domenica 30 settembre 2018

VICTORIA TRA SERIAL TV, CINEMA E NOTE DI COSTUME


Il serial Victoria in onda su canale 5, se la prima aveva incuriosito in questa seconda è cominciata con una puntata un filo noiosa e soporifera: più che una donna una regina, più che una regina un cammeo incastonato  in una cornice ascettica nel quale una gravidanza non scalfisce minimamente la sua immagine perfettina mettendola subito al lavoro a sbrigare la corrispondenza per il bene dei sudditi.
Sembra una sorta di emulazione della Duchessa Kate la quale dopo poche ore dal parto si è presentata ai suoi sudditi "paparazzi".
Poi però ha dovuto chiedere l'aspettativa di alcuni mesi per rimettersi dal parto, come tutte le altre donne, cosicchè la corrispondenza con i "paparazzi" la tiene Meghan.  Foxy!
I serial in costume sono sempre molto seguiti purchè la tengano corta con tutta una serie di inchini e salamelecchi che in questo contesto si sprecano: “Mia signora” e bacia le mani “Mylord” e lo congeda perchè la regina ascolta solo chi le dà ragione  come fosse una predestinata da Dio.

E' passata alla storia come la regina puritana anche se nel privato era molto dedita ai piaceri carnali avendo un marito bellissimo e molto dotato. Diventata vedova  si era concessa ad un sottoposto un cameriere che assomigliava al marito non nel viso ma più in basso continuando  così nel suo percorso di piacere carnale che comprendeva anche la buona tavola facendola ingrassare nel tempo. Non si sposò mai ufficialmente per restare fedele al marito in realtà per non creare scandalo per cui il primo amante rimase clandestino, il secondo un indiano faccendiere, pure ma  perchè era già sposato.

Ce ne sarebbe da raccontare in modo piccante non solo per attirare l'audience ma anche per aderire ad una realtà abbastanza interessante  invece si è preferito optare per un serial fashion e patinato nel quale più che un impero colonialista  in espansione sono la pulizia del parqué e l'ordine nei cassetti ad imperare.
Infatti Victoria è rappresentata come una brava donna di famiglia che sa far di conto mantenendo la casa e la biancheria pulita perchè se a Buckingham Palace è tutto perfetto lo è anche nel Paese.
Vale più come messaggio trasversale ai Windsor che hanno il palazzo che cade a pezzi con il Paese chiuso in Brexit che come serial di successo, anche se  i Windsor sono comunque molto amati pur avendo Buckingham Palace tutta da restaurare avendo preso fuoco in quell’anno horribilis nel quale anche la famiglia reale si sfasciava, mentre la regina Victoria ha subito diversi attentati.
Siamo alla prima puntata ma dubitiamo che cambi  perché il peso cade tutto sulle esili spalle della protagonista delicata e fine sempre con la stessa espressione regale  immutata dall’inizio fino a quando si mette in camicia da notte tanto da sembrar che dica “Non lo fo’ per piacer mio ma per piacere a Dio” Dio salvi il serial!

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                               VICTORIA IN ALZHEIMER

Regina Victoria e Abdul Karim


"Abdul ho male alla testa" (si sa che la Corona pesava sul capo a Victoria)
"Mia Regina vuol dire che ce l'avete".
"La testa o la corona?"
"Tutte due maestà"


NOTE DI COSTUME 
Un poncho in Scotland Style per affrontare i primi freddi al di là del solito piumino.
“Hai squarciato il cuscino con il coltello?” Chiese lui. “Si padre”. “E il risultato qual è stato?” “Piume”, disse lei. “Piume”, fece eco il prete. “Piume dappertutto, padre”. “Ora, voglio che tu torni a casa, a raccogliere una per una tutte le piume volate via col vento”. “Beh”, rispose la donna, “non è possibile, non so dove siano finite, il vento le ha portate chissà dove”. “E questo è”, disse Padre O’Rourke, “il pettegolezzo!” Citazione da Il Dubbio.
































TENDENZE SCENARI EUROPEI
Ruvida Scozia vs Brexit






venerdì 28 settembre 2018

UN FIGLIO ALL'IMPROVVISO

             
Per uscire da quella sorta di torpore dello spirito nel quale siamo immersi per assuefazione o indifferenza alla vita in tutta la sua noia intervallata da sussulti di violenza alla quale assistiamo con indifferenza, consiglio di andare a vedere il film Un Figlio All'improvviso dove si ride di gusto  piangendo nel commuoversi facendo sgorgare calde lacrime...di gioia.
La gioia di vivere che raggiunge il clou esilarante quando due ragazzi disabili,Sebastien Thiery (Patrick e (Sarah) Pascale Arbillot (uno che si mangia l'alfabeto parlando con gne-gne- e l'altra cieca adottati da due coniugi di mezza età, Christian Clavier e Catherine Frot) che di notte se la spassano alla grande facendo tanto rumore nello sbattersi con libidine  sul materasso: “gne-gné... gne-gné ..gne-gné... ah! ah! ah!....Gne-gnéèèèèèèè....ahhhhhh!!!!!

