lunedì 30 maggio 2016

SVETLANA IN AMORE. OSSESSIONE CIGNO


Swan Lake Swan Lake Swan Lake. Il cigno è l'ossessione di ogni ballerina classica che volteggia sulle punte, possibilmente volando come nel finale di Billy Elliot, in alto come solo un uccello potrebbe fare.
Su questo punto la danza contemporanea ci ha lavorato sopra giocando sul fatto che il cigno è asessuato ovvero il maschio e la femmina che si fondono per incarnare una creatura molto vicina al divino.  Gesù nella Pietra filosofale rappresenta l'Androgine, ovvero la perfezione incarnata, intesa come sacrificio umano per volere del Padre Dio Onnipotente in un connubio sacrale di amore e morte. Perfetto.
Così il cigno è simbolo di perfezione animale che viene sdoppiato nel balletto classico nel trionfo dell'eros perchè a morire è l'amore del cigno bianco. Amore e morte. Perfetto.
Infatti la perfezione non è di questa terra per cui volendo cercare di volare senza le piume di un cigno, ma con le sole punte, si rischia di fare il salto della quaglia. In cucina si sa è abbinata sempre con il riso e Grand Marnier in un connubio delizioso e di rara delicatezza. Perfetto.
Non basta la statura alta per fare la ballerina eccelsa e nemmeno il tutto esaurito con un pubblico che accorre ricordando la ballerina fulgida che fu portando in scena la sua morte del Cigno. Una visione divina perchè solo il corpo longilineo e snodato di Svetlana Zakharova aveva saputo interpretare il cigno nell'ultimo respiro, con quel reclinare del capo che si chiudeva in sé facendo le ultime battute d'ali per poi spegnersi piano piano fino a formare tra il tutu' e le piume un batuffolo senza vita come un fiocco  che si perde nella neve. Perfetta in un connubio fra tecnica impeccabile e recitazione sublime che commuoveva il pubblico mandandolo in delirio.
Indimenticata Svetlana che si è riproposta con Amore accompagnata da musiche classiche importanti come Chaijckovsky per Francesca da Rimini, Bach per Rain Before It Falls e Mozart per Strokes Through The Tail e le coreografie rispettivamente di Yuri Possokhev, Patrick De Bana e Marguerite Donlon. Un trittico di danza contemporanea eseguito sulle ali coreografiche del classico  SwanLake  in un mixage di vari balletti.

Infatti in Francesca da Rimini tra lei e Paolo il terzo incluso sembra l'Uccello di fuoco che molesta la coppia di amanti fino a quando non li ucciderà con un accenno delle Rinni dei classici Greci che vengono a prelevare l'assassino (citazione anche dal film Ghost) mentre nel secondo Rain Before It  Falls Svetlana Zakharova seduta su una sorta di banco di scuola insegna a tenere schiena e testa dritta sul collo e non reclinata come quella di un cigno (la sua deformazione professionale). Nel terzo balletto Strokes Thrugh The Tail la citazione al Swan Lake di Matthew Bourne è quella più accattivante perchè piena di ironia beffarda anche se molto distaccata e ascettica da parte di Svetlana Zakharova per non perdere quell'aura divina di vestale della danza classica anche in un contesto di parodia del cigno maschio a rimarcare che solo le ballerine femmine possono essere prime donne della scena del Swan Lake.
Discorsi complicati che il pubblico non recepisce chiedendosi perchè Svetlana abbia smesso di rappresentare il Lago dei Cigni accontentandosi di farsi vedere su You Tube.


Allestire un balletto classico con scenografie e costumi è sempre molto costoso per cui si ricorre a questi Galà come una sorta di escamotage per continuare ad esserci e per non far morire il balletto classico il quale sta attraversando una fase di Canto del Cigno.


Solo così si spiega Amore  di Svetlana Zakharova in una sorta di messaggio subliminale nel nobile tentativo di riportare la danza conmporanea sulle basi del balletto classico. Impossible mission perchè ormai la danza contemporanea è tutta un'altra musica, molto più ritmata e a tambur o batteria battente, basata sulla ginnastica atletica da palestra, piuttosto che esercizi alla sbarra per cui il tentativo non convince del tutto. Se con Revelation aveva preso un'altra strada fuori dal classico doveva avere il coraggio di continuare a sperimentare su quella linea senza continuare in quella ossessiva di Swan Lake ad effetto più modesto e in una sorta di nostalgia canaglia, condivisa anche dal pubblico immedesimatosi nel commovente revival.  Perfettamente.

OSSESSIONE CIGNO: la sposa si ispira a BLACK SWAN



LA SPOSA SI ISPIRA A BLACK SWAN E A KATE DUCHESSA DI CAMBRIDGE.


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La nuova moda per la sposa  è un tripudio di pizzo valenciennes color bianco. Questi modelli sono creati da Alexander McQueen lo stilista di Kate Middleton. Pizzo a gogò dagli abiti, a decorar la torta e le coulotte.








 Ma il pizzo è accompagnato dalle piume di cigno a decorar cappellini e bustier ispirati al film Black Swan che, se gli è stato aggiudicato l'Oscar 2012, per gli anni a venire continua a far tendenza nel look in cui si esprime al meglio. L’abito da sposa infatti si presta moltissimo a scatenare la fantasia in nuvole di tulle e piume e piume di cigno che volano fra pizzi e merletti dei bustiers e giarrettiere.

Il pizzo Valencienne in versione nero (come una sorta di blak swan) è stato lanciato sempre da Kate Middleton che lo ha sfoggiato alla prima di War Horse e poi adottato da tutte le star per eventi monani e red carpet.
A tutt'oggi lo vediamo anche sulla principessa delle Asturie Letizia Ortiz.



 


http://ritaguandalini.blogspot.it/2014/03/maggio-tempo-di-spose.html (articolo già pubblicato il 30 marzo 2014)

giovedì 26 maggio 2016

TRUMAN CAPOTE E I CIGNI DELLA QUI NTA STRADA



Quando la Tv non era ancora un mezzo di diffusione delle chiacchiere da Talk o Gossip in diretta a riunire i gruppi che contavano c'erano i Party: bordo piscina a Hollywood e Dintorni mentre nelle grandi città i maniaci dei Cocktails si riunivano nelle case private, o nei Bar che contavano.
Uno dei più famosi a New York era la Cote Basque che datato 1965 passò agli onori della cronaca su un numero speciale di Esquire uscito nel 1975 con le confessioni di Truman Capote sulle sue amiche altolocate definite I Cigni della Quinta Strada (Il romanzo omonimo è uscito nelle librerie liberamente ispirato al fatto scandaloso scritto da Melanie Benjamin)

 Queste Regine dei Cocktail di beneficienza erano ricche e famose in tutto il mondo ma soprattutto nella cerchia degli amici Newyorkesi perchè diffondevano il vangelo secondo la penna avvelenata di Truman Capote sugli scandali dell'Alta Società. Nella quale si trovavano implicate Jackie Kennedy e Margaret sorella della Regina che venivano quotidianamente dileggiate da questa cerchia di regine della penna d'oca perchè chiaramente invidiose delle Prime-donne vere come Firts Lady d'America o Principessa dei Windsor.
Truman Capote era vezzeggiato e adulato come autore di un romanzo dal quale era stato tratto il film Colazione da Tiffany che aveva lanciato Audrey Hepburn come icona fashion di gran classe, la più elevata stante la figura aggraziata e deliziosamente disinvolta che non aveva eguali.
Tutte le amiche di Truman Capote si contendevano il titolo di musa ispiratrice di questo film che comunque Audrey Hepburn rivelava essere, in seguito come protagonista di Vacanze Romane, quello della Principessa Margaret.
In realtà il personaggio era scaturito solamente dalla fantasia di Truman, scrittore ecclettico di rara intelligenza dagli occhi pieni di passione che come tutti gli autori si rispecchiava in Holly quale sua parte femminile, mentre allo scrittore George Peppard affidava la sua maschera di scrittore mantenuto da donne dell'alta società.

https://www.youtube.com/watch?v=XrBL4Bvo5UU

Le stesse delle quali si circondava per farsi spupazzare da un party all'altro  mentre nel contempo ne raccoglieva le loro memorie sicure di essere protette e seguite fedelmente come si fa con un cicisbeo.
Una categoria quest'ultima che non c'è niente che li fermi perchè prima o poi spifferano tutto o sotto metafora o facendo nomi e cognomi quando arriva il tempo di servire la vendetta su un piatto freddo così come fece Truman Capote con quell'articolo su Esquire nel quale svelava i segreti di questi Cigni della Quinta Strada: Babe Paley, Slim Keith, Gloria Vanderbilt e Pamela Harriman puntando soprattutto al marito di Babe Paley, Dillon fondatore della Cbs del quale raccontava le sue avventure extraconiugali fra lenzuola sudice e gambe sconce.
Tutti indistintamente cadevano sotto i colpi della penna ormai avvelenata di Truman Capote intinta nelle droghe e e nell'alcol per essere stato tacitamente escluso da quel mondo dorato e scintillante che per un certo periodo lo aveva adottato, suscitando uno scandalo clamoroso dal quale le sue vittime ne uscivano malconci con le ossa rotte.
                      https://www.youtube.com/watch?v=l7C-O_N3TVw
La calunnia è un venticello...Curiosamente su questa citazione del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, Truman Capote veniva interpretato in modo assai convincente al cinema da Philip Seymour Hoffman con il film Truman Capote A Sangue Freddo mentre lo scrittore preparava il suo Romanzo A Sangue Freddo. (Anche questo tradotto in film-Thriller negli anni 60 dal titolo omonimo di grande impatto emozionale). Con questo ruolo l'attore, raggiunta ormai la terza età, era stato consacrato fra i grandi del cinema anche se era già più che apprezzato come professionista di carattere e spessore nei ruoli clericali rispettivamente in film come il Dubbio e The Master affiancato in entrambi da Amy Adams nel ruolo di suorina e poi di figlia.
E proprio Nel Dubbio viene messo in risalto la citazione di cui sopra  della calunnia come un venticello che sparge le piume d'oca di un cuscino per la città. Una volta volate le piume al vento non si possono più raccogliere per riparare al danno diventato così irreparabile e devastante.
Ma non tutto è perduto perchè sonetto scaccia sonetto. Infatti dopo quello di Rossini “La Calunnia è un venticello...” c'è quella più autorevole di Dante del girone dell'Inferno: “Non ti curar di lor ma Guarda e Passa”.
Per la cronaca,  Jackie Kennedy non è passata ma ha querelato i molestatori mediatici mentre Margaret di Casa Windsor raccogliendo un pettegolezzo scandaloso su di lei ed il Colonnello Peter Townsend ha ripiegato con un matrimonio sbagliato.

Nè l'una né l'altra erano cigni. Audrey Hepburn  era il vero cigno assurta a icona fashion più grande del novecento a tutt'oggi copiata in tutto il mondo perchè aveva recitato incarnando il sogno di due autori geniali come lo scrittore Truman Capote di Colazione da Tiffany e lo sceneggiatore di Vacanze Romane Donald Trumbo il quale comunque aveva ideato il film sul filo di quello già abbozzato con Holly di Colazione da Tiffany.
Come a dire che lo scrittore lancia un'idea come una sorta di stilista mentre lo sceneggiatore confeziona un prodotto, possibilmente accattivante e collaudato e quindi su misura, come una sorta di artigiano di bottega.
A ciascuno il suo e a Truman Capote genio compreso e dunque mai profeta la fine purtroppo che spetta a un proletario travestito da Lord Brummel alla corte di Re Giorgio.
Anche se si crede un arbiter elegantiarum di usi e costumi del suo tempo nonché di buon gusto, vestito da pinguino, quale gran ciambellano e maestro di cerimonie,  non sarà mai un cigno.

martedì 24 maggio 2016

KATE E LA SUA POCHETTE


 Ci sono tanti modi per indossare la pochette, l'accessorio preferito da Kate Middleton, ma la Duchessa di Cambridge ne ha scelto uno solo immutato nel tempo posizionandola proprio lì dove non batte il sole come a volerla pudicamente nascondere non solo dal sole ma anche dagli sguardi dei presenti concedendo l'onore esclusivamente al principe William suo consorte al quale è sempre stata fedele interpretando alla lettera la virtù della modestia così come si addice a una Duchessa, finchè Regina Elisabetta regnerà.













lunedì 23 maggio 2016

PAZZA GIOIA E TRISTEZZA PER FAVORE VA VIA

E' sempre più difficile trovare nuove idee per cui molti registi, appassionati conoscitori di cinema, si impegnano raccogliendo tanti piccoli pezzetti dai vari films per comporre una sorta di mosaico che tradotto in contemporanea si chiama puzzle.
Operazione abbastanza riuscita per Paolo Virzì con la Pazza Gioia dove le citazioni sono tante, da Qualcuno Volo' sul Nido del Cuculo, a Thelma e Louise, da Blue Jasmine a Zora la vampira con un accenno persino, udite udite, a Improvvisamente l'Estate Scorsa dove la malata di mente (Elizabeth Taylor) esce dal mare con un costume bianco facendo intravedere il punto pelo.
La Prima Cosa Bella di tutto il film perchè Micaela Ramazzotti finalmente si rivela in tutto lo splendore col quale aveva illuminato un film grottesco come Tutta la Vita Davanti.


Micaela è sempre Micaela anche in forma anoressica , con la pelle tatuata e la pettinatura emo tipica della generazione dei Truzzi, metallari o tutto quanto fa tristezza incomprensibile. Perchè perchè perchè certe persone si riducono così viene da chiedersi guardando il film La Pazza Gioia.
“Perchè sono nata triste, depressa, piangevo sempre e nessuno mi aiutava...” così risponde Donatella (la Ramazzotti) all'amica Beatrice (Valeria Bruni) che conferma d'essere nata triste pure lei anche se di elevata condizione sociale.
Non è una questione di classe ma di vizio caratteriale nell'incapacità di accettare le regole. Sono ribelli di natura perchè qualsiasi cosa venga loro offerta o donata soprattutto a gratis la rifiutano sdegnosamente attaccandosi a delle quisquiglie: un ombrellino sempre aperto per Beatrice a riparasi dai raggi del sole e una torcia sempre accesa per Donatella a vedere nel buio della notte. Notte e giorno non si incontrano mai se non per quell'istante che viene chiamata l'Ora del Lupo: e qui scatta la citazione per Lady Hawk con Donatella-lupo Rughter Hauer e Beatrice Falco Michelle Pfiffer. Come a dire che sotto la vittima agnellino Donatella si nasconda un Lupo mentre  sotto le mentite spoglie di una Beatrice Falco si nasconda una gallina dalle uova d'oro a formare una strana coppia di simpaticone  ricoverate in comunità nella quale tra rifiuti umani ritrovano la gioia ed il sorriso nello stare insieme. Mal comune mezzo gaudio. Fino ad un certo punto ovviamente perchè le problematiche di fondo irrisolte sono pesanti e devastanti ma quando riaffiorano venendo alla luce si dissolvono come neve al sole.

Che bello che gioia trovarsi mano nella mano dopo un rapporto fatto di baruffe e scontrosità di angoli spigolosi che vengono smussati solo quando insieme si raccontano versando calde lacrime. 
Piangendosi addosso le due protagoniste si riconoscono come coppia di fatto sublimato con l'amore in Beatrice come quello di una madre (quella che Donatella non ha mai amato) e in Donatella come quello di una figlia (quella che Beatrice non ha mai avuto).
Infatti il vero problema per entrambe è nella mancanza di un figlio e di una madre.
La stessa madre che Donatella voleva essere a tutti i costi per il proprio bambino dal quale pur di non staccarsene lo ha trascinato con sé nel suicidarsi giù da un ponte per tuffarsi insieme nelle acque di un fiume nel quale affondare dolcemente attaccati indissolubilmente l'uno all'altro come il neonato con la madre nel liquido amniotico. Qualche lacrimuccia in sala e La Pazza Gioia è servita in un put-pourri mentecato con bollicine in coppe di cristallo perchè è lì che si trova la felicità secondo Beatrice nobile decaduta avendo sperperato il patrimonio di famiglia e messo i genitori sul lastrico.
“Ma perchè sono ipocriti: Stanno insieme per convenienza: lui è una zietta, lei è una donna fredda praticamente l'uomo della situazione...”
Insomma una tragedia che andava punita saccheggiando le loro proprietà prendendo la china dell'autodistruzione.


Perchè tutto questo? Niente ha importanza di fronte alle due simpaticone che da matte periziate sono finalmente libere di comportarsi come tali senza dover più pagare il dazio alla società. La quale invece paga profumatamente per il loro recupero e il loro benessere prima di riportarle in libertà. Come a dire e ora Don date a far danno? Che bello che gioia. Tristezza  finalmente se ne è andata via. Che simpatia!
D'accordo il film è strampalato ma si salva: la rivelazione è Valeria Bruni molto nella parte quasi in parodia della sorella snob Carla in un ruolo pimpante e logorroico alla Mariangela Melato “puttana industriale nell'Azzurro Mare D'Agosto della Wertmuller,   e intriso della folle ubriacatura di una Cate Blanchet nel Blue Jasmine di Woody Allen, aiutata da una sceneggiatura intelligente mixata a termini farmacologici alla ipocondriaca Margherita Buy del Maledetto Giorno che Ti ho Incontratro di Verdone,  ad effetto scoppiettante tenendo la scena fino alla fine con briosa evaporazione fino allo sfogo finale in una sorta di basa triste che contagia tutto il pubblico in platea. Micaela Ramazzotti si conferma come attrice drammatica dura e asciutta così come le riesce meglio fare piuttosto che la svaporata etilica portando il dolore quello vero di un sangue avvelenato che conduce alla follia le donne perseguitate e maltrattate dalla sorte dai familiari e dagli amori sbagliati segnando l'intera loro vita in forte depressione.


Bravissime tutte e due che hanno lavorato in sintonia così come si percepisce tanto da da renderle credibili in coppia follemente adrenalinica anche se molto improbabile nella realtà ma non impossibile in questo film al quale hanno dato dignità con  fascino personale innovato a frizzantino, quello della Bruni e corretto a caffé nero quello della Ramazzotti. Di gusto buono e piacevole il film ha un finale rosa con la famiglia adottiva del bambino di Donatella che l'accoglie tacitamente per consentirle di seguirlo a distanza, da lontano.
Così lontani e così vicini il film è una produzione Rai che si è ispirata ai suoi format. Ma va bene così perchè lo si è visto volentieri.

giovedì 19 maggio 2016

TILDA SWINTON ATTRICE ECCLETTICA IN STILE MILITARE

Tilda Swinton, figlia di un generale delle Guardie Scozzesi, è una delle attrici più ecclettiche del cinema: Il suo stile recitativo infatti è molto asciutto sia nelle scene drammatiche che in quelle brillanti nelle quali il suo viso spigoloso dà un'imprinting molto originale paragonabile a nessun'altra.
Ha persino interpretato Io Sono L'amore film nel quale si proponeva come donna innamorata in maniera complicata perchè nei rapporti intensi e di spessore le donne per gli uomini diventano incomprensibili anche se poi, con uno sforzo, riescono comunque ad amarle lo stesso.
Basta avere disponibilità senza remore o paura di trasgredire, poi quello che pensa veramente una donna è sempre un fatto secondario, anche il fatto che lei pensi di essere l'amore della sua vita.
Il film infatti non è riuscito granchè perchè Tilda Swinton dà il massimo mettendo in risalto il suo temperamento minimal in stile militare  come a dire a comando duro tu ti metti sull'attenti per farmelo vedere e poi se voglio caschi ai miei piedi, aiutata dal suo fisico maschietto. Come a dire quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.


