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sabato 28 marzo 2026

THUNDERBALL la serie di 007 su cinema la7



Sto guardando 007 Thunderball su La 7 Cinema con la corsa in moto di Luciana Paluzzi la rossa incendiaria che si contrapponeva alla Bond girl Claudine Auger. 

Al momento del lancio del film fu proprio la Paluzzi a catalizzare l'attenzione per il seno molto abbondante, naturale perchè non c'era ancora la moda della chirurgia plastica, e poi per il temperamento alquanto estroverso. 

9A Taormina nel 1965 per presentare il film insieme  a Claudine parlava sempre lei come se fosse la protagonista assoluta. Era molto bella, anzi più che bella vistosa per cui aveva messo in ombra la povera Claudine che era una bellezza molto fine, con un seno normale e poco appariscente, ma con uno sguardo molto vellutato anche se, un filino a mandorla ad effetto strabico.

Da sempre un difettuccio considerato comunque la bellezza di Venere perchè esalta un'espressione enigmatica fuori dal comune. Infatti con questo film le sono arrivate una pioggia di scritture sempre in ruoli da signora-bene alle prese con amanti e gigolo'.

In questo film lei sostiene il ruolo di Domino la cui particolarità è rappresentata dalle acconciature molto elaborate con chignon elaborati e cotonati a torre, che stanno tornando di moda.Lui, Sean Connery era all'apice perchè invecchiando era diventato ancora più virile, col petto peloso che faceva impazzire. 

In una scena di un altro film "Si vive solo due volte", c'è un accenno a questo petto villoso, esibito mentre fa il bagno con alcune ragazze giapponesi che lo massaggiano, di cui lui va molto fiero spiegando a un suo amico meravigliato di tante attenzioni, come fosse una sorta di nido in cui si vanno a posare le passerotte. Una cosa stupefacente del film sono le riprese sottomarine, con inquadrature molto nitide e luminose.

lunedì 23 marzo 2026

UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA. UN FILM TROPPO AMERICANO

Una bBttaglia dopo L'Altra è un film brutale violento terrorista alienante dal ritmo incalzante nel battere il tempo da ricordare se vuoi ricevere aiuto da non dimenticare per non restare solo al tuo destino. Ma violenza è terrorismo sono impresse nel DNA per cui mi sento di interpretarlo in questo senso, ovvero come testa di cazzo.

Il ruolo più incisivo è quello di una donna che rappresenta la forza della natura, nera e selvaggia ((Teyana Taylor) che trascina il compagno (Leonardo Di Caprio) in una battaglia non sua ma dei neri vittime di razzismo, con il quale si accoppia perfettamente nel far saltare le sedi del sistema , banche, CdA e soprattutto i luoghi di detenzione degli immigrati per arrivare al Capo delle Milizie un Colonnello ( Sean Penn) un filo tonto nella sua cieca sottomissione al Potere Costituito che lei umilia mettendolo in ginocchio insultandolo e puntandogli la pistola in bocca.

Lui si eccita e non la molla pensando a lei ossessivamente fino a riuscire nel farsi una sega mentre la spia col cannocchiale puntando al suo ombelico fuori dai jeans e poi al grosso culo mentre lei lo dimena  puntando a sua volta la pistola al malcapitato di turno.

Niente tette ma culo e pistola in pugno. La fica è nera che più nera non si puo'.

Questo lo fa andare giù di testa per cui quando la inchioda nella sua attività di bombarola terrorista la inchioda per ricattarla minacciandola scegliendo il carcere o farsi fare. Di brutto ovviamente, senza riserve, a differenza del compagno con il quale lei si accoppia leccandogli la bocca che lui ricambia: lei è la fica nera e lui pure. Il legame scorre sul filo di piombo anche se lui più fragile 

E infatti sarà lui a prendere il suo ruolo una volta che lei rimane incinta, del'altro, perchè gli lascia la figlia per tornare a fare la rivoluzionaria che esercita sempre più violentemente fino ad arrivare ad uccidere. Un gesto fatale che la riporta al Colonnello il quale passa al ricatto bis, quello piu' pesante, per farla parlare in cambio della libertà che lei ottiene mandando a morire i suoi compagni per ottenere attenuanti e vivere sotto copertura in un appartamento da signora dove il Colonnello ha le chiavi per entrare e uscire a piacimento fino a quando non troverà un biglietto “Non sono la tua fica” : Così esce di scena per lasciarla alla figlia ormai cresciuta la quale cresce fra coetanei un filo trasversali ma non troppo perchè si divertono tutti insieme in discoteca mentre nel contempo prende lezioni di Karate da un messicano Benicio Del Toro) dalla vita irreprensibile e integrata che comunque nasconde immigrati messicani avendo la rivoluzione dentro nel DNA appunto. L'importante è non farsi scoprire ma una volta scoperto con aplomb mette tutti in salvo lasciandosi catturare dopo aver detto la battuta “Mai aver paura” confessando agli agenti di essere solo colpevole d'aver bevuto due birrette.

La classe innanzitutto mentre tutto va a farsi benedire.

