mercoledì 30 gennaio 2019

UNA NUOVA STELLA SI E' ACCESA A NOME CRISTEL


Al Bano e Romina, un amore infinito.”Lo facciamo per il pubblico”. Grazie e stragrazie.
Così tutta la famiglia “Power” si è riunita sul palco allestito da Canale 5 presentando l'evento I 55 passi nel sole con la carriera di AlBano,  a festeggiare il grande papà.
Purtroppo gli anni passano e la voce non è più estesa come prima ma forse a tradirlo è stata l'emozione. Grande per tutti soprattutto quando sono state proiettate le ultime immagini della famiglia riuniti nel Tour in America  insieme alla scomparsa Ilenia il cui ricordo ha fatto luccicare gli occhi a Cristel. E' nata una stella.


Sì perchè per la prima volta il pubblico si è accorto di lei come rivelazione, brillando di luce propria.
La maternità le ha fatto bene facendo sbocciare la donna diventata madre anche dei suoi genitori che ha preso per mano presentandoli con grande padronanza di scena illuminandola con la sua grazia e sorriso insieme a delle mise di classe con un tocco di eccentricità nelle acconciature  raccolte a chioma sciolta su una spalla e a treccine nell'altra per lasciare scoperto l'orecchio adornato di orecchino originale diverso ad ogni apparizione: la prima  (con l'abito d'oro) con tanti aghi a raggera intorno all'orecchio ad effetto stupefacente  e la seconda con uno pieno di strass in vintage mettendo in evidenza una bellezza fine ed elegante ma di carattere. Deciso.
La festa era alla buona, pochi amici di “nostalgia canaglia” a fare coro intorno alla coppia più amata del mondo. Ovunque vadano sono osannati perchè le loro canzoni, e soprattutto quel motivetto che piace tanto “Felicità” sono tradotte e cantate in tutte le lingue.
Celentano e Claudia Mori  per esempio anche se hanno lavorato con star straniere di grande fama sono rimasti dentro al circuito nazionale senza mai uscire dal quartiere di Via Gluck mentre la fama di Al Bano e Romina ha attraversato i con fini di Cellino S.Marco grazie a Romina figlia del grande attore Tyrone Power amatissimo in tutto il mondo e mai dimenticato soprattutto in Italia perchè con Linda Christian  faceva la coppia più glamour del jet-set con residenza a Roma, e morto in giovane età entrando nel mito.
 Così il mondo è stato in apprensione per la sorte di Ilenia, una tragedia che ha messo a dura prova l'amore dei suoi genitori, i quali hanno poi diviso le loro strade per trovare la serenità perduta: lavorando su se stessa Romina per ricercar le sue radici nel padre che aveva perso in tenera età forse nell'intento inconscio di rifugiarsi fra le sue braccia per lenire il dolore, e guardandosi intorno Al Bano dove fra le sue radici secondo il detto moglie e buoi dei Paesi tuoi si è imbattuto in una bellissima donna  con la quale ha fatto due figli riformandosi una nuova famiglia. Che ora vorrebbe allargata. Sì, con la prima sul palco e la seconda a casa per trovare una felicità nel compromesso dicendo che  l'unica donna della sua vita è la madre Jolanda.

Lungi dal giudicare le scelte di Al Bano con tutto il rispetto e la stima anche se è lecito fare una domanda, e questa volta e è stata posta a Romina:”Qual'è il segreto del tuo sorriso”: “Un buon dentista”.Tante sono le  battutine e frecciatine incrociate come quella al Costanzo Show dove lei lo guardava ironica di fronte alle dichiarazioni di stima e di rispetto di Al Bano: “Sì adesso sono sua sorella....” potrebbero essere rivelatrici di una sofferenza di fondo che il pubblico si ostina a non vedere perchè non accetta che la favola possa essersi a spezzata intimamente così come Loredana Lecciso continui a sostenere  per dire a tutti che sia lei la realtà di Al Bano come se la vita con Romina (viva e molto presente) ed i figli fosse una realtà virtuale di spettacolo nel quale comunque lei aveva fatto di tutto per entrare sgambettando da scosciata. E poiché le era andata male sta riponendo tutte le sue velleità sulla figlia in fiore a nome Jasmine mettendola ancora minorenne a fianco di Al Bano per una cover dove è scosciata pure lei  in mini short, che in accoppiata con il padre vestito di tutto punto, faceva un effetto da “tipo” da spiaggia a conferma che la bellezza procace di famiglia “Lecciso” non viaggi di pari passo con una classe di serie A. Impressa comunque nel DNA anche dai nonni! Con tutta la stima e  il rispetto per  tutti.

P.S.
UNA CHIAVE DI LETTURA 
La chiave del successo del ritorno di fiamma tra due vecchi ex coniugi sta nell'aver ritrovato il mix che li univa quando si erano innamorati.
Per Albano e Romina è stata la musica iniziata con i musicarelli che hanno fatto scoppiare la passione sublimata poi con tanto sentimento nelle canzoni come fossero due corpi e una nota sola  in un mix di voce divina (di Al Bano) e sex appeal (di Romina).

