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venerdì 15 maggio 2026

IL GLADIATORE DUE

 

Così anche in Tv sbarca Il Gladiatore 2, il sequiel girato da Ridley Scott dopo 20 anni anche se non se ne sentiva il bisogno, ma era da vedere  perchè l'operazione marketing puntava proprio sulla curiosità per cui chi l'ha visto potrà scegliere di rivederlo passando sopra alla raffica di spot pubblicitari e dell'orario prolungato inevitabile in una Tv commerciale come canale 5.

Ci sono film che girati in serie 1 o 2, oppure in trilogy o all'infinito che sono molto attesi e seguiti perchè portano avanti un discorso o di un regista come Pier Paolo Pasolini con il Fior di una Mille e una Notte, I racconti di Cantherbury, Il Decameron,  o di saghe famigliari come il Padrino o il percorso di un eroe come Rocky oppure un filone fantascientifico come Alien da andare a vedere nonostante il regista (che da Ridley Scott il primo ne sono seguiti altri) così come per 007 da Sean Connery fino a Daniel Craig. Per non citare le GuerreStellari, Il Signore degli Anelli ecc.ecc.

Il marchio però lo deve imprimere uno solo, un regista, un'idea o un personaggio che nel Gladiatore lo ha impresso Russel Crowe con un Physique du Role vigoroso ed energico che si fondeva perfettamente con l'integra virilità di un leader combattente e pessionale e l'intensità interiore di un uomo colpito nei suoi affetti più cari, manifestati con una sofferta recitazione ed un rotear di spada tanto da plasmar un personaggio unico nello spettacolo. Pertanto alla sua morte il film poteva ritenersi finito anche perchè nel frattempo su quel filone d'oro sono sorte tante produzioni in serie televisive che ci sono bastate ed avanzate perchè tradotte in splatters con sague che schizzava a fiumi bucando fin lo schermo con i Gladiatori sexy toy, con pacco gonfio a vista pelo al servizio della bisogna di matrone sempre in fregola  e, questa è imperdonabile, con l'Arena circoscritta in un cortile in quel sito di Capua memoria tutto da dimenticare.

Il Gladiatore da eroe tutto onore e gloria era diventato una sorta di porno-gadget per orge patrizie con ammucchiate fra schiavi sempre arrapati e troie matronali.

Così Il sequiel del film è stato visto come un'operazione poco convincente anche per il rifiuto di Russel Crowe di partecipare e già  questo avrebbe dovuto far desistere il regista perchè sarebbe come se una Imma Tataranni riprendesse la serie senza Valeria Scalera, un flop in partenza come si è visto con i Cesaroni con il solo Claudio Amendola non avendo più senso portare avanti quel discorso interrotto che bastava riprendere ricominciando con un'altra famiglia senza insistere di far dei Cesaroni discendenti diretti di Giulio Cesare e Cleopatra.

Insomma Ridley Scott pensava che il film n.2 lo potesse gestire alla pari del primo come se fosse stato una sua creatura avendo la brillante idea di incentrarlo su Lucius la creatura di Lucilla, spacciandola per figlio del Gladiatore avuto da Lucilla suo vecchio amore e non mentre era sposato con la moglie perchè i bambini avendo la stessa età, erano stati concepiti da due padri diversi senza alcun dubbio.   

La creatività specie se fantasiosa, non ha confini e non potendo resuscitare i morti ci si trastulla con i vivi tenendo il marchio a garanzia di continuità senza considerare che nel Gladiatore Russel Crowe avesse messo l'anima immedesimandosi in un personaggio che sentiva molto  facendo il suo capolavoro di percsorso artistico, tanto che Russel e Gladiatore erano e lo sono ancor per tutti un tutt'uno mentre tutto il resto difficile da imitare. Si è visto con il Gladiatore Due dove come Lucius e figlio segreto è stato scelto Paul Mescal ancora fresco dell'aura di studente universitario irlandese della serie Tv Normal People, alto allampanato sempre un filo fuori fase nel gestire studi e ragazze compagne di studi che nella realtà, sulla scìa di questa serie di successo impazzivano per lui, ma niente a che fare comunque con un muscoloso Gladiatore e con lui men che meno Pedro Pascal col baffo messicano, così come Denzel Washinghton, seppur molto bravo, in un ruolo improbabile che sembra cucito low coast per far accumulo di star da richiamo perchè riesumando Lucilla appare una Connie Nielsen in botulino in una sorta di pallida idea della nobile patrizia di un tempo che fu avvolta in memorabili costumi. I quali se nel primo film erano parte di una scenografia curata nei particolari e non solo perchè anche gli effetti speciali erano credibilissimi nella ricostruzioni AI  del Colosseo in primis, in questo secondo film passano inosservati oscurati da una scenografia pomposa roboante esagerata impossibile e men che meno improbabile con l'inserimento di mostri preistorici a sostituire le mitiche tigri di passata memoria, mai dimenticate comunque nella loro suggestiva apparizione a sorpresa insieme alla Colonna Unita a formazione testuggine per contrastare la corsa delle bighe e vincere clamorosamente, col Generale che era diventato schiavo e da Gladiatore più amato del Re di Roma.