Funzionando alla grande più della media, facendo superare ogni senso di pena con  tanta ilarità. Quando si dice "ridere" della disabilità!
Finalmente un film che ti prende il cuore senza scadere nel patetico così come sanno fare i francesi emergendo sempre con quella filosofia di vita che è una sorta di La Vie en Rose portando la Francia ad un successo planetario.
Non è questo il caso comunque perchè il film è carino quanto basta per un cinema d'essai dove si scoprono piccoli gioielli fra tanti film tutti uguali.
Questo si distingue per dolcezza e grazia esplicata con una mimica perfetta dei protagonisti  giovani come Sebasthian Thiery che scandisce il suo “momo-gnegne e popo-gnegne con grande bravura insieme alla compagna la quale si porge a tutto strabismo tipico dei disabili ciechi coprendoli con gli occhiali buio-pesto.


La credibilità è importante per dire francamente che la disabilità non è bello ma si può superare con tanto spirito facendo esplodere tutta l'energia che uno si sente dentro riuscendo perfino nell'intento di suscitare invidia
Cne-gnè...gne-gnè... ah ah ah!!! è un movimento sexy che non ha eguali nel provar piacere  sia in sé e per sé che nel generare una vita nuova.
Infatti dalla coppia disabile nasce un bellissimo bambino perfetto in ogni sua forma  come un dono del cielo mandato ad arricchire l'amore di questa nuova famiglia dando loro tanta gioia.



venerdì 21 settembre 2018

BLAKE LIVELY LA BELLA ED IL FEROCE

A proposito di belli e feroci, il connubio più azzeccato è quello fra Blake Lively e lo Squalo nel film The Shallows
La bellissima attrice dal corpo snello ed atletico ha dato una prova di grande bravura nell'interpretare un'appassionata di Windsurf che si avventura in una spiaggia per cavalcare sull'onda lunga.
Onda su onda riesce a trovare l'onda assassina per uccidere un grosso squalo che le dà la caccia per vendicare il piccolo ucciso da due sub.

Questo è uno dei miglior film della serie “squalo” perchè dopo il primi due di gran successo di Spielberg degli anni 70, quelli che sono susseguiti in serie si sono sviluppati sulla stessa linea in location spiaggia turistica, l'allarme inascoltato per poi sfociare tragicamente tutti nelle fauci dello squalo, tranne i protagonisti “carini”: i bambini, i fidanzatini e così via..
Blake Lively ha affrontato la sfida come un'autentica campionessa di nuoto e Windsurf volteggiando sulla tavola come in stato di ebbrezza dando credibilità anche nella grinta per affrontare la bestia uccidendola nonostante una grossa ferita alla gamba.
Il film è bello e avvincente grazie alla sua interpretazione per la prima volta da protagonista di un film.

Infatti è quasi sempre comprimaria di qualche attrice importante ma di piccola statura come Kristen Stewart in Café Society o Salma Eyek in Le Belve dove la Lively si propone ancora nel connubio La Bella ed il Feroce.

La belva è impersonata da Benicio Del Toro in una realistica  interpretazione perchè alla ferocia di un narcos aggiunge il molestatore disgustoso che approfittando della condizione della ragazza in ostaggio la stupra dopo averla drogata, infierendo sulla preda ferita facendole poi vedere la scena filmata nel telefonino.
A volte sarebbe meglio tacere specie per un uomo che in questo caso più che godere dell'atto libidinoso in sé, prova piacere nel raccontare i fatti intimi come una donnicciola.
Così per lui più che la ferocia poté l'essere frocio.
Infatti alla fine di fronte alla pistola in pugno di lei piagnucolando di tenere famiglia con bambini  la supplica di risparmiarlo per fare presa sulla sua sensibilità di ragazza dolce.
La quale invece voltagabbana essendosi fatta il pelo sullo stomaco durante la prigionia, sparandogli un colpo senza pietà. Bella e Feroce.