A riunirli non è stata la famiglia perchè Albano l'aveva allargata ma la magia del loro sodalizio artistico con il quale avevano vissuto d'arte e d'amor che con la tragica morte di una figlia ha tradotto la loro musica in nota lirica con  un' excalation sempre più sublime di attrazione irresistibile.

martedì 29 gennaio 2019

IL GIOCO DELLE COPPIE DUE LA VENDETTA





















La mano sul culo non sempre è una molestia specie se non è mano morta ma molto a cul battente.
In questo caso la sculacciata può risultare anche terapeutica perchè porta al culime di un piacere erotico molto intenso.
In questi due casi, il primo Secretary è quello che ha aperto il filone, e il secondo 50 sfumature, le sculacciate si distinguono nettamente perchè nella prima si cerca e si gode mentre nella seconda si subisce solo per far piacere a lui.
Infatti nella prima scena l'erotismo coinvolge perchè si percepisce anche grazie all'interpretazione molto partecipativa dei due attori Maggie Gyllenhaal (molto sexy in camicia bianca a pois neri, un vintage del quale vanno tutte pazze)

 e James Spader mentre nella seconda sembra di assistere solo a un gesto meccanico anche se ha avuto più successo perchè molto scenografico come ambientazione con grandi spazi grandi vetrate grandi ricchezze che comunque non sono servite ad aumentare la gradazione erotica nel pubblico e fra i due attori Jamie Dorman e Dakota Johnson che si spegneva completamente al momento in cui entrambi firmavano un contratto sulle performances sado-maso da espletare nel corso del loro fidanzamento.
Entrambe le "sottomesse" non avendo più nulla da offrire si sono poi sposate in abito bianco come delle Maddalene pentite.





domenica 27 gennaio 2019

LA PRIMA VOLTA DI CRISTINA PARODI


Cristina Parodi è una delle poche giornaliste che conducono con classe senza urlare e sgomitare cercando di fare il lavoro di giornalista al meglio. Verissimo. Infatti proprio a Verissimo aveva cercato nuove strade per dedicarsi alle notizie fashion e patinate delle cover portando il format al successo raccolto con grande umiltà da Silvia Toffanin che ha innovato ampliandolo alle fiction e serial di Mediaset.
Cristina Invece raccoglieva nuove proposte per condurre Talk circondandosi di opinionisti ma non è stata la stessa cosa così pure la sua esperienza in RAI dove ha lavorato in coppia con Marco Liorni prima e poi con la sorella Benedetta con i quali ha svolto una conduzione come se in fondo si sentisse un pò a disagio nel dividersi con l’uno e l’altra.

Così si è divisa definitivamente accettando di essere relegata in seconda fascia pomeridiana della domenica di Rai Uno perché il primo posto è stato occupato da Mara Venier.
La quale si fa sentire eccome urlando e sbraitando per far concorrenza a Barbara D’Urso conduttrice anche lei chiassosa e casinara sulla stessa linea la quale vedendo vacillare la sua leadership degli ascolti perché la Venier le fa il verso in diretta come una sorte di Tina e Gemma, ha preferito mettersi in seconda fascia per avere concorrente Cristina Parodi già affondata al primo match della scorsa stagione pensando di andare sul sicuro.
Invece a sorpresa Cristina con il suo piccolo spazio della Prima Volta si sta rivelando la vera signora della domenica non solo per il suo modo di porgersi educato e stilet ma anche per la credibilità nel proporre casi di persone comuni perché traspare una sincera partecipazione in linea con il suo orientamento politico di sinistra.




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MARA VS SIMONA E COLPO DI CODA DI CRISTINA.

 https://ritaguandalini.blogspot.com/2015/03/mara-vs-simona-e-colpo-di-coda-di.html)

Questo piccolo spazio è un gioiellino che brilla per umanità che va oltre lo spettacolo della mano sul cuore e una sull’audience perchè Cristina Parodi con la sua importante presenza conferisce grande dignità a prestigio alle persone  praticamente invisibili, che presenta come a dir loro Grazie di Esistere.
Per questa sua nobiltà d’intenti e credibilità a Cristina Parodi sarebbe più giusto offrirle la conduzione di un Tg tornando così alle sue origini di giornalista dell’informazione perché quando conduceva il Tg5 bucava lo schermo attirando l’attenzione. Se molti pensavano che fosse per la facciata glamour in realtà questo era dovuto alla sua persona della quale si intuiva lo spessore ed il carattere che come il vino buono il tempo sta mettendo in luce. La Prima Volta di Cristina è come un gioiello che brilla fra tanta caciara della domenica pomeriggio. Grazie di esistere.





venerdì 25 gennaio 2019

IL GIOCO DELLE COPPIE


Grande affluenza di pubblico per vedere il film Il Gioco dell Coppie presentato come la risposta social a Perfetti Sconosciuti in salsa francese.




Il pubblico era variegato dai giovani ai vecchi questi i più numerosi curiosamente se si pensa che il tema era il digitale come futuro dell'editoria in primis. Un dialogo fitto serrato e intellettualmente raffinato unisce alcune coppie in un intreccio di liaison ad elezioni elettive ed amichevoli con scappatelle alla Beautiful perchè tutte le corna si consumano in casa dell'uno o dell'altro. Senza comunque indugiare più di tanto ai piaceri della carne
Infatti restano sempre amici superando gelosie vecchie ruggini rancori e rivalità in nome di una regola dettata dall'unica donna che si dedica alla politica per la quale vige la regola dell'implicito “io so che tu sai”: E che sia finita lì. Perchè indagare, perchè soffrire se non si ha intenzione di separarsi, perchè rovinarsi la vita con scenate drammatiche e devastanti se non si ha intenzione di separarsi al solo scopo di rovinarsi la vita quando non si trova neppure il tempo di mangiare perchè tutto viene consumato velocemente, senza preamboli e formalità come se il cibo fosse una necessità alla quale non ci si può sottrarre.
Un salto al Ristorante tra una chiacchiera e l'altra ed un banalissimo feu-filet o crostino di foi gras  insalata verde e acqua è una tipica pausa pranzo alla francese.


