mercoledì 20 dicembre 2023

IL METODO FENOGLIO - L'ESTATE FREDDA

 Il Metodo Fenoglio L'Estate Fredda è una fiction a ritmo lento con una cadenza dolente che accompagna il passo felpato del protagonista, il maresciallo dei Carabinieri di una Caserma di Bari Pietro Fenoglio pervaso da infinita tristezza mentre conduce le sue indagini. Se tutte le fiction investigative hanno sempre qualcosa in comune risultando molto simili tra loro “il protagonista “ha sempre delle caratteristiche ben precise che si identificano perfettamente con l'attore che interpreta il ruolo e che in questo caso è Alessio Boni calatosi molto bene nei panni del personggio. Fenoglio non è un Montalbano dalla forza virile, né uno Schiavone dai modi rudi e spicci, perchè incarna un nuovo tipo di investigatore dotato di cultura gentilezza con un aplomb aristo che ci evita di vederlo ansimare nel correre saltare inseguire o tampinare il malavitoso, da ammanettare senza atteggiamenti trionfalistici per averlo catturato, perchè mantiene costantemente un'aria afflitta non imputabile a problematiche personali alle spalle irrisolte ma per il suo coinvolgimento emotivo nelle indagini che in questa serie di L'Estate Fredda riguardano la morte di un bambino, Damiano figlio del boss Nicola Grimaldi, a seguito di rapimento per richiesta di riscatto. 


La pietà che lo scuote nel profondo lo porta alla negazione di concepire un bambino con la compagna Serena Morandi (Giulia Bevilacqua) che invece lo desidera ardentemente
restando molto delusa nell'espressione di sollievo da parte di Fenoglio di fronte ad un “falso allarme” di gravidanza. La coppia entra così in crisi che la compagna attribuisce ad una mancanza di responsabilità concreta di un rapporto anche se consolidato da molti anni, creando un distacco affettivo tale da permettere al Giudice Gemma D'Angelo, assegnata al caso del piccolo Damiano di suscitare l'interesse, oltre il lavoro,  del maresciallo Fenoglio il quale si offre di appoggiare il magistrato, dopo un lungo e appassionato bacio, nella riapertura del caso del fratello morto improvvisamente, ufficialmente e frettolosamente archiviato per overdose. Le indagini procedono portando alla luce con la collaborazione di un pentito malavitoso Vito Lopez (che poi si rivelerà essere il vero padre biologico del piccolo Damiano che il suo Capo il boss Grimaldi crede invece sia figlio suo) una rete mafiosa denominata Società Nostra che opera in tutti quiei settori che portano ad arricchimento facile come droga, pizzo, sequestri, estorsioni per recuperi crediti ecc. la quale fa capo a boss mafiosi come l'arrogante e violento Grimaldi, 

o a nomi eccellenti come lo zio  dell'avvocato che corteggia insistentemente il Giudice D'Angelo la quale intuisce invece che lui abbia delle responsabilità nel caso della morte di suo fratello. 

Meno male che questo fratello del giudice Gemma D'Angelo non riappare nella fiction con qualche flash per dare dritte, consigli o consolare il caro rimasto in vita così come abbiamo visto replicare in tante fiction investigative la cui curiosità sta nel fatto che, pur essendo tratte da libri di importanti autori, si somiglino molto tra di loro con tanti punti in comune nel racconto: in Lolita Lo Bosco era il caso del caro estinto nella figura del padre che il sostituto Procuratore porta avanti nelle indagini con un fedelissimo collaboratore scoprendo che l'avvenente suo corteggiatore, così come con  la D'Angelo nel Metodo Fenoglio,  proprietario di uno Yacht era coinvolto nel caso,  e pure in in Rocco Schiavone il punto in comune con Fenoglio era la poca affidabilità dell'amico collaboratore, o tante altre analogie.

