E questo, da un po' di tempo, risponde numeroso nelle sale dei cinemini di periferia (intesi come d'essai) facendo il tutto esaurito per andare a vedere film che difficilmente vengono trasmessi in Tv perchè ritenuio soporiferi o perchè si cerca di dare più spazio alle fiction anche se sono prime in classifica a far venire la palpebra pesante.
A frequentare queste sale sono in prevalenza adulti ed anziani (quelli ancora vivaci d'intelletto che si mantengono giovani perchè pieni di interessi) facendo spesso il tutto esaurito.
La cosa curiosa è che questi film sono tutti esteri in prevalenza francesi, con a seguire quelli spagnoli e latino-americani con qualche produzione indipendente inglese e udite udite con l'ultima introduzione di film dei paesi nordici che non sfondavano dai tempi della produzione svedese di Pippicalzelunghe la serie tv per ragazzi o di quella danese di Paul Verhoven ed il suo Fiore di Carne. Sono tutti film che trattano tematiche universali senza aver pretese di ricalcare le orme dei grandi autori di casa loro avendo trovato una loro strada nell'attualità piuttosto che nel racconto in costume o relegato al provincialismo con linguaggio regionale e dialettale anche se tanti autori al cinema glorioso italiano gli Americani hanno reso omaggio ultimamente confezionando il bruttissimo Nine e facendo il bis assegnando l'Oscar alla Grande Bellezza, anche questo un film bruttissimo per cui sembra solo un dou...per esportare film americani ai vari festival di Venezia e di Roma ai quali si fanno sempre ponti d'oro perchè i divi sul Red Carpet sono un grande richiamo per la festa.
A tutta festa è invece il film Europeo che sta spopolando a più non posso mandando un messaggio positivo per il prossimo futuro perchè il cinema è sempre anticipatore delle mode e del costume di una società e si spera anche di un'epoca ad affermare la UE come realtà di forte identità.
Tornando ai film europei, l'ultimo in ordine di apparizione che ha fatto il pieno è il film Truman Un vero Amico è per Sempre al cinema D'Azeglio di produzione spagnola con uno dei protagonisti Javier Camara che abbiamo già visto ne Il Quinto Beatles, piaciuto assai per l'originalità del tema e della scelta delle location sulle orme di John Lennon quando aveva interpretato un film in Spagna.
Con un Amico vero è Per Sempre l'attore nel ruolo di Julian si propone in coppia con Ricardo Darin (Tomas) molto caro ad Almodovar. ed un cane buldozer a nome Truman di proprietà di quest'ultimo che ha il problema di darlo in adozione stante la fase terminale della sua malattia che l'ha colpito nei polmoni con metastasi in tutto il corpo senza alcuna speranza di guarigione.
L'amico parte dal Canada per assisterlo in nome della loro amicizia giovanile e per convincerlo (su consiglio di una cugina del malato Dolores Fonzi) di continuare la terapia che lui rifiuta per non finire gli ultimi mesi di vita in ospedale fra flebo selfie con le infermiere, parenti e amici afflitti. I quali comunque quest'ultimi così come succede in questi frangenti (tranne che nei film di Ferzan Ozbtek) spesso si defilano per non affrontare il dolore e procedere per la propria strada ancora felice e spensierata, anche se fra i tanti c'è sempre la sorpresa di ritrovare quello ormai perduto perchè nobilmente passa sopra a qualche torto subito che in questo caso specifico sono le corna della moglie insieme a quell'amico che in stadio terminale fa dimenticare ogni cosa.



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