Tutto è francesissimo nel film di questo gruppo che vive in case arredate alla rinfusa con camere da letto piene di libri polverosi salotti che sono un'accozzaglia di fiera dell'antiquariato in un insieme scoordinato anche se di pregio con poltrone tutte diverse sparse qua e là fra divani e tavolini come pezzi unici nei quali gli ospiti si siedono per conto loro con il piatto della cena sulle ginocchia.

La Francia ha perso il gusto di mettersi a tavola seguendo la moda degli apericena. Questa è la cornice del film che se confrontato con Perfetti Sconosciuti sono come due pizze agli antipodi anche se legati dal filo conduttore della completa assenza di décor della tavola così come si usa in America dove si apparecchia senza tovaglia (adottato da Perfetti Sconosciuti) e addirittura senza tavola nel Gioco delle Coppie  all'insegna di quel costume americano introdotto dai serial comici dove le famiglie si riuniscono sul divano per cenare posizionato in primo piano facendo da palco alla sit-com.
Sempre per stare in parallelo fra i due film gli italiani in Perfetti Sconosciuti si fanno riconoscere per le scenate di gelosia sbracate dopo che sono state scoperte le rispettive scappatelle sullo smart, mentre i francesi nel Gioco delle Coppie sorvolano sorvolano...tutti presi da cose più importanti come il loro lavoro di editori di libri (uno strepitoso Guillome Canet) di scrittori (Vincent Macaigne) di manager digitali (Christa Theret) di attrici serial televisivi tipo La Squadra (Juliette Binoche) di una sindacalista pasionaria  (Nora Hamzawi) per disquisir continuamente sul fatto che la carta stampata sta andando in picchiata per far salire quella on line perchè è gratis. E allora facciamola pagare per ritrovar lo stesso rispetto di un libro venduto a caro prezzo.
Alla fine si arriva a concludere con una citazione colta rubata al Principe Salina del Gattopardo quando dice tutto deve cambiare perchè non cambi nulla.
Sarebbe come dire si parla bene ma si razzola nel banale.

Non per nulla a riportar la frase fatidica e la manager digitale bisessuale (Christa Theret)che alterna il suo piacere fra l'editore di successo e una lesbo-intellettual- hic (Viollaine Gillibert) senza comunque scomporsi più di tanto al momento dell'addio da entrambi. Così pure la moglie di lui, la star della Tv che se la intende con lo scrittore che racconta tutto nei suoi libri facendo sospettare l'editore che la musa delle porcate (un succhiotto da urlo durante la visione di un film sul nazismo. Ah i pompini della Giulietta, mi ricorda tanto una sceneggiatura! Quanto copiano questi francesi. Agli agoritmi non si scampa) sia la moglie guardandosi bene dal rivelar il suo dubbio palesato nel tergiversare la pubblicazione lasciando così che sia tutto all'insegna dell'implicito “io so che tu sai che lei sa”.

Una regola alla quale lo scrittore si ribella raccontando invece tutto alla compagna sindacalista che lo frena perchè sapeva già. “A che serve confessarlo se io ti amo?”
Perchè era implicito e non cambiava il suo amore per lui.
“Adesso lo sai perchè è finita (in buona amicizia) per cui possiamo ricominciar da capo in piena fiducia”

In questa soave leggerezza che poteva sembrare insostenibile, il film chiude facendo riflettere sul fatto che l'editoria si espanderà sempre più sul digitale per conquistare un pubblico social sempre più numeroso “sorvolando” sul fatto che possa pubblicamente rispondere commentando negativamente, accettando le critiche come battutacce, pari alle stesse che si sparavano nell'encienne Regime alle porte di una Rivoluzione fatta scoppiare dal popolo perchè aveva fame e prendendo atto che quella degli intellettuali è la casta che sorvola alto per delineare il nostro futuro. Di questo volo in volo finiremo per mangiare solo cibo in pillole.
In Perfetti Sconosciuti invece si mangiava cibo in quantità con gusto perchè di qualità con il pubblico che aveva risposto con grande soddisfazione tanto che gli echi si espandevano anche in Franciala quale si accodava al filone delle vite sempre più social in What shap con la differenza che l'Italia è rimasta più genuina mentre la Francia è sempre più intellettualmente sofisticata (dialoghi cervellotici da ingegneria informatica) ma ha perso il gusto delle sue eccellenze, della nouvelle cuisine e per l'amore della vita perchè vissuta di fretta e senza passione.


La durezza della nostra attuale politica non fa parte della nostra cultura, ma la Francia in fatto di cultura e società è sempre stata più avanti rispetto a noi. Questo va detto.



mercoledì 23 gennaio 2019

UN BALLO IN MASCHERA VINTAGE

Il Ballo in Maschera ha aperto la stagione Lirica 2019 del Teatro Regio di Parma con un allestimento molto originale avendo restaurato le scenografie di questa opera messa in scena nel 2013.
Gli archivi e i magazzini dei Teatri nascondono sempre dei tesoretti fra costumi scenografie parrucche e spartiti d’epoca con relative locandine o foto inedite degli artisti in back-stage.
Per gli appassionati di teatro sono pezzi inestimabili di storia dell’Opera Lirica quando la messa in scena si avvaleva di molte maestranze artigianali ad eseguire i fondali in trompe-l’oeil sempre molto suggestivi e d’effetto che contribuivano al coinvolgimento della tragedia entrando maggiormente nell’atmosfera e nel contesto in atto.
La sala di ricevimento di un castello mostrava la ricchezza del tempo con quadri importanti, arcate sui balconi dai quali intravedere il verde di un giardino lampadari a gocce pareti e soffitti decorati. Perché questa era l’opera bellezza e non ci potrete fare niente.
Invece con il tempo è stata snaturata in versione minimal con qualche cubo, un portone enorme, un trono, qualche cancello o immagini in digitale  e voilà l’Opera innovata e corretta nel quale i cantanti sul palco devono  essere l’unica attrazione per dare un senso di attualità al bel canto e attirare giovani con un arredo moderno e tecnologico ad effetti speciali.


