mercoledì 26 giugno 2019

CINEMA E AMBIENTE DUE. LA VENDETTA


Non ha portato bene la nuova ambientazione in Giamaica del film 007 perchè il protagonista Daniel Craig ha subito un altro infortunio, dopo la serie di quelli che lo avevano colpito nel precedente film Spectre tanto da aver indotto l'attore a lasciare volendo prendere le distanze da questo personaggio che riteneva negativo perchè violento che non amava le donne degradate a livello decorativo di Bond girl.
Una protesta che invece di far scattare consensi aveva fatto scattare il toto-Bond con una infinità di candidati proposti fra i quali un'improbabile agente in gonnella o un fusto di colore.
Ma a suon di dollari Daniel Craig che tanto stava simpatico alla Règina Elisabetta la quale si era lasciata catapultare con lui dall'elicottero in occasione delle Olimpiadi a Londra dimostrando di preferirlo  al modello originale incarnato da  Sean Connery indipendentista Scozzese, è stato convinto a tornare sul set e...crac! la brutta caduta così come si evince dalla foto scattata all'aeroporto della capitale Giamaicana

Un segnale inquietante perchè proprio la serie aveva cominciato in Giamaica con 007 Licenza di uccidere per cui il messaggio andrebbe tradotto con un Basta così e chiudere il cerchio.

Ma il profumo dei soldi evidentemente è più forte di un'azzoppata. Vedremo se aveva ragione o se il pubblico ne avrà abbastanza di Bond James Bond, specie in italia dove lo spettro dei mini Bot serpeggiano come una minaccia.
Bond (in economia è sinonimo di crac!) e mini Bot? Un connubio che non promette bene come una sorta di associazione a delinquere di un Governo ladro.

Ogni riferimento al nostro è puramente casuale. Dopo un anno è ancora tutto da dimostrare. Basta un po' di pazienza.




CINEMA E AMBIENTE UN'ESTATE IN PROVENZA


 La Provenza è un lembo di terra situato al sud della Francia che va dalle coste del Mediterraneo fino ai mon ti passando dalla campagna. La campagna della Provenza è una delle più belle e affascinanti del territorio francese che nel periodo estivo si presenta con campi sterminati di lavanda. I fiori della Provenza sono stampati nei tessuti esportati in tutto il mondo dopo l'exploit degli anni 70 confezionati nei grembiuloni che le ragazze portavano con le scarpe da ginnastica bianche (come Julia Roberts nel film A Letto don l'Assassino) oppure diffusi con le bandane e i fazzolettini giro collo come la giovanissima Caroline di Monaco quando era soprannominata Caroline Cherie.



Caroline per un certo periodo ha trascorso le estati in Provenza come una sorta di Ragazza di Campagna prima di assurgere al titolo di principessa di Hannover dopo essersi sposata per la terza volta.



















In Provenza è stato ambientato anche il film Un'Estate in Provenza con Jean Reno e Anna Galliena nella parte di due nonni che ospitano nella loro tenuta tre nipoti due quindicenni maschio e femmina e un fratellino sordo per distaccarsi dalle problematiche di divorzio dei loro genitori.
Lo scontro generazionale all'inizio è drammatico da parte di entrambi, i nonni perchè legati alle loro abitudini e ritmi i ragazzi perchè sempre alle prese con le connessioni social rifiutate in toto dal vecchio nonno.
Inutile dire che il punto di incontro lo troveranno presto quando cioè i nipoti scopriranno il passato di figli dei fiori dei loro nonni che praticavano il libero amore e tutte le trasgressioni dell'epoca. I ricordi del passato riaffiorano facendo ammorbidire il nonno, quello più coriaceo (impersonato da Jean Reno  in linea con il suo personaggio di Leon che gli ha dato fama di irresistibile burbero benefico) che si commuove quando il piccolino disabile lo prende per manoentrando in pieno nella parte di nonno protettivo grande vecchio. Anna Galliena, la nonna fa da trait d'union con la sua dolcezza e apertura mentale conquistando l'affetto di tutta la famiglia, nonni e nipotinio, uniti per affrontare e superare con forza ed equilibrio la tempesta imminente del divorzio di mamma e papà.

Il film è semplice agro-dolce e giustamente per dar risalto ai buoni sentimenti aveva bisogno dello sfondo di un paesaggio naturale e accogliente come la campagna della Provenza  rappresentata in tutte le sue meraviglie dei campi in fiore dei vigneti degli ulivi lontani dal frastuono dei rumori di città.
Preparate i fazzoletti e buona visione questa sera su Rai due.

martedì 25 giugno 2019

LE INTENSE EMOZIONI DI MARISA BERENSON

Marisa Berenson nasce come modella con qualche tentativo di fare l'attrice. Ben riuscito comunque in qualsiasi ruolo calzasse rimanendo comunque  impressa nell'immaginario per il film Barry Lindom dove come un a sorta di Clint Eastwood nei western di Sergio Leone  aveva due sole espressioni: una col cappello e l'altra senza.


