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giovedì 27 agosto 2026

SANTUAGO IL CAMMINO PER RICOMINCIARE. GRANDE FILM

 

Questo è l'anno di Alexandra Lamy con quattro film in uscita nel 2026 uno dei quali, sbarcato già nelle sale e che abbiamo visionato,  molto interessante. Alexandra Lamy,  è l'emblema della donna matura all'apice del suo potenziale in un mix di esperienza ed energia che la mette al centro di tanti contesti difficili e problematici come punto di riferimento per la loro risoluzione così come nel film Santiago Il Cammino per Ricominciare, nel quale duetta con un giovane adolescente minorenne sulla via del carcere per il numero infinito di reati commessi, con molta passione e sintonia in una performance ben riuscita fra alti e bassi e riconciliazioni drammatiche.

Non è un film comico su un filone collaudato perchè la via per ricominciare sul sentiero di Santiago è preso molto sul serio senza irriverenza ma con molta devozione e proprio in questo senso si rivela geniale nel raccontare un rapporto madre e figlio tra sacro e profano... con adozione.


Il film è bellissimo  anche per la location visitata  tutta a piedi nel sentiero verso Santiago in un cammino avventuroso fra un paesaggio che incanta con la colonna sonora delle acque che sgorgano dai fiumiciattoli e cascatelle  con l'aria fresca delle montagne fra vallate e pascoli di pecore e mucche con lembi di spiagge tornati a valle dove tuffarsi per fare un bagno. Refrigerante.

Un itinerario davvero affascinante che invoglia a praticare il Trekking come nel film per assaporare il contatto con la natura ammirando le bellezze dall'alto con la soddisfazione di aver scalato una montagna dopo aver attraversato sentieri impervi visitato casolari isolati per trovar rifugio trasformandosi pure in pellegrini nel bussare alle porte di conventi ricevendo in regalo una statua della Madonna con Bambino!

Insomma uno sport che si sta rivalutando perchè spiritualmente molto elevato e del quale si sente tanto il bisogno.

La coppia è fra le più improbabili e per questo scoppiettante e piena di sorprese.  Lei Fred un'insegnante  in attesa di divorzio dal marito di colore con una figlia sempre in giro per il mondo, e' stata sospesa dalla scuola per aver dato uno schiaffo ad un'alunna che l'aveva esasperata,

Un tempo, quando la scuola funzionava, questo gesto inconsulto  ma appioppato a dovere, sarebbe passato come una lezione di educazione, ma ora con le mani legate ai professori il gesto viene considerato una grave perdita di controllo perchè il quando ci vuole ci vuole non esiste piu'. 

Così dopo molte perplessità le viene affidato, da un'associazione che recupera ragazzi difficili,  Adam un piccolo criminale diventato tale secondo lui per colpa della mamma che lo ha abbandonato della quale sente la mancanza invocandola continuamente sperando sempre in una sua telefonata, che lo ha fatto sentire  perso senza alcuno scopo e quindi niente da perdere niente da guandagnare. Insomma un pericolo costante.

La missione sembra impossibile ma col cammino verso Santiago per riflettere e ritrovare il lato buono e giusto di sé, sembra l'unica soluzione da coniderare avendo l'associazione raccolto in precedenza buoni frutti nel recupero di ragazzi difficili. Infatti Adam si dimostra veramente impossibile ma la fermezza della prof. Fred accompagnata da una robusta fisicità e spirito di iniziativa  con le quali sa mettere in sicurezza le loro vite, ammorbidisce il ragazzo fino a quando non sarà conquistato definitivamente nel momento in cui lui la salverà da un'aggressione formando un rapporto di mutuo soccorso nel quale lui si sentirà in famiglia arrivando a chiamarla “mamma”.

E' un film che commuove senza sdolcinature  grazie alla interpretazione asciutta e autorevole che risulta molto credibile di Alexanda Lamy attrice affermata in Francia  che stiamo conoscendo anche in Italia perchè presto uscirà un altro film “Mi faccia il Piacere” una tematica sull'orgasmo femminile, questo sconosciuto.... da molte donne, mentre Julien Le Berre, il ragazzo di strada poco di buono ma mammone che esplode con un talento da rapper e da chef (ereditato da mamma) attore francese emergente è una rivelazione per la notevole grinta e fascino virile nel porgersi forte con i forti e dolce con i deboli.

Piace il film perchè gli adolescenti anche se sono disabili, come la ragazzina Nadège (Melanie Doutey) incontrata fra i Pellegrini nel viaggio in solitaria, sono indipendenti con personalità definite facendo sperare in una gioventu'  sempre più forte di spirito e sulla via della libertà 






mercoledì 5 agosto 2026

CILLIAN MURPHY PICCOLO GRANDE ATTORE

 

Cillian Murphy,  e' un attore preferito da autori importanti  tra i quali l'irlandese Ken Loach che lo ha lanciato nel film Il Vento che Accarezza l'Erba, vincitore Palma d'oro a Cannes con un personaggio molto sensibile ai problemi sociali e coraggioso nell'affrontarli, legati alla battaglia per la Libertà in Irlanda, fino a morire.

