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mercoledì 15 aprile 2026

GHOST TRAIL, IL VA PENSIERO DEGLI IMMIGRATI DEL MEDIO ORIENTE

Ghost Trail  è un bellissimo film che si segue tutto d'un fiato. Il protagonista nel ruolo di un rifugiato Siriano ha uno sguardo molto intenso accentuato dall'esprimere il dolore per le torture subite in patria sotto il Regime di Assad e il lutto che si porta dentro per la morte della moglie e della figlia mentre era in carcere che " nessun fuoco e nessuna lacrima potranno mai spegnere"

Il film mette a fuoco il disagio e la fatica dei rifuguati ad integrarsi perche' il ricordo della propria terra e dei cari lasciati la' per forza di cose non li lascia mai facendoli restare ancorati al passato senza speranza di costruirsi un futuro in terra straniera. 

Alla fine trionfa il messaggio di mandare a processo i criminali del regime sparsi in tutta Europa piuttosto che perpetrare vendette personali una volta scoperti da gruppi speciali dei quali faceva parte anche il protagonista che aveva tampinato il suo carnefice. 

Il film parla anche del rapporto intenso con la propria madre che sente costantemente tutti i giorni arrivando a sfidare il pericolo di un nuovo arresto nel recarsi a Beirut per portare medicinali alla madre in campo profughi rimanendo in incognito accontendosi di guardarla da lontano con il cuore gonfio di malinconia dell'amore dolce del quale lei lo ha sempre circondato, trovando la forza di dare sepoltura ai suoi cari rappresentati da una loro foto e un gingillo della sua bambina.

Insomma la storia di un uomo integro coraggioso sopravissuto a tanti dolori il quale tornato a Parigi decide di riprendersi la vita tornando ad insegnare all'universita'.

Un film crudo  supportato piu' dalle parole del racconto in prima persona che dalle immagini esplicite delle torture subite ma non per questo meno intense e nel contempo dolcissimo e struggente che ha fatto emozionare.

lunedì 13 aprile 2026

HAPPY HOLIDAYS, LA"FELICE" CONVIVENZA CONFLITTUALE ARABI-ISRAELIANI

Questo  è un film che racconta la difficile convivenza fra musulmani ed ebrei in Medio Oriente anche fra le classi più elevate, mentre fra i giovani ci sono segnali di apertura con affettuose relazioni.

Il racconto ha una visuale parallela sulle storie dei vari componenti delle due famiglie, mettendo dapprima in evidenza quella araba  la cui madre, nonostante l'avvenuta crisi finanziaria, si ostina a voler mantenere lo stesso tenore di vita di quando erano ricchi puntando ad un matrimonio dispendioso per la figlia per dimostrare di essere all'altezza del loro status. Il figlio Rami che ha una relazione segreta con una ragazza ebrea Shirley vuole che questa abortisca mentre lei si rifiuta sfidando le minacce con la quale viene bersagliata telefonicamente da fanatici che prendono a botte anche Rami.


Parenti ed amici fanno quadrato intorno alla coppia per impedire subdolamente la nascita di questo bambino scomodo che infatti non avverrà dopo una visita ginecologica nella quale, con la complicita' della sorella,  viene detto alla ragazza di non esserci alcun battito del nascituro inducendola a fare un raschiamento. Pro bono pacis per tutti.

La sorella di Rami, Fifi che studia all'Università a Gerusalemme, è corteggiata da un medico che si dimostra innamorato fino a quando non scoprirù  dalla cartella clinica che lei faceva uso di contraccettivi e di aver avuto un rapporto con un ragazzo Ebreo per cui la rifiuta in un primo momento per poi ricottantarla per darle una chance perchè se il cuore gli dice una cosa la testa ne dice un'altra. Al che sarà lei a rifiutare per buona pace sua e di un modo pieno di odio, in attesa che esploda con la tragedia del 7 ottobre.

Questo film fa riflettere  nel constatare quanto il processo di civile convivenza fra arabi e musulmani sia solo una facciata perchè oltre all'odio profondo sempre esistente e mai risolto, si aggiunga una mentalità retrograda ancora da superare vedendo come un giovane medico rifiuti una ragazza perchè non più vergine e soprattutto per colpa di un ebreo con le rispettive famiglie tutte concordi nel definirla  una puttana. Parole forti e intromissioni violente nella sacralità della nascita, sono le donne e i bambini i primi a subire sofferenze da queste situazioni conflittuali.

Così se c'era una fragile speranza di pace fra i giovani, il 7 ottobre ha accentuato la frattura che difficilmente. così come stiamo assistendo a tutt'oggi,  si potrà sanare.

domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua