mercoledì 30 settembre 2020

MARIA ELENA BOSCHI. ESTATE BOLLENTE CON TANTE NASCITE

La frangetta sbarazzina, con una mise da squinzia hot pants bianchi e camicetta rosa, Maria Elena Boschi è stata immortalata in posa come una miss-muretto qualunque ma destinata a diventar la reginetta dell'estate appena finita.Cavalcando l'onda del gossip ha fatto splash avvinghiata in mezzo al mare a un bell'imbusto di professione attore, tale Giulio Berruti la cui dichiarazione d'amore resterà viva negli annali dell'Italia vacanziera 2020: “Siamo una coppia bellissima”.

Insieme sempre arrotolati in baci appassionati hanno girato il Bel Paese al rombo di una moto come novelli Clooney e Canalis, o al lume di candela in qualche ristorantino o passeggiando come due fidanzatini di Peynet nella notte fra le vie di Roma o di qualche località balneare suscitando l'invidia dei colleghi di lei omnipresenti in parlamento per parare l'emergenza Covid e la collera in Matteo Renzi  che la richiamava all'ordine ricordandole il suo ruolo istituzionale: “Dai smettila di far la ragazzina alla sua prima cotta”. La coppia in questa estate bollente invece si scatenava in una tempesta ormonale perfetta da non avere precedenti. Nemmeno Matteo Salvini con la sua fidanzatina FrancescaVerdini era riuscito ad emularla quando sono stati immortalati pure loro fra le rive del mare in costume da bsgno con lei in un casto bikini e lui n slip giro-collo come un ciccio bello novello sex symbol della riviera romagnola. Sssorbole!.

Bikini vs bikini, quello rosa della Boschi invece si era imposto prepotentemente sulla scena vacanziera confermando il sex appeal del quale si era ammantata quando era ministra, esploso in questa estate infuocata negli abbracci, baci appassionati e languide carezze con il suo bel fusto non perdendo in fascino erotico nemmeno a costume intero ma a scollatura abissale a renderla ancora più sensuale nel porgersi al moroso in pose lascive che comunque facevano contrasto al vestito color carne dell'algida Olivia Paladino compagna di Giuseppe Conte: una coppia sempre mano nella mano rispettando le regola del distanziamento affettuoso che non sono comunque valse per Giulio Berruti e  Maria Elena Boschi. La quale dopo aver sfilato per anni fra i membri del Governo in tacchi a spillo e mises bon ton con la sola trasgressione del rossetto rosso fuego, aveva liberato finalmente la bambina che c'era in lei mettendosi in libertà col suo aitante maschione, chiamiamolo pur così, apparendo felice come non mai.

Così questa estate vacanziera sarà ricordata anche per l'incremento nascite perchè dopo di lei pure Gabriel Garko altro sex symbol delle fictions aveva dichiarato di aver libeato il bambino che c'era in lui per vivere in completa libertà a felicità le sue storie d'amore al maschile, invitando nel contempo la sua ex Adua del Vesco a fare altrettanto.

L'estate è finita ma nel suo ricordo rimane una domanda: che fine faranno tutti questi bambini liberati dalle star o dai politici? Continueranno a lavorare nelle Fiction o in Parlamento con immutata credibilità nella fama acquisita come sex symbol? Lui no, ma lei sì: niente pari opportunità.

martedì 29 settembre 2020

QUEEN LATIFAH ARTISTA E AFRO. DI POTERE

Queen Latifah è un'artista di colore molto affermata in America come attrice cantante e produttrice e che in Italia si è fatta conoscere con il ruolo di Mama nel film Chicago nel quale faceva la “Capa” in uncarcere di un gruppo di


detenute assassine (tutte bianche) che teneva in pugno come delle “lecca lecca” per elargir favori e permessi vari. Sullo schermo, a differenza di tante sue sorelle celebrity come Ophra Winfrey o Whoopi Goldberg, ha spesso rappresentato l'emblema della donna afro-americana di potere come nel film di cui sopra o di successo come in Beauty Shop molto apprezzato dal pubblico per l'atmosfera particolarmente colorita nel quale lei interpretava una parrucchiera  che dopo una gavetta con un principale gay e negriero accentuato dall'accento “tetesco di Cermania”  che vale come a dire testa di inc.zzino prendeva coraggio nel mettersi in proprio portando avanti tra tante difficoltà  superate con un bel carattere, un salone beauty con personale tutto di colore dove trovava posto anche una ragazza bianca (Alicia Silverstone) ovviamente bionda e svampita secondo afro-copione-stereotipo che viene guardata dall'alto in basso dalle colleghe fin troppo esuberanti le quali la svaporata se la mangerebbero in un boccone... se fossero razziste.

Invece lavorano tutte in armonia  anche se la svampita Alicia deve subire delle battute di arresto come a dire “...taci bianca che ne sai tu dei neri...” ogni volta che interviene in una discussione fra gente di colore. Ma tutto succede con molto spirito ed ironia  anche se questa in fondo è discriminazione  che viene comunque tollerata di buon grado essendo una forma di rivalsa delle nere sulle  minoranze bianche esercitata giustamente in un contesto di potere essendo in numero maggioritario. Infatti oltre alla “shampista” c'è un'altra interprete Andy Mc Dowell nel ruolo di una cliente dalla vita futile e inutile apparendo così sminuita nella sua bellezza e ricchezza di donna bianca. Insomma un film dove sembra che solo le nere abbiano un valore mentre con le altre non se ne salva alcuna. Cionostante il film è piaciuto molto confermato dagli alti incassi al botteghino anche se le donne bianche ne escono malconce vittime di stereotipi  come la shampista svaporata o la clente scema e penalizzate mettendole in ridicolo (v. anche per esempio il drammatico film  Help!) perchè il tema è stemperato nel colore sgarciante e dalla leggerezza effervescente che tende a spianare le divergenze facendoci riflettere sul fatto che siamo tutti uguali non solo come persone ma anche nell'avere un  un forte senso di superiorità verso le minoranze.

L'importante è imparare a tenerlo sotto controllo senza esercitarlo in modo sprezzante perchè uguali in realtà non lo saremo mai. Il mondo va accettato così com'è nella sua diversità da superare senza complessi con disponibilità semplicità  intelligenza e ironia tali da condividere un sorriso. Per tutto il resto ci sono le Politiche Sociali per cui ciascuno può benissimo fare la sua parte.

 


venerdì 25 settembre 2020

THE QUEEN TENDENZA. VERDE SMERALDO


 Al Gala di Montecarlo Fondazione Alberto de Monaco Ellen Mirren (sempre più The Queen) era in verde smeraldo, un colore di tendenza royal, lanciato dalla Regina Elisabetta in occasione della sua prima uscita in pieno Covid.


mercoledì 23 settembre 2020

GFVIP SPEDIZIONE PUNITIVA

Nessuno ci avrebbe scommesso che durante il Lockdown il GF VIP avrebbe continuato ad essere regolarmente trasmesso. Invece Alfonso Signorini è stato una rivelazione riuscendo a condurlo con polso e grande abilità anche grazie al supporto di Pupo come opinionista di buon senso.


Signorini, come tutti i grandi, in una fase di emergenza ha tirato fuori la parte migliore di sé, quella dell'insegnante di cultura classica improntata verso una eleganza formale all'insegna dei buoni sentimenti che nella quarantena ci stavano come il pane al cioccolato ad addolcire e placar le nostre ansie.Questa nuova edizione è cominciata nel seguire questa linea ma si sa che quando il dolce abbonda c'è il rischio di scader nella melassa per cui il GF VIP fnella prima puntata stava perdendo colpi per poi riprendere alla grande facendo un gran parlare con l'espulsione di Fausto Leali reo di aver detto la parola “negro” al fratello Enock Barwah (molto bello e simpatico) di Mario Balottelli.L'inquilino della casa pur ritenendosi offeso per questa parola di sapore razzista, aveva concesso il perdono all'amico Fausto Leali  riconoscendo di non aver percepito in lui alcuna forma di disprezzo ma solo una battuta infelice. “Da ignorante” rimarcava il Balottelli nello spalleggiar il fratello sia nell'offesa che nel perdono.