giovedì 20 settembre 2018

UN AFFARE DI FAMIGLIA IN SUSHI CONNECTION

Il cinema giapponese sta tornando agli antichi fasti dei film d'autore che avevano conquistato l'Europa con le storie in costume nei quali gheishe e samurai la facevan da protagonisti.
Oggi il Giappone cinematograficamente si sta impegnando con storie di ordinaria quotidianità della middle class (Ritratto di Famiglia con Tempesta
)http://ritaguandalini.blogspot.com/2017/06/ritratto-di-famiglia-con-tempesta.html
 o di lucida follia fra le baracche dei vari centri urbani.
Questo è Un Affare di Famiglia (Palma d'oro Cannes 2018) " in sushi connection" formando un nucleo fuorilegge che trae la sua forza nell'amore che li unisce , sincero ma non disinteressato essendo tutti dediti a piccoli traffici per campare con onore nel rispetto dei vari componenti, anziani in primis.
Ma più che familiari sono persone che si sono unite in una sorta di comune per sopravvivere formando un mondo buono fuori dalla realtà civile vivendo come rifiuti in una baracca con l'arredo accatatstato dove comunque anche se si dorme con i materassi a terra si mangia bene: sushi e ramen a volontà e quant'altro faccia famiglia in connessione con il mondo esterno tutto da coinquistare.

 Così i bambini fanno da palo agli adulti per furtarelli ai negozi dove la merce esposta “non appartiene ancora a nessuno” e dunque alla portata delle mani leste come insegna il capo-famiglia. Il quale anela a farsi chiamare “padre” dal piccolo orfanello al quale insegna i segreti del mestiere imponendogli di chiamare “sorella” una piccola trovatella rapita ai genitori perchè la maltrattavano facendola accogliere in casa per offrirle tutto l'amore che le mancava ma nel contempo occupandola a fiancheggiare “il fratellino” acquisito nell'onore e nel rispetto del Capo secondo un'etica di onestà intellettuale che non fa una piega. Tutti i componenti la famiglia hanno un cuore grande sorretto dall'amore per il denaro che non tralascia nemmeno la nonnetta autorevole matriarca ma dedita al vizio nel giocar d'azzardo con i soldi della pensione arrotondati estorcendoli al figlio del suo defunto marito pur avendo un piede nella fossa. Intorno alla sua pensione  ruotano tutti dopo essersi insediati nella baracca in dotazione all'anziana dai centri sociali, ricambiandola nel non farla sentire sola onorandola e rispettandola come manna della provvidenza avendo un reddito fisso e certo su cui contare tra una disocupazione e l'altra.

La disoccupazione infatti è sempre dietro l'angolo per quelli di mezza età diventando una sorta di esodati  perchè nessuno più li vuole a lavorare non avendo raggiunto l'età della pensione.
Insomma temi che sono anche di grande attualità a confermar quell'antico detto che tutto il mondo è Paese specie in questo momento di globalità pressante dove siamo tutti nella stessa barca afflitti dagli stessi problemi che alcuni cercano di risolvere formando nuclei “familiari” non avendo più fiducia nelle istituzioni.
Affari di Famiglia è lo specchio di un piccolo mondo mafioso che fa rete destinato a rinsaldarsi e diffondersi perchè  una volta scoperti nelle loro malefatte pur dividendoli fra loro con la carcerazione della moglie del capo che si sacrifica per avere uno sconto, codice alla mano da “padrina”, avendo il compagno precedenti penali, rimandando la piccola ai gentori violenti ed il bambino in casa protetta, alla fine il piccolo orfanello salendo sul Bus per allontanarsi dal padre e dalla vita che gli offriva “uccidendolo” virtualmente il suo maestro, si volta indietro inseguito dalla disperazione di lui lo chiama finalmente papà rinsaldando i valori di un nucleo fuori dalla società. Va' dove ti porta il cuore più che la ragione.


Il film è straziante nella sua dolcezza raggiungendo l'apice quando una delle ragazze di onorata famiglia impegnata a guadagnare facendosi ditalini davanti ad uno specchio che traspare ad immagine per i clienti incuriosendosi di un abitué dopo averlo incontrato nel privè e constatato la sua disabilità quale sordo-muto lo abbraccia con tanto amore scegliendolo quale preferito tra i suoi clienti dopo essersi messa una mano sul cuore e una sul portafoglio, là dove ti porta la testa chiudendo così un cerchio sul quale sarebbe meglio stendere un pietoso velo se non fosse che il film catturi l'interesse guardando con una tenerezza infinita questo mondo di derelitti dal grande cuore interessato immergendoti nel loro mondo buono che come una sorta di Mulino Bianco lo fa sembrare pure bello. Un mondo bello ma feroce
La citazione è di Mauro Corona da Bianca Berlinguer. questa è la più azzeccata.


mercoledì 19 settembre 2018

DISABILITA' NON E' BELLO.