La svolta l'aveva data la serie Per Elisa, dove le indagini andavano di pari passo con gli eventi storici o drammatici che hanno segnato il nostro paese e che in Fenoglio sono stati puntualmente ripresi in sottofondo con l'incendio del Petruzzelli, le stragi di Falcone e Borsellino a dare una scossa al ritmo lento della fiction ambientata in quel primo decennio anni 90. Insomma tante belle idee che vengono comunque subito replicate e moltiplicate inducendo spesso a cambiar canale in attesa di un racconto originale anche se i protagonisti come detto sopra funzionano tutti alla grande ivi comprese quelle in gonnella, da Imma Tataranni a Lolita Lo Bosco.  Così ora ci permettiam l'osservazione che ormai non faccia più testo la rivelazione del nome dell'assassino all'ultimo momento come  “sorpresa”! finale seguendo la scuola di pensiero del giallo classico, Agatha Christie in primis! E su questo punto dell'assassino rivelato fin da principio, ancora una volta si potrebbe indicare nella miniserie Per Elisa un format investigativo che abbia aperto una strada per rinnovar le fiction, ma questa è un'altra storia basata su fatto di cronaca vera. E allora è dalle produzioni straniere che ci sarebbe molto da imparare come per esempio nella serie spagnola “Rapa” sia a livello di suspence, molto importante nelle indagini investigative, sia a livello di racconto perchè ad essere in primo piano sono la vittima con tanti flash per ricordar chi fosse, con a seguir tutto il pathos dell'assassino (scopertosi quasi subito) perchè il racconto investigativo si dipana nel dargli la caccia in una sorta di gioco del gatto col topo e intorno al quale si svolgono anche le storie dei vari protagonisti.


martedì 21 novembre 2023

C'E' ANCORA DOMANI

 Ne avevamo bisogno. Lo scossone che ha smosso il cinema italiano dal torpore in cui era immerso ha riportato gli spettatori a riempire le sale come un tempo che fu. Ben vengano le idee nuove anche se “copiate” da fonti autorevoli C'è Ancora Domani è infatti un pout-pourri di ambienti e situazioni già vissute, viste sul grande schermo grazie ad autori come Vittorio De Sica, Alessandro Blasetti Luchino Visconti che hanno narrato l'Italia del dopoguerra mostrando le donne casalinghe che si ingegnano come pitevano per fare lavoretti di cucito, iniezioni, riparazioni e quant'altro a loro portata per racimolare qualche soldo da consegnare al marito non dopo aver fatto la cresta al già misero guadagno. Il film è una rievocazione e un omaggio a questo cinema che ha fatto alzare la testa all'Italia nel riemergere dalle macerie mettendo le basi per il boom degli anni 50. Le donne sono le eroine di questo periodo perchè si sono rimboccate le maniche prendendo spesso la parte dei loro uomini tornati dalla guerra, da  entrambe le fazioni comuniste e fasciste, feriti e indeboliti nella tempra perchè in ogni guerra non c'è mai un vincitore. 

Ecco perchè non ci piace il femminismo visto da Paola Cortellesi, regista nella sua opera prima, perchè le donne come la protagonista Delia, non erano così maltrattate e sottomesse pur non avendo ancora acquisito il diritto al voto. Il quale lo hanno conquistato donne come le nonne che noi tutte abbiamo avuto in famiglia dove ormai il matriarcato aveva soppiantato da tempo il mito del maschio “padre o marito-padrone” fin troppo assente da casa e dunque sbattuto fuori dalla giurisdizione patriarcale. La protagonista Delia nella sua condizione di asservimento totale è un insulto alle donne che  hanno invece affiancato i loro uomini coraggiose e impavide nella resistenza, e sono tante.Così se val bene bene la carrellata scenografica in C'è Ancora Domani sugli arredi dell'epoca come il fornello e le prime cucine a gas, le camere da letto sovraffollate, la macchina da cucire immancabile in qualche angolo, le stoviglie (sempre dono di nozze)  custodite tutto l'anno nella credenza con il servizio di bicchieri di cristallo in bella vista dalle vetrinette con centrini, tirate fuori per le feste di Natale Pasqua o per festeggiare fidanzamenti, matrimoni, funerali, con la tovaglia bianca di lino che ogni famiglia anche la più povera aveva riposto nel baule insieme alle lenzuola ricamate a mano rifinite con i punti a giorno o gigliuccio al profumo di lavanda, quello che non quadra è proprio Delia rappresentata come una figura patetica (che con la siringa in mano è ben lungi dalla forza dirompente di una Magnani in Bellissima o il candore genuino di una vittima come Giulietta Masina ne' Le Notti di Cabiria) perchè, anche se ammantata di dolcezza con molta ironia è capace di azioni subdole come quella di restare indifferente alla morte dello suocero ignorandolo per poter scappare con l'amante, sfruttando l'unica possibilità che ha di fuggire da casa e dal marito violento, perchè altrimenti non saprebbe dove andare. A trovarsi un lavoro, no? Passi il paesino di provincia, ma Roma! 

