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giovedì 2 luglio 2026

SILVANA MANGANO ED ELSA MARTINELLI, QUANDO IL RISO ERA L'UNIICA MINESTRA

La generazione del dopoguerra è cresciuta con la minestra di riso, riso al latte o al burro perchè era il cibo più diffuso soprattutto al Nord dove era coltivato in grandi aziende che ingaggiavano squadre di “mondine” le quali,  immerse nell'acqua fino al ginocchio, seminavano una dopo l'altra la piantina di riso che cresceva in grande quantità nella cosidetta risaia.

Era un lavoro duro che potevano fare solo ragazze giovani e sane ma di bassa estrazione disposte a spaccarsi la schiena per portare a casa una sacca di riso o una misera paga necessaria comunque per aiutare la famiglia o allevare un figlio come ragazze-madri che a quel tempo erano numerosissime perchè vittime di un maschilismo imperante che esibiva con orgoglio una virilità prepotente e manesca che abusava di giovani ragazze per poi liberarsene tacciandole come poco di buono per aver ceduto nel dare “la prova d'amore”.

L'Italia comunque si stava rialzando creando posti di lavoro anche per le donne prime fra tutte le famose “mondine” delle quali si era occupato anche il cinema lanciando, prima con Riso Amaro film in bianco e nero, una procace Silvana Mangano bellezza sfrontata in minishort e maglietta attilata a mettere in evidenza un seno da maggiorata con a seguire  La Risaia, film a colori,  dove la mondina Elsa Martinelli si contrapponeva con una figura da modella elegante e l'aria ingenua di brava ragazza desiderosa solo di aiutare la mamma, ben diversa da quella assetata di vita della Mangano.

Le storie per entrambe si assomigliano nell'ambientazione del lavoro e canti nelle risaie con dormitori nei quali la macchina da presa si soffermava compiaciuta nel riprendere le ragazze in sottoveste in pose intime scosciate adagiate languidamente nel letto intente a fumar una sigaretta alle prese con i racconti dei “morosi”  semprte divisi in due tipologie: la canaglia, che in Riso Amaro era interpretata da Vittorio Gassmann al quale aveva dato vita masticando gomma e imprimendo schiaffi alla “sua donna” tanto per ricordarle chi comandava, e il bravo ragazzo che sempre in Riso Amaro era interpretato da un giovane Raf Vallone con la faccia giusta del maschio forte e protettivo, mentre nel secondo film La Risaia  questo ruolo era stato affidato al belloccio di quel tempo Rick Battaglia (che aveva fatto perdere la testa a Sophia Loren) mentre la canaglia era una sorta di sosia di Mike Bongiorno un tipo borioso con macchina spieder nipote del padrone che “corteggiava” le ragazze molestando la Martinelli perchè gli aveva dato un due di picche.

Il melodramma fa sempre da sfondo a queste storie  perchè il sentimento e le passioni sono talmente intense (non avendo altro diversivo questo va detto) da fare di ogni cosa una tragedia che comunque si consumava sempre dopo o durante la serata del Gran Ballo a chiusura della stagione.

Un'occasione per far emergere tutto il sex appeal delle protagoniste molto differente l'una dall'altra perchè per esempio Silvana Mangano si esibiva in un boogie boogie molto sensuale ed ammiccante  che è tutt'ora virale nei social, mentre Elsa Martinelli, lanciata come tipo alla Audrey Hepburn si esibiva nel centro della pista facendo la ruota con la gonna gonfia per lasciar intravedere, ma solo intravdere, le lunghe gmbe.

Insomma due mondine contrapposte che rappresentavanola femminilità di quel tempo con le maggiorate da una parte e la ragazzina di un certo tipo fine ed elegante dall'altra.

Da questa fascia di mondine era sorta anche Marta Marzotto che dalle risaie del Veneto era assurta al ruolo di Contessa a dare dignità ad una categoria penalizzata per bassa levatura. Il riso da prima minestra si era poi fatto Risotto sempre più sofisticato  diventando un piatto sempre presente nei Menù della Ristoriazione  prestandosi a connubi variegati come verdura pesce e carne, nochè frutta e addirittura petali di rosa con champagne.

