Archivio blog

giovedì 5 marzo 2026

RICCARDO COCCIANTE IN DOCUMENTARIO FIABESCO DA SOGNO



Ieri sera il documentario Il mio nome è Riccardo Cocciante ha deccisamente stupito perchè molto interessante per la nuova tecnica introdotta con l'Intelligenza Artificiale che ha dato un valore aggiunto al racconto, dell'infanzia soprattutto dove ovviamente mancavano foto per cui si e' montata una location scenografica molto fiabesca e accatttivante sul filo del cartoon. Cosi' pure i personaggi che l'AI ha saputo presentare in forma perfetta rendendo bello persino un Riccardo Cocciante facendolo apparire un fico così come i personaggi di cotorno ma non meno importanti, De Gregori, Venditti e tanti altri.

"Il segreto del mio successo è che non seguo mai le mode" Sì pero' segue le tendenze che in questo momento arrivano sempre più dai social con l'intelligenza artificiale che ci cambia la vita presentandoci perfetti. Purtroppo nessuno lo è dal vivo perchè infatti Riccardo Cocciante suda molto anche se sfodera un bellissimo sorriso. Rifatto, ma comunque bello perchè non è bello ciò che piace ma è bello ciò che è bello.

Invece lui piace anche se suda perchè è l'espressione della sua intensità e profondità di sentimenti che trasuda da tutti i pori. E fra le immagini di repertorio si vede la manina della Vanoni che gli asciuga la fronte dolcemente e con un'eleganza pari solo a quella di una grande artista che vede in lui solo la voce e le parole di quell'amor poetico che appartiene a chi ha visto cose che "Voi umani non potete immaginare..."

Sì perchè Riccardo Cocciante è nato in Italia poi si è trasferito con la famiglia in Africa ed infinein Indocina e poi di nuovo in Italia dove ha incontrato una francese diventata sua moglie e musa ispiratrice della Canzone Margherita, la più cantata insieme al pubblico che la conosce a memoria ma che solo lui sa modulare con una voce quasi disperata, sofferta e piena di passione da far pensare quanto sia esagerato perchè alla fin fine vuole solo dire quanto sia carina Margherita. Ehhhhhh! Anche meno. Infatti la migliore è sicuramente " Bella senz'anima" dove la sua disperazione non si spreca ma è mirata facendo centro nel cuore degli spettatori che tifano tutti per lui pensando all'altra come ad una strega, un leit motiv che lui replica con Notre Dame de Paris facendo morire la protagonista Esmeralda impiccata come strega dei clandestini rifugiati all'ombra delle cattedrali. 

Un musical di strepitoso successo che ha aperto alla lunga serie che si sono susseguite e che persistono tutt'ora tratte da opere Shakespeariane come Romeo e Giulietta sempre di Cocciante nel quale hanno lavorato ragazzini molto giovani freschi di scuola degli Amici di Maria De Filippi e tante altre tratte da film famosi come Greese Chicago ecc.

Una carriera bellissima e molto partecipativa avendo duettato con cantanti come Mina Ornella Vanoni Fiorella Mannoia Laura Pausini e tanti altri.

Insomma un Concertone intimo in stile Avatar che ha fatto sognare.




 


mercoledì 4 marzo 2026

JEAN SEBERG UNA PANTERA NERA. E VERA.


 Fino all'Ultimo Respiro è il film di Jean Luc Godard che ha rivelato l'attrice Jean Seberg ancora molto giovane e scanzonata. La sua prima performance era stata Giopvanna D'Arco ma era passata inosservata  e dopo il successo di Fino all'Ultimo Respiro lo confermava in pieno con Bonjour Tristesse di. Francoise Sagan.

Nei film adolescenziali aveva dato il massimo di sé perchè poi si era adattata allo star system che la trasformava in una star a rappresentare una donna della middle class poiché sapeva valorizzare abiti su misura con un certo stile.

Era bellissima con un viso molto dolce ma in questi panni da signora bene restava con l'espressione fissa da bambola senza riuscire a trasmettere particolari emozioni anche in contesti  ruspanti come in Italia dove aveva girato con Alberto Bevilacqua due film nei quali "caschi il mondo io non mi sposto" tanto era distaccata e non solo da quel mondo rurale della provincia parmigiana ma da tutto il resto.


Sì perchè il suo vero mondo era il privato dove esprimeva in pieno la sua natura generosa e buona come poche, tutta dedita a finanziare fondi per gli ultimi.Era un'attivista convinta dei diritti umani e molto vicina al movimento delle Pantere Nere, il considetto Black Power, dove aveva una speciale sintonia con il capo, insieme a suo marito.

Per questa sua simpatia era entrata nel mirino dell'FBI non essendo una star del livello diva e senza un entourage che le coprisse le spalle dandole supporto.

Rimasta incinta venne "accusata" che il figlio fosse nero causandole grande dolore fino a perdere la creatura che invece era nata bianca.