Oppure ancora peggio facendo passare Delia sopra al fatto che la figlia si  sistemi con un giovane di famiglia benestante il cui padre si è arricchito facendo l'informatore dei tedeschi consegnando loro molti uomini, mentre non transige quando sente il ragazzo rivolgersi a sua figlia con la stessa arroganza di suo marito rozzo e manesco (magistralmente interpretato da Valerio Mastrandrea sempre in canotta sudaticcia in stile Stanley Kowalski di Un Tram che si Chiama Desiderio) facendo emergere la presa di coscienza di una casalinga disperata piuttosto che la persona orientata verso l'ideologia di sinistra. E movimento femminista.

Insomma qualcosa non quadra ma il film comunque piace per la presenza di Paola Cortellesi sempre irresistibile nel delineare personaggi fuori dalle righe come la protagonista di C'è Ancora Domani che comuque rappresenta una minoranza perchè per fortuna è la maggioranza che ha conquistato il diritto al voto. Se le donne fossero state tutte a livello di Delia saremmo ancora prenderle di santa ragione a seguir quel detto del saggio maschilista: “Quando vai a casa picchia tua moglie, tu non sai perchè ma lei sì” Tiè! Uomini tremate... Col diritto al voto le donne non si sono più fermate, anche se la strada è ancora lunga, con tante leggi da fare da cambiare...ma se una donna in Italia è diventata premier, possiamo dire di essere a buon punto. Domani si vedrà...

NOTA DI COSTUME su fatto di cronaca.

 SALUTE MENTALE “Nostro figlio è impazzito. Non c'entrano patriarcato e possesso”. I genitori di Filippo  Turetta il fidanzatino che ha ucciso Giulia Cecchettin si sono così espressi pur ritenendo giusto che il figlio paghi la sua colpa. In effetti, quante ragazze hanno avuto un fidanzatino geloso e possessivo che non le lasciava andare a mangiare una pizza con le amiche rendendosi ridicolo agli occhi delle stesse una volta scovato a spiare fuori dalla pizzeria in attesa di portare la sua ragazza a casa. Lui e non le amiche. Poi col tempo il ragazzo si è calmato  una volta sposato e con l'arrivo dei figli, il lavoro e tante responsabilità che non hanno lasciato più spazio a capricci come le scenate di gelosia tanto da far pensare alla ragazza che non le volesse più il bene di prima rimpiangendo le sue attenzioni asfissianti, invece di essere felice che fosse finalmente maturato mettendo la testa a posto.

Ecco il problema sta proprio qui nella testa che col tempo invece di andare a posto può trasformarsi in testa di c...o specie se il membro è al vertice al quale molte donne si sottomettono perchè  (come la protagonista di cui sopra) "non sanno dove andare se sono casalinghe con prole ", oppure perchè sanno benissimo dove andare...(per far carriera). La categoria del maschio dominatore è la più gettonata da quelle numerose donne che ne subiscono il fascino e dove c'è domanda c'è offerta per cui su questo punto bisognerebbe che si facessero tante domande sulle pari opportunità in tanti settori che non decollano. 

