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sabato 28 febbraio 2026

FESTIVAL DI S.REMO CON I DUETTI E' PARTITO IL BOTTO

Seratina col botto, e non si fa per dire, ieri sera al Festival di S.Remo i cui echi sono echeggiati dalla Rai all'Iran dritti dritti come missili lanciati dagli americKani ed Israeliani per esportare la democrazia incitando il popolo per  il ritorno di una Repubblica o del trono del Pavone. Nel dubbio intanto rasano al suolo Teheran badando a non colpire i pozzi di Petrolio.

Evvai col botto e tutta di nero vestita è apparsa Laura Pausini con maschera che ha cantato a squarciagola come del resto tutti i cantanti a questo festival dove si è strambazzato interpretando canzoni del passato stravolgendole completamente. Chi invece ha saputo esaltarle è stata Elettra Lamborghini che tutta giuliva circondata dalle Las Ketchup ha fatto ballare tutto il pubblico incendiato dalla sua verve e simpatia.



A seguire il duetto con Eddie Brok e Fabrizio Moro in un abbraccio per cantare “Portami Via dai Potenti, da questi attimi violenti....!

Non voglio fare la scaletta già ampiamente illustrata dalla stampa e on line, ma solo citare quelli che ho trovato bellissimi o imbarazzanti. Molto bello il duetto di Gaia e Levante con il motivo I Maschi della Nannini cantato con pantaloni a zampa, sensuali e maschie nello scambiarsi un bacio lesbo mentre il duo IlDitoNellaPiaga e TonyPitony, diciamo che Lady Gaga e Tony Bennet è tutta un'altra musica, per cui solo una brutta imitazione. Cos' pure quella di Alex Britti Mario Biondi e Sayf nel cantare In The Road Jack, nulla a che fare con il ritmo Blues sensuale di Ray Charles, perchè tradotto con quello veloce e demenziale dei Blues Brothers con uno stridore da rottura timpani.

Shapo l'esibizione della Francesca Fagnani con Fulminacci nello scambio dei ruoli dove lei più che una belva lupo sembrava sempre la Pantera Rosa versione maschietta miss-reginetta-della-festa-bis. Per me i migliori come estensione voce sono stati Francesco Renga e Giusy Ferréri una cantante sottovalutata per la figura modesta ma grande cantante in perfetta sintonia con Renga. Il Trio Brancale Delia e GregoryPorter era tutto disconnesso come se ognuno cantasse per sé per far elevare il proprio acuto che ovviamente è stato quello del cantante di colore mentre le altre due facevano una sorta di contorno tipo idem con patate. 

Per quanto riguarda i look, la tavolozza di colore era di base tra i bianco e il nero mentre ci sono stati pennellate di lillà, di rosso carminio, rosso bordeux e rosso violaceo e in total black fintapelle o sacchetttonedifferenziata per la regina delle nere Laura Pausini, la quale ha osato anche con un giallolimone di voile dove sembrava a disagio mentre è stato tutto un tripudio di pizzi trasparenze e gambe scosciate le altre principesse. Le co-conduttrici hanno brillato di luce propria, dalla Pilar Fogliati con raso e Lilla in monospalla distintantasi per il talento di imitatrice, Irina Shayek in vaporoso cigno in sala stampa e nera sul palco distintasi per il fisico che non ha bisogno di parlare, mentre Bianca Balti è stata sicuramente la più elegante essendosi distinta per il sorriso gioioso a cattiva sorte.

Per i detrattori della Pausini, a parte il look, secondo me la sua conduzione da Sagra del Gnocco Fritto spontanea e ruspante mi è sembrato un atto di umiltà o forse il vezzo di una grande cantante internazionale ma comunque non importa perchè è stata simpatica disinvolta e sempre molto presente, un'ottima spalla del conduttore Carlo Conti sempre gentile elegante ma sotto sotto il “toscanaccio” di Vernice Fresca quando aveva i capelli ricci. Forte.


giovedì 26 febbraio 2026

IL GLADIATORE, PER NON CANTAR S.REMO

 

Stasera appuntamento imperdibile con il Gladiatore su Canale 5 che si contrappone al Festival di S.Remo per rubare l'audience. I

Infatti il film attira sempre anche se sono passati tanti anni ed i protagonisti sono molto cambiati. ma rivedere il film è anche un'occasione per soffermarsi su particolari che vadano oltre il racconto talmente avvincente da galvanizzare tutta l'attenzione...