Tutto a discapito dell’Opera che ha perso la sontuosità barocca a fare da cornice ad una storia tragica per dare spazio ad una leggerezza nell’allestimento che non è consona alla tragedia lirica sempre ambientata nei secoli passati fino all’inizio 900 quando iniziava la Belle Epoque con il trionfo dell’Operetta che surclassava in consensi l’Opera classica la quale riprendeva nel dopoguerra grazie alla comparsa della divina Maria Callas che la rilanciava in tutta la sua opulenza in “decadance” a livello internazionale durata fino agli anni 70 quando la rivoluzione con il lancio delle uova marce sulle pellicce e gli abiti da sera delle signore che illuminavano i foyer, ne decretavano l’inizio della discesa cosicchè  l’Opera non sarà più come prima.
Pensare al restauro delle scenografie del Ballo in Maschera del 1913 è stata una bellissima sorpresa come una sorta di opera-vintage che prima dell’inizio della messa in scena al Teatro Regio ad aprire la stagione lirica 2019  è stata ampiamente documentata nella ricostruzione delle scenografie rimaste in fondo al magazzino tutte lacerate dal tempo i cui pezzi sparsi sono stati ricomposti, come in una sorta di puzzle, nel disegno originale ad effetto visivo stupefacente quasi sacrale, in perfetta sintonia con quella che dovrebbe essere la sacralità di un teatro dell’Opere per mantenere intatta la sua magia.

Portare alla luce un così affascinante tesoretto ha incantato gli spettatori passando sopra al modesto contributo dei cantanti. Non si è mai sentito un bravo/a, un battere le mani in standing ovation ma comunque l’Opera è stata ascoltata fino alla fine senza buuu anche grazie al prezioso supporto del Coro del Teatro Regio sempre di grandissimo effetto emozionale.Lo spettacolo se nell'ensemble era bellissimo non ha convinto per mancanza di dinamismo causa la staticità dei cantanti che dovrebbero imparare anche a recitare con una gestualità  ad accompagnare un do di petto oppure facendo trapelare una disperazione quando si canta una supplica per essere stati scoperti in flagrante sapendo dii andare poi a morte. Non si può recitare impalati ad implorar pietà attenti solo all'acuto perchè il pubblico non si accontenta di una bella romanza se non è recitata ad arte.
Non ci resta che sperare comunque che l’operazione restauro non si fermi al Ballo in Maschera perchè questi reperti sono preziose testimonianze della cura e della passione per l’Opera in tutta la sua ricchezza spettacolare e meno male che ci sono scenografie e costumi nei magazzini da recuperare perché è difficile da riproporre ex novo al giorno d’oggi per i costi dei lavori delle maestranze degli orchestrali dei cori e ballerini che se non sono coperti da sovvenzioni statali non possono essere sostenuti. Viva l’Opera e Viva il Teatro Regio con il suo tesoretto!

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                   UN BALLO IN MASCHERA. VIVA VERDI. VIVA IL PARMA!
























Grande attesa per l’apertura della Stagione Lirica del Teatro Regio che ha aperto Sabato 12 gennaio con il Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi.

Il pubblico ha risposto numeroso applaudendo con entusiasmo all’apertura della prima scena con un divertissment gioioso e accattivante.
Fra cortigiani e coloni che complottavano contro il Governatore c’erano un gruppetto di bambini che correvano sul palco facendo impazzire la nutrice che li accudiva, suscitando in sala gridolini di piacere per l’allestimento. Dopo Imparo L’Opera i bambini sono assurti a livello di comparse sul palco per partecipare più attivamente ed apprezzare la Lirica portando avanti questa tradizione d’eccellenza,  orgoglio di Parma.
Le sorprese non sono finite, perché usciti i bambini di scena è subentrata l’atmosfera sexy quando il Governatore Riccardo si reca dalla zingara per un responso che risulterà fatale per la predizione di morte per mano del suo rivale (Luca Grassi), marito dell’amata Amelia (Anna Pirozzi).

La zingara Ulrica (Julia Gertseva)lo accoglie con le satanesse che si contorcono lascivamente per terra scomponendo le vesti per lasciare le gambe nude fra le quali la più birichina introduce la manina per accendere ancor più il fuoco nella tana del diavolo. Dall’alto dei palchi il panorama era in vista vision mentre in platea forse si è persa l’audace scena: l’unica a mettere un po’ di frizzo, insieme alle piroette del paggetto Oscar (Serena Gamberoni), alla tragedia consumatasi in pieno Ballo in Maschera.
Se le scenografie fra luci e décor raffinati, erano curate non si capisce la scelta dei costumi tutti in tinta unita a tessuto lucido e colori pastello con predominanza di bianco azzurro e giallo quasi fosse un omaggio alla squadra di calcio del Parma. Viva Verdi.Viva il Parma!


