martedì 31 marzo 2020

HARRY E MEGHAN DUE ANIME IN PENA


Con la Meghxit diventata realtà i duchi di Sussex Harry e Meghan escono definitivamente dalla Casa Reale perdendo il titolo di Altezze Reali.

I vari patronage di cui erano a capo verranno ereditati da altri Membri in successione al trono che in linea dinastica, usciti di scena il principe Carlo per positività al Corona Virus, ed il principe Harry per la clamorosa rinuncia, potrebbero essere affidati alle sorelle Beatrice ed Eugenia così come alla Contessa Sophia le quali si dividerebbero quella fetta di scena che si era accaparrata Meghan con la sua prorompente personalità.
Il vuoto che hanno lasciato i duchi di Sussex non è incolmabile soprattutto nel cuore degli inglesi perché la loro popolarità è scesa in picchiata subito dopo la loro partenza per il Canada per l’insofferenza ai doveri di Corte che Meghan non aveva messo in conto al momento di sposare il principe Harry.
Durante le permanenza in Inghilterra nel giro di un anno hanno cambiato due abitazioni, la prima per la difficile convivenza con Kate e William e la seconda perché volevano un nido indipendente che hanno arredato a suon di milioni dei contribuenti.

Spendacciona insaziabile incontentabile, Meghan si è ben presto stancata anche del lussuoso nido nel Regno Unito perché si era innamorata di quello ancora più bello che avevano offerto in Canada a lei e ad Harry. Il quale è stato preso sicuramente per la giacchetta per fare bagagli e andare a vivere in quella lussuosa villa in Canada situata in un’isola con giardino e parco e vista mare. Tutto per amore di Archie ovviamente che così avrebbe respirato aria buona lontano dai veleni dei Windsor.
Non contenti della sistemazione Harry e Meghan in concomitanza del Corona virus che si sta diffondendo in America, prima che venissero chiusi i confini col Canada hanno chiuso baracca e burattini per arrivare in tempo a sistemarsi in America in quella località di Los Angeles ancora immersa nella vita e nello scintillio che si chiama Malibù per consentire a Meghan di intraprendere la carriera nello spettacolo.
Malibù è la spiaggia glamour lanciata dal telefilm Baywatch e scelta più pacchiana non poteva essere: da Windsor a windsurf il passo è stato breve mentre gli echi che giungono dal regno unito sono sempre più inquietanti avendo i virus contagiato anche alcuni membri dello staff della Regina, la quale comunque è stata blindata nel suo Castello di Campagna lontana dalla folla di Londra.
Il Presidente Trump così come in precedenza quello del Canada, per rispetto verso la Casa Reale, ha rifiutato di pagare la sicurezza ai duchi di Sussex lasciandosela sbrigare da soli e dimostrando di non provare alcuna simpatia per loro perchè da piccioncini ribelli sembrano diventati due anime in pena che non sanno dove stare. Infatti sembra stiano già progettando un’altra abitazione lussuosa vicino a quella dei Beckam. Sembra perché non si sa dove prenderanno i soldi visto che i loro iniziali progetti di occuparsi di beneficenza col marchio dei Reali sono andati in fumo non potendo più dedurre le loro ingenti spese da questi fondi milionari.

Non resta loro che vivere del proprio lavoro per cui si dovranno rimboccare le maniche per attivarsi e mantenere lo stesso tenore di vita che avevano come Altezze Reali: Meghan facendo l’attrice ed Harry facendo conferenze sulla salute mentale della quale forse il principe è ancora afflitto non avendola risolta del tutto trovandosi in uno stato confusionale che suscita apprensione. Infatti non è rimasto sordo al richiamo dei Windsor di tornare nel Regno Unito a fianco di William per affrontare l’emergenza dando sostegno al popolo inglese, richiamo al quale Meghan si è opposta con decisione, non si sa se per istinto di sopravvivenza o semplicemente per avere ragione sui Windsor. Quando istinto e ragione vanno di pari passo in genere non si sbaglia.

Lo vedremo in futuro perché gli scenari in casa Windsor sono tutti in movimento e per il momento hanno messo fuori gioco sia Camilla consorte di Carlo che Kate consorte di William perché a farsi avanti per fare reggenza alla Regina è spuntato il nome di Beatrice in quanto altezza reale di sangue dei Windsor onde evitare che il Regno passi ai Middleton o ai Markle visto il ruolo di dominatrici di coppia e di scena.
Se Camilla ha da tempo rinunciato spontaneamente al ruolo di Regina, Kate ci conta invece moltissimo tanto è vero che si è già messa in posa come reggente parlando al telefono scimiottando la regina Elisabetta. Un po’ come quella battuta di Ecce Bombo dove Nanni Moretti chiedendo a una ragazza cosa facesse nella vita, lei di rimando :”Parlo, telefono vedo gente”.



Questo per dire che sia Kate che Meghan agli occhi della Regina restano sempre due commoner non avendo mai digerito il loro ingresso a Corte come due star dello spettacolo sempre in lite per il ruolo di prima donna, piuttosto che nel distinguersi come Altezze reali al Servizio di Sua Maestà, tanto è vero che entrambe le aveva escluse per accompagnarla alla sfilata nell'Abbazzia di Westminster che la Regina ha voluto intraprendere da sola.
 Come a dire che se Meghan l’ha capito subito, Kate lo capirà quando William sarà Re per cui non sappiamo come reagirà nell’aver la scena per parlare telefonare vedere gente ma senza alcun potere reale o ascendente su William molto consapevole di essere lui l’erede al trono, tanto da non aver avuto scrupoli nel trattare duramente suo fratello Harry il quale lo ha accusato di essere un arrogante per toglierlo di mezzo  perchè facendo coppia con Meghan gli oscurava la scena sulla sua persona e sulla sua famiglia. La storia si ripete, se William è sempre più simile al padre Carlo, Harry è sempre più vicino a quello della madre Diana la quale sappiamo tutti quanto abbia messo in ombra il principe di Galles con la sua presenza e con tanto plateale malessere a causa dei Windsor da sembrare sempre pure lei un'anima in pena.
Bastava darsi una calmata. Invece è finita all'Alma.







venerdì 27 marzo 2020

GIORGIA MELONI UNA LEADER DI CASA NOSTRA


Georgia Meloni  è una leader antieuropea e non solo.           
“I cinesi non mi fanno cadere in trappola. L’Italia non ha niente da imparare da loro questo va detto e questo confermo”e intanto dall’aereo scendeva un’equipe medica cinese per dare supporto all’Italia visto che la Cina ha sconfitto il virus.
E poi “Scegliete prodotti italiani”, ha chiosato incitando il Paese in piena emergenza con la gente costretta a scegliere quel che è rimasto negli scaffali facendo pensare che non avesse ben chiara la situazione.
Ma Giorgia Meloni è una leader decisa e irremovibile, leader sì ma di Fratelli d’Italia il partito da lei fondato.
E’ come se una dicesse sono leader in casa mia, anche se la tempra ce l’ha per arrivare al vertice del potere avendo la parlantina sciolta e soprattutto  la capacità di sgomitare così come fanno tutte le persone di statura piccola.