L'FBI non le dava tregua perseguitandola costantemente, intercettando le sue telefonate e seguendola in ogni spostamento tanto da indurla a soffrire di stati depressivi che influivano sulla sua carriera mai più decollata.

Una fredda mattina venne trovata senza vita nella sua macchina e si parlò di suicidio, di droga ma non si placò mai il sospetto che fosse omicidio.

Comunque sia ha pagato cara la sua militanza nel movimento Black Power un movimento al quale si sospettava partecipassero anche gli Obama perchè dopo la vittoria alle Presidenziali si salutarono guardandosi in faccia e a pugno chiuso. Come le Pantere Nere.

 



martedì 3 marzo 2026

ALBERTO ANGELA ED IL PIANO SEQUENZA SULLA REGGIA DI VERSAILLES

 

Il piano sequenza su Versailles con una lunga carrellata dalla Sala Specchi al Salone a scacchi bianchi e neri passando dal labirinto delle stanzine fino a soffermarsi sulle Camere da letto del Re Luigi XV e di Marie Antoinette con annesse alcove di favorite e amanti.

Il piano sequenza è stato adottato per primo dal regista Alfred Hitchcock nel film Frenzy dove comunque la carrellata andava all'indietro dalla stanza alla strada fino al mercato orto frutta nel quale il killer nascondeva la vittima di turno fra un mucchio di patate, mentre qui la cinepresa senza alcuna interruzione si sposta fra i corridoi e porte segrete su e giù per le scale accompagnando il conduttore Alberto Angela. bravissimo nel recitare un lungo copione intervallando il racconto con testimoni ed esperti dando comunque l'impressione fosse un tour de force da ansimare.


Apprezziamo lo sforzo ma non valeva le candele a fioco lume di quelle stanzette fredde riscaldate solo da camini fumosi perchè le canne d'aria eran difettose perchè se alla fin fine lui aveva il fiatone a noi è venuta la palpebra pesante ben diversa dalla vigile attenzione riservata alla precedente conduzione del 2019 della serie Ulisse Il Piacere della Scoperta,sempre su Marie Antoinette a proposito della quale non si capisce perchè abbia citato solo il film di Sofia Coppola  portando alla memoria il rutto cacciato a tavola della Du Barry, alias Asia Argento, quando a rendere giustizia alla Jeanne Du Barry è stato il film omonimo con Maywenn.da lei diretto.

Misteri della divulgazione dove sembrano introdotte pubblicità nemmeno tanto occulte.

Così tutto si è focalizzato su una sorta di complemento d'arrendo, tra tapezzerie a fiori o con anans tanto cari a Marie Antoinette, in un tripudio di colori pastello con a base quello di lillà, a secretaires pieni di cassetti letti a baldacchino, sedie roccoco' e quadri appesi alle pareti con antenati stanze per i cani e cavalli e la servitù nelle stalle tutto ricostruito ad arte risorgendo dalle ceneri della rivoluzione che aveva saccheggiato la Reggia salvando qualche reliqua che Alberto Angela ha mostrato in religiosa contemplazione come i guanti della Regina che usava anche per mangiare.

Più che il fasto di Versailles del Re Sole, si è puntato alla fase del tramonto della monarchia e della classe nobile costretta a stare in queste stanzine per tessere i loro intrighi veleni e tradimenti complottando attentati al Re. Curiosamente ha sorvolato sul Re Sole limitandosi a raccontar la passione per la danza e la lunga vita di regno che gli ha permesso di commissionare e seguire questa imponente Reggia orgoglio della Francia, piu' di quanto lo sia la Torre Eiffel.

Nessuna parola sulla favorita di Luigi IVX la Montespin mentre si è dilungato sulla Pompadour come fica-fredda ma consigliera finanziaria molto intelligente e la Du Barry fin troppo calda con grandi doti da influencer. Ma niente di che che potesse farci sussultare dal torpore.

Il Piano sequenza sui giardini girato fra la nebbia e i turisti di passaggio non ha reso giustizia ai laghetti alle fontane ai giardini e alla vegetazione raccontata da un testimone che mentre esaltava gli alberi secolari invece sullo sfondo si vedevano solo cespugli.

Più degli antichi fasti che la Francia ci ha voluto tramandare, Alberto Angela ha illustrato la vita tutto sommato misera di questi nobili parassiti che passavan le giornate a giocare a carte a scopare in ogni angolo soprattutto giovani servette,  e a orinare nei pitali che queste servivano alle gran dame per i loro bisogni.

Insomma tanta miseria fra opere d'arte immortali. Quando si dice le cose oltre le persone! 


 Vieni…spalanca le mie porte…

Sospirami il tuo desiderio,

aprimi le più segrete stanze,

solo tu hai la chiave.

Spogliami, denudami, approfitta della mia anima, trasportami nel

Tuo mondo di peccati…di desideri…

Scova nelle mie viscere, fammi tua…