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giovedì 2 luglio 2026

SILVANA MANGANO ED ELSA MARTINELLI, QUANDO IL RISO ERA L'UNIICA MINESTRA

La generazione del dopoguerra è cresciuta con la minestra di riso, riso al latte o al burro perchè era il cibo più diffuso soprattutto al Nord dove era coltivato in grandi aziende che ingaggiavano squadre di “mondine” le quali,  immerse nell'acqua fino al ginocchio, seminavano una dopo l'altra la piantina di riso che cresceva in grande quantità nella cosidetta risaia.

Era un lavoro duro che potevano fare solo ragazze giovani e sane ma di bassa estrazione disposte a spaccarsi la schiena per portare a casa una sacca di riso o una misera paga necessaria comunque per aiutare la famiglia o allevare un figlio come ragazze-madri che a quel tempo erano numerosissime perchè vittime di un maschilismo imperante che esibiva con orgoglio una virilità prepotente e manesca che abusava di giovani ragazze per poi liberarsene tacciandole come poco di buono per aver ceduto nel dare “la prova d'amore”.

L'Italia comunque si stava rialzando creando posti di lavoro anche per le donne prime fra tutte le famose “mondine” delle quali si era occupato anche il cinema lanciando, prima con Riso Amaro film in bianco e nero, una procace Silvana Mangano bellezza sfrontata in minishort e maglietta attilata a mettere in evidenza un seno da maggiorata con a seguire  La Risaia, film a colori,  dove la mondina Elsa Martinelli si contrapponeva con una figura da modella elegante e l'aria ingenua di brava ragazza desiderosa solo di aiutare la mamma, ben diversa da quella assetata di vita della Mangano.

Le storie per entrambe si assomigliano nell'ambientazione del lavoro e canti nelle risaie con dormitori nei quali la macchina da presa si soffermava compiaciuta nel riprendere le ragazze in sottoveste in pose intime scosciate adagiate languidamente nel letto intente a fumar una sigaretta alle prese con i racconti dei “morosi”  semprte divisi in due tipologie: la canaglia, che in Riso Amaro era interpretata da Vittorio Gassmann al quale aveva dato vita masticando gomma e imprimendo schiaffi alla “sua donna” tanto per ricordarle chi comandava, e il bravo ragazzo che sempre in Riso Amaro era interpretato da un giovane Raf Vallone con la faccia giusta del maschio forte e protettivo, mentre nel secondo film La Risaia  questo ruolo era stato affidato al belloccio di quel tempo Rick Battaglia (che aveva fatto perdere la testa a Sophia Loren) mentre la canaglia era una sorta di sosia di Mike Bongiorno un tipo borioso con macchina spieder nipote del padrone che “corteggiava” le ragazze molestando la Martinelli perchè gli aveva dato un due di picche.

Il melodramma fa sempre da sfondo a queste storie  perchè il sentimento e le passioni sono talmente intense (non avendo altro diversivo questo va detto) da fare di ogni cosa una tragedia che comunque si consumava sempre dopo o durante la serata del Gran Ballo a chiusura della stagione.

Un'occasione per far emergere tutto il sex appeal delle protagoniste molto differente l'una dall'altra perchè per esempio Silvana Mangano si esibiva in un boogie boogie molto sensuale ed ammiccante  che è tutt'ora virale nei social, mentre Elsa Martinelli, lanciata come tipo alla Audrey Hepburn si esibiva nel centro della pista facendo la ruota con la gonna gonfia per lasciar intravedere, ma solo intravdere, le lunghe gmbe.

Insomma due mondine contrapposte che rappresentavanola femminilità di quel tempo con le maggiorate da una parte e la ragazzina di un certo tipo fine ed elegante dall'altra.

Da questa fascia di mondine era sorta anche Marta Marzotto che dalle risaie del Veneto era assurta al ruolo di Contessa a dare dignità ad una categoria penalizzata per bassa levatura. Il riso da prima minestra si era poi fatto Risotto sempre più sofisticato  diventando un piatto sempre presente nei Menù della Ristoriazione  prestandosi a connubi variegati come verdura pesce e carne, nochè frutta e addirittura petali di rosa con champagne.

Sono sparite invece le mondine e quell'Italia povera nel quale le donne hanno fatto la loro parte rimboccandosi le maniche e lavorando duramentre  per dare un futuro ai loro figli conquistando indipendenza economica ed autonomia.


Curiosamente le due protagoniste hanno avuto diverso destino, pur diventando delle star anche a livello internazionale, perchè Silvana Mangano, musa di Luchino Visconti e grande attrice drammatica,  dopo la morte di un figlio si era lasciata morire mentre Elsa Martinelli aveva sempre vissuto allegramente  distinguendosi per un certa disinvoltura nel rilasciare interviste nelle quali dichiarava che il maggior peso della sua vita fosse stata la verginità per cui da ragazzina sognava solo di liberarsene.

Infatti era volata come reginetta del jet set asse Roma-Parigi e poi Londra-New York, come una sorta di influencer sempre vestita all'.ultima moda senza remore o inibizioni né tanto meno complessi di inferiorità lavorando con attori come John Wayne in Hatari oppure Orson Welles in Intrigo Internazionale facendo sempre la sua figura. Mai porca comunque, non avendo un briciolo di sex appeal e distinguendosi per simpatia e carattere brillante.


giovedì 25 giugno 2026

OVERLAND UN PIACEVOLE RITORNO ANCHE SE IN FORMATO CARTOLINA

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Che piacevole ritorno in prima serata di Overland condotto da un Filippo Tenti irresistibile nel continuare quell'avventura iniziata dal padre Beppe circa 30 anni fa che abbiamo seguito anche se in seconda serata in orario comunque accessibile perchè la prima cominciava ad un quarto alle 21 e non alle 9,30 o addirttura 10 come su Canale 5 penalizzando la trasmissione che ne segue.

Certo il format è diventato meno On The Road con i mezzi che si impantanavano nel fango quando sfrecciavano nella Savana nei deserti e nelle montagne talebane passando dalla Cina e dal Giappone per finire fra i ghiacci della calotta Artica dove ricordo il procedere con i fari abbaglianti scivolando fra le lastre di ghiaccio.

E' stato il format più cazzuto prodotto dalla RAI primo fra tutte le altre Reti che ha parlato di viaggi avventurosi oltrepassando ogni confine e limite da superare per dimostrare la potenza dell'uomo sulla Natura e la solidarietà per ogni Etnia da studiare senza pregiudizi al solo scopo di farne conoscere l'esistenza in tutti gli aspetti culturali culinari sociologici e antropologici.

Insomma un'avventura che coinvolgeva tutto il Pianeta esplorato in lungo ed in largo con umiltà e profondo amore facendo la conoscenza di tanta umanità variegata arrivando alla conclusione semplice e lineare che tutto il mondo alla fin fine sia Paese perchè siamo tutti sulla stessa barca nel viaggio della vita che in questa ultima puntata,  si è diviso fra il Laos, definito non un Paese ma uno Stato d'Animo, e la Costa Rica.

Con il Laos è tornata alla mente la guerra degli Americani in Nord Vietnam che lo ha bombardato con milioni di bombe  facendo una strage fra la popolazione che tutt'ora dopo 60 anni continua a vivere nel terrore non tanto del ricordo ma per i campi minati  rimasti a perpetrare una strage fra agricoltori e bambini ignari che giocano.

Le guerre anche se sono tutte un fallimento, hanno una motivazione ma questa del Vietnam non si è ancora capita se non per giustificare un incremento dell'industria bellica alla quale faceva capo l'allora Presidente Lindon Johnson. Di più è top secret più ancora dei dossier UFO. La cosa curiosa è comunque che nel territorio fra le montagne le varie comunità mantengono culture e tradizioni tutte diverse fra loro dovuto alla mancanza di comunicazioni fra i villaggi i quali rimanendo chiusi nel loro piccolo hanno protetto la loro integrità che ora stanno perdendo con qualche apertura verso il progresso per l'introduzione della televisione e paraboliche le quali prendono comunque solo programmi Tailandesi facendoli aggiornare su Politiche straniere. Insomma siamo ancora molto indietro mentre le città si sono emancipate sul modello globale.

Il viaggio ha poi continuato in Costa Rica fra ambientalisti volontari provenienti da tutto il mondo che nell'intento di preservare spiagge e mare puliti fanno spedizioni per raccogliere rifiuti da riciclare o con i quali creare souvenir a seguir quel pensiero filosofico e scientifico che in natura nulla si distrugge perchè tutto si rigenera. 

Un'altra curiosità è stata la visita al Teatro dell'Opera costruito nel solco di quello italiano modello Scala con le Opere in Cartelloni dei Maestri italiani della Lirica ospitando tour importanti dei nostri Teatri.

