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giovedì 30 aprile 2026

RE CARLO III FA IMPAZZIRE IL MONDO.

 

Tutti pazzi per Re Carlo III che finalmente nel Tour in America ospite alla Casa Bianca del Presidente Donald Trump,  si è preso la rivincita su Diana, la principessa del Galles amatissima dal popolo che la voleva sempre abbracciare al posto di Carlo considerato il principe consorte.

Quando arrivavano insieme per il bagno di folla dividendosi fra le due fila, quella di Carlo iniziava a chiamare Diana, la quale godeva nell'aver rubato la scena a lui, l'erede al trono di Inghilterra che nella famosa intervista sul matrimonio sovraffollato lei lo giudicava inetto e poco adatto per diventare Re. Evvai||

Infatti Diana purtroppo se ne andava clamorosamente così come aveva primeggiato diventando Principessa del Galles meglio definita come principessa del popolo.

Regina lo era diventata Camilla, la rivale che sovraffollava il letto di Carlo, nel quale l'intrusa era comunque Diana la moglie legittima.

Camilla era l'amica di sempre, l'amante appassionata a luci rosse, la confidente stimata, la madre che Carlo non aveva avuto mai perchè Elisabetta era la madre dei suoi sudditi con la priorità alla Corona, anche se rimangono spezzoni di films diffusi per promuovere la Royal Family nei quali si vedevano riuniti Elisabetta e Filippo davanti al Barbecue o intorno alla tavola sorridenti insieme ai figli che si divertivano alle loro battute, perchè quelle sì che erano vere sicuramente più dei quadretti famigliari.

Infatti l'umorismo non è mai mancato nella famiglia Reale specie fra Elisabetta e Filippo anche se molto delle battute di questi risultavano infelici traducendosi in gaffes clamorose. Ma la regina Elisabetta ed il Principe Filippo con il senso dell'umorismo palleggiato hanno portato avanti il loro matrimonio fino alla fine dei loro giorni avvenuti quasi in contemporanea, due anni l'una dall'altro, con tutti gli alti e bassi annessi e connessi, corna in primis. Reciproche ovviamente senza drammi, l'importante che restassero in famiglia i cui segreti custoditi erano favoriti da una stampa compiacente ed asservita, prima che si scatenasse l'inferno con l'arrivo di Diana a Corte mettendo tutti i fatti e  misfatti dei reali alla ribalta per un pubblico sempre più morbosamente incuriosito e sorpreso che anche i Nobili scopassero cornificandosi o facendo gli sporcaccioni come tutti gli amanti focosi e arrapati del mondo.

Carlo e Camilla erano in pole position con la pubblicazione delle intercettazioni intime  e riferimenti personali ai Tampax che come una sorta di porno-gadget rappresentavano una trasgressività estrema. Son cose!

Cose di cui tutto il mondo era venuto a conoscenza ma con gli anni si erano spenti gli echi di queste effusioni hard tanto che con lo scorrere del tempo si tende a considerarle il frutto di una passione molto intensa rivalutando il ruolo di Camilla come donna profondamente innamorata che ha avuto una positiva influenza su Carlo,  perchè  si sta rivelando un monarca lungimirante e brillante, confermandosi l'uomo più elegante del mondo per il suo aplomb molto British ma non solo anche per il look di quel gusto raffinato ereditato dalla madre la Regina Elisabetta fugando ogni dubbio anche su quelli che credevano alle parole di Diana, La quale se è stata molto presente sulla scena non è stata altrettanto lungimirante nei suoi giudizi sul marito offuscata dalla gelosia si potrebbe pensare se non lo fosse stata nemmeno nell'affermare quanto Harry le sembrasse più adatto di William a diventare Re.

Dio salvi la Regina Camilla!





martedì 28 aprile 2026

IL CASO 137, QUANDO UNA POLIZIOTTA SI PRENDE A CUORE UN DOSSIER

 

Il Caso 137 è un film ambientato a Parigi ai tempi della manifestazione, servizi sanità, dei cosiddetti gilet gialli contro la Polizia impegnata in una sanguinosa guerriglia urbana la più pesante degli ultimi decenni dove erano infiltrati anche agenti in borghese che avevano avuto l'ordine di operare con tutti i mezzi a disposizione di cui alcuni di loro si erano dotati comprando caschi  al Decathlon.

Queste teste di casco, praticamente abusive ma ammesse legalmente in incognito, si sparigliavano per le vie meno frequentate per inseguire quelli che si erano allontanati dal gruppo nei Champs Elysées. Una di queste spedizioni si imabetteva in due ragazzi che, riconoscendoli come agenti tiravano loro una lattina vuota inducendo gli stessi a rispondere per “legittima difesa” sparando due colpi di pistola colpendo uno alla testa  mentre l'altro stava fuggendo.

