Era un lavoro duro che potevano fare solo ragazze giovani e sane ma di bassa estrazione disposte a spaccarsi la schiena per portare a casa una sacca di riso o una misera paga necessaria comunque per aiutare la famiglia o allevare un figlio come ragazze-madri che a quel tempo erano numerosissime perchè vittime di un maschilismo imperante che esibiva con orgoglio una virilità prepotente e manesca che abusava di giovani ragazze per poi liberarsene tacciandole come poco di buono per aver ceduto nel dare “la prova d'amore”.
L'Italia comunque si stava rialzando creando posti di lavoro anche per le donne prime fra tutte le famose “mondine” delle quali si era occupato anche il cinema lanciando, prima con Riso Amaro film in bianco e nero, una procace Silvana Mangano bellezza sfrontata in minishort e maglietta attilata a mettere in evidenza un seno da maggiorata con a seguire La Risaia, film a colori, dove la mondina Elsa Martinelli si contrapponeva con una figura da modella elegante e l'aria ingenua di brava ragazza desiderosa solo di aiutare la mamma, ben diversa da quella assetata di vita della Mangano.
Le storie per entrambe si assomigliano nell'ambientazione del lavoro e canti nelle risaie con dormitori nei quali la macchina da presa si soffermava compiaciuta nel riprendere le ragazze in sottoveste in pose intime scosciate adagiate languidamente nel letto intente a fumar una sigaretta alle prese con i racconti dei “morosi” semprte divisi in due tipologie: la canaglia, che in Riso Amaro era interpretata da Vittorio Gassmann al quale aveva dato vita masticando gomma e imprimendo schiaffi alla “sua donna” tanto per ricordarle chi comandava, e il bravo ragazzo che sempre in Riso Amaro era interpretato da un giovane Raf Vallone con la faccia giusta del maschio forte e protettivo, mentre nel secondo film La Risaia questo ruolo era stato affidato al belloccio di quel tempo Rick Battaglia (che aveva fatto perdere la testa a Sophia Loren) mentre la canaglia era una sorta di sosia di Mike Bongiorno un tipo borioso con macchina spieder nipote del padrone che “corteggiava” le ragazze molestando la Martinelli perchè gli aveva dato un due di picche.
Il melodramma fa sempre da sfondo a queste storie perchè il sentimento e le passioni sono talmente intense (non avendo altro diversivo questo va detto) da fare di ogni cosa una tragedia che comunque si consumava sempre dopo o durante la serata del Gran Ballo a chiusura della stagione.
Un'occasione per far emergere tutto il sex appeal delle protagoniste molto differente l'una dall'altra perchè per esempio Silvana Mangano si esibiva in un boogie boogie molto sensuale ed ammiccante che è tutt'ora virale nei social, mentre Elsa Martinelli, lanciata come tipo alla Audrey Hepburn si esibiva nel centro della pista facendo la ruota con la gonna gonfia per lasciar intravedere, ma solo intravdere, le lunghe gmbe.
Insomma due mondine contrapposte che rappresentavanola femminilità di quel tempo con le maggiorate da una parte e la ragazzina di un certo tipo fine ed elegante dall'altra.
Da questa fascia di mondine era sorta anche Marta Marzotto che dalle risaie del Veneto era assurta al ruolo di Contessa a dare dignità ad una categoria penalizzata per bassa levatura. Il riso da prima minestra si era poi fatto Risotto sempre più sofisticato diventando un piatto sempre presente nei Menù della Ristoriazione prestandosi a connubi variegati come verdura pesce e carne, nochè frutta e addirittura petali di rosa con champagne.
Sono sparite invece le mondine e quell'Italia povera nel quale le donne hanno fatto la loro parte rimboccandosi le maniche e lavorando duramentre per dare un futuro ai loro figli conquistando indipendenza economica ed autonomia.
Curiosamente le due protagoniste hanno avuto diverso destino, pur diventando delle star anche a livello internazionale, perchè Silvana Mangano, musa di Luchino Visconti e grande attrice drammatica, dopo la morte di un figlio si era lasciata morire mentre Elsa Martinelli aveva sempre vissuto allegramente distinguendosi per un certa disinvoltura nel rilasciare interviste nelle quali dichiarava che il maggior peso della sua vita fosse stata la verginità per cui da ragazzina sognava solo di liberarsene.
Infatti era volata come reginetta del jet set asse Roma-Parigi e poi Londra-New York, come una sorta di influencer sempre vestita all'.ultima moda senza remore o inibizioni né tanto meno complessi di inferiorità lavorando con attori come John Wayne in Hatari oppure Orson Welles in Intrigo Internazionale facendo sempre la sua figura. Mai porca comunque, non avendo un briciolo di sex appeal e distinguendosi per simpatia e carattere brillante.

