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giovedì 8 ottobre 2026

POST E SCALETTA DI PUBBLICAZIONE

 Chiedo cortesemente di smetterla di manipolare i miei post e di rispettare la scaletta di pubblicazione



martedì 6 ottobre 2026

NOEMI BOCCHI LA SORPRESA DI BALLANDO CON LE STAR

 

Noemi Bocchi ha fatto la sua presentazione a Ballando con le Stelle dichiarando, senza falsa modestia (e basta con le mammolette!) di voler essere riconosciuta per se stessa perchè "Io sono Io e Totti è Francesco", lanciando una frecciatina a Ilary sulla separazione da imputarsi fifty fifty.

Scesa in pista è comunque stata una sorpresa nell'eseguire una samba battendo il ritmo sulle braccia di Giovanni Pernice, il maestro di danza che come nessuno sa far risaltare l'erotismo di una partner, che in questo contesto Noemi ha sprigionato con una sensualità maliziosa facendo rotear la gonnellina nera a ruota. E gira la ruota e con essa anche un'altra frecciatina alla ex del Pupone.

 Monica Guerritore ed Ornella Muti  invece si sono esibite in un tango assassino travolgente come “una lupa”di memoria Magnani quello di Monica, la più brava nell'omaggiarne il ricordo con una serie Tv ed un film di Nannarella nazionale, molto elegante e fatale invece quello di Ornella che ha puntato sullo sguardo magnetico che l'ha resa famosa.

A spiccare fra le star maschili Alessandro Matri con gilet in pelle a ritmo scanzonato ed acrobatico ha sprigionato un notevole sex appel  difficilmente da eguagliare per tutti gli altri  che hanno invece puntato sull'ironia piuttosto che sulla tecnica del ballo.

Infatti sono stati bacchettati sia Gimmi Ghione che Riccardo Rossi dalla giuria che quest'anno è stata rinnovata con l'entrata di Barbara D'Urso eAlberto Matano e il duo Francesca Fialdini-Simona Ventura al tesoretto.

Siamo ancora agli inizi e non ci sono esibizioni di rilievo di Aurora Ramazzotti con l'arduo destino di superare la nomea di figlia-di, ed Anna Safronick che deve superare quello di reginetta delle fiction dimostrando di saper ballare. 

Quasi tutte le concorrenti hanno dichiarato di essere molto sensibili alle critiche nonostante anni di fiumi di parole scritte su di loro ma quest'anno non dovrebbero aver paura essendo assente Selvaggia Lucarelli passata a miglior canale dice lei per aver ricevuto telefonate onori fiori e cachet da Mediaset che la Rai non le aveva mai concesso.

La giuria di Ballando quest'anno viaggia dolce  a parte qualche frecciatina curiosamente lanciata da due ex come Barbara D'Urso che l'anno scorso aveva ballato con il partner Pasquale La Rocca con il quale aveva avuto, si dice, una liaison mentre ora lui volteggiava appassionatamente sulle braccia della Muti, e Francesca Fialdini, verso Noemi che sgambettava avvinta come l'edera a Pernice suo partner in una precedente edizione nella quale aveva fatto scintille come rivelazione. La gelosia serpeggia fra giurate e stelle in pista che Simona Ventura aveva fatto comunque notare solo per Barbara D'Urso facendo gioco di squadra con la Fialdini.

Tutto fa per far spettacolo e con Ballando è sicuramente assicurato fra piroette e scaramucce di cuore sale anche l'audience.

Come Guest Star è  stata invitata Federica Sciarelli che ha ricevuto all'unanimità il voto di 10 più per simpatia e ringraziamento per la conduzione a Chi L'Ha Visto che rimarrà sempre ricordata con affetto per la sua presenza dolce e umanamente coinvolgente, restando inimitabile.

Milly Carlucci è un miracolo di inossidabilità, tutti gli anni sempre uguale a sé stessa gentile ma di polso che sa destreggiarsi in mezzo al fuoco incrociato della giuria e dei concorrenti che non sempre accettano il giudizio col sorriso rispedendo le critiche al mittente, non a Guglielmo Mariotto perchè ha uno stile originale nonostante dia bassi voti, e nemmeno a Carolyn Smith perchè lei è la vera maestra che si occupa solo di correggere la tecnica di danza senza gossip o battutine, dolcissima ma precisa senza comunque sconti per nessuno. 



sabato 3 ottobre 2026

IL NABUCCO E LA TEMPESTA PERFETTA



L'idea era buona: una nave della Marina Militare che raccoglie naufraghi ma che c'entra col Nabucco? 
(Fra le tante innovazioni avevamo visto anche questa al Teatro Regio di Parma nel Verdi Festival 2019 e che val la pena di ricordare)
Poteva essere lo spunto per un musical di attualità magari con la nave ONG che raccoglie i migranti in mare, con la Carola nella parte di Fenena, Salvini in quella di Ismaele la Meloni in quella di Abigail e invece ne è venuto fuori un pasticcio ancora più grande come una sorta di torre di Babele perchè i naufraghi sono ebrei quando invece è risaputo che sono in maggioranza mussulmani.
 Il libretto dice che l'opera è ambientata nel 2046: avanti Cristo o dopo Cristo? Gli Assiri e Babilonesi del Nabucco sarebbero i Siriani del giorno d'oggi? Già ma oggi sono rifugiati.
Si parlano tante lingue senza che nessuno le capisca per trovare una direttiva e  un lembo di terra sulla quale approdare.in attesa di essere rimpatriati o sparigliati fra l'Europa. E qui un Va Pensiero sulla Patria perduta: Israele magari anche Palestina... Così la striscia di Gaza  è salita a bordo.
Partirà, la nave partirà, dove arriverà questo non si sa, sarà forse l'arca di Noè? Il cane il gatto io..e te!. Realtà e fantasia fan partir per la tangente.

Il coro dell'Opera Nabucco del Teatro Regio di Parna diretto dal Maestro Martino Faggiani  comunque era da brividi sempre molto emozionante specie là dove Va il pensiero alla Patria Perduta, sulle rive del Giordano comunque e non in mezzo al mare in balia delle onde in cerca di un approdo in un Porto aperto.
Non era male la scenografia con le guardie in divisa che si muovevano sui pattini elettrici, anche se non si capiva perchè avessero le macchine fotografiche con il flash come i paparazzi degli anni 50.
La nave faceva da location al Tempio di Re Salomone quando inizia il Nabucco dove il Sommo Sacerdote Zaccaria procedeva all'identificazione dei naufraghi con indosso i giubbotti di salvataggio.
Queste rivisitazioni o rifacimenti innovativi sono allestiti probabilmente per incuriosire ed attirare  i giovani che non avendo in memoria le opere tradizionali, possono provare interesse per il bel canto in una cornice futurista fantascientifica. Potevano stupire con effetti speciali? Non ci sono riusciti.
Se l'Opera continua di questo passo del Nabucco in scena al Festival Verdi 2019 con qualche messaggio di un futuro migliore miscelato alla storia antica in musica operistica per riprodurla evoluta tecnologicamente ai giorni nostri con l'exodus avanti e dopo Cristo  degli ebrei che si contempla in selfie così come fanno i rifugiati mussulmani in attesa di sbarcare,  il naufragio è servito.E buonanotte ai suonatori anche se molto bravi:  Filarmonica Arturo Toscanini perchè non ci sono ONG nè UE che tengano






lunedì 28 settembre 2026

CON CHEF PER RIDERE DI GUSTO CON ELEGANZA

 CHEF E' un film francese visto ieri sera su Rai Movie e ora su Rai Play, molto divertente ambientato fra i fornelli di alta cucina dove solo i francesi sanno piroettare tra una portata e l'altra essendo i primi in tutto il mondo nell'elaborare ricette fra le più variegate che vanno dai secondi ai dessert perchè il primato della pasta spetta a noi italiani.

In questo film gli chef sono rappresentati da due personaggi, un maestro ed il suo allievo che si è formato studiando in proprio le ricette del capo per poi diventarne il braccio destro venendo nominato suo erede in quanto custode della tradizione ma con un tocco personale di creatività.

Il tema si dipana fra la cucina tradizionale la nouvelle cuisine e la cucina molecolare l'ultima avanguardia dell'innovazione che ha rivoluzionato il sistema di fare CHEF.

Dopo vari quadretti esilaranti all'insegna di sgambetti fra concorrenti e capacità di superarli grazie allo spirito di inziativa del giovane allievo, ottenuta la vittoria c'è un passo indietro con un ritorno alla cucina tradizionale. Infatti il film finisce mentre i due chef insegnano come preparare una costata di manzo alla griglia alla quale lo chef più anziano vorrebbe aggiungere un rametto di rosmarino per arricchirlo con il mitico profumo immancabile sulla carne, mentre lo chef giovane, più innovativo  si oppone fermamente facendo nascere una lite.

Dal che si desume che per innovare bisogna sempre togliere e mai aggiungere come in questo caso dove è stato tolto il rosmarino lasciando la costata di manzo condita con l'aglio, perchè se il rosmarino copre il sapore con il suo profumo, l'aglio con il suo odore esalta il gusto della carne.



venerdì 25 settembre 2026

TALE E QUALE LO SHOW E' DI MALGIOGLIO

 
Finalmente la Rai esce dal letargo delle lunghe vacanze sbarcando in massa con fiction, italiane, e programmi di intrattenimento della prima serata seguita dalla fascia media, quella che produce di giorno per potersi distrarre sul divano la sera.

Puntualmente Carlo Conti ha aperto con Tale e Quale il Format che conduce da 16 anni dove ultimamente c'è stato un cambio nella giuria mentre è rimasto al posto fisso Cristiano Malgioglio con i suoi improbabili look che lanciano un messaggio chiaro e forte: “Je suis egocentrique come punto di gravità permanente”.

Infatti lo show è tutto suo lasciando piccoli spazi alle battute dei colleghi anche se a onor del vero i suoi giudizi sono i più obiettivi e centrati non lasciandosi intimidire da nomi altisonanti dei concorrenti  non consentendeglielo il suo ego debordante senza complessi che lo porta a sviare l'attenzione riservate alle performance dei protagonisti sul suo personale percorso artistico soffermandosi con racconti e aneddoti degli incontri con le star imitate nello show.


Insomma uno show nello show che comunque ci sta anche se solo per ravvivare una giuria fin troppo vivave di per sé col simpatico Alessandro Siani e la vispa Elettra Lamborghini la quale si distingue con osservazioni molto fisiche incentrate sui punti che l'hanno supportata nell'affermarsi oltre lo stato di figlia di, così come l'abbiamo vista esprimersi sulla concorrente Maddalena Corvaglia chiedendo se quelle grosse bocce in dotazione fossero vere o anche loro un'imitazione mandando gridolini sul suo tanga da fisico bestiale, allargandosi poi u Cirillo in duo con Insinna per toccargli lo stacco di gamba.

Quale guest star della serata è stato invitato Fabio Fazio sempre misurato nei giudizi con tutti ma cordialmente ironico rispondendo alla richiesta di imitare Bruno Vespa che voleva rappresentare cadendo dalle scale. 

Tanti sono i concorrenti fra i quali spiccano Jasmine Carrisi figlia di AlBano, la più giovane del gruppo ancora acerba e tremolante da suscitare tenerezza ma si farà sicuramente. Paola Perego ha suscitando entusiasmo nei panni di Ornella Vanoni  mentre la vincitrice Selma.con una performance da perfetta show girl cantando e ballando a ritmo serrato la canzone Where is  My Husband a perfetta imitazione di Raye supportata dalla sua voce naturale molto talentuosa, ha raccolto una stanting Ovation da giuria e pubblico vincendo la serata.

La rivelazione invece è stata Roberta Morise in una performance molto d'effetto sia nel look anni 80 total black ed occhiali buio pesto eseguendo la canzone di Kim Carnes Bette Davis Eyes cantata con la stessa estensione di tono  rauco e graffiante.

Il duo Cirilli & Insinna.non poteva mancare perchè dallo sgangherato show delle precedenti edizioni sono riemersi migliorati eseguendo un' esilarante ma professionale parodia della coppia Lady Gaga e TonyPytone 

Per il resto del cast, ivi inclusa una shapo Anna Pettinelli nell'imitazione di Caroline Boer della quale non ha colto la verve erotica come acutamente osservato da Malgioglio c'è tutto il tempo per emergere con performance centrate ed accattivanti. Molto dipende dalla scelta dell'originale da imitare certo,  ma anche dal talento personale.

La trasmissione nella sua leggerezza è sempre molto piacevole ritrovare,  pur sentendo la mancanza di Loretta Goggi che sarebbe simpatico rivedere come guest star in una rimpatriata.


giovedì 24 settembre 2026

GRANDE FRATELLO 2026 TANTE EMOZIONI

   Il Grande Fratello Vip 2026 è iniziato rinnovando la conduzione ad Ilary Blasi, sempre bravissima e sorridente, fresca sposina di seconde nozze, con le due opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli e la partecipazione di tanti ospiti.

Marina La Rosa dopo la prima edizione storica del G:F: con a seguire l'esilarante imitazione di Sabrina Impacciatore che la rappresentava tutta miagolante accompagnando il tormentone “è proprio una bella persona”,persa ormai l'aura della gatta morta è arrivata a questo GF proponendosi, anche se niente di che,  proprio come una bella persona. Non si sa se abbia studiato o valga il detto Quando si dice il Karma!





Un'altra Vip recidiva è Valeria Marini entrata nella casa per divertirsi minacciando tutti “perchè altrimenti me ne vado: E non vi permettete perchè io ho fatto anni di spettacoli ho ballato cantato recitato prodotto ...io sono io....E voi no”

Io Io Io...e gli Altri è anche il titolo di un film interpretato da Walter Chiari padre di Simone Annichiarico altro ospite della Casa, il quale si differenzia dal padre un comico intelligente loquace e solare  sempre con la battuta pronta, puntando al fascino del bel tenebroso  pur mantenendo comunque del padre la vena di follia ironica ma ab personam senza darsi al pubblico  esprimendola nel privato con gli amici.
Questa e' per lui l'occasione per rivelarsi. Cogli l'attimo!

La squadra dei maschi è apparsa più compatta anche se non ci ha fatto mancare il litigio fra due nominati che mentre si insultavano a vicenda veniva ripresa la Marini insofferente del quadretto pensando alle mosse dello stacchetto che doveva fare come clou della serata così come tutti aspettavano con curiosità.

Infatti al ritmo di Vola Vola della Cuccarini finalmente le donne della casa hanno iniziato il balletto con Carmen Di Pietro che si posizionava al centro della pista seduta a terra con una gamba all'aria.

E vola vola...cinguettavano le altre intorno evocando una sorta di "uccellin della comare era lì che volea volare..." Si', dall'alto dei cieli.

Un passo di danza curioso imitato subito da Ilary che lo riproneva in studio come una sorta di messaggio anch'io anch'io, anzi di piu'. Infatti a volte la copia in tale e quale e' meglio dell'originale.

Le performance artistiche incluse quelle che van ballando, non hanno confini per cui danno spazio a libere interpretazioni e sull' onda di queste bellissime le emozioni sono salite alle stelle. 

Ad ogni modo, un Pater Ave e Gloria è la penitenza che5 poi ci è toccata recitare ascoltando dal  confessionale le sofferenze di forzata, ma tanto agognata, convivenza degli ospiti, con le donne le più scatenate nel lamentarsi perchè: “...quella mi ha guardato male” e l'altra di rimando: “Chi io? Naaa!!!” e giù a piangere perchè le opinioniste in studio avevan rincarato la dose tacciandola per aggressiva.

Dal dramma alla tragedia il passo è stato breve perchè la Marini vedendo l'attenzione riservata alle due litiganti aveva voluto spostare la scena su di sé versando a sua volta lacrime, sì ma erotiche perchè intrise di un sottile piacere per questo colpo di teatro nel rubar la scena, un talento dove non la batte nessuna.

Arrivata la volta degli uomini si sono esibiti su una canzone di Adriano Celentano, quella che finisce esclamando Oh Right ballando in sincrono con Simone al centro che ci dava di ramazza con una scopa a ritmo battente mentre Jonathan era conciato tale e quale al molleggiato. Bravissimi.

Due parole vanno spese per il ritorno di un'altra VIP  Guendalina Tavassi vecchia inquilina della Casa avendo partecipato a diverse edizione non si sa perchè cosa che nemmeno lei riesciva a spiegarsi ma la gioia e la gratitudine che esprimeva col suo bel sorriso non aveva bisogno di dare motivazioni perchè lei era già motivata dal fatto di avere avuto un'opportunità per poter allevare la sua bambina ora diventata una signorina.

Così lei e la sua signorina hanno commosso il pubblico senza bisogno di veder scendere la lacrima sul viso avendo ucapito tutti lo stesso tante cose primo fra tutte che sia una mamma single coraggiosa e indipendente. 

Null'altro da segnalare di rilievo fino a quando il GF è giunto al termine senza che gli ospiti avessero comunque cominciato a giocarsi le carte per vincere la competizione.

E allora alla prossima per chi volesse continuare la visione di questo Reality dove ormai è risaputo tutto si svolge secondo copione. L'importante è entrare nella parte perchè ad essere se stessi si rischia di restare solo belle persone. Tutte meno Valeria Marini  ovvio perchè lei è sempre solo io io io ….e gli altri no. 