Un eroe molto umano e positivo che ha riconfermato con il film Piccole Cose Come Queste dove appare in età matura ma sempre alle prese con problematiche nel quale prender le difese degli ultimi, dei fragili degli abbandonati,

In questo film sprigiona il fascino dell'uomo maturo forte e sicuro di se' grande lavoratore e protettivo verso la sua numerosa famiglia con tante femmine di età adolescenziale alle quali vorrebbe aggiungere un'altra ragazzina abbandonata in un collegio e maltrattata dalle suore per sequestrarle la creatura che porta in grembo.

Fedele ai suoi principi di nobili intenti non esita a mettersi contro il Paese tenuto sotto scacco dal potere di queste Suore perchè oltre ad offrire l'opportunità di istruzione a tutti i giovani del loco somo protette dal Clero Cattolico che domina la società Irlandese.

Alla fine, frazie alla sua tenacia e determinazione riesce a portare la ragazzina nella sua famiglia che l'accoglie unita per darle amore e assistenza.

Piccole Cose Come Queste è un grandissimo film perchè racconta la svolta sulla strada della libertà di tante adolescenti-madri vittime dei sorprusi del Clero quando si arrogava il diritto di possesso delle loro creature disponendone a piacimento senza il loro consenso.

Cillian Murphy e' bravissimo e molto credibile nel ruolo rustico e umile ma con una grande dignita'e consapevolezza delle cose, piccole ma importanti quelle che rendono degno di essere chiamato uomo.

Bel film e grande Cillian Murphy che personalmente pur avendolo visto in tanti film l'ho guardato veramente solo con questo.


mercoledì 29 luglio 2026

IL CALCIO NEGLI ANNI 50 CON LA DOMENICA DELLA BUONA GENTE.

 


"Perchè perchè la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita di pallone, perchè perchè una volta non ci porti pure me...”  Quante donne la domenica restavano sole in casa mentre i maschi, mariti fratelli padri e figli andavano a vedere la partita la domenica pomeriggio.

Consumato il pranzo alla garibaldina la fiumana di gente si recava allo stadio che se ne impossessava l'anima assorbendo da ciascuno, nell'attesa della partenza, la propria identità la propria indomita allegria la propria rissosità le proprie amarezze che si confondevano nel clamore della collettività, lasciandosi alle spalle ciascuno la propria storia mentre qualcuno se la portava appresso.

Parole che nel contesto del film La Domenica della Buina Gente di Anton Giulio Majano introducono l'entrata dei romanisti alla stadio nella partita contro il Napoli dove oltre al gioco del pallone in campo si intrecciano le storie di vita fra gli spalti dei protagonisti, trai quali Ines una Sophia Loren in stile signora con lo status di vedova che tampina l'amante, un avvocato viveur, dal quale aspetta un figlio per ucciderlo essendo stata sedotta e abbandonata. 

In fila per acquistare il biglietto incontra il giovanotto di quartiere Giulio (Renato Salvatori) povero ma bello disoccupato che invece di andare al colloquio di lavoro procuratogli dalla fidanzatina Sandra, Maria Fiore, della porta accanto si presta a far da guida a questa bella signora per trovarle un posto e raccontarle con l'aria da piacione la partita facendole dimenticare gli intenti bellicosi.

Ovvia la scenata di gelosia della morosina con tante lacrime e riappacificazione avendo superato l'impunito nulla-facente la prova “temptation”  perchè la vediva Ines se ne torna a Salerno intenzionata a tenere il figlio anche senza il padre mascalzone. Nel frattempo un altro episodio si consuma in una casa dove  parenti e amici riuniti festeggiano il capo famiglia che ha vinto un 12 all'Enalotto con la mitica schedina che compilavano puntualmente anche tutte le rezdore.

La partita Roma Napoli si conclude con un 5 a 2 facendo perdere il posto di allenatore del Napoli ad una vecchia gloria della Roma, dove giocava come portiere, la quale raggiunti i limiti di età l'aveva scaricato lasciandolo senza lavoro pur avendo famiglia da mantenere con la moglie che gli aveva voltato le spalle non riuscendo ad adattarsi ad una nuova vita in ristrettezze senza macchina, cameriera e soldi.

Di fronte al dolore della bambina nel vedere i genitori che si lasciano, la moglie torna sui suoi passi per accogliere il marito sconfitto  preferendo salvare la famiglia.

Insomma un film all'insegna dei buoni sentimenti con le passioni che si accendono e si sfogano insieme alla partita di pallone. L'Italia degli anni 50 non aveva nient'altro che il calcio come rito collettivo del “panem et circense” per dimenticare un presente di povertà su un passato di sofferenze, mentre  nelle famiglie ma soprattutto nei Bar la radio trametteva la diretta delle partite con il commento del mitico Niccolo' Carosio a ricordare quanto fossero belli e genuini quiei tempi con l'attenzione galvanizzata sul gioco e sui gol  che sfociava in un boato nello stadio strapieno quando ancora il mercato dei calciatori ed il valzer degli allenatori non erano diventati gli argomenti intorno al quale ormai gira questo sport national popolare che a quel tempo aveva il potere, la domenica pomeriggio, di far deserto nelle strade di ogni città per la viva ed appassionata  partecipazione di tanti tifosi, Praticamente tutti.