Le sue idee sembrano più di sinistra, protettiva verso i deboli e combattiva con i forti ma nei suoi discorsi ci mette tanta foga rabbia e determinazione da togliere ogni dubbio che sia di destra. 
Riporta alla mente quelle mamme di un tempo che avendo pochi mezzi e poco cibo, chiamavano i loro figli in casa per dar loro la merenda escludendo i loro amichetti nel cortile anche se erano stati invitati a giocare. Prima i fratellini, giustamente, così come prima gli italiani. Insomma una sorta di piccola italiana.
Aspettiamo che cresca la piccola perché ha della stoffa. Deve solo imparare a cucire una rete di relazioni internazionali, europeistiche in primis, quel che si chiama diplomazia al di là di quel tormentone de gente de borgata all'insegna del  quando c'è vo' c'è vo'!  Sì na' botta de culo!


mercoledì 25 marzo 2020

LE LEADER EUROPEE

Scusate Scusate scusate.
Christine Lagarde ha chiesto scusa. Sì ma intanto 840 miliardi sono stati bruciati. E scusate s' è poco. 
Dopo il danno una pezza e Christine Lagarde ha salvato la poltrona.
A salvare l’Europa è scesa in campo Ursula Von Der Leyen la Presidente della Commissione Europea la quale rompendo il patto di stabilità ha concesso all’Italia di prendere tutti i solidi necessari per combattere la crisi perché in questo momento: “Siano tutti italiani” ha chiosato.
Lo ha detto in perfetto italiano insieme al discorso che ha aperto il cuore apparendo con un viso aperto e rassicurante il collettino bianco e una giacca grigio-lillà come una sorta di fata dei confetti che dispensa i suoi doni ai più bisognosi. E scusate s' è poco. Tanto a ripagar col deficit c'è sempre tempo. E campa 'avallo che l'erba cresce.
Dolcissima premurosa ha preso le redini del comando dimostrando una tempra di grande leader dalle idee chiare a differenza di quelle confuse della Lagarde.
E’ nei momenti di emergenza che le persone mostrano il loro vero volto di basso o di alto profilo.

Angela Merkel dopo aver fatto il discorso alla Nazione per introdurla all’emergenza corona-virus si è poi recata a far la spesa con il carrello come una qualsiasi massaia tedesca mettendosi subito dopo in quarantena causa contagio che aveva colpito il suo medico.
Ormai sembra una leader in pensione che dopo aver portato la Germania alla massima potenza europea si ritira per motivi di salute sfilandosi proprio come la Regina Elisabetta (anche lei con un contagiato nello staff)
rifiutandosi di partecipare vivamente ed assistere alla caduta di Berlino e della vecchia Europa, non per colpa sua ma di un nemico più cattivo del Terzo Reich. Jawohl mein reagistrar!

lunedì 23 marzo 2020

GIUSEPPE CONTE UN UOMO SOLO AL COMANDO

Giuseppe Conte è stato duramente attaccato per aver gestito l’emergenza Coronavirus con decreti a tappe con modalità di comunicazione molto discutibili.
Infatti l’ultimo decreto è stato diffuso a reti unificate nelle emittenti televisive che avevano preso il docu da Facebook, il social nel quale era sbarcato il Presidente del Consiglio che Matteo Renzi aveva così commentato “Non siamo al Grande Fratello”.
Anche Enrico Mentana aveva alzato la voce disapprovando tale metodo avendo praticamente escluso la conferenza stampa che normalmente si adotta. Normalmente, ma qui siamo in casi di emergenza e quando si verificano un Premier deve prendere il comando intorno al quale si dovrebbe fare cerchio senza creare opposizioni o polemiche per non rallentare le dinamiche da attivare con i rituali burocratici e creare confusione nel raccogliere lamentele o chiacchiere sul presupposto che le decisioni di un Premier siano ponderate con persone competenti di sua fiducia.


Per l’opposizione la cosa migliore sarebbe stata quella di chiudere subito tutto subito, almeno per un mese, forse sì ma forse no perché probabilmente si è cercato di non chiudere tutto per non creare il panico nella popolazione  lasciandola a corto di generi di prima necessità e di comunicazione che avrebbe potuto creare un black out da incubo con tafferugli saccheggi di bande armate così come sta temendo New York dove ci sono stati assalti alle armi.
Ma a parte questo vogliamo soffermarci sulle modalità dell’ultimo decreto che sono state disapprovate soprattutto dalla maggioranza ed opposizione perché esclusi dalle decisioni essendo stati tutti invitati a rimanere a casa come se andando a lavorare in Parlamento facessero più danno oscurando la leadership del Premier accusato di credere d’essere al Grande Fratello.
Anche la stampa si è indignata per essere stata esclusa dalla conferenza dalla quale comunque non è stato escluso il popolo, quello dei social e quello della Tv. Infatti tutti hanno sentito il discorso del Premier che anche se emotivamente deprecabile, così come ha commentato Mentana, è entrato nel cuore della gente per le parole accorate che oltre a creare ansia hanno aperto uno spiraglio alla speranza di riuscire a vincere se si seguono le regole così come ci esortano tutti i giorni medici e infermieri che non finiremo mai di ringraziare per il lavoro che svolgono.

Per quanto riguarda "le offese" alla stampa sarebbe comunque utile osservare come tanti giornali, il Corriere in primis, si trovino difficilmente nelle edicole,  aperte anche nei giorni festivi alle quali  la scorsa domenica (cioè ieri) però non si poteva accedere per il divieto dei Carabinieri di circolare per cercare “beni non di prima necessità”. Giustamente. Il decreto infatti lo avevamo già visto in Tv.
Così, in difesa del nostro Presidente del Consiglio,  ci sembra che le modalità di comunicazione del Premier siano state appropriate e tempestive arrivando prima di ogni stressante consultazione del Parlamento che con qualche suggerimento “per gli acquisti e per le vendite” voleva esserci pure lui, e di una stampa quotidiana non troppo efficiente “per causa di forza maggiore”.
Passo dopo passo con equilibrio e ponderazione resistendo con fiducia nel restare a casa, quelli che hanno il privilegio di poterlo fare, riusciremo a farcela. Aspettiamoci un altro decreto comunque, perché come la pazienza non deve avere limiti per cui il Parlamento  insista pure nel tornare a lavorare per dare ogni suggerimento possibile al Governo. Parlare si può, è nell'agire che ci vuole coraggio.