Nel corso della sua carriera ha comunque cambiato così come abbiamo potuto ammirarlòa nel film S:O:B: dove dopo una folgorante apparizione col cappello, in una sequenza apriva le gambe sempre con grande eleganza sdraiata sul letto con  il seduttore di turno gliela leccava tutta facendola gemere di piacere...mentre nel contempo, mantenendo un grande controllo della situazione sottomano,  lei si metteva a parlare al telefono col marito,   Senza cappello.    

lunedì 24 giugno 2019

CROCE E DELIZIA. LA COPPIA GAY VA A NOZZE


E' un film che vuole dare un messaggio positivo sui matrimoni gay.
Messaggio ricevuto perchè le motivazioni che portano all'anello al dito sono spiegate in modo divertente e accattivante sotto l'imperativo "quando c'è l'amore ci sono i buoni sentimenti, tutto si può fare" facendo accettare di buon grado l'unione omosex.
Se il messaggio è positivo il film non è riuscito bene partendo col piede sbagliato avendo  in campo base  una netta divisione fra villa e dependence nelle quali hanno preso posto degli stereotipi: i ricchi in villa e i poveri nella dependence:
Non solo, ma i ricchi sono forieri di novità in una sorta di “Dolce Vita” di mentalità aperta a tutte le esperienze sessuali, famiglie allargate, unioni civili, menage a trois insomma tutto quanto fa libero amore ivi compreso quello omosessuale mentre quello dei poveri è un mondo di chiusura nel rispetto dei genitori e dell'amore coniugale regolare con un lavoro portato avanti onestamente anche se sono coatti.
Tutto va bene per entrambi specie per la famiglia agiata impegnata anche sul fronte delle manifestazioni per i diritti gay, fino a quando il mondo omo non arriva in casa con papà straricco che si vuole sposare con il papà coatto.
E' la che scatta la censura per entrambe le famiglie dei due sposini i quali anche se socialmente di classi diverse si trovano d'accordo su un altro punto a domanda incrociata: “Che cosa c'entrano questi con noi?"
Più che l'orgoglio gay potè quello sociale. La classe non è acqua e infatti la famiglia del ceto basso lavora con il mare e con la distribuzione del pesce.
Insomma di classe pescivendola facendo scattare il luogo comune che fra i poveracci caciaroni e chiassosi si nasconda il segreto della felicità vedendo quanta energia positiva  esprimano nel cantare insieme mentre viaggiano in macchina per le vacanze.
Poveri ma Belli. Infatti sono tutti fisicati ben piazzati e livello pettorali e muscoli distribuiti nei punti giusti, mentre la donna del gruppo coatto, sposa e nuora insieme, è incinta con orgoglio pancia che esibisce negli abiti strizzati con un caschetto corto alla Demi Moore in Proposta Indecente.


Infatti le donne di classe agiata tutte al femminile con lunghe chiome a treccia o a onde, le chiedono impunemente se abbia  tendenze lesbo, facendola sussultare inorridita.
La citazione è di Lunetta Savino nel ruolo ormai collaudato dei tempi di Saturno Contro di Orzbeteck della svampita agé.
E con l'omaggio a Ozbeteck continua il film per dare il ruolo della “Fata Ignorante” che fu di Margherita Buy a Jasmine Trinca, l'unica della famiglia che esprima riserve su questo matrimonio gay tanto da escogitare un piano con il figlio del “promesso sposo (Alessandro Gassman) di suo padre per mandare tutto all'aria nella convinzione  che le due famiglie l'una con l'altra, non c'entrino nulla.
Il nulla porta al nulla come dice Romeo a Mercuzio.  Infatti puntuale a dar ragione c'è ancora la citazione della Lunetta che per convincere i commensali della giusta causa del matrimonio Gay attinge ai classici dell'antichità i quali consideravano l'omosessualità come l'espressione più alta dell'amore in quanto amore puro e sublime nel sé e per sé senza alcun fine così come invece hanno le coppie etero che fanno figli per perpetrar la specie.
Ebbene sì, matrimonio gay ma senza figli. Il messaggio ci sta perchè se in questa coppia del film un figlio c'è è quello è  nato regolarmente dall'amore verso la “prima moglie”. Donna.
Questo per escludere quel nuovo modello omosex che avanza volendo copiare la famiglia tradizionale adottando figli o facendoli su ordinazione in laboratorio o con utero in affitto. Alt! E qui interviene Papa Francesco e la Chiesa Cattolica  con le sue tradizioni dell'amore uomo-donna e bambini. Passino i gay, ma i bambini non si toccano.
Inutile dire che dopo varie traversie il film finisce a nozze con tutti i commensali e le famiglie riunite in allegria felici e contenti, dimenticando sberleffi e sfottò ai quali andranno incontro gli sposini.
“Ah froci!” dicono infatti in coro i pescatori quando li vedono baciarsi in bocca.


