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domenica 31 maggio 2026

L'EROS A RUOTA LIBERA TRA CINEMA E TV NEGLI ANNI 70

 L’EROTOMANIA NEGLI ANNI ‘70 AL CINEMA PARTE PRIMA

Nel filone erotico degli anni 70 al cinema imperversavano due categorie di donne: la liceale e la professoressa.
Se la liceale incarnata da Gloria Guida era sempre nuda ma di un nudo pulito perchè sotto la doccia, quello della professoressa era incarnato da Edwige Fenech che saliva in cattedra per far l’appello per poi sedere a dar lezioni. A gambe aperte.
In gambissima infatti lo è stata Edwige Fenech per tutto l’arco della sua carriera che ha gestito sempre oculatamente dai film dove si metteva a nudo, alle produzioni delle fiction tv passando dalla relazione con Luca Cordero di Montezemolo con il quale faceva coppia fissa per diversi anni: una rimorchiata, una sgommata e via in Pole position nella bella società.
Strana quella coppia,lui tanto tanto stilé lei tanto tanto crudité.

Ma al cuor non si comanda tanto meno all’attrazione fisica che si sa scoppia sempre quando meno te l’aspetti.
Tra un sussurro e una carezza il Cordero e la Fenech si sono anche scambiati l’arte del fare, ognuno secondo le proprie competenze che poi entrambi hanno messo da parte per intraprendere le loro strade: la Fenech come manager e Luca Cordero come amatore di una bellissima moglie e bei bambini.
Il cinema aveva perso una delle più grandi protagoniste del filone erotico scacciapensieri che aveva raggiunto il culmine con Quel Gran Pezzo dell’Ubalda tutta Nuda e Tutta Calda. Un colpo di genio perché in un lampo con il titolo si era già capito tutto il film. Il primo di una lunga serie con titoli che più che sintetizzare facevano il cappello introducendo il pezzo che quasi sempre formava il film a episodi.



Da ricordare “L’Insegnante Va in Collegio e poi Viene a Casa, Giovannona Coscia Lunga Disonorata con Onore, Alle Donne del Castello Piace Solo Fare quello. Poi c’è stata la svolta perché dai film di serie C Edwige Fenech è diventata protagonista a fianco di attori importanti come Renato Pozzetto Massimo Ranieri e Ugo Tognazzi che l’anno catapultata nel mondo delle commedie all’italiana di serie B passando poi  alla classe A con le fiction Tv come interprete e come produttrice senza farsi mancare l’esperienza da stilista: un’ Escalation con la quale era assurta a PrimaDonna che le faceva rinnegare tutti quiei ruoli degli esordi dicendo  di averli fatti, per mantenere il figlio. Cuore di mamma non sbaglia mai: infatti, con una mano sul cuore e una nel portafoglio veniva pagata profumatamente perché il suo profumo veniva annusato da tanti fans chiusi nelle sale ad ammirare le sue nudità generosamente offerte.
 Non erano le sole ma le sue, quelle di Edwige Fenech erano fra le preferite perché si mostrava senza alcuna inibizione ma con una dolcezza  quasi maternale. Un modo di porgersi molto gradito che solo Laura Antonelli era riuscita poi riuscita a surclassare.


                              L'EROTOMANIA NEGLI ANNI 70 IN TV    





Se al cinema negli anni 70 era scoppiata la febbre dell’eros, la Tv non voleva essere da meno proponendo i primi nudi a tutto streptease in seconda serata. Con le prime Tv a colori iniziavano anche i Varietà Sexy dedicati a Cicciolina a Moana oppure format   sul genere docu-movie  di Europa di Notte, con i quali si faceva una carrellata fra i locali notturni con una conduttrice pimpante ed ammiccante a presentare Odeon.

Così agli Italiani venivano aperte le porte del Crazy Horse dove brillava una stella dal fisico scattante molto francese che invece del solito palo per la lape-dance roteava flessuosamente intorno ad una corda, raccontando di sé: “Mi chiamo Rosa, Rosa Fumetto e vengo da…BBBBologna!”
Bomb! La francesina piccante e sfacciata era invece un’italiana che faceva impennare l’orgoglio maschio Nazionale ai massimi livelli.




I format Tv si adeguavano facendo programmini nei quali inserire tra una battuta e una canzone qualche pezzo di streptease con i quali si esibivano Rosa Fumetto e Serena Grandi anche lei venuta da Bologna dopo un flirt con Gianni Morandi.
Il format era Il Cappello sulle Ventitrè perché andava in onda sul tardi quando i bambini e gli anziani erano a letto. Allora si facevano solo brevi flash sulle nudità delle show girl che andavano subito a coprire con le mani o con qualche piumazzo in scena per non far scattare la censura. La quale puntualmente è arrivata perché i programmi sono andati a scomparire lasciando il posto negli anni 80 a ballerine e show girl molto ammiccanti anche se scosciate e con i balconcini straripanti alle quali per la prima volta veniva dato voce per qualche gags a doppio senso come Drive In.





PARTE SECONDA DEL POST 17.07.2013:  L'EROTOMANIA DEGLI ANNI 70 FRA CINEMA E TV
Ma torniano agli anni 70, perché il filone boccaccesco con i genitali open-air apparsi sullo schermo grazie alla firma di un grande autore come Pier Paolo Pasolini con la sua trilogia del Decameron, Il Fiore delle Mille e Una Notte, e I Racconti di Cantherbury  metteva letteralmente a nudo gli attori con l’uccello in tiro davanti alla cosina a pelo,


magari posizionata sopra un albero come nei Racconti di Cantherbury con la figlia di Chaplin come interprete. Immagini crude che però raccontavano l’innocenza dell’amore carnale. A tal proposito viene in mente la barzelletta di Pierino, che al cinema a quel tempo imperversava con Alvaro Vitali, quando con l’amichetta trovandosi sotto un albero di cigliege mandava la bambina a raccoglierle mentre lui da sotto la guidava: “Un po’ più in là…ecco così…muoviti…Mmmmm!”finchè la bambina correva da mammina tutta contenta gridando: “… guarda quante cigliege che ho raccolto”, mentre invece la mamma la rimproverara: “Ma sciocchina non sai che Pierino ti ha mandato sull’albero per veder le mutandine?”
"Certo che lo so mamma, ma io prima di salire me le sono tolte!”

Le creature ingenue di Pasolini rasentavano la stupidità mentre quelle scaltre come Laura Betti, per citare il nome di una sua musa, erano tutte intrise di trasgressione e malvagità toccando la tragedia facendole incarnare da due icone come Silvana Mangano in Edipo Re e Maria Callas in Medea. Le quali si ammantavano di tragedia anche nella vita reale morendo in solitudine dopo la morte del loro primogenito e l’abbandono dei rispettivi compagni di potere come Dino De Laurentis e Aristotele Onassis.
 
Non aveva mezze misure Pasolini ma vedeva giusto con l’occhio lungo e disincantato del Poeta che racconta la vita nella sua essenza, facendo di ogni filo d’erba un “cazzo-per-dirla-pane-al-pane”.
Difficile vedere l’innocenza dietro l’immagine spogliata perché si tende sempre a farla scivolare nel volgare becero, ma tutto dipende dall’occhio con il quale si guardano o si        
interpretano immagini nude e crude con linguaggio esplicito per cui l’occhio di un malvagio o pervertito non riuscirà mai a individuarne il messaggio “vitale”
ma sempre quello diabolico di un Zaccaria, Diavolo di terza categoria per dirla tutta con il linguaggio del fumetto come Rosa, Rosa fumetto.
 Come a dire Dio Me l’ha data e guai a chi la tocca. Embè è un fumetto!

                                 

sabato 30 maggio 2026

GIOIELLI BULGARI CREATI APPOSTA PER LE DIVE ANNI 60

Negli anni 60 imperversavano i Bulgari, smeraldi e diamanti in parure importanti creati apposta per le dive nei panni di personaggi storici come Venere Imperiale interpretata da Gina Lollobrigida che ne aveva sfoggiati diversi ispirati a quelli di Maria Luigia e Napoleone rubati recentemente.

Gina Lollo era entrata talmente nella parte da mettere le tiare anche nei ricevimenti fuori dal set.

In quegli anni il cinema esagerava in opulenza non badando a spese ricoprendo le dive di gioielli favolosi veri, non svarowsky come si usava in Teatro.

Le parure si assomigliavano tutte da quelle di Liz Taylor alle due rivali italiane Sofia Loren e Gina Lollobrigida, mentre Audrey Hepburn per esempio lanciava i bijoux comunque sempre d'alta classe. 

Un'altra attrice restia a mettere i gioielli era Grace Kelly che puntava piu' al look ma diventando principessa si era dovuta adeguare a portare gioielli regali con unica eccezione di un anello Cartier regalatole dal principe Ranieri per il fidanzamento, un duamate solitario quadrato e di dimensioni vistose, ma non abbastanze da eguagliare l'anello di Liz Taylor grosso e volgare regalatole da Richard Burton.

I divi allora dovevano distinguersi per eccentricita' ed esagerazioni per far sognare riuscendoci a volte piu' del film.

mercoledì 27 maggio 2026

AMARGA NAVIDAD L'ULTIMO FILM di PEDRO ALMODOVAR

 


Accolto tiepidamente in Spagna, osannato a Cannes, sbarcato in Italia all'uscita del cinema ho raccolto questi commenti: “Non ho parole”, “Troppo cervellotico” mentre in sala a vedere il film Amarga Navidad un pubblico sparso e molte poltrone vuote raccolte in un silenzio senza sussulti fino a quando non è apparso uno strip-men, di quelli affittati a feste del nubilato, davvero notevole per le movenze talmente realiste da far mimare amplessi di godimento fra le spettatrici che si dimenavano nelle poltrone accompagnando il ritmo del su e giu' fino al culmine dell'orgasmo facendole gridare tutte di piacere immaginandoselo dentro. 
Quelle del film ovviamente perchè le spettatrici in sala erano tutte pervase dall'introdeau funereo che dava l'impronta a tutto il film con le protagoniste tutte con gli occhiali buio pesto a sottolineare il lutto da elaborare con la fine di un famigliare come la mamma,  un bambino, e la fine del maschio che fu quando scopava e dalla quale ormai fuggono inorridite.