Se vuoi il mondo devi prendertelo. A lei basta la scena.... e le scenate.

Se non ci fosse la Marini bisognerebbe inventarla perchè lei è unica, l'unica certezza. Lo si pensava anche di Ilary per Totti ma tant'è! 


martedì 22 settembre 2026

WILLIAM E KATE UN MESSAGGIO A CHARLES SPENCER

 

Oggi e' uscito l'atteso libro IL CANTO DEL CIGNO Diana mia Sorella di Charles Spencer, un libro al veleno sulla fami glia Reale che dovrebbe farla tremare.

In concomitanza per la prima del film Digger sono apparsi William e Kate insieme al protagonista Tom Cruise sul red carpet: la coppia era sorridente con la principessa del Galles in abito viola fluttuante e dei gioielli che si potevano interpretare come un chiaro messaggio sia al fratello di Diana che al Principe Harry.

Infatti Kate aveva al collo una collana gia' vista sulla Regina Camilla alla prima di Skyfall mentre gli orecchini erano quelli di Diana.

William e kate sostengono chiaramente Re Carlo e la Regina senza comunque aver mai dimenticato Diana che ovviamente William porta sempre nel cuore.

Re Carlo e' stato tempestivo nel rispondere che il dolore di un fratello possa offuscare la memoria ed il ricordo di una sorella.

Parole che dimostrano quanto Re Carlo sia sereno avendo sposato la donna giusta per scelta e per amore.

Con Diana e' stato un matrimonio combinato che non ha mai ingranato rendendo entrambi molto infelici. 

Camilla non ha rubato niente a Doana perche' Carlo era gia' suo.

Kate ha fatto sicuramente da tramite  per far accettare a William la matrigna Camilla facendogli comprendere quanto i suoi genitori siano stati  vittime di un sistema troppo difficile da reggere sia per la grande differenza di eta' che per l'incompatibilita' di carattere di Diana e Carlo che ha spento ogni tentativo di trovare un punto di incontro oltre l'accordo di separazione.

Tutti i sudditi hanno riconosciuto la positiva influenza di Camilla su Re Carlo diventato con gli anni sempre piu' sicuro di se' facendosi amare e stimare per la sua cultura ed impegno ambientale rivelandosi un buon monarca insieme alla Regina Consorte Camilla che il popolo britannico ha imparato ad apprezzare nel formare una coppia solida e di stile come lo sono stati la Regina Elisabetta ed il Principe di Edimburgo.

Troppe solidita' e certezze consolidate in tutti questi 25 anni dalla morte di  Diana non possono essere attaccate da un libro che appare a tutti tardivo per rendere giustizia ma sempre in tempo per perpetrar una vendetta in odor di soldi da incassare.

Su Re Carlo c'e' troppo accanimento e nessuna pieta' per la sua eta' e malattia appena superata per cui  con questa uscita William e Kate hanno voluto dimostrare quanto la famiglia Reale faccia quadrato intorno al Re e alla Regina sostenendoli con lealta'  ed affetto.

mercoledì 9 settembre 2026

IL TARTUFO DI MOLIERE, UN FARABUTTO SCALTRO ASSETATO DI POTERE

 


IL TARTUFO non è solo un tubero, molto usato dai Ristoranti stellati, ma anche un'opera di Molière  che si presta anche ad un parlallelismo con la politica attuale.

Il suo percorso è chiaro fin dall’inizio quando appare in scena la suocera arcigna e di nero vestita che bacchetta i componenti la famiglia, dalle due nipoti alla signora nuora (seconda moglie del figlio) estendendosi al fratello di lei per finire col difendere un amico esterno, morigerato e pio, senza accorgersi della sua doppiezza.
A contorno, una servetta impicciona e saggia, capace di fronteggiare sia il padrone che le situazioni, un fidanzatino innamorato e un capo famiglia succube della Vecchia Grande Madre e dunque fortemente dipendente da Tartufo (l’amico di famiglia) considerato come punto di riferimento, tanto da indurre a nominare lui, il bugiardo, quale unico erede di tutto il suo patrimonio, escludendo il figlio e concedendogli la figlia in sposa.


Insomma una famiglia con una storia antica ma ancora attualissima.
Infatti dipanandosi fra pettegolezzi, intrecci amorosi e battibecchi fra i componenti familiari, sembra di assistere alla soap Beautiful  che non risparmia colpi di scena clamorosi.

Tartufo è il damerino, farabutto di turno assetato di potere che potremmo paragonare in Beautiful a personaggi (oggi comunque usciti di scena) come Deacon, arrivisti e scaltri, capaci di insidiare contemporaneamente sia la madre che la figlia.
Grazie al loro fascino ambiguo riescono ad inserirsi in una ricca famiglia per impossessarsi del patrimonio controllandola nel seminare le solite storie di corna. Ma con Tartufo, l’agnello vestito da lupo viene comicamente smascherato, come in una sorta di pochade, prima ancora che si arrivi alla consumazione carnale.
E allora, salvata la virtù della madama, la commedia del Tartufo dovrebbe finire bene.

Ma ecco il colpo di scena clamoroso. Giù la maschera, Tartufo tira fuori la faccia dello scaltro politico-voltagabbana, senza scrupoli ma simpatico, furbo nel servirsi della legalità per favorire l’ingiustizia in difesa dei suoi interessi pubblici e privati.
Uno spettacolo attualissimo che non ci viene risparmiato dalla nostra classe dirigente, dove gli affari della politica sono arrivati ad intrecciarsi con quelli familiari, coinvolgendo ex mogli figli amanti e parenti, v. per citare qualcuno l'ex  Presidente del Consiglio protagonista del “ghe pensi mi" il quale se il colpo di Teatro col Tartufo gli mancava. con la sua ridicola  realtà di cene eleganti e matrimoni finti  aveva superato l'immortalità dell'opera perche' le sue gesta passeranno alla storia  La nostra storia. di questo Bel Paese. Bel colpo.


                 

giovedì 3 settembre 2026

VANESSA INCONTRADA IN ERICA UN DETECTIVE PER CASO

Le serie Tv che più avvincono non sono quelle d'amore ma i polizieschi. Per questo ne vengono prodotti in quantità e se poi sono in gonnella il successo è assicurato.

A Cantale 5 è tornata Vanessa Incontrada con Erica una detective per Caso. Infatti calza i panni di una giornalista Erica Magliani (un po' come Claudio Gioè nel giornalista Saverio La Manna in Makari) che affianca nelle indagini il commissario Leonardo Carrese (Francesco Scianna).

Vanessa Incontrada è in ottima forma fisica con l'aria più matura e per questo molto più incisiva del precedente poliziesco nel personaggio di Fosca Innocenzi perchè diciamolo il suo compagno Francesco Arca le rubava un po' la scena essendo più gagliardo maschio piacione di quanto lo fosse la dolce Foschina molto presa dal suo ruolo "virile" di Capo squadra in Questura.

Dopo le prime schermaglie che fanno parte del gioco perchè una scrittrice non puo' improvvisarsi detective ufficialmente riconosciuta, la coppia di questa serie comincia a lavorare in sincrono ma dopo un incendio di una villa nella quale Erica è rimasta prigioniera per poi essere salvata dal Commissario, tra i due si accende la fiamma della passione anche se Erica cerca di spegnerla sentendosi un filo bloccata dalla delusione di una precedente relazione nella quale il compagno l'aveva lasciata non potendo avere figli insultandola nel dirle che fosse una scatola vuota.

L'episodio di cronaca nera da risolvere rimane in sottofondo perdendosi dopo la risoluzione del caso nella scia di fatti e misfatti dei polizieschi da dimenticare 

Si' perchè non sono tanto importanti gli episodi, che si susseguono a ritmo serrato  per tante stagioni per cui accumulandosi anche con quelle degli altri e dei vari canali non se ne vien più fuori,  quanto gli interpreti dei personaggi facenti parte della squadra omicidi con annessi e connessi di parenti cugini e affini in squadra parallela a quella della Questura.

Questa è una formula collaudata dalla quale non ci si discosta perchè le idee nuove sono sempre un rischio per cui in ogni serie c'è sempre di qualcosa di già visto e piaciuto.

L'importante è guardare a cuor leggero aiutati anche da una mancanza di suspence perchè molti testimoni parlano spontaneamente dando le dritte mentre l'assassino stesso è sempre collaborativo nel farsi smascherare facendo uscire l'indagato innocente che aspetta in prigione. Insomma è così...

Comunque la serie di questo filone d'oro è comunque cominciata  bene e seguita con curiosità pur iniziando in orario quasi di seconda serata per lasciare spazio a La Ruota della Fortuna. Fortuna per Samira e lo zio Gerry che gongolano soddisfatti di questa scena perenne loro concessa ma non per i telespettatori che ormai cominciano a sbadigliare in attesa che inizi la serata! 

Per fortuna che la ruota gira per cui la scelta dei programmi Tv è vasta e variegata. 



 


 


giovedì 27 agosto 2026

SANTIAGO IL CAMMINO PER RICOMINCIARE. GRANDE FILM

 

Questo è l'anno di Alexandra Lamy con quattro film in uscita nel 2026 uno dei quali, sbarcato già nelle sale e che abbiamo visionato,  molto interessante. Alexandra Lamy,  è l'emblema della donna matura all'apice del suo potenziale in un mix di esperienza ed energia che la mette al centro di tanti contesti difficili e problematici come punto di riferimento per la loro risoluzione così come nel film Santiago Il Cammino per Ricominciare, nel quale duetta con un giovane adolescente minorenne sulla via del carcere per il numero infinito di reati commessi, con molta passione e sintonia in una performance ben riuscita fra alti e bassi e riconciliazioni drammatiche.

Non è un film comico su un filone collaudato perchè la via per ricominciare sul sentiero di Santiago è preso molto sul serio senza irriverenza ma con molta devozione e proprio in questo senso si rivela geniale nel raccontare un rapporto madre e figlio tra sacro e profano... con adozione.


Il film è bellissimo  anche per la location visitata  tutta a piedi nel sentiero verso Santiago in un cammino avventuroso fra un paesaggio che incanta con la colonna sonora delle acque che sgorgano dai fiumiciattoli e cascatelle  con l'aria fresca delle montagne fra vallate e pascoli di pecore e mucche con lembi di spiagge tornati a valle dove tuffarsi per fare un bagno. Refrigerante.

Un itinerario davvero affascinante che invoglia a praticare il Trekking come nel film per assaporare il contatto con la natura ammirando le bellezze dall'alto con la soddisfazione di aver scalato una montagna dopo aver attraversato sentieri impervi visitato casolari isolati per trovar rifugio trasformandosi pure in pellegrini nel bussare alle porte di conventi ricevendo in regalo una statua della Madonna con Bambino!

Insomma uno sport che si sta rivalutando perchè spiritualmente molto elevato e del quale si sente tanto il bisogno.

La coppia è fra le più improbabili e per questo scoppiettante e piena di sorprese.  Lei Fred un'insegnante  in attesa di divorzio dal marito di colore con una figlia sempre in giro per il mondo, e' stata sospesa dalla scuola per aver dato uno schiaffo ad un'alunna che l'aveva esasperata,

Un tempo, quando la scuola funzionava, questo gesto inconsulto  ma appioppato a dovere, sarebbe passato come una lezione di educazione, ma ora con le mani legate ai professori il gesto viene considerato una grave perdita di controllo perchè il quando ci vuole ci vuole non esiste piu'. 

Così dopo molte perplessità le viene affidato, da un'associazione che recupera ragazzi difficili,  Adam un piccolo criminale diventato tale secondo lui per colpa della mamma che lo ha abbandonato della quale sente la mancanza invocandola continuamente sperando sempre in una sua telefonata, che lo ha fatto sentire  perso senza alcuno scopo e quindi niente da perdere niente da guandagnare. Insomma un pericolo costante.

La missione sembra impossibile ma col cammino verso Santiago per riflettere e ritrovare il lato buono e giusto di sé, sembra l'unica soluzione da coniderare avendo l'associazione raccolto in precedenza buoni frutti nel recupero di ragazzi difficili. Infatti Adam si dimostra veramente impossibile ma la fermezza della prof. Fred accompagnata da una robusta fisicità e spirito di iniziativa  con le quali sa mettere in sicurezza le loro vite, ammorbidisce il ragazzo fino a quando non sarà conquistato definitivamente nel momento in cui lui la salverà da un'aggressione formando un rapporto di mutuo soccorso nel quale lui si sentirà in famiglia arrivando a chiamarla “mamma”.

E' un film che commuove senza sdolcinature  grazie alla interpretazione asciutta e autorevole che risulta molto credibile di Alexanda Lamy attrice affermata in Francia  che stiamo conoscendo anche in Italia perchè presto uscirà un altro film “Mi faccia il Piacere” una tematica sull'orgasmo femminile, questo sconosciuto.... da molte donne, mentre Julien Le Berre, il ragazzo di strada poco di buono ma mammone che esplode con un talento da rapper e da chef (ereditato da mamma) attore francese emergente è una rivelazione per la notevole grinta e fascino virile nel porgersi forte con i forti e dolce con i deboli.

Piace il film perchè gli adolescenti anche se sono disabili, come la ragazzina Nadège (Melanie Doutey) incontrata fra i Pellegrini nel viaggio in solitaria, sono indipendenti con personalità definite facendo sperare in una gioventu'  sempre più forte di spirito e sulla via della libertà 






mercoledì 5 agosto 2026

CILLIAN MURPHY PICCOLO GRANDE ATTORE

 

Cillian Murphy,  e' un attore preferito da autori importanti  tra i quali l'irlandese Ken Loach che lo ha lanciato nel film Il Vento che Accarezza l'Erba, vincitore Palma d'oro a Cannes con un personaggio molto sensibile ai problemi sociali e coraggioso nell'affrontarli, legati alla battaglia per la Libertà in Irlanda, fino a morire.

Un eroe molto umano e positivo che ha riconfermato con il film Piccole Cose Come Queste dove appare in età matura ma sempre alle prese con problematiche nel quale prender le difese degli ultimi, dei fragili degli abbandonati,

In questo film sprigiona il fascino dell'uomo maturo forte e sicuro di se' grande lavoratore e protettivo verso la sua numerosa famiglia con tante femmine di età adolescenziale alle quali vorrebbe aggiungere un'altra ragazzina abbandonata in un collegio e maltrattata dalle suore per sequestrarle la creatura che porta in grembo.

Fedele ai suoi principi di nobili intenti non esita a mettersi contro il Paese tenuto sotto scacco dal potere di queste Suore perchè oltre ad offrire l'opportunità di istruzione a tutti i giovani del loco somo protette dal Clero Cattolico che domina la società Irlandese.

Alla fine, frazie alla sua tenacia e determinazione riesce a portare la ragazzina nella sua famiglia che l'accoglie unita per darle amore e assistenza.

Piccole Cose Come Queste è un grandissimo film perchè racconta la svolta sulla strada della libertà di tante adolescenti-madri vittime dei sorprusi del Clero quando si arrogava il diritto di possesso delle loro creature disponendone a piacimento senza il loro consenso.

Cillian Murphy e' bravissimo e molto credibile nel ruolo rustico e umile ma con una grande dignita'e consapevolezza delle cose, piccole ma importanti quelle che rendono degno di essere chiamato uomo.

Bel film e grande Cillian Murphy che personalmente pur avendolo visto in tanti film l'ho guardato veramente solo con questo.


mercoledì 29 luglio 2026

IL CALCIO NEGLI ANNI 50 CON LA DOMENICA DELLA BUONA GENTE.

 


"Perchè perchè la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita di pallone, perchè perchè una volta non ci porti pure me...”  Quante donne la domenica restavano sole in casa mentre i maschi, mariti fratelli padri e figli andavano a vedere la partita la domenica pomeriggio.

Consumato il pranzo alla garibaldina la fiumana di gente si recava allo stadio che se ne impossessava l'anima assorbendo da ciascuno, nell'attesa della partenza, la propria identità la propria indomita allegria la propria rissosità le proprie amarezze che si confondevano nel clamore della collettività, lasciandosi alle spalle ciascuno la propria storia mentre qualcuno se la portava appresso.

Parole che nel contesto del film La Domenica della Buina Gente di Anton Giulio Majano introducono l'entrata dei romanisti alla stadio nella partita contro il Napoli dove oltre al gioco del pallone in campo si intrecciano le storie di vita fra gli spalti dei protagonisti, trai quali Ines una Sophia Loren in stile signora con lo status di vedova che tampina l'amante, un avvocato viveur, dal quale aspetta un figlio per ucciderlo essendo stata sedotta e abbandonata. 

In fila per acquistare il biglietto incontra il giovanotto di quartiere Giulio (Renato Salvatori) povero ma bello disoccupato che invece di andare al colloquio di lavoro procuratogli dalla fidanzatina Sandra, Maria Fiore, della porta accanto si presta a far da guida a questa bella signora per trovarle un posto e raccontarle con l'aria da piacione la partita facendole dimenticare gli intenti bellicosi.

