista esperto che abbia una visione, perchè quello che conta è un'idea originale non un prendi una scena da qui un'altra da là cioè dagli autori storici per fare un pout-pourri come omaggio o citazione spacciandolo per operazione cerebrale di cultura e arte all'insegna dell'innovazione.

Cose nuove e mai viste o sentite (avete presente Per un Pugno di Dollari l'effetto che fece appena uscito?) sono gli elemti chiave perchè il cinema abbia un futuro uscendo possibilmente dal circolino di Roma.

Sì perchè il cinema italiano parla romano o addiritttura romanesco anche se il film vien girato a Napoli.

Lo spettacolo è stata comunque allietato dall'intervento di ospiti importanti, la cantante Anna Lisa, Nino Frassica, Stefania Sandrelli, Arisa OrnellaMuti e Raoul Bova mentre i premiati sono stati: a sorpesa come miglior attrice  per la Mia Gioia, Anna Quattrocchi l'anziana caratterista di tante fiction Tv , miglior attrice non protagonista Matilda De Angelis per il film Fuori e questa volta da sola e non ex equo, miglior film Le Assaggiatrici e miglior attore Lino Musella già visto ne L'Amica Geniale per il film Nonostante mentre il film migliore è andato a Le assaggiatrici candidato insieme a La Grazia Fuori Cinque Secondi.

I Candidati al David rappresentano le eccellenze della produzione cinematorgrafica italiana, film bellissimi come La Grazia rimasta senza premi che sicuramente meritava avendo fatto tra l'altro il tutto esaurito nelle sale, ma questo è solo un dettaglio perchè la qualità non si deve misurare al botteghino, anche se comunque fa) con attori professionisti di collaudata bravura come Barbara Ronchi, Valeria Bruni Tedeschi Anna Ferzetti Valeria Golino Tecla Insolia Valerio Mastrandrea Claudio Santamaria  Toni Servillo ed a sorpresa Sergio Romano che ha vinto come miglior attore protagonista per le Città di Pianura film premiato anche come miglior sceneggiatura originale e miglior regia, mentre il miglior film Internazionale è andato a  Una Battaglia Dietro L'Altra.


lunedì 4 maggio 2026

IL DIAVOLO VESTE PRADA DUE. LA CRISI DELLA MODA E DELLE RIVISTE

 

Dopo vent'anni c'e' la curiosità di vedere Il Diavolo Veste Prada due per conoscere il declino del mondo della moda e dell'editoria. Della Moda.

Sì perchè morti Valentino Gallerani e Giorgio Armani di quel mondo è rimasto solo il ricordo dello scintillìo così ben illustrato nel  Diavolo Veste Prada, l'originale che tale resta perchè il secondo è una copia triste con personaggi che si ritrovano per cercare di raccogliere un'eredità che li faccia restare a galla sperando nell'aiuto di Dior.

Il Brand è in sottofondo perchè la protagonista è la rivista Runway diretta da Miranda Priesly (Meryl Streep nel ruolo di Anna Wintur direttrice di Vogue che ha lasciato proprio l'anno scorso) che ha bisogno di una rispolverata ai servizi moda ai quali sopperisce Andy Sachs (Anne Athaway) tornando in redazione dopo essere stata licenziata  dal giornale per cui lavorava insieme a tutti i suoi colleghi con un secco messaggio Wathsapp,

Oggi si usa così a rimarcare quanto i tempi siano cambiati, ma non le buone maniere quanto meno formali. Infatti dietro la facciata del lusso-fashion incarnato da modelle sempre in tiro, girandola di abiti, ambienti luminosi a vista panoramica su New York, i book e tante sfilate eventi e serate glamour dove tutti vorrebbero esserci, ci sono operazioni marketing scorrette all'insegna di sgambetti tradimenti fusioni a patti leonini pronte a spiazzare membri al potere. In questo caso solo uno, rappresentato da Miranda interpretata da Meryl Streep la quale ha dichiarato che il suo personaggio è il più antipatico di tutta la sua carriera che invece non ha confermato nel sequiel avendolo addolcito presumibilmente causa raggiunta terza età con compagno presente e premuroso che per impersonarlo hanno scomodato persino Kenneth Branagh.

Col cumulo non si dovrebbe sbagliare perchè sono stati inseriti tanti altri personaggi importanti come Donatella Versace in un cammeo e Lady Gaga per accompagnare la sfilata di Milano-vende-moda, ma l'effetto è stato disastroso fin troppo roboante chiassoso e pacchiano come solo sanno fare gli americani per tradurre il trend dettato dagli Europei, made in Italy in primis.

Se il film strizza ancora l'occhio a Prada assurgendola a musa ispiratrice (la quale in realtà si è orientata sugli abiti da lavoro, a conferma della crisi della moda) di Giorgio Armani e Valentino Gallerani per esempio non c'è ombra alcuna.

Il made in Italy col passo felpato silenzioso elegante fra il fruscìo degli strascichi delle rouge dei volants e delle perline che impreziosiscono gli abiti tutte cucite a mano è solo presente nelle clips dei social dove l'AI cerca di ricopiare attingendo fra gli archivi  nell'intento di ricreare imitandone lo stile abiti da sogno bellissimi ai quali comunque manca l'anima con quel fruscìo dal vivo della passerella: un'anima gentile algida che sfili come un angelo così come mirabilmente incarnato da Vittoria Ceretti nei mondiali di Cortina. Nel film niente di tutto questo tutto girato all'insegna di un mondo che sarà catapultato  on line, meno spese e più possibilità creative anche se nella moda tutto è già stato inventato e gli imperi sono destinati a scomparire lasciando solo qualche traccia come afferma un protagonista del film che recita la battuta davanti al Cenacolo scelto come location per  la cena elegante a lume di candela dopo la sfilata della Runway.

