Il film è datato e un po' ingenuo insistendo nel presentare una ragazza sveglia e navigata, essendo stata per alcuni prigioniera degli Cheyenne, con un linguaggio molto scurrile perchè allora rappresentava una liberazione per le donne femministe del 68, come espressione di libertà e di parità col maschio che veniva imitato in tutti i suoi difetti, piuttosto che pregi, come le parolacce a ruota libera e il sesso.
E' comunque un bel film avendo appunto segnato una svolta e un cambio di prospettiva. Poi ne sono seguiti altri interessanti con Richard Harrys per esempio ...
La protagonista Candice Bergen era stata comunque una rivelazione per la bellezza algida e molto aristocratica che valorizzava anche le mises di stracci, ed aveva fatto tendenza nella moda anni 70 che si era ispirata al film creando vestiti a pelle di daino, le frange alle maniche e alle borse, le piume agli orecchini e le colanine colorate poi diffuse dai vu' cumpra' che sono loro servite per aprire l'immigrazione.
Candice Bergen aveva fatto tendenza anche col capello liscio e biondo di una colorazione molto particolare perchè aveva adottato le prime meches che davano un riflesso delicato a sfaccettature oro di grande effetto scenico ed elegante. Imitatissima poi da tutte le bionde del suo calibro, che si contrapponevano al biondo platino di Marilyn, che con la sua morte se lo era portato nella tomba. Le bionde anni 70 erano molto consapevoli, da Candice Bergen ad Angie Dickynson, da Jane Fonda alla Deneuve che escludevano il biondo paglia della Brigitte Bardot, un biondo che comunque stava bene solo a lei.Il capello di Candice Bergen era quello che comunque andava per la maggiore anche perchè lei lo portava in modo aristocratico come tutto il suo portamento e la mimica facciale tagliente e asciutta che se non fosse stato per il labbro grande e carnoso le avrebbe conferito una maschera crudele.
Invece lei era fredda ma passionale e molto trasgressiva anche se non si presentava mai scosciata o con decolletè perchè aveva portato in scena rapporti lesbo in modo molto ma molto chic.
“Vieni Cherie”. La frase è rimasta impressa, pronunciata da una ricca e signoira agè, davanti alle sue amiche di collegio che si erano ritrovate per una rimpatriata in un film ormai dimenticato Il Gruppo, lasciandole tutte a bocca aperta di fronte a quella rivelazione che lei, la più bella e la più corteggiata, fosse lesbica.
Comunque è stato il biondo ad avere la meglio come tendenza (che Candice Bergen porta ancora meravigliosamente bene) perchè i rapporti lesbo in america erano rimasti sempre a livello palesato e fonte di grandi tormenti, mentre in Italia con Pier Paolo Pasolini che scopriva i genitali al vento, si apriva quel filone d'oro delle commedie serie dell'Ubalda a coscia lunga nella quale si tuffavano sia uomini che donne.Per ridere ovviamente, mica a far l'amore, perchè solo in questo modo si poteva superare la censura.