venerdì 20 marzo 2020

BELLA DA MORIRE


E’ iniziata la nuova serie Tv Bella da Morire  che dalla prima puntata si rivela molto avvincente stante il tema trattato.
Non nuovo comunque perché ricorda la serie Chi ha Ucciso Laura Palmer che aveva inchiodato il mondo con il format esportato dall’America e con la regia di David Lynch dove la più bella ragazza del paese viene trovata morta facendo scattare le indagini intorno agli abitanti.
C’è anche un altro precedente con la Ragazza del Lago la cui trama è sempre incentrata sulla scomparsa della bellissima di un Paese uccisa e gettata nel Lago.
Le indagini in questa serie Tv sono affidate alla Ispettrice di Polizia Eva Cantini (Cristiana Capotondi) la quale forte della sua esperienza di ragazze scomparse cerca di puntare dritto verso la pista del femminicidio trovando ostacoli da parte dei superiori ma poi appianati 

e qualche attrito col collega affiancato con il quale comunque dopo alcune baruffe finisce a letto tramutando il rapporto in sodalizio nello svolgere indagini “per conto loro” (l’immersione nel lago per esempio capitanata da lui sulla barca e praticata da lei perché le Autorità le avevano sospeso trovandole eccessive) che li portava a scoprire la ragazza scomparsa uccisa e gettata in fondo al lago.
Il fiuto da trott-setter premia l’investigatrice che guadagna la fiducia dei colleghi  degli indagati innocenti e della famiglia delle vittime. Insomma un’ispettrice piena di grinta sulla quale si passa sopra al fatto che rompa i coglioni perché sa come procedere sempre dritta dove la porta l’istinto  misto a una collaudata esperienza nonostante la giovane età che rende molto affascinante il ruolo affidato a Cristiana Capotondi.

Alcune brevi apparizioni mettono in risalto la voglia di vivere della vittima impersonata da Elena Radovicich, reginetta di bellezza e aspirante show girl che si presume sarà protagonista di tanti flash-back nelle prossime puntate con le indagini portate avanti dalla ispettrice Eva Cantini e tutta l’equipe della Stazione di Polizia del piccolo Paese sulle rive di un Lago.
Il Paese è piccolo e la gente mormora per cui non dovrebbe essere difficile arrivare all’assassino, presumibilmente maschio e forse sposato visto che la ragazza dall’autopsia è risultata incinta di poche settimane.
Staremo a vedere anche se certe lungaggini di contorno non si sa perché siano state inserite come per esempio il fatto che Eva Cantini sia tornata al Paese per seguire la sorella  completamente irresponsabile single e con un figlio al quale vuole un bene dell’anima ma non abbastanza per rinunciare a uscire la sera a fare il Karaoke (pensa te)  o in cerca di compagnia lasciandolo solo.
Insomma la solita accoppiata delle sorelle “la brava e la monella” già visto con la miniserie Sorelle e in tanti altri film come se nella vita mai che ci fossero due sorelle ugualmente brave e responsabili o viceversa. Sempre meglio comunque della bionda e la bruna ma questo connubio di sorelle in stretto legame competitivo è un tema già saturo perché nella vita reale in genere ciascuno fa la propria vita e la propria strada.

Bella da Morire mette anche il dito sulla piaga dei femminicidi per arricchire il discorso che porta avanti Rai Tre con Amore Criminale e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo dramma che colpisce soprattutto le donne anche se più se ne parla e più si moltiplicano i casi per crisi di ansia fra i contendenti dove al primo segnale, come uno schiaffone per esempio, scattano denunce per non porgere l’altra guancia quando sarebbe semplice restituirglielo dandosele di santa ragione così come facevano i nostri nonni per poi fare la pace a letto,  o gesti di emulazione da non sottovalutare.
Infatti i femminicidi sono sempre più frequenti e su questa casistica si dovrebbero trarre delle conclusioni per arginare il fenomeno a livello di cronaca-spettacolo in primis dove le vittime non possono parlare per cui si dà voce a parenti cugini amici e affini  diventando di fatto protagonisti della mattanza insieme all’assassino, lasciando le istruttorie agli inquirenti e i processi alle aule di Giustizia. Così piace la scelta dell’emittente La 7 di non  occuparsi di cronaca nera mandando in onda solo i Gialli di Agatha Christie dell’Ispettore Barnaby e di Maigret tutti format che come quelli della RAI sul genere, e Montalbano in primis, sono sempre molto seguiti.
Anche Bella da Morire ha cominciato bene creando interesse per le altre puntate.

mercoledì 18 marzo 2020

DIVAGAZIONI SUL CORONAVIRUS


Il coronavirus non è un’opportunità. Il coronavirus è un’isolamento forzato al quale ci dobbiamo rassegnare mettendoci a fare quelle cose che abbiamo trascurato tutto l’anno causa lavoro, per scelta o per necessità.
Le attività più gettonate sono le pulizie di casa più approfondite sulle quali ci si butta la prima settimana andando via via a riprendere il ritmo di prima, poi ci sono i fornelli con piatti da sperimentare nonché torte e pasticcini sui quali anche quelli ci siamo buttate la prima settimana a capofitto perdendo il ritmo perché gli ingredienti in dispensa si esauriscono e non è certo prudente andar a far la spesa tutti i giorni di uova fresche per cui meglio sarebbe centellinare. Ci sono inoltre le letture di libri e giornali, i giochi coi bambini, la Tv e tutti i mezzi di comunicazione come telefonini smart pc e quant’altro che ci metta virtualmente in contatto per non sentirci isolati.
Invece mai come oggi siamo soli con noi stessi e la quarantena ci ha rivelato il dramma della solitudine all’interno delle famiglie che si verificava già da tempo. Infatti molti si riversano sui balconi a cantare e ballare per ritrovare un minimo di socialità che anche la Chiesa ci nega. Andare al supermercato sì, ma in Chiesa no, anche se fossimo tutti in fila e uno per volta,  non è un genere di prima necessità alimentar lo spirito.

Così ha colpito molto la passeggiata del Papa da solo per le vie di Roma per andare a pregare verso quel crocefisso sotto al quale si erano radunati i fedeli al tempo della peste.
Attenti ai falsi profeti si legge fra le righe della Sacre Scritture quando annunciano la fine del mondo e questa pandemia sembra quasi un’anteprima perché di Profeti  ne sono spuntati come funghi dove ognuno dice la sua smentendosi l’un l’altro creando una gran confusione. Tutti d’accordo comunque sul fatto che bisogna stare in casa e questo ci sta e lo dobbiamo seguire per non diffondere contagio ma c’è chi si pronuncia sulla durata più lunga di quella di un altro c’è chi lo chiama cigno nero e… giù la nipote di Verdi il Cigno di Busseto che crolla.
Della serie le disgrazie non arrivano mai da sole. Chiamiamolo col suo nome Coronavirus evitando per una volta metafore e giochetti mediatici.