“Fratelli, ciò che facciamo in vita rieccheggia nell’eternità…Serrate i ranghi. Seguitemi… Al mio segnale, scatenate l’inferno”.

Non si sa se queste immagini rieccheggeranno nell’eternità (la tecnologia non è ancora stata collaudata) ma nel nostro immaginario, sì: a tutt’oggi e per molti anni a venire.
Perché il Gladiatore ha affascinato intere platee tanto che alla fine della proiezione del film, nel 2000 gli spettatori hanno battuto le mani. Mai capitato prima di allora. L’apparizione di Russel Crowe nel ruolo del rude e combattivo Gladiatore aveva folgorato tutti. Finalmente un uomo integro e virile, che andava al di là della figura del maschio possente a taurino con i piedi ben piantati per terra, quella terra che raccoglieva per pulirsi le mani prima di combattere e uccidere. Onore e Gloria era il suo motto:
“Se vi troverete soli a cavalcare su verdi praterie col sole in faccia non preoccupatevi troppo, perché sarete nei campi Elisi, e sarete già morti.”
Gloria di cui coprirsi sui campi di battaglia, onore di cui investirsi nell’affrontare le ingiustizie della vita.
“Il tempo degli onori presto sarà finito per te, principe!.
Nessuno dimenticherà mai la freddezza e il ghigno con il quale il Gladiatore , togliendosi l’elmo, affrontava  Commodo il figlio dell’Impreatore  Marc’Aurelio il quale lo aveva deriso, umiliato e ferito, uccidendogli moglie e figlio.
“Io sono Massimo Decimo Generale di tutte le Legioni…” Massimo, Massimo, Massimo…urlava la folla insieme ai compagni di lotta. Perché lui, Russel Crowe, era il massimo raccogliendo consensi ed ovazioni fino ad arrivare all’Oscar nel 2001.


NOTA DI COSTUME
Russel Crowe era decollato con una carriera sempre in crescendo e con l'assegnazione di un altro Oscar per il film A Beautiful Mind fino ad approdare al Kolossal Noah poco apprezzato dal pubblico per la visione di un Noé incattivito nel nome di Dio quasi fosse in parallelo con chi uccide in nome di Allah!
Russel Crowe aveva alternato i film dedicandosi al canto e alla musica facendo tour  imbarazzanti anche in Italia cantando un motivetto dei Ricchi e Poveri per poi finire col tormentone a gran richiesta recitato in italiano storpiato: “Al mio segnale scatenate l'Inferno” segnando la fine ingloriosa di quello che fu Il Gladiatore perchè Tale e Quale a quella di un Buffalo Bill al circo.








 

lunedì 16 febbraio 2026

AMERICA ANNI 50. AL CINEMA LE TEEN AGERS TUTTE DRAMMI COCA AND ROCK AND ROLL

 

Riguardando il Gigante su Rai Play, in quella parte dedicata agli anni 50 , tra una Coca e un salto di Rock alla Elvis, appare una ragazzina nominata Reginetta della Festa in una parata per festeggiare Petrolieri del Texas:  è Carol Baker un giovanissima attrice  che conquista con una naturale freschezza di teen ager.Americana. Infatti si allineava a quella tipologia di giovani attrici che si stava imponendo in quell'epoca sullo schermo, da Sandra Dee a Natalie Wood, passando da Anna Maria Pierangeli e che incarnavano le ragazzine in fregola di quegli anni con i primi jeans alla pescatora, le magliette attilate, le camicie annodate in vita e le ballerine ai piedi tutte Coca Cola e Rock and Roll.

Tutte giovanissime che avevano fatto rumore in quel decennio senza però riuscire mai a sfondare con un successo clamoroso come per esempio quello di un'altra emergente a nome Marilyn Monroe la quale aveva lo scintilliìo di una star brillante e piena di ironia. Doti che mancavano invece a queste giovani attrici protagoniste di film sempre molto sentimentali con punte drammatiche ad impersonare le ragazzine inquiete di unìAmerica che stentava ad accettare il cambiamento di costume così sfacciatamente prorompente come nel film Scandalo al Sole (con Sandra Dee) Gioventu2 Bruciata (con Natalie Wood) La Rosa Tatuata (con la Piear Angeli) e Baby Doll (con Caroll Baker, tutte insieme ad anticipare la Lolita anni 60 di Nabokov interpretata da Sue Lyon che le aveva stracciate tutte con lo scandalo incesto e pedofilia per rapporti sessuali tra minorenne e patrigno.finendo comunque come loro la carriera molto presto senza mai sfondare. 