La disabilità non è bella ma si può superare con la grande stima e fiducia in sè mettendosi in gioco in ogni campo, anche quello della bellezza che di norma è il più selettivo e senza pietà.
Non ha pietà nemmeno per le bellissime modelle che devono seguire rigorosamente i canoni stabiliti dal mondo della moda il più effimero che ci sia.
Certo poi magari si dà spazio anche alle curvy, o esaltando i difetti per dare un tocco di eccentricità  nel quale tutto è concesso anche di sfilare con modelli improponibili al limite del ridicolo.
E allora perchè non osare? In ogni settore c'è spazio per tutti purchè sia un mondo fashion e patinato dove tutto quanto fa spettacolo, anche la sofferenza.
Nella vita reale la disabilità non è bella perchè uno si sente emarginato osservato e deriso oppure accolto per pietà.
Una volta vedendo una ragazza in carrozzina che sfrecciava per la strada mi ero avvicinata chiedendole se avesse bisogno di qualche cosa che gliel'avrei procurata volentieri sentendomi tutta tronfia della mia generosità finchè non mi aveva risposto con un cortese rifiuto e un sorriso sulle labbra: "Grazie ma ho una casa piccola e non potrei aggiungere altro" facendomi capire di essere stata invadente con il mio senso di compassione.
La disabile ero io che mi credevo superiore facendomi vergognare per quel senso di pietà inopportuno.. Questo per dire che a volte l'eccesso di solidarietà mette in imbarazzo chi la riceve.
Anche i disabili e gli ultimi devono imparare come quella ragazzina a cavarsela da soli come tutti i minori senza bisogno delle nostre ansie di prestazione.

C'è un film bellissimo che tratta la tematica della protesi a una gamba in dotazione a una ragazza bellissima di nome Tristana interpretata da Catherine Deneuve.
Il film è di Luis Bunuel e quindi c'è tutto da imparare.
 Infatti la scena clou è quando lei si presenta alla finestra per accontentare un povero sordo muto il quale la implora di fargli vedere le tette provando verso di lui la stessa pietà che provava per sè stessa anche se in quel momento si sentiva superiore a lui.
La pietas è un sentimento che accomuna le anime nobili ma come in tutte le cose può diventare un arma a doppio taglio perchè dietro la pietà ci può essere un senso di arroganza nel credersi superiori.
Se la stima di sè viene confermata nel corso della vita, ebbene sì è il momento che si comincia a pensare di aver potere. L'importante è giocarci sopra anche se non è detto che al mondo interessi. Sempre comunque meglio di chi ci marcia dentro anche se comunque vada sarà un successo.

martedì 18 settembre 2018

TALK SHOW TRA IL SERIO E FACETO TRA SCENATE E OSCENITA' TUTTO DA GUSTARE

Separati dal Talk Show
Stasera scelta difficile fra i due conduttori Bianca Berlinguer e Giovanni Floris che dominano i Talk della politica.



Non ci resta che seguire l'insegnamento di Adriano Panatta nel palleggiare il telecomando in pugno facendo:
"Pof...pof...pof...pof,.." per vedere la partita nella sua interezza pur essendo spiezzata come una sorta di spezzatino d'oltrecortina, all'ungherese Il Gulash


La spezia che fa da ingrediente per dare il tocco di piccante è la Paprika (titolo del film omonimo diretto da Tinto Bras ed interpretato da Debora Caprioglio tratto da un romanzo erotico di John Cleland  Memorie di una donna di piacere (meglio conosciuto col titolo Fanny Hill)  pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1748.
Scritto mentre l'autore era incarcerato a Londra per un debito non saldato, viene considerato "la prima pornografia inglese originale in prosa, e la prima pornografia a ricorrere in forma di romanzo." Noto come uno dei libri più tormentati e banditi della letteratura, è divenuto un sinonimo di oscenità.
 Fanny Hill frusta Barville, illustrazione diÉdouard-Henri Avril

Ecco la ricetta:
L'origine di questa ricetta è povera e antica: la sua riuscita è dovuta alla scelta degli ingredienti, al ricco bouquet di spezie e alla pazienza nel cucinarli lentamente. Proprio come volevano i mandriani ungheresi che, quando trasportavano i pregiati manzi grigi dalla pianura della Puszta ai mercati di Moravia, Vienna, Norimberga e Venezia, usavano preparare questa sorta di spezzatino di carne di manzo dentro un grande paiolo messo sopra un fuoco di legna all'aperto.
PROCEDIMENTO
In una casseruola dal doppio fondo lasciate sciogliere lo strutto, insaporitevi le cipolle tagliate ad anelli sottili e quando sono diventate trasparenti toglietele e tenetele da parte. Mettete nel recipiente la carne tagliata a spezzatino, fatela colorire, mettete di nuovo le cipolle, mescolate e continuate a far rosolare il composto.
Quando si è quasi formata una crosticina, spruzzate il vino e l’aceto, lasciateli evaporare, ma non del tutto, salate, mescolate. Spolverizzate il composto con la paprica, versate nel recipiente due bicchieri d’acqua tiepida e cuocete coperto per 1 ora e 30 minuti, aggiungendo acqua solo se la carne asciugasse troppo. Tritate finemente l’aglio, l’alloro e la maggiorana, insaporiteli per 2 minuti in un tegamino con il burro e aggiungeteli al gulasch, spruzzatelo con il succo del limone, mescolate e dopo 5 minuti ritirate, pepate e servite. Contorno classico, la polenta gialla.