Cionostante il GF VIP ha voluto dare un segnale forte ai numerosi telespettatori mettendo in punizione, come se un castigo debba essere più forte del perdono, per far capire che la parola negro non si deve mai pronunciare, un artista come Fausto Leali che proprio su quella parola ci ha lavorato in modo sublime portando al successo la canzone Angelo Negro.Sì ma erano altri tempi, oggi non si dice più hanno fatto coro tutti gli inquilini della Casa. E qui casca il Signorini perchè come conduttore avrebbe dovuto minimizzare tenendo conto della persona e del contesto nel quale è stata proferita come battuta senza intento dispregiativo ma solo per una mancanza di sensibilità essendo al giorno d'oggi recepita come offensiva così come lo sono altre parole.

Oltre a negro per esempio non si può più dire serva, perchè considerata lesiva della dignità di una persona, sostituita da collaboratrice domestica, ma un conto è specificare “la serva della tal famiglia” un altro “una serva del potere” perchè allora in questo caso sarebbe veramente offensivo. 

A concludere dunque il messaggio chiaro e forte è stato sicuramente recepito dagli spettatori i quali hanno così imparato che la parola “negro” non si può dire perchè si verrebbe severamente puniti con l'espulsione da una comunità in cui si vive quando invece era l'occasione buona per parlare ampiamente nella Casa soffermandosi sulla sofferenza di chi subisce o abbia subito sulla propria pelle questa parola rivolta in segno di disprezzo, senza “voltare frettolosamente pagina” così come condotto da Signorini per passare a cose ben più liete dello spettacolino di sé dei VIP.Così il pubblico non ha forse ben compreso la punizione “esemplare” a Fausto Leali conosciuto soprattutto per una canzone i cui versi suonano...

”Pittore ti voglio parlare Mentre dipingi un altare. Io sono un povero negro E d'una cosa ti prego.Pur se la Vergine è bianca Fammi un angelo negro.Tutti i bimbi vanno in cielo Anche se son solo negri".

E questo lo cantava anni fa quando un uomo di colore era discriminato persino davanti a Dio mentre ora va al GF VIP a godersi la sua rivalsa mettendo in punizione l'artista che l'aveva sublimato!A questo punto la morale della favola sarebbe da leggere tra le righe: attenzione che dopo aver difeso delle minoranze discriminate capita che queste si rivoltino contro di te senza essere “discriminato” dai colpevoli, allora ben ti sta!  Ehhhhh!!!!


giovedì 17 settembre 2020

LE MOLESTIE AL TEMPO DELLE DONNE.


Due flash sul Tempo delle Donne hanno evidenziato due esempi di molestie in luogo pubblico commentate da una sociologa (presumo) americana in video-palco.

Nel primo, ambientato in Bus, c'era una ragazza di colore attaccata in piedi  al palo del corridoio nel quale si era posizionato anche il “molestatore” a muso duro che glielo sbatteva in faccia, il muso, ovviamente, sussurrandole qualcosa mentre lei abbassava gli occhi subendo passivamente senza battere ciglio. La scenetta veniva immediatamente interrotta da una signora di mezza età la quale, dopo aver buttato a terra un libro lo raccoglieva riuscendo con una sgomitata a prendere il posto del molestatore neutralizzandolo.

L'opinionista esperta si accaniva giustamente sul maschio difendendo la ragazza di colore come vittima da sostenere  anche se, riflettendo un attimo sarebbe bastato voltargli le spalle o cambiare posto.

Suvvia siamo nel 2020 dove le donne specie se di colore sono non solo liberate ma anche molto toste e  capaci di dare uno spintone ad un molestatore fastidioso per cui l'atteggiamento della ragazza così passivo si presta a diverse interpretazioni seguendo due scuole di pensiero: quella maschile che sosterrebbe che in fondo le facesse piacere e quello femminile che la difenderebbe a spada tratta perchè molto timida ed in stato di soggezione verso un maschio, perdippiù bianco.

Pertanto osservando super partes ci verrebbe da concludere che oltre “alle molestie” sarebbe stato bene parlare di una mancanza nella ragazza di colore di stima di sé sulla quale ci sarebbe da lavorar parecchio sia da parte  di lei come vittima che da quella difensiva dell'esperta in video alla quale era sfuggita la riflessione sul senso di dignità di una donna che pur rivelando una natura timida e chiusa in se stessa non dovrebbe essere scambiata come un'umile mammoletta vittima predestinata di un predatore.

E' come se ci fosse stata prevaricazione con un fondo di razzismo contrapposto a un forte senso di inferiorità di donna di colore ad aumentare la fragilità di femmina atavicamente sottomessa che non avevano ragione di essere nella nostra società occidentale dove le donne sono abbastanza liberate da scansare uno sguardo straffotente subito in pubblico da un maschio  che comunque non faceva mica mano morta così come succede abitualmente a tante malcapitate sui Bus e non solo di colore. Queste sì che si che possono definirsi molestie gravi sulle quali accanirsi senza pietà o sconti anche se una testimonianza, sempre a Il Tempo delle Donne, lascia perplessi là dove una donna racconta che su un mezzo pubblico strapieno qualcuno le aveva messo una mano sul pube senza che lei "potesse individuar chi fosse stato"  e che comunque la induceva a difendersi nel mettere sempre in pubblico la borsa posizionata lì sul pube (come le pochette di Kate!!!!). Incredibile ma vero secondo Il Tempo delle Donne ma non per quelle che ragionano come persone pensanti e indipendenti  da testimonianze che rasentano il ridicolo. Suvvia...

Ben diverso era l'episodio ambientato in una palestra con una ragazza che faceva flessioni sexy attirando le esternazioni di un palestrato rumoroso e invadente nel farle complimenti sulla sua fisicità tonica ed elastica (soprattutto elastica) ritenendo molto fortunato il suo ragazzo..

A questi complimenti inopportuni la ragazza voltandogli le spalle assumeva un atteggiamento di fastidio per cui la faccenda finiva lì risultando altrettanto inopportuno l'intervento di una ragazza del personale che le offriva il suo aiuto. Non ce n'era bisogno e nemmeno che la sociologa esperta in video commentasse la scena come molestia da denunciare con relativi strascichi penali e risarcimento danni facendo scattare una sorta di caccia alle streghe quando bastava che la ragazza del personale affrontasse il palestrato esuberante ammiratore intimandolo di stare al suo posto senza disturbare i clienti, invece di spalleggiare “la vittima” per fare squadra al femminile come va di moda adesso.

Ma il Tempo delle Donne è anche questo: piuttosto che parlar sempre di molestie e vittime sacrificali sarebbe meglio per le donne lavorar su loro stesse per acquisire rispetto dignità e stima di sé tali da essere in grado di neutralizzare, con un'occhiataccia, una voltata di spalle oppure un gesto di fastidio che vale più di un diniego verbale, una molestia  subita facendo fare così  brutta figura al predatore sfacciato e pubblico esibizionista sgonfiandolo subito da ogni altro tentativo di avances.

Con le conquiste sociali di libertà ed indipendenza le donne dovrebbero essere in grado  di sbrigarsele da sole queste faccende. Il branco rosa no! Basta. Non è più il tempo.



 

lunedì 14 settembre 2020

SERATA VACANZIERA CON TRAVIATA OLANDESINA


Per tutti quelli che hanno trascorso le vacanze in città in mancanza di Sagre Feste del PD della Torta fritta del Cocomero della Grigliata e stanchi della solita Pizza, le serate sul divano sono state le più gettonate magari solo per rivedere repliche di vecchi programmi o film da poter scegliere anche su Rai Play che offre una vasta gamma per tutti i gusti.E' stata un'occasione per rivedere film datati o di genere dal drammatico alla commedia dal thriller al sentimentale.
Quest'ultimo è stata una vera sorpresa perchè difficilmente si va al cinema per vedere questo genere di film che si ritengono ingenui e leggeri per un pubblico di adolescenti mentre invece in questo momento vacanziero sono stati molto apprezzati come scacciapensieri per scaldare il cuore.