Questo per dire che erano tutte giovani attrici che pur avendo talento non erano riuscite a crescere diventando grandi star. Insomma tutte carucce ma niente di che non essendo entrate nell'immaginario erotico  avendo sempre impersonato ragazze piene di problematiche pesanti dalle quali Marilyn Monroe si elevava in tutta leggerezza brillando con battute che recitava come fosse un tutt'uno con il corpo in un sex appeal esplosivo ed effervescente. A volte fare sfoggio di troppo sentimento e drammi si rischia di diventare noiose e per questo sono state dimenticate. Oggi si va dallo psicologo ma un tempo se varcavi quella soglia si apriva quella  del manicomio.

Col sorriso e la leggerezza una donna aveva più possibilità possibilità di farsi amare e Marilyn questo lo sapeva perchè era affamata di amore più che di successo. C'era spessore in questa sua leggerezza perchè nascondeva i drammi che la tormentavano dentro. Marilyn oltre che sex symbol era anche una grande attrice. Oggi le donne non sorridono come strategia per conquistare un uomo ma per esprimere gioia nel conquistare qualcosa che le renda soprattutto libere per potersi esprimere in ogni ambito da quello sessuale allo sportivo, dal casalingo all'artistico, di essere madri o di essere single soddisfatte. Insomma di vivere e respirare aria fresca e dar dell'aria al maschio inadeguato.

NOTA DI COSTUME

La nota di costume è fissata sul Baby Doll, l'intimo femminile che negli anni 50 aveva fatto scandalo perchè sinonimo di gioventu' bruciata essendo composta dalla nuova tenedenza del tessuto voile (il Nylon) il quale con il fluttuare morbidamente sul corpo aveva una carica sexy già di suo che esplodeva con la coulotte su gambe scoperte e la casacca in sbieco per far la ruota. Marilyn comunque non lo ha mai indossato perchè a letto ci andava nuda con qualche goccia di Chanel!





venerdì 13 febbraio 2026

EMERALD FENNER E LA NUOVA TENEDENZA DEL SESSO CEREBRALE SADO-MASO

 Sempre piu' donne si cimentano nella regia cinematografica. Spesso sono attrici con una carriera alle spalle ma ci sono anche registi che sono nate tali come la geniale Kathryn Bingelow per esempio, la prima regista che ha vinto un Oscar per un film molto mascolino di genere guerra oppure Jane Campion altra regista molto virile nel dirigere film di una certa levatura fra sesso e giochi di potere (v.da ultimo il Potere del Cane). Loro restano un'eccezione perchè tutte le registe donne si occupano del mondo femminile da quello sentimentale a quello sessuale. In Italia ne abbiamo tantissime come Cristina Comencini che ha iniziato per prima aprendo la strada a molte altre tra le quali Maria Sole, Valeria Golino Jasmine Trinca ed Alice Rothwather.

Le quali svolgono tematiche femminili sempre con quella punta di femminismo che rivendica libertà pari diritti denunce aborti e tutto quanto fa ordinario quotidiano del femminile perseguitato. Insomma una regia all'insegna della sorellanza perchè il sesso è quasi sempre di natura lesbo. Il sesso trasgressivo, ma  in senso porno-chic lo ha affrontato per prima la regista Alina Reijn dirigendo Nicole Kidman in Baby Girl dove una donna di potere si lascia dominare da uno stagista  provando piacere nel lasciarsi schiavizzare e guaire come una cagnetta in calore strisciando a quattro zampe per leccare il latte in un piattino. A tutto orgasmo cerebrale perchè lei infatti gode solo masturbandosi davanti a film porno piuttosto che nel letto di Banderas. Il porno dei social influenza anche le nostre vite che comunque il cinema italiano invece rifiuta sdegnosamente di farsi influenzare volendo mantenere l'etichetta del cinema d'autore che si autocelebra con i festival di Venezia di Roma e del Donatello.

