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venerdì 22 maggio 2026

UN FUTURO APRILE. L'UTIMA STORIA DI MAFIA CHE SBARCA IN TV

 


Un Ffuturo Aprile è l'ultimo sul tema mafia, ora su Rai Play, basato su una storia vera che ha come interprete nei panni del magistrato Carlo Palermo, calato dal Trentino per insediarsi nella Procura di Trapani, Francesco Montanari un attore dalla faccia scolpita che non fa trasparire alcuna emozione, restando sempre dritto come un fuso scomponendosi appena appena  dopo aver subito un attentato dimostrando, riuscendoci benissimo, la sua tempra dura e coriacei nel rimettersi subito al lavoro entrando negli Uffici con l'orecchio insanguinato per il timpano forato dal fragore del boato della strage. 

Che sarà mai? Il dovere innanzi tutto senza comunque dimenticarsi di avvisare lo staff che ci sono state vittime innocenti, esternando sempre con lo sguardo impietrito un senso di colpa al commissario (Emmanuele Aita) che calmerà la sua coscienza diostrandosi fidato amico nel sostenerlo nelle indagini che entrambi portano avanti facendo irruzione a tappeto nei luoghi dove si annida il braccio violento della mafia arrestando tutti i piccoli malavitosi perchè i mandanti restano nell'ombra a tramare fin quando la Cassazione avrà li avrà assolti per tornare a delinquere come intoccabili fino a quando il solito pentito non deciderà di parlare. Così in una seconda fase anche i mandanti vengono arrestati e condannati a sorpresa facendo chiudere un cerchio con “Giustizia è Fatta”

Un messaggio molto positivo se non fosse che la fiction sia tutta girata come una commedia sentimentale a sfondo criminale in giallo-rosa come le interviste Crime di Francesca Fagnani fra sorrisini e domandine scomode lanciando frecciatine intinte nell'inchiostro simpatico in grado di decifrare solo il Corrierino dei  piccoli fans.


Peccato che qui si parli di mafia dove una madre con due bambini ha trovato la morte guidando un auto sul percorso del magistrato la cui carica esplosiva li ha presi in pieno parando la vita del Giudice, per cui baci e abbracci sembrano un filo fuori luogo all'insegna di quel vogliamoci bene alla faccia dei mafiosi mentre dentro si grida vendetta da perpetrare fino all'ultimo.. Il grido di dolore soffocato è quello del vedovo Nunzio interpretato da Peppino Mazzotta (il collaboratore storico  di Montalbano) il quale se si butta in un'indagine parallela con quella della Polizia, dopo pochi mesi è già in dolce compagnia di una giovane ragazza rimasta incinta che presenta alla figlia Margherita sopravissuta all'attentato per essere andata a scuola da sola, la quale invece di essere gelosa come normalmente succederebbe in tale  frangente di lutto non ancora elaborato, l'accoglie entusiasta come una seconda mamma diventando a sua volta una sorta di mamma del fratellino in arrivo. La famiglia si allarga anche con buona pace della zia che lascia di buon grado il posto vacante alla nuova compagna del padre anche se in Paese circolano chiacchiere su di lei. Invece la ragazza dimostra di aver un cuore grande diventando nel corso della fiction una colonna portante per il sostegno al compagno nella lotta alla mafia e per il contributo economico in favore di Margherita che a sua volta ama talmente tanto il fratellino da inibirne la voglia di crescerr perchè dopo 17 anni è rimasto ancora piccolino come quando ne aveva 10.

Margherita comunque, morto il padre, è quella che vedrà finalmente trionfare la giustizia che avviene nonostante il magistrato sia stato trafserito a Roma perchè continuamente minacciato da lettere anonime che arrivano anche all'indirizzo delle sue figlie inducendolo a desistere dal continuare la sua lotta alla mafia sfilandosi da qualsiasi contatto con la famiglia delle vittime per non trovarsi la stampa intorno anche se ormai lui non è più essenziale perchè il lavoro lo continua il Commissario con il supporto di Margherita nell'accettare di costituirsi parte civile per continuare la battaglia. Nonostante il diniego a restare ed ad avere contati con le parti offese, Margherita molto nobilmente alla fine contatta il Magistrato Carlo Palermo per  liberarlo dal senso di colpa e ringraziarlo.

Di che cosa non si sa, visto che la sua famiglia era stata distrutta a causa sua anche se involontaria, con lui che si era arreso al primo intoppo con la solita frase che distingue i medioci,  ma che non ci si aspetterebbe da un magistrato di alta statura: “Tengo famiglia” ammettendo di fatto la sua potenza. Gli eroi di mafia sono tutti un'altra storia.


mercoledì 20 maggio 2026

LAPPONIA I LOVE IU, UNA FAVOLA TRA LE RENNE

Piacciono ancora le favole? Con Lapponia I Love iu ne abbiamo vista una molto carina ambientata in Finlandia tra allevamenti di renne paesaggi fioriti immersi in un religioso silenzio per sentire il rumore del vento e delle acqua gelide e cristalline dei torrenti sparsi ovunque per arrivare al freddo mare del nord e dove la vita trascorre nelle lunghe giornate di sole non conoscendo il buio della notte fonda ma solo una leggera penombra.

Il protagonista Carmine Esposito, interpretato da Erasmo Genzini, e' un giovane di Napoli che insieme a due amici pur essendo bravi ragazzi conoscono l'arte di arrangiarsi con furtarelli facendo piccoli bottini rubando orologi ai ricchi finendo per colpire un mafioso che induce Carmine ad accettare l'eredità del fratello Salvatore il quale stabilitosi in Finlandia gli ha lasciato una bella casetta da entrarne in possesso dopo avervi soggiornato due mesi.

Giovani gagliardi e soprattutto napoletani la compagnia esuberante si fa subito conoscere dai nativi finlandesi alcuni dei quali prendono le distanze mentre altri li accolgono ben lieti di godere della loro allegria, del caffè buono e della loro estroversa compagnia. Carmine vien colpito dalla grazia di una ragazza del posto nipote della compagna di Salvatore, Sunna' (Anna Magga Wigelius) che lo mette in guardia sulla morte del fratello archiviata come suicidio ma con il sospetto di omicidio al quale lui non crede affascinato da quella vita così beata che non potrebbe nascondere insidie. Così in questo paradiso naturale lui insegue Maren Elle così si chiama la ragazza (L'attrice Sissi Jomppanen) mentre si occupa delle sue renne facendole complimenti e dichiarazioni d'amore che lei gli dimostra di non capire parlando una lingua completamente diversa. Ma il linguaggio dell'amore è universale e quando c'è alchimia fra due persone la parola Ti amo che lui le sussurra dolcemente lo si capisce in tutte le lingue riuscendo ben presto a conquistare il suo cuore che lei ricambia timidamente dopo aver risposto con i primi approcci con un calcio nelle palle dimostrando la sua natura selvatica difficile da conquistare tanto da tenere sulle corde anche un pretendente del posto che purtroppo mira a sposarla per entrare in possesso del suo allevamento di renne.  Così tra i due sorgono tanti ostacoli dovendo superare la diffidenza degli abitanti che si frequentano solo fra parenti accoppiandosi fra di loro, ma sopratutto la mafia del posto, che spadroneggia sugli allevamenti togliendo di mezzo, come è stato per Salvatore, tutti quelli che li scoprono.

In questa banda c'è coinvolto anche il fidanzato Mihkkal ma Carmine dopo essere stato avvisato con calci e pugni di non impicciarsi, vuole andare a fondo alla faccenda riscendo a smascherare la banda che affronta senza paura pur avendo la pistola puntata per fargli far la fine del fratello riuscendo a scamparla grazie al colpo di fucile di Maren Elle che finalmente cade tra le sue braccia facendolo scegliere, e con lui anche gli amici, di restare per vivere felici e contenti anche se fra una cotoletta di lingua di renna e una pizza all'ananas, ma l'amore vince su tutto.

Durerà?la domanda resta in sospeso per valutare un sequiel numero due o addirittura una serie. Comunque vada, la favola finisce qui col gioco della seduzione e del preludio tra piccole schermaglie della guerra dei sessi che hanno fatto accendere la fiamma dell''amore e della passione, perchè poi comincerà la quotidianità della vita vera sfociando come tutti nella noia anche in Paradiso come la natura incontaminata della Finlandia 
Erasmo Genzini interpreta ormai sé stesso, il bell'u'guaglione impunito napoletano dal cuore generoso ma con la testa calda, alla giusta temperatura comunque da renderlo simpatico non oltrepassando il limite preferendo restare ai margini non della società comunque ma della mafia. Piacione a tutto tondo dal sorriso al capello riccio gli occhi neri accesi come il carbone e profondi come il cratere del  Vesubio incarna la napolenità da cartolina, lo scugnizzo che tutti vorremmo incontrare a Napoli davanti ad una pizza mentre lui suona il mandolino cantando O Sole Mio con lo sfondo del Golfo di Napoli a confermar quel detto Vedi Napoli e poi Muori.



venerdì 15 maggio 2026

IL GLADIATORE DUE

 

Così anche in Tv sbarca Il Gladiatore 2, il sequiel girato da Ridley Scott dopo 20 anni anche se non se ne sentiva il bisogno, ma era da vedere  perchè l'operazione marketing puntava proprio sulla curiosità per cui chi l'ha visto potrà scegliere di rivederlo passando sopra alla raffica di spot pubblicitari e dell'orario prolungato inevitabile in una Tv commerciale come canale 5.