“E fate i cazzi vostri” risponde il figlio manifestandosi in pieno nella sua razza pescivendola. Altro stereotipo al quale il film non ha voluto sottrarsi mettendo comunque  la famiglia di ceto basso su un piano alto di brava gente per essere degni di entrare in alta società anche se in completa decadenza a dare una iniezione di buoni sentimenti all'insegna di un regolare matrimonio. Gay, ma pur sempre matrimonio regolare.Insomma questo è il film.che nella sua pochezza mette in scena interpreti strepitosi.
A cominciare da Fabrizio Bentivoglio attore eclettico e istrionico che passa dal tragico al leggero con credibilità, capo comico della famiglia agiata dove sulla scia del Latin Lover della Comencini, dopo una vita passata fra varie lenzuola sfornando due figlie (una italiana interpretata da Jasmine Trinca e una francese svaporata e stralunata alla Valeria Tedeschi) si ritrova a chiedere la mano all'unico vero amore della sua vita scoprendo di essere sempre stato gay.
La sua compagna di vita in unione civile è impersonata da Anna Galliena bravissima attrice dalle unghie lunghe che il cinema ormai relega in ruoli minori quanto basta per dare un tocco smagliante e pruriginoso al film.
La curiosità è rappresentata da Jasmine Trinca nel ruolo di Penelope figlia di Fabrizio Bentivoglio finalmente in un ruolo leggero fuori dai panni della Ilaria Cucchi e della Fortunata di Sergio Castellitto premiata comunque a Cannes per cui ci sta benissimo anche come drammatica.

Alessandro Gassman è bellissimo  molto nel ruolo  del rude coatto, patito della Lazio, con canotta Champion bermuda e capelli arruffati da pescatore alle prese con il mare, imponendosi per la sua fisicità  anche se insiste troppo in questi ruoli gigioneschi  e" romaneschi"  da eterno ragazzone quando invece sarebbe pronto per ruoli più impegnativi.

Se questo è il nostro cinema..attori meravigliosi per filmetti low cooast.
Poi ci si domanda perchè i Festival stranieri boicottino il cinema italiano specie come questo tutto recitato in romanesco che per essere compreso aveva bisogno dei sottotitoli così come è stato fatto con Buscetta. Clamorosamente scartato a Cannes.


FAVOLE REALI

C'era una volta una ragazza che dovendo fare un servizio fotografico in un Teatro trovandosi davanti ad un importante manager della città cominciò a fotografarlo finchè lui infastidito le si rivolse con un "Basta Così".
Al che prontamente la ragazza gli rispose: "Non sono una si dipendente, prego" e ricominciò a flasharlo insieme ad altri ospiti.
Dopodichè il manager per darle una lezione la fece apparire nel suo prodotto pubblicitario sotto mentite penne per risolvere il quesito delle tre carte  presentato  da un nano della sua corte.


Praticamente assunta a contratto CO-CO.-CO a sua insaputa.
Morale della favola. non sempre i figli sono all'altezza del padre. Infatti il padre di questo manager non si sarebbe mai permesso nè di dire Basta Così e nemmeno di assumere Co-co-co.

Manager si nasce e figli si diventa: più il manager è grande più i figli restano piccoli.

Di rimando al Tg5 la Cesara ha mandato un servizio su Nino Manfredi. Come a dire Noi stiamo con Manfredi.
Ecco l'episodio della gallina in Vedo Nudo. Come a dire noi al tg5 siamo brutti sporchi e cattivi, il cavallo di battaglia della filmografia di Manfredi. Vecchia porca.

https://www.dailymotion.com/video/x2zaymq








sabato 22 giugno 2019

FRANCO ZEFFIRELLI MAESTRO D'ARTE E D'AMORE





E’ mancato Franco Zeffirelli grande regista italiano che non si sentiva amato nel suo Paese. Infatti all’estero era molto apprezzato e considerato per le sue opere teatrali che ha diretto in tutti i Teatri del Mondo specie a Londra dove era corteggiato dai più grandi attori.
Lui è nato come regista teatrale cresciuto alla scuola di Luchino Visconti dal quale ha imparato l’arte dell’allestimento d’epoca meticoloso e lussuoso come nella Traviata o altre opere Liriche la cui regia ha poi trasportato al cinema dove oltre alla lirica ha diretto opere Shakespeariane come Giulietta e Romeo La Bisbetica Domata o Amleto.
I suoi film sono numerosi anche se sono rimasti indimenticati quelli in costume dove lui ha creato capolavori. Tra questi c'è un piccolo gioiello tutto in costume ottocentesco Storia di una Capinera un film dolce e struggente molto commovente con una straordinaria partecipazione di Vanessa Redgrave nel ruolo di una suora impazzita in convento perché separata dal suo amore. Stessa sorte capitata anche alla giovane “capinera” che si consuma d’amore per il giovane innamorato che gli viene strappato per darlo in sposa all’ereditiera di un casato nel quale era ospite come parente povera.

Ma Zeffirelli è stato comunque molto apprezzato come regista “Rinascimentale” del film La Bisbetica Domata interpretato da Elizabeth Taylor e Richard Burton che avevano sostato a lungo a Firenze per la lavorazione del film molto roboante così come la fama delle due star.
Infatti la loro interpretazione è un filo sopra le righe chiassosa e rissosa in modo esagerato ma il film è comunque piaciuto tantissimo anche per la cura dei costumi e degli ambienti. La Taylor aveva imparato a recitare contagiata dalla passione e dalla veemenza di Richard Burton che aveva sfoggiato tutta la sua verve di attore teatrale istrionico e mattatore coinvolgendo Elizabeth che si distingueva nel monologo finale dove il Petrucchio la canzonava contraddicendola  quando lei diceva Sole e lui asseriva essere luna per aver ragione che lei docilmente gli dava.
Elizabeth Taylor in quel periodo, a differenza del lungo soggiorno a Roma dove andava alle feste tutta ingioiellata come fosse Cleopatra, girava per le vie di Firenze vestita da scioretta con abiti di classe e tutta una serie di cappellini che avrebbero fatto ingelosir la Regina Elisabetta, forse perché ammantata dell’aura elegante della città fiorentina e della raffinata compagnia del regista Franco Zeffirelli.