Su questa vicenda indaga  Ispettore Stephanie Bertrand (Lea Drucker).a capo di una commissione di Polizia nominata per indagare sulla Polizia ed eventuali scorrettezze nella guerriglia.

Le indagini si svolgono seguendo la prassi con i verbali degli interrogatori rilasciati freddamente senza concessioni ad esibizioni per questioni di fiction per essere protocollati col numero assegnato alla pratica così come succede nelle stazioni di Polizia.

Il dossier in questione porta il n.137 che l'Ispettore si prende a cuore dopo aver interrogato la madre del ragazzo in coma all'ospedale rendendosi conto della buona fede di questa famiglia di manifestanti, arrivati a Parigi per difendere  i loro diritti calpestati  nel settore sanità, da un piccolo paese di provincia nel quale la poliziotta era nata con i genitori ancora in vita che in tempi passati per un breve periodo avevano usufruito delle cure assistenziali di questa madre loro compaesana. Il mandato è difficile da svolgere dovendo mettersi contro colleghi dei quali l'Ispettore conosce i sacrifici ed i rischi nel buttarsi nelle mischie affrontando le aggressioni dei manifestanti e dovendo rispondere con altrettanta violenza per difendersi così come sostenuto fermamente da queste teste di casco indagate che comunque grazie a una ripresa di un telefonino alla finestra di un Hotel da parte di una cameriera di colore, vengono ripresi mentre uno di questi dopo aver sparato, non contento, sferra un violento calcio al povero ragazzo rimasto a terra ferito in una pozza di sangue.

Di fronte a questo filmato agghiacciante che inchioda gli agenti non resta che l'arresto ma qui il film va oltre con ingerenze dall'alto per farli rilasciare immediatamente tanto da mettere in crisi l'Ispettore nel dubitare che tutto il suo lavoro di indagine nel Corpo della Polizia non serva a nulla dovendo scontrarsi sul fatto che la difesa degli agenti debba sempre avere la priorità per non minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni mentre lei rischia persino di essere indagata nel sospetto di aver agito non come super partes.

Di fatto il ragazzo che ha subito danni permanenti al cervello, nel rilasciare la sua deposizione stentando nell'esprimersi fa riflettere se sia stato giusto avergli rovinato la vita da un abuso della polizia. Tema irrisolto da tempo che, se in Francia viene archiviato col protocollo 137 dossier, in America fa ancora indignare con sommosse sanguinose, una dietro l'altra, con la condanna a morte di chi non sia super partes (v. il personaggio di Sean Penn nel Film Una Battaglia Dietro l'Altra).

C'è da osservare che in sala c'erano pochi spettatori a conferma che questo tipo di tematiche non siano molto sentite in Italia dove la guerriglia urbana non raggiunge mai la violenza di quelle dei gilet gialli che aveva messo in ginocchio la Francia, o delle Banlieu e delle minoranze d'America.

Il film comunque è molto interessante ed avvincente  perchè, se inizia con la freddezza del questurino indagatore, piace la protagonista Lea Drucker nel ruolo della  brava poliziotta segugio Stephanie Bertrand la cui calma, senso di responsabilità rigore e risolutezza con le quali porta a termine il suo mandato adempiendo ad un dovere ma anche mossa da un profondo senso di giustizia e di pietas, riscatta la categoria di una Polizia corrotta e intoccabile protetta dai vertici della Politica. Ed è curioso che questo compito sia sempre più affidato a delle donne le quali se prendono a cuore un caso,così come spesso succede, non è un demerito per debolezza ma un valore aggiunto per la comunità evitando di  farlo insabbiare per compiacere qualcuno in alto.


lunedì 27 aprile 2026

ROBERTA VALENTE NOTAIO IN SORRENTO, UNA FICTION PIACEVOLE GARANTITA AL LIMONE.

 


Roberta Valente dopo aver studiato al Nord, ha vinto un concorso da Notaio per cui decide di tornare al suo Paese, Sorrento, per esercitare la professione in studio associato con un vecchio amico di famiglia.

Lei ama molto il suo lavoro in linea con la sua natura precisa e controllata, fin troppo, perchè oltre a pianificare il suo lavoro con le pratiche di certificazione, pianifica anche la vita privata gestendo il rapporto con il fidanzato Stefano (Alessio Lapice) che conosce fin da bambina con imperiosa autorevolezza facendolo cedere ad ogni sua decisione, data del matrimonio in primis, alla la quale lui cede ma con buon viso a cattivo gioco.

Infatti dopo aver conosciuto la sorellastra (ma tale a sua insaputa) della sua fidanzata Notaio presso la quale lavora come assistente, si rende conto di aver sbagliato tutto nella vita, sia in amore che in amicizia non riuscendo ad uscirne fuori perchè alla fine se le trova tutte due contro. L'indecisione non paga.