Per una volta lo sgarbato Vittorio Sgarbi ci è sembrato che le sue esternazioni fossero una voce melodiosa specie quando si indigna che ai fedeli sia impedito di andare in Chiesa facendoci pensare che non sia un falso profeta anche quando urla virus del b..del c…Parole grosse che gli sono valse denunce alle quali lui ha risposto che non ha paura anche tossendo ripetutamente (per un’influenza dice lui, quella che lo colpisce tutti gli anni così come ha sempre colpito tanti di noi).
E ci crediamo. Sì perché molti contagiati consapevoli o non guariscono in pochi giorni così come abbiamo visto con Maurizio Porro, Barbara Lori, Teresa De Sio per esempio per fare nomi illustri insieme a tanti sconosciuti che hanno reso le loro  testimonianze e acceso una speranza in tutti noi
avvalorata anche dalla dichiarazione di un virologo a Mattino 5 condotto da Francesco Vecchi, il giovane conduttore che ha surclassato nel cuore degli spettatori Federica Panicucci (della quale si vedeva ormai solo il rossetto ed il mascara tanto era diventata trasfigurata dai fari abbaglianti spianarughe) quando ha affermato che ci sono in circolazione tanti virus e non tutti letali. Buone notizie che ci confortano alle quali si aggiunge l’appello di un sacerdote che invita tutti al balcone  alle ore 21 per recitare il Rosario ad alimentar con la preghiera anche lo spirito.

Speriamo che l’Italia non voglia solo cantare e ballare ma ritrovar l’unione nella fede in Dio pregando tutti insieme che aiuti l’uomo nella sua continua ricerca della cultura della vita  che in questo momento si focalizza sul vaccino anti-virus unico elemento che lo possa debellare definitivamente in tutto il mondo per non creare poi circoli viziosi,  al di là di quella barbarica proposta della immunità di gregge lanciata da Boris Johnson. Come direbbe Sgarbi: capra! Capra! Capra!
La fede in Dio e nella scienza, questo ci salveranno..


martedì 17 marzo 2020

CHRISTINE LAGARDE, FACCENDIERA E POCO DI BUONO


Quando Christine Lagarde era succeduta a  Mario Draghi l’Europa aveva esultato seguita dall’Italia e da tutti i media perché una donna era stata eletta a capo della BCE segnando un passo importante per tutto il genere femminile.
Tutti si inchinavano a questa donna così autorevole che avrebbe sicuramente portato avanti il prezioso lavoro (specie per l’Italia) svolto da Draghi con la stessa lungimiranza a senso di responsabilità.
Soprattutto piaceva la sua eleganza molto ammirata dalle giornaliste fashion che la presentavano come emblema della manager dal look impeccabile con tailleurini modellati esaltati dalla sua figura longilinea e soprattutto da quel taglio di capelli a fili bianchi e grigi che la facevano sembrare la sacerdotessa della fica-economia. Come tipologia sembrava la madre dell’Irene Pivetti quando era Presidente della Camera con quiei tailleurini modellati e il foulard Hermes intorno al collo a dare un tocco di eleganza British.




Qualche avvisaglia  della sua vera natura faccendiera con le mani in pasta l’avevamo avuta al meeting promosso da Angela Merkel quando  aveva riunito tutte le personalità femminili al vertice per un tavolo di discussione sulle quote rosa e sul ruolo delle donne nei posti di comando, vedendola scodinzolare dietro a IvanKa Trump con la quale faceva più volentieri selfie che con le altre sentendosi evidentemente  più alla pari con la figlia del Presidente degli Stati Uniti. Un modo di fare civettuolo e servile che la sminuiva come manager ma nessuno ci fece caso anzi, perché l’atteggiamento veniva interpretato come fascino erotico del potere femminile del connubio Manager e Donna.

Salita al vertice della BCE quel “fascino erotico” accreditatole l’aveva sfoderato prima ancora di far valere le sue competenze, rivelando al mondo intero di come facesse ancora l’amore nonostante l’età (64 ANNI) con grande soddisfazione del marito. Il quale non confermava comunque ma tutti le avevano creduto sulla parola offrendole molto spazio nelle pagine dei giornali dove si decantava con ammirazione questa sua performance privata che aveva avuto il coraggio di rendere pubblica proprio per confermare quel connubio coniato sopra di Manager e  soprattutto Donna.

Al grido di  "Mon mari Il Vien ho oui, Il vien tout le jours…” l’intimissimo non era più mistero che invece di farla richiamare all’ordine aveva eccitato tante giornaliste rosa e non diciamo di quali testate tanto da farle condividere in coro “che gioia che bello e ci perdoni l’entusiasmo!” perché esaltavano le gesta di una manager che aveva osato abbattere un tabù senza considerare che questa mancanza di ritegno fosse pari alla sfacciataggine delle confessioni delle star. Così fu che Cristine Lagarde più che una manager e donna venne stata assurta a diva e manager.
Persa l’umanità di donna si era ammantata dell’aura di divina corredata del potere di vita o di morte. Delle borse ovviamente.
Infatti presa dal delirio di onnipotenza in un momento in cui l’Italia c’è l’emergenza drammatica e tragica del coronavirus la Cristine Lagarde ha fatto cadere le borse a picco incurante del danno procurato a un Paese in grande difficoltà dimostrando doti umane zero e zero senso di responsabilità avendo seguito solo l’interesse di speculatori-squali. Sarebbe curioso sapere che cosa ne pensa Draghi ma non sapendo né leggere né scrivere tra squali e draghi pensiamo con certezza che Cristine Lagarde sia Faccendiera e Poco di Buono per cui sarebbe giusto chiederne  le dimissioni accogliendo il grido accorato e appassionato di Massimo Giletti da Non è L’Arena che invece ha lasciato titubante, come se non volesse prendere posizione, Matteo Renzi di Italia Viva.  Sì  e Viva l’Italia!

lunedì 16 marzo 2020

TENDENZA LESBO GRANDI STAR


Il box office vuole le lesbiche? E diamole in pasto al grande pubblico.
Infatti a presentare l’ultimo evento Oscar 2014 sul palco era salita Ellen Degeneres lasciando a sfilare sul red carpet la compagna Portia De Rossi.

La quale, sposando la regista è stata relegata ai fornelli avendo chiuso la carriera con lo studio legale di Allie Mc Beals dove già da allora trattava gli uomini con algido distacco. La De Generis val bene un sessantanove nel letto coniugale avendo convolato a ingiuste nozze in uno Stato d’America che ha legalizzato l’unione a coronare un sentimento gay.

Dura minga dura no: lei Portia infatti ha perso lavoro  smalto e sorriso mentre la Degeneres non è mica un genio ma solo una buffetta così come ha dimostrato agli Oscar. Più che chic una lesbo choc.
Fra le lesbo-chic invece vanno annoverate Anne Hetcher, Jodie Foster che comunque al cinema si fanno ancora apprezzare nei ruoli etero.



La tendenza lesbo si veste anche animalier lanciata da Cameron Diaz con unghie in fuori nel film The Counselor, con Penelope Cruz, confermando anche nel privato di aver avuto sogni erotici al femminile pur non essendo gay.  Un conto infatti è sognare, fantasticare, metti pure praticar in un mordi e fuggi, un altro invece è sposarsi finchè la gran-figata duri. Dura minga dura no.
Meglio puntare al cinema facendo finta anche se l’assaggio è reale ma giusto il tempo di un film per poi passare ad altro. Il lavoro prima di tutto.
Anche le grandi Star non disdegnano ruoli lesbo qualche volta solo accennati a livello platonico con finale tragico (Quelle Due con Audrey Hepburn e Shirley Mac Laine, Diario di uno Scandalo con Cate Blanchett e Judi Dench, La Volpe con Anne Heywood e Sandy Dennis) o sublimati  (Julia con Jane Fonda e Vanessa Redgrave, oppure Ricche e Famose con Jaqueline Bisset e Candice Bergen) e tanti altri in versione patinata o comica spagnoleggiante.