Infatti si salvano solo la ragazza ed il padre putativo che conserva il ricordo insieme a lei della compagna e madre perduta per sempre nelle parole scritte con l'ultima lettera firmata Perfidia Beverly Hills. Di nome Californiano ma non di fatto perchè era una fica nera Black Power forever.

Ora tocca alla figlia prendersi cura del padre rispondendo al richiamo dei compagni rivoluzionari e dissidenti  avendo imparato a difendersi corpo a corpo col Karate ad uccidere senza pietà come la madre ed appreso la lezione dal padre biologico che la voleva uccidere per paura di andare contro il sistema. E allora, lotta dura, senza paura, come  la testa di cazzo sempre presente nel suo DNA. 

Inutile sottolineare le interpretazioni eccellenti di tutti dai protagonisti ai comprimari meritandosi l'Oscar per la regia perchè si guarda con grande partecipazione nellle scene scoppiettanti, così come in quelle di rincorsa delle macchine che sembra quasi danzino al ritmo della musica battente su una nota  senza mai alzar di tono lineare ossessiva che non molla fino al compimento del sacrificio della vittima. Un film elegante niente sesso esplicito ma molto palesato in un erotismo cazzuto più che erotico, in un trionfo dell'amore senza sentimentalismo con l'unica emozione nell'abbraccio finale fra una figlia che lo riconosce come padre pur non essendo quello biologico. 

 

NOTA DI COSTUME
 Non c'era molto pubblico a vedere questo film molto apprezzato in America perchè il tema è molto sentito mentre noi ci tocca fino lì essendo l'immigrazione non a livelli di un movimento come la Black Power che comunque è circoscritto nei salotti  televisivi con imbarazzanti imitazioni delle star che si compiacciono delle loro gesta trasgressive con le labbra gonfie come una sorta di Perfidia di Beverly Hylls de noialtri. Più rosa che nere. Insomma più che una Battaglia dopo l'Altra, un inciampo dopo l'altro per poi alzarsi di nuovo più forti di prima. Ehhhhh!!!!! I nuovi mostri. Sì al botulino.

martedì 17 marzo 2026

LE LIBERE DONNE UNA FICTION MOLTO COINVOLGENTE A LIVELLO EMOZIONALE.

 Stasera imperdibile appuntamento con la fiction Le Libere Donne su Rai Uno interpretato da Lino Guanciale in una delle sue migliori interpretazioni, superando anche quella nel ruolo del Colonnello dei Ros Lucio Gambera nella cattura di Matteo Messina Denaro,  molto incalzante nella dinamica a tutta suspence a ritmo cardiopalmico, perchè questa serie è più coinvolgente a livello emozionale.

La storia è ambientata in un manicomio dove viene ricoverata una giovane sposina fatta internare dalla famiglia facendo sorgere il sospetto nel dottore, lo psichiatra Mario Tobino,  che sia stata vittima di un complotto orchestrato per impossessarsi della sua eredità ricevuta dopo la morte del padre e rimasta unica erede.

Non si sa se la pazzia sia insorta con lo stiliccidio giornaliero subito in famiglia o se a provocarle il trauma sia stato un episodio in particolare perchè ancora non è stato spiegato. Quel che è certo è che per lo psichiatra non sia pazza ma semplicemnte sia stata silenziata dopo un comportamento che aveva lasciato tutti basiti nel presentarsi alla vigiglia di Natale davanti alla chiesa completamente nuda. Un comportamento che, se tradotto in psichiatria nascondeva la sua disperata protesta, da una piccola provincia ed una piccola famiglia di media borghesia, era stato interpretato come gesto scandaloso per la rottura dei freni inibitori e dichiarata pazza all'unanimità.


Fino a pochi decenni fa il marito aveva il potere di disporre del destino della moglie, per motivi che non si stavano ad approfondire, per cui bastava un litigio di troppo o un atteggiamento disinvolto per dar motivo di liberarsene per il “loro bene”.

I manicomi erano l'anticamera dell'inferno dove comunque si riusciva a sopravvivere socializzando con le compagne almeno fino a quando non erano sottoposte ad elettrochoc fino a diventare vegetali.

Il corpo della donna sovraesposto e la libertà di disporne a piacimento, non come prostituta sempre associata ad un protettore, ma proprio come scelta di vita per il solo piacere tanto da rinunciare anche al ruolo di madre, è sempre stato condannato dalla società. 

Non è questo il caso perchè a contribuire all'oscurità della mente della protagonista è stata anche la perdita di un bambino che desiderava tanto per avere qualcuno di suo per cui c'è grande spessore in questa sua sofferenza che viene dal suo profondo e da fattori esterni restando completamente sola contro tutti. Pertanto oltre ad essere silenziata si chiude in un mutismo assente ad ogni stimolo procurandosi ferite per sentirsi viva e sopravvivere a quell'incubo subito da persone che non meritano di essere chiamate tali.

Lino Guanciale è il volto televisivo ormai specializzato a dare dignità ai ruoli istituzionali, dopo tante fiction con carabinieri magistrati questori e vice-questori da barzelletta che sta raggiungendo il clou con Don Matteo passando da Imma Tataranni  ridotta a una sorta di macchietta, per cui ogni fiction per lui è diventata una missione, mentre per noi è un vero piacere nel partecipare come donne libere di scegliere se guardare uno o cambiar canale.