giovedì 25 maggio 2023

AL BANO TRA BATTUTE E GAFFE FESTEGGIA 4 VOLTE 20 ALL'ARENA DI VERONA

 Due grossi concerti hanno caratterizzato questo periodo di clima incerto con l'estate che fa capolino fra uno scroscio d'acqua e l'altro, quello di Bruce Springsteen a Ferrara e quello di Al Bano all'arena di Verona. In comune questi due grandi cantanti hanno il fatto di lasciar desiderare come persone essendosi distinti per mancanza di sensibilità rispettivamente per la terra martoriata della Romagna alla quale il Boss non ha donato nemmeno un euro e per una ex moglie come Romina Power che poco giorni prima del concerto l'ex marito ha omaggiato con rivelazioni al veleno sulla fine del loro matrimonio causato dalle dipendenze cannabis di Romina. Per entrambi c'è comunque una differenza sostanziale perchè se per Bruce non c'era l'obbligo di donare, per Al Bano correva l'obbligo di cogliere l'occasione per tacere ascoltando i consigli delle donne della sua vita così come Romina in primis che a suo tempo ebbe a rimproverare Al Bano di parlare troppo, e come aveva ribadito la figlia Jasmine nel dichiarare in un'intervista al Corriere quanto disapprovasse l'eccesso di gossip con i quali i suoi genitori si espongono (forse riferendosi anche a certe scene su tik tok dove mamma danza scosciata e papà dietro che gliele canta?), mentre Cristel sul palco dell'Arena di Verona ha dato inconsapevolmente la sua conferma: “Papà tu sei un grande cantastorie”

Al Bano affabulatore gaffeure e cantante ha aperto il concerto 4 Volte 20 per festeggiare il suo compleanno, con Gianni Morandi il quale più che da spalla è stato il conduttore della coppia coinvolgendo la platea in un grande happening canoro confermando le sue doti di cantante e showmen in grado di tenere la scena perchè Al Bano, oltre a raccontare delle sue origini da Cellino San Marco a Milano e Ritorno al paesello ricco e famoso con l'americanina Romina al seguito, oltre non va. Infatti appena Romina è apparsa in scena - sorridente e bellissima con lo stesso abito che aveva a S.Remo quando Al Bano si rifiutò di darle un bacio perchè a casa c'erano i “suoi” bambini piccoli – alla domanda dell'ex marito  perchè mai se ne fosse andata in America, lei gli ha sbattuto fra i denti (nessuno aveva mai visto Romina così piccata) “Fatti due domandi e datti due risposte”. Una domanda ce la facciamo noi perchè Romina si faceva le canne, perchè non reggeva più Al Bano? Nessuno sapra mai perchè fra Romina e Al Bano sia finita ma meglio lasciar perdere le rispettive accuse che si sono rivolte durante la separazione legale perchè poi hanno fatto pace per ritrovarsi sul palco per cantare ancora insieme, Lei con la sua voce flautata e Lui come quella di un trombone, così come ha dichiarato Romina in una battutina (che cadeva a fagiolo per quelli che voglion leggere tra le righe).













La coppia è comunque sempre amata e con la loro apparizione il concerto ha raggiunto il clou della serata festeggiata poi insieme a tutti i figli di Al Bano avuti con Romina Power e a quelli avuti con Loredana Lecciso la quale si è fata notare per l'assenza più che giustificata. Infatti il concerto, se era un'opportunità per le due donne di fare finalmente pace, l'occasione non è stata colta, si dice da Romina perchè a differenza di Loredana non è mai stata favorevole ad un accordo quantomeno civile con la compagna di Al Bano con la quale si è rifatto una vita non mancando di esternare sempre il suo amore eterno. Peccato che poi cantando sul palco abbia recitato con i versi di una canzone che se non se ne fosse andata in America sarebbe stato sempre con Romina  come a voler dire d'essersi trovato costretto a ripiegar su Loredana! A parte queste gaffe in diretta e i motivi delle loro lotte intestine che sono sicuramente affari loro, l'esclusione o l'assenza volontaria della Lecciso è stata una bella mossa perchè una conciliazione fra le due donne sarebbe stata troppo plateale e poco elegante essendoci  un limite alla spettacolarità dei sentimenti e dei fatti privati soprattutto se inscenati per alzare l'audience o una questione di marketing. Il concerto ha decollato ugualmente alla grande grazie a tante belle canzoni con ospiti importanti da Gianni Morandi Rnato Zero I Ricchi e Poveri, Fausto Tozzi, Arisa, Iva Zanicchi e un intervento telefonico di Adriano Celentano per gli auguri ad Al Bano. Il quale è stato bravissimo come sempre perchè resta uno dei più grandi cantanti italiani. 

