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martedì 3 marzo 2026

ALBERTO ANGELA ED IL PIANO SEQUENZA SULLA REGGIA DI VERSAILLES

 

Il piano sequenza su Versailles con una lunga carrellata dalla Sala Specchi al Salone a scacchi bianchi e neri passando dal labirinto delle stanzine fino a soffermarsi sulle Camere da letto del Re Luigi XV e di Marie Antoinette con annesse alcove di favorite e amanti.

Il piano sequenza è stato adottato per primo dal regista Alfred Hitchcock nel film Frenzy dove comunque la carrellata andava all'indietro dalla stanza alla strada fino al mercato orto frutta nel quale il killer nascondeva la vittima di turno fra un mucchio di patate, mentre qui la cinepresa senza alcuna interruzione si sposta fra i corridoi e porte segrete su e giù per le scale accompagnando il conduttore Alberto Angela. bravissimo nel recitare un lungo copione intervallando il racconto con testimoni ed esperti dando comunque l'impressione fosse un tour de force da ansimare.


Apprezziamo lo sforzo ma non valeva le candele a fioco lume di quelle stanzette fredde riscaldate solo da camini fumosi perchè le canne d'aria eran difettose perchè se alla fin fine lui aveva il fiatone a noi è venuta la palpebra pesante ben diversa dalla vigile attenzione riservata alla precedente conduzione del 2019 della serie Ulisse Il Piacere della Scoperta,sempre su Marie Antoinette a proposito della quale non si capisce perchè abbia citato solo il film di Sofia Coppola  portando alla memoria il rutto cacciato a tavola della Du Barry, alias Asia Argento, quando a rendere giustizia alla Jeanne Du Barry è stato il film omonimo con Maywenn.da lei diretto.

Misteri della divulgazione dove sembrano introdotte pubblicità nemmeno tanto occulte.

Così tutto si è focalizzato su una sorta di complemento d'arrendo, tra tapezzerie a fiori o con anans tanto cari a Marie Antoinette, in un tripudio di colori pastello con a base quello di lillà, a secretaires pieni di cassetti letti a baldacchino, sedie roccoco' e quadri appesi alle pareti con antenati stanze per i cani e cavalli e la servitù nelle stalle tutto ricostruito ad arte risorgendo dalle ceneri della rivoluzione che aveva saccheggiato la Reggia salvando qualche reliqua che Alberto Angela ha mostrato in religiosa contemplazione come i guanti della Regina che usava anche per mangiare.

Più che il fasto di Versailles del Re Sole, si è puntato alla fase del tramonto della monarchia e della classe nobile costretta a stare in queste stanzine per tessere i loro intrighi veleni e tradimenti complottando attentati al Re. Curiosamente ha sorvolato sul Re Sole limitandosi a raccontar la passione per la danza e la lunga vita di regno che gli ha permesso di commissionare e seguire questa imponente Reggia orgoglio della Francia, piu' di quanto lo sia la Torre Eiffel.

Nessuna parola sulla favorita di Luigi IVX la Montespin mentre si è dilungato sulla Pompadour come fica-fredda ma consigliera finanziaria molto intelligente e la Du Barry fin troppo calda con grandi doti da influencer. Ma niente di che che potesse farci sussultare dal torpore.

Il Piano sequenza sui giardini girato fra la nebbia e i turisti di passaggio non ha reso giustizia ai laghetti alle fontane ai giardini e alla vegetazione raccontata da un testimone che mentre esaltava gli alberi secolari invece sullo sfondo si vedevano solo cespugli.

Più degli antichi fasti che la Francia ci ha voluto tramandare, Alberto Angela ha illustrato la vita tutto sommato misera di questi nobili parassiti che passavan le giornate a giocare a carte a scopare in ogni angolo soprattutto giovani servette,  e a orinare nei pitali che queste servivano alle gran dame per i loro bisogni.

Insomma tanta miseria fra opere d'arte immortali. Quando si dice le cose oltre le persone! 


 Vieni…spalanca le mie porte…

Sospirami il tuo desiderio,

aprimi le più segrete stanze,

solo tu hai la chiave.

Spogliami, denudami, approfitta della mia anima, trasportami nel

Tuo mondo di peccati…di desideri…

Scova nelle mie viscere, fammi tua…








domenica 1 marzo 2026

TRUMP ESULTA PER L'ATTACCO ALL'IRAN, MA GLI IRANIANI?



 L'attaco all'Iran da parte di Usa e Israele ha lasciato il mondo senza parole anche se prima o poi sarebbe avvenuto così come minacciato più volte da Trump. Così tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo alla morte di Khamenei e del suo Vice facendoci dimenticare il caso Epstein che stava travolgendo il Presidente degli Stati Uniti dopo l'interrogatorio della ex coppia Presidenziale Clinton dove Hilary invitava la Corte ad interrogare “il nostro Presidente sotto giuramento” per rispondere alle stesse domande fatte a lei che nulla aveva a che fare.” Mentre lui sì”.



 
Ad ogni modo il cambio di scenario ne è valsa la pena essendo stati centrato l'obiettivo di liberare l'Iran da un Regime tirannico subito dopo la rivoluzione del 1986 quando gli iraniani avevano destituito lo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi seduto sul trono del Pavone il quale si era pavoneggiato con i reali di tutto il mondo esibendo un cerimoniale fastoso pieno di ori e pietre preziose ad adornar la sua nuova sposa Farah Diba mentre la popolazione era alla fame con l'odor di benzina sparso in tutto il Paese. E' bastato accendere la miccia nel richiamare da Parigi in esilio l'Ayatollah  per infiammare tutto il Paese che lo aveva accolto come un liberatore dello Scia e degli Americani con i quali faceva affari per arricchirsi non sapendo di finore dal braciere alla brace, soprattutto le donne che, da un giorno all'altro si son trovate da libere edemancipate all'occidentale, ad indossare il velo e sottomissione al padre al marito ed ai fratelli.

Già, il velo sembra sia stata la motivazione principale dello scontento della nuova generazione con i giovani che sono scesi nelle piazze per liberare le loro ragazze da questa imposizione ormai non più al passo con i tempi in cui viviamo di globalizzazione imperante. Netanyahu ha cavalcato l'onda per allargare la guerra sulla Striscia all'Iran e neutralizzare la sua belligeranza con il nucleare che avrebbe potuto distruggere Israele così come da sempre minacciato da Khamenein. 

Nello scenario di tumulti che stava insaguinando l'Iran con la repressione feroce che aveva fatto migliaia di vittime, l'erede al trono dello scia il princi Reza Pahlavi dagli Stati Uniti scalpitava incitando la popolazione anon nollare sperando forse di poter tornare a regnare sul suo popolo. Un sogno infranto da Trump perchè si è diohiarato disponibile a trattare con i successori del Regime con i quali spera di iniziare un dialogo e uno scambio di trattative sul nucleare e sul petrolio ovviamente.

Un sogno infranto anche questo visto il numero degli Iraniani scesi in Piazza a Teheran per piangere il loro Capo e giurar vendetta, iniziando così una guerra della quale non immaginiamo le proporzioni? Ora le altre domande sono: perchè Trump ha attaccato proprio il giorno dell'interrogatorio all'ex Presidente Bill Clinton? L'affare Epstein verrà insabbiato in vista dell'emergenza Iran? Chi oserà distrarre il Presidente da questo suo gravoso compito che dovrà portare a termine e a confermar quel detto che chiodo scaccia chiodo?

Ad ogni modo in tutto questo baillame quel che è certo è che a farne le spese saranno i civili come sempre sperando comunque che le donne non subiscano la sorte delle Afghane che dal velo sono passate al burqa.

sabato 28 febbraio 2026

FESTIVAL DI S.REMO CON I DUETTI E' PARTITO IL BOTTO

Seratina col botto, e non si fa per dire, ieri sera al Festival di S.Remo i cui echi sono echeggiati dalla Rai all'Iran dritti dritti come missili lanciati dagli americKani ed Israeliani per esportare la democrazia incitando il popolo per  il ritorno di una Repubblica o del trono del Pavone. Nel dubbio intanto rasano al suolo Teheran badando a non colpire i pozzi di Petrolio.

Evvai col botto e tutta di nero vestita è apparsa Laura Pausini con maschera che ha cantato a squarciagola come del resto tutti i cantanti a questo festival dove si è strambazzato interpretando canzoni del passato stravolgendole completamente. Chi invece ha saputo esaltarle è stata Elettra Lamborghini che tutta giuliva circondata dalle Las Ketchup ha fatto ballare tutto il pubblico incendiato dalla sua verve e simpatia.



A seguire il duetto con Eddie Brok e Fabrizio Moro in un abbraccio per cantare “Portami Via dai Potenti, da questi attimi violenti....!

Non voglio fare la scaletta già ampiamente illustrata dalla stampa e on line, ma solo citare quelli che ho trovato bellissimi o imbarazzanti. Molto bello il duetto di Gaia e Levante con il motivo I Maschi della Nannini cantato con pantaloni a zampa, sensuali e maschie nello scambiarsi un bacio lesbo mentre il duo IlDitoNellaPiaga e TonyPitony, diciamo che Lady Gaga e Tony Bennet è tutta un'altra musica, per cui solo una brutta imitazione. Cos' pure quella di Alex Britti Mario Biondi e Sayf nel cantare In The Road Jack, nulla a che fare con il ritmo Blues sensuale di Ray Charles, perchè tradotto con quello veloce e demenziale dei Blues Brothers con uno stridore da rottura timpani.

Shapo l'esibizione della Francesca Fagnani con Fulminacci nello scambio dei ruoli dove lei più che una belva lupo sembrava sempre la Pantera Rosa versione maschietta miss-reginetta-della-festa-bis. Per me i migliori come estensione voce sono stati Francesco Renga e Giusy Ferréri una cantante sottovalutata per la figura modesta ma grande cantante in perfetta sintonia con Renga. Il Trio Brancale Delia e GregoryPorter era tutto disconnesso come se ognuno cantasse per sé per far elevare il proprio acuto che ovviamente è stato quello del cantante di colore mentre le altre due facevano una sorta di contorno tipo idem con patate. 

Per quanto riguarda i look, la tavolozza di colore era di base tra i bianco e il nero mentre ci sono stati pennellate di lillà, di rosso carminio, rosso bordeux e rosso violaceo e in total black fintapelle o sacchetttonedifferenziata per la regina delle nere Laura Pausini, la quale ha osato anche con un giallolimone di voile dove sembrava a disagio mentre è stato tutto un tripudio di pizzi trasparenze e gambe scosciate le altre principesse. Le co-conduttrici hanno brillato di luce propria, dalla Pilar Fogliati con raso e Lilla in monospalla distintantasi per il talento di imitatrice, Irina Shayek in vaporoso cigno in sala stampa e nera sul palco distintasi per il fisico che non ha bisogno di parlare, mentre Bianca Balti è stata sicuramente la più elegante essendosi distinta per il sorriso gioioso a cattiva sorte.

Per i detrattori della Pausini, a parte il look, secondo me la sua conduzione da Sagra del Gnocco Fritto spontanea e ruspante mi è sembrato un atto di umiltà o forse il vezzo di una grande cantante internazionale ma comunque non importa perchè è stata simpatica disinvolta e sempre molto presente, un'ottima spalla del conduttore Carlo Conti sempre gentile elegante ma sotto sotto il “toscanaccio” di Vernice Fresca quando aveva i capelli ricci. Forte.