Alla fine tanti flashback per ricordare l'impresa del padre rendendogli omaggio per il coraggio e la passione nell'affrontare tante avventure anche pericolose con pagamento di riscatto per sequestro o nel rischiare anche la vita. Tutto per amor dell'avventura, della conoscenza della divulgazione di un sapere che si può scoprire solo toccando con mano. E cinepresa in spalla. Questa era Overland mentre ora sembra più un viaggio formato cartolina che perde l'imprinting originario questo va detto essendo  ben diverso da quello a scorza dura e grezza del padre Beppe Tenti,  restando  comunque interessante grazie alla conduzione simpatica e accattivante di un piacione e coccolone diciamolo come il figlio Filippo, che probabilmente assomiglia a mamma.


martedì 23 giugno 2026

ANNI 50 QUANDO LE MAGGIORATE SPOSAVANO UN PRODUTTORE

 

Negli anni 50 se un'attrice voleva fare carriera assurgendo al ruolo di intoccabile, doveva sposare un produttore  o un personggio importante che la impalmasse rendendola orgogliosa di essere moglie-di.


E' il caso di tante attrici, le cosiddette maggiorate  da Sophia Loren sposata al produttore Carlo Ponti a Claudia Cardinale con Franco Cristaldi, da Silvana Mangano con Dino De Laurentis a Rosanna Schiaffino con Alfredo Bini

 

L'unica eccezione per Gina Lollobrigida che con determinazione riusciva a far carriera a livello internazionale contando solo sulla sua bellezza e talento. E scusate se era poco.

Con un buon matrimonio si assicurava la carriera elevandosi anche nei ruoli che da bonazze borgatare si trasformavano in protagoniste dei film in costume di produzioni americane perchè Hollywood era sbarcato a Cinecittà mettendo il quartier generale sulle ville sparse nell'Appia Antica.

Così dalla mondina Mangano di Riso Amaro , alla pescivendola Loren di Pane Amore e..., dalla borgatara Schiaffino nella Sfida alla terrona migrante Cardinale ne' I soliti Ignoti, rinascevano ammantate di divismo delle signore delle buona borghesia con outfits eleganti e cappellino in testa, quelle che nei cinegiornali venivano ossequiate  a differenze delle giovani attricette che si permettevano di prendere per i fondelli fino a farne delle suicide come in Io La Conoscevo Bene interpretata da Stefania Sandrelli  diventata l'emblema di quella schiera di giovani ansiose di fare cinema che dovevano far gavetta nel divano del produttore o posando maliziosamente per il paparazzo che conosceva tutti dell'ambiente o ancora del faccendiere profittatore del sottobosco  così ben rappresentato da Waler Chiari in Bellissima.

Storie comunque molto attuali perchè a tutt'oggi nei circoletti sia del cinema che della Tv sono tutt'ora presenti come signore conduttrici o come uniche degne rappresentanti del cinema italiano. Non è necessario fare nomi perchè sono talmente note che sicuramente sono state riconosciute.


lunedì 22 giugno 2026

IL ROSSETTO, LA GIOVENTU' CHE BRUCIA NEL BOOM ECONOMICO

 

Il Rossetto è un film di Damiano Damiani anni 50 (visto su Rai Play) con protagonista una ragazzina di 13 anni, che ha saputo reggere alta l'attenzione per tutto il film. 

Infanzia e adolescenza in quegli anni erano spesso in primo piano se si pensa a film d'autori come Ladri di Biciclette o I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, passando da Bellissima di Blasetti fino ad approdare negli anni 60 alle adolescenti pruriginose impersonate da una francesina a nome Catherine Spaak che esordiva con La Voglia Matta. 

Il Rossetto è una sorta di giallo con l'assassino che si rivela dalla prima scena , un bel ragazzo Gino con macchina di professione commesso viaggiatore di prodotti estetici che fa vita dispendiosa al di sopra dei propri mezzi perchè arrotonda in nero nel farsi mantenere da una ragazza di vita, come si diceva allora, sua coinquilina che uccide dopo aver conosciuto una ragazza della borghesia bene che intende sposare, un tema importato dall'America con Un Posto al Sole, ma comunque valido in ogni Paese.

Potrebbe farla franca se non fosse che la ragazzina a nome Silvana tampinandolo per essersi presa una cotta, lo avesse visto uscire dall'appartamento della prostituta uccisa, un partcolare che lei gli confida per fargli capire di coprirlo per amore giurandogli silenzio assoluto. Lui non si sa se a caso, o forse no, assomiglia in modo impressionante ad Elvis Presley  che nell'immaginario era quello che si innamorava di ragazzine minorenni, per cui il film ci marcia dentro su questo ritmo al suon della chitarra  del quale lui è cultore  amante della musica e delle canzoni che coltiva come hobby6

 


Una dote in più che affascina la ragazzina arrivando a non dargli più pace seguendolo in ogni dove fino al buio di un cinema nel quale si reca dopo un appuntamento mettendosi furtivamente il rossetto nella toilette per poi proseguire con una scampagnata dove lui le dà un bacetto sulla guancia. Ma la ragazzina quando scopre che lui è fidanzato con la ricca ragazza, impersonata da Giorgia Moll interprete ideale di questi ruoli incarnando perfetramente la troietta della buona borghesia che puo' consumare tranquillamente rapporti sessuali in camere d'albergo puntando al bel ragazzo ambizioso e intraprendente, fa una scenata al giovane  inducendolo a mettere le mai avanti andando a riferire al commissario dei Carabinieri (impersonato da Pietro Germi, poi diventato regista che in questo ruolo aveva girato diversi film) il qual intuisce la sua colpevolezza pur non riuscendo ad incastrarlo perchè nel confronto con la ragazzina l' aggressvità del giovane  ha la meglio facendola sembrare una sorta di seduttrice scaltra fornendo la prova del rossetto che lei ha ancora nella borsa e sulla quale si accanisce il Commissario chiedendo visita ginecologica umiliando la ragazzina. La quale risultando ancora vergine assolve il giovane assassino dall'etichetta mostro pedofilo.

Alla vigiglia delle nozze con la ricca ereditiera il bel giovane piacione viene fermato dal commissario che lo smaschera grazie ad un biglietto lasciato dalla ragazzina chiusa in collegio da una mamma troppo indaffarata col lavoro e a rincorrere il suo amante, dopo aver deciso di suicidarsi senza esito positivo per fortuna nel quale gli chiede perdono per il disturbo arrecatogli con la sua testimonianza che di fatto conferma.

A distanza di tempo il film è ancora più interessante nel rivedere come si viveva in quegli anni  del boom con le sartorie (l'atelier della mamma) di alta moda che si stavano imponendo, con i commessi viaggiatori un classico di O Neil, le ragazzine sveglie ma impigliate ancora in una serietà perbenista con le classi meno abbienti che usavano il foulard al postio del cappellino delle classi borghesi, le ragazze”di Vita” che erano sposate arrotondando di nascosto dal marito (e che oggi si sono evolute con i social) o esercitandolo spudoratamente senza vergogna di apparire sui giornali perchè tutta pubblicità, e soprattutto l'accanimento delle Istituzioni verso una ragazzina ritenuta poco di buono per un filo di rossetto messo ingenuamente mentre si ossequia la ricca ragazza che scopa senza problemi. E questo la dice lunga sul ruolo della donna in quegli anni dove l'adulterio (delle classi povere) era punito con il carcere e all'uomo erano concesse le attenuanti per il delitto d'onore.

Insomma un'Italia oscurantista clericale e misogina che la rivoluzione del '68 aveva di colpo spazzato di via liberando i costumi e aprendo la via verso l'emancipazione che a tutt'oggi, anche se a buon punto, non si può considerare completata. L'importante è andare avanti e non mollare.


lunedì 15 giugno 2026

IL PRIGIONIERO, UN FILM STORICO CHE AVVINCE

 

Che cosa è la vita senza l'amore? La vita è l'amore...per tutto quello che ti circonda e tutto quello che ti circonda ovvero il Cerchio Magico che nel film Il Prigioniero si forma intorno a  Miguel de Cervantes (Julio Pena) un bel giovane  zoppo con un braccio rotto dalla faccia dolce e dalla testa piena di sogni, di storie, di racconti che recita per un gruppo di compagni di agonia, prigionieri di un Pashià che li ha catturati per lasciarli liberi tramite riscatto. Il gruppo è formato da nobili spagnoli francesi e italiani catturati dai pirati nel 1580 per essere portati ad Algeri insieme ad altri passeggeri da vendere come schiavi.

Entrando in Algeri sembra di entrare all'Inferno rappresentato dal cortile nel quale sono ammassati girando intorno ad un pozzo di acqua circondato dalle malte mura del palazzo del Pashià Hassan Bajah che li guarda dall'alto all'ombra delle grate. Il cortile della penitenza che avrebbero dovuto scontare si rivela un'oasi di cultura con frati che annotano gli eventi raccontandoli nei minimi partcolari anche quelli raccapriccianti, per tramandarli ai posteri. Il giovane Cervantes con la sua dialettica forbita e fantasiosa viene notato dal Pashià che ne fa il suo garzone preferito, una sorta di Sheerazade che suscita interesse grazie alle storie fantasiose, coprendolo di attenzioni  di regali e concedendogli uscite premio fino al tramonto suscitando l'invidia di un frate il quale lo denuncia come ribelle complottista nell'organizzare una fuga, senza però riuscire nell'intento di farlo impiccare perchè il Pashià all'ultimo sussulto del giovane appeso al cappio ordina di lasciarlo ritrovandone il respiro mentre la passione si infiamma sempre più per questo giovane affascinante, colto, libero e fondamentalmente buono da non poter non essere amato e verso il quale prova tanto amore da lasciarlo libero di scegliere di andarsene.