Chapeau per il grande Al Bano, ma ci piace stare sempre dalla parte delle donne che si chiamino Ex come Romina, oppure no.





venerdì 19 maggio 2023

I PAGLIACCI IN SCENA AL TEATRO REGIO DI PARMA

 I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo in scena al Teatro Regio di Parma con l'allestimento di Franco Zeffirelli che ha chiuso la stagione Lirica 2023.

La firma del grande maestro si riconosce subito perchè sembra di essere tornati agli antichi fasti quando le opere erano dirette da registi come Luchino Visconti e Zeffirelli.  A contraddistinguere queste opere è la teatralità intesa come spettacolo scenografico stupefaciente curato nei minimi particolari dai costumi agli arredo e soprattutto animando l'ensemble intorno ai protagonisti.


I Pagliacci apre con un quadro scenografico di grande vivacità: in una piazzetta bambini che giocano, oppure che fanno il bagnetto in una tinozza con mamma che li lava con un panno, uomini che corrono in bicicletta, saltinbanchi che sfilano su una ruota, lambrette parcheggiate donne che spettegolano con il carro del circo che arriva in scena facendo esultare di gioia le famiglie ad accogliere i pagliacci e tutto l'ambaradan circense al seguito che ricordano quiei  mitici dipinti delle scatole di latta che ora si trovano nei mercatini dell'antiquariato. Sullo sfondo una facciata di un palazzo a tre piani dove c'è il viavai degli inquilini curiosi che si affacciano ai balconi mentre in basso c'è tutta una serie di negozi inclusi anche uno a luci rosse con le prostitute che si esibiscono sulla porta ed i carabinieri in azione per arrestarne una particolarmente vivace nel disturbare i passanti.

 

Le voci in coro di questo ensemble unito accende l'attenzione portando il piacere ad alta quota nel senitr volar le note quando escono dalla voce dei bambini che all'unisono gioiscono di questa bellissima festa di piazza. Ogni figurante recita la sua parte curata in ogni particolare nel personaggio in cui è calato e nella gestualità e mimica a rappresentare situazioni di ordinaria vita quotidiana nell'attesa di assistere allo spettacolo al circo al quale partecipa tra una folta platea con un palco posizionato davanti al carro del circo nel quale all'interno si sta creando un'atmosfera di tensione perchè la donna del capocomico interpreta dal vivo le scene d'amore previste dal copione copione con un altro facendo scattare una folle gelosia nel compagno al quale lei mostra tutto il suo disprezzo mandandolo in paranoia.


“Ridi Pagliaccio, vesti la giubba e la faccia infarina” canta lui disperato mentre si trucca per entrare in scena dove, in diretta, arriva ad uccidere la sua donna infedele finendo con un grido disperato: “La commedia è finita” per mandare tutti a casa.A grande richiesta viene concesso un bis a GREGORY kUNDE nel ruolo di Canio per una romanza con il pubblico che si scatena con tanti wow wow fino agli applausi finali durati più di 10 minuti.  Grande soddisfazione e felicità per tutti trovandosi finalmente davanti a uno spettacolo piroettante e caleidoscopico di grande vivacità appagante in tutti i sensi.

Cast Nedda, nella commedia Colombina VALERIA SEPE Canio, nella commedia Pagliaccio GREGORY KUNDE Tonio, nella commedia Taddeo lo scemo VLADIMIR STOYANOV

 Maestro concertatore e direttore ANDREA BATTISTONI Regia FRANCO ZEFFIRELLI ripresa da STEFANO TRESPIDI Scene FRANCO ZEFFIRELLI riprese da CARLO CENTOLAVIGNA Costumi RAIMONDA GAETANI Luci ANDREA BORELLI Allestimento della Fondazione Franco Zeffirelli ORCHESTRA DELL’EMILIA ROMAGNA ARTURO TOSCANINI CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA Maestro del coro MARTINO FAGGIANI CORO DI VOCI BIANCHE DEL TEATRO REGIO DI PARMA Maestro del coro di voci bianche MASSIMO FIOCCHI MALASPINA