Il film comunque che più aveva colpito è stato Giulietta e Romeo non solo per la storia già commovente in sé, ma per come il regista l’aveva raccontata scegliendo come interpreti due ragazzini esordienti e giovanissimi come Olivia Hussey e Leonard Whiting che davano sfogo a tutta la passione e l’impeto che solo due adolescenti possono esprimere. Lei Giulietta era una bambina ed è sicuramente la più bella Giulietta che sia stata immaginata sullo schermo indimenticata in quel suo ovale perfetto con due occhi azzurri e il sorriso dolcissimo ma nello stesso tempo malizioso. I costumi del quattrocento molto attinenti alle pitture storiche la infagottavano un filo per il tessuto grezzo rosso lavorato a telaio che comunque mettevano in risalto il suo viso incorniciato da una cuffietta deliziosa posata sul capo e sulla lunga treccia.



















Una visione celestiale che ha fatto innamorare tutto il mondo di questa dolcissima Giulietta. La quale era stata scelta dal regista dopo aver scartato tante candidate tra le quali anche Romina Power che il regista non ha voluto perché già sulla scena con film  dove appariva nuda o curiosamente con una treccia lunga che le copriva la nudità del culetto.
Eh eh eh, Romina era birichina da giovanissima prima che Al Bano avesse quella visione di lei vestita di giallo Nel Sole che gli correva fra le braccia per non lasciarlo più.
Il Regista aveva accolto nella sua Villa sull’Appia Antica tutti i giovani del film per istruirli al meglio sul copione intrattenendoli con danze e nuotate in piscina. La sera andavano in discoteca facendo andare in paranoia il regista perché Giulietta aveva le borse sotto agli occhi per la nottata fra alcol e fumo.

I due giovani interpreti hanno lavorato in sintonia giusto per il film perché probabilmente si erano immedesimati nei personaggi ma non si è mai parlato di flirt fra i due anche se hanno continua toto a lavorare insieme. Purtroppo perché avevano scelto un film squallido dove lei appariva scosciata e lui faceva l’amante e non si capisce perché abbiano voluto smitizzare Giulietta e Romeo.Meglio sarebbe stato prendere altre strada e così è stato senza comunque colpire nonostante importanti produzioni.
Olivia Hussey con gli anni aveva perso tutto l’appeal di Giulietta avendo perso il viso paffuto che metteva in evidenza il mento a punta con effetto un filo “stregonesco”.
Con Fratello Sole e Sorella Luna Franco Zeffirelli ha voluto riproporre la stessa coppia magica ma non vi riusciva nonostante i due giovani protagonisti Francesco e Chiara avessero la stessa freschezza di due giovani adolescenti pieni di amore. Ma un conto è voler cambiare il mondo un altro è volerlo consumare tutto e subito come hanno fatto Romeo e Giulietta il cui amore carnale è stato reso sublime con la morte.

Chiara e Francesco erano uniti da affinità elettive che comunque il regista Franco Zeffirelli è riuscito a dargli vigore passionale quando entrambi si sono incontrati senza abbracciarsi guardandosi solo negli occhi in un campo di grano a Leonessa (nell’Abruzzo colpito dal Terremoto) dopo che lei gli era corsa incontro per esprimergli tutto l’amore che voleva dare al mondo intero senza voler nulla in cambio.

Franco Zeffirelli ha girato altri film di stampo Hollywoodiano senza convincere fino in fondo soprattutto nelle biografie di Maria Callas interpretata da Fanny Ardant film bruttissimo dove lei assomiglia alla cantante solo nel look mentre quello su Arturo Toscanini il regista aveva avuto la pessima idea di far interpretare l’Aida ad Elizabeth Taylor che non era entrata nella parte non riuscendo a distaccarsi dal problemi coniugali e con la sua salute.
La Tv ha reso omaggio al regista trasmettendo le sue opere teatrali dove si dice che abbia dato il meglio di sé ma il cinema gli ha dato la fama in tutto il mondo nel quale lascia un vuoto incolmabile perché nessuno riuscirà ad eguagliarlo nel rendere immortale la storia di Romeo e Giulietta. Di William Shakespeare? No di Franco Zeffirelli.

giovedì 20 giugno 2019

DOLCISSIME IN PISCINA


Fra tanti film horror che danno i brividi nelle serate afose dell'estate spicca una commedia di costume italiana.
Infattii è la storia di tre ragazzine grassottelle che affrontano con coraggio la prova costume per allenarsi in piscina con una maestra " fichissima" loro modello di forma ideale raggiunto con un mix di tenacia e sportività.
Inutile dire che le ragazzine sono dolcissime perchè si rimpinzano di dolci e merendine mettendo a nudo il problema di una mancanza di dieta come base per una vita sana.
Ma tant'è le dolcissime si buttando sul cinbo per insicurezza avendo problematiche alle spalle. Piccoli dolori che la loro età ingigantiscono facendoli sembrare tragedie insormontabili come il confronto con una madre bella e affascinante, un fidanzatino virtuale al quale non ci si svela per paura di essere derisa, o un talento nascosto come quello di cantare non avendo il coraggio di esibirsi in pubblico.
Piccole tragedie che comunque grazie a una maestra di nuoto che, portandole ad un traguardo cerca un personale riscatto (già visto in un film francese "Non ci Resta che Vincere") vengono brillantemente superate per la determinazione delle ragazzine di arrivare alla vittoria facendo squadra e sostegno l'una per l'altra.