L'ultima regista donna sulla scena internazionale è Emerald Fenner anche lei ex attrice che si esprime al meglio dietro la macchina da presa andando oltre al mondo femminile mettendo in primo piano anche i maschi. Con il film Saltburn ha infatti affrontato il tema omosex sempre in maniera cerebrale puntando sulla scena clou dove il protagonista Jacob Elordy si masturba in una vasca da bagno mentre l'amico ne beve tutta l'acqua per poi masturbarsi nudo sulla tomba di lui dopo che era morto. Sono chiaramente perversioni della mente più che fisiche viste con l'ottica femminile perchè per eccitare un corpo devi prima entrare nella mente di qualcuno e questa è una prerogativa tutta maschile: quando le sei entrato nella testa l'hai già spogliata. 

Il sesso mentale è molto diffuso fra i social e sta praticamente sostituendo i rapporti reali, per questo l'ultimo film di Emerald Fenner è stato stroncato come un fumetto porno. La regista dice di averlo tradotto così come l'aveva immaginato leggendolo con i protagonisti che liberavano le loro pulsioni sessuali in modo animalesco facendosi del male e provando piacere. Insomma rapporti sadomaso ma in modo patinato con tanto sentimento mentre ti mordo: “ Siii fammi male perchè solo così possiamo accendere la passione che ci divora”. Purtroppo Margot Robbie, pur bellissima ha una faccia dura e una bellezza statuaria che molto si presta al sesso e poco al romanticismo mentre Jacob Elordy per Emerald Fenner è stata una scelta giusta avendolo già diretto una prima volta per cui conosceva il suo potenziale di seduttore maledetto. Lei è stata più incisiva in questo genere sadomaso che si sta diffondendo dopo le 50 sfumature perchè la passione si è scatenata come una forza della natura, fra tempeste di pioggia e vento in una brughiera ostica che ha fatto da location e intorno alla quale è stato scritto il libro Cime Tempestose. Insomma un'operazione da risveglio della fica nera sotto le crinoline del perbenismo vittoriano.

Emerald Fenner  farà sicuramente  tendenza fra le registe del nostro glorioso cinema italiano d'autore. C'è da scommetterci. 


martedì 10 febbraio 2026

MARILYN, UNA SPUMEGGIANTE MICHELLE WILLIAM

 


Michelle Williams è la protagonista del film incentrato sulla vita di Marilyn Monroe la diva bionda, spumeggiante e naif morta in circostanze misteriose, tratto dal diario Mee week with Marilyn.


La parte, l’aveva soffiata alle altre due candidate Scarlett Johansson e Ami Adams. Il progetto è del regista Simon Curtis il quale, dopo lo scempio di Leonardo Pieraccioni con Io e Marilyn (flop clamoroso al botteghino) aveva ricevuto commissione da Hollywood di riscattare l’immagine dell’indimenticata Star, che resta tutt’ora un mito anche per le nuove generazioni.


Michelle, una bellezza radiosa e inquietante al tempo stesso, è molto adatta ad impersonare Marilyn, svaporata in scena e piena di drammi nel privato: come Marylin quando entra nello schermo emana una luce particolare.
Nel film Sex List con Ewan Mc Gregory, alla sua prima apparizione in cappotto bianco e capelli biondi, ha inchiodato gli spettatori sulle poltrone galvanizzando l’attenzione e distogliendola da un film che, stante la complicata trama, è rimasto misterioso fino alla fine. Come Michelle, appunto, la quale è vedova dell’attore Heath Ledger,

"Siamo due anime perse nell’amore…
Siamo due respiri che si incontrano nell’immensità
Di questi giorni insieme…
Siamo forza, passione, sentimento…
Siamo due nomi simili ma poi tanto diversi
Siamo noi e solo noi per sempre.
Mi piace la tua tenera voce,
mi piace il tuo sguardo intenso,
Mi piace sentire il tuo respiro,
Mi piace vederti sorridere,
ma soprattutto mi piaci tu…
Mi manca la tua mano per stringermi
Nei momenti difficili
Mi manca il tuo sguardo pieno di amore.
Nel mio cuore ormai c’è solo un nome: il tuo".

protagonista de’ Il Cavaliere Oscuro candidato all’Oscar anche se deceduto prematuramente dopo la lavorazione, conosciuto sul set di Brokeback Mountain dove faceva la moglie tradita da parte del marito con un omosessuale.
La Williams fino ad ora non è mai stata notata per commedie brillanti, ma come sensibile interprete di pellicole molto particolari a sfondo tragico…e molto erotico.
Un genere nel quale sembra eccellere, visto il grande successo della scena hot inserita in Senza Apparente Motivo dove insieme ad Ewan Mc Gregory fa una scena di sesso bollente, incendiando la scena.