 


lunedì 15 maggio 2023

BOOK CLUB II. BATTUTE INCONTENIBILI SCANDALOSAMENTE DELIZIOSE


Book Club Il Capitolo Successivo è uscito con la nuova serie sulle 4 ragazze di terza età (interpretate da Jane Fonda, Candice Bergen Diane Keaton e Mary Steenburgen) alle prese ancora con le loro storie sentimentali tra coniugi ex e contatti social con incontri a volte anche al buio non avendo ancora raggiunto o non essersi rassegnate alla pace dei sensi. Il film è la classica commediola americana molto patinata che in questa nuova serie ha voluto inserirla in una location accattivante come l'Italia formato cartolina così come la immaginano gli stranieri. Non è del film che vogliamo parlare ma del fenomeno di costume che rappresenta mettendo in risalto le esigenze sessuali delle donne di età avanzata ma ancora in “sfregola” perchè quando dovrebbero mettersi buone buone a ritrovarsi per commentare le loro letture anche su un piano molto hard non si limitano a restare su un livello di discorso con scambio di vedute, di esperienze, di battute ma  si attivano per andare al sodo a costo di trovarsi anche in situazioni imbarazzanti che poi raccontano con molta disinvoltura con tanto di particolari intimi come delle ragazzacce.

L'effetto, di fronte a battute fulminanti sul battacchio dei partner o riferimenti al  culo flaccido (pronunciato in Sex and The City dalle antesignane del sesso senza amore) lascia un filo basiti noi Europei perchè le battutacce sono proferite da donne, diciamo pure da vecchie carampane che rendono la loro comicità alquanto penosa trovando che non ci sia da ridere, piuttosto che deliziosamente scandalosa come le definiscono gli americani Sì infatti agli americani invece piacciono queste situazioni perchè non si scandalizzano essendo più avanti di noi per avere da tempo abbattuto questo tabù trattando l'argomento anche in diversi film. Nella biografia di Tolstoj per esempio aveva fatto scalpore la scena di sesso nudo a letto fra il vecchioTolstoj e l'anziana moglie che assaliva sessualmente con vigore e piacere condiviso. Certo l'atto sessuale era palesato perchè le nudità restavano avvolte fra le lenzuola anche se si dimenavano oscenamente, per mantenere quel minimo di buon gusto per non offendere il cosidetto comune senso del pudore, pur concedendo qualche inquadratura alla tetta svenuta dell'anziana attrice che si concedeva il vezzo di esibire (l'ironica Ellen Mirren)

E' curioso infatti come gli americani così aperti nel proporre situazioni “brillanti” sulla terza età, fino ad ora rimaste rigorosamente tabù, si sentano scandalizzati di fronte alle  nudità di un David considerato in tutta la sua virile bellezza molto volgare e peccaminoso arrivando a licenziare la professoressa d'arte che lo aveva mostrato, per poi finire in una risata dopo la battutaccia di Jane Fonda di fronte a tre statue di maschi tutti nudi: “E ora dove le infiliamo le banconote?”  Eppure è dall'America che è arrivato I Monologhi della Vagina facendo un tour europeo, capitanato da Jane Fonda passando dall'Italia con sbarco perfino a Domenica In condotto da Mara Venier la quale aveva invitato Romina (si la dolce Romina ex di AlBano) a presentare uno stralcio del testo, quello che le era stato assegnato, e che lei aveva recitato senza alcun pudore con molta disinvoltura citando le peripezie della sua vagina quando aveva partorito in modo tanto crudo e realistico da fare esternare alla Venier il suo imbarazzo nell'arrossire come una verginella nonostante anche lei avesse partorito due figli. Si fa ma non si diceeee! Certo, i tempi son cambiati perchè si parla del 2002 e ora nessuno si scandalizzerebbe più.

Le quattro ragazzacce di Book Club nei film serie sono presentate in forma caricaturale così come si fa con le sfilate haute couture per esempio per dettare il trend, per cui non sono da denigrare nel loro intento di spianare la strada all'emancipazione e parità mettendo le donne anziane sullo stesso piano dei vecchi maschi. Anche se non è certo obbligatorio scompisciarsi dalle risate di fronte a battutacce di donne anziane non è carino ridere di loro apprezzando invece la loro apertura mentale nel prestarsi a coprire certi ruoli.  Jane Fonda per esempio nella vita  ha dichiarato di aver chiuso con il sesso da diversi anni per cui nelle battute del film sul battacchio dei vecchi si deve capire l'ironia piuttosto che farsi sopraffare dall'imbarazzo perchè non è il caso. E' un po' come sentir quella barzelletta (forse anche raccontata da Berlusconi) che dice “Se ti piace moscio, ti faccio morire” che strappa sempre al pubblico grandi risate, per cui non si capisce perchè detto da una signora anziana come una Zanicchi per esempio sia da considerarsi volgare.e penosa. Non tutti sono obbligati a ridere ma meglio astenersi da commenti negativi su persone anziane alle quali va sempre rispetto qualsiasi cosa si concedano il,vezzo di dire perchè il fatto che a una certa età al giorno d'oggi una donna si metta sullo stesso piano di un uomo non deve creare scandalo ma accettare come un atto coraggioso per la libertà mettendosi in gioco con molta ironia, così come viene esternata da Candice Bergen lanciando la battuta in un palleggio divertente : “Se volevamo fare sesso alla nostra età, Dio non ci avrebbe dato questi corpi” raccolta da Jane Fonda che la zittisce toccandosi  le tette “rifatte” con aria compiaciuta come dire “Io ancora posso...!”mentre l'amica risponde fulminante: “Eh, già, perchè hai trovato un buon chirurgo”. Vabbè chirurgo permettendo...


