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domenica 22 febbraio 2026

IL GLADIATORE PER NON CANTAR S.REMO



Tutti cantano S.Remo. Eh no! le altre reti si stanno organizzando per rubare ascolti mettendo in scena i classici Kolossal da Ben Hur a Via Col Vento, da Pretty Women a Titanic, da I Dieci Comandamenti al Gladiatore che andrà in onda su Canale 5 come da promo già diffuso.

. Il film attira sempre anche se sono passati tanti anni ed i protagonisti sono molto cambiati. ma rivedere il film è anche un'occasione per soffermarsi su particolari che vadano oltre il racconto talmente avvincente da galvanizzare tutta l'attenzione...

“Fratelli, ciò che facciamo in vita rieccheggia nell’eternità…Serrate i ranghi. Seguitemi… Al mio segnale, scatenate l’inferno”.

Non si sa se queste immagini rieccheggeranno nell’eternità (la tecnologia non è ancora stata collaudata) ma nel nostro immaginario, sì: a tutt’oggi e per molti anni a venire.
Perché il Gladiatore ha affascinato intere platee tanto che alla fine della proiezione del film, nel 2000 gli spettatori hanno battuto le mani. Mai capitato prima di allora. L’apparizione di Russel Crowe nel ruolo del rude e combattivo Gladiatore aveva folgorato tutti. Finalmente un uomo integro e virile, che andava al di là della figura del maschio possente a taurino con i piedi ben piantati per terra, quella terra che raccoglieva per pulirsi le mani prima di combattere e uccidere. Onore e Gloria era il suo motto:
“Se vi troverete soli a cavalcare su verdi praterie col sole in faccia non preoccupatevi troppo, perché sarete nei campi Elisi, e sarete già morti.”
Gloria di cui coprirsi sui campi di battaglia, onore di cui investirsi nell’affrontare le ingiustizie della vita.
“Il tempo degli onori presto sarà finito per te, principe!.
Nessuno dimenticherà mai la freddezza e il ghigno con il quale il Gladiatore , togliendosi l’elmo, affrontava  Commodo il figlio dell’Impreatore  Marc’Aurelio il quale lo aveva deriso, umiliato e ferito, uccidendogli moglie e figlio.
“Io sono Massimo Decimo Generale di tutte le Legioni…” Massimo, Massimo, Massimo…urlava la folla insieme ai compagni di lotta. Perché lui, Russel Crowe, era il massimo raccogliendo consensi ed ovazioni fino ad arrivare all’Oscar nel 2001.

 

lunedì 16 febbraio 2026

AMERICA ANNI 50. AL CINEMA LE TEEN AGERS TUTTE DRAMMI COCA AND ROCK AND ROLL

 

Riguardando il Gigante su Rai Play, in quella parte dedicata agli anni 50 , tra una Coca e un salto di Rock alla Elvis, appare una ragazzina nominata Reginetta della Festa in una parata per festeggiare Petrolieri del Texas:  è Carol Baker un giovanissima attrice  che conquista con una naturale freschezza di teen ager.Americana. Infatti si allineava a quella tipologia di giovani attrici che si stava imponendo in quell'epoca sullo schermo, da Sandra Dee a Natalie Wood, passando da Anna Maria Pierangeli e che incarnavano le ragazzine in fregola di quegli anni con i primi jeans alla pescatora, le magliette attilate, le camicie annodate in vita e le ballerine ai piedi tutte Coca Cola e Rock and Roll.

Tutte giovanissime che avevano fatto rumore in quel decennio senza però riuscire mai a sfondare con un successo clamoroso come per esempio quello di un'altra emergente a nome Marilyn Monroe la quale aveva lo scintilliìo di una star brillante e piena di ironia. Doti che mancavano invece a queste giovani attrici protagoniste di film sempre molto sentimentali con punte drammatiche ad impersonare le ragazzine inquiete di unìAmerica che stentava ad accettare il cambiamento di costume così sfacciatamente prorompente come nel film Scandalo al Sole (con Sandra Dee) Gioventu2 Bruciata (con Natalie Wood) La Rosa Tatuata (con la Piear Angeli) e Baby Doll (con Caroll Baker, tutte insieme ad anticipare la Lolita anni 60 di Nabokov interpretata da Sue Lyon che le aveva stracciate tutte con lo scandalo incesto e pedofilia per rapporti sessuali tra minorenne e patrigno.finendo comunque come loro la carriera molto presto senza mai sfondare. 


Questo per dire che erano tutte giovani attrici che pur avendo talento non erano riuscite a crescere diventando grandi star. Insomma tutte carucce ma niente di che non essendo entrate nell'immaginario erotico  avendo sempre impersonato ragazze piene di problematiche pesanti dalle quali Marilyn Monroe si elevava in tutta leggerezza brillando con battute che recitava come fosse un tutt'uno con il corpo in un sex appeal esplosivo ed effervescente. A volte fare sfoggio di troppo sentimento e drammi si rischia di diventare noiose e per questo sono state dimenticate. Oggi si va dallo psicologo ma un tempo se varcavi quella soglia si apriva quella  del manicomio.