Quando l’accoppiata è a pari merito anche il film e la tematica diventano importanti mentre se l’accoppiata è su due piani diversi l’esito è sempre incerto.
Lo abbiamo visto per esempio con Catherine Zeta Jones in Effetti Collaterali dove la piccola lesbo da sedotta si rivelava seduttrice malata di mente: un classico come espediente per trattare il tema facendo la morale.
La vittima non innocente era Mara Rooney, che si compiaceva di far la depressa per conquistare la bocca a cuore della psichiatra Zeta Jones finendo tutto in Thriller. Passato e dimenticato.

Ma a Mara Roney non è passata la voglia di farsi spupazzare perché è tornata sugli schermi in coppia lesbo anni cinquanta con Cate Blanchett nel film Carol in una sorta di Come Eravamo Perseguitate dal Mondo perché in quegli anni era tabù.
Passato e dimenticato se non fosse che questa sera su RAI 3 verrà riproposto per far dormire sul divano.
Da allora molti anni son passati e anche l’ultimo tabù è stato abbattuto con la premiazione Oscar a condurre che comunque non ha liberato la donna dalla schiavitù del maschio perché lui si compiace assai nel vedere le lesbo all’opera tanto da diventare ormai un imperativo: o così altrimenti non vali un ‘azz. Infatti: niente ‘azz.., siamo lesbo!
Dura minga dura no.

mercoledì 11 marzo 2020

KATE IN BLU COBALTO


Il ritorno di Meghan Markle a Londra è stato accolto con grande ammirazione per i look coloratissimi ed in special modo per quello rosso fuego che faceva pendant con la divisa di Harry sfoggiato dopo il tubino color turchese, e l’abito midi in verde smeraldo con mantellina laterale ad effetto abbagliante. Inoltre nella Chiesa di Westminster Meghan ha avuto l’illuminazione di prostrarsi in un regale inchino verso Carlo erede al trono d’Inghilterra, un gesto che segue due scuole di pensiero: quella che insegna come uccidere con gentilezza oppure quella che pensa volesse confermargli la sua sottomissione come figlioccia essendo stato proprio il Principe Carlo ad averla accompagnata sposa all’altare al posto del padre biologico.
La seconda che hai detto perché il colpo di teatro era troppo elegante a neutralizzare qualsiasi interpretazione negativa anche se comunque non ha raccolto consensi da parte dei Membri della Casa Reale presenti se non da parte di Edward fratello di Carlo che ha sfoderato un sorriso divertito intorno a un gelo imbarazzante.

Kate di ritorno dal viaggio in Irlanda dove insieme a William aveva trionfato, come in ogni evento nel quale si deve confrontare con Meghan ha preferito puntare al riciclo con un abito color rosso rubino già sfoggiato a Natale del 1918 così come aveva già fatto con il matrimonio di Meghan presentandosi con un cappottino bianco riciclato.
Scelte intelligenti o forse crudeli perché non proprio eleganti per sottolineare di voler cedere la scena tutta a Meghan lasciandole di esprimere quell'ultimo desiderio di piacere così come si fa con un condannato a morte.
Se a Camilla  Meghan ha rubato la scena catalizzando i media verso la sua persona facendoli disertare la conferenza della Duchessa di Cornovaglia in favore delle donne, a Kate l’ha rubata per regal concessione della stessa Duchessa di Cambridge come a dire tutto purchè vada fuori dai piedi.
Anche una duchessa, come tutte le donne, a volte pensa da cafona specie quando non se ne può più di una che sgomita per arrivare prima in ogni sfilata.



Uscita di scena come altezza reale anche sui social dove Meghan viene appellata col titolo di Lady piuttosto che Duchessa, Kate ha ripreso il suo mandato di rappresentanza presentandosi ad un evento per bambini più distesa che mai con un abito che la valorizzava mettendo in luce tutta la sua regale eleganza anche se ancora riciclato, ma  che sicuramente è il suo preferito per il colore unico e inimitabile, il blu cobalto, e mandare a tutti il suo messaggio finale possibilmente chiudendola lì.

Infatti fra le sue caratteristiche si legge “Questo è il colore della fiducia della responsabilità dell’onestà e della lealtà. Il blu cobalto è un colore sincero riservato ed elegante, non sgomita nella gamma cromatica per avere attenzione. Nel campo della psicologia questo colore esprime sicurezza e confidenza, pace e tranquilittà. Il blu cobalto è il colore dello spirito, dell’anima dell’essere”.
Infatti Kate c’è e per gli Inglesi rappresenta una certezza mentre Meghan è stata solo un’ apparizione

bellissima affascinante galvanizzante per il grande gusto nel vestire “da diva” ma che come ogni gusto dell’effimero è destinata a scomparire perché non entrerà nella storia  come i Simpson dove in ballo c’era un trono. A meno che….
A meno che su di lei non si faccia un film come Vacanze Romane in un tributo alla sua persona così come si fece con la principessa Margareth, ma pure Audrey (la protagonista del film) è sempre stata un’icona unica ed inimitabile.
Insomma Meghan anche se ha una forte ed affascinante personalità sembra sempre essere la copia di qualcuno. Speriamo che ritrovi se stessa. Ed il principe Harry? Pure.

martedì 10 marzo 2020

E LE STELLE CONTINUANO A LAVORARE.


 Con questa quarantena in tutto il Paese, cinema e teatri sono stati chiusi per cui meno male che la Tv c’è. Fin troppo.
Sì perché molte star si sono mobilitate per un promo nel quale raccomandano tutti di stare a casa. Comodo parlar così quando si lavorano solo pochi mesi l’anno, pagati a suon di euri, a volte anche chiusi in una stanza a strimpellar chitarre per comporre canzoni, scrivere pezzi o performance da esibire a date da destinarsi.
Lavorare a casa è un lusso per pochi, ma non per la normalità delle persone che devono alzarsi la mattina per andare a guadagnar la pagnotta per le loro famiglie.