E' la forza della vita che fa affrontare in tutta leggerezza quel percorso sul Viale del Tramonto  con la postura dritta  nella piena consapevolezza e determinazione di coronare anche il sogno di condividerla con un nuovo amore accendendo gli ultimi fuochi con qualche botta e via finchè morti non separi. Perchè Robert De Niro che a 80 anni è diventato padre si debba parlare di lui in modo ammirato come esemplare di maschio virile che alla sua veneranda età scopa ancora,  come un riccio? Viagra permettendo comunque.  

giovedì 11 maggio 2023

DAVID DI DONATELLO 2023


 IL Ministero alla Cultura ha stanziato 20 milioni di euro per far risorgere il cinema italiano
dalle ceneri del Covid, riportando nelle sale il numero di spettatori prima della pandemia.Così nel periodo da metà Giugnoa metà Settembre ha ridotto il prezzo del biglietto a 3500 mentre il resto lo verserà lo Stato. Un'iniziativa importante che purtroppo non risolve del tutto il problema perchè ad usufruire di questa offerta saranno gli spettatori delle arene all'aperto che comunque non hanno mai cessato di fare sempre il tutto esaurito tranne i mesi di chiusura per covid, mentre le sale e multisale in estate resteranno deserte esattamente come prima, con qualche puntatina in più forse le domeniche pomeriggio frequentate da famiglie per i film adatti ai bambini.  Con cartoon e americanate che sono il loro pane? No, con film italiani ed europei, speriamo non sottotitolati. Era sicuramente meglio se l'offerta fosse stata promossa per i periodi invernali, escludendo quello natalizio ovviamente, ma si spera che ci sia un buon risultato perchè, a ragione, la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni ha chiarito che una visione al cinema non è paragonabile a quella della Tv, ma questo è risaputo. Il problema infatti del calo spettatori a volte anche in maniera imbarazzante come nei periodi estivi si dovrebbe cercare non tanto nel costo del biglietto quanto nella scarsa qualità dei film perchè diciamolo gli italiani sono stanchi delle commediole all'italiana sfornate come tante fiction, tutte uguali con la stessa compagnia di giro, quella sempre presente alle manifestazioni, eventi, premiazioni che si scambia continuamente i ruoli.

Con il David di Donatello 2023 sembra ci sia una svolta perchè i film candidati e vincitori  hanno titoli decisamente interessanti, da Esterno Notte a Le Otto Montagne, da La Stranezza a Settembre per continuare con Il Signore delle Formiche, La Siccità, Nostalgia ecc. per cui fan ben sperare che il cinema si stia riprendendo al di là dei prezzi bassi e fissi per i 4 mesi dell'anno nelle sale disertate non tanto perchè si preferisca la Tv quanto perchè le sere d'estate offrono maggiori opportunità di divertimento soprattutto per i giovani la fascia più portata a schiodarsi da divani e poltrone. Insomma il discorso è complesso ma siamo certi che la formula vincente sia tutta racchiusa nella qualità. 

A presentare il David un'abbronzatissimo Carlo Conti con accanto Matilde Gioli - splendida con i fari abbaglianti dei suoi occhi azzurri ed il sorriso smagliante che mandava bagliori perlacei dai denti quando dischiudeva le labbra rosso fuoco – la quale ha aperto con un appello ai giovani per mandare nuove idee con tutti i mezzi a disposizione, social, immagini, linguaggio nuovo con disegni vignette caricature stesure di testi in libertà che possano servire a dare una nuova linfa vitale al cinema. Molto intelligente, ha capito il problema che comunque non toglie che ad essere giustamente premiati siano maestri come Marco Bellocchio, o professionisti come Fabrizio Gifuni rispettivamente regista e attore del film Esterno Notte nel quale si è messa in luce un'intensa Daniela Barra, candidata come non protagonista. 