Il film è bellissimo intriso in qell'atmosfera dei Paesi del Maghreb fatto di giornate lunghe soleggiate trascorse nel soddisfare i sensi del gusto e dell'olfatto tra il brusìo di un mercato vivace con botteghe che nascondono piaceri sodomiti scegliendo ballerini maschi travestiti da odalische, palazzi da mille e una Notte con fontanelle e giardini fioriti che danno in grandissime stanze fresche dove il languore va di pari passo con la sessualità consumata nei bagni turchi fra massaggi con oli profumati e accoppiate omosex. Il Pashià è interpretato da Alessandro Borghi il cui sguardo saettante dà la giusta luce sinistra di un uomo tagliato a metà essendo un italiano diventato Moro dopo l'abiura infame che gli ha comunque pernesso di arricchirsi governando Algeri con la stessa crudeltà che aveva subito vedendo la madre sgozzata da un Moro, non lesinandola nemmeno ai Cristiani suoi fratelli tenuti in prigione.

Il Pashià e Cervantes, duettano come padrone e schiavo con eleganza intellettulae mista a sottile crudeltà che alimenta il piacere del potere nel dominio che alla fin fine si rivela essere quella dello schiavo poiché il Padrone ne subisce il fascino cadendo nell'asservimento sessuale e sentimentale che tutto dà in cambio di un bacio d'amore piuttosto che di qualcosa di banale. Quel bacio che Cervantes lo schiavo alla fine gli rifiuterà per la libertà.

Il Prigioniero, diretto da Alejandro Amenabar è un bel film storico che da tempo non si vedeva al cinema curato in tutti i partcolari dalle location agli interni impregnato in quiei profumi medio-orientali che parevano sentirsi in sala tanto era intrisa l'atmosfera di quella sensualità così particolare che chiude la donna e apre gli uomini esaltando la pratica dei piaceri proibiti di sodomia e alcol dalla quale si eleva, come in un sogno raccontato da Cervantes, una giovane vergine maghrebina convertita al cristianesimo che butta il velo al vento perchè innamorata di Gesu'.



giovedì 11 giugno 2026

IL SESSO TRASGRESSIVO PATINATO TRA CINEMA E TV

 

Una fragolina in bocca, gli occhi bendati, il ghiacciolo che scivola fino all'ombelico e giù giù sempre più sotto, lì dove l'uccellin voleva volare, un infoiamento sotto uno scroscio d'acqua dalle tegole mettendo in evidenza le nudità di un corpo sinuoso sotto il vestito bagnato, con 9 Settimane e Mezzo il sesso trasgressivo patinato aveva segnato una svolta nel costume tornato castigato. A farla da padrone un balletto eseguito in sottoveste con movenze sexy per compiacere il partner che incitava a togliere tutto, finendo con lui rimasto come un baccala' mentre lei si scocciava perchè alla fin fine con tutti quiei giochetti-perditempo non si arrivava mai al dunque. Negli anni 90 in piena epidemia Aids il sesso al cinema era solo palesato e presentato in maniera elegante, ammesso che si possano aprire le gambe con eleganza.

Il sesso infatti non è mai elegante e se va di brutto ancora meglio. Alla trasgressione comunque avevano portato un certa dignità la Tv ammantando la regina dell'anale Moana Pozzi di un'aura da diva, non casta comunque, in grado di rispondere all'intervista di Pippo Baudo che con un elegante baciamano, l'aveva messa al centro per parlare di prostituzione alle casalinghe curiose di sapere come si fa, intrattenendole come una sorta di maitresse a penser.

Panse mia panse tua? No di un pensiero retroattivo su qualsiasi tematica, rendendo semplice quello che per loro poteva sembrare proibito.

Poteva bastare ma alla fine il cinema con la Trilogia delle 50 Sfumature..., riprendeva la tematica del sesso trasgressivo a luci rosse racchiuso dietro a una porta che dava alla stanza delle torture hard le quali comunque erano talmente chic e patinate da rendere irresistibile l'introduzione in quell'orifizio chiamato la tana del diavolo.

La protagonista che docilmente si faceva manipolare da una sorta di vampiro imprenditore di lusso, volava infatti in testa alle classifiche del box office nel  sottostare ai giochetti porno-gadget infilati fra biancheria di seta, tacchi a spillo pizzi e merletti e mascherina che sarebbe diventata un must al tempo del covid in un mix di moda e pandemia ad effetto virale.

Sì perchè abbassando ogni tabu' l'anale si è sempre più diffuso nel costume delle donne diventando una pratica normale dopo anni di posizioni da missionario, delle quali si sono finalmente liberate. Dopo secoli e  millenni di sudditanza al maschio per il suo sollazzo si sono prese anche loro quel piacere che era tutto una sua esclusiva di orgoglio omo, in nome della parità tanto agognata.

E fu così che dal Posto delle Fragole a metterla in quel posto il passo è stato lungo  un ventennio passato dalle foglie al vento al sedere in vista-vision tra cinema o Tv. A piacere.


domenica 7 giugno 2026

CAMPIONI DEL MONDO, Italia Loves Unesco. UN CONCERTONE BELLISSIMO

Quando si entra in campo per vincere la coppa Campioni la RAI non la batte nessuno.

Con un dispendio di mezzi, una numerosa squadra di addetti ai lavori, un ensembla di artisti eccellenti e una scaletta che è tutto un programma per far entrare in scena l'opera Lirica insieme a quella napoletana a rappresentare il made in Italy conosciuto in tutto il mondo e diventato secondo l'Unesco patrimonio dell'Umanita',  un boato ha accolto la conduttrice Milly Carlucci, e non poteva che essere lei, a presentare con la Marcia dell'Aida, Campioni del Mondo Italia Loves Unesco.all'Arena di Verona gremita fino all'ultimo gradino.

Un concertone così non si era mai visto perchè questa volta la RAI ha veramente esagerato non facendodo mancare nulla agli spettatori dell'Arena e del pubblico a casa che ha gioito all'unisono avendo soddisfatto i gusti di tutti.

Sul palco infatti abbiamo visto tanti artisti della canzone italiana e napoletana in primis con Serena Rossi molto sensuale nella figura in abito sottoveste luccicante e appassionata bel cantare la sua Napoli, Massimo Ranieri, Sal da Vinci e tanti altri come Gianni Morandi  che si sono alternati con le romanze più famose dell'Opera Lirica con tutti i suoi autori maestri del Bel Canto da Verdi a Puccini, da Rossini a Donizzetti con la partecipazione come Guest Star di Placido Domingo per un brano della Traviata Libiam nei Liei Calici.

Come potevano mancare le nozze di Figaro col “tormentone” canticchiato da sempre Figaro qui figaro là figaro figaro fi-ga-roooooo per un barbiere di qualità: Figaro quaà.....

E infatti poco dopo è apparsa in scena Patti Smith in tutta la sua forza di strega e vestale a riproporre con immutato carisma ed energia la canzone Because The Nighjt scritta con Bruce Sprinsting che ha rappresentato la bella gioventu' degli anni 70 ribelle e anticonformista post-sessantottina.

Patti Smith ha poi introdotto la soprano.Maria Agresta nel ruolo di Cio Cio San con il brano Un Bel dì Vedremo tratto da Madame Butterfly e casavvo di Battaglia delle soprano Maria Callas e Renata Tebaldi (la quale con questo brano aveva battuto la divina Maria per la celestiale voce più in sintonia con il personaggio.

A colpire è stata la grazia e leggerezza del Don Giovanni di Mozartcantata con un duo di giovani baritoni gagliardi bellissimi Mattia Oliviero e Alessio Arduini , difficili da trovare nell'opera Lirica, che hanno letteralmente giocato con le note fra piatti di spaghetti e calici di vino facendo intravedere fra il gruppo di corte Tre chef stellati capitanati da Carlo Cracco che ha curato l'allestimento di scena i quali hanno ricevuto un premio per la loro cucina innovativa.

E per finire, il coro dell'Arena di Verona che ha cantato il Va Pensiero recitato da ciascun corista con quel pathos che mette i brividi, con a seguire l'Inno di Mameli che ha coinvolto il pubblico emozionato nel cantare tutti in piedi.

Fuori dall'Arena il fedelissimo di Milly Paolo Belli ha presentato l'allestimento del ricevimento a fine spettacolo dove ballerini travestiti da camerieri hanno danzato apparecchiando le tavolate  situate fra banchetti di ortofrutta, salumi e formaggi tutti prodotti DOC del made in Italy.

Insomma un tripudio di tutto quell'Eccellenza italiana che l'Unesco ha nominato Ptrimonio dell'Umanità.

Una festa che ha reso orgogliosi gli Italiani molto più di quanto abbia fatto la parata dei divi, Paola Cortellesi in primis, a parlare della Costituzione dall'alto della sua autorevole esperienza di regista-opera prima nella quale interpretava una donna che andava a votare, quasi uno spot del suo film.

