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giovedì 25 giugno 2026

OVERLAND UN PIACEVOLE RITORNO ANCHE SE IN FORMATO CARTOLINA

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Che piacevole ritorno in prima serata di Overland condotto da un Filippo Tenti irresistibile nel continuare quell'avventura iniziata dal padre Beppe circa 30 anni fa che abbiamo seguito anche se in seconda serata in orario comunque accessibile perchè la prima cominciava ad un quarto alle 21 e non alle 9,30 o addirttura 10 come su Canale 5 penalizzando la trasmissione che ne segue.

Certo il format è diventato meno On The Road con i mezzi che si impantanavano nel fango quando sfrecciavano nella Savana nei deserti e nelle montagne talebane passando dalla Cina e dal Giappone per finire fra i ghiacci della calotta Artica dove ricordo il procedere con i fari abbaglianti scivolando fra le lastre di ghiaccio.

E' stato il format più cazzuto prodotto dalla RAI primo fra tutte le altre Reti che ha parlato di viaggi avventurosi oltrepassando ogni confine e limite da superare per dimostrare la potenza dell'uomo sulla Natura e la solidarietà per ogni Etnia da studiare senza pregiudizi al solo scopo di farne conoscere l'esistenza in tutti gli aspetti culturali culinari sociologici e antropologici.

Insomma un'avventura che coinvolgeva tutto il Pianeta esplorato in lungo ed in largo con umiltà e profondo amore facendo la conoscenza di tanta umanità variegata arrivando alla conclusione semplice e lineare che tutto il mondo alla fin fine sia Paese perchè siamo tutti sulla stessa barca nel viaggio della vita che in questa ultima puntata,  si è diviso fra il Laos, definito non un Paese ma uno Stato d'Animo, e la Costa Rica.

Con il Laos è tornata alla mente la guerra degli Americani in Nord Vietnam che lo ha bombardato con milioni di bombe  facendo una strage fra la popolazione che tutt'ora dopo 60 anni continua a vivere nel terrore non tanto del ricordo ma per i campi minati  rimasti a perpetrare una strage fra agricoltori e bambini ignari che giocano.

Le guerre anche se sono tutte un fallimento, hanno una motivazione ma questa del Vietnam non si è ancora capita se non per giustificare un incremento dell'industria bellica alla quale faceva capo l'allora Presidente Lindon Johnson. Di più è top secret più ancora dei dossier UFO. La cosa curiosa è comunque che nel territorio fra le montagne le varie comunità mantengono culture e tradizioni tutte diverse fra loro dovuto alla mancanza di comunicazioni fra i villaggi i quali rimanendo chiusi nel loro piccolo hanno protetto la loro integrità che ora stanno perdendo con qualche apertura verso il progresso per l'introduzione della televisione e paraboliche le quali prendono comunque solo programmi Tailandesi facendoli aggiornare su Politiche straniere. Insomma siamo ancora molto indietro mentre le città si sono emancipate sul modello globale.

Il viaggio ha poi continuato in Costa Rica fra ambientalisti volontari provenienti da tutto il mondo che nell'intento di preservare spiagge e mare puliti fanno spedizioni per raccogliere rifiuti da riciclare o con i quali creare souvenir a seguir quel pensiero filosofico e scientifico che in natura nulla si distrugge perchè tutto si rigenera. 

Un'altra curiosità è stata la visita al Teatro dell'Opera costruito nel solco di quello italiano modello Scala con le Opere in Cartelloni dei Maestri italiani della Lirica ospitando tour importanti dei nostri Teatri.

Alla fine tanti flashback per ricordare l'impresa del padre rendendogli omaggio per il coraggio e la passione nell'affrontare tante avventure anche pericolose con pagamento di riscatto per sequestro o nel rischiare anche la vita. Tutto per amor dell'avventura, della conoscenza della divulgazione di un sapere che si può scoprire solo toccando con mano. E cinepresa in spalla. Questa era Overland mentre ora sembra più un viaggio formato cartolina che perde l'imprinting originario questo va detto essendo  ben diverso da quello a scorza dura e grezza del padre Beppe Tenti,  restando  comunque interessante grazie alla conduzione simpatica e accattivante di un piacione e coccolone diciamolo come il figlio Filippo, che probabilmente assomiglia a mamma.


martedì 23 giugno 2026

ANNI 50 QUANDO LE MAGGIORATE SPOSAVANO UN PRODUTTORE

 

Negli anni 50 se un'attrice voleva fare carriera assurgendo al ruolo di intoccabile, doveva sposare un produttore  o un personggio importante che la impalmasse rendendola orgogliosa di essere moglie-di.