Ovvia la scenata di gelosia della morosina con tante lacrime e riappacificazione avendo superato l'impunito nulla-facente la prova “temptation”  perchè la vediva Ines se ne torna a Salerno intenzionata a tenere il figlio anche senza il padre mascalzone. Nel frattempo un altro episodio si consuma in una casa dove  parenti e amici riuniti festeggiano il capo famiglia che ha vinto un 12 all'Enalotto con la mitica schedina che compilavano puntualmente anche tutte le rezdore.

La partita Roma Napoli si conclude con un 5 a 2 facendo perdere il posto di allenatore del Napoli ad una vecchia gloria della Roma, dove giocava come portiere, la quale raggiunti i limiti di età l'aveva scaricato lasciandolo senza lavoro pur avendo famiglia da mantenere con la moglie che gli aveva voltato le spalle non riuscendo ad adattarsi ad una nuova vita in ristrettezze senza macchina, cameriera e soldi.

Di fronte al dolore della bambina nel vedere i genitori che si lasciano, la moglie torna sui suoi passi per accogliere il marito sconfitto  preferendo salvare la famiglia.

Insomma un film all'insegna dei buoni sentimenti con le passioni che si accendono e si sfogano insieme alla partita di pallone. L'Italia degli anni 50 non aveva nient'altro che il calcio come rito collettivo del “panem et circense” per dimenticare un presente di povertà su un passato di sofferenze, mentre  nelle famiglie ma soprattutto nei Bar la radio trametteva la diretta delle partite con il commento del mitico Niccolo' Carosio a ricordare quanto fossero belli e genuini quiei tempi con l'attenzione galvanizzata sul gioco e sui gol  che sfociava in un boato nello stadio strapieno quando ancora il mercato dei calciatori ed il valzer degli allenatori non erano diventati gli argomenti intorno al quale ormai gira questo sport national popolare che a quel tempo aveva il potere, la domenica pomeriggio, di far deserto nelle strade di ogni città per la viva ed appassionata  partecipazione di tanti tifosi, Praticamente tutti.





venerdì 24 luglio 2026

MINI SHORT E BURKINI, TENDENZE E POLEMICHE CHE SI RINNOVANO OGNI ANNO

 Mini short e Burkini sono gli argomenti estivi sui quali parlare come "nuove tendenze" o polemizzare come note di costume islamiche, insorte in questi giorni a Bolzano perchè ogni anno si rinnovano, così come si evince dal mio post TIPE DA SPIAGGIA pubblicato nel Giugno del 2016 che trascrivo integralmente:

                      























"Questa è stata l'estate delle polemiche del velo non velo, vedo non vedo. La faccia.

Burka e burkini l'han fatta da padrone accendendo gli animi di tolleranti e detrattori.
Del Burka meglio non fare commenti perchè in pieno accordo con il veto imposto da tanti Paesi Occidentali. Giustamente perchè se vale come difesa dagli assalti dei Talebani in Afghanistan non è concepibile che venga indossato nei nostri Paesi per seguire una cultura o una religione troppo punitiva per una donna.
Libera di scegliere di piacere al marito ma la riconoscibilità dell'identita ormai è un fatto di sicurezza.
Non è più come alcuni anni fa quando era capitato di puntare morbosamente il dito verso l'unica donna di un Paese di provincia che circolava con il burqa insieme al suo bambino alla quale, dopo essere stata additata pubblicamente da un giornalista su un palco in una piazza, le era stato proibito dal marito di uscire di casa facendole doppiamente male.
Così è anche a tutt'oggi per quelle poverette incapucciate ma la sicurezza ha la priorità in assoluto perchè i tempi a rischio di attentati lo esigono.


Questo non vale comunque per quelle ragazze che questa estate sono scese in spiaggia per fare il bagno con il burkini perchè non facevano del male a nessuno se non a loro stesse perchè fare il bagno inzuppate è una sofferenza per cui si presume che lo facessero per orgoglio nell'esternare un simbolo di appartenenza alla cultura islamica per una precisa scelta politico-religiosa. Libere di affermarsi come pare a loro perchè siamo in democrazia dove ciascuno ha diritto di vestirsi come gli pare.
E così anche per queste musulmane che si potevan considerare più amabilmente come  “tipe da spiaggia” perchè il costume faceva nota di folklore di questa nostra società ormai diventata invece intollerante per tutto quello che vien dai mussulmani che va dal Kebab alle Moschee passando dal nijab.



Le “tipe da spiaggia” si sono comunque viste anche nelle nostre città in versione occidentali libere e scostumate senza burkini ma con delle mises peggiori da Rimini Beach.
Una ragazza (visto con i miei occhi) è scesa dalla macchina in mutandine e canotta per entrare in un negozio scusandosi dicendo che era uscita di casa per un minuto.
Minutina era anche la mutandina con ai piedi le infradito: una mises veramente scandalosa alla faccia del buon gusto. Altro che burkini.
Poi ci si scandalizza per il fatto di Tolone nel quale i mussulmani si sono scagliati contro ragazze in mini-short.


La libertà è un bene da difendere ma nelle convivenze specie se forzate vale finchè non si limita quella di un altro e in questo caso specifico offendendo il comune senso del pudore o turbando l'equilibrio di un nucleo che si crogiola beatamente al sole in bikini.
Offesa per offesa non si va certo avanti nel processo di pace e di integrazione.
Quelli comunque che si sono indignati per il burkini tanto da chiamare le forze dell'ordine per ordinare alle mussulmane di spogliarsi perchè la mise da spiaggia è rigorosamente il costume dovrebbero indignarsi anche con quelle ragazze in mini-mini ma proprio mini short che circolavano e circolano tutttora in città ciabattando come delle sciattone.


E vada pure per il mini short a taglio jeans con l'orlo stretto all'inguine ma quelle con le culolotte a cosina cosina vedo-non vedo ma la vedo open air stante l'orlo largo e svolazzante, quelle proprio no. Da tipe da spiaggia a strappone del marciapiede il passo è quello di un orlo in una crisi di civiltà. Globale questo va detto a rischio inevitabile di pericoloso scontro.


Un po'di buon senso da parte di tutte queste tipe da spiaggia non sarebbe  male: le ragazze col burkini dovrebbero avere l'accortezza di andare a  fare il bagno nelle loro piscine private o spiagge riservate come fanno i nudisti mentre quelle smutandate che si facciano i selfie per conto loro... E pace e bene per tutti."

giovedì 2 luglio 2026

SILVANA MANGANO ED ELSA MARTINELLI, QUANDO IL RISO ERA L'UNIICA MINESTRA

La generazione del dopoguerra è cresciuta con la minestra di riso, riso al latte o al burro perchè era il cibo più diffuso soprattutto al Nord dove era coltivato in grandi aziende che ingaggiavano squadre di “mondine” le quali,  immerse nell'acqua fino al ginocchio, seminavano una dopo l'altra la piantina di riso che cresceva in grande quantità nella cosidetta risaia.

Era un lavoro duro che potevano fare solo ragazze giovani e sane ma di bassa estrazione disposte a spaccarsi la schiena per portare a casa una sacca di riso o una misera paga necessaria comunque per aiutare la famiglia o allevare un figlio come ragazze-madri che a quel tempo erano numerosissime perchè vittime di un maschilismo imperante che esibiva con orgoglio una virilità prepotente e manesca che abusava di giovani ragazze per poi liberarsene tacciandole come poco di buono per aver ceduto nel dare “la prova d'amore”.

L'Italia comunque si stava rialzando creando posti di lavoro anche per le donne prime fra tutte le famose “mondine” delle quali si era occupato anche il cinema lanciando, prima con Riso Amaro film in bianco e nero, una procace Silvana Mangano bellezza sfrontata in minishort e maglietta attilata a mettere in evidenza un seno da maggiorata con a seguire  La Risaia, film a colori,  dove la mondina Elsa Martinelli si contrapponeva con una figura da modella elegante e l'aria ingenua di brava ragazza desiderosa solo di aiutare la mamma, ben diversa da quella assetata di vita della Mangano.

Le storie per entrambe si assomigliano nell'ambientazione del lavoro e canti nelle risaie con dormitori nei quali la macchina da presa si soffermava compiaciuta nel riprendere le ragazze in sottoveste in pose intime scosciate adagiate languidamente nel letto intente a fumar una sigaretta alle prese con i racconti dei “morosi”  semprte divisi in due tipologie: la canaglia, che in Riso Amaro era interpretata da Vittorio Gassmann al quale aveva dato vita masticando gomma e imprimendo schiaffi alla “sua donna” tanto per ricordarle chi comandava, e il bravo ragazzo che sempre in Riso Amaro era interpretato da un giovane Raf Vallone con la faccia giusta del maschio forte e protettivo, mentre nel secondo film La Risaia  questo ruolo era stato affidato al belloccio di quel tempo Rick Battaglia (che aveva fatto perdere la testa a Sophia Loren) mentre la canaglia era una sorta di sosia di Mike Bongiorno un tipo borioso con macchina spieder nipote del padrone che “corteggiava” le ragazze molestando la Martinelli perchè gli aveva dato un due di picche.