Sono sparite invece le mondine e quell'Italia povera nel quale le donne hanno fatto la loro parte rimboccandosi le maniche e lavorando duramentre  per dare un futuro ai loro figli conquistando indipendenza economica ed autonomia.


Curiosamente le due protagoniste hanno avuto diverso destino, pur diventando delle star anche a livello internazionale, perchè Silvana Mangano, musa di Luchino Visconti e grande attrice drammatica,  dopo la morte di un figlio si era lasciata morire mentre Elsa Martinelli aveva sempre vissuto allegramente  distinguendosi per un certa disinvoltura nel rilasciare interviste nelle quali dichiarava che il maggior peso della sua vita fosse stata la verginità per cui da ragazzina sognava solo di liberarsene.

Infatti era volata come reginetta del jet set asse Roma-Parigi e poi Londra-New York, come una sorta di influencer sempre vestita all'.ultima moda senza remore o inibizioni né tanto meno complessi di inferiorità lavorando con attori come John Wayne in Hatari oppure Orson Welles in Intrigo Internazionale facendo sempre la sua figura. Mai porca comunque, non avendo un briciolo di sex appeal e distinguendosi per simpatia e carattere brillante.


giovedì 25 giugno 2026

OVERLAND UN PIACEVOLE RITORNO ANCHE SE IN FORMATO CARTOLINA

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Che piacevole ritorno in prima serata di Overland condotto da un Filippo Tenti irresistibile nel continuare quell'avventura iniziata dal padre Beppe circa 30 anni fa che abbiamo seguito anche se in seconda serata in orario comunque accessibile perchè la prima cominciava ad un quarto alle 21 e non alle 9,30 o addirttura 10 come su Canale 5 penalizzando la trasmissione che ne segue.

Certo il format è diventato meno On The Road con i mezzi che si impantanavano nel fango quando sfrecciavano nella Savana nei deserti e nelle montagne talebane passando dalla Cina e dal Giappone per finire fra i ghiacci della calotta Artica dove ricordo il procedere con i fari abbaglianti scivolando fra le lastre di ghiaccio.

E' stato il format più cazzuto prodotto dalla RAI primo fra tutte le altre Reti che ha parlato di viaggi avventurosi oltrepassando ogni confine e limite da superare per dimostrare la potenza dell'uomo sulla Natura e la solidarietà per ogni Etnia da studiare senza pregiudizi al solo scopo di farne conoscere l'esistenza in tutti gli aspetti culturali culinari sociologici e antropologici.

Insomma un'avventura che coinvolgeva tutto il Pianeta esplorato in lungo ed in largo con umiltà e profondo amore facendo la conoscenza di tanta umanità variegata arrivando alla conclusione semplice e lineare che tutto il mondo alla fin fine sia Paese perchè siamo tutti sulla stessa barca nel viaggio della vita che in questa ultima puntata,  si è diviso fra il Laos, definito non un Paese ma uno Stato d'Animo, e la Costa Rica.

Con il Laos è tornata alla mente la guerra degli Americani in Nord Vietnam che lo ha bombardato con milioni di bombe  facendo una strage fra la popolazione che tutt'ora dopo 60 anni continua a vivere nel terrore non tanto del ricordo ma per i campi minati  rimasti a perpetrare una strage fra agricoltori e bambini ignari che giocano.

Le guerre anche se sono tutte un fallimento, hanno una motivazione ma questa del Vietnam non si è ancora capita se non per giustificare un incremento dell'industria bellica alla quale faceva capo l'allora Presidente Lindon Johnson. Di più è top secret più ancora dei dossier UFO. La cosa curiosa è comunque che nel territorio fra le montagne le varie comunità mantengono culture e tradizioni tutte diverse fra loro dovuto alla mancanza di comunicazioni fra i villaggi i quali rimanendo chiusi nel loro piccolo hanno protetto la loro integrità che ora stanno perdendo con qualche apertura verso il progresso per l'introduzione della televisione e paraboliche le quali prendono comunque solo programmi Tailandesi facendoli aggiornare su Politiche straniere. Insomma siamo ancora molto indietro mentre le città si sono emancipate sul modello globale.