Ci sono film che girati in serie 1 o 2, oppure in trilogy o all'infinito che sono molto attesi e seguiti perchè portano avanti un discorso o di un regista come Pier Paolo Pasolini con il Fior di una Mille e una Notte, I racconti di Cantherbury, Il Decameron,  o di saghe famigliari come il Padrino o il percorso di un eroe come Rocky oppure un filone fantascientifico come Alien da andare a vedere nonostante il regista (che da Ridley Scott il primo ne sono seguiti altri) così come per 007 da Sean Connery fino a Daniel Craig. Per non citare le GuerreStellari, Il Signore degli Anelli ecc.ecc.

Il marchio però lo deve imprimere uno solo, un regista, un'idea o un personaggio che nel Gladiatore lo ha impresso Russel Crowe con un Physique du Role vigoroso ed energico che si fondeva perfettamente con l'integra virilità di un leader combattente e pessionale e l'intensità interiore di un uomo colpito nei suoi affetti più cari, manifestati con una sofferta recitazione ed un rotear di spada tanto da plasmar un personaggio unico nello spettacolo. Pertanto alla sua morte il film poteva ritenersi finito anche perchè nel frattempo su quel filone d'oro sono sorte tante produzioni in serie televisive che ci sono bastate ed avanzate perchè tradotte in splatters con sague che schizzava a fiumi bucando fin lo schermo con i Gladiatori sexy toy, con pacco gonfio a vista pelo al servizio della bisogna di matrone sempre in fregola  e, questa è imperdonabile, con l'Arena circoscritta in un cortile in quel sito di Capua memoria tutto da dimenticare.

Il Gladiatore da eroe tutto onore e gloria era diventato una sorta di porno-gadget per orge patrizie con ammucchiate fra schiavi sempre arrapati e troie matronali.

Così Il sequiel del film è stato visto come un'operazione poco convincente anche per il rifiuto di Russel Crowe di partecipare e già  questo avrebbe dovuto far desistere il regista perchè sarebbe come se una Imma Tataranni riprendesse la serie senza Valeria Scalera, un flop in partenza come si è visto con i Cesaroni con il solo Claudio Amendola non avendo più senso portare avanti quel discorso interrotto che bastava riprendere ricominciando con un'altra famiglia senza insistere di far dei Cesaroni discendenti diretti di Giulio Cesare e Cleopatra.

Insomma Ridley Scott pensava che il film n.2 lo potesse gestire alla pari del primo come se fosse stato una sua creatura avendo la brillante idea di incentrarlo su Lucius la creatura di Lucilla, spacciandola per figlio del Gladiatore avuto da Lucilla suo vecchio amore e non mentre era sposato con la moglie perchè i bambini avendo la stessa età, erano stati concepiti da due padri diversi senza alcun dubbio.   

La creatività specie se fantasiosa, non ha confini e non potendo resuscitare i morti ci si trastulla con i vivi tenendo il marchio a garanzia di continuità senza considerare che nel Gladiatore Russel Crowe avesse messo l'anima immedesimandosi in un personaggio che sentiva molto  facendo il suo capolavoro di percsorso artistico, tanto che Russel e Gladiatore erano e lo sono ancor per tutti un tutt'uno mentre tutto il resto difficile da imitare. Si è visto con il Gladiatore Due dove come Lucius e figlio segreto è stato scelto Paul Mescal ancora fresco dell'aura di studente universitario irlandese della serie Tv Normal People, alto allampanato sempre un filo fuori fase nel gestire studi e ragazze compagne di studi che nella realtà, sulla scìa di questa serie di successo impazzivano per lui, ma niente a che fare comunque con un muscoloso Gladiatore e con lui men che meno Pedro Pascal col baffo messicano, così come Denzel Washinghton, seppur molto bravo, in un ruolo improbabile che sembra cucito low coast per far accumulo di star da richiamo perchè riesumando Lucilla appare una Connie Nielsen in botulino in una sorta di pallida idea della nobile patrizia di un tempo che fu avvolta in memorabili costumi. I quali se nel primo film erano parte di una scenografia curata nei particolari e non solo perchè anche gli effetti speciali erano credibilissimi nella ricostruzioni AI  del Colosseo in primis, in questo secondo film passano inosservati oscurati da una scenografia pomposa roboante esagerata impossibile e men che meno improbabile con l'inserimento di mostri preistorici a sostituire le mitiche tigri di passata memoria, mai dimenticate comunque nella loro suggestiva apparizione a sorpresa insieme alla Colonna Unita a formazione testuggine per contrastare la corsa delle bighe e vincere clamorosamente, col Generale che era diventato schiavo e da Gladiatore più amato del Re di Roma.

Invece nel secondo film si rimane basiti annientati dalla violenza gratuita sulla quale si è lavorato fantasiosamente senza riuscire a coinvolgere nemmeno con la battaglia navale al Colosseo un pasticcio confuso con una sorta di video gioco che ha reso il pubblico insoddisfatto anche se il regista era sempre Ridley Scott.

Il quale con l'età invece di migliorare, ha prodotto un flop dietro l'altro avendo probabilmente esaurito la vena creativa di una visione che vada oltre un buon prodotto da piazzare sul mercato seguendo un copione in linea con lo star system invece che una sceneggiatura attinente ai fatti storici perchè se sul primo c'era qualche libera interpretazione, sul secondo la fantasia si è troppo scatenata come ai tempi dei Kolossal storico-romani Hollywoodiani ormai in declino, proprio quel genere di film che a Russel Crowe agenti e amici avevano sconsigliato di interpretare con  Il Gladiatore che invece lui ha accettato nobilitandolo. Il Gladiatore, non la serie dei Peplum perchè dopo di lui, il nulla.



venerdì 8 maggio 2026

PRISCILLA. LA SUA VITA CON ELVIS PRESLEY


https://www.youtube.com/watch?v=vGJTaP6anOU

Sofia Coppola è una regista che come poche sa entrare nella psiche delle adolescenti che ha raccontato in tanti bei films esordendo alla grande con  Il Giardino delle Vergini Suicide, Lost in Translation, Bling Ring, L'Inganno.

Il più acclamato è stato sicuramente Marie Antoinette girato a Versailles in versione Rock con una esplosione fashion  di colori nelle crinoline e in un tripudio di ventagli parrucche cappellini pizzi merletti e scarpe in raso col tacco a rocchetto e tutto in stile Roccoco'.

L'ultimo suo film è Priscilla, la moglie di Elvis Presley che gli aveva dato una figlia Lisa Mary diventata anni dopo la moglie di Michael Jackson, dove racconta la storia del loro incontro con la prospettiva di lei ma sul modello di Marie Antoinette con la  villa di Graceland a Menphis che è una sorta di Versailles nella quale lei vi entra bambina per uscirne adulta da donna consenziente che non si avvia verso la ghigliottina ma ad affrontare la vita vera oltre la favola di una principessa in gabbia.

Il primo incontro avviene in Germania quando Elvis era di stanza alle basi Nato dove erano anche i genitori di Priscilla la quale avvicinata da una amico del cantante mentre lei beve una coca al Bar dopo il permesso dei genitori segue lui e la moglie per andare ad una festa in casa di Elvis ben felice di conoscere il suo idolo. L'incontro è un colpo di fulmine per lui che si innamora di questa piccola bambolina decidendo di sposarla non appena lei avrà superato l'esame di liceo la cui scuola frequenterà a Menphis ospite di Elvis. Così lui la presenta a tutti come la sua ragazza tra lo sconcerto di parenti e amici nel trovarsi di fronte ad un'adolescente minorenne.

In attesa che venga quel giorno, poiché Priscilla non ha l'età ed Elvis la vuole rispettare perchè l'ama sinceramente, la coppia pratica il petting, quel preludio erotico molto in voga negli anni 50 in cui si esploravano i corpi con baci e carezze fino ad un certo punto, ovvero quello della verginità. Per tutto il resto a piacere.


Priscilla è sempre più in fregola e vuole crescere trasformandosi vistosamente grazie ad un pesante trucco tacchi alti capelli cotonati e soprattutto folte ciglia da assumere l'aspetto di una bambola per incarnare inconsciamente l'ideale del suo idolo il quale, pur avendola desiderata quando era acqua e sapone così conciata lo inorgoglisce  pur restando restìo a portarla sul set dei film che gira con travolgente successo facendo un importante sodalizio artistico (e sentimentale)  con l'attrice Ann Margret  che lascia finite le riprese per tornare dalla sua piccola così chiamnata per tutto il corso del loro rapporto senza mai pronunciarne il nome.

Questa la dice lunga su una relazione che segna chiaramente le distanze sia a livello fisico, lui molto alto e lei minorenne di statura piccola,  sia a livello emotivo perchè  lui non entra mai dentro di lei chiamandola per nome accarezzando l'anima della sua donna, trattandola a tutti gli effetti come un oggetto.

Insomma un rapporto all'insegna di problematiche  e superficialità che porteranno all'inevitabile separazione dopo la consapevolezza di lei di non essere stata veramente amata, lasciando Elvis smarrito pensando che ogni donna  volesse essere al suo posto.