 "Così mi piaci.
Morbida e arrendevole,
bagnata e accogliente.
Sei dolce e delicata
Sei forte e scattante
Ti sento ondeggiare
Con il ritmo che ti impongo…
Senti, così…sì vado piano piano dolcezza…
Senti com’è bello, senti che ti voglio
Così amore, dai piccola muoviti e
Ondeggia…
Fai sentire quanto lo vuoi questo
Cazzo che ti spacca…
Dai tesoro continua…ti sento…
Sei mia solo mia…lo sento.
Sì così urla, sì ancora,
adesso vado forte, adesso ti voglio far male,
dimmi che lo vuoi tutto
sì, sì, sì…così ecco… ecco… ecco…
dimmi che ci sei, sì così…sento
che stai per venire. Anch’io adesso... ahhhhh…"

E non si fa per dire perché la fiamma si materializza sotto forma di grave incidente, dove perdono la vita il marito e il figlioletto che le suscitano forti sensi di colpa.
Un altro film molto drammatico è Shutter Island interpretato da Leonardo Di Caprio dove si parla di malattie mentali, esperimenti e brutalità, con rifiuto della realtà quando questa diventa troppo pesante da sostenere. Poi finalmente è la prova leggerezza, ma non troppo, con la quale la Williams si propone nel film Blue Valentine insieme a Ryan Gosling per raccontare un amore matrimoniale perduto e ritrovato.
Un film che potremmo dire di costume perché affronta le problematiche delle coppie americane di oggi anche se dipanate con il filo rosa della commedia romantica.
Nella quale Michelle si destreggia elegantemente prestando la sua immagine dolcissima e tormentata per uno spaccato di vita agro-dolce dissociandosi dalla solita americanata che ci propinano da Hollywood, tutta frizzi e lazzi cotti in salsa demenziale.
Pericolo che non si corre con Michelle Williamns la quale fa parte di quella squadra di attrici bionde molto sexy e spumeggianti con quella vena di malinconia ad ispirar versi poetici.

lunedì 9 febbraio 2026

CUORI TRISTI

 La serie su Rai Uno terza stagione è sempre ambientata nell'ospedale di Torino Le Molinette. L'effetto scenografico della fiction colpisce per il rigore degli arredi 'epoca (in questa stagione passata agli anni 70) così come le macchine gli strumenti e quant'altro a corredo di un reparto di Cardiochirurgia che era stato all'avanguardia nei trapianti e nella ricerca sui pace-maker oggi diffusissimi nelle patologie cardiopatiche. Le storie dei pazienti si intrecciano, come da copione dei medical drama, con quella degli addetti ai lavori, personale e tecnici, ma primi fra tutti dei protagonisti Delia Brunello (interpretata da Pilar Fogliati) ed Alberto Ferraris (Metteo Martari) i cui cuori battono all'unisono con i soffi al cuore dei pazienti.

Così tra Cuori infranti e Cuori malati la fiction procede sul filo della tristezza, senza mai il suono di una risata (l'unica che abbiamo vista è all'uscita della Chiesa dopo il matrimonio)  perchè se viene abbozzato qualche sorriso anche quello è sempre carico di mestizia, della Pilar in primis come a dire “ma che ci faccio qui” tanto sembra spaesata. Ce lo domandiamo anche noi perchè il ruolo sembra fuori dalle sue corde non solo come attrice,  penalizzata assai se confrontata a quella del cinema dove il suo talento viene esaltato,  ma anche proprio come ruolo. Infatti gira facendo rotear uno stetoscopio, in lungo e in largo per le sale tranne che in quello della chirurgia dove ci si stressa e si lavora intensamente, formulando diagnosi ancor prima di un esame come se fosse tutto merito dei sensi. Infatti è dotata di un udito assoluto con  lo stetoscopio che fa da cassa di risonanza.

Un'attività di pochi minuti compreso le chiacchiere con i pazienti che comunque la induce a chiedere al nuovo primario di rallentare l'attività  per  dedicarsi a sé stessa. Quello che speriamo è che cambi la parrucca che insieme a quella della figlia Virginia (Bianca Pianconi) dell'ex primario Cesare Corvara della quale Delia è diventata vedova dopo che lui signorilmente le aveva chiesto il divorzio per cedere il posto al suo amante il Dr.Alberto Ferraris suo pupillo prediletto, sono le noti dolenti della fiction. Passi il camice sempre sbottonato per lasciar intravedere il look da dottoressa influencer, ma le parrucche col capello sintetico così evidente no, assolutamente, perchè la sfilata scivola nel dozzinale di un catalogo Postal market.