Purtroppo questo è il normale corso della vita mentre il resto è follia, quella che i giovani corrono il pericolo di intraprendere con l'ossessiva ricerca sui social  dove se ne vedono di ogni quanto basta per far sballare delle menti  ancora in fase di formazione della personalità insieme ad alcol droghe e sesso porno. Se i ragazzi forti ce la fanno quelli fragili vengono succhiati in una spiarle di esaltazione euforica o depressiva in misure tali da far perdere i freni inibitori e perpetrare azioni  autodistruttive o di feroce violenza sugli altri. La salute mentale è il problema.

giovedì 16 novembre 2023

CORPO LIBERO, GINNASTE IN DOPING

 

Corpo Libero è una miniserie Tv (ora su Rai Play) fra le più interessanti viste in questa stagione per la trama insolita e originale ambientata in ambito sportivo. E' la storia di un gruppo di ginnaste giovanissime che formando un corpo solo e un'anima sola sono seguite negli allenamenti da una coach  (Antonia Truppo, bravissima) richiamata al lavoro dopo un periodo di squalifica per abuso di alcol che le aveva fatto allentare l'attenzione sulla performance di un'atleta che cadeva rovinosamente, e un medico  (Filippo Nigro) per conquistare il primo posto in una compatizione internazionale allestita in un posto di montagna alpino immerso nella neve. Gli esercizi ginnici si susseguono dopo allenamenti estenuanti e molto duri che ruotano intorno ad un misterioso omicidio dell'atleta straniera più brava e promettente  soprannominata Libellula che emerge dalla squadra Polacca a cui appartiene.

Le giovanissime atlete sono sottoposte a prove difficili da superare  come i bagni in acqua gelata o tuffi notturni in mezzo alla neve con levatacce all'alba e sedute con flebo “alle vitamine” così come dovrebbe essere per dare forza e vigore. Fin troppo.Infatti le ragazzine sviluppano un'aggressività inquietante e pericolosa che manifestano nei rapporti di invidia e rivalità con azioni violente come il taglio di lunghi capelli con sforbiciate isteriche o sgozzando animali perchè disturbano il sonno. L'unica a mantenere lucidità è Martina, Alessia De Falco, (quella che subisce la sforbiciata crudele ai suoi capelli) il cui equilibrio vacilla quando si accorge in piena gara di un rigagnolo del ciclo che le fa temere l'aumento del seno e perdere quella leggerezza corporea necessaria per poter gareggiare in una squadra dove un solo etto in più è fonte di dramma per la perfetta performance a Corpo Libero.

La spiegazione di tale diversità fra Martina e le altre ragazze del gruppo è raccapricciante perchè la ragazza, scopre che le compagne sono state usate come cavie per sperimentare, con un farmaco somministrato a flebo al posto delle vitamine, il rallentamento dello sviluppo delle atlete mantenendole sempre a livello adolescenziale impedendone la normale crescita (senza il ciclo), che invece non ha funzionato con Martina perchè assente da oltre un anno dagli allenamenti, causa incidente. La coach d'accordo con il medico non si rendono conto della mostruosità pensando che per la vittoria ne valga la pena per tutti fino a quando la situazione precipita con l'omicidio della Libellula perpetrato selvaggiamente da due atlete di  squadre diverse, e di cui si accuserà la coach pentita di essersi prestata alla sperimentazione sconsiderata e scellerata. La fiction è molto ben impostata a livello di esercizi delle atlete che danno un bellissimo spettacolo delle loro evoluzioni a corpo libero o come ginnaste sulle sbarre dimostrando di essere perfettamente nella parte di ginnaste ad un livello molto avanzato e non solo perchè anche come interpreti sono molto convincenti.

Fra tutte spicca l'interpretazione di Giada Savi nei panni di Carla Castoldi, tanto brava quanto cattiva per cui è la naturale leader del gruppo, che manipola con astuzia e tanta malizia facendo coppia lesbo con la più carina che ama con una tal passione adolescenziale da suscitare tenerezza e indulgenza verso la sua indisponente arroganza.