Un posto dorato, pieno di lusso nel quale Prisiclla si sentiva mortificata nella sua personalità messa a fuoco in un episodio nel lettone dove, facendo le cuscinate, lei lo colpisce forte provocando in lui una reazione rabbiosa nel cacciarla via dicendole di non volere un uomo ma una donna femminile e sottomessa. Un imperativo al quale lei negli anni si ribellava andando a lezioni di Karate e riprendendo le sembianze naturali senza trucco e parrucco determinata a lasciare quella Casa di bambola nella quale aveva sprecato la sua vita nei saloni vuoti in paziente attesa del ritorno del marito dalle tournée o dal set dei film.

Jacob Elordi è un Elvis credibile che con l'alta statura, mentre prende sottobraccio quella bambina che presenta come la sua ragazza,  sa rendere la relazione inquietante  delineando una personalità infantile e narcisista molto marcata al limite della pedofilia. Un lato oscuro dal quale comunque ne esce Elvis Presley , un artista che ha portato una rivoluzione nella musica e nei costumi facendo sognare intere generazioni allora come oggi. Buon per Priscilla per avere trovato la sua strada con qualche particina anche nel cinema ma la stella luminosa che brilla in firmamento è solo quella di Elvis Presley. Con l'interpretazione di Priscilla, Cailee Spaeny ha ricevuto la colpa Volpi al Festival di Venezia del 2023.

mercoledì 6 maggio 2026

DAVID DI DONATELLO 71 EDIZIONE CON VINCITORI A SORPRESA

 

Bianca Baldi e Fabio Insinna hanno presentato ma soprattutto animato la 71esima edizione del David di Donatello all'insegna della leggerezza e del puro divertimento.

Insinna ironico e scatenato con la diretta è andato a ruota libera con battute ironiche irriverenti e dissacranti avendone per tutti, mentre Bianca Baldi, dopo il felice esordio a S.Remo è stata un'ottima co-cponduttrice con tanta brio naturalezza e simpatia e la cui risata squillante ha contagiato il pubblico.

Finalmente il cinema, dopo l'umiliante esclusione da Cannes, ha potuto autoelebrarsi e questo va detto senza ironia perchè è giusto che sia orogoglioso della propria produzione e creatività e dei propri artisti in nome dell'arte e della Politica. Molta Politica. Sarà questo il problema dei tagli del Governo che ha messo in crisi il settore con le maestranze inprimis?

Il cinema è un'arma, uno strumento potente per diffondere idee, per aprire le menti per fare sognare...Ecco, forse al di là della  politica penalizzante quello che manca al cinema è la capacità di di far sognare perchè va bene riflettere, va bene pensare, va bene doversi sentir colpevoli dei massacri per inerzia, va bene che la sinistra sia migliore della destra fascista, però si dovrebbe tener presente che per schiodarsi dai divani e andare nelle sale per immergersi nella magia del grande schermo ci vuole partecipazione, interesse ma soprattutto ci vuole un bel film che oltre a saper emozionare con storie e drammi sia recitato bene, con dialoghi comprensivi, luci e scenografie curate così come i costumi le musiche le luci il focus su protagonisti accattivaneti, caratteristi di tempra una troupe efficiente ed un regista esperto che abbia una visione, perchè quello che conta è un'idea originale non un prendi una scena da qui un'altra da là cioè dagli autori storici per fare un pout-pourri come omaggio o citazione spacciandolo per operazione cerebrale di cultura e arte all'insegna dell'innovazione.

Cose nuove e mai viste o sentite (avete presente Per un Pugno di Dollari l'effetto che fece appena uscito?) sono gli elemti chiave perchè il cinema abbia un futuro uscendo possibilmente dal circolino di Roma.

Sì perchè il cinema italiano parla romano o addiritttura romanesco anche se il film vien girato a Napoli.

Lo spettacolo è stata comunque allietato dall'intervento di ospiti importanti, la cantante Anna Lisa, Nino Frassica, Stefania Sandrelli, Arisa OrnellaMuti e Raoul Bova mentre i premiati sono stati: a sorpesa come miglior attrice  per la Mia Gioia, Anna Quattrocchi l'anziana caratterista di tante fiction Tv , miglior attrice non protagonista Matilda De Angelis per il film Fuori e questa volta da sola e non ex equo, miglior film Le Assaggiatrici e miglior attore Lino Musella già visto ne L'Amica Geniale per il film Nonostante mentre il film migliore è andato a Le assaggiatrici candidato insieme a La Grazia Fuori Cinque Secondi.

I Candidati al David rappresentano le eccellenze della produzione cinematorgrafica italiana, film bellissimi come La Grazia rimasta senza premi che sicuramente meritava avendo fatto tra l'altro il tutto esaurito nelle sale, ma questo è solo un dettaglio perchè la qualità non si deve misurare al botteghino, anche se comunque fa) con attori professionisti di collaudata bravura come Barbara Ronchi, Valeria Bruni Tedeschi Anna Ferzetti Valeria Golino Tecla Insolia Valerio Mastrandrea Claudio Santamaria  Toni Servillo ed a sorpresa Sergio Romano che ha vinto come miglior attore protagonista per le Città di Pianura film premiato anche come miglior sceneggiatura originale e miglior regia, mentre il miglior film Internazionale è andato a  Una Battaglia Dietro L'Altra.


lunedì 4 maggio 2026

IL DIAVOLO VESTE PRADA DUE. LA CRISI DELLA MODA E DELLE RIVISTE

 

Dopo vent'anni c'e' la curiosità di vedere Il Diavolo Veste Prada due per conoscere il declino del mondo della moda e dell'editoria. Della Moda.

Sì perchè morti Valentino Gallerani e Giorgio Armani di quel mondo è rimasto solo il ricordo dello scintillìo così ben illustrato nel  Diavolo Veste Prada, l'originale che tale resta perchè il secondo è una copia triste con personaggi che si ritrovano per cercare di raccogliere un'eredità che li faccia restare a galla sperando nell'aiuto di Dior.

Il Brand è in sottofondo perchè la protagonista è la rivista Runway diretta da Miranda Priesly (Meryl Streep nel ruolo di Anna Wintur direttrice di Vogue che ha lasciato proprio l'anno scorso) che ha bisogno di una rispolverata ai servizi moda ai quali sopperisce Andy Sachs (Anne Athaway) tornando in redazione dopo essere stata licenziata  dal giornale per cui lavorava insieme a tutti i suoi colleghi con un secco messaggio Wathsapp,

Oggi si usa così a rimarcare quanto i tempi siano cambiati, ma non le buone maniere quanto meno formali. Infatti dietro la facciata del lusso-fashion incarnato da modelle sempre in tiro, girandola di abiti, ambienti luminosi a vista panoramica su New York, i book e tante sfilate eventi e serate glamour dove tutti vorrebbero esserci, ci sono operazioni marketing scorrette all'insegna di sgambetti tradimenti fusioni a patti leonini pronte a spiazzare membri al potere. In questo caso solo uno, rappresentato da Miranda interpretata da Meryl Streep la quale ha dichiarato che il suo personaggio è il più antipatico di tutta la sua carriera che invece non ha confermato nel sequiel avendolo addolcito presumibilmente causa raggiunta terza età con compagno presente e premuroso che per impersonarlo hanno scomodato persino Kenneth Branagh.

Col cumulo non si dovrebbe sbagliare perchè sono stati inseriti tanti altri personaggi importanti come Donatella Versace in un cammeo e Lady Gaga per accompagnare la sfilata di Milano-vende-moda, ma l'effetto è stato disastroso fin troppo roboante chiassoso e pacchiano come solo sanno fare gli americani per tradurre il trend dettato dagli Europei, made in Italy in primis.

Se il film strizza ancora l'occhio a Prada assurgendola a musa ispiratrice (la quale in realtà si è orientata sugli abiti da lavoro, a conferma della crisi della moda) di Giorgio Armani e Valentino Gallerani per esempio non c'è ombra alcuna.

Il made in Italy col passo felpato silenzioso elegante fra il fruscìo degli strascichi delle rouge dei volants e delle perline che impreziosiscono gli abiti tutte cucite a mano è solo presente nelle clips dei social dove l'AI cerca di ricopiare attingendo fra gli archivi  nell'intento di ricreare imitandone lo stile abiti da sogno bellissimi ai quali comunque manca l'anima con quel fruscìo dal vivo della passerella: un'anima gentile algida che sfili come un angelo così come mirabilmente incarnato da Vittoria Ceretti nei mondiali di Cortina. Nel film niente di tutto questo tutto girato all'insegna di un mondo che sarà catapultato  on line, meno spese e più possibilità creative anche se nella moda tutto è già stato inventato e gli imperi sono destinati a scomparire lasciando solo qualche traccia come afferma un protagonista del film che recita la battuta davanti al Cenacolo scelto come location per  la cena elegante a lume di candela dopo la sfilata della Runway.

A questo ci hanno ridotti, a ruderi sui quali banchettare allegramente come gli ultimi dei dell'olimpo scesi sulle nostre rovine dell'Ultima Cena.



Sperando che sia l'ultimo film su questo filone diabolico , che comunque ci fa ben sperare sia per l'età avanzata dei protagonisti Meryl Streep e Stanley Tucci (il mitico assistente Nigel) talmente rigidi nei corsetti e pancere da sembrare ingessati ( comunque sicuramente piu' interessanti per altri ruoli) che per la non più giovane età delle due co-protagoniste Anne Athaway ed Emily Blunt che fan la caricatura di Andy ed Emily del primo film senza più infilzare una battuta spiritosa in sincrono con l'espressione del viso perchè il botulino lo impedisce.

