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sabato 31 gennaio 2026

LE COSE NON DETTE di GABRIELE MUCCINO

LeCose Non Dette è l'ultimo film di Gabriele Muccino che racconta la storia di Carlo ed Elisa (Stefano Accorsi e Miriam Leone) iniziata scoppiettando fra baci e abbracci e rotoloni fra le lenzuola dove amoreggiano allegramente ed in perfetta sintonia.  La coppia entra in crisi per mancanza di un figlio vivendo comunque una vita brillante dedicandosi al lavoro, lui come insegnate di filosofia e scrittore, mentre lei scrive con successo per una rivista.  Vicini a loro c'è un'altra coppia Paolo (amico di scuola di Carlo e segretamente innamorato di Elisa) interpretato da Claudio SantaMaria con la moglie Anna ( Carolina Crescentini) che si ripropone con le dinamiche del Film A Casa Tutti Bene in cui lei è nevrotica ed insopportabile mentre lui subisce  scenate ansie e paranoie continue. Ad allietare, si fa per dire, la loro vita c'è invece una figlia adolescente Vittoria pruriginosa e ribelle, oppressa dalle premure ansiogene della madre che la vorrebbe sempre bambina,  che ha un debole per Carlo al quale in una scena lo abbraccia saltandogli al collo impiastricciandogli la bocca col rossetto messo di nascosto come nel film Lolita con Jeremy Irons.

Le due coppie si supportano amichevolmente decidendo di fare insieme una vacanza in Marocco con la speranza per Elisa di ritrovare l'armonia di un tempo non sapendo che invece era già spezzata dal tradimento del marito con una giovane studentessa a nome Blu (Beatrice Savignani) molto aggressiva e intenzionata a far separare Carlo dalla moglie. Lui è caduto in pieno nella trappola della ragazzina piena di vita, impetuosa come un fiume in piena ma in realtà molto aggressiva facendo ricordare Scarlett Johnsson in Match Point del film di Woody Allen al quale si è sicuramente ispirato Muccino avendo introdotto anche lui come colonna sonora brani di opere liriche a supportare il dramma della gelosia di un'amante che pretende il posto della moglie. 

Paolo è un debole ed eroticamente preso da questa ragazzina che non riesce a tenere a bada tanto da trovarsela anche nella vacanza a Tangeri dove lei lo ha raggiunto di nascosto. Le situazioni ansiolitiche al cardiopalma si susseguono accavallandosi nell'alternarsi fra una coppia e l'altra fino ad arrivare ad un punto di scoppiar come una bomba perchè Blu la studentessa-amante vuol spifferare tutto alla moglie. Non farà in tempo perchè dopo una nottata turbolenta in cui le ha fatto compagnia anche lla piccola Vittoria affidatale dal padre per trascorrere qualche ora insieme, verrà trovata annegata fra le scogliere del mare.

Di fronte alla tragedia le due coppie amiche tornano a Roma lasciandosi alle spalle una vacanza piena di litigi, di scenate, di rincorse e nascondini, di insulti e riappacificazioni di dolore e di orrore nel sospetto che serpeggia nella mente di Carlo e di Vittorio che a dare la spinta alla ragazza sia stata proprio quella bambina disturbata.

E' un bel film perchè si segue in tutte le sequenze con attenzione e partecipazione ai dialoghi e nell'ammirare la location con su e giù fra le stradine di Tangeri, la piazza enorme e la cammellata sul lungo mare della coppia Carlo Elisa che sostano sulla spiaggia al tramonto come le coppia del film Un Te' nel Deserto di Bertolucci. Insomma tante ispirazioni ad altri film ma gli interpreti sono tutti bravissimi, con Stefano Accorsi che ripete il personaggio di L'Ultimo Bacio vent'anni dopo, Miriam Leone è sempre più siciliana nel trucco (le sopraciglia foltissime) e parrucco senza però esprimerne il carattere focoso e sanguigno perchè un filo distaccata, mentre la coppia Santamaria e Crescentini si conferma come quella fuori di testa del film A Casa Tutti Bene. Bravissima anche e soprattutto la giovane amante studentessa Beatrice Savignani che invece ha saputo esplodere corposamente in tutta la veemezza della passione giovanile con un dialogo serrato a muso duro e prepotente e a carattere deciso e volitivo da divoratrice del maschio che subisce il fascino come uno schiavo d'amore.


venerdì 30 gennaio 2026

IL DIARIO DI UN'OCA GIULIVA


Ho scritto un libro. Quante ragazze lo hanno fatto. Si inzia da bambine ad annotare i fatti del giorno, le marachelle, i primi approcci con turbamenti ed emozioni. Ed ecco fatto il Diario. Il quale rimane chiuso in una cameretta a disposizione dei familiari s circoscritto in tale ambito,  altrimenti viene divulgato se di interesse generale come lo fu Il Diario di Anna Frank. Ma in genere i diari fanno parte della letteratura rosa anche se drammatici come il Diario di una Gheisha, storia di una bambina venduta per fare la prostituta di lusso colta e di talento, oppure pasticcioni com Il Diario di Bridget Jones, o licenziosi come Il Diario di una Cameriera o Le Avventure di Moll Flanders, tradotti tutti in libri, che van dall’Oriente all’Occidente. Le Mille e Una notte mediorientale non fa testo perché è una raccolta di racconti.