L’opera infatti si distingue per la grande coralità formata da una squadra di coristi della Filarmonica del Teatro Regio protagonista nel primo e terzo atto, suggestiva e ad effetto portante guidata dal maestro Martino Faggiani.
L’orchestra era diretta dal maestro Massimo Zanetti che ha ricevuto ovazioni indirizzate anche al tenore Francesco Meli con applausi calorosi a tutti gli artisti.
Il foyer era gremito di ospiti con signore quasi esclusivamente in abito corto e sexy per le scollature abissali alle quali non hanno rinunciato nonostante i primi fiocchi di neve della stagione. Il Bar è stato preso d’assalto per le ricche sfiziosità sul banco con incredibile vendita di bottiglie di bollicine da consumare sul posto o fra i palchi.
Buona idea perché in questo tempo di crisi è stato giustamente rifornito alla grande, contribuendo insieme ai biglietti agli incassi del Teatro Regio.



GILDA fra BURLESQUE ED ALTER EGO

Nel mercato Globale per vincere a domanda si risponde con l'offerta:
ecco Gilda in Burlesque e in Scandalosa a fumetto

Selvaggia, sinuosamente  ancheggiante roteando sfacciata, come si toglie il guanto Rita Hayworth  in una sorta di Burlesque   di Gilda nel film omonimo,  nessuno l'ha mai eguagliata. Unica e inimitabile anche se da sempre imitata per fare femme fatale così come lei  riusciva a trasformarsi sulla scena.
In realtà era una donna riservata e timida poco incline alla mondanità anche se aveva sposato uomini potenti e molto presenti sulla scena del jet set dal principe Agha Khan ad Orson Welles genio inadeguato ruvido e maldestro che la rivoltava "come un guanto" rendendola irriconoscibile con il film Shangai.












martedì 22 gennaio 2019

ELISABETTA SOLA AL COMANDO


La regina Elisabetta è rimasta sola.

Filippo è afflitto da demenza senile, suo figlio Carlo è votato a Camilla mentre i nipoti insieme alle nuore le danno solo problemi. Per non parlare della Brexit.


In mancanza della Regina madre e della sorella Margaret Elisabetta trova rifugio e conforto tra la figlia Anna sempre rimasta nell'ombra e ora diventata la preferita di Elisabetta come fosse lei il bastone della sua vecchiaia così come si vede nella foto scattata a Sandrighan in una normale battuta di caccia lo sport preferito dei real.Insieme a loro amici di famiglia come l'ex pilota di formula uno Jackie Stewart con la moglie.




GALEOTTO FU QUEL PIPER


lunedì 21 gennaio 2019

LO SPOT PIU' INTRIGANTE

Le feste sono anche un'occasione per rivedere vecchi film in televisione o dvd che sono sempre interessanti dal punto di vista del costume, quello che più mi intriga specie quello del cinema anni 50 che se non parlava il dialetto del nostro glorioso cinema d’autore, aveva un linguaggio affettato fino all'inverosimile nel quale si potevano sentire frasi di questo tipo: “...così lui giunse (!!!!!) velocemente…” oppure come recitava Gina Lollobrigida (bravissima nella Bersagliera della commedia all'italiana) dopo un bacio con Frank Sinatra nel film Sacro e Profano: “Ho sentito le campane”. Din Don Dan del battacchio del grande Frank?


 Un doppiaggio che oggi fa impazzir dalle risate che comunque pare si sia allargato anche ai promo di un prodotto.
Durante le feste infatti ad anticipare i botti di capodanno aveva furoreggiato lo spot di Armani Code nel quale lui (Chris Pini)  scartava una mora e una cinesina per buttarsi sulla  preda scelta. Come una sorta di parodia della cartolina di Buone feste  di Meghan ed Harry che hanno pubblicato in controluce davanti a fuochi d'artrificio, il  Pin-i abbracciava il “Bancomat”sussurrandole all'orecchio: “Hai sentito qualcosa?.
Che cosa, i botti, le campane, cieloduro?  Come a dire che tra il sacro ed il profano, molto profano, boom! ci sia stata di mezzo una sparata alle stelle a cieloduro. Da tavanata galattica!
E lei invece? Sentito niente, botti, campane, battacchio...Ah l'amour c'est un oiseau rebelle....



sabato 19 gennaio 2019

GLI EVENTI TELEVISIVI DI QUESTA STAGIONE


Sono cominciati i palinsesti Tv a tutto ritmo con bombardamenti promo che sono stati un vero e proprio tormentone specie a Mediaset dove si sono scatenati con la Dr.ssa Gio e Adrian, due ritorni pretesi prepotentemente dai protagonisti Barbara D'Urso, rincorrendo il Berluschino e Adriano Celentanoiaccattavandosi il pubblico producendo un fumettone di Milo Manara nel quale si circonda di una bella figliola con una lingua in bocca e una mano sul culo per vincere facile facendo la porca” figura di quando era giovane dove, a dire il vero, più che “porco” sapeva fare il deficiente, mentre da vecchio arzillo si è fatto la fama di ignorante.
Adrian è presentato come l'evento di questa stagione ma se il promo di un minuto mi dà tanto non è detto che si possano reggere diverse puntate perchè i fumetti in Tv non hanno mai avuto un gran seguito se non in Carosello.con pochi minuti, appunto.
A ciascuno il proprio settore anche se non è proibito sperimentare.  La dr.ssa Giò pure lei è tornata dopo diversi anni con la protagonista Barbara D'Urso  che recita nel ruolo della Ostetrica dopo anni di conduzione nel quale recita il ruolo di giornalista di cuore.
Infatti la D'Urso oltre che gagliarda conduttrice è sempre stata una brava attrice molto apprezzata nel film Mollo Tutto insieme a Renato Pozzetto.
La D'Urso è una forza della natura piena di energia ed entusiasmo il cui sorriso aveva colpito fin dalle prime apparizioni quando faceva pochi flash di presenza nel Biscione.
Ora è diventata una star importante del piccolo schermo anche se al cinema ha dato il meglio di sé con interpretazioni meno sofisticate della Dr.ssaGiò professionista in un contesto ospedaliero che ha riempito di troppa sdolcinatezza quando si sa che la malasanità imperversa nel nostro paese.
La Tv è troppo fiction su questa tematica di Medici & C: con Grey's Anatomy in testa che dura da diverse stagioni con successo perchè fa sognare che quando si arriva al Pronto Soccorso tutti si prodighino intorno alla barella del malato mentre invece nella realtà viene lasciato in parcheggio in sala d'aspetto ad aspettare il suo turno  come fosse un semaforo giallo rosso o verde per classificare l'urgenza o meno del suo male non prima di aver svolto le formalità burocratiche.
Per questo i serial di medicina hanno successo per cui Barbara D'Urso è andata sul sicuro nel scegliere i settore nascita bambini di fronte ai quali tutti si inteneriscono.