Tanto Rumore per nulla direbbe Shakespeare per rappresentare questo mondo dell'effimero  comunque pur sempre un mondo di fatica di impegno di creatività e di sostanza ma soprattutto di visione che gli addetti ai lavori devono possedere per far girare milioni con le Maison, molte delle quali pur affossando nei debiti, continuano a presentare show con abiti da sogno diventando più importanti delle vendite stesse, al botteghino in primis

Infatti il  battage pubblicitario sui vari Red Carpet alle prime di tutti i Paesi del mondo, con le protagoniste in abiti fantastici, è stato più bello dello stesso film.


giovedì 30 aprile 2026

RE CARLO III FA IMPAZZIRE IL MONDO.

 

Tutti pazzi per Re Carlo III che finalmente nel Tour in America ospite alla Casa Bianca del Presidente Donald Trump,  si è preso la rivincita su Diana, la principessa del Galles amatissima dal popolo che la voleva sempre abbracciare al posto di Carlo considerato il principe consorte.

Quando arrivavano insieme per il bagno di folla dividendosi fra le due fila, quella di Carlo iniziava a chiamare Diana, la quale godeva nell'aver rubato la scena a lui, l'erede al trono di Inghilterra che nella famosa intervista sul matrimonio sovraffollato lei lo giudicava inetto e poco adatto per diventare Re. Evvai||

Infatti Diana purtroppo se ne andava clamorosamente così come aveva primeggiato diventando Principessa del Galles meglio definita come principessa del popolo.

Regina lo era diventata Camilla, la rivale che sovraffollava il letto di Carlo, nel quale l'intrusa era comunque Diana la moglie legittima.

Camilla era l'amica di sempre, l'amante appassionata a luci rosse, la confidente stimata, la madre che Carlo non aveva avuto mai perchè Elisabetta era la madre dei suoi sudditi con la priorità alla Corona, anche se rimangono spezzoni di films diffusi per promuovere la Royal Family nei quali si vedevano riuniti Elisabetta e Filippo davanti al Barbecue o intorno alla tavola sorridenti insieme ai figli che si divertivano alle loro battute, perchè quelle sì che erano vere sicuramente più dei quadretti famigliari.

Infatti l'umorismo non è mai mancato nella famiglia Reale specie fra Elisabetta e Filippo anche se molto delle battute di questi risultavano infelici traducendosi in gaffes clamorose. Ma la regina Elisabetta ed il Principe Filippo con il senso dell'umorismo palleggiato hanno portato avanti il loro matrimonio fino alla fine dei loro giorni avvenuti quasi in contemporanea, due anni l'una dall'altro, con tutti gli alti e bassi annessi e connessi, corna in primis. Reciproche ovviamente senza drammi, l'importante che restassero in famiglia i cui segreti custoditi erano favoriti da una stampa compiacente ed asservita, prima che si scatenasse l'inferno con l'arrivo di Diana a Corte mettendo tutti i fatti e  misfatti dei reali alla ribalta per un pubblico sempre più morbosamente incuriosito e sorpreso che anche i Nobili scopassero cornificandosi o facendo gli sporcaccioni come tutti gli amanti focosi e arrapati del mondo.

Carlo e Camilla erano in pole position con la pubblicazione delle intercettazioni intime  e riferimenti personali ai Tampax che come una sorta di porno-gadget rappresentavano una trasgressività estrema. Son cose!

Cose di cui tutto il mondo era venuto a conoscenza ma con gli anni si erano spenti gli echi di queste effusioni hard tanto che con lo scorrere del tempo si tende a considerarle il frutto di una passione molto intensa rivalutando il ruolo di Camilla come donna profondamente innamorata che ha avuto una positiva influenza su Carlo,  perchè  si sta rivelando un monarca lungimirante e brillante, confermandosi l'uomo più elegante del mondo per il suo aplomb molto British ma non solo anche per il look di quel gusto raffinato ereditato dalla madre la Regina Elisabetta fugando ogni dubbio anche su quelli che credevano alle parole di Diana, La quale se è stata molto presente sulla scena non è stata altrettanto lungimirante nei suoi giudizi sul marito offuscata dalla gelosia si potrebbe pensare se non lo fosse stata nemmeno nell'affermare quanto Harry le sembrasse più adatto di William a diventare Re.

Dio salvi la Regina Camilla!





martedì 28 aprile 2026

IL CASO 137, QUANDO UNA POLIZIOTTA SI PRENDE A CUORE UN DOSSIER

 

Il Caso 137 è un film ambientato a Parigi ai tempi della manifestazione, servizi sanità, dei cosiddetti gilet gialli contro la Polizia impegnata in una sanguinosa guerriglia urbana la più pesante degli ultimi decenni dove erano infiltrati anche agenti in borghese che avevano avuto l'ordine di operare con tutti i mezzi a disposizione di cui alcuni di loro si erano dotati comprando caschi  al Decathlon.

Queste teste di casco, praticamente abusive ma ammesse legalmente in incognito, si sparigliavano per le vie meno frequentate per inseguire quelli che si erano allontanati dal gruppo nei Champs Elysées. Una di queste spedizioni si imabetteva in due ragazzi che, riconoscendoli come agenti tiravano loro una lattina vuota inducendo gli stessi a rispondere per “legittima difesa” sparando due colpi di pistola colpendo uno alla testa  mentre l'altro stava fuggendo.

Su questa vicenda indaga  Ispettore Stephanie Bertrand (Lea Drucker).a capo di una commissione di Polizia nominata per indagare sulla Polizia ed eventuali scorrettezze nella guerriglia.

Le indagini si svolgono seguendo la prassi con i verbali degli interrogatori rilasciati freddamente senza concessioni ad esibizioni per questioni di fiction per essere protocollati col numero assegnato alla pratica così come succede nelle stazioni di Polizia.

Il dossier in questione porta il n.137 che l'Ispettore si prende a cuore dopo aver interrogato la madre del ragazzo in coma all'ospedale rendendosi conto della buona fede di questa famiglia di manifestanti, arrivati a Parigi per difendere  i loro diritti calpestati  nel settore sanità, da un piccolo paese di provincia nel quale la poliziotta era nata con i genitori ancora in vita che in tempi passati per un breve periodo avevano usufruito delle cure assistenziali di questa madre loro compaesana. Il mandato è difficile da svolgere dovendo mettersi contro colleghi dei quali l'Ispettore conosce i sacrifici ed i rischi nel buttarsi nelle mischie affrontando le aggressioni dei manifestanti e dovendo rispondere con altrettanta violenza per difendersi così come sostenuto fermamente da queste teste di casco indagate che comunque grazie a una ripresa di un telefonino alla finestra di un Hotel da parte di una cameriera di colore, vengono ripresi mentre uno di questi dopo aver sparato, non contento, sferra un violento calcio al povero ragazzo rimasto a terra ferito in una pozza di sangue.

Di fronte a questo filmato agghiacciante che inchioda gli agenti non resta che l'arresto ma qui il film va oltre con ingerenze dall'alto per farli rilasciare immediatamente tanto da mettere in crisi l'Ispettore nel dubitare che tutto il suo lavoro di indagine nel Corpo della Polizia non serva a nulla dovendo scontrarsi sul fatto che la difesa degli agenti debba sempre avere la priorità per non minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni mentre lei rischia persino di essere indagata nel sospetto di aver agito non come super partes.

Di fatto il ragazzo che ha subito danni permanenti al cervello, nel rilasciare la sua deposizione stentando nell'esprimersi fa riflettere se sia stato giusto avergli rovinato la vita da un abuso della polizia. Tema irrisolto da tempo che, se in Francia viene archiviato col protocollo 137 dossier, in America fa ancora indignare con sommosse sanguinose, una dietro l'altra, con la condanna a morte di chi non sia super partes (v. il personaggio di Sean Penn nel Film Una Battaglia Dietro l'Altra).

C'è da osservare che in sala c'erano pochi spettatori a conferma che questo tipo di tematiche non siano molto sentite in Italia dove la guerriglia urbana non raggiunge mai la violenza di quelle dei gilet gialli che aveva messo in ginocchio la Francia, o delle Banlieu e delle minoranze d'America.

Il film comunque è molto interessante ed avvincente  perchè, se inizia con la freddezza del questurino indagatore, piace la protagonista Lea Drucker nel ruolo della  brava poliziotta segugio Stephanie Bertrand la cui calma, senso di responsabilità rigore e risolutezza con le quali porta a termine il suo mandato adempiendo ad un dovere ma anche mossa da un profondo senso di giustizia e di pietas, riscatta la categoria di una Polizia corrotta e intoccabile protetta dai vertici della Politica. Ed è curioso che questo compito sia sempre più affidato a delle donne le quali se prendono a cuore un caso,così come spesso succede, non è un demerito per debolezza ma un valore aggiunto per la comunità evitando di  farlo insabbiare per compiacere qualcuno in alto.


lunedì 27 aprile 2026

ROBERTA VALENTE NOTAIO IN SORRENTO, UNA FICTION PIACEVOLE GARANTITA AL LIMONE.