Un film fresco giusto per combattere l'arsura che ha una sua morale, quella di sapersi accettare . Un messaggio comunque confuso visto che queste “dolcissime” non accettano la loro condizione di grassottelle ben decise ad eliminare tutto il grasso che cola all'insegna del “più sudi e più sai di fresco”.
Il film arriva giusto per continuare a far sognare le giovani generazioni sempre più obese in linea con quelle americane.
Il problema grasso è inarrestabile uniformandosi a livello globale o quanto meno fra i Paesi Occidentali quelli più ricchi che mangiano a sazietà alla faccia di quelli poveri dove i bambini hanno il pancino gonfio per la fame.
La fame del mondo è un problema al quale ci siamo assuefatti anche perchè gli aiuti umanitari non hanno dato esiti sperati essendo sempre stati fagocitati dai governi corrotti per cui con lo scoppio delle varie guerre i popoli affamati sono aumentati segnando quell'ondata migratoria epocale che si sta sempre più allargando dall'Africa all'America Latina  in crisi per bancarotta.
Insomma queste dolcissime mocciose alle prese con i chili di troppo invece di intenerire e provare simpatia facendo il tifo alla fine alla fine inducono ad unirsi al coro dei loro compagnia bulletti che le prendevano in giro.
Giustamente perchè alla loro età essere grasse è una colpa come avere un corpo da reato per essere punito senza dolci e merendine in primis. Poi magari si può anche mandarle in piscina tutte in fila con la maestra in attesa di un riscatto e dunque in punizione pure lei come una sorta di mamma oca e le sue ochette.
                 
 ECCO LA RICETTA. FOIE GRAS CON FICA E FRUTTI DI BOSCO
Il più pregiato è il fegato d’oca, che può pesare tra i 600 grammi e il chilo. Diviso in due lobi, è di colore giallo-rosa.
L’importante è scegliere oche di allevamenti etici che non pratichino il metodo del gavage.

Come si prepara
Per un kg di prodotto, vi serviranno, oltre al fegato, 500 ml di vino semi liquoroso o passito, 70 ml di Brandy, 5 g di zucchero di canna, 10 g di sale, pepe. Per prima cosa aprite il fegato, togliete le vene e tagliatelo a pezzetti. Inserite il fegato in un sacchetto per alimenti e conditelo con una miscela di sale, zucchero e pepe. Versate nel sacchetto il vino e il Brandy, chiudete ermeticamente e lasciate marinare tutto per 24 ore. Trascorso questo tempo sgocciolate il fegato, tamponatelo con un foglio di carta assorbente e riempite con i pezzetti uno stampo rettangolare foderato da carta da forno, stando attenti a non lasciare spazi vuoti. Chiudete lo stampo con della carta da forno e infornate a bagnomaria a 160° per 18 minuti. A fine cottura mettetelo in una ciotola con acqua e ghiaccio e lasciatelo raffreddare per 24 ore in frigorifero. Infine tagliate e servite con décor: a piacere.

martedì 18 giugno 2019

SFILATE REALI E SFILATE MODA ARMANI

La duchessa di Cambridge Kate ha sfilato con i Reali in occasione dei festeggiamenti della Regina Elisabetta. La Duchessa ha infatti partecipato ieri alla Garter Ceremony che ogni anno, nel mese di giugno, si tiene alla St. George Chapel del Castello di Windsor. La cerimonia è dedicata al Nobilissimo Ordine della Giarrettiera della quale la Regina è a capo riunendo intorno le Regine di Spagna Letizia e Maxima regina d'Olanda.



La Regina dei Paesi Bassi ha sfoggiato una mise in linea con quella che aveva indossato in occasione della sua incoronazione color bluette, una sorta di robe-manteau visto su Meghan Merkle l'anno scorso e su Melania quest'anno sempre in occasione della visita dei Trump nel Regno Unito.


Sempre in questa occasione, Kate sfoggiava una mise bianca con bordura in nastrino nero come si vede dalla foto che farà sicuramente tendenza ma in versione camicetta bianca con bordure nere è già in commercio da diverso tempo.


LA SVOLTA DI RE GIORGIO
Giorgio Armani ha dato una svolta alla sua linea di stilista presentando la moda uomo molto colorata all'insegna di un nuovo diktat all'insegna del vietato annoiare.
Proprio llui che di fronte al circo mediatico della moda, quello trasgressivo e stravagande soleva dire: “La moda non deve essere divertente. La moda è rigore ricerca lavoro duro”. E qualcuno lo doveva pur fare: lui lo faceva benissimo.