A questo ci hanno ridotti, a ruderi sui quali banchettare allegramente come gli ultimi dei dell'olimpo scesi sulle nostre rovine dell'Ultima Cena.



Sperando che sia l'ultimo film su questo filone diabolico , che comunque ci fa ben sperare sia per l'età avanzata dei protagonisti Meryl Streep e Stanley Tucci (il mitico assistente Nigel) talmente rigidi nei corsetti e pancere da sembrare ingessati ( comunque sicuramente piu' interessanti per altri ruoli) che per la non più giovane età delle due co-protagoniste Anne Athaway ed Emily Blunt che fan la caricatura di Andy ed Emily del primo film senza più infilzare una battuta spiritosa in sincrono con l'espressione del viso perchè il botulino lo impedisce.

Tanto Rumore per nulla direbbe Shakespeare per rappresentare questo mondo dell'effimero  comunque pur sempre un mondo di fatica di impegno di creatività e di sostanza ma soprattutto di visione che gli addetti ai lavori devono possedere per far girare milioni con le Maison, molte delle quali pur affossando nei debiti, continuano a presentare show con abiti da sogno diventando più importanti delle vendite stesse, al botteghino in primis

Infatti il  battage pubblicitario sui vari Red Carpet alle prime di tutti i Paesi del mondo, con le protagoniste in abiti fantastici, è stato più bello dello stesso film.


giovedì 30 aprile 2026

RE CARLO III FA IMPAZZIRE IL MONDO.

 

Tutti pazzi per Re Carlo III che finalmente nel Tour in America ospite alla Casa Bianca del Presidente Donald Trump,  si è preso la rivincita su Diana, la principessa del Galles amatissima dal popolo che la voleva sempre abbracciare al posto di Carlo considerato il principe consorte.

Quando arrivavano insieme per il bagno di folla dividendosi fra le due fila, quella di Carlo iniziava a chiamare Diana, la quale godeva nell'aver rubato la scena a lui, l'erede al trono di Inghilterra che nella famosa intervista sul matrimonio sovraffollato lei lo giudicava inetto e poco adatto per diventare Re. Evvai||

Infatti Diana purtroppo se ne andava clamorosamente così come aveva primeggiato diventando Principessa del Galles meglio definita come principessa del popolo.

Regina lo era diventata Camilla, la rivale che sovraffollava il letto di Carlo, nel quale l'intrusa era comunque Diana la moglie legittima.

Camilla era l'amica di sempre, l'amante appassionata a luci rosse, la confidente stimata, la madre che Carlo non aveva avuto mai perchè Elisabetta era la madre dei suoi sudditi con la priorità alla Corona, anche se rimangono spezzoni di films diffusi per promuovere la Royal Family nei quali si vedevano riuniti Elisabetta e Filippo davanti al Barbecue o intorno alla tavola sorridenti insieme ai figli che si divertivano alle loro battute, perchè quelle sì che erano vere sicuramente più dei quadretti famigliari.

Infatti l'umorismo non è mai mancato nella famiglia Reale specie fra Elisabetta e Filippo anche se molto delle battute di questi risultavano infelici traducendosi in gaffes clamorose. Ma la regina Elisabetta ed il Principe Filippo con il senso dell'umorismo palleggiato hanno portato avanti il loro matrimonio fino alla fine dei loro giorni avvenuti quasi in contemporanea, due anni l'una dall'altro, con tutti gli alti e bassi annessi e connessi, corna in primis. Reciproche ovviamente senza drammi, l'importante che restassero in famiglia i cui segreti custoditi erano favoriti da una stampa compiacente ed asservita, prima che si scatenasse l'inferno con l'arrivo di Diana a Corte mettendo tutti i fatti e  misfatti dei reali alla ribalta per un pubblico sempre più morbosamente incuriosito e sorpreso che anche i Nobili scopassero cornificandosi o facendo gli sporcaccioni come tutti gli amanti focosi e arrapati del mondo.

Carlo e Camilla erano in pole position con la pubblicazione delle intercettazioni intime  e riferimenti personali ai Tampax che come una sorta di porno-gadget rappresentavano una trasgressività estrema. Son cose!

Cose di cui tutto il mondo era venuto a conoscenza ma con gli anni si erano spenti gli echi di queste effusioni hard tanto che con lo scorrere del tempo si tende a considerarle il frutto di una passione molto intensa rivalutando il ruolo di Camilla come donna profondamente innamorata che ha avuto una positiva influenza su Carlo,  perchè  si sta rivelando un monarca lungimirante e brillante, confermandosi l'uomo più elegante del mondo per il suo aplomb molto British ma non solo anche per il look di quel gusto raffinato ereditato dalla madre la Regina Elisabetta fugando ogni dubbio anche su quelli che credevano alle parole di Diana, La quale se è stata molto presente sulla scena non è stata altrettanto lungimirante nei suoi giudizi sul marito offuscata dalla gelosia si potrebbe pensare se non lo fosse stata nemmeno nell'affermare quanto Harry le sembrasse più adatto di William a diventare Re.

Dio salvi la Regina Camilla!


NOTA DI COSTUME

La bellezza e' negli occhi di chi la guarda e questa splendida e rilassata  Camilla e stata fotografata da Kate, a dimostrar la stima verso la seconda moglie di suo suocero Re Carlo rispettando l 'amore che ha verso di lei al di la' del rapporto conflittuale con Diana, madre di William alla quale Kate non manca mai di renderle omaggio sfoggiando i suoi gioielli. 

La forza di Kate in seno alla Royal Family sta nella diplomazia che comunque non sembra valida per Harry e Meghan e per il principe Andrea perche' la priorita' e' salvare la monarchia.

Anche questa comunque da considerarsi una mossa diplomatica !