Così anche in Tv sbarca Il Gladiatore 2, il sequiel girato da Ridley Scott dopo 20 anni anche se non se ne sentiva il bisogno, ma era da vedere perchè l'operazione marketing puntava proprio sulla curiosità per cui chi l'ha visto potrà scegliere di rivederlo passando sopra alla raffica di spot pubblicitari e dell'orario prolungato inevitabile in una Tv commerciale come canale 5.
Ci sono film che girati in serie 1 o 2, oppure in trilogy o all'infinito che sono molto attesi e seguiti perchè portano avanti un discorso o di un regista come Pier Paolo Pasolini con il Fior di una Mille e una Notte, I racconti di Cantherbury, Il Decameron, o di saghe famigliari come il Padrino o il percorso di un eroe come Rocky oppure un filone fantascientifico come Alien da andare a vedere nonostante il regista (che da Ridley Scott il primo ne sono seguiti altri) così come per 007 da Sean Connery fino a Daniel Craig. Per non citare le GuerreStellari, Il Signore degli Anelli ecc.ecc.
Il marchio però lo deve imprimere uno solo, un regista, un'idea o un personaggio che nel Gladiatore lo ha impresso Russel Crowe con un Physique du Role vigoroso ed energico che si fondeva perfettamente con l'integra virilità di un leader combattente e pessionale e l'intensità interiore di un uomo colpito nei suoi affetti più cari, manifestati con una sofferta recitazione ed un rotear di spada tanto da plasmar un personaggio unico nello spettacolo. Pertanto alla sua morte il film poteva ritenersi finito anche perchè nel frattempo su quel filone d'oro sono sorte tante produzioni in serie televisive che ci sono bastate ed avanzate perchè tradotte in splatters con sague che schizzava a fiumi bucando fin lo schermo con i Gladiatori sexy toy, con pacco gonfio a vista pelo al servizio della bisogna di matrone sempre in fregola e, questa è imperdonabile, con l'Arena circoscritta in un cortile in quel sito di Capua memoria tutto da dimenticare.
Il Gladiatore da eroe tutto onore e gloria era diventato una sorta di porno-gadget per orge patrizie con ammucchiate fra schiavi sempre arrapati e troie matronali.
Così Il sequiel del film è stato visto come un'operazione poco convincente anche per il rifiuto di Russel Crowe di partecipare e già questo avrebbe dovuto far desistere il regista perchè sarebbe come se una Imma Tataranni riprendesse la serie senza Valeria Scalera, un flop in partenza come si è visto con i Cesaroni con il solo Claudio Amendola non avendo più senso portare avanti quel discorso interrotto che bastava riprendere ricominciando con un'altra famiglia senza insistere di far dei Cesaroni discendenti diretti di Giulio Cesare e Cleopatra.
Insomma Ridley Scott pensava che il film n.2 lo potesse gestire alla pari del primo come se fosse stato una sua creatura avendo la brillante idea di incentrarlo su Lucius la creatura di Lucilla, spacciandola per figlio del Gladiatore avuto da Lucilla suo vecchio amore e non mentre era sposato con la moglie perchè i bambini avendo la stessa età, erano stati concepiti da due padri diversi senza alcun dubbio.
La creatività specie se fantasiosa, non ha confini e non potendo resuscitare i morti ci si trastulla con i vivi tenendo il marchio a garanzia di continuità senza considerare che nel Gladiatore Russel Crowe avesse messo l'anima immedesimandosi in un personaggio che sentiva molto facendo il suo capolavoro di percsorso artistico, tanto che Russel e Gladiatore erano e lo sono ancor per tutti un tutt'uno mentre tutto il resto difficile da imitare. Si è visto con il Gladiatore Due dove come Lucius e figlio segreto è stato scelto Paul Mescal ancora fresco dell'aura di studente universitario irlandese della serie Tv Normal People, alto allampanato sempre un filo fuori fase nel gestire studi e ragazze compagne di studi che nella realtà, sulla scìa di questa serie di successo impazzivano per lui, ma niente a che fare comunque con un muscoloso Gladiatore e con lui men che meno Pedro Pascal col baffo messicano, così come Denzel Washinghton, seppur molto bravo, in un ruolo improbabile che sembra cucito low coast per far accumulo di star da richiamo perchè riesumando Lucilla appare una Connie Nielsen in botulino in una sorta di pallida idea della nobile patrizia di un tempo che fu avvolta in memorabili costumi. I quali se nel primo film erano parte di una scenografia curata nei particolari e non solo perchè anche gli effetti speciali erano credibilissimi nella ricostruzioni AI del Colosseo in primis, in questo secondo film passano inosservati oscurati da una scenografia pomposa roboante esagerata impossibile e men che meno improbabile con l'inserimento di mostri preistorici a sostituire le mitiche tigri di passata memoria, mai dimenticate comunque nella loro suggestiva apparizione a sorpresa insieme alla Colonna Unita a formazione testuggine per contrastare la corsa delle bighe e vincere clamorosamente, col Generale che era diventato schiavo e da Gladiatore più amato del Re di Roma.
Invece nel secondo film si rimane basiti annientati dalla violenza gratuita sulla quale si è lavorato fantasiosamente senza riuscire a coinvolgere nemmeno con la battaglia navale al Colosseo un pasticcio confuso con una sorta di video gioco che ha reso il pubblico insoddisfatto anche se il regista era sempre Ridley Scott.
Il quale con l'età invece di migliorare, ha prodotto un flop dietro l'altro avendo probabilmente esaurito la vena creativa di una visione che vada oltre un buon prodotto da piazzare sul mercato seguendo un copione in linea con lo star system invece che una sceneggiatura attinente ai fatti storici perchè se sul primo c'era qualche libera interpretazione, sul secondo la fantasia si è troppo scatenata come ai tempi dei Kolossal storico-romani Hollywoodiani ormai in declino, proprio quel genere di film che a Russel Crowe agenti e amici avevano sconsigliato di interpretare con Il Gladiatore che invece lui ha accettato nobilitandolo. Il Gladiatore, non la serie dei Peplum perchè dopo di lui, il nulla.