Molti premi, sceneggiatura arredamento parrucche e luci, sono stati assegnati al film La Stranezza lasciando invece a bocca asciutta gli interpreti Ficarra e Picone bravissimi mattatori del film.  Il David ha proseguito premiando dei grandi professionisti fino ad ora sottovalutati, il primo è Francesco Di Leva grande attore che pur lavorando da 25 anni è sempre defilato dalla mondanità per cui il suo nome è stato una sorpresa fino a quando non è salito sul palco dove è stato subito riconosciuto come interprete del film Nostalgia per il quale è stato premiato come non protagonista mentre gli spettatori l'hanno anche ricordato come  protagonista del film Il Sindaco Del Rione Sanità nel quale aveva già esibito il grande talento di cui è dotato. Altra sorpresa è stata la premiazione come attrice protagonista di Barbara Ronchi per l'interpretazione del film Settembre - della regista Giulia Steigerwalt .premiata anche lei per l'esordio alla regia - perchè l'abbiamo sempre conosciuta in ruoli minori nei quali comunque si è sempre distinta per l'indiscutibile talento nel rendere accattivanti i suoi personaggi, primo fra tutti la Segretaria di Imma Tataranni Sostituto Procuratore della serie Tv.


Il premio come attrice non protagonista è andato ad Emanuela Fanelli la prima a salire sul palco che ha ringraziato con le parole di rito “Non me l'aspettavo” pronunciate puntualmente da tutti. Però a conferma di quanto sia brava come attrice ha fatto un lungo elenco, come quello che si vede in coda ai film, con nomi e cognomi di tutto lo staff non mancando di citare amici, parenti cugini e affini insieme a marito e figli. Anche se ha sforato il tempo a disposizione, di fronte a tanta mostruosa bravura di memoria gli applausi sono scrosciati. In Platea è stata spesso inquadrata Penelope Cruz anche lei con labbra rosso fuego, quale candidata per il film L'Immensità che comunque non è stata premiata nonostante l'interpretazione drammatica che ricordava Anna Magnani la quale invece è stata omaggiata con un contributo sullo schermo del palco insieme all'attrice Gina Lollobrigida. Anche Isabella Rossellini ha ricevuto un premio ma non si è capito perchè, se come attrice, come modella o come figlia-di. Ecco forse questo è stato per quest'ultimo anche se sullo schermo è stata fatta una carrellata delle sue immagini quasi tutte tratte dallo stesso film Velluto Blu del regista David Linch suo ex marito.

Altri premi, quello alla carriera a Marina Cicogna della quale si è tanto parlato in questi giorni, ed al film Le 8 Montagne con Alessandro Borghi e Luca Marinelli in una riuscita coproduzione italo-Belga che ha portato sul palco la coppia di registi Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch. Una nota di tenerezza malinconica  l'abbiamo avuta per Ilenia Porcarelli inquadrata in sala come candidata  di miglior attrice protagonista per il film Amanda perchè, dopo il flash di presentazione nella quale ripeteva secondo copione  “Sono sfigata, sono sfigata sono sfigata...” ci riportava a fare un parallelo per la stessa dinamica con il film Io La Conoscevo Bene interpretata da Stefania Sandrelli nel momento in cui nel ruolo di Adriana si rivede in un cinegiornale in una scena ripetuta meccanicamente diverse volte dove recita: “Non so, speriamo. Non so, speriamo. Non so, speriamo....”facendo scoppiar dal ridere tutta la sala. Allora i cinegiornali non andavano tanto per il sottile quando parlavano di attori e attrici dei quali non avevano pietà nel metterli in ridicolo soprattutto ai tempi del glorioso cinema italiano d'autore ma poi sono stati soppressi dalle sale. Peccato.

Chissà forse anche questi cinegiornali avevano contribuito a richiamare tanti spettatori che gradivano molto più della pubblicità attuale. Ma tant'è!

mercoledì 10 maggio 2023

HARRY E MEGHAN TRA MEME E SBERLEFFI ALL'INCORONAZIONE DI RE CARLO

 “Meglio essere il primo cittadino dell'ultimo paese della Gallia, che l'ultimo cittadino di Roma”, così recitava Giulio Cesare dettando i versi allo scriba del De Bello Gallico. Harry da principe cadetto è diventato il primo cittadino di Montecito merito acquisito per il codazzo sempre presente dei paparazzi che immortalano le sue gesta insieme a quelle della di lui consorte Meghan. La coppia infatti, allontanandosi dal Regno Unito e dalla famiglia Reale ha fatto una scelta di libertà. Si, libertà di esserci in prima fila a Montecito, paesino fino ad ora sconosciuto della California, piuttosto che in seconda al balcome del Palazzo. "Piuttosto che seconda", meglio la terza che Harry si è conquistato all'Incoronazione facendo un passo indietro nella sua ferma opposizione al Royal system contestando le sue secolari tradizioni, gerarchie e modus vivendi nel rispetto del bon ton e della buona educazione.