La De Filippi si ripropone con i suoi collaudati programmi nei quali si distingue dalle altre conduttrici perchè non urla mai non avendo bisogno di imporre la sua presenza a Mediaset a differenza di Mara Venier per esempio che del far la caciarona è diventato un vanto alternando l'esuberanza di conduttrice di una certa età con le interviste a cuore in mano nelle quali si commuove di fronte a casi umani, ex colleghi in primis come il bisteccone Gian Piero Galeazzi  con il quale faceva il trenino ai tempi gloriosi di Domenica In.
Mara Venier stupisce comunque per la sua bellezza sempre uguale al tempo che fu ma convince più come moglie-o-compagna-di che come conduttrice e “gli amori della zia”.Poi ci sono i Talk ma l'intrattenimento più importante è questo qua al quale aggiungere l'attesa per il Festival di S.Remo il cui promo-tormentone con il trio dei conduttori in baci e abbracci per il momento è solo sul Corriere On-Line e in stampa mentre la selezione dei cantanti sul palco dell'Ariston è passata quasi inosservata anche se comunque vada sarà un successo, come da copione. Ma alzi la mano chi si ricorda il nome del vincitore della scorsa stagione.
Infatti da diversi anni a questa parte i cantanti si susseguono senza restare nella memoria, così come nei passati decenni, quando cioè conduttori e conduttrici hanno preso il sopravvento con le loro gags le sfilate e le prediche politiche usando il palco come trampolino di lancio delle personali performance pagate una cifra perchè tanto i cantanti partecipano a gratis.
Infatti a pagare profumatamente sono le loro case discografiche, gli agenti gli sponsor perchè la visibilità a S.Remo non ha prezzo.

venerdì 18 gennaio 2019

DOLCETTI IN SCATOLA O IN CABARET

Il dato è allarmante. Molte industrie dolciarie sono costrette a chiudere i battenti Sono finiti i tempi in cui nelle Tv italiane non mancavano mai , nelle grandi feste come Pasqua e Natale, panettoni pandorini o colombe a volontà che andavano a ruba fra gli scaffali dei negozi e supermercati. Non c'era festa nella quale gli ospiti si presentassero con scatole di cioccolatini fondenti, al latte o ripieni con bella figura assicurata mentre al mattino a colazione abbondavano i barattoli di marmellata o nutella con le brioches.Adesso si viaggia veloci perchè se non arrivi in tempo agli appuntamenti come l'asilo, la scuola l'ufficio o la bottega sei tagliato fuori dal giro della corsa al presenzialismo sociale. il cui segreto (di pulcinella) per avere successo è arrivare primi.Così anche i bambini fanno colazione al Bar insieme a mammina o papà imparando a scandire la giornata con ritmo e dinamismo senza perdere tempo in cucina.

I Bar e le pasticcerie sono diventate la metà preferita delle famiglie e dei bambini golosi che hanno così imparato ad affinare il gusto crescendo con un palato fino che distingue il dolce fresco da quello in scatola, così come in tutti gli altri settori della gastronomia e gourmet, quest'ultimo diventato sempre più ricercato ma comunque consumato principalmente da cani e gatti.
Non è difficile vedere di prima mattina famigliole con passeggini sostare davanti a un capuccino e  cannoncini, cannoli babà o bigné vari. Anche i supermercati si sono adeguati sfornando insieme al pane paste fresche grandi o mignon servite a peso sul vassoio o cabaret da consumare a casa o in qualche festicciola di compleanno o quant'altro ad accompagnare un cioccolato party, rigorosamente in tazza calda e fumante preparata all'istante con il Ciobar  e panna spry.


Tutte queste feste “party-cameo” hanno fatto scendere in picchiata le vendite dei mitici dolcetti “ditelo con un cioccolatino” insieme ai gianduiotti torroncini ovetti così come le merendine “lievitate” nel prezzo (una confezione costa quanto tre pastine mignon) che si sono afflosciati negli scaffali rimanendo invenduti.
Sembra una corsa verso la fine che non è possibile arginare perchè non basta la buona volontà, come il panettone Motta per esempio che in piena crisi ha voluto offrire un prodotto di alta qualità (perchè quest'anno il panettone Motta non solo era fresco ma anche di grande bontà strapieno di uvette) offerto al consumatore compri 3 e paghi uno per smaltire una grossa produzione per pagar le maestranze  e chiudere alla grande come una sorta di canto del cigno.