Non solo perchè molti fra questi provengono da produzioni estere per cui è stato interessante assistere a storie d'amore ambientate in località europee come per esempio Innamorarsi ad Amsterdam, o a Oxford, Capri Firenze e tante altre città con in comune tutti un lieto fine.



A rimaner impresso nella memoria è stato il primo Innamorarsi ad Amsterdam perchè l'ambiente con le case sull'acqua le barche usate come mezzi di trasporto invece della macchina,


i locali coloratissimi per un panino ed infinità di salse, le biciclette elettriche con il comando elettronico a distanza a bloccare i freni, nonché i personaggi diversissimi da noi nel look ha fatto da sfondo originale ad un film in apparenza leggero ed amorale fino a quando non ha avuto un sussulto di grande dignità nella protagonista la quale se è sempre stata fin troppo disinvolta nel mostrarsi seminuda e scosciata senza un briciolo di rispetto per ogni forma di borghese ipocrisia, si è rivelata molto decisa a non transigere per barattar l'amore con il denaro, quiei denari offertigli con disprezzo dal padre del suo fidanzato per convincerla a lasciarlo.

Infatti lei lo lascia sbattendogli l'offerta del padre in faccia mettendo tutti quanti della sua famiglia nello scompiglio che comunque prima di sfociar nel dramma induceva lo suocero a pentirsi e chiederle scusa per farla ritornar dal figlio.

Questo messaggio positivo da una sorta di fiera “Traviata Olandesina”,  e tutto il sentimento profuso in ogni dove, sul ponte degli innamorati o sulla barca dove la sorella di lei convive allegramente con una compagna di colore così come tutti gli altri rapporti familiari vissuti in libertà nel segno del rispetto per le scelte e spazi da vivere o lavorare, ha dato una sferzata di freschezza ad una serata afosa come le tante di tutto il mese di agosto.






La protagonista Sophie (Braca Van Doesbourg) è quella che spicca per originalità nel look di gusto stravagante ma non strappone con minigolfini, minigonne su gambe lunghe tipicamente nordiche ed un viso dai lineamenti dolci acconciato con un ciuffetto raccolto sulla fronte insieme ad altri sparsi sulla testa in modo asimmetrico con fili di mèches sul viso ad effetto spettinato apparendo un tipino molto avanti soprattutto se si pensa che il film è stato girato nel 2017.
Infatti l'acconciatura ha fatto tendenza anche sul red Carpet di Venezia dove l'abbiamo vista sfoggiare dalla Presidente di Giuria Cate Blanchett in prima serata. Uguale uguale!

giovedì 10 settembre 2020

IL SENSO DEL LUSSO SECONDO HITCHCOCK

Il senso del lusso dagli anni 50 ad oggi è profondamente cambiato specie a livello di abitazioni.
Negli anni 50 per esempio tutto era molto più piccolo anche se una casa poteva avere molte stanze, comunque sempre piccole, che giravano intorno all'ingresso, quanto meno in Italia dove si ispirava allo stile delle case del Romano Impero. 
Anche le ville Hollywoodiane erano di piccole dimensioni con una sola colf spesso a mezzo servizio. Le ville erano villette come quella di Marilyn Monroe per esempio alla quale facevano visita i fratelli Kennedy senza curarsi della modestia dell'arredo perchè il gioiello era lei.Oggi le personalità famose amano viverein mega-ville con saloni e camere da letto che sembrano piazze d'armi potendosi permettere di avere uno stuolo di domestici per la pulizia e manutenzione.
 Il lusso sfrenato rischia di scadere nel pacchiano ma non è detto perchè anche nelle case middle-class degli anni 50 il gusto kichts è spesso nel salotto-buono.
Lo abbiamo visto nel film Il Delitto Perfetto di Alfred Hitchcock ambientato in un appartamento borghese  di Londra occupato da due comiugi, dove è lei Margot (Grace Kelly) ad essere di famiglia facoltosa mentre  lui (Ray Milland) è un ex campione di tennis una star dello sport. Entrambi sono molto connessi con le abitudini dell'epoca dell'alta borghesia mantenendo un rapporto “sportivo” ed elegante non solo fra di loro ma anche con l'amante di lei ricevuto in salotto per un aperitivo prima di andare a teatro.

