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lunedì 27 aprile 2026

ROBERTA VALENTE NOTAIO IN SORRENTO, UNA FICTION PIACEVOLE GARANTITA AL LIMONE.

 


Roberta Valente dopo aver studiato al Nord, ha vinto un concorso da Notaio per cui decide di tornare al suo Paese, Sorrento, per esercitare la professione in studio associato con un vecchio amico di famiglia.

Lei ama molto il suo lavoro in linea con la sua natura precisa e controllata, fin troppo, perchè oltre a pianificare il suo lavoro con le pratiche di certificazione, pianifica anche la vita privata gestendo il rapporto con il fidanzato Stefano (Alessio Lapice) che conosce fin da bambina con imperiosa autorevolezza facendolo cedere ad ogni sua decisione, data del matrimonio in primis, alla la quale lui cede ma con buon viso a cattivo gioco.

Infatti dopo aver conosciuto la sorellastra (ma tale a sua insaputa) della sua fidanzata Notaio presso la quale lavora come assistente, si rende conto di aver sbagliato tutto nella vita, sia in amore che in amicizia non riuscendo ad uscirne fuori perchè alla fine se le trova tutte due contro. L'indecisione non paga.


La fiction iniziata in sordina poi via via sempre piu' accattivante grazie alla fisicita' della co-protagonista Leda (Flavia Gatti) della quale il Notaio Roberta Valente conosce il suo status di sorellastra dopo aver indagato su suo padre che aveva avuto questa bambina Leda da una relazione illegittima,  la quale si accaparra la scena con la sua esuberanza e spontaneità in contrapposizione con Roberta precisina calma lucida che agisce solo dopo aver riflettuto il cui fisico modesto e senza fronzoli non l'aiuta a livello di empatia immediata ma comunque vincente se contrapposta alla sorellastra, una sorta di bonazza tutta cuore e tette ma in realta'  una piaciona che cerca di sfruttare la sua condizione di orfana sballottata da un collegio a una famiglia senza aver mai conosciuto l'amore dei genitori, per ricevere attenzioni e consensi.

Noiosissima tutto sommato perche' quel fisico da sballo  potrebbe bastare per conquistare chiunque senza necessariamente dover fare pena.

Il tema punta sulle due sorellastre distinguendole come quella che ha il pane e l'altra che potrebbe avere i denti invece e' una patatona del quale comunque Stefano si innamora perdutamente mentre in Robertta sorge un improvviso interesse verso un  un bellessimo ragazzo Vito (Erasmo Genzini) ma di origini povere che di mestiere fa il pescatore perchè le viene rammentato dalle zie essere il bambino che le aveva portato un fiore nel giorno del naufragio dei genitori dalla quale solo lei si era salvata.



Fra i tanti personaggi spiccano due ragazzini compagni di scuola Lucia (Adriana Savarese) ed Enrico (Francesco Serpico) due giovani promesse già viste rispettivamente nelle fiction Il Bel Canto e L'Amica Geniale, uniti da una liaison che potrebbe rivelarsi tossica perchè lui è di buona famiglia mentre lei tira canne ed è di mano lesta, ma la forza dell'amore, più forte per lui comunque,  sicuramente alla fine trionferà mentre resta in dubbio se Roberta rivelerà a Leda di essere la sua sorellastra, avendo finalmente ricordato che i genitori erano naufragati per un litigio nel discutere sul riconoscimento della figlia illegittima, facendole insorgere un sentimento di rancore verso Leda.

La curiosità è che la fiction sia ambientata in una location cartolina come Sorrento dove spesso i limoni fanno da sfondo ma questa volta a primeggiare sono i protagonisti con le storie che si dipanano soprattutto in studio Notaerile, fra pratiche ed assistenti penne stilo in bellavista, rigiti e testamenti dai quali escono sempre sorprese come nella vita reale. Insomma una bella fiction con i personaggi tutti nella parte.


lunedì 20 aprile 2026

CLAUDIO BISIO, UNO SBIRRO IN APPENNINO

 

Che cosa sarebbe una fiction senza la location formato cartolina? Tanti saluti da...