Una danza dolente che comunque non ha tolto la speranza che questi marchi importanti possano perpetrare non tanto la specie “dei rampolli” quanto la specialità del prodotto trovando compratori per diffonderlo su larga scala nei mercati internazionali perchè in Italia abbiamo messo la puzza sotto al naso grazie alla “cultura” del cibo in pasta fresca nella quale hanno messo le mani grandi chef o piccole botteghe di pasticceria fino ad arrivare alla cupola con pasticci e pasticcini a caro prezzo dell'industria dociaria quella gloriosa che ha fatto la storia dell'Italia . E così la crisi dell’industria è servita perchè la storia dell'Italia siamo noi e solo come noi italiani sappiamo farci del male con Parma in primis città modello della “cultura” dei pasticcini. A cupola e in vassoio, a piacere percracco! Crac! Di crac in cracco e mani in pasta fresca è diventata capitale dei pasticcini in cabaret!

giovedì 17 gennaio 2019

BREXIT IN AGONIA

Il referendum Brexit si è rivelatro un boomerang contro chi lo aveva caldamente voluto in questo caso il Primo Ministro Cameron perchè era sicuro di vincere. Invece...sorpresa! A vincere è stata Theresa May grazie al supporto di certa stampa europea che l'aveva sostenuta esaltandone il look eccentrico focalizzando l'attenzione sulle scarpe animalier.
 Un mi piace unanime verso questa vecchia dai capelli grigi amata dal Ghota dell'informazione perchè faceva molto apertura intellettuale verso una donna di potere a contrastare soprattutto l'egemonia di Angela Merkel in Europa.
Due donne fanno sempre sognare anche se di una certa età facendo immaginare scenari di rivalsa, rivalità, vendette al veleno come solo le donne sono capaci di mettere in atto.

Se un uomo può stare solo al comanda, una donna no, specie se a mettere in atto strategie d'attacco sono la maggioranza maschi. Di donne ce ne vogliono sempre due come l'originale e il suo alterr ego, come due sorelle, due amiche due colleghe, come la vecchia e la giovane, la suocera e nuora oppure due cognate o due donne al vertice dei membri di una società.
Ai maschi le donne piacciono in coppia sempre in odor di lesbo perchè non c'è niente di più arrapante di due micie in lecca lecca, in gemellaggio o in contrapposizione.
Se Angela Merkel si è fatta all'ombra di Khol, la May è stata portata alla luce col supporto del circo mediatico femminile che come al solito ha giocato in leggerezza puntando su una sorta di cavalla pazza  per farla vincere a tutti i costi. Costasse pure anche una Brexit.
L'importante era che la nuova leader si chiamasse Theresa. Se poi di cognome faceva May il circo mediatico aveva trovato la sua prima-donna del Regno Unito per sfasciarlo con un Mi Piace beffardo.

A farsi beffa della May è scesa al suo fianco Angela Merkel dando fiducia alla collega per sostenerla nel portare a termine questa agognata Brexit costi quel che costi all'Europa ed al Regno Unito.

A pagare saranno i giovani comunque figli di papà, quelli che il Grillo ha preso per i fondelli a Oxford, perchè a farla pagare ai migranti ora c'è Salvini con il suo gioco duro diciamo pure sporco che qualcuno doveva pur fare visto che ha avuto il benestare di una maggioranza di italiani che la pensavano come lui ma lasciato comunque da uomo solo al comando su questa problematica da risolvere che ha motivato con fermezza col fatto che l'Italia abbia già fatto la sua parte.


La Merkel pure, quando era sola al comando perchè messale alle calcagna la May ha cominciato solo a perdere tempo. “Così non si va avanti” si è lamentata per la prima volta preferendo lasciare non vedendo altra via d'uscita che non sia la Brexit con tutti gli effetti collaterali connessi.



martedì 15 gennaio 2019

SATIRA IN PILLOLE


La miglior difesa è l'attacco, diceva Napoleone. Infatti poi è andato a cagare. A Waterloo.
Trump invece sta giocando in difesa avendo alzato un muro ai confini del Messico oltre il quale stanno bivaccando migliaia di migranti. Se partisse all'attacco farebbe una strage.
Attacco e difesa sono le strategie di un gioco-maschio nel quale è incluso il bottino di guerra con deportazioni saccheggi e così via.
Per fare una buona politica ci vuol diplomazia mettendo gli interessi economici in primis pro bono pacis e benessere di tutti.
Per esempio i messicani oltre alla droga sanno fare anche gli involtini per cui se Trump se fosse intelligente potrebbe fare una fabbrichetta ai confini del Messico facendoli lavorare. Ma a uno che ha già la pancia piena questa idea non lo sfiora sicuramente. Lui ha sposato l'idea della droga...di qualità
Figaro Figaro Figaro...





