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martedì 28 aprile 2026

IL CASO 137, QUANDO UNA POLIZIOTTA SI PRENDE A CUORE UN DOSSIER

 

Il Caso 137 è un film ambientato a Parigi ai tempi della manifestazione, servizi sanità, dei cosiddetti gilet gialli contro la Polizia impegnata in una sanguinosa guerriglia urbana la più pesante degli ultimi decenni dove erano infiltrati anche agenti in borghese che avevano avuto l'ordine di operare con tutti i mezzi a disposizione di cui alcuni di loro si erano dotati comprando caschi  al Decathlon.

Queste teste di casco, praticamente abusive ma ammesse legalmente in incognito, si sparigliavano per le vie meno frequentate per inseguire quelli che si erano allontanati dal gruppo nei Champs Elysées. Una di queste spedizioni si imabetteva in due ragazzi che, riconoscendoli come agenti tiravano loro una lattina vuota inducendo gli stessi a rispondere per “legittima difesa” sparando due colpi di pistola colpendo uno alla testa  mentre l'altro stava fuggendo.

Su questa vicenda indaga  Ispettore Stephanie Bertrand (Lea Drucker).a capo di una commissione di Polizia nominata per indagare sulla Polizia ed eventuali scorrettezze nella guerriglia.

Le indagini si svolgono seguendo la prassi con i verbali degli interrogatori rilasciati freddamente senza concessioni ad esibizioni per questioni di fiction per essere protocollati col numero assegnato alla pratica così come succede nelle stazioni di Polizia.

Il dossier in questione porta il n.137 che l'Ispettore si prende a cuore dopo aver interrogato la madre del ragazzo in coma all'ospedale rendendosi conto della buona fede di questa famiglia di manifestanti, arrivati a Parigi per difendere  i loro diritti calpestati  nel settore sanità, da un piccolo paese di provincia nel quale la poliziotta era nata con i genitori ancora in vita che in tempi passati per un breve periodo avevano usufruito delle cure assistenziali di questa madre loro compaesana. Il mandato è difficile da svolgere dovendo mettersi contro colleghi dei quali l'Ispettore conosce i sacrifici ed i rischi nel buttarsi nelle mischie affrontando le aggressioni dei manifestanti e dovendo rispondere con altrettanta violenza per difendersi così come sostenuto fermamente da queste teste di casco indagate che comunque grazie a una ripresa di un telefonino alla finestra di un Hotel da parte di una cameriera di colore, vengono ripresi mentre uno di questi dopo aver sparato, non contento, sferra un violento calcio al povero ragazzo rimasto a terra ferito in una pozza di sangue.

Di fronte a questo filmato agghiacciante che inchioda gli agenti non resta che l'arresto ma qui il film va oltre con ingerenze dall'alto per farli rilasciare immediatamente tanto da mettere in crisi l'Ispettore nel dubitare che tutto il suo lavoro di indagine nel Corpo della Polizia non serva a nulla dovendo scontrarsi sul fatto che la difesa degli agenti debba sempre avere la priorità per non minare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni mentre lei rischia persino di essere indagata nel sospetto di aver agito non come super partes.

Di fatto il ragazzo che ha subito danni permanenti al cervello, nel rilasciare la sua deposizione stentando nell'esprimersi fa riflettere se sia stato giusto avergli rovinato la vita da un abuso della polizia. Tema irrisolto da tempo che, se in Francia viene archiviato col protocollo 137 dossier, in America fa ancora indignare con sommosse sanguinose, una dietro l'altra, con la condanna a morte di chi non sia super partes (v. il personaggio di Sean Penn nel Film Una Battaglia Dietro l'Altra).

C'è da osservare che in sala c'erano pochi spettatori a conferma che questo tipo di tematiche non siano molto sentite in Italia dove la guerriglia urbana non raggiunge mai la violenza di quelle dei gilet gialli che aveva messo in ginocchio la Francia, o delle Banlieu e delle minoranze d'America.

Il film comunque è molto interessante ed avvincente  perchè, se inizia con la freddezza del questurino indagatore, piace la protagonista Lea Drucker nel ruolo della  brava poliziotta segugio Stephanie Bertrand la cui calma, senso di responsabilità rigore e risolutezza con le quali porta a termine il suo mandato adempiendo ad un dovere ma anche mossa da un profondo senso di giustizia e di pietas, riscatta la categoria di una Polizia corrotta e intoccabile protetta dai vertici della Politica. Ed è curioso che questo compito sia sempre più affidato a delle donne le quali se prendono a cuore un caso,così come spesso succede, non è un demerito per debolezza ma un valore aggiunto per la comunità evitando di  farlo insabbiare per compiacere qualcuno in alto.


lunedì 27 aprile 2026

ROBERTA VALENTE NOTAIO IN SORRENTO, UNA FICTION PIACEVOLE GARANTITA AL LIMONE.

 


Roberta Valente dopo aver studiato al Nord, ha vinto un concorso da Notaio per cui decide di tornare al suo Paese, Sorrento, per esercitare la professione in studio associato con un vecchio amico di famiglia.

Lei ama molto il suo lavoro in linea con la sua natura precisa e controllata, fin troppo, perchè oltre a pianificare il suo lavoro con le pratiche di certificazione, pianifica anche la vita privata gestendo il rapporto con il fidanzato Stefano (Alessio Lapice) che conosce fin da bambina con imperiosa autorevolezza facendolo cedere ad ogni sua decisione, data del matrimonio in primis, alla la quale lui cede ma con buon viso a cattivo gioco.