Il melodramma fa sempre da sfondo a queste storie  perchè il sentimento e le passioni sono talmente intense (non avendo altro diversivo questo va detto) da fare di ogni cosa una tragedia che comunque si consumava sempre dopo o durante la serata del Gran Ballo a chiusura della stagione.

Un'occasione per far emergere tutto il sex appeal delle protagoniste molto differente l'una dall'altra perchè per esempio Silvana Mangano si esibiva in un boogie boogie molto sensuale ed ammiccante  che è tutt'ora virale nei social, mentre Elsa Martinelli, lanciata come tipo alla Audrey Hepburn si esibiva nel centro della pista facendo la ruota con la gonna gonfia per lasciar intravedere, ma solo intravdere, le lunghe gmbe.

Insomma due mondine contrapposte che rappresentavanola femminilità di quel tempo con le maggiorate da una parte e la ragazzina di un certo tipo fine ed elegante dall'altra.

Da questa fascia di mondine era sorta anche Marta Marzotto che dalle risaie del Veneto era assurta al ruolo di Contessa a dare dignità ad una categoria penalizzata per bassa levatura. Il riso da prima minestra si era poi fatto Risotto sempre più sofisticato  diventando un piatto sempre presente nei Menù della Ristoriazione  prestandosi a connubi variegati come verdura pesce e carne, nochè frutta e addirittura petali di rosa con champagne.

Sono sparite invece le mondine e quell'Italia povera nel quale le donne hanno fatto la loro parte rimboccandosi le maniche e lavorando duramentre  per dare un futuro ai loro figli conquistando indipendenza economica ed autonomia.


Curiosamente le due protagoniste hanno avuto diverso destino, pur diventando delle star anche a livello internazionale, perchè Silvana Mangano, musa di Luchino Visconti e grande attrice drammatica,  dopo la morte di un figlio si era lasciata morire mentre Elsa Martinelli aveva sempre vissuto allegramente  distinguendosi per un certa disinvoltura nel rilasciare interviste nelle quali dichiarava che il maggior peso della sua vita fosse stata la verginità per cui da ragazzina sognava solo di liberarsene.

Infatti era volata come reginetta del jet set asse Roma-Parigi e poi Londra-New York, come una sorta di influencer sempre vestita all'.ultima moda senza remore o inibizioni né tanto meno complessi di inferiorità lavorando con attori come John Wayne in Hatari oppure Orson Welles in Intrigo Internazionale facendo sempre la sua figura. Mai porca comunque, non avendo un briciolo di sex appeal e distinguendosi per simpatia e carattere brillante.


giovedì 25 giugno 2026

OVERLAND UN PIACEVOLE RITORNO ANCHE SE IN FORMATO CARTOLINA

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Che piacevole ritorno in prima serata di Overland condotto da un Filippo Tenti irresistibile nel continuare quell'avventura iniziata dal padre Beppe circa 30 anni fa che abbiamo seguito anche se in seconda serata in orario comunque accessibile perchè la prima cominciava ad un quarto alle 21 e non alle 9,30 o addirttura 10 come su Canale 5 penalizzando la trasmissione che ne segue.

Certo il format è diventato meno On The Road con i mezzi che si impantanavano nel fango quando sfrecciavano nella Savana nei deserti e nelle montagne talebane passando dalla Cina e dal Giappone per finire fra i ghiacci della calotta Artica dove ricordo il procedere con i fari abbaglianti scivolando fra le lastre di ghiaccio.

E' stato il format più cazzuto prodotto dalla RAI primo fra tutte le altre Reti che ha parlato di viaggi avventurosi oltrepassando ogni confine e limite da superare per dimostrare la potenza dell'uomo sulla Natura e la solidarietà per ogni Etnia da studiare senza pregiudizi al solo scopo di farne conoscere l'esistenza in tutti gli aspetti culturali culinari sociologici e antropologici.

Insomma un'avventura che coinvolgeva tutto il Pianeta esplorato in lungo ed in largo con umiltà e profondo amore facendo la conoscenza di tanta umanità variegata arrivando alla conclusione semplice e lineare che tutto il mondo alla fin fine sia Paese perchè siamo tutti sulla stessa barca nel viaggio della vita che in questa ultima puntata,  si è diviso fra il Laos, definito non un Paese ma uno Stato d'Animo, e la Costa Rica.

Con il Laos è tornata alla mente la guerra degli Americani in Nord Vietnam che lo ha bombardato con milioni di bombe  facendo una strage fra la popolazione che tutt'ora dopo 60 anni continua a vivere nel terrore non tanto del ricordo ma per i campi minati  rimasti a perpetrare una strage fra agricoltori e bambini ignari che giocano.

Le guerre anche se sono tutte un fallimento, hanno una motivazione ma questa del Vietnam non si è ancora capita se non per giustificare un incremento dell'industria bellica alla quale faceva capo l'allora Presidente Lindon Johnson. Di più è top secret più ancora dei dossier UFO. La cosa curiosa è comunque che nel territorio fra le montagne le varie comunità mantengono culture e tradizioni tutte diverse fra loro dovuto alla mancanza di comunicazioni fra i villaggi i quali rimanendo chiusi nel loro piccolo hanno protetto la loro integrità che ora stanno perdendo con qualche apertura verso il progresso per l'introduzione della televisione e paraboliche le quali prendono comunque solo programmi Tailandesi facendoli aggiornare su Politiche straniere. Insomma siamo ancora molto indietro mentre le città si sono emancipate sul modello globale.

Il viaggio ha poi continuato in Costa Rica fra ambientalisti volontari provenienti da tutto il mondo che nell'intento di preservare spiagge e mare puliti fanno spedizioni per raccogliere rifiuti da riciclare o con i quali creare souvenir a seguir quel pensiero filosofico e scientifico che in natura nulla si distrugge perchè tutto si rigenera. 

Un'altra curiosità è stata la visita al Teatro dell'Opera costruito nel solco di quello italiano modello Scala con le Opere in Cartelloni dei Maestri italiani della Lirica ospitando tour importanti dei nostri Teatri.

Alla fine tanti flashback per ricordare l'impresa del padre rendendogli omaggio per il coraggio e la passione nell'affrontare tante avventure anche pericolose con pagamento di riscatto per sequestro o nel rischiare anche la vita. Tutto per amor dell'avventura, della conoscenza della divulgazione di un sapere che si può scoprire solo toccando con mano. E cinepresa in spalla. Questa era Overland mentre ora sembra più un viaggio formato cartolina che perde l'imprinting originario questo va detto essendo  ben diverso da quello a scorza dura e grezza del padre Beppe Tenti,  restando  comunque interessante grazie alla conduzione simpatica e accattivante di un piacione e coccolone diciamolo come il figlio Filippo, che probabilmente assomiglia a mamma.


martedì 23 giugno 2026

ANNI 50 QUANDO LE MAGGIORATE SPOSAVANO UN PRODUTTORE

 

Negli anni 50 se un'attrice voleva fare carriera assurgendo al ruolo di intoccabile, doveva sposare un produttore  o un personggio importante che la impalmasse rendendola orgogliosa di essere moglie-di.


E' il caso di tante attrici, le cosiddette maggiorate  da Sophia Loren sposata al produttore Carlo Ponti a Claudia Cardinale con Franco Cristaldi, da Silvana Mangano con Dino De Laurentis a Rosanna Schiaffino con Alfredo Bini

 

L'unica eccezione per Gina Lollobrigida che con determinazione riusciva a far carriera a livello internazionale contando solo sulla sua bellezza e talento. E scusate se era poco.

Con un buon matrimonio si assicurava la carriera elevandosi anche nei ruoli che da bonazze borgatare si trasformavano in protagoniste dei film in costume di produzioni americane perchè Hollywood era sbarcato a Cinecittà mettendo il quartier generale sulle ville sparse nell'Appia Antica.

Così dalla mondina Mangano di Riso Amaro , alla pescivendola Loren di Pane Amore e..., dalla borgatara Schiaffino nella Sfida alla terrona migrante Cardinale ne' I soliti Ignoti, rinascevano ammantate di divismo delle signore delle buona borghesia con outfits eleganti e cappellino in testa, quelle che nei cinegiornali venivano ossequiate  a differenze delle giovani attricette che si permettevano di prendere per i fondelli fino a farne delle suicide come in Io La Conoscevo Bene interpretata da Stefania Sandrelli  diventata l'emblema di quella schiera di giovani ansiose di fare cinema che dovevano far gavetta nel divano del produttore o posando maliziosamente per il paparazzo che conosceva tutti dell'ambiente o ancora del faccendiere profittatore del sottobosco  così ben rappresentato da Waler Chiari in Bellissima.