Tralasciando i secondi fini nascosti nella trama ci soffermiamo su note di costume tra il look di Grace Kelly e arredo della casa. Grace Kelly nell'interpretazione di Margot è decisamente penalizzata non aiutata dalla traduzione in italiano da una voce cantilenante che dice pure “non l'ho veduto” e con la perenne espressione del viso imbambolata dalla prima scena all'ultima delineando il tipico ritratto, secondo il regista Hitchcock della casalinga disperata anni 50 che gode di una certa indipendenza che però finisce quando il marito si impunta su un ordine deciso da eseguire senza discutere manifestato nel contesto con l'imperativo di completare un album con ritagli di giornali per passare la serata vietandole di andare al cinema perchè non c'era il televisore in casa. Un invito perentorio ma accompagnato dalle flautate parole cara, tesoro...”però questo è”, per farle ingoiare la pillola amara della sottomissione.

Grace Kelly non brilla in eleganza avvolta in un abito rosso da sera in tessuto sintetico ornato con pizzo di nylon che oggi definiremmo cineseria e siamo ben lungi dai fasti monegaschi di Caccia al Ladro o dal look aute couture della Finestra sul Cortile: l'unica scena che la riscatta è quella in vestaglia quando lotta con il suo aspirante assassino mentre cerca di soffocarla col filo del telefono. Questa è una sequenza che deve essere stata girata prima del film perchè si distacca completamente dalle altre avendo Grace i capelli corti e riccioli a boccoli che tintinnano insieme alla sua figura in lotta col filo al collo. Sono bastati questi attimi di pathos per rivelare la tempra di un'attrice di rara eleganza in un mix di sensualità e passionalità a confermar quel termine di "ghiaccio bollente" appositamente coniato per lei dal regista Hichcock che aveva una passione per le bionde glaciali col fuoco dentro così come l'altra sua musa Tippi Hedren con la quale comunque non ebbe un rapporto di rispetto passando alle molestie causa rifiuto avances.

L'appartamento nel Delitto Perfetto situato al piano terra con giardino nel retro è di una modestia incredibile composto da un salotto all'ingresso con piccola camera da letto con bagno e cucina, praticamente un “bilocale” arredato con pacchianissimo divano a fiori e angolo bar pieno di liquori per un sorsetto ad ogni occasione in coppia in triangolo o con amici canaglie come l'aspirante assassino. C'è pure l'angolo della scrivania, piccolissima giusto per fare spazio al telefono e ad un'agenda, e quello riservato al cucito con il tipico cestino con aghi e spilli, “spagnolette” e forbici che serve a “Margot” per riparare le calze di nylon rotte.  Evidentemente Hitchcock conosceva molto bene Grace Kelly e la sua passione per cucito e ricamo, che non ha abbandonato nemmeno quando era diventata principessa di Monaco, tanto che deve averlo ispirato nell'usare usare forbici come arma del delitto.

Altri tempi che ci portano a riflettere come a quel tempo si potesse vivere con una sola chiave in tasca permettendo a Hichcock di girarci intorno incrociandole fra coniugi e l'Ispettore di Polizia per costruire un film come una pièce teatrale. Un film datato e sopravvalutato ci spiace dirlo perchè per una volta il suo remake con Gwyneth Paltrow ha sicuramente convinto maggiormente (non così per Psyco invece perchè l'originale di Hitchcok resta unico) sia a livello di lusso “reale” che di intreccio della trama arricchita con location in esterni e scene d'azione del duro marito (Michael Douglas) più credibile nel suo cinismo senza pietà a differenza di quella sorte di damerino abbozzato da Ray Milland il quale tra l'altro pronunciandosi sul patrimonio della moglie Margot dice: “...per ereditare le sue sostanze”.
Il linguaggio è cambiato certo ma resta pur sempre la convinzione che questo film anche se molto famoso per la presenza di Grace Kelly non sia il migliore girato né da Hichcock né dalla Principessa di Monaco alla quale il principe Ranieri aveva chiesto di non interpretare Marnie sempre del grande regista del brivido ma più probabilmente ordinandoglielo cortesemente senza replicare, perchè “questo è”. Grace Kelly infatti si era sposata negli anni 50.