E' il caso di tante attrici, le cosiddette maggiorate  da Sophia Loren sposata al produttore Carlo Ponti a Claudia Cardinale con Franco Cristaldi, da Silvana Mangano con Dino De Laurentis a Rosanna Schiaffino con Alfredo Bini

 

L'unica eccezione per Gina Lollobrigida che con determinazione riusciva a far carriera a livello internazionale contando solo sulla sua bellezza e talento. E scusate se era poco.

Con un buon matrimonio si assicurava la carriera elevandosi anche nei ruoli che da bonazze borgatare si trasformavano in protagoniste dei film in costume di produzioni americane perchè Hollywood era sbarcato a Cinecittà mettendo il quartier generale sulle ville sparse nell'Appia Antica.

Così dalla mondina Mangano di Riso Amaro , alla pescivendola Loren di Pane Amore e..., dalla borgatara Schiaffino nella Sfida alla terrona migrante Cardinale ne' I soliti Ignoti, rinascevano ammantate di divismo delle signore delle buona borghesia con outfits eleganti e cappellino in testa, quelle che nei cinegiornali venivano ossequiate  a differenze delle giovani attricette che si permettevano di prendere per i fondelli fino a farne delle suicide come in Io La Conoscevo Bene interpretata da Stefania Sandrelli  diventata l'emblema di quella schiera di giovani ansiose di fare cinema che dovevano far gavetta nel divano del produttore o posando maliziosamente per il paparazzo che conosceva tutti dell'ambiente o ancora del faccendiere profittatore del sottobosco  così ben rappresentato da Waler Chiari in Bellissima.

Storie comunque molto attuali perchè a tutt'oggi nei circoletti sia del cinema che della Tv sono tutt'ora presenti come signore conduttrici o come uniche degne rappresentanti del cinema italiano. Non è necessario fare nomi perchè sono talmente note che sicuramente sono state riconosciute.


lunedì 22 giugno 2026

IL ROSSETTO, LA GIOVENTU' CHE BRUCIA NEL BOOM ECONOMICO

 

Il Rossetto è un film di Damiano Damiani anni 50 (visto su Rai Play) con protagonista una ragazzina di 13 anni, che ha saputo reggere alta l'attenzione per tutto il film. 

Infanzia e adolescenza in quegli anni erano spesso in primo piano se si pensa a film d'autori come Ladri di Biciclette o I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, passando da Bellissima di Blasetti fino ad approdare negli anni 60 alle adolescenti pruriginose impersonate da una francesina a nome Catherine Spaak che esordiva con La Voglia Matta. 

Il Rossetto è una sorta di giallo con l'assassino che si rivela dalla prima scena , un bel ragazzo Gino con macchina di professione commesso viaggiatore di prodotti estetici che fa vita dispendiosa al di sopra dei propri mezzi perchè arrotonda in nero nel farsi mantenere da una ragazza di vita, come si diceva allora, sua coinquilina che uccide dopo aver conosciuto una ragazza della borghesia bene che intende sposare, un tema importato dall'America con Un Posto al Sole, ma comunque valido in ogni Paese.

Potrebbe farla franca se non fosse che la ragazzina a nome Silvana tampinandolo per essersi presa una cotta, lo avesse visto uscire dall'appartamento della prostituta uccisa, un partcolare che lei gli confida per fargli capire di coprirlo per amore giurandogli silenzio assoluto. Lui non si sa se a caso, o forse no, assomiglia in modo impressionante ad Elvis Presley  che nell'immaginario era quello che si innamorava di ragazzine minorenni, per cui il film ci marcia dentro su questo ritmo al suon della chitarra  del quale lui è cultore  amante della musica e delle canzoni che coltiva come hobby6

 


Una dote in più che affascina la ragazzina arrivando a non dargli più pace seguendolo in ogni dove fino al buio di un cinema nel quale si reca dopo un appuntamento mettendosi furtivamente il rossetto nella toilette per poi proseguire con una scampagnata dove lui le dà un bacetto sulla guancia. Ma la ragazzina quando scopre che lui è fidanzato con la ricca ragazza, impersonata da Giorgia Moll interprete ideale di questi ruoli incarnando perfetramente la troietta della buona borghesia che puo' consumare tranquillamente rapporti sessuali in camere d'albergo puntando al bel ragazzo ambizioso e intraprendente, fa una scenata al giovane  inducendolo a mettere le mai avanti andando a riferire al commissario dei Carabinieri (impersonato da Pietro Germi, poi diventato regista che in questo ruolo aveva girato diversi film) il qual intuisce la sua colpevolezza pur non riuscendo ad incastrarlo perchè nel confronto con la ragazzina l' aggressvità del giovane  ha la meglio facendola sembrare una sorta di seduttrice scaltra fornendo la prova del rossetto che lei ha ancora nella borsa e sulla quale si accanisce il Commissario chiedendo visita ginecologica umiliando la ragazzina. La quale risultando ancora vergine assolve il giovane assassino dall'etichetta mostro pedofilo.

