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giovedì 25 giugno 2026

OVERLAND UN PIACEVOLE RITORNO ANCHE SE IN FORMATO CARTOLINA

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Che piacevole ritorno in prima serata di Overland condotto da un Filippo Tenti irresistibile nel continuare quell'avventura iniziata dal padre Beppe circa 30 anni fa che abbiamo seguito anche se in seconda serata in orario comunque accessibile perchè la prima cominciava ad un quarto alle 21 e non alle 9,30 o addirttura 10 come su Canale 5 penalizzando la trasmissione che ne segue.

Certo il format è diventato meno On The Road con i mezzi che si impantanavano nel fango quando sfrecciavano nella Savana nei deserti e nelle montagne talebane passando dalla Cina e dal Giappone per finire fra i ghiacci della calotta Artica dove ricordo il procedere con i fari abbaglianti scivolando fra le lastre di ghiaccio.

E' stato il format più cazzuto prodotto dalla RAI primo fra tutte le altre Reti che ha parlato di viaggi avventurosi oltrepassando ogni confine e limite da superare per dimostrare la potenza dell'uomo sulla Natura e la solidarietà per ogni Etnia da studiare senza pregiudizi al solo scopo di farne conoscere l'esistenza in tutti gli aspetti culturali culinari sociologici e antropologici.

Insomma un'avventura che coinvolgeva tutto il Pianeta esplorato in lungo ed in largo con umiltà e profondo amore facendo la conoscenza di tanta umanità variegata arrivando alla conclusione semplice e lineare che tutto il mondo alla fin fine sia Paese perchè siamo tutti sulla stessa barca nel viaggio della vita che in questa ultima puntata,  si è diviso fra il Laos, definito non un Paese ma uno Stato d'Animo, e la Costa Rica.

Con il Laos è tornata alla mente la guerra degli Americani in Nord Vietnam che lo ha bombardato con milioni di bombe  facendo una strage fra la popolazione che tutt'ora dopo 60 anni continua a vivere nel terrore non tanto del ricordo ma per i campi minati  rimasti a perpetrare una strage fra agricoltori e bambini ignari che giocano.

Le guerre anche se sono tutte un fallimento, hanno una motivazione ma questa del Vietnam non si è ancora capita se non per giustificare un incremento dell'industria bellica alla quale faceva capo l'allora Presidente Lindon Johnson. Di più è top secret più ancora dei dossier UFO. La cosa curiosa è comunque che nel territorio fra le montagne le varie comunità mantengono culture e tradizioni tutte diverse fra loro dovuto alla mancanza di comunicazioni fra i villaggi i quali rimanendo chiusi nel loro piccolo hanno protetto la loro integrità che ora stanno perdendo con qualche apertura verso il progresso per l'introduzione della televisione e paraboliche le quali prendono comunque solo programmi Tailandesi facendoli aggiornare su Politiche straniere. Insomma siamo ancora molto indietro mentre le città si sono emancipate sul modello globale.

Il viaggio ha poi continuato in Costa Rica fra ambientalisti volontari provenienti da tutto il mondo che nell'intento di preservare spiagge e mare puliti fanno spedizioni per raccogliere rifiuti da riciclare o con i quali creare souvenir a seguir quel pensiero filosofico e scientifico che in natura nulla si distrugge perchè tutto si rigenera. 

Un'altra curiosità è stata la visita al Teatro dell'Opera costruito nel solco di quello italiano modello Scala con le Opere in Cartelloni dei Maestri italiani della Lirica ospitando tour importanti dei nostri Teatri.

Alla fine tanti flashback per ricordare l'impresa del padre rendendogli omaggio per il coraggio e la passione nell'affrontare tante avventure anche pericolose con pagamento di riscatto per sequestro o nel rischiare anche la vita. Tutto per amor dell'avventura, della conoscenza della divulgazione di un sapere che si può scoprire solo toccando con mano. E cinepresa in spalla. Questa era Overland mentre ora sembra più un viaggio formato cartolina che perde l'imprinting originario questo va detto essendo  ben diverso da quello a scorza dura e grezza del padre Beppe Tenti,  restando  comunque interessante grazie alla conduzione simpatica e accattivante di un piacione e coccolone diciamolo come il figlio Filippo, che probabilmente assomiglia a mamma.


martedì 23 giugno 2026

ANNI 50 QUANDO LE MAGGIORATE SPOSAVANO UN PRODUTTORE

 

Negli anni 50 se un'attrice voleva fare carriera assurgendo al ruolo di intoccabile, doveva sposare un produttore  o un personggio importante che la impalmasse rendendola orgogliosa di essere moglie-di.


E' il caso di tante attrici, le cosiddette maggiorate  da Sophia Loren sposata al produttore Carlo Ponti a Claudia Cardinale con Franco Cristaldi, da Silvana Mangano con Dino De Laurentis a Rosanna Schiaffino con Alfredo Bini

 

L'unica eccezione per Gina Lollobrigida che con determinazione riusciva a far carriera a livello internazionale contando solo sulla sua bellezza e talento. E scusate se era poco.

Con un buon matrimonio si assicurava la carriera elevandosi anche nei ruoli che da bonazze borgatare si trasformavano in protagoniste dei film in costume di produzioni americane perchè Hollywood era sbarcato a Cinecittà mettendo il quartier generale sulle ville sparse nell'Appia Antica.