La fiction iniziata in sordina poi via via sempre piu' accattivante grazie alla fisicita' della co-protagonista Leda (Flavia Gatti) della quale il Notaio Roberta Valente conosce il suo status di sorellastra dopo aver indagato su suo padre che aveva avuto questa bambina Leda da una relazione illegittima,  la quale si accaparra la scena con la sua esuberanza e spontaneità in contrapposizione con Roberta precisina calma lucida che agisce solo dopo aver riflettuto il cui fisico modesto e senza fronzoli non l'aiuta a livello di empatia immediata ma comunque vincente se contrapposta alla sorellastra, una sorta di bonazza tutta cuore e tette ma in realta'  una piaciona che cerca di sfruttare la sua condizione di orfana sballottata da un collegio a una famiglia senza aver mai conosciuto l'amore dei genitori, per ricevere attenzioni e consensi.

Noiosissima tutto sommato perche' quel fisico da sballo  potrebbe bastare per conquistare chiunque senza necessariamente dover fare pena.

Il tema punta sulle due sorellastre distinguendole come quella che ha il pane e l'altra che potrebbe avere i denti invece e' una patatona del quale comunque Stefano si innamora perdutamente mentre in Robertta sorge un improvviso interesse verso un  un bellessimo ragazzo Vito (Erasmo Genzini) ma di origini povere che di mestiere fa il pescatore perchè le viene rammentato dalle zie essere il bambino che le aveva portato un fiore nel giorno del naufragio dei genitori dalla quale solo lei si era salvata.



Fra i tanti personaggi spiccano due ragazzini compagni di scuola Lucia (Adriana Savarese) ed Enrico (Francesco Serpico) due giovani promesse già viste rispettivamente nelle fiction Il Bel Canto e L'Amica Geniale, uniti da una liaison che potrebbe rivelarsi tossica perchè lui è di buona famiglia mentre lei tira canne ed è di mano lesta, ma la forza dell'amore, più forte per lui comunque,  sicuramente alla fine trionferà mentre resta in dubbio se Roberta rivelerà a Leda di essere la sua sorellastra, avendo finalmente ricordato che i genitori erano naufragati per un litigio nel discutere sul riconoscimento della figlia illegittima, facendole insorgere un sentimento di rancore verso Leda.

La curiosità è che la fiction sia ambientata in una location cartolina come Sorrento dove spesso i limoni fanno da sfondo ma questa volta a primeggiare sono i protagonisti con le storie che si dipanano soprattutto in studio Notarile, fra pratiche ed assistenti penne stilo in bellavista, rogiti e testamenti dai quali escono sempre sorprese come nella vita reale. Insomma una bella fiction con i personaggi tutti nella parte.


lunedì 20 aprile 2026

CLAUDIO BISIO, UNO SBIRRO IN APPENNINO

 

Che cosa sarebbe una fiction senza la location formato cartolina? Tanti saluti da...

Questa volta dall'Appennino Emiliano del Bolognese molto accattivante nel paesaggio boschivo fra ruscelli limpidi e fiumiciattoli scorrevoli sulle cui sponde ci si riposa fumando una canna o amoreggiando fra le fresche frasche.

La fiction Uno Sbirro in Appennino né un poliziesco interpretato da Claudio Bisio, nel ruolo del commissario Vasco Benassi, che conferma la sua professionalità versatile  con la stessa mimica che tutti conosciamo e che lui manifesta senza timore di scadere nel comico perchè fa parte del suo metodo di recitazione sia nel lanciare una battuta per allegerire la tensione che nell'esprimere sentimenti profondi, in questo contesto verso la sindaca di Bologna Nicole Poli interpretata da  Valentina Lodovini, con la quale un tempo aveva flirtato, che con la sua giovane assistente Amaranta Paloma (Chiara Celotto) una tipa squinzia che lui ha preso sotto la sua protezione per insegnarle il mestiere, ricordandogli la sorellina scomparsa in un incidente del quale si sente responsabile.

Nel paesello d'origine è ritornato dopo esservi stato inviarto come una sorta di punizione ma il contatto con gli amici di un tempo gli fanno apprezzare sempre di più questo suo mandato sullìAppennino dove, manco a dirlo delitti e  misteri sono all'ordine del giorno perchè anche lì è "arrivata la civiltà globale" a turbarne la quiete.

Le indagini si svolgono con l'aiuto di collaboratori caratteristi, la cugina Gaetana (Elisa Di Eusanio) e Fosco (Michele Savoia) i quali, come da copione, hanno storie private che si intrecciano insieme alla scoperta dell'assassino.