Tenero non è bello per Tilda Swinton tanto che nel film a prova di Spia dei Fratelli Cohen ha calzato a pennello la parte della pediatra che spaventava i bambini quando non le ubbidivano congedandoli con un drastico “E adesso fila via da tua madre”.Povera donna, la madre dico, che non era mai riuscita nell'intento di farsi ubbidire con la stessa autorevolezza.
La dolcezza non è proprio nelle corde della Swinton trovandosi più a suo agio in tailleur pantaloni interscambiato a gonna nelle situazioni di alto grado di femminilità, ma sempre in stile maschile sia nell'ambito lavorativo che in quello seduttivo.

Nel film The Beach infatti si portava a letto il giovane Leonardo Di Caprio senza tanti preamboli usandolo a suo piacimento fino ad esaurimento scorte. Due palle per lui che eseguiva l'ordine “Sì sì sì così ancora....!” come un cadetto con il suo generale al quale non si può negare un Signorsì. Quando si dice la voce del comando sia un richiamo irresistibile! Invece no, anche senza voce Tilda Swinton non ha perso la sua aura seduttiva sfoderandola a tutto sex appeal in A Bigger Splash un film remake della Piscina nella quale vestiva i panni di Romy Schneider interprete di quella edizione in piena competizione con la giovanissima Jane Birkin mentre Tilda Swinton si confrontava con Dakota Johnsson fresca Anastasia delle 50 Sfumature di Grigio dove giocava a mosca cieca in sesso hard.
Ti conosco mascherina, perchè la Swinton in A Bigger Splash ha spiazzato la fin troppo dolce Dakota alle prese con un copione nel doppio ruolo di oca-biloc-che-ci-sta, comunque vada.


Vada affan comunque no perchè è pronto il sequiel delle 50 Sfumature, brutto film ma di idea originale per il mix di porno-sesso-bondage con tanto sentimento (il segreto di un successo globale),  presto nelle sale dove nel frattempo Tilda Swinton sta imperversando con  Ave Cesare in un cameo irresistibile per il ruolo molto ironico dove è vestita come un'ape regina che caldeggia il trionfo della verità nella notizia.



Come se la verità stampa fosse da dare in pasto al pubblico. Giammai almeno fino a quando tutto va ben quel che finisce bene perchè i retroscena restano sempre rigorosamente top secret. A prova di Spia ovviamente tanto per stare in tema filmografia Swinton.

La quale procede con un prossimo ingaggio molto curioso sempre con la regia di Guadagnino (quello di A Bigger Splash) ancora alle prese con una remake di Dario Argento, Suspiria. interpretato a suo tempo dalla figlia Asia ambientato in un Collegio.

Eppure aveva già brillato di suo in un film originale presentato a Cannes nel 2013 dal titolo Solo gli Amanti Sopravvivono, in una storia molto intrigante di vampiri dando un'eccellente prova interpretativa. Come al solito del resto.

La ragione di questi remake non si comprendono così come certi classici che vengono rinnovati e corretti in versione strampalata come nel caso del regista Guadagnino con il film A Bigger Splash facendo un clamoroso affondo nel mare di Tropea anziché nella Piscina. Infatti il tentativo di emulare qualcosa di già grande in sé, dà sempre un risultato modesto come una copia che imiti l'originale perchè anche se migliore resta sempre un'imitazione.
Il fatto è, come problema di fondo, che nel cinema mancano idee originali. Per questo un'attrice eccelsa come Tilda Swinton  anche se brava e di raffinata professionalità, si è fatta oscurare (ma non surclassare comunque) da una Dakota Johnsson come articolo civetta (nel promuovere il film tutti gli sguardi erano per lei) di un film inutile come A Bigger Splash perchè non ha cancellato il ricordo della Piscina né tanto meno messo in ombra i suoi originari interpreti.


Tilda Swinton dovrebbe valutare meglio la scelta dei copioni che probabilmente legge senza convincimento stante la sua vita privata alquanto soddisfacente in compagnia di un compagnia di un ragazzo giovane e aitante che la rende felice più del fare un film! Non c'è altra spiegazione in merito a questa scelta personale e quella in generale di remake su remake con il rischio di trasformarli tutti in una montagna di rifiuti sui quali far sedere sugli allori il cinema italiano del quale non facciamo i nomi degli autori ma i cognomi sì, da Virzì a Sorrentino, da Guadagnino a Garrone e tutti quegli autori che si ispirano ai grandi maestri del cinema italiano. E non solo perchè si sono allargati a quello americano col risultato di fare un'eterna parodia di tutta la filmografia globale. Triste come prospettiva avvalorata dal fatto che ormai le sale fanno il pieno solo per film che non seguono alcun filone di genere né di scuola dei vari Visconti Monicelli e Scola sempre supercitati e ringraziati da tutti quegli allievi che facevan raccattapalle bordo campo in quegli unici e inimitabili film d'autore. Cercare una propria strada non sarebbe male.