Alla vigiglia delle nozze con la ricca ereditiera il bel giovane piacione viene fermato dal commissario che lo smaschera grazie ad un biglietto lasciato dalla ragazzina chiusa in collegio da una mamma troppo indaffarata col lavoro e a rincorrere il suo amante, dopo aver deciso di suicidarsi senza esito positivo per fortuna nel quale gli chiede perdono per il disturbo arrecatogli con la sua testimonianza che di fatto conferma.

A distanza di tempo il film è ancora più interessante nel rivedere come si viveva in quegli anni  del boom con le sartorie (l'atelier della mamma) di alta moda che si stavano imponendo, con i commessi viaggiatori un classico di O Neil, le ragazzine sveglie ma impigliate ancora in una serietà perbenista con le classi meno abbienti che usavano il foulard al postio del cappellino delle classi borghesi, le ragazze”di Vita” che erano sposate arrotondando di nascosto dal marito (e che oggi si sono evolute con i social) o esercitandolo spudoratamente senza vergogna di apparire sui giornali perchè tutta pubblicità, e soprattutto l'accanimento delle Istituzioni verso una ragazzina ritenuta poco di buono per un filo di rossetto messo ingenuamente mentre si ossequia la ricca ragazza che scopa senza problemi. E questo la dice lunga sul ruolo della donna in quegli anni dove l'adulterio (delle classi povere) era punito con il carcere e all'uomo erano concesse le attenuanti per il delitto d'onore.

Insomma un'Italia oscurantista clericale e misogina che la rivoluzione del '68 aveva di colpo spazzato di via liberando i costumi e aprendo la via verso l'emancipazione che a tutt'oggi, anche se a buon punto, non si può considerare completata. L'importante è andare avanti e non mollare.


lunedì 15 giugno 2026

IL PRIGIONIERO, UN FILM STORICO CHE AVVINCE

 

Che cosa è la vita senza l'amore? La vita è l'amore...per tutto quello che ti circonda e tutto quello che ti circonda ovvero il Cerchio Magico che nel film Il Prigioniero si forma intorno a  Miguel de Cervantes (Julio Pena) un bel giovane  zoppo con un braccio rotto dalla faccia dolce e dalla testa piena di sogni, di storie, di racconti che recita per un gruppo di compagni di agonia, prigionieri di un Pashià che li ha catturati per lasciarli liberi tramite riscatto. Il gruppo è formato da nobili spagnoli francesi e italiani catturati dai pirati nel 1580 per essere portati ad Algeri insieme ad altri passeggeri da vendere come schiavi.

Entrando in Algeri sembra di entrare all'Inferno rappresentato dal cortile nel quale sono ammassati girando intorno ad un pozzo di acqua circondato dalle malte mura del palazzo del Pashià Hassan Bajah che li guarda dall'alto all'ombra delle grate. Il cortile della penitenza che avrebbero dovuto scontare si rivela un'oasi di cultura con frati che annotano gli eventi raccontandoli nei minimi partcolari anche quelli raccapriccianti, per tramandarli ai posteri. Il giovane Cervantes con la sua dialettica forbita e fantasiosa viene notato dal Pashià che ne fa il suo garzone preferito, una sorta di Sheerazade che suscita interesse grazie alle storie fantasiose, coprendolo di attenzioni  di regali e concedendogli uscite premio fino al tramonto suscitando l'invidia di un frate il quale lo denuncia come ribelle complottista nell'organizzare una fuga, senza però riuscire nell'intento di farlo impiccare perchè il Pashià all'ultimo sussulto del giovane appeso al cappio ordina di lasciarlo ritrovandone il respiro mentre la passione si infiamma sempre più per questo giovane affascinante, colto, libero e fondamentalmente buono da non poter non essere amato e verso il quale prova tanto amore da lasciarlo libero di scegliere di andarsene.