Curiosamente in Tv le star invece continuano imperterrite a lavorare perché lo “facciamo per voi”, un salto in studio e poi subito a casa.
Ecco è proprio quel salto in studio che potrebbero evitare perché ormai di chiacchiericcio inutile ne abbiamo piene le tasche perché l’attenzione è tutta protesa verso l’informazione sul  Coronavirus che comunque non tutti affrontano riuscendo nell’intento di catturare ascolti ripetendo cose già sentite e risentite. Molte star della RAI sono state tutte ospitate da Bruno Vespa per esprimere la loro opinione così tanto per far due chiacchiere sul virus mentre altri conduttori si sono attivati per ospitare esperti e autorevoli opinionisti al vertice di settori lavorativi per dare consigli a come non affondar la barca sulla quale ci troviamo tutti.
Un'altra domanda che ci facciamo sempre a proposito delle Star della Tv è come mai a certi conduttori si faccia il tampone per poter continuare ad esserci quando gli esperti affermano che i tamponi si fanno solo in caso di necessità per sintomatologie gravi raccomandando tutti di stare a casa e di non andare al Pronto Soccorso?
Ci sono tamponi per persone di classe A e per tutti quelli che ne hanno veramente bisogno che si mettano in fila? 



La cosa che più infastidisce sono i promo che dimostrano un cinismo imbarazzante come quello che invita allegramente a far la spesa ad un supermercato approfittando dell’assalto delle masse ai supermercati concludendo con tanta ironia Buona Spesa Italia! Come no!








Anche l’accavallarsi dei programmi fra il serio ed il faceto ci lascia tutti basiti perché dopo una serie di notizie allarmistiche e da paura del virus si conclude il Tg annunciando una bella serata Live nella quale prendono posto le star “che non sono rimaste a casa” dovendo andare a lavorare in Tv per “intrattenerci”, quando noi ne faremmo volentieri a meno! Al Bano è stato visto a Fiumicino unico passeggero per recarsi da Amici quando si sa che l’aeroporto sia fra i primi ricettacoli del virus considerato il via vai dei passeggeri da ogni parte del mondo.Ma si sa, un check to check con Romina per poi postare un tweet con Loredana val bene una messa alla madonna Maria De Filippi. E felicità per tutti.





















E che dire per esempio di tutte le star che sono state ospitate nei Talk sedute  dove il giorno prima era passato Nicola Zingaretti per esempio, ora in quarantena perché sieropositivo o di quelli che sono andati a Quarta Repubblica da Porro anche lui positivo. Forse anche per loro sarebbe stato meglio rimanere a casa.

Tutto questo per polemizzare su certe dinamiche che non si sa perché si continuino a perpetrarle soprattutto se si pensa che l’invito a stare a casa viene proprio dalle star che bellamente in Tv continuano ad essere ospitate per un chiacchiericcio senza curarsi di che cosa gradirebbe veramente il pubblico.


Visto che i cinema e teatri sono chiusi, sarebbe un’occasione per trasmettere più film perché il cinema avvince sempre, distrae e soprattutto fa sognare, ma non i soliti film delle commedie di serie facce’ ride’ che vengono già trasmessi tutto l’anno, bensì film selezionati attuali d’autori importanti come quelli che vengono proiettati nelle sale d’essai per esempio dove c’è sempre il tutto esaurito composto da un pubblico di anziani professionisti con i docenti in primis e non si fa per dire essendo i primi ad essere stati mandati a casa per scuole e università chiuse.
Anche il Teatro ha molti estimatori per cui non basta il Gigi Marzullo con i suoi applausi promozionali perché sarebbe sicuramente molto gradito vedere allestimenti teatrali in Tv, dai contemporanei ai classici attingendo alle teche Tv che qualche volta li trasmettono ad orari impossibili. Qualche titolo? I Fratelli Karamazof, L’Idiota per esempio, oppure tante commedie brillanti con Lilla Brignone, Andreina Pagnani anche protagoniste di miniserie come Un Posto al Sole (la Brignone) o telefilm di serie Maigret (la Pagnani) con Gino Cervi.

Tutti programmi che tenevano incollati gli spettatori al video nelle serate per rilassarsi dopo lo stress lavorativo.
In ogni situazione bisogna sempre cogliere il lato positivo che in questa quarantena dove tanti sono a casa, giovani anziani casalinghe e nullafacenti di professione, potrebbe trasformare ore di noia in opportunità da cogliere per le pulizie di Pasqua anticipate, oppure sperimentar ricette, o seguire lezioni scolastiche, programmi di divulgazioni scientifiche, e tanti film come detto sopra. E le star se ne stiano a casa anche loro per dar l’esempio rinunciando ai cachet “stellari”. Il pubblico se ne farebbe una ragione. Subito subito senza indugio alcuno. Chiamate Roma tre uno tre uno diceva Sordi nei suoi scketch radiofonici ed a tal proposito restiamo in attesa del film Permette? Alberto Sordi, una produzione RAI che presto sbarcherà in Tv. Imperdibile davvero. Meno male che la Tv c'è.


lunedì 9 marzo 2020

CRISTIANA CAPOTONDI UN’ATTRICE BRILLANTE DI SPESSORE


Cristiana Capotondi nasce con uno spot nel ruolo di ragazzina impertinente lanciando il tormentone Two è Meglio che One.!









La stoffa c’era ma nessuno avrebbe immaginato di che tipo, tutto tranne che di tipo qualunque perché si è messa subito in luce in una miniserie televisiva nei panni di Sissi facendo inevitabilmente scattare il paragone con una effervescente Romy Schneider uscendone comunque promossa con la sua versione più romantica di  una sorta di“fidanzatina di Peynet”perchè come la Schneider, Cristiana Capotondi nel ruolo della principessa Sissi era tutta latte miele e stelle alpine facendola decollare verso una carriera di ruoli di spessore che per entrambe nessuno lo avrebbe immaginato.

Cristiana Capotondi infatti dopo alcune fiction di serie tutte uguali che sforna Rai Uno sulle famiglie italiane, è sbarcata al cinema nelle commedie all’italiana in ruoli più pimpanti dove a  contatto con grandi attori imparava l’arte maturando sempre più, tanto da venire ingaggiata per interpretare Lucia Annibali, la protagonista di un fatto di cronaca fra le più commoventi per la violenza subita al volto che la sfregiava in maniera devastante colpendo tutti per la sua determinazione ad uscirne fuori senza farsi piegare nello spirito e nel corpo che dopo varie operazioni le restituiva un volto anche se non era più il suo.


Una donna coraggiosa che la Capotondi ha saputo tradurre nel serial in tutto il suo passionale trasporto verso un amante perverso e ossessivo concedendosi senza riserve  fino ad arrivare a farsi usare come una ragazzina alla sua prima cotta dandogli le sue chiavi di casa e consolidando il suo senso di possesso tanto da fargli superare i limiti nel credere che fosse diventata sua proprietà con potere di vita e di morte distruggendo la sua bellezza.

Per Cristiana Capotondi è stata l’occasione giusta per uscire dal cliché della principessa brillante svampitella nel quale è stata fino ad allora relegata dove comunque si è sempre dimostrata realmente all’altezza aiutata anche dal fisico elegante filiforme con tanto di musetto accattivante che la rendevano unica fra le attrici delle commedie italiana quasi sempre di forme procaci e sexy suscitando tenerezza e simpatia.




