In un momento in cui vince in Francia il Front National delle due Marine e Marion Le Pen il film può considerarsi un anticipatore di questa nuova tendenza francese. Fuori gli Ebrei. Ed è detto tutto.
Il film Dio Esiste e Vive a Bruxelles lo approfondisce sotto metafora col racconto di una bambina sorella di Gesù Cristo e in lotta con il Padre una sorta di Dio vendicatore che non ama il genere umano perchè lo punisce continuamente infliggendogli sofferenze da parte degli stessi umani e della natura con catastrofi sempre in agguato.

Il film si snoda poi in tutta una serie di racconti scollegati fra di loro che la bambina insieme ad un vecchio scribano invece inanella per dettare il nuovo vangelo con il racconto di sei testimonial (apostoli) i quali vuotano il sacco della loro vita stante l'annuncio della data di morte di ciascuno per mano della bambina che vuole sovvertire tutte le leggi del Dio Padre Onnipotente con Location in Bruxelles, proprio dove c'è la sede della UE.

Il più curioso è quello di Catrherine Deneuve il cui cuore batte al ritmo della musica da circo, quella di 8 e mezzo di Lilli Gruber che sembra tale e quale alla Deneuve. La quale è in versione Belle de Jour in Odisseica Involution (quando le scimmie urlavano davanti al monolite) perchè intreccia una Liaison sessuale con il gorilla più grosso, una sorta di Cesare ai tempi dell'Alba del Pianeta delle Scimmie.
Gusti robusti quelli della Deneuve che comunque non sono gli unici a stupire perchè la calda preda di tutto il gruppo, una sorta di bambola bellissima Aurelie (Laura Verlinden) ma dotata di una protesi al braccio a tutto silicone, si accoppia con il suo stalker dopo che lui ha mancato il tiro al bersaglio.

Tra il sacro e il profano la favola colpisce là dove tante chiacchiere di talk non sono mai riuscite a fare. E Buona Pace con il Natale, facendo attenzione a tutti i Babbi di nostra tradizione perchè ci sono Babbi e Babbi così come nelle guerre di religioni.
Nessun commento:
Posta un commento