Storie comunque molto attuali perchè a tutt'oggi nei circoletti sia del cinema che della Tv sono tutt'ora presenti come signore conduttrici o come uniche degne rappresentanti del cinema italiano. Non è necessario fare nomi perchè sono talmente note che sicuramente sono state riconosciute.


lunedì 22 giugno 2026

IL ROSSETTO, LA GIOVENTU' CHE BRUCIA NEL BOOM ECONOMICO

 

Il Rossetto è un film di Damiano Damiani anni 50 (visto su Rai Play) con protagonista una ragazzina di 13 anni, che ha saputo reggere alta l'attenzione per tutto il film. 

Infanzia e adolescenza in quegli anni erano spesso in primo piano se si pensa a film d'autori come Ladri di Biciclette o I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, passando da Bellissima di Blasetti fino ad approdare negli anni 60 alle adolescenti pruriginose impersonate da una francesina a nome Catherine Spaak che esordiva con La Voglia Matta. 

Il Rossetto è una sorta di giallo con l'assassino che si rivela dalla prima scena , un bel ragazzo Gino con macchina di professione commesso viaggiatore di prodotti estetici che fa vita dispendiosa al di sopra dei propri mezzi perchè arrotonda in nero nel farsi mantenere da una ragazza di vita, come si diceva allora, sua coinquilina che uccide dopo aver conosciuto una ragazza della borghesia bene che intende sposare, un tema importato dall'America con Un Posto al Sole, ma comunque valido in ogni Paese.

Potrebbe farla franca se non fosse che la ragazzina a nome Silvana tampinandolo per essersi presa una cotta, lo avesse visto uscire dall'appartamento della prostituta uccisa, un partcolare che lei gli confida per fargli capire di coprirlo per amore giurandogli silenzio assoluto. Lui non si sa se a caso, o forse no, assomiglia in modo impressionante ad Elvis Presley  che nell'immaginario era quello che si innamorava di ragazzine minorenni, per cui il film ci marcia dentro su questo ritmo al suon della chitarra  del quale lui è cultore  amante della musica e delle canzoni che coltiva come hobby6

 


Una dote in più che affascina la ragazzina arrivando a non dargli più pace seguendolo in ogni dove fino al buio di un cinema nel quale si reca dopo un appuntamento mettendosi furtivamente il rossetto nella toilette per poi proseguire con una scampagnata dove lui le dà un bacetto sulla guancia. Ma la ragazzina quando scopre che lui è fidanzato con la ricca ragazza, impersonata da Giorgia Moll interprete ideale di questi ruoli incarnando perfetramente la troietta della buona borghesia che puo' consumare tranquillamente rapporti sessuali in camere d'albergo puntando al bel ragazzo ambizioso e intraprendente, fa una scenata al giovane  inducendolo a mettere le mai avanti andando a riferire al commissario dei Carabinieri (impersonato da Pietro Germi, poi diventato regista che in questo ruolo aveva girato diversi film) il qual intuisce la sua colpevolezza pur non riuscendo ad incastrarlo perchè nel confronto con la ragazzina l' aggressvità del giovane  ha la meglio facendola sembrare una sorta di seduttrice scaltra fornendo la prova del rossetto che lei ha ancora nella borsa e sulla quale si accanisce il Commissario chiedendo visita ginecologica umiliando la ragazzina. La quale risultando ancora vergine assolve il giovane assassino dall'etichetta mostro pedofilo.

Alla vigiglia delle nozze con la ricca ereditiera il bel giovane piacione viene fermato dal commissario che lo smaschera grazie ad un biglietto lasciato dalla ragazzina chiusa in collegio da una mamma troppo indaffarata col lavoro e a rincorrere il suo amante, dopo aver deciso di suicidarsi senza esito positivo per fortuna nel quale gli chiede perdono per il disturbo arrecatogli con la sua testimonianza che di fatto conferma.

A distanza di tempo il film è ancora più interessante nel rivedere come si viveva in quegli anni  del boom con le sartorie (l'atelier della mamma) di alta moda che si stavano imponendo, con i commessi viaggiatori un classico di O Neil, le ragazzine sveglie ma impigliate ancora in una serietà perbenista con le classi meno abbienti che usavano il foulard al postio del cappellino delle classi borghesi, le ragazze”di Vita” che erano sposate arrotondando di nascosto dal marito (e che oggi si sono evolute con i social) o esercitandolo spudoratamente senza vergogna di apparire sui giornali perchè tutta pubblicità, e soprattutto l'accanimento delle Istituzioni verso una ragazzina ritenuta poco di buono per un filo di rossetto messo ingenuamente mentre si ossequia la ricca ragazza che scopa senza problemi. E questo la dice lunga sul ruolo della donna in quegli anni dove l'adulterio (delle classi povere) era punito con il carcere e all'uomo erano concesse le attenuanti per il delitto d'onore.

Insomma un'Italia oscurantista clericale e misogina che la rivoluzione del '68 aveva di colpo spazzato di via liberando i costumi e aprendo la via verso l'emancipazione che a tutt'oggi, anche se a buon punto, non si può considerare completata. L'importante è andare avanti e non mollare.


lunedì 15 giugno 2026

IL PRIGIONIERO, UN FILM STORICO CHE AVVINCE

 

Che cosa è la vita senza l'amore? La vita è l'amore...per tutto quello che ti circonda e tutto quello che ti circonda ovvero il Cerchio Magico che nel film Il Prigioniero si forma intorno a  Miguel de Cervantes (Julio Pena) un bel giovane  zoppo con un braccio rotto dalla faccia dolce e dalla testa piena di sogni, di storie, di racconti che recita per un gruppo di compagni di agonia, prigionieri di un Pashià che li ha catturati per lasciarli liberi tramite riscatto. Il gruppo è formato da nobili spagnoli francesi e italiani catturati dai pirati nel 1580 per essere portati ad Algeri insieme ad altri passeggeri da vendere come schiavi.

Entrando in Algeri sembra di entrare all'Inferno rappresentato dal cortile nel quale sono ammassati girando intorno ad un pozzo di acqua circondato dalle malte mura del palazzo del Pashià Hassan Bajah che li guarda dall'alto all'ombra delle grate. Il cortile della penitenza che avrebbero dovuto scontare si rivela un'oasi di cultura con frati che annotano gli eventi raccontandoli nei minimi partcolari anche quelli raccapriccianti, per tramandarli ai posteri. Il giovane Cervantes con la sua dialettica forbita e fantasiosa viene notato dal Pashià che ne fa il suo garzone preferito, una sorta di Sheerazade che suscita interesse grazie alle storie fantasiose, coprendolo di attenzioni  di regali e concedendogli uscite premio fino al tramonto suscitando l'invidia di un frate il quale lo denuncia come ribelle complottista nell'organizzare una fuga, senza però riuscire nell'intento di farlo impiccare perchè il Pashià all'ultimo sussulto del giovane appeso al cappio ordina di lasciarlo ritrovandone il respiro mentre la passione si infiamma sempre più per questo giovane affascinante, colto, libero e fondamentalmente buono da non poter non essere amato e verso il quale prova tanto amore da lasciarlo libero di scegliere di andarsene.

Il film è bellissimo intriso in qell'atmosfera dei Paesi del Maghreb fatto di giornate lunghe soleggiate trascorse nel soddisfare i sensi del gusto e dell'olfatto tra il brusìo di un mercato vivace con botteghe che nascondono piaceri sodomiti scegliendo ballerini maschi travestiti da odalische, palazzi da mille e una Notte con fontanelle e giardini fioriti che danno in grandissime stanze fresche dove il languore va di pari passo con la sessualità consumata nei bagni turchi fra massaggi con oli profumati e accoppiate omosex. Il Pashià è interpretato da Alessandro Borghi il cui sguardo saettante dà la giusta luce sinistra di un uomo tagliato a metà essendo un italiano diventato Moro dopo l'abiura infame che gli ha comunque pernesso di arricchirsi governando Algeri con la stessa crudeltà che aveva subito vedendo la madre sgozzata da un Moro, non lesinandola nemmeno ai Cristiani suoi fratelli tenuti in prigione.

Il Pashià e Cervantes, duettano come padrone e schiavo con eleganza intellettulae mista a sottile crudeltà che alimenta il piacere del potere nel dominio che alla fin fine si rivela essere quella dello schiavo poiché il Padrone ne subisce il fascino cadendo nell'asservimento sessuale e sentimentale che tutto dà in cambio di un bacio d'amore piuttosto che di qualcosa di banale. Quel bacio che Cervantes lo schiavo alla fine gli rifiuterà per la libertà.