Se Delia ha sempre il cuore triste, il marito Alberto non sorride nemmeno lui, sempre imbronciato un po' di suo ma anche per la evidente insoddisfazione di fare il marito a Delia tanto precisa e seria della quale comunque nutre grande stima, perchè dopo pochi mesi di matrimonio già si guarda intorno per distrarsi un filo. Purtroppo la preda prescelta anche lei è fresca di tentato suicidio e non è per la quale per cui la sua tristezza che sta facendo capolino nel cuore del chirurgo si aggiunge a tutta quella della compagnia in un triangolo amoroso fra i più tristi che si possano immaginare. La fiction improntata su un alto profilo, razzola male quando si scatena lo sgambetto, il colpo basso in una gara continua per conquistar poltrone prestigio fama ma soprattutto sovvenzioni per sostenere la ricerca delle fazioni che si son formate. 

Ce la meritavamo questa terza stagione per dare una conferma che Cuore sia sinonimo di disfunzione nella capacità di vivere e di incapacità d'amare?

giovedì 5 febbraio 2026

GABRIEL GARKO TORNA IN TV CON TUTTA COLPA DEI SENSI

 


La canotta, le braghe cargo (con le tasche da pescatore) il muscolo gonfio, Gabriel Garko torna su Canale 5 con una fiction che è tutto un programma, Tutta colpa dei Sensi, con Anna Safronik vittima destinata a soccombere al suo fascino erotico che colpisce senza pietà. A chi piace la serie con delitto da risolvere ecco che viene chiamato a partecipare alle indagini svolte in privato dal protagonista  interpretato da Ganriel Garko poiché da bambino aveva assistito alla morte della madre caduta dalle scale da cui spuntava in cima la figura del padre che ovviamente viene accusato di omicidio il quale in punta di morte gli giura la sua innocenza pregandolo di trovare l'assassino per rendergli giustizia.

Davide D'Amico (Gabriel Garko) appena tornato da una missione militare è intenzionato a riprendersi la sua ex Laura (Anna Safronik) ora sposata col suo migliore amico. In guerra e in amore si sa tutto è concesso per cui non dà tregua alla sua ex amante girandole continuamente intorno per avere un bacio che lei fremente di passione non ancora sopita gli nega per qualche secondo per poi cedere nell'offrirgli la sua bocca ed accogliere la lingua in gola ritirandosi subito per imprimergli uno schiaffo.

La carne è debole ma lei donna onesta è.

Ehhhhh!!!!A non crederle per prima anche qui è la suocera Lidia Tebaldi, la grande matriarca col rapporto esclusivo col figlio maschio primogenito del quale è gelosissima  che intuisce il filo erotico che lega la nuora al suo ex, sentendo anche lei l'odore del maschio Alfa predatore per cui ora tampina la nuora dopo averla già assillata intromettendosi nella vita coniugale con osservazioni umilianti nel ricordarle da dove fosse venuta, essendo le sue origini modeste. Il ruolo della suocera terribile è toccato a Lina Sastri l'attrice napoletana verace della scuola di Eduardo De Filippo, che mantiene una recitazione molto teatrale gesticolando con un colpo di teatro là dove, vedendo arrivare da lontano il figlio, lei l'accoglie alzando il braccio annunciandolo con enfasi :“Ah, eccolo!”

Nel frattempo, con l'aiuto del custode della villa di famiglia Davide trova degli indizi che farebbero sospettare che il marito della suocera della sua ex fosse l'amante di sua madre. Insomma tutto in famiglia. Parenti serpenti, amore impossibile, ma per colpa dei sensi i due ex amanti sono destinati a tornare insieme. Non ci resta che attendere la scena clou quando faranno sesso per vedere Gabriel Garko brillare nel suo punto luce. Chi lo vorrebbe davanti, chi lo vorrebbe dietro...Ecco, appunto, chi? Questa è la domanda che esige una risposta creando suspence più della stessa rivelazione del nome dell'assassino.