lunedì 7 settembre 2020

CORONA VIP

Appena scoppiata la pandemia del corona virus il Presidente Silvio Berlusconi si era ritirato in Costa Azzurra in una delle sue mega-ville per proteggersi dal contagio.
Appena tornata la calma con l'Italia in fibrillazione per partire dopo un doloroso lockdown per le vacanze il Presidente Silvio Berlusconi era tornato a casa in Sardegna in una delle sue mega-ville a nome Certosa e...tac| il virus l'aspettava per contagiarlo.Così di villa in villa è approdato al San Raffaele per essere seguito meglio nella sua malattia ricevendo le adeguate e necessarie cure.
Tutta l'Italia e non solo fa il tifo per lui perchè oltre all'uomo politico e d'affari scaltro e determinato c'è una persona amabile che fra le tante attitudini da gentlemen che gli sono unanimamente riconosciute possiede la rara virtù di amare le donne, a differenza di Flavio Briatore per esempio che dopo averne amate tante gli è rimasta fedele solo Daniela Santanchè.
Dopo aver incrociato le dita anche per Flavio Briatore che merita rispetto come vecchio leone manageriale così come Silvio Berlusconi, ci si trova a riflettere sul fatto che questo virus si sia diffuso fra la gente bene, quella del divertimento nel lusso che ha formato assembramenti “esclusivi” in Costa Smeralda.



Infatti fra i carnai delle altre spiagge italiane, ripreso alla grande come da copione vacanziero, il contagio non è stato altrettanto drammatico per cui ci si domanda  come mai  non abbia quasi attecchito nei Centri di Accoglienza fra le persone che vivono in condizioni igieniche pietose ammassate l'un l'altro dove i contagiati si possono contare sulle dita soprattutto fra quelli che sbarcano.
E' solo un' osservazione  per spostare comunque anche l'attenzione per par condicio sulla drammatica “invasione” che la Sicilia ha dovuto e continua a subire e sulla quale il Governo ha risposto con “un bonus” di taglio alle tasse o posticipandole alla fine dell'anno.Non si sa se siamo all'inizio di una seconda ondata ma quel che è certo è che il Governo ha assicurato che non ci sarà un altro lockdown puntando forse all'immunità di gregge modello Svezia.


Della spagnola che si è scatenata proprio nella seconda ondata fra gli assembramenti di feste e manifestazioni pubbliche senza mascherine nel periodo di “quiete” del virus, non se ne parla più per cui non resta a ciascuno che prendersi la responsabilità di sé nel rispetto delle regole essenziali di sicurezza come l'igiene delle mani, mascherina e distanziamento da tutti... incluso Vittorio Sgarbi come ha giustamente fatto l'attrice Sara Serraiocco sul palco del Festival di Venezia la quale lo ha allontanato gentilmente quando lui le sussurrava con aria da vecchio marpione qualcosa all'orecchio senza mascherina.

Chissà cosa le stava dicendo!  Non lo sapremo mai né tanto meno potremo  azzardare la fatidica battuta “Ti conosco mascherina!”. Ehhhhhh!

sabato 5 settembre 2020

CONTROCANTO DALL'INFERNO A PARMA IN CARTOLINA


Una conduttrice rai ha postato un video social come turista Vip  per decantare le bellezze della sua Parma seguendo passo dopo passo le indicazioni delle guide turistiche che van da Piazza Duomo alla Pilotta con incluso il Teatro Farmese, la Pinacoteca la Biblioteca e la stamperia Bodoni forse per omaggiare la Gazzetta di Parma.

Infatti la Gazzetta ha abboccato all'amo diffondendolo nel Tg e On line in una sorta di do ut des come se fosse caffé pagato inclusa la sua moka.
“Parma è chiamata la petit Paris” pigola la conduttrice “perchè non chiamare Parigi la Grande Parma?”.






