mercoledì 20 dicembre 2023

IL METODO FENOGLIO - L'ESTATE FREDDA

 Il Metodo Fenoglio L'Estate Fredda è una fiction a ritmo lento con una cadenza dolente che accompagna il passo felpato del protagonista, il maresciallo dei Carabinieri di una Caserma di Bari Pietro Fenoglio pervaso da infinita tristezza mentre conduce le sue indagini. Se tutte le fiction investigative hanno sempre qualcosa in comune risultando molto simili tra loro “il protagonista “ha sempre delle caratteristiche ben precise che si identificano perfettamente con l'attore che interpreta il ruolo e che in questo caso è Alessio Boni calatosi molto bene nei panni del personggio. Fenoglio non è un Montalbano dalla forza virile, né uno Schiavone dai modi rudi e spicci, perchè incarna un nuovo tipo di investigatore dotato di cultura gentilezza con un aplomb aristo che ci evita di vederlo ansimare nel correre saltare inseguire o tampinare il malavitoso, da ammanettare senza atteggiamenti trionfalistici per averlo catturato, perchè mantiene costantemente un'aria afflitta non imputabile a problematiche personali alle spalle irrisolte ma per il suo coinvolgimento emotivo nelle indagini che in questa serie di L'Estate Fredda riguardano la morte di un bambino, Damiano figlio del boss Nicola Grimaldi, a seguito di rapimento per richiesta di riscatto. 


La pietà che lo scuote nel profondo lo porta alla negazione di concepire un bambino con la compagna Serena Morandi (Giulia Bevilacqua) che invece lo desidera ardentemente
restando molto delusa nell'espressione di sollievo da parte di Fenoglio di fronte ad un “falso allarme” di gravidanza. La coppia entra così in crisi che la compagna attribuisce ad una mancanza di responsabilità concreta di un rapporto anche se consolidato da molti anni, creando un distacco affettivo tale da permettere al Giudice Gemma D'Angelo, assegnata al caso del piccolo Damiano di suscitare l'interesse, oltre il lavoro,  del maresciallo Fenoglio il quale si offre di appoggiare il magistrato, dopo un lungo e appassionato bacio, nella riapertura del caso del fratello morto improvvisamente, ufficialmente e frettolosamente archiviato per overdose. Le indagini procedono portando alla luce con la collaborazione di un pentito malavitoso Vito Lopez (che poi si rivelerà essere il vero padre biologico del piccolo Damiano che il suo Capo il boss Grimaldi crede invece sia figlio suo) una rete mafiosa denominata Società Nostra che opera in tutti quiei settori che portano ad arricchimento facile come droga, pizzo, sequestri, estorsioni per recuperi crediti ecc. la quale fa capo a boss mafiosi come l'arrogante e violento Grimaldi, 

o a nomi eccellenti come lo zio  dell'avvocato che corteggia insistentemente il Giudice D'Angelo la quale intuisce invece che lui abbia delle responsabilità nel caso della morte di suo fratello. 

Meno male che questo fratello del giudice Gemma D'Angelo non riappare nella fiction con qualche flash per dare dritte, consigli o consolare il caro rimasto in vita così come abbiamo visto replicare in tante fiction investigative la cui curiosità sta nel fatto che, pur essendo tratte da libri di importanti autori, si somiglino molto tra di loro con tanti punti in comune nel racconto: in Lolita Lo Bosco era il caso del caro estinto nella figura del padre che il sostituto Procuratore porta avanti nelle indagini con un fedelissimo collaboratore scoprendo che l'avvenente suo corteggiatore, così come con  la D'Angelo nel Metodo Fenoglio,  proprietario di uno Yacht era coinvolto nel caso,  e pure in in Rocco Schiavone il punto in comune con Fenoglio era la poca affidabilità dell'amico collaboratore, o tante altre analogie.

La svolta l'aveva data la serie Per Elisa, dove le indagini andavano di pari passo con gli eventi storici o drammatici che hanno segnato il nostro paese e che in Fenoglio sono stati puntualmente ripresi in sottofondo con l'incendio del Petruzzelli, le stragi di Falcone e Borsellino a dare una scossa al ritmo lento della fiction ambientata in quel primo decennio anni 90. Insomma tante belle idee che vengono comunque subito replicate e moltiplicate inducendo spesso a cambiar canale in attesa di un racconto originale anche se i protagonisti come detto sopra funzionano tutti alla grande ivi comprese quelle in gonnella, da Imma Tataranni a Lolita Lo Bosco.  Così ora ci permettiam l'osservazione che ormai non faccia più testo la rivelazione del nome dell'assassino all'ultimo momento come  “sorpresa”! finale seguendo la scuola di pensiero del giallo classico, Agatha Christie in primis! E su questo punto dell'assassino rivelato fin da principio, ancora una volta si potrebbe indicare nella miniserie Per Elisa un format investigativo che abbia aperto una strada per rinnovar le fiction, ma questa è un'altra storia basata su fatto di cronaca vera. E allora è dalle produzioni straniere che ci sarebbe molto da imparare come per esempio nella serie spagnola “Rapa” sia a livello di suspence, molto importante nelle indagini investigative, sia a livello di racconto perchè ad essere in primo piano sono la vittima con tanti flash per ricordar chi fosse, con a seguir tutto il pathos dell'assassino (scopertosi quasi subito) perchè il racconto investigativo si dipana nel dargli la caccia in una sorta di gioco del gatto col topo e intorno al quale si svolgono anche le storie dei vari protagonisti.