 


Roberta Valente dopo aver studiato al Nord, ha vinto un concorso da Notaio per cui decide di tornare al suo Paese, Sorrento, per esercitare la professione in studio associato con un vecchio amico di famiglia.

Lei ama molto il suo lavoro in linea con la sua natura precisa e controllata, fin troppo, perchè oltre a pianificare il suo lavoro con le pratiche di certificazione, pianifica anche la vita privata gestendo il rapporto con il fidanzato Stefano (Alessio Lapice) che conosce fin da bambina con imperiosa autorevolezza facendolo cedere ad ogni sua decisione, data del matrimonio in primis, alla la quale lui cede ma con buon viso a cattivo gioco.

Infatti dopo aver conosciuto la sorellastra (ma tale a sua insaputa) della sua fidanzata Notaio presso la quale lavora come assistente, si rende conto di aver sbagliato tutto nella vita, sia in amore che in amicizia non riuscendo ad uscirne fuori perchè alla fine se le trova tutte due contro. L'indecisione non paga.


La fiction iniziata in sordina poi via via sempre piu' accattivante grazie alla fisicita' della co-protagonista Leda (Flavia Gatti) della quale il Notaio Roberta Valente conosce il suo status di sorellastra dopo aver indagato su suo padre che aveva avuto questa bambina Leda da una relazione illegittima,  la quale si accaparra la scena con la sua esuberanza e spontaneità in contrapposizione con Roberta precisina calma lucida che agisce solo dopo aver riflettuto il cui fisico modesto e senza fronzoli non l'aiuta a livello di empatia immediata ma comunque vincente se contrapposta alla sorellastra, una sorta di bonazza tutta cuore e tette ma in realta'  una piaciona che cerca di sfruttare la sua condizione di orfana sballottata da un collegio a una famiglia senza aver mai conosciuto l'amore dei genitori, per ricevere attenzioni e consensi.

Noiosissima tutto sommato perche' quel fisico da sballo  potrebbe bastare per conquistare chiunque senza necessariamente dover fare pena.

Il tema punta sulle due sorellastre distinguendole come quella che ha il pane e l'altra che potrebbe avere i denti invece e' una patatona del quale comunque Stefano si innamora perdutamente mentre in Robertta sorge un improvviso interesse verso un  un bellessimo ragazzo Vito (Erasmo Genzini) ma di origini povere che di mestiere fa il pescatore perchè le viene rammentato dalle zie essere il bambino che le aveva portato un fiore nel giorno del naufragio dei genitori dalla quale solo lei si era salvata.



Fra i tanti personaggi spiccano due ragazzini compagni di scuola Lucia (Adriana Savarese) ed Enrico (Francesco Serpico) due giovani promesse già viste rispettivamente nelle fiction Il Bel Canto e L'Amica Geniale, uniti da una liaison che potrebbe rivelarsi tossica perchè lui è di buona famiglia mentre lei tira canne ed è di mano lesta, ma la forza dell'amore, più forte per lui comunque,  sicuramente alla fine trionferà mentre resta in dubbio se Roberta rivelerà a Leda di essere la sua sorellastra, avendo finalmente ricordato che i genitori erano naufragati per un litigio nel discutere sul riconoscimento della figlia illegittima, facendole insorgere un sentimento di rancore verso Leda.

La curiosità è che la fiction sia ambientata in una location cartolina come Sorrento dove spesso i limoni fanno da sfondo ma questa volta a primeggiare sono i protagonisti con le storie che si dipanano soprattutto in studio Notarile, fra pratiche ed assistenti penne stilo in bellavista, rogiti e testamenti dai quali escono sempre sorprese come nella vita reale. Insomma una bella fiction con i personaggi tutti nella parte.


lunedì 20 aprile 2026

CLAUDIO BISIO, UNO SBIRRO IN APPENNINO

 

Che cosa sarebbe una fiction senza la location formato cartolina? Tanti saluti da...

Questa volta dall'Appennino Emiliano del Bolognese molto accattivante nel paesaggio boschivo fra ruscelli limpidi e fiumiciattoli scorrevoli sulle cui sponde ci si riposa fumando una canna o amoreggiando fra le fresche frasche.

La fiction Uno Sbirro in Appennino né un poliziesco interpretato da Claudio Bisio, nel ruolo del commissario Vasco Benassi, che conferma la sua professionalità versatile  con la stessa mimica che tutti conosciamo e che lui manifesta senza timore di scadere nel comico perchè fa parte del suo metodo di recitazione sia nel lanciare una battuta per allegerire la tensione che nell'esprimere sentimenti profondi, in questo contesto verso la sindaca di Bologna Nicole Poli interpretata da  Valentina Lodovini, con la quale un tempo aveva flirtato, che con la sua giovane assistente Amaranta Paloma (Chiara Celotto) una tipa squinzia che lui ha preso sotto la sua protezione per insegnarle il mestiere, ricordandogli la sorellina scomparsa in un incidente del quale si sente responsabile.

Nel paesello d'origine è ritornato dopo esservi stato inviarto come una sorta di punizione ma il contatto con gli amici di un tempo gli fanno apprezzare sempre di più questo suo mandato sullìAppennino dove, manco a dirlo delitti e  misteri sono all'ordine del giorno perchè anche lì è "arrivata la civiltà globale" a turbarne la quiete.

Le indagini si svolgono con l'aiuto di collaboratori caratteristi, la cugina Gaetana (Elisa Di Eusanio) e Fosco (Michele Savoia) i quali, come da copione, hanno storie private che si intrecciano insieme alla scoperta dell'assassino.

La ficiotn è piacevole e si segue con partecipazione facendo appunti su note di costume come la frangetta francesina di Amarante, la giovane assistente di Benassi che porta una ventata di freschezza non solo alla Stazione di Polizia ma anche nel paesello di provincia ancorato ad antiche tradizioni che i paesani mantengono con orgoglio pur adattandosi al progresso di Internet.


mercoledì 15 aprile 2026

GHOST TRAIL, IL VA PENSIERO DEGLI IMMIGRATI DEL MEDIO ORIENTE

Ghost Trail  è un bellissimo film che si segue tutto d'un fiato. Il protagonista l'attore Adam Bessa nel ruolo di un rifugiato siriano Hamid ha uno sguardo molto intenso accentuato dall'esprimere il dolore per le torture subite in patria sotto il Regime di Assad e il lutto che si porta dentro per la morte della moglie e della figlia mentre era in carcere che " nessun fuoco e nessuna lacrima potranno mai spegnere"

Il film mette a "fuoco" il disagio e la fatica dei rifuguati ad integrarsi perche' il ricordo della propria terra e dei cari lasciati la' per forza di cose non li lascia mai facendoli restare ancorati al passato senza speranza di costruirsi un futuro in terra straniera. 

Alla fine trionfa il messaggio di mandare a processo i criminali del regime sparsi in tutta Europa piuttosto che perpetrare vendette personali una volta scoperti da gruppi speciali dei quali faceva parte anche il protagonista che aveva tampinato il suo carnefice. 

Il film parla anche del rapporto intenso con la propria madre che sente costantemente tutti i giorni arrivando a sfidare il pericolo di un nuovo arresto nel recarsi a Beirut per portare medicinali alla madre in campo profughi rimanendo in incognito accontendosi di guardarla da lontano con il cuore gonfio di malinconia dell'amore dolce del quale lei lo ha sempre circondato, trovando la forza di dare sepoltura ai suoi cari rappresentati da una loro foto e un gingillo della sua bambina.

Insomma la storia di un uomo integro coraggioso sopravissuto a tanti dolori il quale tornato a Parigi decide di riprendersi la vita tornando ad insegnare all'universita'.

Un film crudo  supportato piu' dalle parole del racconto in prima persona che dalle immagini esplicite delle torture subite ma non per questo meno intense e nel contempo dolcissimo e struggente che ha fatto emozionare.

lunedì 13 aprile 2026

HAPPY HOLIDAYS, LA"FELICE" CONVIVENZA CONFLITTUALE ARABI-ISRAELIANI

Questo  è un film che racconta la difficile convivenza fra musulmani ed ebrei in Medio Oriente anche fra le classi più elevate, mentre fra i giovani ci sono segnali di apertura con affettuose relazioni.

Il racconto ha una visuale parallela sulle storie dei vari componenti delle due famiglie, mettendo dapprima in evidenza quella araba  la cui madre, nonostante l'avvenuta crisi finanziaria, si ostina a voler mantenere lo stesso tenore di vita di quando erano ricchi puntando ad un matrimonio dispendioso per la figlia per dimostrare di essere all'altezza del loro status. Il figlio Rami che ha una relazione segreta con una ragazza ebrea Shirley vuole che questa abortisca mentre lei si rifiuta sfidando le minacce con la quale viene bersagliata telefonicamente da fanatici che prendono a botte anche Rami.


Parenti ed amici fanno quadrato intorno alla coppia per impedire subdolamente la nascita di questo bambino scomodo che infatti non avverrà dopo una visita ginecologica nella quale, con la complicita' della sorella,  viene detto alla ragazza di non esserci alcun battito del nascituro inducendola a fare un raschiamento. Pro bono pacis per tutti.