Così dalla mondina Mangano di Riso Amaro , alla pescivendola Loren di Pane Amore e..., dalla borgatara Schiaffino nella Sfida alla terrona migrante Cardinale ne' I soliti Ignoti, rinascevano ammantate di divismo delle signore delle buona borghesia con outfits eleganti e cappellino in testa, quelle che nei cinegiornali venivano ossequiate  a differenze delle giovani attricette che si permettevano di prendere per i fondelli fino a farne delle suicide come in Io La Conoscevo Bene interpretata da Stefania Sandrelli  diventata l'emblema di quella schiera di giovani ansiose di fare cinema che dovevano far gavetta nel divano del produttore o posando maliziosamente per il paparazzo che conosceva tutti dell'ambiente o ancora del faccendiere profittatore del sottobosco  così ben rappresentato da Waler Chiari in Bellissima.

Storie comunque molto attuali perchè a tutt'oggi nei circoletti sia del cinema che della Tv sono tutt'ora presenti come signore conduttrici o come uniche degne rappresentanti del cinema italiano. Non è necessario fare nomi perchè sono talmente note che sicuramente sono state riconosciute.


lunedì 22 giugno 2026

IL ROSSETTO, LA GIOVENTU' CHE BRUCIA NEL BOOM ECONOMICO

 

Il Rossetto è un film di Damiano Damiani anni 50 (visto su Rai Play) con protagonista una ragazzina di 13 anni, che ha saputo reggere alta l'attenzione per tutto il film. 

Infanzia e adolescenza in quegli anni erano spesso in primo piano se si pensa a film d'autori come Ladri di Biciclette o I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, passando da Bellissima di Blasetti fino ad approdare negli anni 60 alle adolescenti pruriginose impersonate da una francesina a nome Catherine Spaak che esordiva con La Voglia Matta. 

Il Rossetto è una sorta di giallo con l'assassino che si rivela dalla prima scena , un bel ragazzo Gino con macchina di professione commesso viaggiatore di prodotti estetici che fa vita dispendiosa al di sopra dei propri mezzi perchè arrotonda in nero nel farsi mantenere da una ragazza di vita, come si diceva allora, sua coinquilina che uccide dopo aver conosciuto una ragazza della borghesia bene che intende sposare, un tema importato dall'America con Un Posto al Sole, ma comunque valido in ogni Paese.

Potrebbe farla franca se non fosse che la ragazzina a nome Silvana tampinandolo per essersi presa una cotta, lo avesse visto uscire dall'appartamento della prostituta uccisa, un partcolare che lei gli confida per fargli capire di coprirlo per amore giurandogli silenzio assoluto. Lui non si sa se a caso, o forse no, assomiglia in modo impressionante ad Elvis Presley  che nell'immaginario era quello che si innamorava di ragazzine minorenni, per cui il film ci marcia dentro su questo ritmo al suon della chitarra  del quale lui è cultore  amante della musica e delle canzoni che coltiva come hobby6

 


Una dote in più che affascina la ragazzina arrivando a non dargli più pace seguendolo in ogni dove fino al buio di un cinema nel quale si reca dopo un appuntamento mettendosi furtivamente il rossetto nella toilette per poi proseguire con una scampagnata dove lui le dà un bacetto sulla guancia. Ma la ragazzina quando scopre che lui è fidanzato con la ricca ragazza, impersonata da Giorgia Moll interprete ideale di questi ruoli incarnando perfetramente la troietta della buona borghesia che puo' consumare tranquillamente rapporti sessuali in camere d'albergo puntando al bel ragazzo ambizioso e intraprendente, fa una scenata al giovane  inducendolo a mettere le mai avanti andando a riferire al commissario dei Carabinieri (impersonato da Pietro Germi, poi diventato regista che in questo ruolo aveva girato diversi film) il qual intuisce la sua colpevolezza pur non riuscendo ad incastrarlo perchè nel confronto con la ragazzina l' aggressvità del giovane  ha la meglio facendola sembrare una sorta di seduttrice scaltra fornendo la prova del rossetto che lei ha ancora nella borsa e sulla quale si accanisce il Commissario chiedendo visita ginecologica umiliando la ragazzina. La quale risultando ancora vergine assolve il giovane assassino dall'etichetta mostro pedofilo.

Alla vigiglia delle nozze con la ricca ereditiera il bel giovane piacione viene fermato dal commissario che lo smaschera grazie ad un biglietto lasciato dalla ragazzina chiusa in collegio da una mamma troppo indaffarata col lavoro e a rincorrere il suo amante, dopo aver deciso di suicidarsi senza esito positivo per fortuna nel quale gli chiede perdono per il disturbo arrecatogli con la sua testimonianza che di fatto conferma.

A distanza di tempo il film è ancora più interessante nel rivedere come si viveva in quegli anni  del boom con le sartorie (l'atelier della mamma) di alta moda che si stavano imponendo, con i commessi viaggiatori un classico di O Neil, le ragazzine sveglie ma impigliate ancora in una serietà perbenista con le classi meno abbienti che usavano il foulard al postio del cappellino delle classi borghesi, le ragazze”di Vita” che erano sposate arrotondando di nascosto dal marito (e che oggi si sono evolute con i social) o esercitandolo spudoratamente senza vergogna di apparire sui giornali perchè tutta pubblicità, e soprattutto l'accanimento delle Istituzioni verso una ragazzina ritenuta poco di buono per un filo di rossetto messo ingenuamente mentre si ossequia la ricca ragazza che scopa senza problemi. E questo la dice lunga sul ruolo della donna in quegli anni dove l'adulterio (delle classi povere) era punito con il carcere e all'uomo erano concesse le attenuanti per il delitto d'onore.

Insomma un'Italia oscurantista clericale e misogina che la rivoluzione del '68 aveva di colpo spazzato di via liberando i costumi e aprendo la via verso l'emancipazione che a tutt'oggi, anche se a buon punto, non si può considerare completata. L'importante è andare avanti e non mollare.