Naaaa!!!! La smorfia di Harry all'incoronazione del padre Re Carlo III la dice lunga sulla sua compostezza che, a dire il vero non ha mai avuto nemmeno da principe in carica i cui modi scapestrati e ribelli allora facevan estasiare i sudditi e scoppiar tante risate a Kate sempre a fianco di lui insieme al marito.Meghan ha rotto il cerchio magico perchè ancor più di Harry non sopportava di fare inchini a nonna, la regina, né tanto meno alla suocera Camilla quando sarebbe arrivata al trono con a seguir la cognata Kate pensando che in una famiglia tutti i componenti siano sullo stesso piano non accettando il fatto che la Famiglia Reale sia su un piano diverso rispetto alle altre compresa quella di Meghan che comunque non pare, una volta assurta agli onori della nobiltà facendola diventare una celebrity, abbia riservato un trattamento di parità con i famigliari essendo in rotta con sorella e  padre. Stesse dinamiche che ora sono in corso tra Harry il padre ed il fratello. Non è mai stato un mistero che sia stata lei a pilotare Harry e giorno dopo giorno ne dà conferma con i suoi diktat di mordi e fuggi concessi a Harry per delle puntatine nel suo Paese giusto il tempo di far sapere al mondo che sono rimasti in contatto con la famiglia Reale per non entrare nell'oblìo, dove comunque saranno relegati quando Kate e William saliranno al trono facendo scattare la vendetta di una regina che pure in caso di perdono, Meghan potrà accettare solo con l'inchino e sempre in seconda fila!

  Ad Harry e Meghan soprattutto, non resta che far buon viso alla sorte che hanno deciso di affrontare mettendosi in gioco sempre sorridenti e in pose piene di messaggi  in concomitanza di eventi pubblici della Royal Family facendosi beffa delle tradizioni Inglesi e soprattutto cercando di rubar la scena, purtroppo andata a buca con l'incoronazione di Re Carlo perchè tutti gli occhi sono rimasti puntati su Camilla restando estasiati all'apparizione di Kate che sembrava una Dea scesa dall'Olimpo.

Le foto di Meghan in tenuta trekking sulle colline di Montecito sono state diffuse il giorno dopo accolte dal pubblico con curiosità come era stato con Charlene di Monaco quando in tenuta Safari nel sud Africa soggiornava in convalescenza mentre a Monaco si ballava e cantava con gli eventi più importanti come il Ballo della Rosa e tanti altri. Due contrapposizioni ugualmente tristi e patetiche anche se quella di Charlene era motivata da desiderio di "esserci" con la sua Famiglia, mentre quella di Meghan era solo per prendersene beffa. Molti commenti si sono scatenati facendo confronti fra i due bambini piccoli, il piccolo Louis che alla cerimonia dell'incoronazione sbadigliava e scalpitava dalla noia, mentre il piccolo Archie si divertiva libero in mezzo alla natura di Montecito senza vedersi intorno teste coronate lusso e sfarzo di ogni genere. Che fortunato, un bambino libero e felice! Poverino l'altro che ha dovuto sorbirsi tutto quell'ambaradan dei Windsor del quale non gliene poteva fregar di meno.

Si dice così anche fra tante persone normali per consolarsi del fatto di non essere Altezze Reali.  Lo diceva anche la volpe guardando l'uva...




giovedì 4 maggio 2023

CAMILLA REGINA.




 “ Un matrimonio un po' troppo affollato...” si lamentava Diana
in quell'intervista che aveva segnato la sua fine di principessa del Galles e non solo perchè poi il passo verso l'Alma è stato breve, di pochi anni. Certo che era affollato ma non c'era solo Camilla perchè Diana ne aveva avuto diversi, di amanti. In fondo di Carlo si può dire che sia stato sempre fedele a una sola donna, anche se per ragion di Stato ha cercato di innamorarsi sinceramente di Diana che aveva scelto perchè giovane bellissima illibata e tutta da forgiare per diventare una Regina al suo fianco.  Camilla era più vecchia, più brutta, e persino goffa specie quando, Lei che era abituata al mocassimo, aveva dovuto salire sulle scarpe col tacco per esigenze sceniche che non reggeva come la gagliarda falcata di una Diana, di una impettita Kate ed a seguire di una dinoccolata Meghan che comunque  anche se si dondola sul tacco come se camminasse sulle uova (alla prima uscita con Harry, col jeans strappatoi e la camicia bianca, infatti indossava le ballerine con disinvoltura senza complessi di statura apparendo piccola e minuta accanto a un fisicato principe) ha pur sempre un portamento da star.