Il film è bellissimo intriso in qell'atmosfera dei Paesi del Maghreb fatto di giornate lunghe soleggiate trascorse nel soddisfare i sensi del gusto e dell'olfatto tra il brusìo di un mercato vivace con botteghe che nascondono piaceri sodomiti scegliendo ballerini maschi travestiti da odalische, palazzi da mille e una Notte con fontanelle e giardini fioriti che danno in grandissime stanze fresche dove il languore va di pari passo con la sessualità consumata nei bagni turchi fra massaggi con oli profumati e accoppiate omosex. Il Pashià è interpretato da Alessandro Borghi il cui sguardo saettante dà la giusta luce sinistra di un uomo tagliato a metà essendo un italiano diventato Moro dopo l'abiura infame che gli ha comunque pernesso di arricchirsi governando Algeri con la stessa crudeltà che aveva subito vedendo la madre sgozzata da un Moro, non lesinandola nemmeno ai Cristiani suoi fratelli tenuti in prigione.

Il Pashià e Cervantes, duettano come padrone e schiavo con eleganza intellettulae mista a sottile crudeltà che alimenta il piacere del potere nel dominio che alla fin fine si rivela essere quella dello schiavo poiché il Padrone ne subisce il fascino cadendo nell'asservimento sessuale e sentimentale che tutto dà in cambio di un bacio d'amore piuttosto che di qualcosa di banale. Quel bacio che Cervantes lo schiavo alla fine gli rifiuterà per la libertà.

Il Prigioniero, diretto da Alejandro Amenabar è un bel film storico che da tempo non si vedeva al cinema curato in tutti i partcolari dalle location agli interni impregnato in quiei profumi medio-orientali che parevano sentirsi in sala tanto era intrisa l'atmosfera di quella sensualità così particolare che chiude la donna e apre gli uomini esaltando la pratica dei piaceri proibiti di sodomia e alcol dalla quale si eleva, come in un sogno raccontato da Cervantes, una giovane vergine maghrebina convertita al cristianesimo che butta il velo al vento perchè innamorata di Gesu'.



giovedì 11 giugno 2026

IL SESSO TRASGRESSIVO PATINATO TRA CINEMA E TV

 

Una fragolina in bocca, gli occhi bendati, il ghiacciolo che scivola fino all'ombelico e giù giù sempre più sotto, lì dove l'uccellin voleva volare, un infoiamento sotto uno scroscio d'acqua dalle tegole mettendo in evidenza le nudità di un corpo sinuoso sotto il vestito bagnato, con 9 Settimane e Mezzo il sesso trasgressivo patinato aveva segnato una svolta nel costume tornato castigato. A farla da padrone un balletto eseguito in sottoveste con movenze sexy per compiacere il partner che incitava a togliere tutto, finendo con lui rimasto come un baccala' mentre lei si scocciava perchè alla fin fine con tutti quiei giochetti-perditempo non si arrivava mai al dunque. Negli anni 90 in piena epidemia Aids il sesso al cinema era solo palesato e presentato in maniera elegante, ammesso che si possano aprire le gambe con eleganza.

Il sesso infatti non è mai elegante e se va di brutto ancora meglio. Alla trasgressione comunque avevano portato un certa dignità la Tv ammantando la regina dell'anale Moana Pozzi di un'aura da diva, non casta comunque, in grado di rispondere all'intervista di Pippo Baudo che con un elegante baciamano, l'aveva messa al centro per parlare di prostituzione alle casalinghe curiose di sapere come si fa, intrattenendole come una sorta di maitresse a penser.

Panse mia panse tua? No di un pensiero retroattivo su qualsiasi tematica, rendendo semplice quello che per loro poteva sembrare proibito.

Poteva bastare ma alla fine il cinema con la Trilogia delle 50 Sfumature..., riprendeva la tematica del sesso trasgressivo a luci rosse racchiuso dietro a una porta che dava alla stanza delle torture hard le quali comunque erano talmente chic e patinate da rendere irresistibile l'introduzione in quell'orifizio chiamato la tana del diavolo.

La protagonista che docilmente si faceva manipolare da una sorta di vampiro imprenditore di lusso, volava infatti in testa alle classifiche del box office nel  sottostare ai giochetti porno-gadget infilati fra biancheria di seta, tacchi a spillo pizzi e merletti e mascherina che sarebbe diventata un must al tempo del covid in un mix di moda e pandemia ad effetto virale.

Sì perchè abbassando ogni tabu' l'anale si è sempre più diffuso nel costume delle donne diventando una pratica normale dopo anni di posizioni da missionario, delle quali si sono finalmente liberate. Dopo secoli e  millenni di sudditanza al maschio per il suo sollazzo si sono prese anche loro quel piacere che era tutto una sua esclusiva di orgoglio omo, in nome della parità tanto agognata.

E fu così che dal Posto delle Fragole a metterla in quel posto il passo è stato lungo  un ventennio passato dalle foglie al vento al sedere in vista-vision tra cinema o Tv. A piacere.


domenica 7 giugno 2026

CAMPIONI DEL MONDO, Italia Loves Unesco. UN CONCERTONE BELLISSIMO

Quando si entra in campo per vincere la coppa Campioni la RAI non la batte nessuno.

Con un dispendio di mezzi, una numerosa squadra di addetti ai lavori, un ensembla di artisti eccellenti e una scaletta che è tutto un programma per far entrare in scena l'opera Lirica insieme a quella napoletana a rappresentare il made in Italy conosciuto in tutto il mondo e diventato secondo l'Unesco patrimonio dell'Umanita',  un boato ha accolto la conduttrice Milly Carlucci, e non poteva che essere lei, a presentare con la Marcia dell'Aida, Campioni del Mondo Italia Loves Unesco.all'Arena di Verona gremita fino all'ultimo gradino.

Un concertone così non si era mai visto perchè questa volta la RAI ha veramente esagerato non facendodo mancare nulla agli spettatori dell'Arena e del pubblico a casa che ha gioito all'unisono avendo soddisfatto i gusti di tutti.

Sul palco infatti abbiamo visto tanti artisti della canzone italiana e napoletana in primis con Serena Rossi molto sensuale nella figura in abito sottoveste luccicante e appassionata bel cantare la sua Napoli, Massimo Ranieri, Sal da Vinci e tanti altri come Gianni Morandi  che si sono alternati con le romanze più famose dell'Opera Lirica con tutti i suoi autori maestri del Bel Canto da Verdi a Puccini, da Rossini a Donizzetti con la partecipazione come Guest Star di Placido Domingo per un brano della Traviata Libiam nei Liei Calici.

Come potevano mancare le nozze di Figaro col “tormentone” canticchiato da sempre Figaro qui figaro là figaro figaro fi-ga-roooooo per un barbiere di qualità: Figaro quaà.....

E infatti poco dopo è apparsa in scena Patti Smith in tutta la sua forza di strega e vestale a riproporre con immutato carisma ed energia la canzone Because The Nighjt scritta con Bruce Sprinsting che ha rappresentato la bella gioventu' degli anni 70 ribelle e anticonformista post-sessantottina.

Patti Smith ha poi introdotto la soprano.Maria Agresta nel ruolo di Cio Cio San con il brano Un Bel dì Vedremo tratto da Madame Butterfly e casavvo di Battaglia delle soprano Maria Callas e Renata Tebaldi (la quale con questo brano aveva battuto la divina Maria per la celestiale voce più in sintonia con il personaggio.

A colpire è stata la grazia e leggerezza del Don Giovanni di Mozartcantata con un duo di giovani baritoni gagliardi bellissimi Mattia Oliviero e Alessio Arduini , difficili da trovare nell'opera Lirica, che hanno letteralmente giocato con le note fra piatti di spaghetti e calici di vino facendo intravedere fra il gruppo di corte Tre chef stellati capitanati da Carlo Cracco che ha curato l'allestimento di scena i quali hanno ricevuto un premio per la loro cucina innovativa.

E per finire, il coro dell'Arena di Verona che ha cantato il Va Pensiero recitato da ciascun corista con quel pathos che mette i brividi, con a seguire l'Inno di Mameli che ha coinvolto il pubblico emozionato nel cantare tutti in piedi.

Fuori dall'Arena il fedelissimo di Milly Paolo Belli ha presentato l'allestimento del ricevimento a fine spettacolo dove ballerini travestiti da camerieri hanno danzato apparecchiando le tavolate  situate fra banchetti di ortofrutta, salumi e formaggi tutti prodotti DOC del made in Italy.

Insomma un tripudio di tutto quell'Eccellenza italiana che l'Unesco ha nominato Ptrimonio dell'Umanità.

Una festa che ha reso orgogliosi gli Italiani molto più di quanto abbia fatto la parata dei divi, Paola Cortellesi in primis, a parlare della Costituzione dall'alto della sua autorevole esperienza di regista-opera prima nella quale interpretava una donna che andava a votare, quasi uno spot del suo film.