.In tarda età ci si può anche rilassare per cui ecco l'Armani in versione divertente.
Se prima c'era solo lui a distinguersi per un'eleganza impareggiabile adesso si è allineato alla squadra degli stilisti divertenti.


A ciascuno il suo maestro, comunque.
Per quanto mi riguarda il mio maestro di giornalismo  mi ha sempre incoraggiata  ad essere me stessa libera ma con i piedi per terra senza perdere la mia identità:: perchè nella vita l'importante è non credersi qualcun altra o chissà chi.

lunedì 17 giugno 2019

TOTTI E UN CALCIO DI BENSERVITO

 "Il tempo degli onori per te è finito"

Totti è stato destituito malamente con un calcio come bensevito. A lui ilo re di Roma. Perchè?
Cherchez la femme. Ilary Blasi.
Infatti il suo crescente successo ha coincico con il declino di Totti. I suoi fans non hanno digerito il fatto che al GF per festeggiare il trionfo di Ilari Totti si sia presentato copn i bambini come un casalingo disperato.
Non solo ma anche le mises della Blasi hanno contribuito non poco:i continui cambiamenti di parruicche hanno mandato in visibilio le giornaliste rosa, Corriere in primis, tanto da farla nominare dai tabloid “la donna dell'anno” i fans della coppia sono rimasti delusi soprattutto nel vedere Ilari trasformarsi da ragazza semplice e genuina in una sorta di sciantosa con spacchi inguinali e trasparenze imbarazzanti.
“La moglie di Cesare deve vestire da Regina” e soprattutto comportarsi come tale senza inveire come ha fatto la Blasi contro un ospite come Fabrizio Corona  dopo avergli teso una trappola per dargli del caciottaro urlando come una “pescivendola” tanto da indurre i magistrati a rivedere la posizione penale di Corona riportandolo in carcere per comportamento fuori dalle righe dello star system televisivo!
Le giornaliste rosa, Corriere in primis, hanno applaudito invece la Blasi per la sua veemenza scambiandola con un comportamento da femminista quando invece era solo mancanza di buona educazione ed abuso del suo potere di conduttrice
Chi c'è dietro a Ilari? Cherchez l'omo che come una sorta di Jago è invidioso di Totti.

venerdì 14 giugno 2019

IL TRADITORE, COSA NOSTRA a.R. e d.R.



La mafia asse Palermo Roma è il film di Marco Bellocchio, il Traditore escluso dalla palma a Cannes con la motivazione da parte delle giurie di favorir  l’attualità come se la mafia non lo sia più avendo ricevuto la mazzata con la morte di Totò Rina e Provenzano.
Ma quella non era mafia così come asserisce il trpotagonista del film l Traditore Pier Francesco Favino nel ruolo di Tommaso Buscetta il quale non si presenta al giudice Giovanni Falcome come un pentito ma  uomo d’onore di “Cosa Nostra”.
Sì perché prima che i Corleone prendessero il sopravvento suggellato dal bacio di Rina con Andreotti, Cosa Nostra aveva un codice comportamentale che escludeva dal mirino gli ultimi e fragili come  donne bambini disabili ed anziani così come abbiamo visto nel film Il Giorno della Civetta nella quale Rosa, Claudia Cardinale, dopo essere stata invitata a tavola dal vertice dei pezzi da 90 per offrirle assistenza in denaro rifiutava il piatto dicendo che era troppo salata la pietanza volendo tornare a casa per mettersi il lutto perché aveva capito di essere rimasta vedova per i colpi di lupara di “vos’ signorie”
Un rifiuto che comunque nel contempo sottintendeva la volontà di non denunciare ,sempre per seguire quel codice comportamentale non scritto che anche le “vittime” mettevano in atto facendo schioccar la lingua in bocca ed alzar gli occhi la cielo per proferir “nun sacc’..” che tradotto vale per nulla vidi nulla sentii e nulla raccontai  rassicurando così la mafia e permettendole di proliferare  indisturbata col contrabbando di sigarette.

Ma una volta introdotta la droga con l’afflusso di denaro in grande quantità da far girare la testa a chiunque, Cosa Nostra subiva una svolta mettendo i Corleone al vertice dopo un gioco al massacro dal quale non eludevano nemmeno i bambini come il piccolo Giuseppe Di Matteo che veniva sciolto nell’acido da Brusca integratosi poi nel clan di Totò Rina.
PierFrancesco Favino è il protagonista di questo film con una performance insuperabile che conferma la sua grande professionalità di attore apprezzato anche a livello internazionale avendo partecipato alla serie di Bond nel film girato a Roma.
La sua presenza possente e a grugno duro  da sicuolo verace dal sangue caldo sempre pronto alla monta per onorare la sua natura integra e virile , che prendeva le distanze da Totò Rina il quale  per il potere di boss si era macchiato dei più orrendi delitti, pur non autoassolvendosi avendo anche lui fatto la sua parte senza comunque toccare donne e bambini, si impone su tutto il gruppo dei mafiosi tutti quaquaraquà tranne uno Totò Rina appunto.