Invece nel secondo film si rimane basiti annientati dalla violenza gratuita sulla quale si è lavorato fantasiosamente senza riuscire a coinvolgere nemmeno con la battaglia navale al Colosseo un pasticcio confuso con una sorta di video gioco che ha reso il pubblico insoddisfatto anche se il regista era sempre Ridley Scott.

Il quale con l'età invece di migliorare, ha prodotto un flop dietro l'altro avendo probabilmente esaurito la vena creativa di una visione che vada oltre un buon prodotto da piazzare sul mercato seguendo un copione in linea con lo star system invece che una sceneggiatura attinente ai fatti storici perchè se sul primo c'era qualche libera interpretazione, sul secondo la fantasia si è troppo scatenata come ai tempi dei Kolossal storico-romani Hollywoodiani ormai in declino, proprio quel genere di film che a Russel Crowe agenti e amici avevano sconsigliato di interpretare con  Il Gladiatore che invece lui ha accettato nobilitandolo. Il Gladiatore, non la serie dei Peplum perchè dopo di lui, il nulla.



venerdì 8 maggio 2026

PRISCILLA. LA SUA VITA CON ELVIS PRESLEY


https://www.youtube.com/watch?v=vGJTaP6anOU

Sofia Coppola è una regista che come poche sa entrare nella psiche delle adolescenti che ha raccontato in tanti bei films esordendo alla grande con  Il Giardino delle Vergini Suicide, Lost in Translation, Bling Ring, L'Inganno.

Il più acclamato è stato sicuramente Marie Antoinette girato a Versailles in versione Rock con una esplosione fashion  di colori nelle crinoline e in un tripudio di ventagli parrucche cappellini pizzi merletti e scarpe in raso col tacco a rocchetto e tutto in stile Roccoco'.

L'ultimo suo film è Priscilla, la moglie di Elvis Presley che gli aveva dato una figlia Lisa Mary diventata anni dopo la moglie di Michael Jackson, dove racconta la storia del loro incontro con la prospettiva di lei ma sul modello di Marie Antoinette con la  villa di Graceland a Menphis che è una sorta di Versailles nella quale lei vi entra bambina per uscirne adulta da donna consenziente che non si avvia verso la ghigliottina ma ad affrontare la vita vera oltre la favola di una principessa in gabbia.

Il primo incontro avviene in Germania quando Elvis era di stanza alle basi Nato dove erano anche i genitori di Priscilla la quale avvicinata da una amico del cantante mentre lei beve una coca al Bar dopo il permesso dei genitori segue lui e la moglie per andare ad una festa in casa di Elvis ben felice di conoscere il suo idolo. L'incontro è un colpo di fulmine per lui che si innamora di questa piccola bambolina decidendo di sposarla non appena lei avrà superato l'esame di liceo la cui scuola frequenterà a Menphis ospite di Elvis. Così lui la presenta a tutti come la sua ragazza tra lo sconcerto di parenti e amici nel trovarsi di fronte ad un'adolescente minorenne.

In attesa che venga quel giorno, poiché Priscilla non ha l'età ed Elvis la vuole rispettare perchè l'ama sinceramente, la coppia pratica il petting, quel preludio erotico molto in voga negli anni 50 in cui si esploravano i corpi con baci e carezze fino ad un certo punto, ovvero quello della verginità. Per tutto il resto a piacere.


Priscilla è sempre più in fregola e vuole crescere trasformandosi vistosamente grazie ad un pesante trucco tacchi alti capelli cotonati e soprattutto folte ciglia da assumere l'aspetto di una bambola per incarnare inconsciamente l'ideale del suo idolo il quale, pur avendola desiderata quando era acqua e sapone così conciata lo inorgoglisce  pur restando restìo a portarla sul set dei film che gira con travolgente successo facendo un importante sodalizio artistico (e sentimentale)  con l'attrice Ann Margret  che lascia finite le riprese per tornare dalla sua piccola così chiamnata per tutto il corso del loro rapporto senza mai pronunciarne il nome.

Questa la dice lunga su una relazione che segna chiaramente le distanze sia a livello fisico, lui molto alto e lei minorenne di statura piccola,  sia a livello emotivo perchè  lui non entra mai dentro di lei chiamandola per nome accarezzando l'anima della sua donna, trattandola a tutti gli effetti come un oggetto.

Insomma un rapporto all'insegna di problematiche  e superficialità che porteranno all'inevitabile separazione dopo la consapevolezza di lei di non essere stata veramente amata, lasciando Elvis smarrito pensando che ogni donna  volesse essere al suo posto.