lunedì 17 settembre 2018

LE FAVORITE/i NELLA STORIA FRA CINEMA E REALTA'


A sorpresa a vincere al Festival di Venezia è stata l'attrice Olivia Colman interprete del Film La Favorita nel ruolo della regina Anna corteggiata, nel secolo XVIII da due dame di compagnia alla Corte di Inghilterra, le quali si contendevano il privilegio di "leccarglela"
Non si sa se sia storia vera o piuttosto un desiderio dell'autore di materializzare una fantasia basandosi su una situazione “reale”nel quale i sottoposti di re o regine vengono inevitabilmente impegnati a sollazzare i sovrani che li usa (va)no come strumenti di piacere ma il film è intrigante quanto basta per far discutere sui rapporti di sottoposti rampichini col potere sadico.

Oggi si chiamano molestie che sono diventate lo spauracchio di chi le ha perpetrate  perchè le malefatte venute a galla sono soggette a processo mediatico ad anticipare la giustizia.  Una conquista per le donne che solo pochi decenni fa era inimmaginabile. Se comunque le pratiche sessuali sono perseguibili, restano pur sempre i virtuosi in ogni campo del conilingua che virtualmente (e non solo) si prestano a leccare in sito a o b): una categoria di personaggetti dalla quale sono esclusi gli intellettualmente onesti.
I quali comunque non appartengono nemmeno a quel popolo di social selvaggi scatenati senza freni inibitori ma a quella dei “media” la categoria ufficialmente accreditata a svolgere l'arduo compito di lavorare  senza perdere in credibilità al di là della testata di appartenenza, tanto che questi si possono contare singolarmente sulle dita di una mano.
 Al cinema  il tema "favorita" è stato introdotto con il film Troy nel quale Achille si strugge per l'amante Patroclo vendicandolo con la straziante morte di Ettore, e il film Alexander “il grande” nel quale l'amante gay rivaleggia con la regina-leonessa domata a fatica.
Così pure in Cleopatra si sfiora l'argomento là dove le 2 "ancelle” scelgono di morire insieme a lei considerandolo un onore sublimando in teoria la leccata ma traducendola in pratica in pena per una condizione di così grande mancanza di stima di sé avendo raggiunto da uno status di zerbino un servilismo umiliante senza pietà per se stessi..
Meglio allora lo schiavo infedele che in una situazione di pericolo catastrofe o rivoluzione si vendichi sul suo padrone. Il servo no, per lui questo gesto è da vile avendo ricevuto una ricompensa.
La Favorita più nota della storia è sicuramente quella del Re Sole Luigi XIV madame Pompadour  avendo lasciato alla Francia un bellissimo Palazzo nel quale ancora oggi è insediato il Potere con  intrighi di letto fra stagiste ministre cocotte e cocottine all'assalto dei favori dei Presidenti di turno, continuando ad alimentare quella fama "pruriginosa"  che la Pompadour tanto faticosamente si era conquistata non solo come faccendiera con il sudore non solo della fronte,  ma nello svolgere quel compito riffianesco di “mezzana” per scegliere bocconcini per il suo Re. Da favorita a maitresse il passo è stato quello dell'aneurisma entrando nella fase di mezza età.
La favorita di Luigi XV era invece la Du Barry la quale anche se spadroneggiava nel letto del re aveva difficoltà ad integrarsi a Corte mancando di quella tipica grazia ed eleganza di maniera che accomunava  nobili cortigiani a cicisbei leccac..lo perchè lei ruttava senza guardare in faccia a nessuno.