Infatti per adempiere alla missione di far fuori un uomo su commissione di cosa nostra Buscetta aspettava anche vent’anni per sparargli a sorpresa poiché la vittima in tutti quegli anni si trincerava dietro al figlio che usava come scudo per difendersi, essendo il minore intoccabile secondo il codice di Cosa Nostra.
Dopo l’ascesa di Rina è stato tutto un crescendo di massacri vendette e faide che avevano raggiunto il clou con la strage di Capaci nel quale morirono Falcone e Borsellino aprendo la caccia a Rina fino alla sua cattura.
Finalmente con questo film la mafia mostra il suo vero volto senza avvalersi di quell'aura patinata e romantica che cinema e Tv avevano dato lustro, raccontando i Corleone nella loro intima visione  fra amori santini patroni in processione dell’asse New York Palermo anni 70  fra riunioni di famiglie in battesimi e comunioni, mentre nel contempo si perpetravano vendette con con agguati nei vicoli ciechi o bui, colpi di pistola, bombe soffocamenti e pestaggi a sangue  in Chiese millenarie esternando grande devozione  alla patrona di Palermo Santa Rosalia con in una sfilata infinita di Cosa Nostra in Dolce e Gabbana nei quali gli uomini d’onore in cravatta e coppola si trasformano in spietati killer dopo una guerra tra faide convogliando tutto il potere a Totò Rina il Capo dei Capi.
Pierfrancesco Favino sostiene di non aver voluto cercare sconti per questo personaggio di Buscetta  ma in questo punto non è riuscito perché la sua storia di pentito tra sesso coniugale e come puttaniere con moglie e prostitute stese sul letto nude indistintamente accoglienti e pronte per la monta ha reso accattivante il personaggio-canaglia tanto da conquistare  perfino il giudice Falcone che nel film  lo definisce leader naturale e uomo di rispetto.
Vabbè licenza del regista Marco Bellocchio che pur avendo acquisito grande tecnica nel girare  un film ha perso l’originari slancio e  grinta ribelle dell’adolescenza quando aveva conquistato anche con pochi mezzi con I Pugni In Tasca.


Con la pistola e a sangue freddo non è stato altrettanto convincente per il susseguir a raffica di sequenze violente alternate a quelle grottesche dehgli incubi notturni di Buscetta  per dare il tocco della Sicilia di maniera  con le donne vestite di nero in “Bedja Mate”intorno al funerale di “Masino” (ce n'era bisogno?) anche se apprezzabile lo sforzo di non cadere nel facile sensazionalismo con l’episodio del piccolo Giuseppe Di Matteo sciolto nell’acido non avendolo menzionato pur essendo stato quello che aveva suscitato maggior raccapriccio nell’opinione pubblica.
Se Buscetta con le sue dichiarazioni da pentito è riuscito a dare un colpo a Cosa Nostra la mafia non è comunque stata debellata avendo preso altre vie e nomi come ‘ndrangheta, camorra suburra mafia capitale le quali essendo spezzettate hanno perso quel potere assoluto di Corleone Padre Padrino nella forma più spietata “IO ti ho fatto io ti distruggo”
Di questo clan pare sia sopravissuto Matteo Messina Denaro ma è solo una leggenda per mantenere come una sorta di Primula Rossa quell’aura romantica a “Cosa Nostra” che i volti di Marlon Brando Al Pacino e Robert De Niro hanno contribuito a rendere affascinanti degli assassini spietati tutti casa famiglia santini e devozione ai patroni San Patrizio (New York) e Santa Rosalia (Palermo) perché Rina di persona sembrava un tozzo agricoltore ignorante e ruvidamente coriaceo.
In questo Bellocchio è stato grande nel farlo assomigliare all’originale rappresentandolo in tutto il suo potenziale di meschina umanità che lRina stesso denunciava per nascondere il suo impero mafioso al suo processo dicendo: “Me ,uomo meschino e nulla-tenente sogno” Minchia:! Verissimo.

DA LA TV DELLE RAGAZZE





PUBBLICITA'  (Facce Toste)







INTERVISTA FRA CASALINGHE IN CARRIERA
Toglimi una curiosità: ma come fai a fare tutto, a non fermarti mai sempre in movimento tra ufficio carriera casa figli di talento da piazzare...

Lo sai benissimo, perchè tra predatori ci si intende..."sniffo"!

mercoledì 12 giugno 2019

IN VIAGGIO CON LA RADIO


Gita domenicale al mare in piacevole compagnia: Radio Due. Uno spasso.

Trask...radio....radio...Trask tanto per citare Melanie Griffith in Una Donna in Carriera che proponeva la radio come affare da rivalutare. Erano gli anni 80 ed in effetti la radio cominciava a prendere una svolta con tanti vee jay animatori al microfono per lanciare le canzoni.
 Ed è stata una sorpresa nel sentire quanto la radio sia ancora viva e possa sostituire egregiamente la Tv.