Un posto dorato, pieno di lusso nel quale Prisiclla si sentiva mortificata nella sua personalità messa a fuoco in un episodio nel lettone dove, facendo le cuscinate, lei lo colpisce forte provocando in lui una reazione rabbiosa nel cacciarla via dicendole di non volere un uomo ma una donna femminile e sottomessa. Un imperativo al quale lei negli anni si ribellava andando a lezioni di Karate e riprendendo le sembianze naturali senza trucco e parrucco determinata a lasciare quella Casa di bambola nella quale aveva sprecato la sua vita nei saloni vuoti in paziente attesa del ritorno del marito dalle tournée o dal set dei film.

Jacob Elordi è un Elvis credibile che con l'alta statura, mentre prende sottobraccio quella bambina che presenta come la sua ragazza,  sa rendere la relazione inquietante  delineando una personalità infantile e narcisista molto marcata al limite della pedofilia. Un lato oscuro dal quale comunque ne esce Elvis Presley , un artista che ha portato una rivoluzione nella musica e nei costumi facendo sognare intere generazioni allora come oggi. Buon per Priscilla per avere trovato la sua strada con qualche particina anche nel cinema ma la stella luminosa che brilla in firmamento è solo quella di Elvis Presley. Con l'interpretazione di Priscilla, Cailee Spaeny ha ricevuto la colpa Volpi al Festival di Venezia del 2023.

mercoledì 6 maggio 2026

DAVID DI DONATELLO 71 EDIZIONE CON VINCITORI A SORPRESA

 

Bianca Baldi e Fabio Insinna hanno presentato ma soprattutto animato la 71esima edizione del David di Donatello all'insegna della leggerezza e del puro divertimento.

Insinna ironico e scatenato con la diretta è andato a ruota libera con battute ironiche irriverenti e dissacranti avendone per tutti, mentre Bianca Baldi, dopo il felice esordio a S.Remo è stata un'ottima co-cponduttrice con tanta brio naturalezza e simpatia e la cui risata squillante ha contagiato il pubblico.

Finalmente il cinema, dopo l'umiliante esclusione da Cannes, ha potuto autoelebrarsi e questo va detto senza ironia perchè è giusto che sia orogoglioso della propria produzione e creatività e dei propri artisti in nome dell'arte e della Politica. Molta Politica. Sarà questo il problema dei tagli del Governo che ha messo in crisi il settore con le maestranze inprimis?

Il cinema è un'arma, uno strumento potente per diffondere idee, per aprire le menti per fare sognare...Ecco, forse al di là della  politica penalizzante quello che manca al cinema è la capacità di di far sognare perchè va bene riflettere, va bene pensare, va bene doversi sentir colpevoli dei massacri per inerzia, va bene che la sinistra sia migliore della destra fascista, però si dovrebbe tener presente che per schiodarsi dai divani e andare nelle sale per immergersi nella magia del grande schermo ci vuole partecipazione, interesse ma soprattutto ci vuole un bel film che oltre a saper emozionare con storie e drammi sia recitato bene, con dialoghi comprensivi, luci e scenografie curate così come i costumi le musiche le luci il focus su protagonisti accattivaneti, caratteristi di tempra una troupe efficiente ed un regista esperto che abbia una visione, perchè quello che conta è un'idea originale non un prendi una scena da qui un'altra da là cioè dagli autori storici per fare un pout-pourri come omaggio o citazione spacciandolo per operazione cerebrale di cultura e arte all'insegna dell'innovazione.

Cose nuove e mai viste o sentite (avete presente Per un Pugno di Dollari l'effetto che fece appena uscito?) sono gli elemti chiave perchè il cinema abbia un futuro uscendo possibilmente dal circolino di Roma.

Sì perchè il cinema italiano parla romano o addiritttura romanesco anche se il film vien girato a Napoli.

Lo spettacolo è stata comunque allietato dall'intervento di ospiti importanti, la cantante Anna Lisa, Nino Frassica, Stefania Sandrelli, Arisa OrnellaMuti e Raoul Bova mentre i premiati sono stati: a sorpesa come miglior attrice  per la Mia Gioia, Anna Quattrocchi l'anziana caratterista di tante fiction Tv , miglior attrice non protagonista Matilda De Angelis per il film Fuori e questa volta da sola e non ex equo, miglior film Le Assaggiatrici e miglior attore Lino Musella già visto ne L'Amica Geniale per il film Nonostante mentre il film migliore è andato a Le assaggiatrici candidato insieme a La Grazia Fuori Cinque Secondi.

I Candidati al David rappresentano le eccellenze della produzione cinematorgrafica italiana, film bellissimi come La Grazia rimasta senza premi che sicuramente meritava avendo fatto tra l'altro il tutto esaurito nelle sale, ma questo è solo un dettaglio perchè la qualità non si deve misurare al botteghino, anche se comunque fa) con attori professionisti di collaudata bravura come Barbara Ronchi, Valeria Bruni Tedeschi Anna Ferzetti Valeria Golino Tecla Insolia Valerio Mastrandrea Claudio Santamaria  Toni Servillo ed a sorpresa Sergio Romano che ha vinto come miglior attore protagonista per le Città di Pianura film premiato anche come miglior sceneggiatura originale e miglior regia, mentre il miglior film Internazionale è andato a  Una Battaglia Dietro L'Altra.