Il viaggio ha poi continuato in Costa Rica fra ambientalisti volontari provenienti da tutto il mondo che nell'intento di preservare spiagge e mare puliti fanno spedizioni per raccogliere rifiuti da riciclare o con i quali creare souvenir a seguir quel pensiero filosofico e scientifico che in natura nulla si distrugge perchè tutto si rigenera. 

Un'altra curiosità è stata la visita al Teatro dell'Opera costruito nel solco di quello italiano modello Scala con le Opere in Cartelloni dei Maestri italiani della Lirica ospitando tour importanti dei nostri Teatri.

Alla fine tanti flashback per ricordare l'impresa del padre rendendogli omaggio per il coraggio e la passione nell'affrontare tante avventure anche pericolose con pagamento di riscatto per sequestro o nel rischiare anche la vita. Tutto per amor dell'avventura, della conoscenza della divulgazione di un sapere che si può scoprire solo toccando con mano. E cinepresa in spalla. Questa era Overland mentre ora sembra più un viaggio formato cartolina che perde l'imprinting originario questo va detto essendo  ben diverso da quello a scorza dura e grezza del padre Beppe Tenti,  restando  comunque interessante grazie alla conduzione simpatica e accattivante di un piacione e coccolone diciamolo come il figlio Filippo, che probabilmente assomiglia a mamma.


martedì 23 giugno 2026

ANNI 50 QUANDO LE MAGGIORATE SPOSAVANO UN PRODUTTORE

 

Negli anni 50 se un'attrice voleva fare carriera assurgendo al ruolo di intoccabile, doveva sposare un produttore  o un personggio importante che la impalmasse rendendola orgogliosa di essere moglie-di.


E' il caso di tante attrici, le cosiddette maggiorate  da Sophia Loren sposata al produttore Carlo Ponti a Claudia Cardinale con Franco Cristaldi, da Silvana Mangano con Dino De Laurentis a Rosanna Schiaffino con Alfredo Bini

 

L'unica eccezione per Gina Lollobrigida che con determinazione riusciva a far carriera a livello internazionale contando solo sulla sua bellezza e talento. E scusate se era poco.

Con un buon matrimonio si assicurava la carriera elevandosi anche nei ruoli che da bonazze borgatare si trasformavano in protagoniste dei film in costume di produzioni americane perchè Hollywood era sbarcato a Cinecittà mettendo il quartier generale sulle ville sparse nell'Appia Antica.

Così dalla mondina Mangano di Riso Amaro , alla pescivendola Loren di Pane Amore e..., dalla borgatara Schiaffino nella Sfida alla terrona migrante Cardinale ne' I soliti Ignoti, rinascevano ammantate di divismo delle signore delle buona borghesia con outfits eleganti e cappellino in testa, quelle che nei cinegiornali venivano ossequiate  a differenze delle giovani attricette che si permettevano di prendere per i fondelli fino a farne delle suicide come in Io La Conoscevo Bene interpretata da Stefania Sandrelli  diventata l'emblema di quella schiera di giovani ansiose di fare cinema che dovevano far gavetta nel divano del produttore o posando maliziosamente per il paparazzo che conosceva tutti dell'ambiente o ancora del faccendiere profittatore del sottobosco  così ben rappresentato da Waler Chiari in Bellissima.

Storie comunque molto attuali perchè a tutt'oggi nei circoletti sia del cinema che della Tv sono tutt'ora presenti come signore conduttrici o come uniche degne rappresentanti del cinema italiano. Non è necessario fare nomi perchè sono talmente note che sicuramente sono state riconosciute.