Lo spettacolo dell'Italia era tutto su Rai Uno in diretta dall'Arena di Verona perchè questa è l'Italia che hanno fatto gli italiani col loro ingegno, manualità, il talento artistico nel campo della musica ma anche della moda, dell'arte della cultura con un patrimonio unico al mondo  che nessuno può eguagliare nemmeno a livello di bellezze naturali da Nord a Sud, isole incluse. Italia Forever!


Il romanzo è la cronaca di un giorno reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un'umanità rinnovata. L'intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del giorno 16 giugno 1904 - data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà "diventare uomo" - fino alle prime ore della notte della giornata seguente.

Il protagonista principale dell'Ulisse, è l'ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo tollerante, di larghe vedute e grande umanità. La vicenda si svolge nell'arco di una giornata a Dublino con un susseguirsi di eventi in parallelo con il poema di Omero e dei personaggi del Poema. Ad accompagnarlo come protagonisti cono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato dalla vita e dalle forze politiche e religiose che lo costringono, Stephen Dedalus e Molly Bloom, la moglie di Leopold vera e propria regina del romanzo che a differenza diella fedele Penelope tradisce Ulisse non potendo reprimere i suoi istinti carnali corposi e prorompenti.





sabato 6 giugno 2026

DUA LIPA E CALLUM TURNER, UN MATRIMONIO DA FAVOLA

 

Nel panorama mediatico tra la bionda e la bruna emerge la bruna. Bella e carnale le movenze da panterina è Dua Lipa la star del pop più accalamata.

Reginetta dei social dove imperversano stacchetti con la sua falcata gagliarda in costume dorato o  pailettes fra ventagli di piume dove fa capolino ancheggiiando per cantare una canzone Dua Lipa ha incantato tutti con la prorompente e scintillante personalità.

Se nel 2024 a primeggiare era Taylor Swift col suo Tour da Londra Berlino e Italia, quest'anno la scena è tutta per lei, imitatissima anche dalle cantanti di casa nostra con Elodie in primis senza riuscire ad imitarne il sex appeal. 

Sì perchè quella di Dua Lipa è una sensualità gioiosa che invita all'happening, perchè la sua creatività tra costumi e coreografie, travolge suscitando entusiasmo e ammirazione per “tanta “ così confezionata bene, senza alcun accenno di morbosità anche nei quadretti che potrebbero essere tradotti in trasgressivi se non fossero ammantati di ironia eleggerezza a renderla  elegante in un erotismo tutto intriso di joi de vivre.


La sua popolarità ha raggiunto l'apice con l'incontro del modello e attore Callum Turner anche lui dotato di forte sex appeal per cui insieme fanno scintille facendo coppia esplosiva che fa sognare tanta è la felicità che sprizza da tuttii loro sorrisi mentre si guardano si abbracciano si baciano si coccolano come due innamorati persi l'uno nell'altra.

Un magico incontro che ora è stato coronato con un m matrimonio da favola scengliendo come location la città di Palermo che i detrattori hanno indicato come città mafiosa mentre invece a portarla alla ribalta fra le star Hollywoodiane sono state le sfilate di Dolce e Gabbana con le ospitate di Sharon Stone, Jennifer Lopez, Madonna e tanti altri attori che amano l'Italia ed i suoi paesaggi da cartolina e che scelgono come location per vari festeggiamenti.


Asteniamoci da ogni previsione sui possibili ostacoli che potrebbero incontrare nel conciliare i rispettivi impegni per le loro carriere, essendo lui attore e lei cantante in tour per il mondo,  pensiamo ad un finale da favola com'è giusto per quella che stanno vivendo, ...e vissero felici e contenti...come se fosse sempre questo bellissimo giorno del loro matrimonio.


venerdì 5 giugno 2026

LA SALA PROFESSORI E I PROBLEMI DELLA SCUOLA

Per riallacciarmi al discorso dei professori aggrediti davanti alla scuola Leonardo da Vinci di Parma della quale ha parlato tutta l'Italia, c'è un film ora su Rai Play, La Sala dei Professori, che dà alcune dritte sulla vicenda.

La storia è quella di una giovane professoressa molto responsabile precisa volonterosa e seriamente convinta del suo ruolo di educatrice oltre che di insegnante di tante materie di una classe in particolare dove i ragazzi sono svegli, collaborativi e molto indipendenti nelle opinioni su professori e sul ruolo della scuola nella quale hanno fondato un giornale di classe che fa venire in mente quello storico de' La Zanzara ai tempi del liceo post-sessantottino.

Non so se vige ancora questa pratica nelle scuole ad insegnar l'arte del giornalismo facendo crescere gli studenti nella convinzione che siamo tutti giornalisti. Infatti basta guardare i social dove se anche sono pieni di fake news si raccolgono consensi di milioni di follower tanto che più sono fakes più vengono prese in considerazione per cui non si sa più quale siano le fonti credibili alle quali attingere essendosi tutti più o meno adeguati.

La giovane professoressa è veramente una roccia, quel che si suol dire una donna ferma nelle sue convinzioni che porta avanti con zelo in nome della verità, intesa come onestà e punto imprescindibile di una persona e della scuola stessa dove da un po' di tempo avvengono furtarelli che non si sa a chi attribuire.

Ad essere presi di mira per primi sono i ragazzi con uno in particolare perchè straniero e con molti spiccioli in tasca da spendere senza alcun esito comunque perchè poi si scoprirà la ladra nella persona di un'addetta alla segreteria.

La professoressa si accolla la responsabilità di difendere il figlio di questa signora manolesta, nonostante la sua ostilità non accettando la colpa della madre, subendo ogni tipo di angherie pur di far valere la sua idea che i ragazzi vadano protetti e non puniti.

Un discorso che porta avanti a costo di ricevere offese da parte di colleghi, insulti dea parenti degli scolari e un voltafaccia dei ragazzi stessi che tramite il giornalino di classe l'attaccano pesantemente fino a farla vomitare.

Come finisce? Alla fine gli studenti sono messi tutti in riga dal sistema scuola che applica una linea dura, mentre quello più dissidente nel sfidare la professoressa fino all'ultimo rifiutandosi di assentarsi per ottemperare il decreto di sospensione nei suoi confronti, verrà portato via dalla polizia per portarlo a casa a viva forza.

La domanda è se valga la pena subire per questioni di principio a costo di rimetterci la salute? Sì perchè la scuola ha bisogno di queste eroine a mettere ordine e assoluto rispetto dei principi fondamentali di una società civile, di cui fa parte in primis il nucleo scolastico più di quanto faccia quello famigliare,  da apprendere e seguire nel rigore e nella disciplina uscendo dal caos dove tutti sblaterano senza nessuno che diriga perchè i professori sono contro i colleghi i quali hanno contro anche i parenti mentre i ragazzi minacciano denunce intimando gli insegnanti al silenzio.

A questo punto è arrivata la scuola, in perenne attesa che qualche prof. sfigata/o si sacrifichi fino a rimetterci in salute, per il bene  di un nucleo scolastico dove  ad essere assenti non sono gli alunni che marinano la scuola o gli insegnanti sempre in malattia con i parenti che si intromettono, perchè il problema è l'assenza dello Stato.  


lunedì 1 giugno 2026

C'E' ANCORA DOMANI LA CONQUISTA DEL VOTO DA PARTE DELLE DONNE

  Ne avevamo bisogno. Lo scossone che ha smosso il cinema italiano dal torpore in cui era immerso ha riportato gli spettatori a riempire le sale come un tempo che fu. Ben vengano le idee nuove anche se “copiate” da fonti autorevoli C'è Ancora Domani è infatti un pout-pourri di ambienti e situazioni già vissute, viste sul grande schermo grazie ad autori come Vittorio De Sica, Alessandro Blasetti Luchino Visconti che hanno narrato l'Italia del dopoguerra mostrando le donne casalinghe che si ingegnano come pitevano per fare lavoretti di cucito, iniezioni, riparazioni e quant'altro a loro portata per racimolare qualche soldo da consegnare al marito non dopo aver fatto la cresta al già misero guadagno. Il film è una rievocazione e un omaggio a questo cinema che ha fatto alzare la testa all'Italia nel riemergere dalle macerie mettendo le basi per il boom degli anni 50. Le donne sono le eroine di questo periodo perchè si sono rimboccate le maniche prendendo spesso la parte dei loro uomini tornati dalla guerra, da  entrambe le fazioni comuniste e fasciste, feriti e indeboliti nella tempra perchè in ogni guerra non c'è mai un vincitore. 

Ecco perchè non ci piace il femminismo visto da Paola Cortellesi, regista nella sua opera prima, perchè le donne come la protagonista Delia, non erano così maltrattate e sottomesse pur non avendo ancora acquisito il diritto al voto. Il quale lo hanno conquistato donne come le nonne che noi tutte abbiamo avuto in famiglia dove ormai il matriarcato aveva soppiantato da tempo il mito del maschio “padre o marito-padrone” fin troppo assente da casa e dunque sbattuto fuori dalla giurisdizione patriarcale. 