La sorella di Rami, Fifi che studia all'Università a Gerusalemme, è corteggiata da un medico che si dimostra innamorato fino a quando non scoprirù  dalla cartella clinica che lei faceva uso di contraccettivi e di aver avuto un rapporto con un ragazzo Ebreo per cui la rifiuta in un primo momento per poi ricottantarla per darle una chance perchè se il cuore gli dice una cosa la testa ne dice un'altra. Al che sarà lei a rifiutare per buona pace sua e di un modo pieno di odio, in attesa che esploda con la tragedia del 7 ottobre.

Questo film fa riflettere  nel constatare quanto il processo di civile convivenza fra arabi e musulmani sia solo una facciata perchè oltre all'odio profondo sempre esistente e mai risolto, si aggiunga una mentalità retrograda ancora da superare vedendo come un giovane medico rifiuti una ragazza perchè non più vergine e soprattutto per colpa di un ebreo con le rispettive famiglie tutte concordi nel definirla  una puttana. Parole forti e intromissioni violente nella sacralità della nascita, sono le donne e i bambini i primi a subire sofferenze da queste situazioni conflittuali.

Così se c'era una fragile speranza di pace fra i giovani, il 7 ottobre ha accentuato la frattura che difficilmente. così come stiamo assistendo a tutt'oggi,  si potrà sanare.

domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua

 


martedì 31 marzo 2026

GF VIP. SON COSE|



Che gioia che bello e scusate l'entusiasmo ma il GF VIP sta decollando! Sì ma per andare a parare dove ancora non si sa.  Ilari Blasi non ha un copione perchè dice che non è necessario preferendo l'improvvisazione , non necessaria nemmeno quella perchè viene lasciato molto spazio agli ospiti della casa, ma soprattutto alle donne che sono compatte nel prendersi la scena come in una sorta di gineceo per parlare delle loro cose, ovvero del ciclo sia di quelle che ce l'hanno che di quelle over, mentre su Adriana Volpe resta il dubbio essendosi rifiutata di confermare o negare rigettando sdegnosamente questo livello basso di far televisione essendo abituata a ben altro dimenticando il battibecco con Magalli che aveva fatto scatenare il gossip, quello di livello basso nel far televisione, dove comunque a onor del vero lei aveva pienamente ragione.


Il ciclo per le donne è una cosa seria  e l'argomento ha tenuto banco per diverso tempo con l'intervento delle opinioniste Selvaggia Lucarelli e Cesara Buonamici che hanno supportato la tesi dell'una o dell'altra ma chiudendo frettolosamente il tema perchè se anche non è più un tabu' resta pèur sempre un argomento intimo per cui giustamente dal ciclo si  è passati alla maternità, la cui sacralità non deve essere messa in discussione: Così le mamme Alessandra Mussolini ed AdrianaVolpe sono state assalite dai baciotti delle loro figliole con versamento di lacrime e commozione in tutto lo studio.

Il paragone del GF condotto da Ilari Blasi non puo' mancare con quello di Alfonso Signorini il quale sicuramente aveva più polso nel condurre partecipando vivamente alle storie degli ospiti della Casa coinvolgendo le opinioniste mettendole anche contro tra di loro. Insomma sapeva fare quel gioco che manca ad Ilari la quale è completamente disconnessa con le opinioniste a loro volta distaccate dai VIP non interferendo se non per dare qualche dritta consigliando di chiedere scusa perchè “non sta bene” o moderare i termini perchè eccessivi come la parola branco pronunciata da Ibiza l'unica  ragazza, bellissima, di colore del gruppo.  La quale se si sentiva presa di mira, ha saputo difendersi benissimo dopo dopo aver attaccato per prima facendo commenti sull'onorabilità di una ospite a nome Blu che si era messa in posa a gambe aperte raccogliendo l'ira di tutte le altre del gruppo che avevano fatto il cerchio di sorellanza verso la ragazza offesa.

A dire il vero sono dinamiche già viste perchè ricordo un episodio con la Miss Italia Arianna Davide la quale aveva avuto la stessa reazione di Adriana Volpe sentendosi ferita per qualche commento di troppo in quanto donna e madre dimostrando una forte sensibilità priva di un minimo senso dell'umorismo per sorvolare,  facendo sollevare un polverone tra il pubblico che allora aveva ancora un filo di ingenuità.

Adesso non fa una piega limitandosi a votare il più antipatico perchè magari si cambia quattro volte al giorno, parla come un gagà acculturato e non ha connessione con gli altri come osservato dalla Lucarelli. Nessuno si indigna più perchè tutto già visto rivisto, anche il tentativo di Francesca Manzini e Raimondo Todaro di imbastire una storia che agli occhi del pubblico risulta poco credibile anche se i VIP giurano di palpare il frizzo che c'è fra loro due avendocela messa tutta nel ballare appassionatamente dimenticando che la Manzini è maestra nelle imitazioni. Infatti è stata smascherata dalla Mussolini avendola accusata di avere due facce. Certo, la sua e quella in tale e quale.

Quando il collegamento si è riaperto nel salotto buono non si è riusciti a capire molto perchè i VIP urlavano accavallando le voci facendo una gazzarra ingestibile fino a quando è stato chiuso il collegamento perchè Ilari non riusciva a tenerli a bada nè tanto meno la Lucarelli che stava buona buona al suo posto mentre la Buonamici era buona nuona pure lei facendoci rimpiangere i bei tempi quando si accapigliava con Beatrice Luzzi perchè almeno c'era qualcosa di cui parlare. Era il bello del GF suscitare interesse sulle battute fulminanti, sulle simpatie per i preferiti, sulle discussioni con quelli poco in sintonia sulle storie d'amore che fiorivan come le rose anche se purtroppo non bastavano più perchè si era perso interesse per questo reality pensando di farne risollevar le sorti affidando la conduzione a Ilari Blasi. Che dire a questo punto? Che il GF ha fatto il suo tempo e le sue cose.

Perchè insistere e non chiudere il ciclo? Sì perchè ci si domanda quale sia il senso di queste Vere Importanti Persone a mettersi in vetrina per discutere di amenità. Son cose!


sabato 28 marzo 2026

THUNDERBALL la serie di 007 su cinema la7



Sto guardando 007 Thunderball su La 7 Cinema con la corsa in moto di Luciana Paluzzi la rossa incendiaria che si contrapponeva alla Bond girl Claudine Auger. 

Al momento del lancio del film fu proprio la Paluzzi a catalizzare l'attenzione per il seno molto abbondante, naturale perchè non c'era ancora la moda della chirurgia plastica, e poi per il temperamento alquanto estroverso. 

9A Taormina nel 1965 per presentare il film insieme  a Claudine parlava sempre lei come se fosse la protagonista assoluta. Era molto bella, anzi più che bella vistosa per cui aveva messo in ombra la povera Claudine che era una bellezza molto fine, con un seno normale e poco appariscente, ma con uno sguardo molto vellutato anche se, un filino a mandorla ad effetto strabico.

Da sempre un difettuccio considerato comunque la bellezza di Venere perchè esalta un'espressione enigmatica fuori dal comune. Infatti con questo film le sono arrivate una pioggia di scritture sempre in ruoli da signora-bene alle prese con amanti e gigolo'.

In questo film lei sostiene il ruolo di Domino la cui particolarità è rappresentata dalle acconciature molto elaborate con chignon elaborati e cotonati a torre, che stanno tornando di moda.Lui, Sean Connery era all'apice perchè invecchiando era diventato ancora più virile, col petto peloso che faceva impazzire. 

In una scena di un altro film "Si vive solo due volte", c'è un accenno a questo petto villoso, esibito mentre fa il bagno con alcune ragazze giapponesi che lo massaggiano, di cui lui va molto fiero spiegando a un suo amico meravigliato di tante attenzioni, come fosse una sorta di nido in cui si vanno a posare le passerotte. Una cosa stupefacente del film sono le riprese sottomarine, con inquadrature molto nitide e luminose.

lunedì 23 marzo 2026

UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA. UN FILM TROPPO AMERICANO

Una bBttaglia dopo L'Altra è un film brutale violento terrorista alienante dal ritmo incalzante nel battere il tempo da ricordare se vuoi ricevere aiuto da non dimenticare per non restare solo al tuo destino. Ma violenza è terrorismo sono impresse nel DNA per cui mi sento di interpretarlo in questo senso, ovvero come testa di cazzo.

Il ruolo più incisivo è quello di una donna che rappresenta la forza della natura, nera e selvaggia ((Teyana Taylor) che trascina il compagno (Leonardo Di Caprio) in una battaglia non sua ma dei neri vittime di razzismo, con il quale si accoppia perfettamente nel far saltare le sedi del sistema , banche, CdA e soprattutto i luoghi di detenzione degli immigrati per arrivare al Capo delle Milizie un Colonnello ( Sean Penn) un filo tonto nella sua cieca sottomissione al Potere Costituito che lei umilia mettendolo in ginocchio insultandolo e puntandogli la pistola in bocca.

Lui si eccita e non la molla pensando a lei ossessivamente fino a riuscire nel farsi una sega mentre la spia col cannocchiale puntando al suo ombelico fuori dai jeans e poi al grosso culo mentre lei lo dimena  puntando a sua volta la pistola al malcapitato di turno.

Niente tette ma culo e pistola in pugno. La fica è nera che più nera non si puo'.