Le storie sono intrecciate in paralelismi tra finzione e realtà che non fanno altro che confondere perdendo il filo per ritrovarlo solo in alcuni punti, per esempio quando la coppia che scrive il copione tornando sulla scena dello striptease maschile per descrivere al meglio l'animale bellissimo che si dimenava trapanando una sedia si sentivano rispondere che quella era roba vecchia perchè: “...ora tutti vogliono vedere scopare...” offrendo un privè alla coppia che faceva un cenno di diniego tutta schifata. Giammai Una coppia sbagliata in un posto sbagliato perchè lei è lesbica e lui omosex.

Se con Donne sull'orlo di una Crisi di Nervi il regista Pedro Almodovar aveva conquistato il mondo con una storia scoppiettante, con questo film Amarga Navidad sembra aver esaurito la vena o ancor peggio che la popolarità gli abbia dato alla testa affliggendolo con quel delirio di onnipotenza che coplisce anche altri registi su di età come Ridley Scott per esempio i quali dall'alto del loro lungo percorso di carriera pensano che basti mettere insieme qualcosa sulle ali dei passati successi per far gridare al capolavoro. Purtroppo Amarga Navidad non è un film riuscito per un eccesso di cerebralità che ha mandato in confusione il regista stesso e che si può salvare solo per quiei pochi minuti di esaltante vitalità virile della performance di  Bonifacio (Patrick Crido) quando si esibisce in tutto l'orgoglio maschio dimostrando il potere del “cazzo usato a modo” (meditate uomini meditate...) sulle donne, facendole godere in un'ammucchiata orgiastica liberate dai freni inibitori. 

Qualunque uomo vorrebbe essere al suo posto, ma lui invece no, lui ama soltanto la donna protagonista, una donna forte dal piglio manageriale con la quale sentirsi a casa alla quale è devoto anche se lei è sempre afflitta da forte mal di testa per attacchi di panico ed ansia dopo la morte della madre. 

Portandola al pronto soccorso a sorpresa ci troviamo di fronte ad una Spagna dove la sanità funziona perfettamente senza le interminabili file prima alla recepition e poi in sala d'attesa facendo anche notte dei nostri Ospedali, perchè appena nel film  arriva la paziente viene subito ricevuta dal medico con ricovero in stanza singola per gli accertamenti ed esami facendoci pensare che la malasanità sia solo in Italia, liste d'attesa in primis? Questo è un problema molto sentito al Sud perchè qui al Nord non ci possiamo lamentare per l'assistenza e le cure dei pazienti ricoverati nei Reparti,  certo se si potessero snellire le attese in Pronto Soccorso, magari ispirandoci al modello spagnolo. Come mai loro sono così efficienti e noi no? Eppure l'Italia è indicata come una Potenza in Europa, molto più della Spagna sempre alle prese con conflitti che dividono il Paese, e scandali clamorosi che hanno colpito la Corona e da ultimo l'ex primo ministro Zapatero smascherato dalla Polizia. Vuoi vedere anche quella e' più efficiente?

Il film è comunque un abbraccio corale fra maschi con maschi e femmine con femmine tutte di livello molto alto sia mentale che di disponibilità economiche, un circoletto di intellettuali spocchiosi che escludono l'unico in grado di rendere il film degno di essere visto, perchè se li si poteva accettare per il sollazzo non così per fare ensemble perdippiu'con il mestiere di pompiere.

Se Spagna e Italia possiamo trovare differenze, il mondo del cinema con tutti suoi circoletti dei film d'autore che fanno solo fuggire dalle sale nonostante siano stati acclamati ai Festival, da Berlino a Cannes, Da Venezia a Roma, è uguale in tutti i Paesi d'Europa, che finalmente la si vede unita. Con tanta spocchia.


NOTA DI COSTUME QUANDO ESSERE SEX SYMBOL NON PAGA

Tom Cruise, George Clooney, Paul Newman, Cary Grant e tanti altri sono attori che non hanno mai ricevuto 'Oscar. La loro bellezza cosi' sfacciatamente sexy non veniva associata al talento puro cosi' come per Marylin Monroe un sex symbol protagonista di commedie brillanti considerate come  leggerezza dei sentimenti e talento poco di spessore.

A Paul Newman venne offerto il Premio alla carriera che lui rifiuto' pensando fosse un elegante invito a mettersi da parte causa anzianita' intendendo continuare a lavorare.

Cosi' in seguuto gli venne assegnato l'Oscar per il film Il Colore dei Soldi, il remake de' Lo Spaccone per il ruolo del cinico allenatore di Tom Cruise nel ruolo di "spaccone" che ironia della sorte era stato il piu' brutto film, della  carriera di Paul Newman non rispecchiandolo nel suo stile scanzonato.