sabato 14 maggio 2016

LA BAMBOLA EROTICA PORNO-GADGET


Le bambole meccaniche sono apparse per la prima volta insieme agli orologi cucu', facendo prima una sola piroetta insieme alla musica di un carillon per poi snodarsi con la testa e le braccia, mentre la bambole di pezza si perde nella notte dei tempi.
Entrambi sono stati costruiti come oggetti di piacere decorativo o come gadget più intimo a sostituire donne vere.
A tutt'oggi si trovano nel catalogo dei porno shop in versione gonfiabile a misura di forma umana reale raggiungendo un grado di perfezione notevole.
In questo settore si sono specializzati i giapponesi gonfiando le bambole a misura di ragazzine sexy con le curve al punto giusto e con tanto di vagina e canale utero. E non solo perchè sono state anche dotate di una scheda registrata che imita i lamenti in sofferenza-bondage o quelli in sana scopata. A piacere.
Un servizio delle Iene è stato molto illuminante, trasmesso alcune puntate fa a cura della iena più dinamica e ardita dell'ultimo staff Nadia Toffa perchè sfacciatamente professionale da rasentare l'imbarazzo per la crudezza delle sue interviste. In Giappone è molto diffuso l'eros verso il tipo scolaretta smaliziata, con codini e calze lunghe che fa annusare le sue mutandine in puro scolo verginale vendute a caro prezzo sul mercato. Perchè l'odore di una vergine vale tanto ed ai giapponesi basta e avanza. Sì perchè gli acquirenti sono tutti uomini molto presi dal lavoro per cui si dilettano con questi gadget afrodisiaci che li fanno sballare più di una sniffata.
Il genere sbarbatella fresca in salsa a pesce crudo sta prendendo sempre più piede in quanto il Giappone ne tollera la diffusione massiccia e  impunita perchè tutti quanti sono colpevoli di questa pratica viziosa. Chi più chi meno perchè va dalle mutandine alla bambola di gomma passando dalle virtuali porno minorenni che te la sbattono in video. E non solo.
La gloriosa  tradizione erotica giapponese si è innovata, purtroppo scadendo troppo in basso nell'età tanto che le raffinate gheishe artiste della seduzione hanno ceduto il posto a delle Lolite ye-ye. Il Giappone ne va matto e le consuma in grande quantità paragonabile solo al sushi esportandoli entrambi in tutto il mondo con lo stesso successo. Vuoi mettere un piatto di sushi con un panino di fette di salame? Uguale. Può essere...no?

Ma una bambola-baby può sostituire una vera?  Certo la bambola è finta ma la spumeggiata è reale perchè il corpo da sballo non fa l'accavallo ma cavalcare di brutto. Può essere...no?  Guardare per credere.
Infatti il servizio delle Iene si è allargato in particolari anatomici a pose ginecologiche di queste bambole che in pratica sono delle vere bombe del sesso per uomini soli e per il branco. Perchè no? Il vantaggio è doppio nel sostituire  le star di plastica virtuali a tutto silicone ed operazioni chirurgiche con le sexy doll a genitali di plastica ricostruiti ad arte che gemono come  in una sorta di suono di un carillon porno-horror facendo godere senza farle parlare incarnando  il sogno da sempre del maschio. Più che la schiava ora può la sua bambola. 

COPPELIA LA BAMBOLA MECCANICA

        La danza della bambola meccanica nel balletto classico rappresenta la prova del nove di una ballerina che con la gestualità a scatti deve rappresentare perfettamente il movimento rigidamente sinuoso di una bambola. Oltre a Coppelia la troviamo nella stanza dei giochi dello Schiaccianoci in  un piccolo quadretto anche se significativo ma è solo con Coppelia che diventa accattivante per l'ambiguità nella quale si trova ammantata  sdoppiata fra il giocattolo meccanico e la bambola di carne e ossa diventando molto intrigante perchè non si sa se sia più seducente il primo rispetto alla seconda. La bambola giocattolo Coppelia è infatti un gadget erotico perchè riproducendo le fattezze di una femmina si presta ad ogni sorta di strapazzamento primo dei quali quello di permettere al suo padrone di alzare il tutu' a piacimento mentre è sdraiata sulle sue ginocchia per sbirciare che cosa ci sia sotto fra le pieghe del tulle facendo accendere la scintilla dell'eros a vistavision mutandine nere.