Questa volta dall'Appennino Emiliano del Bolognese molto accattivante nel paesaggio boschivo fra ruscelli limpidi e fiumiciattoli scorrevoli sulle cui sponde ci si riposa fumando una canna o amoreggiando fra le fresche frasche.

La fiction Uno Sbirro in Appennino né un poliziesco interpretato da Claudio Bisio, nel ruolo del commissario Vasco Benassi, che conferma la sua professionalità versatile  con la stessa mimica che tutti conosciamo e che lui manifesta senza timore di scadere nel comico perchè fa parte del suo metodo di recitazione sia nel lanciare una battuta per allegerire la tensione che nell'esprimere sentimenti profondi, in questo contesto verso la sindaca di Bologna Nicole Poli interpretata da  Valentina Lodovini, con la quale un tempo aveva flirtato, che con la sua giovane assistente Amaranta Paloma (Chiara Celotto) una tipa squinzia che lui ha preso sotto la sua protezione per insegnarle il mestiere, ricordandogli la sorellina scomparsa in un incidente del quale si sente responsabile.

Nel paesello d'origine è ritornato dopo esservi stato inviarto come una sorta di punizione ma il contatto con gli amici di un tempo gli fanno apprezzare sempre di più questo suo mandato sullìAppennino dove, manco a dirlo delitti e  misteri sono all'ordine del giorno perchè anche lì è "arrivata la civiltà globale" a turbarne la quiete.

Le indagini si svolgono con l'aiuto di collaboratori caratteristi, la cugina Gaetana (Elisa Di Eusanio) e Fosco (Michele Savoia) i quali, come da copione, hanno storie private che si intrecciano insieme alla scoperta dell'assassino.

La ficiotn è piacevole e si segue con partecipazione facendo appunti su note di costume come la frangetta francesina di Amarante, la giovane assistente di Benassi che porta una ventata di freschezza non solo alla Stazione di Polizia ma anche nel paesello di provincia ancorato ad antiche tradizioni che i paesani mantengono con orgoglio pur adattandosi al progresso di Internet.


mercoledì 15 aprile 2026

GHOST TRAIL, IL VA PENSIERO DEGLI IMMIGRATI DEL MEDIO ORIENTE

Ghost Trail  è un bellissimo film che si segue tutto d'un fiato. Il protagonista l'attore Adam Bessa nel ruolo di un rifugiato siriano Hamid ha uno sguardo molto intenso accentuato dall'esprimere il dolore per le torture subite in patria sotto il Regime di Assad e il lutto che si porta dentro per la morte della moglie e della figlia mentre era in carcere che " nessun fuoco e nessuna lacrima potranno mai spegnere"

Il film mette a "fuoco" il disagio e la fatica dei rifuguati ad integrarsi perche' il ricordo della propria terra e dei cari lasciati la' per forza di cose non li lascia mai facendoli restare ancorati al passato senza speranza di costruirsi un futuro in terra straniera. 

Alla fine trionfa il messaggio di mandare a processo i criminali del regime sparsi in tutta Europa piuttosto che perpetrare vendette personali una volta scoperti da gruppi speciali dei quali faceva parte anche il protagonista che aveva tampinato il suo carnefice. 

Il film parla anche del rapporto intenso con la propria madre che sente costantemente tutti i giorni arrivando a sfidare il pericolo di un nuovo arresto nel recarsi a Beirut per portare medicinali alla madre in campo profughi rimanendo in incognito accontendosi di guardarla da lontano con il cuore gonfio di malinconia dell'amore dolce del quale lei lo ha sempre circondato, trovando la forza di dare sepoltura ai suoi cari rappresentati da una loro foto e un gingillo della sua bambina.

Insomma la storia di un uomo integro coraggioso sopravissuto a tanti dolori il quale tornato a Parigi decide di riprendersi la vita tornando ad insegnare all'universita'.

Un film crudo  supportato piu' dalle parole del racconto in prima persona che dalle immagini esplicite delle torture subite ma non per questo meno intense e nel contempo dolcissimo e struggente che ha fatto emozionare.