Lo spettacolo dell'Italia era tutto su Rai Uno in diretta dall'Arena di Verona perchè questa è l'Italia che hanno fatto gli italiani col loro ingegno, manualità, il talento artistico nel campo della musica ma anche della moda, dell'arte della cultura con un patrimonio unico al mondo  che nessuno può eguagliare nemmeno a livello di bellezze naturali da Nord a Sud, isole incluse. Italia Forever!



sabato 6 giugno 2026

DUA LIPA E CALLUM TURNER, UN MATRIMONIO DA FAVOLA

 

Nel panorama mediatico tra la bionda e la bruna emerge la bruna. Bella e carnale le movenze da panterina è Dua Lipa la star del pop più accalamata.

Reginetta dei social dove imperversano stacchetti con la sua falcata gagliarda in costume dorato o  pailettes fra ventagli di piume dove fa capolino ancheggiiando per cantare una canzone Dua Lipa ha incantato tutti con la prorompente e scintillante personalità.

Se nel 2024 a primeggiare era Taylor Swift col suo Tour da Londra Berlino e Italia, quest'anno la scena è tutta per lei, imitatissima anche dalle cantanti di casa nostra con Elodie in primis senza riuscire ad imitarne il sex appeal. 

Sì perchè quella di Dua Lipa è una sensualità gioiosa che invita all'happening, perchè la sua creatività tra costumi e coreografie, travolge suscitando entusiasmo e ammirazione per “tanta “ così confezionata bene, senza alcun accenno di morbosità anche nei quadretti che potrebbero essere tradotti in trasgressivi se non fossero ammantati di ironia eleggerezza a renderla  elegante in un erotismo tutto intriso di joi de vivre.


La sua popolarità ha raggiunto l'apice con l'incontro del modello e attore Callum Turner anche lui dotato di forte sex appeal per cui insieme fanno scintille facendo coppia esplosiva che fa sognare tanta è la felicità che sprizza da tuttii loro sorrisi mentre si guardano si abbracciano si baciano si coccolano come due innamorati persi l'uno nell'altra.

Un magico incontro che ora è stato coronato con un m matrimonio da favola scengliendo come location la città di Palermo che i detrattori hanno indicato come città mafiosa mentre invece a portarla alla ribalta fra le star Hollywoodiane sono state le sfilate di Dolce e Gabbana con le ospitate di Sharon Stone, Jennifer Lopez, Madonna e tanti altri attori che amano l'Italia ed i suoi paesaggi da cartolina e che scelgono come location per vari festeggiamenti.


Asteniamoci da ogni previsione sui possibili ostacoli che potrebbero incontrare nel conciliare i rispettivi impegni per le loro carriere, essendo lui attore e lei cantante in tour per il mondo,  pensiamo ad un finale da favola com'è giusto per quella che stanno vivendo, ...e vissero felici e contenti...come se fosse sempre questo bellissimo giorno del loro matrimonio.


venerdì 5 giugno 2026

LA SALA PROFESSORI E I PROBLEMI DELLA SCUOLA

Per riallacciarmi al discorso dei professori aggrediti davanti alla scuola Leonardo da Vinci di Parma della quale ha parlato tutta l'Italia, c'è un film ora su Rai Play, La Sala dei Professori, che dà alcune dritte sulla vicenda.

La storia è quella di una giovane professoressa molto responsabile precisa volonterosa e seriamente convinta del suo ruolo di educatrice oltre che di insegnante di tante materie di una classe in particolare dove i ragazzi sono svegli, collaborativi e molto indipendenti nelle opinioni su professori e sul ruolo della scuola nella quale hanno fondato un giornale di classe che fa venire in mente quello storico de' La Zanzara ai tempi del liceo post-sessantottino.

Non so se vige ancora questa pratica nelle scuole ad insegnar l'arte del giornalismo facendo crescere gli studenti nella convinzione che siamo tutti giornalisti. Infatti basta guardare i social dove se anche sono pieni di fake news si raccolgono consensi di milioni di follower tanto che più sono fakes più vengono prese in considerazione per cui non si sa più quale siano le fonti credibili alle quali attingere essendosi tutti più o meno adeguati.

La giovane professoressa è veramente una roccia, quel che si suol dire una donna ferma nelle sue convinzioni che porta avanti con zelo in nome della verità, intesa come onestà e punto imprescindibile di una persona e della scuola stessa dove da un po' di tempo avvengono furtarelli che non si sa a chi attribuire.

Ad essere presi di mira per primi sono i ragazzi con uno in particolare perchè straniero e con molti spiccioli in tasca da spendere senza alcun esito comunque perchè poi si scoprirà la ladra nella persona di un'addetta alla segreteria.

La professoressa si accolla la responsabilità di difendere il figlio di questa signora manolesta, nonostante la sua ostilità non accettando la colpa della madre, subendo ogni tipo di angherie pur di far valere la sua idea che i ragazzi vadano protetti e non puniti.

Un discorso che porta avanti a costo di ricevere offese da parte di colleghi, insulti dea parenti degli scolari e un voltafaccia dei ragazzi stessi che tramite il giornalino di classe l'attaccano pesantemente fino a farla vomitare.

Come finisce? Alla fine gli studenti sono messi tutti in riga dal sistema scuola che applica una linea dura, mentre quello più dissidente nel sfidare la professoressa fino all'ultimo rifiutandosi di assentarsi per ottemperare il decreto di sospensione nei suoi confronti, verrà portato via dalla polizia per portarlo a casa a viva forza.

La domanda è se valga la pena subire per questioni di principio a costo di rimetterci la salute? Sì perchè la scuola ha bisogno di queste eroine a mettere ordine e assoluto rispetto dei principi fondamentali di una società civile, di cui fa parte in primis il nucleo scolastico più di quanto faccia quello famigliare,  da apprendere e seguire nel rigore e nella disciplina uscendo dal caos dove tutti sblaterano senza nessuno che diriga perchè i professori sono contro i colleghi i quali hanno contro anche i parenti mentre i ragazzi minacciano denunce intimando gli insegnanti al silenzio.

A questo punto è arrivata la scuola, in perenne attesa che qualche prof. sfigata/o si sacrifichi fino a rimetterci in salute, per il bene  di un nucleo scolastico dove  ad essere assenti non sono gli alunni che marinano la scuola o gli insegnanti sempre in malattia con i parenti che si intromettono, perchè il problema è l'assenza dello Stato.  


lunedì 1 giugno 2026

C'E' ANCORA DOMANI LA CONQUISTA DEL VOTO DA PARTE DELLE DONNE

  Ne avevamo bisogno. Lo scossone che ha smosso il cinema italiano dal torpore in cui era immerso ha riportato gli spettatori a riempire le sale come un tempo che fu. Ben vengano le idee nuove anche se “copiate” da fonti autorevoli C'è Ancora Domani è infatti un pout-pourri di ambienti e situazioni già vissute, viste sul grande schermo grazie ad autori come Vittorio De Sica, Alessandro Blasetti Luchino Visconti che hanno narrato l'Italia del dopoguerra mostrando le donne casalinghe che si ingegnano come pitevano per fare lavoretti di cucito, iniezioni, riparazioni e quant'altro a loro portata per racimolare qualche soldo da consegnare al marito non dopo aver fatto la cresta al già misero guadagno. Il film è una rievocazione e un omaggio a questo cinema che ha fatto alzare la testa all'Italia nel riemergere dalle macerie mettendo le basi per il boom degli anni 50. Le donne sono le eroine di questo periodo perchè si sono rimboccate le maniche prendendo spesso la parte dei loro uomini tornati dalla guerra, da  entrambe le fazioni comuniste e fasciste, feriti e indeboliti nella tempra perchè in ogni guerra non c'è mai un vincitore. 

Ecco perchè non ci piace il femminismo visto da Paola Cortellesi, regista nella sua opera prima, perchè le donne come la protagonista Delia, non erano così maltrattate e sottomesse pur non avendo ancora acquisito il diritto al voto. Il quale lo hanno conquistato donne come le nonne che noi tutte abbiamo avuto in famiglia dove ormai il matriarcato aveva soppiantato da tempo il mito del maschio “padre o marito-padrone” fin troppo assente da casa e dunque sbattuto fuori dalla giurisdizione patriarcale. 

La protagonista Delia nella sua condizione di asservimento totale è un insulto alle donne che  hanno invece affiancato i loro uomini coraggiose e impavide nella resistenza, e sono tante.Così se val bene bene la carrellata scenografica in C'è Ancora Domani sugli arredi dell'epoca come il fornello e le prime cucine a gas, le camere da letto sovraffollate, la macchina da cucire immancabile in qualche angolo, le stoviglie (sempre dono di nozze)  custodite tutto l'anno nella credenza con il servizio di bicchieri di cristallo in bella vista dalle vetrinette con centrini, tirate fuori per le feste di Natale Pasqua o per festeggiare fidanzamenti, matrimoni, funerali, con la tovaglia bianca di lino che ogni famiglia anche la più povera aveva riposto nel baule insieme alle lenzuola ricamate a mano rifinite con i punti a giorno o gigliuccio al profumo di lavanda, quello che non quadra è proprio Delia rappresentata come una figura patetica (che con la siringa in mano è ben lungi dalla forza dirompente di una Magnani in Bellissima o il candore genuino di una vittima come Giulietta Masina ne' Le Notti di Cabiria) perchè, anche se ammantata di dolcezza con molta ironia è capace di azioni subdole come quella di restare indifferente alla morte dello suocero ignorandolo per poter scappare con l'amante, sfruttando l'unica possibilità che ha di fuggire da casa e dal marito violento, perchè altrimenti non saprebbe dove andare. A trovarsi un lavoro, no? Passi il paesino di provincia, ma Roma! 