La ficiotn è piacevole e si segue con partecipazione facendo appunti su note di costume come la frangetta francesina di Amarante, la giovane assistente di Benassi che porta una ventata di freschezza non solo alla Stazione di Polizia ma anche nel paesello di provincia ancorato ad antiche tradizioni che i paesani mantengono con orgoglio pur adattandosi al progresso di Internet.


mercoledì 15 aprile 2026

GHOST TRAIL, IL VA PENSIERO DEGLI IMMIGRATI DEL MEDIO ORIENTE

Ghost Trail  è un bellissimo film che si segue tutto d'un fiato. Il protagonista l'attore Adam Bessa nel ruolo di un rifugiato siriano Hamid ha uno sguardo molto intenso accentuato dall'esprimere il dolore per le torture subite in patria sotto il Regime di Assad e il lutto che si porta dentro per la morte della moglie e della figlia mentre era in carcere che " nessun fuoco e nessuna lacrima potranno mai spegnere"

Il film mette a "fuoco" il disagio e la fatica dei rifuguati ad integrarsi perche' il ricordo della propria terra e dei cari lasciati la' per forza di cose non li lascia mai facendoli restare ancorati al passato senza speranza di costruirsi un futuro in terra straniera. 

Alla fine trionfa il messaggio di mandare a processo i criminali del regime sparsi in tutta Europa piuttosto che perpetrare vendette personali una volta scoperti da gruppi speciali dei quali faceva parte anche il protagonista che aveva tampinato il suo carnefice. 

Il film parla anche del rapporto intenso con la propria madre che sente costantemente tutti i giorni arrivando a sfidare il pericolo di un nuovo arresto nel recarsi a Beirut per portare medicinali alla madre in campo profughi rimanendo in incognito accontendosi di guardarla da lontano con il cuore gonfio di malinconia dell'amore dolce del quale lei lo ha sempre circondato, trovando la forza di dare sepoltura ai suoi cari rappresentati da una loro foto e un gingillo della sua bambina.

Insomma la storia di un uomo integro coraggioso sopravissuto a tanti dolori il quale tornato a Parigi decide di riprendersi la vita tornando ad insegnare all'universita'.

Un film crudo  supportato piu' dalle parole del racconto in prima persona che dalle immagini esplicite delle torture subite ma non per questo meno intense e nel contempo dolcissimo e struggente che ha fatto emozionare.

lunedì 13 aprile 2026

HAPPY HOLIDAYS, LA"FELICE" CONVIVENZA CONFLITTUALE ARABI-ISRAELIANI

Questo  è un film che racconta la difficile convivenza fra musulmani ed ebrei in Medio Oriente anche fra le classi più elevate, mentre fra i giovani ci sono segnali di apertura con affettuose relazioni.

Il racconto ha una visuale parallela sulle storie dei vari componenti delle due famiglie, mettendo dapprima in evidenza quella araba  la cui madre, nonostante l'avvenuta crisi finanziaria, si ostina a voler mantenere lo stesso tenore di vita di quando erano ricchi puntando ad un matrimonio dispendioso per la figlia per dimostrare di essere all'altezza del loro status. Il figlio Rami che ha una relazione segreta con una ragazza ebrea Shirley vuole che questa abortisca mentre lei si rifiuta sfidando le minacce con la quale viene bersagliata telefonicamente da fanatici che prendono a botte anche Rami.


Parenti ed amici fanno quadrato intorno alla coppia per impedire subdolamente la nascita di questo bambino scomodo che infatti non avverrà dopo una visita ginecologica nella quale, con la complicita' della sorella,  viene detto alla ragazza di non esserci alcun battito del nascituro inducendola a fare un raschiamento. Pro bono pacis per tutti.

La sorella di Rami, Fifi che studia all'Università a Gerusalemme, è corteggiata da un medico che si dimostra innamorato fino a quando non scoprirù  dalla cartella clinica che lei faceva uso di contraccettivi e di aver avuto un rapporto con un ragazzo Ebreo per cui la rifiuta in un primo momento per poi ricottantarla per darle una chance perchè se il cuore gli dice una cosa la testa ne dice un'altra. Al che sarà lei a rifiutare per buona pace sua e di un modo pieno di odio, in attesa che esploda con la tragedia del 7 ottobre.

Questo film fa riflettere  nel constatare quanto il processo di civile convivenza fra arabi e musulmani sia solo una facciata perchè oltre all'odio profondo sempre esistente e mai risolto, si aggiunga una mentalità retrograda ancora da superare vedendo come un giovane medico rifiuti una ragazza perchè non più vergine e soprattutto per colpa di un ebreo con le rispettive famiglie tutte concordi nel definirla  una puttana. Parole forti e intromissioni violente nella sacralità della nascita, sono le donne e i bambini i primi a subire sofferenze da queste situazioni conflittuali.

Così se c'era una fragile speranza di pace fra i giovani, il 7 ottobre ha accentuato la frattura che difficilmente. così come stiamo assistendo a tutt'oggi,  si potrà sanare.

domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua