Una fragolina in bocca, gli occhi bendati, il ghiacciolo che scivola fino all'ombelico e giù giù sempre più sotto, lì dove l'uccellin voleva volare, un infoiamento sotto uno scroscio d'acqua dalle tegole mettendo in evidenza le nudità di un corpo sinuoso sotto il vestito bagnato, con 9 Settimane e Mezzo il sesso trasgressivo patinato aveva segnato una svolta nel costume tornato castigato. A farla da padrone un balletto eseguito in sottoveste con movenze sexy per compiacere il partner che incitava a togliere tutto, finendo con lui rimasto come un baccala' mentre lei si scocciava perchè alla fin fine con tutti quiei giochetti-perditempo non si arrivava mai al dunque. Negli anni 90 in piena epidemia Aids il sesso al cinema era solo palesato e presentato in maniera elegante, ammesso che si possano aprire le gambe con eleganza.
Il sesso infatti non è mai elegante e se va di brutto ancora meglio. Alla trasgressione comunque avevano portato un certa dignità la Tv ammantando la regina dell'anale Moana Pozzi di un'aura da diva, non casta comunque, in grado di rispondere all'intervista di Pippo Baudo che con un elegante baciamano, l'aveva messa al centro per parlare di prostituzione alle casalinghe curiose di sapere come si fa, intrattenendole come una sorta di maitresse a penser.
Panse mia panse tua? No di un pensiero retroattivo su qualsiasi tematica, rendendo semplice quello che per loro poteva sembrare proibito.
Poteva bastare ma alla fine il cinema con la Trilogia delle 50 Sfumature..., riprendeva la tematica del sesso trasgressivo a luci rosse racchiuso dietro a una porta che dava alla stanza delle torture hard le quali comunque erano talmente chic e patinate da rendere irresistibile l'introduzione in quell'orifizio chiamato la tana del diavolo.
La protagonista che docilmente si faceva manipolare da una sorta di vampiro imprenditore di lusso, volava infatti in testa alle classifiche del box office nel sottostare ai giochetti porno-gadget infilati fra biancheria di seta, tacchi a spillo pizzi e merletti e mascherina che sarebbe diventata un must al tempo del covid in un mix di moda e pandemia ad effetto virale.
Sì perchè abbassando ogni tabu' l'anale si è sempre più diffuso nel costume delle donne diventando una pratica normale dopo anni di posizioni da missionario, delle quali si sono finalmente liberate. Dopo secoli e millenni di sudditanza al maschio per il suo sollazzo si sono prese anche loro quel piacere che era tutto una sua esclusiva di orgoglio omo, in nome della parità tanto agognata.
E fu così che dal Posto delle Fragole a metterla in quel posto il passo è stato lungo un ventennio passato dalle foglie al vento al sedere in vista-vision tra cinema o Tv. A piacere.

Nessun commento:
Posta un commento