Sempre al Cinema abbiamo visto anche la Regina Elisabetta alle prese con la sua dama di compagnia preferita  fino a quando questa non le rubava lo spasimante preferito facendola andare in paranoia nel sentirsi doppiamente tradita essendo i sottoposti entrambi suoi strumenti di piacere sui quali si vendicava estromettendoli dalla sua cerchia entrando così nel mito con la nomea di regina vergine giustamente acquisita per essersi messa al sicuro da ogni assalto al lato a e b) di lecchini adulatori.
Il ruolo di preferito fra i Tudor televisivi è stato affidato ad Henry Cavill, alias Charles Brandon il quale comunque è rimasto sempre circoscritto nella virile amicizia fraterna senza approfondire il rapporto intimo con Enrico VIII preferendo soffermarsi sulla girandola di mogli che si sono susseguite intorno al Re  innamorato delle donne, anche se varrebbe il detto che chi ne ha molte è perchè non ne abbia mai accontentata una.
Dagli intrighi di Corte dei  Tudor passiamo a quella dei Windsor, quelli veri e segreti al di là delle storie paparazzate di Carlo in triangolo con Diana e Camilla o delle real corna che si sono scambiati elegantemente Elisabetta e Filippo, perchè  non è dato sapere quale sia la favorita di The Queen fra le nobildonne di Corte.
Anche se i tabloid fanno il nome di Meghan è da escludere nonostante la Regina abbia mostrato di preferirla a Kate, perchè Meghan guarda sorridente al futuro vedendo all'orizzonte la corona in testa a Camilla. La quale è risaputo non sia nelle grazie di Elisabetta così come tanto meno le nipotine figlie di Andrea che The Queen tiene a distanza insieme a Zara figlia di Anna.

La preferita si susuirra che fra l'entourage a Corte sia la Contessa Sophie moglie di Edoardo perchè tutti la temono con Kate in primis la quale se si azzarda a snobbare la regina con la contessa mantiene un rapporto di complicità conoscendo il suo potere a Corte che va oltre il fatto di essere la moglie di Edoardo il figlio prediletto della Regina perchè verso di lui ha un atteggiamento protettitvo come quello delle mamme verso un figlio dolce timido e fragile.
Sophie è quella che tiene tutti sotto scacco ivi compresa Camilla tememdo che la successione al trono passi direttamente a William grazie a un complotto capeggiato da Sophie avendo molto ascendente sui Membri Dop  di Casa Reale.


I complotti di Corte non sono da sottovalutare perchè anche ai tempi della Regina Vittoria erano molto praticati mettendo a rischio il trono sul quale per tanti anni è stata seduta la Regina, sia quando era giovane prima di conquistarlo che quando era diventata anziana  avendo perso la testa per un servitore indiano tanto da assurgerlo al ruolo di primo consigliere ispirandosi alla sua religione e cultura per governare attirandosi l'odio della Corte la quale non esitava a rispedire al suo Paese questo lacché della Regina quando questa a sua volta era assurta a miglior vita.
La regina Elisabetta nonostante l'età è ancora in sè per quel che se ne sa ma la Corte si sta preparando al suo funerale del quale è già stato fatto una simulazione. E' la regina che non è pronta a dare la sua ultima interpretazione per passare come la più longeva regina “favorita” dalla storia su un trono d'Europa e come ultima donna con la corona d'Inghilterra.
La quale potrebbe passare direttamente ad Anna  avendo la Regina stessa esteso la successione anche alle figlie femmine intendendo includere Charlotte figlia di William e Kate. O mettere in lista la figlia Anna, il lato oscuro dei Windsor?




Il  complotto alla Corte dei Windsor è sempre in agguato: una volta in gallery un'altra in successione sulla carta, un altra dietro l'angolo di Buckingham Palace, un'altra in Scozia. E pure in Scotland Yard  sempre e comunque  fedele ai Windsor e a Sua Maestà, la regina. Sempre e comunque fedele  a The Crow (curiosamente interpretato in serial Tv da Olivia Coleman la Regina Anna di cui sopra)
Anna...Elisabetta...Un binomio che ha fatto grande la storia della monarchia del Regno Unito, Elisabetta...Anna... un altro binomio  che invece  la potrebbe oscurare. Alla grande.


giovedì 13 settembre 2018

TENDENZE AUTUNNO


Le tendenze d'autunno sono i colori caldi delle terre d'Africa (ruggine giallo come i fiori e le foglie e marrone terra bruciata) ed il maculato animalier.
Ebbene sì l'animalier sempre indicato come pacchiano (specie nell'intimo natalizio) è tornato a ruggire anche per una prima a teatro.
Infatti l'abbiamo visto indossare da Catherine Deneuve sul palco dell'Arena fra gli ospiti VIP ad omaggiare Andrea Bocelli in concerto. La Deneuve non è una fashion victim ma fa tendenza in quanto diva dalle opinioni di rottura avendo fatto scalpore sulle molestie dove invitava le donne a fare un distinguo fra quello che ci prova e finisce lì e quello che insiste insiste insiste...fino a quando non gliel'hai data per stanchezza o per paura  (per poi citarlo giustamente in Tribunale).