Quel che è certo è che Gabriel Garco va sempre forte ovunque lo si inquadri, di profilo, di spalle, di schiena di fronte e...di braccio, il siculo di passata memoria della fiction L'Onore e il Rispetto. Onore al suo talento di sex symbol e rispetto per tutte le fans numerose che ancora lo seguono con la stessa passione.

lunedì 2 febbraio 2026

UNA NUOVA VITA CON ANNA VALLE E DANIELE PECCI, UNA COPPIA ARISTO.

 

Anna Valle è l'attrice d'eccellenza delle fiction Tv  contesa da tutte le emittenti perchè è la beniamina del pubblico che l'ama per la sua naturale eleganza tanto da valorizzare un look maschile formato da paio di jeans sdruciti, una camicia a quadri sotto ad un giubbino simil-pelle. Sì però che fa pendant con il colore degli stivali. Inutile, anche uscendo da una prigione è sempre lei, Miss Italia che aveva incantato per ilsorriso splendente sotto ad una massa di capelli neri portati sempre con taglio carrè. La fiction in cui è protagonista in questo momento è Una Nuova Vita su canale 5 improntata su un thriller con la ricerca dell'assassino di un uomo del quale era stata accusata appunto Anna Valle nel ruolo di sua moglie Vittoria Greco e per questo condannata ad 8 anni di prigione.

Tutto il Paese, una location bellissima del Trentino a San Martino di Castrozza è contro di lei definita la Mantide, perchè in qualche modo essendo una piccola comunità avevano rapporti con la vittima  come soci o parenti fra i quali spicca una suocera particolarmente ostile , figura che sta facendo tendenza nelle serie televisive dopo il successo di Mare Fuori, per dare quel sorso di veleno indispensabile più di tanti pizzi e merletti. Infatti “la vecchia matriarca” è sempre una manager-faccendiera con le mani in pasta, e non certo quella della cucina, che tesse le sue trame con l'autorevolezza di una strega, sempre temuta da tutti, tranne che dalla nuora, un classico dei drammi famigliari, che la lascia bollire nel suo brodo come una vecchia gallina.

Brodo amniotico, avendo sempre un rapporto  di simbiosi esclusiva col figlio maschio primogenito che in questo contesto è la vittima , marito di una nuora impavida che non ha paura neanche del diavolo.  Infatti Vittoria .è decisa ad intraprendere una lotta dura  per arrivare alla verità e riscattare la sua immagine di fronte al figlio rifugiatosi fra le braccia degli zii che lo vogliono adottare. Ad affiancarla in queste sue ricerche c'è un solo amico Marco Premoli che, guarda caso e per fortuna, è pure avvocato interpretato da Daniele Pecci  anche lui ormai specializzato nei ruoli di aristo-gentiluomo per il naturale aplomb del suo fisico  sempre elegante e composto che fa pendant con Sua Grazia la reginetta delle fiction Anna Valle.

La coppia con grande acume e signorililità si divide il compito nell'esaminare lui le carte del processoi,  mentre lei facendo la globe-trotter che ripercorre le piste innevate in cerca di una prova trovandola in un moschettone in cima alla montagna che aveva scalato insieme al marito trovato morto sulla vetta dopo il suo arrivo.

Se la condannata è stata lei, tutti al Paese sembrano sospettati  chiusi in un silenzio omertoso  come a voler coprire un'intoccabile del posto. Il quale, così a prima vita, pare di individuarlo nel cognato di Vittoria unico ad avere la stazza per scalare la montagna da un sentiero impervio e per questo non praticato dagli scalatori. Piano piano, tra una scalata di lei e una scivolata di lui arrivata giusta per farsi curare da Vittoria che di professione fa il medico, nella fiction compaiono personaggi ambigui, con tante cose da nascondere, piccoli segreti sentimentali o grandi operazioni finanziarie che stanno arrivando a galla o mettendo in luce verità scandalose come il fatto che la vittima trafficasse affari in nero ed avesse una giovane amante, tra l'altro figlia dell'avvocato.

Ce n'è abbastanza per intricare la matassa e districarla nelle altre puntate della serie. La fiction piace, è avvincente anche se i personaggi interpretano sempre un copione ormai collaudato a garanzia di successo come la bellissima location in alta montagna ma ci sta. anche perchè cade a fagiolo con le olimpiadi a Cortina mentre Anna Valle è sempre fedele a sé stessa. E Daniele Pecci pure. Più garanzia di così...