Oppure ancora peggio facendo passare Delia sopra al fatto che la figlia si  sistemi con un giovane di famiglia benestante il cui padre si è arricchito facendo l'informatore dei tedeschi consegnando loro molti uomini, mentre non transige quando sente il ragazzo rivolgersi a sua figlia con la stessa arroganza di suo marito rozzo e manesco (magistralmente interpretato da Valerio Mastrandrea sempre in canotta sudaticcia in stile Stanley Kowalski di Un Tram che si Chiama Desiderio) facendo emergere la presa di coscienza di una casalinga disperata piuttosto che la persona orientata verso l'ideologia di sinistra. E movimento femminista.

Insomma qualcosa non quadra ma il film comunque piace per la presenza di Paola Cortellesi sempre irresistibile nel delineare personaggi fuori dalle righe come la protagonista di C'è Ancora Domani che comuque rappresenta una minoranza perchè per fortuna è la maggioranza che ha conquistato il diritto al voto. Se le donne fossero state tutte a livello di Delia saremmo ancora prenderle di santa ragione a seguir quel detto del saggio maschilista: “Quando vai a casa picchia tua moglie, tu non sai perchè ma lei sì” Tiè! Uomini tremate... Col diritto al voto le donne non si sono più fermate, anche se la strada è ancora lunga, con tante leggi da fare da cambiare...ma se una donna in Italia è diventata premier, possiamo dire di essere a buon punto. Domani si vedrà...


FOLLEMENTE CON UN BACIO INTIMISSIMO

                      



 Follemente, diretto da Paolo Genovese,  non è un film d'amore semplice e romantico, ma di rapporti complicati che iniziano con il sesso  dopo incontri al buio.

Lui (Edoardo Leo) è un professore con famiglia ex alle spalle che si presenta già arrapatao di suo, imbolsito quanto basta per desiderare di chiudere l'affare pur disponendosi volonteroso al rito dei preamboli d'obbligo fra persone responsabili.

Lei (Pilar Fogliati)  è una single imprenditrice  soddisfatta della sua vita del suo lavoro, un filo spocchiosetta generazione millenials.

Finalmente un film intelligente, ed ecco la cronaca: impronta teatrale, dialoghi serrati incalzanti in palleggio brillante con rush finale del giococ maschio...Gol!

Ma non è finita. A stupire è il passo indietro di luiper mettersi in ginocchio e coinvolgere anche la partner  facendola venire a fine partita.

L'importante non è vincere, ma partecipare. Esultanza per tutti anche del coro, una sorta di esemplari maschi e femmine, che commentano le gesta del preludio  facendo tifo l'uno per l'altra prima di arrivare al culmine del piacere: egoista quello di lui in un ci-dò che ci-dò, miagolante da gattina in calore quello dilei che aspettava solo a farsela leccare meravigliandosi nel trovare un ver Campione del settore “là dove non batte il sole”

E fu subito amore. Dedicato a tutti gli uomini che “ci fanno stare bene”.

                  



domenica 31 maggio 2026

UNA GIORNATA PARTICOLARE, FACCETTA NERA E IMPERO COLONIALISTA

Tra i programmi di divulgazione della Tv in onda questa settimana,  Una Giornata Particolare diretta da Aldo Cazzullo si è distinta con la puntata Faccetta Nera di grande impatto visivo e partecipazione al racconto.

Se Piero Angela ha ballato un minuetto fra le strade di Parigi, Cazzullo ha dato un pugno nello stomaco con le nefandezze a non finire perpetrate dai colonialisti italiani fin dai primi insediamenti a fine 800 acquistando piccole spiagge in punti strategici del mar Rosso in attesa dell'apertura del Canale di Suez arrivando alla conquista vera e propria dell'Eritrea e Somalia da parte di Mussolini per finire con l'ultima battaglia del 1997 per la liberazione delle zone ancora occupate da parte dei dissidenti nella percentuale del 98% ad indicare il rigetto assoluto non avendo nessuno digerito il colonialismo italiano.

 Aldo Cazzullo ha tenuto viva l'attenzione con immagini forti corredate da foto e filmati autentici, e non estrapolati da fiction che hanno fatto indignare grazie ad un bel montaggio, sequenze in escalation con ritmo incalzante avvincente coinvolgente ed emozionante di grande interesse avendo rivelato gli orrori di una guerra che conoscevamo poco con  i massacri le sevizie stupri e violenze sui civili.

Mussolini è raccontato con una nuova luce sinistra che lo ha annientato rendendogli giustizia come tiranno in preda a delirio di onnipotenza più di quanto abbiano fatto numerose fiction e film improntate  sulle sue gesta amorose ad esaltare la una virilità da leader carismatico con i suoi iconici comizi al balcone che affascinavano le masse facendole correre alla sue dichiarazioni di guerra con un entusiasmo e una fede cieca, mentre la sua personalità crudele e assassina l'hanno sempre solo accennata facendone quasi una vittima di Hitler che invece era proprio il suo degno compare.

In sottofondo c'era diario di Indro Montanelli da lui scritto durante la permanenza in Africa dove era andato con lo stesso entusiasmo di tanti giovani per poi ricredersi alla fine pensando di aver sbagliato, mentre gli era rimasto il mal d'africa nel ricordo di una sposa-bambina che aveva comprato vergine per non essere contaminato da malattie veneree e per avere i panni sempre lavati e puliti. 

Su questo punto il giornalista, una volta diventato celebre in Italia veniva attaccato dalle femministe che gli contestavano un abuso di minore in odor di pedofilia dalla quale lui prendeva le distanze assolvendosi da questa infamante accusa  dicendo che in Africa fosse la prassi.

Maometto aveva sposato Fatima che aveva 9 anni, e Barbarossa aveva sposato Beatrice quando ne aveva 12, per dirla alla pari. Insomma una prassi dell'oscurantismo medievale radicato nell'Europa così come nell'Africa dove al tempo del colonialismo era ancora molto praticata per cui Indro Montanelli si era adeguato agli usi e costumi del loco.

Genius Loci o semplicemente uno qualunque di quella massa manipolabile  per la quali valga il detto l'occasione fa l'uomo ladro, o il Potere e Denaro fanno l'uomo assassino? E tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino....

Montanelli, e diciamolo se proprio vogliamo dirla tutta, era un fascista pentito rimasto con la testa a destra, il pacco fra gli ultimi per fare la carità a quella bambianetta Faccetta Nera che aveva scelto per servir la sua persona in tutto e per tutto anche sessualmente dando alla relazione una parvenza di legalità col matrimonio e mettere la coscienza in pace, mentre la mano era puntata sulla sua Olivetti 22:  un mix di vizi e virtu' che avevano contribuito a forgiare quel leone da tastiera che tutti conosciamo. 

Infatti non si era sbagliato nell'analisi di questa spedizione in Africa riconoscendo che  fu un errore clamoroso perchè il il sangue dei soldati che erano stati falciati dalla guerra e il sangue versato dai civili, era un prezzo troppo alto solo per soddisfare la magnificenza di Mussolini con la sua mania di conquista volta ad ottenere rispetto nel mondo che sanciva con una frase poco edificante: " Prima non ci consideravano mentre ora ci odiano tutti" Pluralis maestatis!

E infatti quelle gesta rieccheggiano a tutt'oggi come grida di dolore venute da quel che fu un genocidio perpetrato per la conquista dell'Impero Colonialista in Africa per la gloria del duce Benito Mussolini perchè l'Italia finiva in ginocchio nel disonore per rialzarsi con la nascita della Repubblica e cominciare una nuova era con un boom incredibile che aveva portato benessere e libertà.


L'EROS A RUOTA LIBERA TRA CINEMA E TV NEGLI ANNI 70

 L’EROTOMANIA NEGLI ANNI ‘70 AL CINEMA PARTE PRIMA

Nel filone erotico degli anni 70 al cinema imperversavano due categorie di donne: la liceale e la professoressa.
Se la liceale incarnata da Gloria Guida era sempre nuda ma di un nudo pulito perchè sotto la doccia, quello della professoressa era incarnato da Edwige Fenech che saliva in cattedra per far l’appello per poi sedere a dar lezioni. A gambe aperte.
In gambissima infatti lo è stata Edwige Fenech per tutto l’arco della sua carriera che ha gestito sempre oculatamente dai film dove si metteva a nudo, alle produzioni delle fiction tv passando dalla relazione con Luca Cordero di Montezemolo con il quale faceva coppia fissa per diversi anni: una rimorchiata, una sgommata e via in Pole position nella bella società.
Strana quella coppia,lui tanto tanto stilé lei tanto tanto crudité.