Questo lo fa andare giù di testa per cui quando la inchioda nella sua attività di bombarola terrorista la inchioda per ricattarla minacciandola scegliendo il carcere o farsi fare. Di brutto ovviamente, senza riserve, a differenza del compagno con il quale lei si accoppia leccandogli la bocca che lui ricambia: lei è la fica nera e lui pure. Il legame scorre sul filo di piombo anche se lui più fragile 

E infatti sarà lui a prendere il suo ruolo una volta che lei rimane incinta, del'altro, perchè gli lascia la figlia per tornare a fare la rivoluzionaria che esercita sempre più violentemente fino ad arrivare ad uccidere. Un gesto fatale che la riporta al Colonnello il quale passa al ricatto bis, quello piu' pesante, per farla parlare in cambio della libertà che lei ottiene mandando a morire i suoi compagni per ottenere attenuanti e vivere sotto copertura in un appartamento da signora dove il Colonnello ha le chiavi per entrare e uscire a piacimento fino a quando non troverà un biglietto “Non sono la tua fica” : Così esce di scena per lasciarla alla figlia ormai cresciuta la quale cresce fra coetanei un filo trasversali ma non troppo perchè si divertono tutti insieme in discoteca mentre nel contempo prende lezioni di Karate da un messicano Benicio Del Toro) dalla vita irreprensibile e integrata che comunque nasconde immigrati messicani avendo la rivoluzione dentro nel DNA appunto. L'importante è non farsi scoprire ma una volta scoperto con aplomb mette tutti in salvo lasciandosi catturare dopo aver detto la battuta “Mai aver paura” confessando agli agenti di essere solo colpevole d'aver bevuto due birrette.

La classe innanzitutto mentre tutto va a farsi benedire.

Infatti si salvano solo la ragazza ed il padre putativo che conserva il ricordo insieme a lei della compagna e madre perduta per sempre nelle parole scritte con l'ultima lettera firmata Perfidia Beverly Hills. Di nome Californiano ma non di fatto perchè era una fica nera Black Power forever.

Ora tocca alla figlia prendersi cura del padre rispondendo al richiamo dei compagni rivoluzionari e dissidenti  avendo imparato a difendersi corpo a corpo col Karate ad uccidere senza pietà come la madre ed appreso la lezione dal padre biologico che la voleva uccidere per paura di andare contro il sistema. E allora, lotta dura, senza paura, come  la testa di cazzo sempre presente nel suo DNA. 

Inutile sottolineare le interpretazioni eccellenti di tutti dai protagonisti ai comprimari meritandosi l'Oscar per la regia perchè si guarda con grande partecipazione nellle scene scoppiettanti, così come in quelle di rincorsa delle macchine che sembra quasi danzino al ritmo della musica battente su una nota  senza mai alzar di tono lineare ossessiva che non molla fino al compimento del sacrificio della vittima. Un film elegante niente sesso esplicito ma molto palesato in un erotismo cazzuto più che erotico, in un trionfo dell'amore senza sentimentalismo con l'unica emozione nell'abbraccio finale fra una figlia che lo riconosce come padre pur non essendo quello biologico. 

 

NOTA DI COSTUME
 Non c'era molto pubblico a vedere questo film molto apprezzato in America perchè il tema è molto sentito mentre noi ci tocca fino lì essendo l'immigrazione non a livelli di un movimento come la Black Power che comunque è circoscritto nei salotti  televisivi con imbarazzanti imitazioni delle star che si compiacciono delle loro gesta trasgressive con le labbra gonfie come una sorta di Perfidia di Beverly Hylls de noialtri. Più rosa che nere. Insomma più che una Battaglia dopo l'Altra, un inciampo dopo l'altro per poi alzarsi di nuovo più forti di prima. Ehhhhh!!!!! I nuovi mostri. Sì al botulino.

martedì 17 marzo 2026

LE LIBERE DONNE UNA FICTION MOLTO COINVOLGENTE A LIVELLO EMOZIONALE.

 Stasera imperdibile appuntamento con la fiction Le Libere Donne su Rai Uno interpretato da Lino Guanciale in una delle sue migliori interpretazioni, superando anche quella nel ruolo del Colonnello dei Ros Lucio Gambera nella cattura di Matteo Messina Denaro,  molto incalzante nella dinamica a tutta suspence a ritmo cardiopalmico, perchè questa serie è più coinvolgente a livello emozionale.

La storia è ambientata in un manicomio dove viene ricoverata una giovane sposina fatta internare dalla famiglia facendo sorgere il sospetto nel dottore, lo psichiatra Mario Tobino,  che sia stata vittima di un complotto orchestrato per impossessarsi della sua eredità ricevuta dopo la morte del padre e rimasta unica erede.

Non si sa se la pazzia sia insorta con lo stiliccidio giornaliero subito in famiglia o se a provocarle il trauma sia stato un episodio in particolare perchè ancora non è stato spiegato. Quel che è certo è che per lo psichiatra non sia pazza ma semplicemnte sia stata silenziata dopo un comportamento che aveva lasciato tutti basiti nel presentarsi alla vigiglia di Natale davanti alla chiesa completamente nuda. Un comportamento che, se tradotto in psichiatria nascondeva la sua disperata protesta, da una piccola provincia ed una piccola famiglia di media borghesia, era stato interpretato come gesto scandaloso per la rottura dei freni inibitori e dichiarata pazza all'unanimità.


Fino a pochi decenni fa il marito aveva il potere di disporre del destino della moglie, per motivi che non si stavano ad approfondire, per cui bastava un litigio di troppo o un atteggiamento disinvolto per dar motivo di liberarsene per il “loro bene”.

I manicomi erano l'anticamera dell'inferno dove comunque si riusciva a sopravvivere socializzando con le compagne almeno fino a quando non erano sottoposte ad elettrochoc fino a diventare vegetali.

Il corpo della donna sovraesposto e la libertà di disporne a piacimento, non come prostituta sempre associata ad un protettore, ma proprio come scelta di vita per il solo piacere tanto da rinunciare anche al ruolo di madre, è sempre stato condannato dalla società. 

Non è questo il caso perchè a contribuire all'oscurità della mente della protagonista è stata anche la perdita di un bambino che desiderava tanto per avere qualcuno di suo per cui c'è grande spessore in questa sua sofferenza che viene dal suo profondo e da fattori esterni restando completamente sola contro tutti. Pertanto oltre ad essere silenziata si chiude in un mutismo assente ad ogni stimolo procurandosi ferite per sentirsi viva e sopravvivere a quell'incubo subito da persone che non meritano di essere chiamate tali.

Lino Guanciale è il volto televisivo ormai specializzato a dare dignità ai ruoli istituzionali, dopo tante fiction con carabinieri magistrati questori e vice-questori da barzelletta che sta raggiungendo il clou con Don Matteo passando da Imma Tataranni  ridotta a una sorta di macchietta, per cui ogni fiction per lui è diventata una missione, mentre per noi è un vero piacere nel partecipare come donne libere di scegliere se guardare uno o cambiar canale. 


 









mercoledì 11 marzo 2026

LA TV E' LO SPECChIO DELLA NOSTRA SOCIETA'?

 

Forse è vero che la Tv siamo noi. Mi devo ricredere. Infatti, dopo l'ubriacatura Sanremese, sono sbarcate in massa su Rai Uno le Fiction tutte in fila come una sorta di mitraglieria a rispecchiar la nostra società sempre in guerra.

E guerra sia perchè Canale 5 risponde con i programmi di intrattenimento primo fra tutti La Ruota della Fortuna mettendo in campo Samira l'articolo civetta che ha preso il posto di Belen, quando agli esordi era sbarcata sul 5 in Samarcanda dove saliva le scale per mettere in mostra il lato) da far gridare anche ai bambini Tutti in culo alla Belen, tanto era dolce quel panettone in bellavista.

Poi vabbè la Belen si era innamorata mentre il De Martino le rubava la scena, prima affiancandola in qualche conduzione con i bambini, e poi in assolo dimostrando un talento da show men tanto da essere nominato persino a condurre il prossimo Festival di S.Remo alla pari di un Carlo Conti, di Pippo Baudo o di un Mike Bongiorno, facendo ciao a Belen.

A posteriori, oh pardon, ai posteri l'ardua sentenza e con i post...ci fermiamo qui, per riprendere il filo del discorso delle fiction fissando l'opinione su Guerrieri la Regola dell'Equilibrio.perchè offre lo spunto per tante riflessioni di costume, primo fra tutte a livello culinario dove colpisce una scena nel quale una sorta di detective ingaggiato dal Guerrieri mentre questi è a casa sua per consumar la cena lui toglie dal piatto preparato da mammà uno spicchio d'aglio tutto schifato. Purtroppo l'Italia, specie del Sud, non si rispecchia in questa sua scelta perchè sappiamo che l'aglio abbonda nei piatti come una nevicata di grana padano al Nord. A livello di metodo invece stupisce il fatto che l'avvocato Guerrieri sia circondato da Consulenti esterni i quali lavorano a titolo gratuito come se avessero in sospeso un debito da pagare magari in natura o in dot ut des. 

Insomma più che il giro di parcelle, quì vale il baratto a definir un avvocato più sui generis che nemmeno il lato malinconico del collega Vincenzo, la fiction con Massimiliano Gallo, riesce a superare non avendo l'alta statura nella quale è posizionato il Guerrieri interpretato da Alessandro Gassmann.