Scrivere un libro non è poi così difficile, i difficile è vendere. Ci vuole un editore-gentiluomo ben disposto a saper perdere con aplomb. Come il Presidente Moratti per l’Inter per esempio: la sua classe non era acqua ma petrolio. Fuori ogni scintilla o anche un barlume di buon senso perché la fiamma è sempre nel peccato, accendi la miccia e i baril7li scoppiano: Pietro Micca docet.

Errare è umano perseverare è diabolico. E allora è così che si fanno i diari di bagasce o pasticci alla sfigata perché l’una e l’altra oltre ad aver errato nella vita intendono lasciare un segno.

Basta guardarlo: è quello del caprone con le corna chiamato Capricorno sotto il cui segno sono nati Marco Tronchetti Provera ed Enrico Mentana per dire personaggi noti. Visto? Tutto torna a chiudere un cerchio diabolico che non ha vestito Prada ma è scritto nelle stelle dell’oroscopo.

Fra tanti diari da annotare c’è Il Diario di una Stronza rimasto accatastato fra le bancarelle dei libri delle feste del PD  per essere venduto con lo sconto. Ma questa è un’altra storia da annoverare fra i manuali di serie Come essere sempre in forma, Come catturare il Capo, Come diventare Prima Donna ecc. Insomma il manuale per diventare strega.

Son colpi di teatro da tragedia Shakespeariana perché sono sempre libri da contorno: come una frana sono una sorta di strega del Macbeth dove la protagonista è sempre e solo la Lady di ferro.

Con licenza parlando, la lady di Ricotta sta sempre con  l’Ariete, con i naviganti alla ricerca del suo vello d’oro perché è lassù che fulgean le stelle.

Che dire ancora? L'importante è finire. Navigatori? Prrrr.........

           






lunedì 26 gennaio 2026

SOLDATO BLU IIL FILM CHE HA SEGNATO UNA SVOLTA

Soldato Blue visto ieri sera su Rai Movie,  è un film  importante per aver segnato una svolta nella storia dei nativi d'America  riconoscendoli come vittime per essere stati depredati dei loro territori con massacri e violenze perpetrate su donne e bambini indifesi. 

Il film è datato e un po' ingenuo insistendo nel presentare una ragazza sveglia e navigata, essendo stata per alcuni prigioniera degli Cheyenne, con un linguaggio molto scurrile  perchè allora rappresentava una liberazione per le donne femministe del 68, come espressione di libertà e di parità col maschio che veniva imitato in tutti i suoi difetti, piuttosto che pregi, come le parolacce a ruota libera e il sesso. 

E' comunque un bel film avendo appunto segnato una svolta e un cambio di prospettiva. Poi ne sono seguiti altri interessanti con Richard Harrys per esempio ...

La protagonista Candice Bergen era stata comunque una rivelazione per la bellezza algida e molto aristocratica che valorizzava anche le mises di stracci, ed aveva fatto tendenza nella moda anni 70 che si era ispirata al film creando vestiti a pelle di daino, le frange alle maniche e alle borse, le piume agli orecchini e le colanine colorate poi diffuse dai vu' cumpra' che sono loro servite per aprire l'immigrazione.

Candice Bergen aveva fatto tendenza anche col capello liscio e biondo di una colorazione molto particolare perchè aveva adottato le prime meches che davano un riflesso delicato a sfaccettature oro di grande effetto scenico ed elegante. Imitatissima poi da tutte le bionde del suo calibro, che si contrapponevano al biondo platino di Marilyn, che con la sua morte se lo era portato nella tomba. Le bionde anni 70 erano molto consapevoli, da Candice Bergen ad Angie Dickynson, da Jane Fonda alla Deneuve che escludevano il biondo paglia della Brigitte Bardot, un biondo che comunque stava bene solo a lei.

Il capello di Candice Bergen era quello che comunque andava per la maggiore anche perchè lei lo portava in modo aristocratico come tutto il suo portamento e la mimica facciale tagliente e asciutta che se non fosse stato per il labbro grande e carnoso le avrebbe conferito una maschera crudele.

Invece lei era fredda ma passionale e molto trasgressiva anche se non si presentava mai scosciata o con decolletè perchè aveva portato in scena  rapporti lesbo in modo molto ma molto chic.

 “Vieni Cherie”. La frase è rimasta impressa, pronunciata da una ricca e signoira agè, davanti alle sue amiche di collegio che si erano ritrovate per una rimpatriata in un film ormai dimenticato Il Gruppo, lasciandole tutte a bocca aperta di fronte a quella rivelazione che lei, la più bella e la più corteggiata, fosse lesbica.

Comunque è stato il biondo ad avere la meglio come tendenza (che Candice Bergen porta ancora meravigliosamente bene) perchè i rapporti lesbo in america erano rimasti sempre a livello palesato e fonte di grandi tormenti, mentre in Italia con Pier Paolo Pasolini  che scopriva i genitali al vento, si apriva quel filone d'oro delle commedie serie dell'Ubalda a coscia lunga nella quale si tuffavano sia uomini che donne.


Per ridere ovviamente, mica a far l'amore, perchè solo in questo modo si poteva superare la censura.