Ma al cuor non si comanda tanto meno all’attrazione fisica che si sa scoppia sempre quando meno te l’aspetti.
Tra un sussurro e una carezza il Cordero e la Fenech si sono anche scambiati l’arte del fare, ognuno secondo le proprie competenze che poi entrambi hanno messo da parte per intraprendere le loro strade: la Fenech come manager e Luca Cordero come amatore di una bellissima moglie e bei bambini.
Il cinema aveva perso una delle più grandi protagoniste del filone erotico scacciapensieri che aveva raggiunto il culmine con Quel Gran Pezzo dell’Ubalda tutta Nuda e Tutta Calda. Un colpo di genio perché in un lampo con il titolo si era già capito tutto il film. Il primo di una lunga serie con titoli che più che sintetizzare facevano il cappello introducendo il pezzo che quasi sempre formava il film a episodi.



Da ricordare “L’Insegnante Va in Collegio e poi Viene a Casa, Giovannona Coscia Lunga Disonorata con Onore, Alle Donne del Castello Piace Solo Fare quello. Poi c’è stata la svolta perché dai film di serie C Edwige Fenech è diventata protagonista a fianco di attori importanti come Renato Pozzetto Massimo Ranieri e Ugo Tognazzi che l’anno catapultata nel mondo delle commedie all’italiana di serie B passando poi  alla classe A con le fiction Tv come interprete e come produttrice senza farsi mancare l’esperienza da stilista: un’ Escalation con la quale era assurta a PrimaDonna che le faceva rinnegare tutti quiei ruoli degli esordi dicendo  di averli fatti, per mantenere il figlio. Cuore di mamma non sbaglia mai: infatti, con una mano sul cuore e una nel portafoglio veniva pagata profumatamente perché il suo profumo veniva annusato da tanti fans chiusi nelle sale ad ammirare le sue nudità generosamente offerte.
 Non erano le sole ma le sue, quelle di Edwige Fenech erano fra le preferite perché si mostrava senza alcuna inibizione ma con una dolcezza  quasi maternale. Un modo di porgersi molto gradito che solo Laura Antonelli era riuscita poi riuscita a surclassare.


                              L'EROTOMANIA NEGLI ANNI 70 IN TV    





Se al cinema negli anni 70 era scoppiata la febbre dell’eros, la Tv non voleva essere da meno proponendo i primi nudi a tutto streptease in seconda serata. Con le prime Tv a colori iniziavano anche i Varietà Sexy dedicati a Cicciolina a Moana oppure format   sul genere docu-movie  di Europa di Notte, con i quali si faceva una carrellata fra i locali notturni con una conduttrice pimpante ed ammiccante a presentare Odeon.

Così agli Italiani venivano aperte le porte del Crazy Horse dove brillava una stella dal fisico scattante molto francese che invece del solito palo per la lape-dance roteava flessuosamente intorno ad una corda, raccontando di sé: “Mi chiamo Rosa, Rosa Fumetto e vengo da…BBBBologna!”
Bomb! La francesina piccante e sfacciata era invece un’italiana che faceva impennare l’orgoglio maschio Nazionale ai massimi livelli.




I format Tv si adeguavano facendo programmini nei quali inserire tra una battuta e una canzone qualche pezzo di streptease con i quali si esibivano Rosa Fumetto e Serena Grandi anche lei venuta da Bologna dopo un flirt con Gianni Morandi.
Il format era Il Cappello sulle Ventitrè perché andava in onda sul tardi quando i bambini e gli anziani erano a letto. Allora si facevano solo brevi flash sulle nudità delle show girl che andavano subito a coprire con le mani o con qualche piumazzo in scena per non far scattare la censura. La quale puntualmente è arrivata perché i programmi sono andati a scomparire lasciando il posto negli anni 80 a ballerine e show girl molto ammiccanti anche se scosciate e con i balconcini straripanti alle quali per la prima volta veniva dato voce per qualche gags a doppio senso come Drive In.





PARTE SECONDA DEL POST 17.07.2013:  L'EROTOMANIA DEGLI ANNI 70 FRA CINEMA E TV
Ma torniano agli anni 70, perché il filone boccaccesco con i genitali open-air apparsi sullo schermo grazie alla firma di un grande autore come Pier Paolo Pasolini con la sua trilogia del Decameron, Il Fiore delle Mille e Una Notte, e I Racconti di Cantherbury  metteva letteralmente a nudo gli attori con l’uccello in tiro davanti alla cosina a pelo,


magari posizionata sopra un albero come nei Racconti di Cantherbury con la figlia di Chaplin come interprete. Immagini crude che però raccontavano l’innocenza dell’amore carnale. A tal proposito viene in mente la barzelletta di Pierino, che al cinema a quel tempo imperversava con Alvaro Vitali, quando con l’amichetta trovandosi sotto un albero di cigliege mandava la bambina a raccoglierle mentre lui da sotto la guidava: “Un po’ più in là…ecco così…muoviti…Mmmmm!”finchè la bambina correva da mammina tutta contenta gridando: “… guarda quante cigliege che ho raccolto”, mentre invece la mamma la rimproverara: “Ma sciocchina non sai che Pierino ti ha mandato sull’albero per veder le mutandine?”
"Certo che lo so mamma, ma io prima di salire me le sono tolte!”

Le creature ingenue di Pasolini rasentavano la stupidità mentre quelle scaltre come Laura Betti, per citare il nome di una sua musa, erano tutte intrise di trasgressione e malvagità toccando la tragedia facendole incarnare da due icone come Silvana Mangano in Edipo Re e Maria Callas in Medea. Le quali si ammantavano di tragedia anche nella vita reale morendo in solitudine dopo la morte del loro primogenito e l’abbandono dei rispettivi compagni di potere come Dino De Laurentis e Aristotele Onassis.
 
Non aveva mezze misure Pasolini ma vedeva giusto con l’occhio lungo e disincantato del Poeta che racconta la vita nella sua essenza, facendo di ogni filo d’erba un “cazzo-per-dirla-pane-al-pane”.
Difficile vedere l’innocenza dietro l’immagine spogliata perché si tende sempre a farla scivolare nel volgare becero, ma tutto dipende dall’occhio con il quale si guardano o si        
interpretano immagini nude e crude con linguaggio esplicito per cui l’occhio di un malvagio o pervertito non riuscirà mai a individuarne il messaggio “vitale”
ma sempre quello diabolico di un Zaccaria, Diavolo di terza categoria per dirla tutta con il linguaggio del fumetto come Rosa, Rosa fumetto.
 Come a dire Dio Me l’ha data e guai a chi la tocca. Embè è un fumetto!

                                 

sabato 30 maggio 2026

GIOIELLI BULGARI CREATI APPOSTA PER LE DIVE ANNI 60

Negli anni 60 imperversavano i Bulgari, smeraldi e diamanti in parure importanti creati apposta per le dive nei panni di personaggi storici come Venere Imperiale interpretata da Gina Lollobrigida che ne aveva sfoggiati diversi ispirati a quelli di Maria Luigia e Napoleone rubati recentemente.

Gina Lollo era entrata talmente nella parte da mettere le tiare anche nei ricevimenti fuori dal set.

In quegli anni il cinema esagerava in opulenza non badando a spese ricoprendo le dive di gioielli favolosi veri, non svarowsky come si usava in Teatro.

Le parure si assomigliavano tutte da quelle di Liz Taylor alle due rivali italiane Sofia Loren e Gina Lollobrigida, mentre Audrey Hepburn per esempio lanciava i bijoux comunque sempre d'alta classe. 

Un'altra attrice restia a mettere i gioielli era Grace Kelly che puntava piu' al look ma diventando principessa si era dovuta adeguare a portare gioielli regali con unica eccezione di un anello Cartier regalatole dal principe Ranieri per il fidanzamento, un duamate solitario quadrato e di dimensioni vistose, ma non abbastanze da eguagliare l'anello di Liz Taylor grosso e volgare regalatole da Richard Burton.

I divi allora dovevano distinguersi per eccentricita' ed esagerazioni per far sognare riuscendoci a volte piu' del film.

mercoledì 27 maggio 2026

AMARGA NAVIDAD L'ULTIMO FILM di PEDRO ALMODOVAR

 


Accolto tiepidamente in Spagna, osannato a Cannes, sbarcato in Italia all'uscita del cinema ho raccolto questi commenti: “Non ho parole”, “Troppo cervellotico” mentre in sala a vedere il film Amarga Navidad un pubblico sparso e molte poltrone vuote raccolte in un silenzio senza sussulti fino a quando non è apparso uno strip-men, di quelli affittati a feste del nubilato, davvero notevole per le movenze talmente realiste da far mimare amplessi di godimento fra le spettatrici che si dimenavano nelle poltrone accompagnando il ritmo del su e giu' fino al culmine dell'orgasmo facendole gridare tutte di piacere immaginandoselo dentro. 
Quelle del film ovviamente perchè le spettatrici in sala erano tutte pervase dall'introdeau funereo che dava l'impronta a tutto il film con le protagoniste tutte con gli occhiali buio pesto a sottolineare il lutto da elaborare con la fine di un famigliare come la mamma,  un bambino, e la fine del maschio che fu quando scopava e dalla quale ormai fuggono inorridite.