La sua interpretazione nella miniserie IO Ci Sono aveva avuto il pieno consenso di Lucia Annibali per averla impersonata in modo veritiero e credibile con il musetto che si era trasformato in piglio da professionista legale forgiando un personaggio sicuro di sé, indipendente determinato ma terribilmente fragile in amore così come lo sono tante donne non solo in carriera ma anche impegnate in tanti settori dove lavorano duro e anche in prima linea così come si è visto con le infermiere nelle zone rosse e terapie intensive dove non si risparmiano senza sosta.


Questa fiction Io Ci Sono ha aperto le porte alla Capotondi a ruoli impegnativi come il prossimo personaggio di poliziotta nella fiction Bella da Morire nella quale si attiva, scontrandosi anche con il suo superiore e collaboratore (Matteo Martari) per portare avanti a modo suo un’inchiesta e fare luce sulla scomparsa di una show girl presumibilmente vittima di femminicidio.

Insomma un altro ruolo di spessore che comunque non cancella quella delirante e surreale partecipazione al film (visto recentemente su Rai Tre) Amiche da Morire dove nel ruolo di una sposina svampitella si libera del marito che la offende a parole brutte dicendo che la trattava da principessa perchè la considerava solo una cretina, con un colpo secco di pistola mandandolo alla concia dei tonni per farlo uscire in scatola, non lesinando di mandargli un doloroso saluto con un bacio e un addio per sempre. Ma che vuoi, se l’era proprio cercata!
In un colpo solo riscattava tutte le femmine umiliate, derise e vittime di stalking. Chicago! Come se nevicassero fiocchi di cioccolata mentre le scatolette di tonno continuavano a sfilare sfilare…Geniale.


sabato 7 marzo 2020

LILA E LE SCARPE IN FACCIA, GENIALE


Ribelle, scontrosa intollerante traditrice in amore e nelle amicizie di cuore violenta insolente provocatrice e piena di disprezzo incapace di relazionarsi con tutti familiari compresi, insomma una ragazza cattiva a nome Lila (Gaia Girace) protagonista de l'Amica Geniale tratto dal romanzo di Elena Ferrante e in miniserie Tv curate da Saverio Costanzo e la collaborazione alla regia di Alice Rohtwacher.
Ma non è della serie che vogliamo parlare bensì del personaggio di Lila che ci impone tante domande: perchè è sempre in guerra con tutti in una eterna sfida che tira gli schiaffi bastonate e botte da orbi, quando potrebbe avere tutto nonostante sia un'umile figlia di uno “scarpaio” perchè gli uomini subiscono e sono vittime del suo fascino perverso pronti ad offrirle ricchezze case gioielli attività che lei rifiuta con disprezzo a scarpe in faccia anche se dietro l'angolo ad attenderla è una vita  a macellar maiali per poter sopravvivere?

Lila odia i mafiosi così come fanno tutti ma solo lei osa tener loro testa prendendoli a scarpate perchè “voi vi prendete tutto senza alcun rispetto per le persone”.
Persone oltre le cose! E qui scatta la pubblicità occulta della Conad. Difficile pensare che l'autrice Elena Ferrante le abbia messo in bocca queste parole perchè è più facile pensare che sia una licenza della traduzione di serie Tv curata da Saverio Costanzo figlio di cotanto Maurizio che conosce molto bene i meccanismi televisivi dove dietro l'angolo c'è sempre un consiglio per gli acquisti. Il resto, talk show Tg, e fiction è vita. Virtuale.
A me personalmente cadono le braccia di fronte a queste citazioni a doppio senso come se si volesse mettere una mano sulle emozioni e un'altra sul portafoglio. Le emozioni non hanno prezzo ma in Tv purtroppo si fa un'eccezione sempre per questione di marketing.
Tornando a Lila, fra le due amiche è il personaggio che stupisce maggiormente risultando incomprensibile nei suoi gesti aggressivamente esagerati ed autolesionisti solo perchè non si rispettano le persone quando è proprio lei ad essere la prima a non rispettarle arrivando a calpestare i sentimenti della sua amica del cuore alla quale ruba il ragazzo seducendolo senza alcun ritegno riuscendo ad imporgli perfino di abbandonare di punto in bianco la fidanzata ufficiale congedandola brutalmente con una lettera.

Chi di spada colpisce, di spada perisce perchè anche l'amante del marito di Lila un bel giorno si presenta sfacciatamente a casa sua per cacciarla e prendere il suo posto che Lila le lascia con noncelance prendendosi solo il suo bambino senza paura di ricominciare a vivere in un porcile a macellar maiali, crudele metafora di tutti quegli uomini che considerava porci, indegni di toccarla e così felice di poter sfogare i suoi istinti aggressivi impugnando il pugnale contro di loro. Zac! Un maiale, e poi un altro un altro ancora...Istinti assassini che comunque non hanno mai sopito quelli di di madre amorevole del figlio avuto dall'uomo che amava  dopo aver provocato un aborto a quello concepito con il marito manesco e stupratore facendo un netto distinguo tra figlio scelto e quello imposto con la violenza. Come se le creature avessero colpe!
Non si può che provare un sentimento di pietà per questa donna condividendo lo stesso che prova per lei l'amica Lenu, intelligente e studiosa,  l'unica a riservarle un abbraccio affettuoso fra la puzza dei maiali offrendole la sua eterna amicizia.
Chi trova un amico trova un tesoro che in questo caso vale più di tutte le cose che si sono sprezzantemente rifiutate, feto incluso. Verrebbe quasi da dire te le sei cercate e ben ti sta se non fosse stato vederla nel commiato con l'amica gettare il diario di quando era piccinina con i commenti della maestra brava bravissima eccellente, nel fuoco per ritornare al lavoro con la schiena dritta e la faccia altera per non provare una segreta ammirazione per tanta forza e integrità.


Il personaggio di Lila riporta alla memoria una tipologia simile presentata nel film Senza Tetto né Legge con Sandrine Bonnaire nel ruolo di una clochard che rifiutava tutto, non solo il sistema ma anche quelli che le offrivano una mano per reinserirla dignitosamente nel sociale.
Sdegnosa e sprezzante lei invece preferiva lasciarsi morire di freddo e di stenti in tutta libertà anarchica. Queste reazioni esagerate nascono sempre da una profonda sofferenza insensibile ad ogni offerta di aiuto e di cure ma tenace nel perpetrare l'autodistruzione che non scaturisce dalle mancanze nella vita privata ma dal dolore di tutta l'umanità in un forte abbraccio, quella degli ultimi dei perseguitati ed umiliati dai cosiddetti rifiuti della società.
Più che donne cattive sono da considerarsi delle eroine così come oggi vediamo incarnata in Greta Thunberg la cui sofferenza è rivolta all'habitat naturale come origine del benessere dell'umanità perchè se un sistema di cose o un eco-sistema non funzionano ci sono persone che si ribellano, disposte a pagare per il bene comune.