Dopo questa imbarazzante sviolinata è passata al Festival Verdi noto in tutto il mondo così come le eccellenze gastronomiche. Io mi sono fermata ai salumi non avendo retto il seguito.
Premesso che nell'elenco delle bellezze ha dimenticato La camera di San Paolo dipinta dal Correggio con la cupola piena di amorini e la Chiesta della Steccata con le Vergini Stolte dipinte dal Parmigianino, mi permetto di aggiungere anche il Parco Ducale e Teatro Regio per poi iniziare un controcanto ad includere fra tante bellezze anche le problematiche della gente. Di Parma.


Fra cotanta immagine di benessere infatti molti parmigiani vivono in sofferenza e disagio che trovo giusto far conoscere.Su alcune linee Bus per esempio, come la 3 la 4 e 5 che sono le più frequentate, si formano assembramenti di passeggeri simil discoteche  perchè nessun conduttore, forse in mancanza di direttive,  si prende la responsabilità di non caricare altre persone quando il mezzo è già tutto esaurito con posti a sedere e qualcuno in piedi. Al disagio di questo assembramento si aggiunge anche quello di dover assistere alle conversazioni col telefonino senza mascherina con un caldo soffocante da togliere il respiro (già faticoso con la mascherina) perchè i finestrini sono ermeticamente chiusi.


La buona notizia è che arrivando all'Ospedale alla Torre delle Medicine, luogo di sofferenza, un medico vedendo la mia riluttanza a soffermarmi in quella sorte di ricettacolo di virus, mi ha rassicurato sul rischio Covid garantendo senza voler far del negazionismo che la pandemia sia in fase di esaurimento e difficilmente riprenderà come prima. L'allarmismo delle Tv e dei giornali secondo lui è esagerato ma se non bisogna abbassare la guardia sarebbe meglio non ascoltare i virologi che vanno in Tv per essere pagati mentre sono i medici che andrebbero seguiti, quelli che sono a contatto con i pazienti che rischiano la pelle perchè sono gli unici ad avere il polso della situazione che in questo momento è sotto controllo e difficilmente si perderà ancora.

Mi sono sentita rincuorata anche se il mio controcanto ora continua puntando il dito sulle celebrazioni culturali della nostra città perchè se è giusto che finalmente si mettano a partire non condivido l'enfasi e l'entusiasmo che le stanno accompagnando poiché si spengono al suono delle campanelle dell'apertura delle scuole fra paure ed incertezze proprio là dove fra i banchi di scuola c'è la culla della cultura a formare i bambini che rappresentano il nostro futuro.
Pertanto più che alle celebrazioni culturali sarebbe meglio orientare gli entusiasmi enfatici sulle scuole facendole ripartire a cuor leggero con un  sorriso che se pur nascosto dalla mascherina resti acceso nello sguardo.
Questo è quanto anche se disagi e sofferenze non finiscono qui.
Per tutto il resto comunque c'è sempre un bonus dietro l'angolo che aspetta ammesso che basterà a calmare un autunno che si prospetta molto caldo, ma sicuramente più del solito.
Niente panico comunque perchè Giuseppe Conte sta già lavorando alla serie “ogni problema ha una soluzione” tradotta in decreto legge: un bonus per tutti come fosse un'abbondante semina. Finita l'emergenza raccoglieremo...
”Ma son cocci!” Sì.

               

mercoledì 2 settembre 2020

HAIR STYLE TENDENZE DA VENEZIA

 E' iniziata la 77 Mostra di Venezia dove Cate Blanchet è Presidente di Giuria. Elegantissima come sempre alla conferenza stampa è apparsa con un'acconciatura che sta facendo tendenza in Europa già da diverso tempo.

A lanciarla sullo schermo è stata l'attrice olandese Braca va Doesburg nel film, in lista su Rai Play, Innamorarsi ad Amsterdam.



Come si evince dalle foto i capelli sono raccolti a ciuffetti partendo da quello principale arrotolato sopra la fronte intorno al quale se ne formano altri in modo asimmetrico e a piacere.

L'effetto è spiritoso conferendo un'aria giovanile. 

Braca van Doesburg, pur facendosi notare nel film per questa originale acconciatura, dovrà cedere il passo a Cate Blanchet per lanciarla come tendenza hair style...virale!