Le storie sono intrecciate in paralelismi tra finzione e realtà che non fanno altro che confondere perdendo il filo per ritrovarlo solo in alcuni punti, per esempio quando la coppia che scrive il copione tornando sulla scena dello striptease maschile per descrivere al meglio l'animale bellissimo che si dimenava trapanando una sedia si sentivano rispondere che quella era roba vecchia perchè: “...ora tutti vogliono vedere scopare...” offrendo un privè alla coppia che faceva un cenno di diniego tutta schifata. Giammai Una coppia sbagliata in un posto sbagliato perchè lei è lesbica e lui omosex.

Se con Donne sull'orlo di una Crisi di Nervi il regista Pedro Almodovar aveva conquistato il mondo con una storia scoppiettante, con questo film Amarga Navidad sembra aver esaurito la vena o ancor peggio che la popolarità gli abbia dato alla testa affliggendolo con quel delirio di onnipotenza che coplisce anche altri registi su di età come Ridley Scott per esempio i quali dall'alto del loro lungo percorso di carriera pensano che basti mettere insieme qualcosa sulle ali dei passati successi per far gridare al capolavoro. Purtroppo Amarga Navidad non è un film riuscito per un eccesso di cerebralità che ha mandato in confusione il regista stesso e che si può salvare solo per quiei pochi minuti di esaltante vitalità virile della performance di  Bonifacio (Patrick Crido) quando si esibisce in tutto l'orgoglio maschio dimostrando il potere del “cazzo usato a modo” (meditate uomini meditate...) sulle donne, facendole godere in un'ammucchiata orgiastica liberate dai freni inibitori. 

Qualunque uomo vorrebbe essere al suo posto, ma lui invece no, lui ama soltanto la donna protagonista, una donna forte dal piglio manageriale con la quale sentirsi a casa alla quale è devoto anche se lei è sempre afflitta da forte mal di testa per attacchi di panico ed ansia dopo la morte della madre. 

Portandola al pronto soccorso a sorpresa ci troviamo di fronte ad una Spagna dove la sanità funziona perfettamente senza le interminabili file prima alla recepition e poi in sala d'attesa facendo anche notte dei nostri Ospedali, perchè appena nel film  arriva la paziente viene subito ricevuta dal medico con ricovero in stanza singola per gli accertamenti ed esami facendoci pensare che la malasanità sia solo in Italia, liste d'attesa in primis? Questo è un problema molto sentito al Sud perchè qui al Nord non ci possiamo lamentare per l'assistenza e le cure dei pazienti ricoverati nei Reparti,  certo se si potessero snellire le attese in Pronto Soccorso, magari ispirandoci al modello spagnolo. Come mai loro sono così efficienti e noi no? Eppure l'Italia è indicata come una Potenza in Europa, molto più della Spagna sempre alle prese con conflitti che dividono il Paese, e scandali clamorosi che hanno colpito la Corona e da ultimo l'ex primo ministro Zapatero smascherato dalla Polizia. Vuoi vedere anche quella e' più efficiente?

Il film è comunque un abbraccio corale fra maschi con maschi e femmine con femmine tutte di livello molto alto sia mentale che di disponibilità economiche, un circoletto di intellettuali spocchiosi che escludono l'unico in grado di rendere il film degno di essere visto, perchè se li si poteva accettare per il sollazzo non così per fare ensemble perdippiu'con il mestiere di pompiere.

Se Spagna e Italia possiamo trovare differenze, il mondo del cinema con tutti suoi circoletti dei film d'autore che fanno solo fuggire dalle sale nonostante siano stati acclamati ai Festival, da Berlino a Cannes, Da Venezia a Roma, è uguale in tutti i Paesi d'Europa, che finalmente la si vede unita. Con tanta spocchia.


NOTA DI COSTUME QUANDO ESSERE SEX SYMBOL NON PAGA

Tom Cruise, George Clooney, Paul Newman, Cary Grant e tanti altri sono attori che non hanno mai ricevuto 'Oscar. La loro bellezza cosi' sfacciatamente sexy non veniva associata al talento puro cosi' come per Marylin Monroe un sex symbol protagonista di commedie brillanti considerate come  leggerezza dei sentimenti e talento poco di spessore.

A Paul Newman venne offerto il Premio alla carriera che lui rifiuto' pensando fosse un elegante invito a mettersi da parte causa anzianita' intendendo continuare a lavorare.

Cosi' in seguuto gli venne assegnato l'Oscar per il film Il Colore dei Soldi, il remake de' Lo Spaccone per il ruolo del cinico allenatore di Tom Cruise nel ruolo di "spaccone" che ironia della sorte era stato il piu' brutto film, della  carriera di Paul Newman non rispecchiandolo nel suo stile scanzonato.


martedì 26 maggio 2026

GIORGIA MELONI E LA STABILITA' DEL SUO GOVERNO


Con queste elezioni amministrative Giorgia Meloni ha confermato  la stabilita' del suo governo.

Piace la Meloni come donna leader, piu' brava della paurosa Von der Leyen e un po' meno della Merkel piu ' diplomatica e piu' tosta. 

Matteo Renzi quando  si era proposto per dire "cosa farei al posto della Meloni"   con quale faccia tosta visto che al Governo c'e' stato facendo piu' danni che opere di bene.

E comunque la sua formula per il centro sinistra era quella di un furbetto, prendi qui le liste di attesa,  prendi la' sulla sicurezza,  e chiudi col petrolio. Sanita' Sicurezza e petrolio , praticamente benzina e bollette. Cose ovvie, ordinari problemi delle famiglie.

Scalpitava per far saltare il Governo e mandare a casa la Meloni, questo era il suo obiettivo, insieme al programma di Giuseppe Conte, con punto primo mandare a xasa ka Meloni.

La stabilita' di un Governo e' una garanzia di affidabilita' per interloquire con gli altri Paesi rassicurandoli che le trattative intraprese non saltino il giorno dopo.

La Meloni ha buoni rapporti con tutti anche con Paesi Arabi che non sono molto ossequiosi con le donne. E' sicura energica volonterosa, in poche parole e' brava.  La von der Leyen in Turchua non l'hanno fatta sedere, per esempio.  La Schlein anche se brava persona non sembra molto sicura non andando mai dritta al punto rispondendo a una domanda facendone altre.

Se si parla di sicurezza bisogna esprimerla di persona.

Vannacci per esempio e' uno che da' fiducia per la sicurezza, anche se non piace.

La sicurezza non e' solo data dai militari che presiedono le stazioni per far viaggiare le donne difendendole da pusher e stupratori, la sicurezza e' la prontezza a reagire in caso di attacco e sapere come muoversi. 

Piu 'Europa va bene ma se ci attaccassero l'Europa farebbe esattamente come aveva fatto coi migranti, che per Meloni e' stato il cavallo di battaglia  della sua campagna elettorale, perche l'Italia era stata lasciata sola dimostrando polso e determinazione. Invece di mandare aiuti a Zelensky dovrebbe comunque prendere esempio dalla Germania che i soldi delle armi le ha investite per rafforzare la sua sicurezza sapendo sicuramente di non sbagliare la sua strastegia di difesa.

La miglior difesa e' l'attacco diceva Nspoleone ma i Russi sono partiti in camoagna distruggendo le loro case per lasciare Mosca senza cibo e acqua inducendo Napoleone alla ritirata restando imoantanato nella neve con l'esercito decimato dal freddo.

Giorgia Meloni si e' prefissata di dare piu' sostegno alle famiglie per cui dovrebbe tener presente le bollette del gas per non lasciar bambini e anziani al freddo.

L'Iren per esempio concede rsteizzazioni solo per due bollette all'anno, togliendo la fornitura per mancato pagamento dopo 15 gg.  per cui tante famiglie con anziani e bambini e bollette care, rischiano di restare al freddo perche' l'azienda segue il protocollo.

Col protocollo tutto e'  in ordine anche se noente e' in ordine. 

lunedì 25 maggio 2026

FAGNANI-MENTANA UNA COPPIA DI SUCCESSO

Enrico Mentana è molto orgoglioso di Francesca Fagnani come conduttrice e del suo successo televisivo che la rende degna compagna del ruolo da lui ricoperto di membro al vertice in qualità di direttore del Tg La7, la terza Rete più seguita, 

La precedente compagna Michela Rocca di Torrepadula era una sorta di moglie feticcio in quanto eletta Miss Italia a Salsomaggiore facendo coppia glamour il giornalista e la miss, fino a quando non si era messa a lavorare in Tv dove le era stato ritagliato un ruolo insieme allo chef Vissani che fu un flop clamoroso, per la trasmissione, per Vissani mai più visto ai fornelli e per la Rocca Padula. La quale infatti aveva smesso di brillare accanto al compagno perchè nonostante le avesse dato due bambini, il Chicco si era fidanzato con Francesca Fagnani, allora giornalista, dandole un bacio mentre salivano sull'ascensore una metafora perfetta per dire insieme saliremo in alto. Lui però è rimasto sempre al suo posto tale e quale a sé stesso arrivando alle ospitate a dover sbattere la porta come un qualsiai opinionista,  mentre lei lo ha superato con diverse conduzioni televisive fino al palco di S.Remo spopolando fra i social come reginetta tiktoker tanto che ora parlando del Chicco si pensa come al compagno della Fagnani.

venerdì 22 maggio 2026

UN FUTURO APRILE. L'UTIMA STORIA DI MAFIA CHE SBARCA IN TV

 


Un Ffuturo Aprile è l'ultimo sul tema mafia, ora su Rai Play, basato su una storia vera che ha come interprete nei panni del magistrato Carlo Palermo, calato dal Trentino per insediarsi nella Procura di Trapani, Francesco Montanari un attore dalla faccia scolpita che non fa trasparire alcuna emozione, restando sempre dritto come un fuso scomponendosi appena appena  dopo aver subito un attentato dimostrando, riuscendoci benissimo, la sua tempra dura e coriacei nel rimettersi subito al lavoro entrando negli Uffici con l'orecchio insanguinato per il timpano forato dal fragore del boato della strage. 

Che sarà mai? Il dovere innanzi tutto senza comunque dimenticarsi di avvisare lo staff che ci sono state vittime innocenti, esternando sempre con lo sguardo impietrito un senso di colpa al commissario (Emmanuele Aita) che calmerà la sua coscienza diostrandosi fidato amico nel sostenerlo nelle indagini che entrambi portano avanti facendo irruzione a tappeto nei luoghi dove si annida il braccio violento della mafia arrestando tutti i piccoli malavitosi perchè i mandanti restano nell'ombra a tramare fin quando la Cassazione avrà li avrà assolti per tornare a delinquere come intoccabili fino a quando il solito pentito non deciderà di parlare. Così in una seconda fase anche i mandanti vengono arrestati e condannati a sorpresa facendo chiudere un cerchio con “Giustizia è Fatta”

Un messaggio molto positivo se non fosse che la fiction sia tutta girata come una commedia sentimentale a sfondo criminale in giallo-rosa come le interviste Crime di Francesca Fagnani fra sorrisini e domandine scomode lanciando frecciatine intinte nell'inchiostro simpatico in grado di decifrare solo il Corrierino dei  piccoli fans.


Peccato che qui si parli di mafia dove una madre con due bambini ha trovato la morte guidando un auto sul percorso del magistrato la cui carica esplosiva li ha presi in pieno parando la vita del Giudice, per cui baci e abbracci sembrano un filo fuori luogo all'insegna di quel vogliamoci bene alla faccia dei mafiosi mentre dentro si grida vendetta da perpetrare fino all'ultimo.. Il grido di dolore soffocato è quello del vedovo Nunzio interpretato da Peppino Mazzotta (il collaboratore storico  di Montalbano) il quale se si butta in un'indagine parallela con quella della Polizia, dopo pochi mesi è già in dolce compagnia di una giovane ragazza rimasta incinta che presenta alla figlia Margherita sopravissuta all'attentato per essere andata a scuola da sola, la quale invece di essere gelosa come normalmente succederebbe in tale  frangente di lutto non ancora elaborato, l'accoglie entusiasta come una seconda mamma diventando a sua volta una sorta di mamma del fratellino in arrivo. La famiglia si allarga anche con buona pace della zia che lascia di buon grado il posto vacante alla nuova compagna del padre anche se in Paese circolano chiacchiere su di lei. Invece la ragazza dimostra di aver un cuore grande diventando nel corso della fiction una colonna portante per il sostegno al compagno nella lotta alla mafia e per il contributo economico in favore di Margherita che a sua volta ama talmente tanto il fratellino da inibirne la voglia di crescerr perchè dopo 17 anni è rimasto ancora piccolino come quando ne aveva 10.

Margherita comunque, morto il padre, è quella che vedrà finalmente trionfare la giustizia che avviene nonostante il magistrato sia stato trafserito a Roma perchè continuamente minacciato da lettere anonime che arrivano anche all'indirizzo delle sue figlie inducendolo a desistere dal continuare la sua lotta alla mafia sfilandosi da qualsiasi contatto con la famiglia delle vittime per non trovarsi la stampa intorno anche se ormai lui non è più essenziale perchè il lavoro lo continua il Commissario con il supporto di Margherita nell'accettare di costituirsi parte civile per continuare la battaglia. Nonostante il diniego a restare ed ad avere contati con le parti offese, Margherita molto nobilmente alla fine contatta il Magistrato Carlo Palermo per  liberarlo dal senso di colpa e ringraziarlo.

Di che cosa non si sa, visto che la sua famiglia era stata distrutta a causa sua anche se involontaria, con lui che si era arreso al primo intoppo con la solita frase che distingue i medioci,  ma che non ci si aspetterebbe da un magistrato di alta statura: “Tengo famiglia” ammettendo di fatto la sua potenza. Gli eroi di mafia sono tutti un'altra storia.


mercoledì 20 maggio 2026

LAPPONIA I LOVE IU, UNA FAVOLA TRA LE RENNE

Piacciono ancora le favole? Con Lapponia I Love iu ne abbiamo vista una molto carina ambientata in Finlandia tra allevamenti di renne paesaggi fioriti immersi in un religioso silenzio per sentire il rumore del vento e delle acqua gelide e cristalline dei torrenti sparsi ovunque per arrivare al freddo mare del nord e dove la vita trascorre nelle lunghe giornate di sole non conoscendo il buio della notte fonda ma solo una leggera penombra.

Il protagonista Carmine Esposito, interpretato da Erasmo Genzini, e' un giovane di Napoli che insieme a due amici pur essendo bravi ragazzi conoscono l'arte di arrangiarsi con furtarelli facendo piccoli bottini rubando orologi ai ricchi finendo per colpire un mafioso che induce Carmine ad accettare l'eredità del fratello Salvatore il quale stabilitosi in Finlandia gli ha lasciato una bella casetta da entrarne in possesso dopo avervi soggiornato due mesi.

Giovani gagliardi e soprattutto napoletani la compagnia esuberante si fa subito conoscere dai nativi finlandesi alcuni dei quali prendono le distanze mentre altri li accolgono ben lieti di godere della loro allegria, del caffè buono e della loro estroversa compagnia. Carmine vien colpito dalla grazia di una ragazza del posto nipote della compagna di Salvatore, Sunna' (Anna Magga Wigelius) che lo mette in guardia sulla morte del fratello archiviata come suicidio ma con il sospetto di omicidio al quale lui non crede affascinato da quella vita così beata che non potrebbe nascondere insidie. Così in questo paradiso naturale lui insegue Maren Elle così si chiama la ragazza (L'attrice Sissi Jomppanen) mentre si occupa delle sue renne facendole complimenti e dichiarazioni d'amore che lei gli dimostra di non capire parlando una lingua completamente diversa. Ma il linguaggio dell'amore è universale e quando c'è alchimia fra due persone la parola Ti amo che lui le sussurra dolcemente lo si capisce in tutte le lingue riuscendo ben presto a conquistare il suo cuore che lei ricambia timidamente dopo aver risposto con i primi approcci con un calcio nelle palle dimostrando la sua natura selvatica difficile da conquistare tanto da tenere sulle corde anche un pretendente del posto che purtroppo mira a sposarla per entrare in possesso del suo allevamento di renne.  Così tra i due sorgono tanti ostacoli dovendo superare la diffidenza degli abitanti che si frequentano solo fra parenti accoppiandosi fra di loro, ma sopratutto la mafia del posto, che spadroneggia sugli allevamenti togliendo di mezzo, come è stato per Salvatore, tutti quelli che li scoprono.

In questa banda c'è coinvolto anche il fidanzato Mihkkal ma Carmine dopo essere stato avvisato con calci e pugni di non impicciarsi, vuole andare a fondo alla faccenda riscendo a smascherare la banda che affronta senza paura pur avendo la pistola puntata per fargli far la fine del fratello riuscendo a scamparla grazie al colpo di fucile di Maren Elle che finalmente cade tra le sue braccia facendolo scegliere, e con lui anche gli amici, di restare per vivere felici e contenti anche se fra una cotoletta di lingua di renna e una pizza all'ananas, ma l'amore vince su tutto.

Durerà?la domanda resta in sospeso per valutare un sequiel numero due o addirittura una serie. Comunque vada, la favola finisce qui col gioco della seduzione e del preludio tra piccole schermaglie della guerra dei sessi che hanno fatto accendere la fiamma dell''amore e della passione, perchè poi comincerà la quotidianità della vita vera sfociando come tutti nella noia anche in Paradiso come la natura incontaminata della Finlandia 
Erasmo Genzini interpreta ormai sé stesso, il bell'u'guaglione impunito napoletano dal cuore generoso ma con la testa calda, alla giusta temperatura comunque da renderlo simpatico non oltrepassando il limite preferendo restare ai margini non della società comunque ma della mafia. Piacione a tutto tondo dal sorriso al capello riccio gli occhi neri accesi come il carbone e profondi come il cratere del  Vesubio incarna la napolenità da cartolina, lo scugnizzo che tutti vorremmo incontrare a Napoli davanti ad una pizza mentre lui suona il mandolino cantando O Sole Mio con lo sfondo del Golfo di Napoli a confermar quel detto Vedi Napoli e poi Muori.