venerdì 6 marzo 2020

IL RITORNO DI MEGHAN A LONDRA



Eccola!  Meghan Merkle è sbarcata a Londra al braccio di Harry con manico d'ombrello sotto
"una pioggerellina di marzo che picchia argentina sui tegoli vecchi del tetto.
Sui bruscoli secchi  dell'orto, sul fico e sul muro ornati di gemmule d'oro.
Passata è l'uggiosa invernata,
Passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera
Di fuor dalla nuvola bigia
Che in cielo si pigia,
Domani uscirà Primavera..."











































Victoria Beckham Fitter
T-Shirt dress


e Manolo Blahnik















giovedì 5 marzo 2020

MEGHAN COI PIEDI IN DUE SCARPE


Meghan Markle, come Lila nell'Amica Geniale, è un altro esempio eclatante di donna fiera che non vuole piegarsi a nessuno specie dopo essere stata ferita nell'orgoglio.
Che cosa abbia dovuto subire nella Casa Reale solo lei lo sa e la sua sofferenza è stata condivisa in pieno dal principe Harry, ragazzo sensibile e fragile ma di grande umanità come sua madre Diana.
La quale si era ribellata anche lei all'establishment che schiacciava la sua personalità di donna più a suo agio nella realtà del mondo che in quello paludato dei Windsor con personaggi ormai che sembrano vivere in un reality seguendo un copione rinnovato di giorno in giorno così come le soap della Tv.
Il mondo ha bisogno di sognare di credere alle favole e loro le mettono in scena perfettamente: tutti belli, eleganti gentili caritatevoli generosi e tanto tanto nobili nei comportamenti e nell'animo.
E' un po' come la fiction dei Medici dove il signorotto di Firenze era bellissimo come il principe William, la moglie Clarice perfettina come Kate educata e gentile col personale e tanto caritatevole con il suo popolo come se fosse la purezza personificata.
Delitti, trame, torture persecuzioni non li sfioravano: che saranno mai di fronte a un bell'apparire patinato ed elegante?

Quella che sembrava una partita tra le due duchesse di Cambridge e di Sussex,  giocata sul filo del look e delle visualizzazioni per vincere in scena evidentemente era qualcosa di più grave e profondo perchè in realtà la sfida è perpetrata con il royal-system di cui è a capo la Regina che forse ha qualcosa da nascondere avendo permesso che impunemente a Palazzo si sussurrasse sottovoce, si ammiccasse si facessero commenti a doppi sensi in una vera congiura che bullizzava Meghan. La quale aveva risposto con atteggiamenti platealmente arroganti ignorando etichetta e cerimoniale e tutto quanto potesse mandare in paranoia la Regina e i Membri di Casa Reale.
Non si sa se nel colloquio privato concesso al nipote Harry in questi giorni tornato in Inghilterra dal Canada, la regina abbia fatto il mea culpa o abbia puntato il dito contro Meghan cercando di convincere il nipote a rientrar nei ranghi di altezza reale riprendendosi il titolo, perchè nessuno era presente al colloquio per cui vedremo gli sviluppi che ci riserverà questa favola reale.
Quel che è certo è che alla base di tutto ci sia una profonda sofferenza da parte di Meghan nell'essere stata rifiutata dietro un'accoglienza solo pomposa e di scena sulla quale non ha esitato a sputare con disprezzo  preferendo andarsene e vivere la sua vita in libertà. Purtroppo tenendo i piedi in due scarpe per sfruttare il marchio Royal Sussex e vivere come una celebrity dimostrando comunque di non essere all'altezza nel fare i conti. Infatti la regina le ha tolto titolo e marchio lasciandole quello di duchessa.

Sussex-Celebrity-Duchess! Ecco, questo potrebbe essere il nuovo marchio. Suona bene come una campana Din Don Dan. Perchè No? Tre è sempre numero perfetto. Meglio comunque sarebbe cambiare strategia di difesa, diciamolo.  A volte per eccesso di difesa si passa dalla parte del torto per cui sarebbe meglio indossar le scarpe giuste e cogliere l'attimo tornando a Corte dove sicuramente tutti le farebbero ponti d'oro avendo imparato la lezione per cui  potrebbe metterli tutti in riga facendo loro capire chi sia Meghan Markle, altro che Duchess!
                                 

martedì 3 marzo 2020

LE SFUMATURE DI KIM BASINGER



Kin Basinger è diventata famosa con Nove Settimane e Mezzo per un ruolo trasgressivo in coppia con Mickey Rourke il quale la introduceva alle performances erotiche ivi comprese quelle lesbo. Performances comunque all'acqua e sapone molto patinate con stacchetti in sottoveste di seta, ghiaccioli sciolti dal capezzolo all'ombelico, ciliegine e fragoline mixate a lingua in bocca con tanto di mascherina ad effetto porno chic perchè lo choc lo provocava la richiesta di un lecca lecca per un rapporto a tre che lei sdegnosamente rifiutava.

Il ruolo più piccante lo interpretava invece nella realtà cavalcando l'onda del gossip lesbo-chic.
Un segnale inquietante lo aveva dato al momento di girare Mai Dire Mai, della serie 007, quando Sean Connery aveva letteralmente perso la testa per lei, ma lei neanche una piega.
Poi sposò Alex Baldwin attore volonteroso ma un po' fighetto dal quale divorziò ben presto per bancarotta fraudolenta.
Infatti Kim Basinger oltre a fallire dopo aver comprato un intero Paese, si era innamorata della sua segretaria andando a convivere con lei.
Possibile si domandarono in molti che una donna così femmina come dimostrava sullo schermo potesse avere queste tendenze?


Ebbene sì perchè tra le confessioni di una lesbo si legge tra le righe: “Le femmine sono tutte lesbiche.Ma di femmine ce ne sono poche. Certo c'è la donna di casa forte con determinate responsabilità, che sa gestire perchè molto sicura di sé: quella è una Donna.
Un altro è la Femmina: è quella che stuzzica, che tira fuori le arti della seduzione nel traspirare la propria femminilità facendo immaginare e pensare di stare a letto con lei, vedendo intorno sempre un cuscino un lenzuolo. Deve avere la faccia da letto. La Femmina è una donna che sa veramente amare per cui a quel punto è una donna che può amare anche un'altra donna.”
Questo sì che si chiama pensiero positivo formulato al meglio nel  concetto che più che lesbo sia ancor meglio la bisex, ovvero la donna-donna (e non il mezzo uomo) come sinonimo di Dea dell'Amore che trova in  Kim Basinger (tra le altre) una sua incarnazione. Chi può smentirlo?
Il pensiero negativo ovviamente quello che sostiene invece che la lesbica abbia una sessualità infantile e immatura avendo bisogno di crescere di fare esperienze appaganti a darle piacere ed ebbrezza. Per esempio Sean Connery poteva essere un'occasione...

Invece Kim Basinger ha preferito un'altra donna per poi buttarsi sulle cause animaliste non facendosi mancare qualche boy toy come status symbol di una star di una certa età, fino ad approdare ad un ruolo affidatole ultimamente in una sorta di “matrice” trasgressiva che introduce il giovane amante alle pratiche sado-maso e dove lattex mascherine frustini la fanno da padroni.
Vedere 50 Sfumature di Nero per credere.