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venerdì 24 luglio 2026

MINI SHORT E BURKINI, TENDENZE E POLEMICHE CHE SI RINNOVANO OGNI ANNO

 Mini short e Burkini sono gli argomenti estivi sui quali parlare come "nuove tendenze" o polemizzare come note di costume islamiche, insorte in questi giorni a Bolzano perchè ogni anno si rinnovano, così come si evince dal mio post TIPE DA SPIAGGIA pubblicato nel Giugno del 2016 che trascrivo integralmente:

                      























"Questa è stata l'estate delle polemiche del velo non velo, vedo non vedo. La faccia.

Burka e burkini l'han fatta da padrone accendendo gli animi di tolleranti e detrattori.
Del Burka meglio non fare commenti perchè in pieno accordo con il veto imposto da tanti Paesi Occidentali. Giustamente perchè se vale come difesa dagli assalti dei Talebani in Afghanistan non è concepibile che venga indossato nei nostri Paesi per seguire una cultura o una religione troppo punitiva per una donna.
Libera di scegliere di piacere al marito ma la riconoscibilità dell'identita ormai è un fatto di sicurezza.
Non è più come alcuni anni fa quando era capitato di puntare morbosamente il dito verso l'unica donna di un Paese di provincia che circolava con il burqa insieme al suo bambino alla quale, dopo essere stata additata pubblicamente da un giornalista su un palco in una piazza, le era stato proibito dal marito di uscire di casa facendole doppiamente male.
Così è anche a tutt'oggi per quelle poverette incapucciate ma la sicurezza ha la priorità in assoluto perchè i tempi a rischio di attentati lo esigono.


Questo non vale comunque per quelle ragazze che questa estate sono scese in spiaggia per fare il bagno con il burkini perchè non facevano del male a nessuno se non a loro stesse perchè fare il bagno inzuppate è una sofferenza per cui si presume che lo facessero per orgoglio nell'esternare un simbolo di appartenenza alla cultura islamica per una precisa scelta politico-religiosa. Libere di affermarsi come pare a loro perchè siamo in democrazia dove ciascuno ha diritto di vestirsi come gli pare.
E così anche per queste musulmane che si potevan considerare più amabilmente come  “tipe da spiaggia” perchè il costume faceva nota di folklore di questa nostra società ormai diventata invece intollerante per tutto quello che vien dai mussulmani che va dal Kebab alle Moschee passando dal nijab.



Le “tipe da spiaggia” si sono comunque viste anche nelle nostre città in versione occidentali libere e scostumate senza burkini ma con delle mises peggiori da Rimini Beach.
Una ragazza (visto con i miei occhi) è scesa dalla macchina in mutandine e canotta per entrare in un negozio scusandosi dicendo che era uscita di casa per un minuto.
Minutina era anche la mutandina con ai piedi le infradito: una mises veramente scandalosa alla faccia del buon gusto. Altro che burkini.
Poi ci si scandalizza per il fatto di Tolone nel quale i mussulmani si sono scagliati contro ragazze in mini-short.


La libertà è un bene da difendere ma nelle convivenze specie se forzate vale finchè non si limita quella di un altro e in questo caso specifico offendendo il comune senso del pudore o turbando l'equilibrio di un nucleo che si crogiola beatamente al sole in bikini.
Offesa per offesa non si va certo avanti nel processo di pace e di integrazione.
Quelli comunque che si sono indignati per il burkini tanto da chiamare le forze dell'ordine per ordinare alle mussulmane di spogliarsi perchè la mise da spiaggia è rigorosamente il costume dovrebbero indignarsi anche con quelle ragazze in mini-mini ma proprio mini short che circolavano e circolano tutttora in città ciabattando come delle sciattone.


E vada pure per il mini short a taglio jeans con l'orlo stretto all'inguine ma quelle con le culolotte a cosina cosina vedo-non vedo ma la vedo open air stante l'orlo largo e svolazzante, quelle proprio no. Da tipe da spiaggia a strappone del marciapiede il passo è quello di un orlo in una crisi di civiltà. Globale questo va detto a rischio inevitabile di pericoloso scontro.


Un po'di buon senso da parte di tutte queste tipe da spiaggia non sarebbe  male: le ragazze col burkini dovrebbero avere l'accortezza di andare a  fare il bagno nelle loro piscine private o spiagge riservate come fanno i nudisti mentre quelle smutandate che si facciano i selfie per conto loro... E pace e bene per tutti."

giovedì 2 luglio 2026

SILVANA MANGANO ED ELSA MARTINELLI, QUANDO IL RISO ERA L'UNIICA MINESTRA

La generazione del dopoguerra è cresciuta con la minestra di riso, riso al latte o al burro perchè era il cibo più diffuso soprattutto al Nord dove era coltivato in grandi aziende che ingaggiavano squadre di “mondine” le quali,  immerse nell'acqua fino al ginocchio, seminavano una dopo l'altra la piantina di riso che cresceva in grande quantità nella cosidetta risaia.