Il Prigioniero, diretto da Alejandro Amenabar è un bel film storico che da tempo non si vedeva al cinema curato in tutti i partcolari dalle location agli interni impregnato in quiei profumi medio-orientali che parevano sentirsi in sala tanto era intrisa l'atmosfera di quella sensualità così particolare che chiude la donna e apre gli uomini esaltando la pratica dei piaceri proibiti di sodomia e alcol dalla quale si eleva, come in un sogno raccontato da Cervantes, una giovane vergine maghrebina convertita al cristianesimo che butta il velo al vento perchè innamorata di Gesu'.



giovedì 11 giugno 2026

IL SESSO TRASGRESSIVO PATINATO TRA CINEMA E TV

 

Una fragolina in bocca, gli occhi bendati, il ghiacciolo che scivola fino all'ombelico e giù giù sempre più sotto, lì dove l'uccellin voleva volare, un infoiamento sotto uno scroscio d'acqua dalle tegole mettendo in evidenza le nudità di un corpo sinuoso sotto il vestito bagnato, con 9 Settimane e Mezzo il sesso trasgressivo patinato aveva segnato una svolta nel costume tornato castigato. A farla da padrone un balletto eseguito in sottoveste con movenze sexy per compiacere il partner che incitava a togliere tutto, finendo con lui rimasto come un baccala' mentre lei si scocciava perchè alla fin fine con tutti quiei giochetti-perditempo non si arrivava mai al dunque. Negli anni 90 in piena epidemia Aids il sesso al cinema era solo palesato e presentato in maniera elegante, ammesso che si possano aprire le gambe con eleganza.

Il sesso infatti non è mai elegante e se va di brutto ancora meglio. Alla trasgressione comunque avevano portato un certa dignità la Tv ammantando la regina dell'anale Moana Pozzi di un'aura da diva, non casta comunque, in grado di rispondere all'intervista di Pippo Baudo che con un elegante baciamano, l'aveva messa al centro per parlare di prostituzione alle casalinghe curiose di sapere come si fa, intrattenendole come una sorta di maitresse a penser.

Panse mia panse tua? No di un pensiero retroattivo su qualsiasi tematica, rendendo semplice quello che per loro poteva sembrare proibito.

Poteva bastare ma alla fine il cinema con la Trilogia delle 50 Sfumature..., riprendeva la tematica del sesso trasgressivo a luci rosse racchiuso dietro a una porta che dava alla stanza delle torture hard le quali comunque erano talmente chic e patinate da rendere irresistibile l'introduzione in quell'orifizio chiamato la tana del diavolo.

La protagonista che docilmente si faceva manipolare da una sorta di vampiro imprenditore di lusso, volava infatti in testa alle classifiche del box office nel  sottostare ai giochetti porno-gadget infilati fra biancheria di seta, tacchi a spillo pizzi e merletti e mascherina che sarebbe diventata un must al tempo del covid in un mix di moda e pandemia ad effetto virale.

Sì perchè abbassando ogni tabu' l'anale si è sempre più diffuso nel costume delle donne diventando una pratica normale dopo anni di posizioni da missionario, delle quali si sono finalmente liberate. Dopo secoli e  millenni di sudditanza al maschio per il suo sollazzo si sono prese anche loro quel piacere che era tutto una sua esclusiva di orgoglio omo, in nome della parità tanto agognata.

E fu così che dal Posto delle Fragole a metterla in quel posto il passo è stato lungo  un ventennio passato dalle foglie al vento al sedere in vista-vision tra cinema o Tv. A piacere.


domenica 7 giugno 2026

CAMPIONI DEL MONDO, Italia Loves Unesco. UN CONCERTONE BELLISSIMO

Quando si entra in campo per vincere la coppa Campioni la RAI non la batte nessuno.

Con un dispendio di mezzi, una numerosa squadra di addetti ai lavori, un ensembla di artisti eccellenti e una scaletta che è tutto un programma per far entrare in scena l'opera Lirica insieme a quella napoletana a rappresentare il made in Italy conosciuto in tutto il mondo e diventato secondo l'Unesco patrimonio dell'Umanita',  un boato ha accolto la conduttrice Milly Carlucci, e non poteva che essere lei, a presentare con la Marcia dell'Aida, Campioni del Mondo Italia Loves Unesco.all'Arena di Verona gremita fino all'ultimo gradino.

Un concertone così non si era mai visto perchè questa volta la RAI ha veramente esagerato non facendodo mancare nulla agli spettatori dell'Arena e del pubblico a casa che ha gioito all'unisono avendo soddisfatto i gusti di tutti.

Sul palco infatti abbiamo visto tanti artisti della canzone italiana e napoletana in primis con Serena Rossi molto sensuale nella figura in abito sottoveste luccicante e appassionata bel cantare la sua Napoli, Massimo Ranieri, Sal da Vinci e tanti altri come Gianni Morandi  che si sono alternati con le romanze più famose dell'Opera Lirica con tutti i suoi autori maestri del Bel Canto da Verdi a Puccini, da Rossini a Donizzetti con la partecipazione come Guest Star di Placido Domingo per un brano della Traviata Libiam nei Liei Calici.

Come potevano mancare le nozze di Figaro col “tormentone” canticchiato da sempre Figaro qui figaro là figaro figaro fi-ga-roooooo per un barbiere di qualità: Figaro quaà.....

E infatti poco dopo è apparsa in scena Patti Smith in tutta la sua forza di strega e vestale a riproporre con immutato carisma ed energia la canzone Because The Nighjt scritta con Bruce Sprinsting che ha rappresentato la bella gioventu' degli anni 70 ribelle e anticonformista post-sessantottina.

Patti Smith ha poi introdotto la soprano.Maria Agresta nel ruolo di Cio Cio San con il brano Un Bel dì Vedremo tratto da Madame Butterfly e casavvo di Battaglia delle soprano Maria Callas e Renata Tebaldi (la quale con questo brano aveva battuto la divina Maria per la celestiale voce più in sintonia con il personaggio.

A colpire è stata la grazia e leggerezza del Don Giovanni di Mozartcantata con un duo di giovani baritoni gagliardi bellissimi Mattia Oliviero e Alessio Arduini , difficili da trovare nell'opera Lirica, che hanno letteralmente giocato con le note fra piatti di spaghetti e calici di vino facendo intravedere fra il gruppo di corte Tre chef stellati capitanati da Carlo Cracco che ha curato l'allestimento di scena i quali hanno ricevuto un premio per la loro cucina innovativa.

E per finire, il coro dell'Arena di Verona che ha cantato il Va Pensiero recitato da ciascun corista con quel pathos che mette i brividi, con a seguire l'Inno di Mameli che ha coinvolto il pubblico emozionato nel cantare tutti in piedi.

Fuori dall'Arena il fedelissimo di Milly Paolo Belli ha presentato l'allestimento del ricevimento a fine spettacolo dove ballerini travestiti da camerieri hanno danzato apparecchiando le tavolate  situate fra banchetti di ortofrutta, salumi e formaggi tutti prodotti DOC del made in Italy.

Insomma un tripudio di tutto quell'Eccellenza italiana che l'Unesco ha nominato Ptrimonio dell'Umanità.

Una festa che ha reso orgogliosi gli Italiani molto più di quanto abbia fatto la parata dei divi, Paola Cortellesi in primis, a parlare della Costituzione dall'alto della sua autorevole esperienza di regista-opera prima nella quale interpretava una donna che andava a votare, quasi uno spot del suo film.

Lo spettacolo dell'Italia era tutto su Rai Uno in diretta dall'Arena di Verona perchè questa è l'Italia che hanno fatto gli italiani col loro ingegno, manualità, il talento artistico nel campo della musica ma anche della moda, dell'arte della cultura con un patrimonio unico al mondo  che nessuno può eguagliare nemmeno a livello di bellezze naturali da Nord a Sud, isole incluse. Italia Forever!


Il romanzo è la cronaca di un giorno reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un'umanità rinnovata. L'intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del giorno 16 giugno 1904 - data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà "diventare uomo" - fino alle prime ore della notte della giornata seguente.

Il protagonista principale dell'Ulisse, è l'ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo tollerante, di larghe vedute e grande umanità. La vicenda si svolge nell'arco di una giornata a Dublino con un susseguirsi di eventi in parallelo con il poema di Omero e dei personaggi del Poema. Ad accompagnarlo come protagonisti cono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato dalla vita e dalle forze politiche e religiose che lo costringono, Stephen Dedalus e Molly Bloom, la moglie di Leopold vera e propria regina del romanzo che a differenza diella fedele Penelope tradisce Ulisse non potendo reprimere i suoi istinti carnali corposi e prorompenti.