Coppelia prima versione  è stata rappresentata alcuni anni fa al Teatro Regio, con a seguire la seconda di Sabato 7 maggio con il Corpo di Ballo del San Carlo di Napoli. Entrambe le rappresentazioni hanno la coreografia di Roland Petit con una scenografia divisa in due parti: la prima con la piazzetta e il divertissment dei cadetti con le fanciulle in smiccio, la seconda è l'interno di una stanza in una sorta di casa con pezzi di bambole per l'assemblaggio.Nella prima parte la Coppelia bambola appare sul balcone seduta con un ventaglio aperto attirando lo sguardo del ballerino fico Franz a dispetto della fidanzata Swanilda della quale è innamorato anche Coppelius. Il quale è il proprietario della bambola che ha costruito ad immagine e somiglianza di Swanilda che sogna segretamente nella sua stanza avvinghiandosi alla bambola con le sue fattezze.
Il divertissment nella piazzetta è giocoso pieno di brio per formare coppie in pas des deux o gruppi di fanciulline in fiore in un ensamble a formare quadretti coreografici di primaverile e fresca lievità.
L’allegra brigata poi si defila per lasciare in scena  Swanilda e darle spazio per i suoi virtuosismi tecnici ed interpretativi.

Perchè Coppella è un balletto che necessita di notevoli doti interpretative  per i dualismo che contraddistingue il doppio ruolo di Swanilda-Coppelia. Infatti, assumendone le sembianze, con una sorta di gioco delle parti, rivestendosi con gli abiti di bambola, Swanilda-Coppelia inizia un assolo dapprima mimando i gesti meccanici per poi sciogliersi e scatenarsi in una danza spagnola trionfante, danzata con mordente sensualità in cui si riconosce l’impronta coreografica di Roland Petit, sempre infusa di gestualità fisicata e sexy e un giga scozzese inarrestabile. Da timida fanciulla a imperiosa e sensuale femmina il passo è sulle punte, danzato con efficacia scenica in grado di rubare la scena della pantomima precedentemente inscenata  fra Cornellius e la sua bambola Coppella, fin troppo intrisa di comicità scenografica in una cena a lume di candela con tanto di champagne spumeggiato per fare un brindisi. Pum! Ma proprio grazie al suo dualismo è Coppelia la protagonista assoluta, la “bambola in carne” che emerge fra i pur bravissimi partner per la performance più accattivante da far cadere in amore il pubblico, invaghitosi delle sue evoluzioni scatenate.
Il finale è scontato perchè le coppie si formano spontanee lasciando Coppelius solo con la sua bambola svestita da Swanilda, la quale si sgretola in mille pezzi. Ad avvalorar la curiosa ipotesi secondo cui la copia costruita ad immagine e somiglianza dell’originale, a volte riesca a superarla pur rischiando poi di finire  nell’oblìo. Il dubbio serpeggia perché quando Swanilda si riveste con gli abiti della bambola è allora che dà il meglio di sé. Intricata come tesi che la protagonista con i suoi virtuosismi sa illustrare magnificamente, danzando solo come originale, con abiti intercambiabili nascosti dietro a una tenda: due abiti e un’anima sola.



Coppelia seconda versione pur restando fedele al testo e sempre con la coreografia di Roland Petit si differenzia da quella precedente là dove Swanilda si sostituiva a Coppelia rivestendone l'abito perchè a sua volta veniva scambiata con un'altra ballerina per evidenziare il dualismo in parallelo come fossero due anime quella bianca e la nera, mentre in questa ultima performance Swanilda-Coppelia è interpretata da una sola ballerina per mantenere l'integrità originale di Swanilda che con la bambola non ha nulla a che spartire se non come una semplice interpretazione in una sorta di ballo in maschera dove il  cuore batte solo per il suo vero e unico amore Franz.
Un gioco per tutti ma non per il costruttore della bambola che considera la sua creatura oggetto di piacere incondizionato, fatta a pezzi nella scena finale quando si accorge che l'oggetto Coppelia incarnato Swanilda non gli appartiene perchè era solo un'illusione in un penoso tentativo di inscenare privatamente un piacere solitario.
Ci sono da annoverare tante curiosità nella rappresentazione di questo balletto:  fra tutte è la presenza della prima ballerina nel ruolo di Coppelia-Swanilda, Anbeta Toromani. Anvedi chi c'è? Infatti aveva primeggiato per diverso tempo nel format Amici danzando con un bellissimo ballerino di colore per fare stacchetti ad arte per i giovanissimi concorrenti dilettanti da copiare per cui non è una rivelazione perchè già ammirata come brava e di luminosa carriera.
La rivelazione è stato il maitre de ballet Lienz Chan cinese .che ha dato la sua impronta alla coreografia di Roland Petit nel rappresentare una performance recitata oltre che ballata perchè molto curata nella gestualità dei ballerini a rendere comprensibile una storia senza l'ausilio del libretto, impensabile in tutte le altre coreografie specie quelle di danza contemporanea che sono sempre a livello di rappresentazioni astratte di difficile interpretazione che si risolvono solo per pochi appassionati del settore.
La terza sorpresa è quella dell'evento Parma Danza 2016 che ha attirato un pubblico numeroso: in platea si vociferava fra le signore in favore del nuovo sovrintendente Anna Maria Meo che ha saputo sostituire brillantemente Fontana dello scorso anno per la scelta di spettacoli più azzeccati nel mixare Classico-contemporaneo.
Gli applausi sono stati molto calorosi con un Regio quasi tutto esaurito. L'evento danza ha ripreso alla grande. 