Era un lavoro duro che potevano fare solo ragazze giovani e sane ma di bassa estrazione disposte a spaccarsi la schiena per portare a casa una sacca di riso o una misera paga necessaria comunque per aiutare la famiglia o allevare un figlio come ragazze-madri che a quel tempo erano numerosissime perchè vittime di un maschilismo imperante che esibiva con orgoglio una virilità prepotente e manesca che abusava di giovani ragazze per poi liberarsene tacciandole come poco di buono per aver ceduto nel dare “la prova d'amore”.

L'Italia comunque si stava rialzando creando posti di lavoro anche per le donne prime fra tutte le famose “mondine” delle quali si era occupato anche il cinema lanciando, prima con Riso Amaro film in bianco e nero, una procace Silvana Mangano bellezza sfrontata in minishort e maglietta attilata a mettere in evidenza un seno da maggiorata con a seguire  La Risaia, film a colori,  dove la mondina Elsa Martinelli si contrapponeva con una figura da modella elegante e l'aria ingenua di brava ragazza desiderosa solo di aiutare la mamma, ben diversa da quella assetata di vita della Mangano.

Le storie per entrambe si assomigliano nell'ambientazione del lavoro e canti nelle risaie con dormitori nei quali la macchina da presa si soffermava compiaciuta nel riprendere le ragazze in sottoveste in pose intime scosciate adagiate languidamente nel letto intente a fumar una sigaretta alle prese con i racconti dei “morosi”  semprte divisi in due tipologie: la canaglia, che in Riso Amaro era interpretata da Vittorio Gassmann al quale aveva dato vita masticando gomma e imprimendo schiaffi alla “sua donna” tanto per ricordarle chi comandava, e il bravo ragazzo che sempre in Riso Amaro era interpretato da un giovane Raf Vallone con la faccia giusta del maschio forte e protettivo, mentre nel secondo film La Risaia  questo ruolo era stato affidato al belloccio di quel tempo Rick Battaglia (che aveva fatto perdere la testa a Sophia Loren) mentre la canaglia era una sorta di sosia di Mike Bongiorno un tipo borioso con macchina spieder nipote del padrone che “corteggiava” le ragazze molestando la Martinelli perchè gli aveva dato un due di picche.

Il melodramma fa sempre da sfondo a queste storie  perchè il sentimento e le passioni sono talmente intense (non avendo altro diversivo questo va detto) da fare di ogni cosa una tragedia che comunque si consumava sempre dopo o durante la serata del Gran Ballo a chiusura della stagione.

Un'occasione per far emergere tutto il sex appeal delle protagoniste molto differente l'una dall'altra perchè per esempio Silvana Mangano si esibiva in un boogie boogie molto sensuale ed ammiccante  che è tutt'ora virale nei social, mentre Elsa Martinelli, lanciata come tipo alla Audrey Hepburn si esibiva nel centro della pista facendo la ruota con la gonna gonfia per lasciar intravedere, ma solo intravdere, le lunghe gmbe.

Insomma due mondine contrapposte che rappresentavanola femminilità di quel tempo con le maggiorate da una parte e la ragazzina di un certo tipo fine ed elegante dall'altra.

Da questa fascia di mondine era sorta anche Marta Marzotto che dalle risaie del Veneto era assurta al ruolo di Contessa a dare dignità ad una categoria penalizzata per bassa levatura. Il riso da prima minestra si era poi fatto Risotto sempre più sofisticato  diventando un piatto sempre presente nei Menù della Ristoriazione  prestandosi a connubi variegati come verdura pesce e carne, nochè frutta e addirittura petali di rosa con champagne.

Sono sparite invece le mondine e quell'Italia povera nel quale le donne hanno fatto la loro parte rimboccandosi le maniche e lavorando duramentre  per dare un futuro ai loro figli conquistando indipendenza economica ed autonomia.


Curiosamente le due protagoniste hanno avuto diverso destino, pur diventando delle star anche a livello internazionale, perchè Silvana Mangano, musa di Luchino Visconti e grande attrice drammatica,  dopo la morte di un figlio si era lasciata morire mentre Elsa Martinelli aveva sempre vissuto allegramente  distinguendosi per un certa disinvoltura nel rilasciare interviste nelle quali dichiarava che il maggior peso della sua vita fosse stata la verginità per cui da ragazzina sognava solo di liberarsene.