Per continuare con il filo del discorso fiction, Canale 5 insiste invece col poliziesco riportando la nuova stagione di Vanina con Giusy Buscemi nella quale si fa notare per la sua fedeltà incrollabile non tanto all'arma quanto a sé stessa avendo riproposto quel taglio di capelli tagliati a livello spalle a moto ondulatorio che sta facendo tendenza con l'ultima sfilata di Chanel scalciando con un taglio netto a rasoio la cascata di riccioli di Samira.

Se Rai Uno mette in campo un eroe come il Guerrieri moralmente tutto d'un pezzo, Canale 5 risponde con l'orgoglio ricciolo che  abbiamo visto sfoderare anche da una Sabrina Ferilli nel ruolo di Preside nella fiction A Testa Riccia, oh pardon Alta.

Persino Imma Tataranni nella nuova serie ha rinnovato il look con una testa riccia con i boccoletti che ballano all'unisono delle sue battute al fulmicotone.

Ma  non è finita perchè le curiosità di costume sono anche a livello di rapporti che ci fan riflettere sulle motivazioni che inducono le coppie a separarsi, specie se a decidere sono le donne le quali sia nella fiction Guerrieri che in Imma Tatarnni intraprendono per una questione di principio anche se restano immutati i sentimenti di amore. E' una forma di rispetto verso sé stesse, la moglie di Guerrieri per aver subito tradimenti arrivando a spegner la passione verso il marito, e la Tataranni per una forma di onestà verso il marito, che comunque è rimasto innamorato di lei, come rea confessa nel rivelargli il tradimento violando il patto di fedeltà e quindi impossibilitata a portare avanti un matrimonio. Si puo' sciogliere un matrimonio dove arde ancora la fiamma del sentimento reciproco, per una questione di principio che va persino al di là del lato economico perchè nella divisione dei beni queste coppie non si abbassano a litigare? 

Questo per dire che le donne stanno diventando sempre più rigide e poco disposte a perdonar delle scappatelle, anche forzando il proprio cuore ma proprio per una questione di rispetto verso sé stesse ed i loro principi.

Certo se in un matrimonio non c'è più sentimento allora la scappatella di un partner è la goccia che fa traboccare il vaso per chiedere una separazione facendo appello alla questione di principio e in questo caso non transigendo nemmeno sulla casa sulle borse e sugli orologi continuando magari la separazione a colpi di carte bollate. Perchè l'amore non è mai finito o forse nemmeno cominciato? La parola andrebbe ai consulenti matrimoniali che qui in Italia non sono ancora molto frequentati a differenza dell'America per esempio dove sono molto richiesti perchè salvare un matrimonio è come cercare di salvare una società in crisi cercando soluzioni innovazioni e nuovi interessi in comune evitando fallimenti guerre e sofferenze. Questo è il messaggio che dovrebbe dare la Tv. Vedremo il seguito delle fiction.




martedì 10 marzo 2026

MARE FUORI. ROSA RICCI IN STATO DI ASSEDIO

 


Mare Fuori sesta stagione. Tutti gli episodi in anteprima sono su Rai Play. La nuova serie gira tutta intorno a Rosa Ricci che dopo aver perso padre fratelli fidanzato e suocera di famiglia avversa, settore mafia, ed aver scampato a un attentato al Luna Park, ora nella struttura penitenziaria minorile si sente sola e un filo impaurita specie di notte quando viene assalita da incubi.

L'unico ragazzo di cui si fida, avendole salvata la vita,  la tormenta  sollevando dubbi anche sulla sua grande amica che considera da sempre una sorella e alla quale la lega un patto di mafiosa alleanza. 

Così in questo contesto di insicurezza Rosa si è ammorbidita prima nel look meno aggressivo e poi socializzando con le compagne in difficoltà che cerca di aiutare e proteggere da  loro stesse perchè incapaci di ragionar secondo il buon senso e seguendo le ragioni del proprio cuore come una sorta di Maddalena pentita, ma non pentita di mafia comunque perchè rifiuta sdegnosamente di collaborare seguendo i consigli di sua madre che vorrebbe per lei una nuova vita con un'altra identità e sotto protezione per sfuggire all'assassino ancora in circolazione e liberarsi dello stato di ansia che non l'abbandona un istante facendola restare continuamente all'erta.

Purtroppo non sa che proprio fra le sue guardie del corpo c'è il traditore foraggiato dalla sua amica-sorella che nutre verso i Ricci un odio profondo essendo figlio bastardo dello stesso padre di Rosa. 

Insomma una Rosa degli Spiriti alla napoletana perchè evidentemente il copione deve allungare il brodo nel quale ha inserito una gruppo di bad girl molto succinte scosciate e i bicipidi gonfi come quelle dei maschi perchè alcune di esse si allenano anche nel fare box.

Il gruppo da ragazzi di strada della Napoli di periferia, si è trasformato in ragazzi belli e fisicati pronti a tutto anche a prendere il posto dei capi mafiosi togliendo dalla circolazione le donne che nemmeno in  fiction hanno credibilità di potere come una donna Wanda, l'unica che riusciva ancora ad incutere rispetto per sé stessa e non per il riflesso del nome che portano queste due capi-mafia Carmela e Rosa, una in gramaglie e reggicalze con giro di perle mentre l'altra sempre in pantaloni borchiati e stivaletti ai piedi anche in piena estate. 

Si presume ci sarà unì'altra stagione perchè questa finisce con un coltello alla gola per Rosa Ricci in attesa che decida se continuare con la serie perchè pare abbia deciso di mollare per accettare nuove proposte. Comunque vada il format non sembra abbia più nulla da dire perchè morta Rosa Ricci, morti tutti. Infatti i nuovi arrivati e bad girl influencer sanno di costruito a tavolino esattamente come nei talent per cui insistere con queste dinamiche, inserendo pubblicità ai rossetti, alle canotte, agli stivaletti  non fanno altro che avvalolar l'effetto di un format che ha perso il mordente originario genuino ed appassionante facendo scemare l'interesse perdendosi in un mare di influencer- Non solo per questo ma tutti i talent in generale. Forse della Tv stessa ma non vorrei azzardare giudizi che non sono in grado di emettere con la dovuta certezza  come gli esperti del settore audience  statistiche sondaggi grafici plastici processi alle intenzioni e strategie di guerra. Così come ora va la Tv che, se Siamo Noi, speriamo proprio di no.


giovedì 5 marzo 2026

RICCARDO COCCIANTE IN DOCUMENTARIO FIABESCO DA SOGNO



Ieri sera il documentario Il mio nome è Riccardo Cocciante ha deccisamente stupito perchè molto interessante per la nuova tecnica introdotta con l'Intelligenza Artificiale che ha dato un valore aggiunto al racconto, dell'infanzia soprattutto dove ovviamente mancavano foto per cui si e' montata una location scenografica molto fiabesca e accatttivante sul filo del cartoon. Cosi' pure i personaggi che l'AI ha saputo presentare in forma perfetta rendendo bello persino un Riccardo Cocciante facendolo apparire un fico così come i personaggi di cotorno ma non meno importanti, De Gregori, Venditti e tanti altri.

"Il segreto del mio successo è che non seguo mai le mode" Sì pero' segue le tendenze che in questo momento arrivano sempre più dai social con l'intelligenza artificiale che ci cambia la vita presentandoci perfetti. Purtroppo nessuno lo è dal vivo perchè infatti Riccardo Cocciante suda molto anche se sfodera un bellissimo sorriso. Rifatto, ma comunque bello perchè non è bello ciò che piace ma è bello ciò che è bello.

Invece lui piace anche se suda perchè è l'espressione della sua intensità e profondità di sentimenti che trasuda da tutti i pori. E fra le immagini di repertorio si vede la manina della Vanoni che gli asciuga la fronte dolcemente e con un'eleganza pari solo a quella di una grande artista che vede in lui solo la voce e le parole di quell'amor poetico che appartiene a chi ha visto cose che "Voi umani non potete immaginare..."

Sì perchè Riccardo Cocciante è nato in Italia poi si è trasferito con la famiglia in Africa ed infinein Indocina e poi di nuovo in Italia dove ha incontrato una francese diventata sua moglie e musa ispiratrice della Canzone Margherita, la più cantata insieme al pubblico che la conosce a memoria ma che solo lui sa modulare con una voce quasi disperata, sofferta e piena di passione da far pensare quanto sia esagerato perchè alla fin fine vuole solo dire quanto sia carina Margherita. Ehhhhhh! Anche meno. Infatti la migliore è sicuramente " Bella senz'anima" dove la sua disperazione non si spreca ma è mirata facendo centro nel cuore degli spettatori che tifano tutti per lui pensando all'altra come ad una strega, un leit motiv che lui replica con Notre Dame de Paris facendo morire la protagonista Esmeralda impiccata come strega dei clandestini rifugiati all'ombra delle cattedrali. 

Un musical di strepitoso successo che ha aperto alla lunga serie che si sono susseguite e che persistono tutt'ora tratte da opere Shakespeariane come Romeo e Giulietta sempre di Cocciante nel quale hanno lavorato ragazzini molto giovani freschi di scuola degli Amici di Maria De Filippi e tante altre tratte da film famosi come Greese Chicago ecc.

Una carriera bellissima e molto partecipativa avendo duettato con cantanti come Mina Ornella Vanoni Fiorella Mannoia Laura Pausini e tanti altri.

Insomma un Concertone intimo in stile Avatar che ha fatto sognare.