mercoledì 11 maggio 2016

UN PAKISTANO SINDACO DI LONDRA


Una signora di colore voltando le spalle a un Pakistano che non le faceva lo sconto (quella di trattare lo sconto sul prezzo è una pratica obbligatoria per tutti i Paesi medio e orientali perchè noi occidentali l' applichiamo solo nelle stagioni dei saldi) si è sfogata dicendo: “Crede di essere un italiano. Questo qua non è un fratello”.
Fratello di colore o fratello mussulmano  non c'è fratello che tenga perchè lui  aveva  imparato l'arte del vendere italiano: molto ossequioso con i ricchi e di grande sufficienza con i poveri. Ai quali non si fanno sconti né si concedono privilegi così come si fanno con le pensioni: da quelle d'oro per un dirigente rivalutate ogni anno a quelle di un pugno di cents  per il povero, da tassare rigorosamente.  Insomma l'Italia va così per cui si presume che anche in Inghilterra sia lo stesso, a meno che non sia meglio un Pakistano a Londra che uno a Milano. Domanda da Rai 3 al quale solo il prof. Beppe Sevegnini potrebbe dare una risposta. In attesa di sentenza si può partecipare all'istruttoria di una pratica aperta con l'elezione a Londra del sindaco  Sadiq Khan, pakistano di lungo corso avendo avuto un padre autista di Bus che di passeggeri di varie etnie ne ha caricati in grande quantità da farsi un'esperienza umana a livello globale.

In Pakistan la dinastia Khan è molto diffusa tanto che in quel Paese sono quasi tutti parenti, da quello ricco della generazione Alì ed Aga Khan coperta d'oro fino ai denti al Khan che abbaia non morde per essere in fascia di sottomissione.
Fascia questa alla quale sembra appartenere Sadiq Khan pakistano di seconda generazione integrato perfettamente con una laurea sui diritti civili che gli sarà utile per svolgere il suo ruolo di Sindaco di tutti. Anche degli Inglesi.
A Londra lo hanno votato per dare un segnale di apertura, apertura alla UE verso la quale non si vorrebbero chiudere le porte del Regno Unito.
Il sindaco comunque lavora a livello amministrativo ed è questa la fiducia che hanno riposto principalmente nel signor SadiqKhan di origine Pakistane ma naturalizzato in Inghilterra, che considera al sua Patria. Come a dire una mano sul cuore e una sul portafoglio. Sì perchè fra tutte le varie etnie il Pakistan è quello che sta emergendo a livello economico su tutto il globo. Da misero Paese crocevia (tener presente crocevia) di scambi fra Russia Europa Medio oriente e Asia ha imparato il mestiere d'armi mettendolo da parte coltivando l'arte dell'amor cortese fra colpi di Kalashnicov e prati di papavero in fiore. Il Pakistan non è l'India, prego. Se dai dell'indiano a un pakistano si offende esattamente come dar del reggiano a un parmigiano in un eterno derby e sfottò

Insomma non è un suddito venuto dalle colonie dell'India, né tanto meno un afghanistano dalla testa quadra perchè in Pakistan si vive con più disinvoltura guardando l'occidente: i ricchi sono  ricchissimi liberi di vivere all'occidentale mentre i poveri sono i custodi delle antiche tradizioni prima fra le quali quella di considerare il maschio superiore alla donna.
Una superiorità alla quale ha invece  ha rinunciato l'uomo ricco che si concede, a differenza dei Medio-orientali (con la sola eccezione di Re Hussein e dello Scià con Soraia), mogli bellissime alle quali viene concesso ogni privilegio e pari diritti. Molte Begum infatti sono state scelte fra Inglesi o americane (la più famosa è Rita Hayworth, diva Hollywoodiana di origini messicane, andata in sposa ad Alì Khan) indossatrici modelle o star nonché tedesche di famiglia ricca o quant'altro faccia immagine a fica-imperiale.
Come Elizabeth Hurley andata sposa dopo con un matrimonio da favola ad un ricco Pakistano o Jemima Goldsmith che con il suo matrimonio con il campione di Cricket Imram Khan,  bellissimo e carismatico, aveva fatto ingolosire la sua amica Lady Diana che si era innamorata a sua volta di Hasnat Khan medico-chirurgo del Casato Khan. Ma dopo l'affascinazione iniziale non ha mai funzionato con questi ricchi  Pakistani, Khan in primis.



                       



Tutto questo per dire che il sindaco di Londra dovrà dimostrare di essere all'altezza di amministrare una città complessa  della quale evidentemente è innamorato sperando che non pensi di riempirla di  fiori di papavero e poi opere di bene. Come a dire conquisti una città e ne metti due in ginocchio: Londra e Buckyngham Palace. Come a fare per realizzare un sogno di un Pakistano  proveniente da una terra in crocevia. Amen.