Le tendenze autunnali non finiscono qui estendendosi anche alle ignote di costume chiamate starlette o le canbdidate a Miss Italia un concorso che è sempre un belvedere anche se ridimensionato nella sua importanza avendo lasciato la sede storica di Salsomaggiore e la diretta RAI per approdare su La 7 dove ci sta come i cavoli a merenda così come una sorte di nota stonata fuori dal coro delle in gambissime in giacca ed accavallo delle conduttrici di quella emittente.
Le quali hanno scalciato le Parodi per prendersi le miss mia cara miss  tu dammi il bis e sai cos'è.Il business è sempre businnes.
Le conduttrici infatti sopportano perchè le miss fanno racocolta “fondi”  pubblicitari facendo scattare il compromesso che si piega al vil denaro perchè le vergini, così come dipinte in cupola nella Chiesa della Steccata, sono stolte.

Così fra una stecca e una steccata la  7 è servita fuori dal coro delle generaliste  piazzandosi sul palco come autorevole emittenete votata alla politica.facendo tendenza rubando lo scettro a Bruno Vespa (ormai più orientato a balllare con le star) e a Fabio Fazio associato a Cottarelli per fare opposizione al ministro dell'economia Tria  invece che alla 7. La quale così lo frega avendo più autorevolezza in fatto di Governo.
Le sfilate d'autunno dettano le tendenze oltre che di costume anche in società prevedendo in questa fase l'invasione dei migranti neri rifugiati dalla Libia perchè quelli della Siria bastavano e avanzavano. Così si sono uniti in massa ai neri per sbarcare nei porti rimasti ancora aperti , quelli piccoli e nascosti per poi sfondare quelli chiusi facendo un curioso parallelismo di scontro inversamente proporzionale  fra i piccoli porti che aprono quelli grandi in Porto a Porto con le piccole porte del Chicco che chiudono quelle grandi di Porta a Porta. Così va fra le reti Tv.

Nelle quali sempre in autunno partono i nuovi palinsesti  dove si conferma regina Maria De Filippi in guerra di ascolti Una contro Tutti.
Maria torna dopo una lunga vacanza nella quale non è stata lasciata in pace perchè paparazzata e corteggiata da tutti i settimanali che le hanno dedicato copertine vincendo sulla Elisa Isoardi che ha anticipato la tendenza di stagione autunnale mettendosi ai fornelli davanti ai cannoli con crema in fuoriuscita debordante assicurando essere il dolce preferito fra i tanti che ha sempre cucinato nel corso della sua carriera senza comunque fare nomi.Non c'è n'era bisogno Tu chiamani cannolo e vedrai che intense emozioni.
La De Filippi invece è stata immortalata in costume per evidenziare la perfetta forma per non sfigurare vicino al figlio Gabriele diventato un gagliardo giovanotto che  laMaria non finiva mai di elogiare  così come faceva di rimando il Maurizio verso di lei sotto l'imperativo Grazie di esserci.
Grazie Maria, Grazie Gabriele grazie e stragrazie così come recitava Marylin Monroe in uno scambio incrociato al magnate fidanzato ed al di lui padre.
Come a dire che la Felicità sia dire grazie e stragrazie viaggiando in crociera col magnate.

La mère o les monts? L'importante è staccare dal lavoro a differenza delle star che invece d'estate sudano più che mai e non solo con la fronte perchè più sudi e più ti diverti.  
L'ultima fatica per loro è stata la sfilatra al Festival di Venezia che mai come quest'anno ha fatto un pieno di star internazionali le quali hanno brillato sul red carpet con abiti griffati spesso ricevuti in prestito per far da testimonial ai film e agli stilisti i quali per ammortizzare il costo della lussuosa mise molto spesso offrono alla schiera di stagiste un panino a colazione come unico compenso senza nemmeno un bicchier di vino ma una bottiglia d'acqua...  S.Benedetto è ovvio da bere a garganella o nella coppa delle bollicine illudendosi di partecipare al gran ballo. La fine di tutte le “cinderelle”.

mercoledì 12 settembre 2018

SUL WEB IL NUOVO RINASCIMENTO....


Il riscaldamento globale è colpa dell'uomo insegna la Gabanelli.

Anche la fine dell'informazione “ufficiale” dei giornali (cartaceo e on line)
è colpa dei giornalisti avendo perso credibilità sbagliando con “pizzini stuzzichini minacce velate ruberie fotoshop e giochetti furbetti”.
Anche il giornalista è umano. Umano troppo umano...