Diana non doveva mollare, nemmeno dietro il consiglio della Regina che, dopo l'ammissione di Carlo di aver tradito Diana (oh, mio Dio, si fa ma non si dice!), aveva ordinato loro di divorziare accettando di scaricare il titolo di Sua Altezza Reale. Forse a Diana aveva fatto gola la fuoriiuscita, una cifra esorbitante che le avrebbe permesso di fare una vita libera e agiata. “Non ne valeva la pena” ebbe a dire in seguito Diana commentando il suo divorzio perchè tutto sommato dietro l'angolo si è trovata un medico chirurgo cardiologo che non l'amava abbastanza e poi un Dodi Al Fayed del quale Diana era a conoscenza dei traffici d'armi. Sì ma aveva tanti soldi, era ricco e straricco e disposto a mettere il suo tesoro ai suoi piedi. Ma tra un Carlo e un Dodi era sicuramente meglio un principe di Galles erede al trono. Diana non lo doveva mollare, costi di far schiattare di rabbia la Camilla facendola invidiare per i gioielli e tiare in testa che lei mai avrebbe potuto avere (una tattica adottata con successo anche da Kate verso Meghan)

A Camilla interessavano i cavalli sognando Carlo accontentandosi di frequentarlo come amante. Carlo era il suo uomo “...L'uomo che lei ha sempre amato” così come certificato dall'ex marito di Camilla che per questa classe nel mettersi in disparte è stato invitato all'Incoronazione di Camilla come nuova Regina che il popolo Inglese ha già nel cuore avendo ceduto nel vedere la sintonia della coppia Reale che seppur di una certa età dimostra un affiatamento ancora vivo per la complicità degli sguardi e  risate spontanee non da copione. Camilla non farà rimpiagere Diana perchè era eccezionale nella bellezza e nel suo amore verso gli ultimi, e molti vorrebbero vedere lei con la Corona in testa e Regina del Regno Unito. Sarebbe stata ancor più affascinante mandando in delirio il mondo intero.

Diana non doveva mollare, ma doveva restare al suo posto, forte del fatto di aver assolto il suo compito di aver dato due bellissimi figli a suo marito futuro Re del Regno Unito, di cui uno erede al trono e l'altro “Spare”,  magari tollerando la relazione con Camilla, consolandosi con gli amanti di turno giovani e aitanti, così come avevano fatto i reali del Belgio, con Paola di Liegi che era stata beccata con un aitante giovanotto in vacanza in Sardegna, mentre il marito aveva avuto una figlia con un'altra. Insomma anche il loro era un matrimonio affollato ma col passare del tempo tutto si era aggiustato con l'amore ritrovato nella maturità ad una certa età fino alla fine dei loro giorni. Non era stato così anche per Filippo ed Elisabetta? Lui sempre in odor di scappatelle e lei pure, tanto che si diceva ...Certo allora non c'erano i tabloid di oggi perchè si rispettava la privacy dei Reali considerati intoccabili, ma se le chiacchiere si eran messe a tacere, era stato a buon ragione essendosi dimostrato quanto l'amore di Elisabetta e Filippo andasse oltre la fedeltà venendo prima la coerenza nell'impegno di un matrimonio indissolubile e la lealtà  verso la Corona, per cui gli amanti veri o presunti eran stati dispersi per la strada.

Camilla no, sarebbe stata una presenza costante che Carlo non avrebbe perso per strada, portandosela sempre segretamente a fianco fino alla fine dei suoi giorni.  Lei era ed è sempre la sua donna con o senza corona, ma Diana era sua moglie, per lui e per il mondo intero, e nonostante i due figli ha mollato... Così ora la Corona è servita. A Camilla presto Regina (che mai più nella vita avrebbe immaginato). L'amore ha trionfato perchè vero e profondo. 

Il Tempo è galantuomo.


martedì 2 maggio 2023

LUCE DEI TUOI OCCHI, "AMICI" IN TALENT FICTION

La nuova serie di Luce dei Tuoi Occhi nelle sue prime puntate ha subito un calo di ascolti inaspettato che non si è ancora compreso a cosa vada imputato. Al titolo sicuramente, che sembra trattare un genere melò anni 50 di cui il pubblico si è un filo stancato, perchè a seguir la fiction non sono sicuramente i giovani ma persone di una certa età comunque affezionati ai volti di punta di queste fiction come Anna Valle e Giuseppe Zeno, che sono una garanzia di successo. La coppia funziona perchè coniuga l'eleganza e la classe di Anna Valle alla coinvolgente passionalità di Giuseppe Zeno, partner ideale in queste storie dove fa da spalla alle dive protagoniste assolute (v. anche Mina Settembre) facendole brillare in scena tenendo un passo indietro sicuro del suo  carisma verso il pubblico che infatti lo segue con immutato affetto pur restando ammirato dalla figura di Anna Valle. 