Infatti dopo aver conosciuto la sorellastra (ma tale a sua insaputa) della sua fidanzata Notaio presso la quale lavora come assistente, si rende conto di aver sbagliato tutto nella vita, sia in amore che in amicizia non riuscendo ad uscirne fuori perchè alla fine se le trova tutte due contro. L'indecisione non paga.


La fiction iniziata in sordina poi via via sempre piu' accattivante grazie alla fisicita' della co-protagonista Leda (Flavia Gatti) della quale il Notaio Roberta Valente conosce il suo status di sorellastra dopo aver indagato su suo padre che aveva avuto questa bambina Leda da una relazione illegittima,  la quale si accaparra la scena con la sua esuberanza e spontaneità in contrapposizione con Roberta precisina calma lucida che agisce solo dopo aver riflettuto il cui fisico modesto e senza fronzoli non l'aiuta a livello di empatia immediata ma comunque vincente se contrapposta alla sorellastra, una sorta di bonazza tutta cuore e tette ma in realta'  una piaciona che cerca di sfruttare la sua condizione di orfana sballottata da un collegio a una famiglia senza aver mai conosciuto l'amore dei genitori, per ricevere attenzioni e consensi.

Noiosissima tutto sommato perche' quel fisico da sballo  potrebbe bastare per conquistare chiunque senza necessariamente dover fare pena.

Il tema punta sulle due sorellastre distinguendole come quella che ha il pane e l'altra che potrebbe avere i denti invece e' una patatona del quale comunque Stefano si innamora perdutamente mentre in Robertta sorge un improvviso interesse verso un  un bellessimo ragazzo Vito (Erasmo Genzini) ma di origini povere che di mestiere fa il pescatore perchè le viene rammentato dalle zie essere il bambino che le aveva portato un fiore nel giorno del naufragio dei genitori dalla quale solo lei si era salvata.



Fra i tanti personaggi spiccano due ragazzini compagni di scuola Lucia (Adriana Savarese) ed Enrico (Francesco Serpico) due giovani promesse già viste rispettivamente nelle fiction Il Bel Canto e L'Amica Geniale, uniti da una liaison che potrebbe rivelarsi tossica perchè lui è di buona famiglia mentre lei tira canne ed è di mano lesta, ma la forza dell'amore, più forte per lui comunque,  sicuramente alla fine trionferà mentre resta in dubbio se Roberta rivelerà a Leda di essere la sua sorellastra, avendo finalmente ricordato che i genitori erano naufragati per un litigio nel discutere sul riconoscimento della figlia illegittima, facendole insorgere un sentimento di rancore verso Leda.

La curiosità è che la fiction sia ambientata in una location cartolina come Sorrento dove spesso i limoni fanno da sfondo ma questa volta a primeggiare sono i protagonisti con le storie che si dipanano soprattutto in studio Notaerile, fra pratiche ed assistenti penne stilo in bellavista, rigiti e testamenti dai quali escono sempre sorprese come nella vita reale. Insomma una bella fiction con i personaggi tutti nella parte.


lunedì 20 aprile 2026

CLAUDIO BISIO, UNO SBIRRO IN APPENNINO

 

Che cosa sarebbe una fiction senza la location formato cartolina? Tanti saluti da...

Questa volta dall'Appennino Emiliano del Bolognese molto accattivante nel paesaggio boschivo fra ruscelli limpidi e fiumiciattoli scorrevoli sulle cui sponde ci si riposa fumando una canna o amoreggiando fra le fresche frasche.

La fiction Uno Sbirro in Appennino né un poliziesco interpretato da Claudio Bisio, nel ruolo del commissario Vasco Benassi, che conferma la sua professionalità versatile  con la stessa mimica che tutti conosciamo e che lui manifesta senza timore di scadere nel comico perchè fa parte del suo metodo di recitazione sia nel lanciare una battuta per allegerire la tensione che nell'esprimere sentimenti profondi, in questo contesto verso la sindaca di Bologna Nicole Poli interpretata da  Valentina Lodovini, con la quale un tempo aveva flirtato, che con la sua giovane assistente Amaranta Paloma (Chiara Celotto) una tipa squinzia che lui ha preso sotto la sua protezione per insegnarle il mestiere, ricordandogli la sorellina scomparsa in un incidente del quale si sente responsabile.

Nel paesello d'origine è ritornato dopo esservi stato inviarto come una sorta di punizione ma il contatto con gli amici di un tempo gli fanno apprezzare sempre di più questo suo mandato sullìAppennino dove, manco a dirlo delitti e  misteri sono all'ordine del giorno perchè anche lì è "arrivata la civiltà globale" a turbarne la quiete.

Le indagini si svolgono con l'aiuto di collaboratori caratteristi, la cugina Gaetana (Elisa Di Eusanio) e Fosco (Michele Savoia) i quali, come da copione, hanno storie private che si intrecciano insieme alla scoperta dell'assassino.

La ficiotn è piacevole e si segue con partecipazione facendo appunti su note di costume come la frangetta francesina di Amarante, la giovane assistente di Benassi che porta una ventata di freschezza non solo alla Stazione di Polizia ma anche nel paesello di provincia ancorato ad antiche tradizioni che i paesani mantengono con orgoglio pur adattandosi al progresso di Internet.