Ma ecco per intero il brano di Nietzsche.(nella foto ritratto da E.Munch)
«Il Rinascimento italiano racchiuse in sé tutte le forze positive a cui si deve la cultura moderna: ossia liberazione del pensiero, disprezzo dell’autorità, vittoria dell’istruzione contro l’alterigia della schiatta, entusiasmo per la scienza e per il passato scientifico degli uomini, affrancamento dell’individuo, amore ardente per la veracità e ostilità verso l’apparenza e il mero effetto (una ardore che divampò in tutta una folla di caratteri artistici, i quali nelle loro opere pretesero da sé con somma purezza morale perfezione e nient’altro che perfezione); sì il Rinascimento ebbe in sé quelle forze positive che finora, nella nostra cultura moderna, non sono ancora ridiventate così potenti. Esso fu l’età aurea di questo millennio, nonostante tutte le sue pecche e i suoi vizi"

Tutto questo per riflettere sul fatto che il Rinascimento dell'Informazione ora nasce sul Web dove più che l'umano potè l'Umanoide al quale basterà un click per far saltare tutto...

martedì 11 settembre 2018

FESTIVAL MOSTRE E RED CARPET


Tendenze, con la Mostra di Venezia ormai alla fine.
Tante sono le star che hanno sfilato sul red carpet mettendo in evidenza un fatto curioso: le donne vogliono essere femmine avendo bandito completamente i pantaloni adottati solo in versione tuta o pigiama-palazzo.
Nessuna star ha osato presentarsi di sera con un tailleur o una giacca preferendo scollature abissali, spacchi, spalle nude, gonne a ruota, piume paillettes e tacchi a spillo come se un completo pantalone sminuisse una donna in fascino e seduttività.
Eppure Marlene Dietrich con i tailleur bianchi molto eleganti ma che le davano un tono ambiguo e peccaminoso faceva fremere e sognare le platee del mondo.
Non ci sono più le dive di una volta...



L'unica attrice che io ricordi in tailleur è stata Isabelle Huppert al Festival di Cannes elegantissima in completo pantalone con camicia bianca e grigio fumé con gioiello al collo.A parte il fatto che sia una grande attrice le francesi sono molto più avanti e non solo in fatto di look ma anche a livello di emancipazione uscendo dal cliché della femmina infiocchettata.
AGGIORNAMENTO:
Ad osare è stata la grande diva Nicole Kidman  alla premiere di Destroyer al Toronto International Film Festival del 2018 di ieri Lunedì 10 settembre presentandosi in Tailleur bianco. Un segnale di svolta femminista che a Venezia è stato completamente assente..

lunedì 10 settembre 2018

CRONACA DI UNA SERATA TV

Un monologo di Vittorio Gassman ieri sera inneggiava a Cinecittà sminuendo il ruolo della Tv canzonando quelli che la guardavano a bocca aperta sprofondati in poltrona.


Allora il cinema imperversava ed era tutto un fermento di opere d'autore a differenza di oggi che le preferenze sono cambiate.
Una conferma arriva dal film Tv Così Vicini sempre di Sabato sera, oggi al top delle classifiche del Grasso a Fil di Rete di Corriere.
Mi dispiace dissentire, ma anche no, il prof. perchè quel film in prima visione al cinema d'estate al Barilla Center una domenica pomeriggio quando le famiglie dovrebbero calare in massa a fare il pieno di pop-corn, aveva registrato un tutto esurito sì ma di poltrone vuote.

Infatti l'unica ad aver acquistato il biglietto ero stata io facendomelo subito rimborsare con un buono per la volta prossima stante la sala vuota non volendo essere a rischio molestatore (sempre in agguato).
Questo per dire che se il cinema è in “picchiata” solo nelle nelle multisale in Tv con Poltronei e Sofà che la fan da padroni si macina di tutto di più, anche la favola del Mulino Bianco.
Certo non posso provare quanto ho detto per cui a dare spessore alla mia testimonianza ho raccolto la pubblicità a farla da padrona, così come fanno i media facendo della notizia un optional. Liberi di prendere per oro colato o lasciare come irrilevante così come si fa con il web dove solo i globe-setter di razza sanno fiutare il vero e montare un caso che appassiona. Ecco perchè i media si accaniscono con i fatti di cronaca: basandosi su una notizia vera ci possono lavorare sopra a loro piacimento. Se piace al re la dà in pasto al pubblico. La cronaca, non la notizia vera perchè i protagonisti sono saliti a miglior vita lasciando che a cantar siano le carte. Il resto è noia o divertissment.
Come dire che più che un salto nel buio potè il volar di palo in frasca senza concludere nulla,
E' un po' come parlare di sè senza in fondo rivelare nulla. Leggerzza e rispetto innanzitutto, please. Altrimenti andate tutti a fan' culo.