La quale sa distinguersi da tutte le altre interpreti per mettere in risalto qualsiasi capo indossi senza farsi valorizzare da questi. Non c'è bisogno di modellini su misura perchè Golfini, giacchette, jeans  T-shirt gonne a ruota al ginocchio o longuette, pantaloni sotto a spolverini svolazzanti lunghi fino ai piedi, indossati da lei si esaltano nell'avvolgere un corpo dotato di una naturale eleganza esibita persino nei momenti in cui deve agitarsi senza mises in qualche scena d'amore, mai erotica comunque, ma sempre di caldo amore sessuale. Infatti nonostante sia poco incline all'espansività e nella gestualità recitativa, è sempre circondata da un'aura soave che emana calda energia. E' bella nonostante il passare del tempo, con lo stesso sorriso radioso e quella massa di capelli scuri sui quali era stata posata la corona di Miss Italia. 

Anna Valle e Giuseppe Zeno, rispettivamente nei ruoli di Emma Conti ed Enrico Leoni si sono decisi a convolare a nozze cercando di lasciarsi alle spalle il doloroso passato di lei alla quale era stata rapita la figlia Alice.


Il passato però ritorna con Alice nella nuova versione di Diana Novak avendo preso il nome della madre che l'aveva rubata, Petra Novak interpretata da Francesca Cavallin.  Ecco forse sta qui il punto fragile della fiction, nel modo di proporsi di questo personaggio, malatissimo nella realtà perchè in stadio terminale, ma sempre curatissimo nell'aspetto comunque talmente rigido da sembrare un manichino: mai un sussulto, un accenno di ansia di emotiva partecipazione nei rapporti con tutti, figlia compresa, cambiando solo espressione mettendosi o togliendosi gli occhiali delineando così una figura fredda che con una recitazione statica da fotoromanzo certo non aiuta ad attirare l'interesse. Ma per questo ci sono i giovani della scuola di danza gestita da Emma Conti e dalla madre (Paola Pitagora) intorno ai quali ruotano le storie degli  adulti mettendosi una mano sul cuore e un occhio alle loro evoluzioni atletiche ai flirt che intrecciano fra loro e alle piccole ripicche e gelosie che inevitabilmente insorgono in ogni gruppo di ragazzi ansiosi di emergere in un contesto altamente competitivo come la danza dove solo la prima ballerina diventerà il centro dello spettacolo.

E qui troviamo un altro punto fragile perchè se i ragazzi sono belli e prestanti sui quali non si possono trovar difetti, le loro coreografie sono proprio a livello di Amici di Maria De Filippi, o certi stacchetti-tormentoni che imperversano su Tik Tok danzati da cinesi e sud-coreani: salti acrobatici, braccia che volteggiano nell'aria, braccia allungate con le mani che ruotano e che si chiudono a pugni per proporre figure di danza hip hop, nulla a che fare comunque con la danza classica. Insomma coreografie a livello di talent con il back-stage dove si vedono i ragazzi sempre impegnati in apericene e con bicchier di bollicine in mano, quando si sa quanto sia dura la disciplina della danza classica che impedisce alle ballerine stravizi alcolici e alimentari per non aumentare nemmeno di un etto. Ecco queste cose nella fiction  non si vedono ma tante festicciole con solo dei bacetti, saltelli, dispetti discorsi alle spalle con qualche trasgressione rappresentata da fughe dal gruppo per danzare di notte davanti a fuochi fra qualche gruppo di rapper. Basta e avanza per dire che Luce dei Miei Occhi non ha una precisa identità non essendo un poliziesco, né un trhiller né tanto meno una storia d'amore e di passione perchè più che la fiction in danza classica, potè il talent di Amici di...Maria De Filippi? No, di Lorella Cuccarini!



LA NOTA DI COSTUME è rivolta verso Paola Pitagora.




Da I Pugni in Tasca a Luce dei Miei Occhi il passo è stato lungo e lei lo ha percorso cambiando tanti ruoli anche importanti come la dolcissima Lucia Mondella che lei, giustamente, non voleva fare perchè troppo lontana dall'immagine degli esordi che è rimasta comunque quella indimenticata perchè forse più conforme alla ribelle tempra che aveva segnato un'epoca generazionale e che non abbiamo più avuto modo di vedere in qualche altro lavoro importante che non fosse lo sceneggiatio de' I Promessi Sposi. E questo ci dispiace.