Col sorriso e la leggerezza una donna aveva più possibilità possibilità di farsi amare e Marilyn questo lo sapeva perchè era affamata di amore più che di successo. C'era spessore in questa sua leggerezza perchè nascondeva i drammi che la tormentavano dentro. Marilyn oltre che sex symbol era anche una grande attrice. Oggi le donne non sorridono come strategia per conquistare un uomo ma per esprimere gioia nel conquistare qualcosa che le renda soprattutto libere per potersi esprimere in ogni ambito da quello sessuale allo sportivo, dal casalingo all'artistico, di essere madri o di essere single soddisfatte. Insomma di vivere e respirare aria fresca e dar dell'aria al maschio inadeguato.

NOTA DI COSTUME

La nota di costume è fissata sul Baby Doll, l'intimo femminile che negli anni 50 aveva fatto scandalo perchè sinonimo di gioventu' bruciata essendo composta dalla nuova tenedenza del tessuto voile (il Nylon) il quale con il fluttuare morbidamente sul corpo aveva una carica sexy già di suo che esplodeva con la coulotte su gambe scoperte e la casacca in sbieco per far la ruota. Marilyn comunque non lo ha mai indossato perchè a letto ci andava nuda con qualche goccia di Chanel!





venerdì 13 febbraio 2026

EMERALD FENNER E LA NUOVA TENEDENZA DEL SESSO CEREBRALE SADO-MASO

 Sempre piu' donne si cimentano nella regia cinematografica. Spesso sono attrici con una carriera alle spalle ma ci sono anche registi che sono nate tali come la geniale Kathryn Bingelow per esempio, la prima regista che ha vinto un Oscar per un film molto mascolino di genere guerra oppure Jane Campion altra regista molto virile nel dirigere film di una certa levatura fra sesso e giochi di potere (v.da ultimo il Potere del Cane). Loro restano un'eccezione perchè tutte le registe donne si occupano del mondo femminile da quello sentimentale a quello sessuale. In Italia ne abbiamo tantissime come Cristina Comencini che ha iniziato per prima aprendo la strada a molte altre tra le quali Maria Sole, Valeria Golino Jasmine Trinca ed Alice Rothwather.

Le quali svolgono tematiche femminili sempre con quella punta di femminismo che rivendica libertà pari diritti denunce aborti e tutto quanto fa ordinario quotidiano del femminile perseguitato. Insomma una regia all'insegna della sorellanza perchè il sesso è quasi sempre di natura lesbo. Il sesso trasgressivo, ma  in senso porno-chic lo ha affrontato per prima la regista Alina Reijn dirigendo Nicole Kidman in Baby Girl dove una donna di potere si lascia dominare da uno stagista  provando piacere nel lasciarsi schiavizzare e guaire come una cagnetta in calore strisciando a quattro zampe per leccare il latte in un piattino. A tutto orgasmo cerebrale perchè lei infatti gode solo masturbandosi davanti a film porno piuttosto che nel letto di Banderas. Il porno dei social influenza anche le nostre vite che comunque il cinema italiano invece rifiuta sdegnosamente di farsi influenzare volendo mantenere l'etichetta del cinema d'autore che si autocelebra con i festival di Venezia di Roma e del Donatello.

L'ultima regista donna sulla scena internazionale è Emerald Fenner anche lei ex attrice che si esprime al meglio dietro la macchina da presa andando oltre al mondo femminile mettendo in primo piano anche i maschi. Con il film Saltburn ha infatti affrontato il tema omosex sempre in maniera cerebrale puntando sulla scena clou dove il protagonista Jacob Elordy si masturba in una vasca da bagno mentre l'amico ne beve tutta l'acqua per poi masturbarsi nudo sulla tomba di lui dopo che era morto. Sono chiaramente perversioni della mente più che fisiche viste con l'ottica femminile perchè per eccitare un corpo devi prima entrare nella mente di qualcuno e questa è una prerogativa tutta maschile: quando le sei entrato nella testa l'hai già spogliata. 

Il sesso mentale è molto diffuso fra i social e sta praticamente sostituendo i rapporti reali, per questo l'ultimo film di Emerald Fenner è stato stroncato come un fumetto porno. La regista dice di averlo tradotto così come l'aveva immaginato leggendolo con i protagonisti che liberavano le loro pulsioni sessuali in modo animalesco facendosi del male e provando piacere. Insomma rapporti sadomaso ma in modo patinato con tanto sentimento mentre ti mordo: “ Siii fammi male perchè solo così possiamo accendere la passione che ci divora”. Purtroppo Margot Robbie, pur bellissima ha una faccia dura e una bellezza statuaria che molto si presta al sesso e poco al romanticismo mentre Jacob Elordy per Emerald Fenner è stata una scelta giusta avendolo già diretto una prima volta per cui conosceva il suo potenziale di seduttore maledetto. Lei è stata più incisiva in questo genere sadomaso che si sta diffondendo dopo le 50 sfumature perchè la passione si è scatenata come una forza della natura, fra tempeste di pioggia e vento in una brughiera ostica che ha fatto da location e intorno alla quale è stato scritto il libro Cime Tempestose. Insomma un'operazione da risveglio della fica nera sotto le crinoline del perbenismo vittoriano.

Emerald Fenner  farà sicuramente  tendenza fra le registe del nostro glorioso cinema italiano d'autore. C'è da scommetterci.