La protagonista Delia nella sua condizione di asservimento totale è un insulto alle donne che  hanno invece affiancato i loro uomini coraggiose e impavide nella resistenza, e sono tante.Così se val bene bene la carrellata scenografica in C'è Ancora Domani sugli arredi dell'epoca come il fornello e le prime cucine a gas, le camere da letto sovraffollate, la macchina da cucire immancabile in qualche angolo, le stoviglie (sempre dono di nozze)  custodite tutto l'anno nella credenza con il servizio di bicchieri di cristallo in bella vista dalle vetrinette con centrini, tirate fuori per le feste di Natale Pasqua o per festeggiare fidanzamenti, matrimoni, funerali, con la tovaglia bianca di lino che ogni famiglia anche la più povera aveva riposto nel baule insieme alle lenzuola ricamate a mano rifinite con i punti a giorno o gigliuccio al profumo di lavanda, quello che non quadra è proprio Delia rappresentata come una figura patetica (che con la siringa in mano è ben lungi dalla forza dirompente di una Magnani in Bellissima o il candore genuino di una vittima come Giulietta Masina ne' Le Notti di Cabiria) perchè, anche se ammantata di dolcezza con molta ironia è capace di azioni subdole come quella di restare indifferente alla morte dello suocero ignorandolo per poter scappare con l'amante, sfruttando l'unica possibilità che ha di fuggire da casa e dal marito violento, perchè altrimenti non saprebbe dove andare. A trovarsi un lavoro, no? Passi il paesino di provincia, ma Roma! 

Oppure ancora peggio facendo passare Delia sopra al fatto che la figlia si  sistemi con un giovane di famiglia benestante il cui padre si è arricchito facendo l'informatore dei tedeschi consegnando loro molti uomini, mentre non transige quando sente il ragazzo rivolgersi a sua figlia con la stessa arroganza di suo marito rozzo e manesco (magistralmente interpretato da Valerio Mastrandrea sempre in canotta sudaticcia in stile Stanley Kowalski di Un Tram che si Chiama Desiderio) facendo emergere la presa di coscienza di una casalinga disperata piuttosto che la persona orientata verso l'ideologia di sinistra. E movimento femminista.

Insomma qualcosa non quadra ma il film comunque piace per la presenza di Paola Cortellesi sempre irresistibile nel delineare personaggi fuori dalle righe come la protagonista di C'è Ancora Domani che comuque rappresenta una minoranza perchè per fortuna è la maggioranza che ha conquistato il diritto al voto. Se le donne fossero state tutte a livello di Delia saremmo ancora prenderle di santa ragione a seguir quel detto del saggio maschilista: “Quando vai a casa picchia tua moglie, tu non sai perchè ma lei sì” Tiè! Uomini tremate... Col diritto al voto le donne non si sono più fermate, anche se la strada è ancora lunga, con tante leggi da fare da cambiare...ma se una donna in Italia è diventata premier, possiamo dire di essere a buon punto. Domani si vedrà...


FOLLEMENTE CON UN BACIO INTIMISSIMO

                      



 Follemente, diretto da Paolo Genovese,  non è un film d'amore semplice e romantico, ma di rapporti complicati che iniziano con il sesso  dopo incontri al buio.

Lui (Edoardo Leo) è un professore con famiglia ex alle spalle che si presenta già arrapatao di suo, imbolsito quanto basta per desiderare di chiudere l'affare pur disponendosi volonteroso al rito dei preamboli d'obbligo fra persone responsabili.

Lei (Pilar Fogliati)  è una single imprenditrice  soddisfatta della sua vita del suo lavoro, un filo spocchiosetta generazione millenials.

Finalmente un film intelligente, ed ecco la cronaca: impronta teatrale, dialoghi serrati incalzanti in palleggio brillante con rush finale del giococ maschio...Gol!

Ma non è finita. A stupire è il passo indietro di luiper mettersi in ginocchio e coinvolgere anche la partner  facendola venire a fine partita.

L'importante non è vincere, ma partecipare. Esultanza per tutti anche del coro, una sorta di esemplari maschi e femmine, che commentano le gesta del preludio  facendo tifo l'uno per l'altra prima di arrivare al culmine del piacere: egoista quello di lui in un ci-dò che ci-dò, miagolante da gattina in calore quello dilei che aspettava solo a farsela leccare meravigliandosi nel trovare un ver Campione del settore “là dove non batte il sole”

E fu subito amore. Dedicato a tutti gli uomini che “ci fanno stare bene”.