Berlusconi si candida alle Europee.
Cucu'!



bE








martedì 8 gennaio 2019

BIOPIC TRA CINEMA E TV




Tale e Quale è una trasmissione televisiva molto seguita perchè divertente e creativa nella quale personaggi dello spettacolo si esibiscono in parodie di cantanti noti avvalendosi di un trucco e parrucco eseguito ad arte ed un corso accelerato di mimica per essere il più possibili tali e quali all'originale.
Non sempre la performance ha un valore artistico perchè il più delle volte è uno stacchetto caricaturale che comunque la giuria applaude benevolmente come a sottolineare il concetto che quel che vale sia il partecipare  anche se poi alla fine la classifica viene stipulata seriosamente per dare un tocco di professionalità a tutto il lavoro della macchina organizzativa molto imponente e dello staff composto da ballerini e insegnanti fra costumi scenografie fotografie e luci ecc.
Lo spettacolo piace perchè piroettante  soffermandosi solo su un'unica canzone senza back-stage con amici parenti cuigini e affini ma solo addetti ai lavori differenziandosi  così dagli altri reality per snellezza e dinamismo.
Una canzone va benissimo comunque perchè quando ci si allarga in approfondimenti con fiction in biopic si rischia di annoiare un filo così come abbiamo visto con Dalidà miniserie televisiva con Sabrina Ferilli (molto brava in altri ruoli) mentre al cinema l'operazione Tale e Quale riesce un tantino meglio così come abbiamo visto con i Doors sulla vita di Jim Morrison interpretato da Val Kilmer o con Ray sulla vita di Ray Charles con la  spettacolare e colorata interpretazione di Jamie Foxx non mancando di menzionare il bellissimo film La Vie en Rose con una strepitosa Marion Cotillard che aveva reso giustizia al grande passerotto Edith Piaf..
Tutto questo perchè i personaggi imitati fanno parte di un passato della Tv in bianco e nero in bianco e nero e dei quali nulla o poco le nuove generazioni ne conoscevano la vita e la carriera poco diffusa nei video clip anche se molto nel vinile tra singoli e album.
Attualmente al cinema sono arrivati tre film, Bohemian Rhapsody.sulla vita di Freddy Mercury interpretato di Rami Malek e Io sono Mia su quella di Mia Martini interpretata da Serena Rossi o con Lady Gaga invece in A Star Is Born nel ruolo di sé stessa perchè ci sono molte analogie tra la sua vita e il film diretto da Bradley Cooper.

Bohemian Rhapsody ha trionfato al botteghino e ai Golden Globe che rappresenta l'anticamera degli Oscar,  ma è curioso come questo film sia stato accolto con sufficienza dai critici di Gigi Marzullo alla prima uscita con uno in particolare che lo ha stroncato alla grande dicendo che se voleva sentire Freddy Mercury andava su You Tube rimangiandosi ben presto la recensione negativa la settimana dopo nel vedere i numeri del box office adeguandosi alle regole di mercato.
Io invece mi sono trovata d'accordo con la prima versione perchè effettivamente Freddy Mercury è immortale grazie e You Tube dove è sempre cliccatissimo e non certo grazie all'interpretazione di Rami Malek anche se  ha eseguito una performance apprezzabile. Suvvia non c'è paragone perchè la fisicità di Freddy è prorompente.
https://www.youtube.com/watch?v=-XqPBEODZ4s

Così vale per Mia Martini alla quale invece ha reso giustizia un docu, trasmesso recentemente in Tv con tante testimonianze e spezzoni delle sue interpretazioni, nel quale era stata ampiamente messa in luce la sua sofferenza per essere stata additata come portatrice di yella voce diffusa sicuramente da invidiosi che si erano accaniti contro la cantante perchè fragile e indifesa.
Pertanto il film Io sono Mia sembra più un'operazione di lancio dell’ interprete Serena Rossi e del format televisivo Tale e quale di Carlo Conti, piuttosto che un omaggio a Mia Martini non avendo bisogno questa di un film per testimoniare il suo talento che, volendo si può rivedere sempre su You Tube. In originale.

Un'interpretazione di rilievo è quella di Lady Gaga perchè curiosamente  ha ottenuto un grandissimo successo nel ruolo di se stessa piuttosto che di quella caricaturale con la quale si è proposta al grande pubblico. Il quale invece purtroppo ignora i suoi concerti raffinati ed eccelsi in coppia con Tony Bennet nei quali si riconosce il talento di una grande artista alla pari di un grande vecchio della musica come fossero una coppia padre e figlia erede.

Certo lo spettacolo dei grandi stadi è un  irresistibile richiamo ma la piacevolezza di un concerto jazz, quasi in sordina può solo gustarlo un pubblico veramente di intenditori di élite.
Stesso percorso anche per Mia Martini perché era stata portata in trionfo all'Olimpia in Francia voluta a tutti costi da Charles Aznavour  suo grande estimatore  il quale cantando anche al suo fianco l'ha certo ripagata delle delusioni ricevute da Ivano Fossati (ma chi era costui?) e da tutto l'ambaradan del mondo musicale intorno.



martedì 1 gennaio 2019

LUIGI DI MAIO E IL FARAONE

Separati alla nascita: Luigi Di Maio e Tut, il destino di un Faraone.




STILE EGIZIO HOLLYWOODIANO Vintage
Infatti il voile un tessuto di velo impalpabile di seta o nylon molto diffuso negli anni 50 ha datato anche il film I dieci Comandamenti nel quale Nefertari appariva con questo tessuto color turchese molto deciso. Perché i colori dell’Egitto sono tutti senza sfumature che van dal bianco o nero, dal turchese al verde, dal rosso all’oro. Se si escludono alcune tuniche plissè (una lavorazione inventata negli anni 50) tutto era perfetto perché misurato sia nello stile delle mise che in quella delle parrucche, semplici a frangetta con qualche decorazione in oro giusto per dare un tocco di regalità che raggiungeva il clou con le mitiche collane a mezza luna, tipicamente egizie, con le pietre colorate incastonate a mosaico nei colori della terra d'africa delle sabbie del nilo mixati al turchese ed al rosso con decorazioni in oro che avvolgevano il collo.
Insomma un Egitto di maniera ad effetto elegante e lineare scelto appositamente per accompagnare una storia biblica.