Infatti era volata come reginetta del jet set asse Roma-Parigi e poi Londra-New York, come una sorta di influencer sempre vestita all'.ultima moda senza remore o inibizioni né tanto meno complessi di inferiorità lavorando con attori come John Wayne in Hatari oppure Orson Welles in Intrigo Internazionale facendo sempre la sua figura. Mai porca comunque, non avendo un briciolo di sex appeal e distinguendosi per simpatia e carattere brillante.


giovedì 25 giugno 2026

OVERLAND UN PIACEVOLE RITORNO ANCHE SE IN FORMATO CARTOLINA

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Che piacevole ritorno in prima serata di Overland condotto da un Filippo Tenti irresistibile nel continuare quell'avventura iniziata dal padre Beppe circa 30 anni fa che abbiamo seguito anche se in seconda serata in orario comunque accessibile perchè la prima cominciava ad un quarto alle 21 e non alle 9,30 o addirttura 10 come su Canale 5 penalizzando la trasmissione che ne segue.

Certo il format è diventato meno On The Road con i mezzi che si impantanavano nel fango quando sfrecciavano nella Savana nei deserti e nelle montagne talebane passando dalla Cina e dal Giappone per finire fra i ghiacci della calotta Artica dove ricordo il procedere con i fari abbaglianti scivolando fra le lastre di ghiaccio.

E' stato il format più cazzuto prodotto dalla RAI primo fra tutte le altre Reti che ha parlato di viaggi avventurosi oltrepassando ogni confine e limite da superare per dimostrare la potenza dell'uomo sulla Natura e la solidarietà per ogni Etnia da studiare senza pregiudizi al solo scopo di farne conoscere l'esistenza in tutti gli aspetti culturali culinari sociologici e antropologici.

Insomma un'avventura che coinvolgeva tutto il Pianeta esplorato in lungo ed in largo con umiltà e profondo amore facendo la conoscenza di tanta umanità variegata arrivando alla conclusione semplice e lineare che tutto il mondo alla fin fine sia Paese perchè siamo tutti sulla stessa barca nel viaggio della vita che in questa ultima puntata,  si è diviso fra il Laos, definito non un Paese ma uno Stato d'Animo, e la Costa Rica.

Con il Laos è tornata alla mente la guerra degli Americani in Nord Vietnam che lo ha bombardato con milioni di bombe  facendo una strage fra la popolazione che tutt'ora dopo 60 anni continua a vivere nel terrore non tanto del ricordo ma per i campi minati  rimasti a perpetrare una strage fra agricoltori e bambini ignari che giocano.

Le guerre anche se sono tutte un fallimento, hanno una motivazione ma questa del Vietnam non si è ancora capita se non per giustificare un incremento dell'industria bellica alla quale faceva capo l'allora Presidente Lindon Johnson. Di più è top secret più ancora dei dossier UFO. La cosa curiosa è comunque che nel territorio fra le montagne le varie comunità mantengono culture e tradizioni tutte diverse fra loro dovuto alla mancanza di comunicazioni fra i villaggi i quali rimanendo chiusi nel loro piccolo hanno protetto la loro integrità che ora stanno perdendo con qualche apertura verso il progresso per l'introduzione della televisione e paraboliche le quali prendono comunque solo programmi Tailandesi facendoli aggiornare su Politiche straniere. Insomma siamo ancora molto indietro mentre le città si sono emancipate sul modello globale.

Il viaggio ha poi continuato in Costa Rica fra ambientalisti volontari provenienti da tutto il mondo che nell'intento di preservare spiagge e mare puliti fanno spedizioni per raccogliere rifiuti da riciclare o con i quali creare souvenir a seguir quel pensiero filosofico e scientifico che in natura nulla si distrugge perchè tutto si rigenera. 

Un'altra curiosità è stata la visita al Teatro dell'Opera costruito nel solco di quello italiano modello Scala con le Opere in Cartelloni dei Maestri italiani della Lirica ospitando tour importanti dei nostri Teatri.

Alla fine tanti flashback per ricordare l'impresa del padre rendendogli omaggio per il coraggio e la passione nell'affrontare tante avventure anche pericolose con pagamento di riscatto per sequestro o nel rischiare anche la vita. Tutto per amor dell'avventura, della conoscenza della divulgazione di un sapere che si può scoprire solo toccando con mano. E cinepresa in spalla. Questa era Overland mentre ora sembra più un viaggio formato cartolina che perde l'imprinting originario questo va detto essendo  ben diverso da quello a scorza dura e grezza del padre Beppe Tenti,  restando  comunque interessante grazie alla conduzione simpatica e accattivante di un piacione e coccolone diciamolo come il figlio Filippo, che probabilmente assomiglia a mamma.