Per viaggiare è l'ideale per assistere a qualche spettacolino a viva voce.
Al mattino presto prendendo l'Autostrada per la Liguria è stato un gran divertimento sentire un gruppo di giovani che inanellavano battute prendendo di mira format o personaggi della Tv e dell'informazione.
Buona la battuta che definiva quel giornalista che tutte le mattine si prende un caffé in una  prima pagina come un personaggio sempre in esame per avere il patentino da pretino perchè non se ne può più dei suoi sermoni da peloso buonista.
Così pure per i reality dove se non sei sfigato non hai una storia alle spalle di miseria degradooe tragedia familiare e sei in cerca di riscatto non hai possibilità di vincere perchè quello che conta più del talento è il fattore umano.
Come dire se sei normale e canti bene sai ballare  od animare un gruppo e quant'altro possa portarti al vertice nella vita, il reality o il talent non è il posto giusto per farti apprezzare perchè per emergere ci vuole un "vissuto”pieno di sfighe che faccia scattare la sorte del “poverino diamogli la carità”.




















E' curioso che in questo teatrino radiofonico ad emergere siano le ragazze mentre i ragazzi fanno da spalla alle loro macchiette dalla comicità demenziale allo scopo di rappresentare lo specchio di un Paese insulso pecorone incapace di formulare un pensiero con la propria testa per inseguire invece il luogo comune ed il consenso a livello di simpatia.
Nel viaggio di ritorno la compagnia burlona è continuata con Radio due  nel Programmone  dove alcuni ragazzi facevano battute con le voci impastate dei cronisti sportivi facendo scompisciar dalle risate.
Lo spasso con questa frequenza radio è assicurato è si capisce quanto dietro ci sia un lavoro serio con un copione dettagliato pur lasciando spazio all'improvvisazione perchè certe battute arrivano al momento nell'intento di dissacrare i costumi della nostra società.
E' piacevole anche perchè rispetta la scaletta con i tempi dove a ciascuno è dato uno stacchetto con tanto di voci in coro o sigle in parodia ad intervallare le canzoni differenziandosi da ta te altre trasmissioni radiofoniche nelle quali le canzoni sono sovrastate da commenti dei conduttori che straparlano per imporsi.


On the road si batte il tempo con la musica come una sorta di colonna sonora di un viaggio pieno di scenette e stacchetti spiritosi che contribuiscono ad animarlo per fare gruppo coeso in compagnia allegra e festaiola nella quale ha trovato posto anche un angolino con un racconto che mi ha colpito perchè parlava del suono dei passi sul selciato da tempo ormai scomparso alle nostro orecchie piene di rumori di sorta. Ma non quello dei passi che si avvicinavano per bussare alla porta quando tutto era in silenzio intorno al fuoco dove bolliva la minestra e tutti intorno parlavano sottovoce del raccolto del tempo e mietitura.Molto poetico come racconto che mi ha scaldato il cuore.

Certo sembra che abbia scoperto l'acqua calda perchè la radio vanta una lunga tradizione ma per me è stata una piacevole sorpresa essendo rimasta ai tempi di Radio Montecarlo quando imperversava con Luisella Berrino conduttrice dalla voce calda e melodiosa perchè poi mi sono distaccata proprio per l'invasione di tanti speaker sguaiati e invadenti che mi avevano portato al disamore preferendo le “cassette” e registrazioni varie.
Così con  Radio Due ho ritrovato il piacere di riascoltar la radio.




LO SO LO SO. NON LO SAPESSI MA LO SO.


martedì 11 giugno 2019

COSTUME VINTAGE E LINGERIE da SERA


Si avvicinano le vacanze e puntualmente la prova costume mette in ansia perchè si paga tutto il piacere di aver mangiato a volontà senza guardare la bilancia.
Bada ben che quest'anno comunque l'imperativo è non scoprire troppo.
Basta con i micro-bikini e perizomi perchè questo è l'anno del costume intero o del due pezzi a mutanda giro-collo per dire che va a coprire tutta la pancia lasciando intravedere una parte di ombelico o addirittura nascondendolo tutto.


Sono i classici due pezzi anni 50 che abbiamo ammirato nei concorsi di miss dove si mettevano in evidenza le future star come Sophia Loren Gina Lollobrigida o Lucia Bosè.





I copricostumi come allora sono gonne a ruota con bottoni e cappelli a larghe falde, da sostituire anche con i turbanti già intravisti fra le divine del fashion ultimamente per dare un tocco di eleganza alla mise e non sembrare un tipo da spiaggia così come facevano le dive Hollywoodiana con Lana Turner in primis.



Anche la lingerie segue questo passo dell'intimo nascosto da gonne fluttuanti con lo spacco laterale per mostrare una gamba o ancor meglio centrale per mostrarle tutte due.


Le quali si sa che alla fine portano al fatidico triangolino che può essere giro-collo  unito al reggiseno fasciante con laccetti sexy intrecciati così come si evince dalle foto con la modella Demi Rose la quale lo mostra invece in versione ridottissima mini mini piccola piccola quasi invisibile anche se la cosina appare immaginata in tutta la sua forma di gravità intorno alla quale gira il mondo.
Lei si gira in tutte le pose per mettere in mostra il lato B) anche per evidenziare il doppio uso.
Che avete capito doppio uso inteso come abito da sera molto audace e provcocante.
Il colore che fa sexy quest'anno è il bianco che se viene copiato come questa mise non farà sicuramente andare in bianco fra le lenzuola che si consigliano di tessuti naturali come cotone o seta.