Insomma una serie molto piacevole che si distingue da tutte le altre proprio per l'ambientazione sportiva al femminile, di ginnastica artistica , rivelando la dura e rigorosa disciplina alla quale devono sottostare e di cui si è tanto parlato recentemente perchè alcune atlete hanno denunciato il sistema come abuso a livello di tortura.  La fiction ne ha dato una conferma, anche se rimane pur sempre in fiction. Gli allenamenti duri purtroppo, introdotti dai Paesi dell'Est con a seguire la Cina, sono ormai collaudati ed accettati da tempo e non sarebbe altrimenti per arrivare agli eccellenti e spettacolari risultati che a tutt'oggi si sono raggiunti nel Corpo Libero, sulla pelle di giovanissime adolescenti il cui mito e punto di riferimento è ancora l'indimenticata campionessa Nadia Comanechi.

mercoledì 8 novembre 2023

COMANDANTE UN FILM DI GUERRA CON RIFLESSIONI ATTUALI PER UN MESSAGGIO DI PACE


 Pierfrancesco Favino è l'interprete di Comandante un film, con la regia di Edoardo De Angelis, di guerra dei primi anni 40 ambientato in un sottomarino e tratto da una storia vera sulle gesta temerarie e coraggiose di Salvatore Todaro Comandante di Regia Marina morto nel 1942, due anni dopo gli avvenimenti del racconto. In un'atmosfera cupa il Comandante con un gruppo di uomini sono salutati da giovani infermiere che guardando con tristezza la loro partenza evocano la morte come destino ineluttabile che accompagna le missioni dei sottomarini in guerra a rammentar quei versi immortali: “...eran 300, eran giovani e forti e sono morti”.  Il mare buio inghiotte il sottomarino Cappellini che naviga attraverso lo stretto di Gibilterra per trovarsi in pieno Oceano Atlantico dove la guerra impazza con le bombe che, scoppiando negli abissi, fanno tremare il sottomarino portandolo a riemergere per controbattere. E vincere. Così il cargo belga Il Kabalo.che trasportava armi per gli Inglesi  viene affondato lasciando un gruppo di naufraghi ad annaspare impauriti e disperati i quali vengono accolti dal temerario Comandante per sistemarli insieme al suo equipaggio disposto al sacrificio nel dividere gli spazi piccoli e angusti pur trovandosi a dover affrontare un atto di violenta insubordinazione di due soldati nemici comunque neutralizzati a suon di schiaffi da entrambi i comandanti delle due fazioni.

Il clima si rasserena ed insieme si cerca di vivere la pacifica convivenza ruotando intorno alle pentole sui fornelli con uno scambio di menù dove gli italiani scoprono le mitiche Kartofen fritte che vengono assaporate insieme al suon del mandolino. Il sottomarino è un calderone di dialetti da nord a sud che scalda un'italianità semplice e di buon cuore nonostante i componenti l'equipaggio siano stati chiamati tutti “porci fascisti” dai nemici naufraghi prima di essere salvati per  essere portarti a destinazione verso le Azzorre dopo aver ottenuto il lasciapassare da una nave Inglese che, sollecitata dal Comandante Todaro, si è inchinata alle leggi del mare che non lascia naufraghi ad affogare.  Così arrivati a destinazione il comandante nemico esterefatto perchè lui non l'avrebbe mai messo in atto chiede spiegazioni a Todaro per questa scelta generosa ma tanto azzardata mossa controproducente a livello di carriera con i problemi ed effetti collaterali che ne sarebbero conseguiti, lui risponde serafico: “Perchè siamo italiani” (Citazione già sentita comunque con Checco Zalone nel film Una Bella Giornata quando aiuta un gruppo di mussulmani terroristi sui generis che si arrendono di fronte a tanta bontà).

Gli Italiani possono ergersi a più buoni di tutti gli altri popoli? No, soprattutto in questo caso con la scelta personale, anche se condivisa, del Comandante Todaro confermata quando urla al nemico:”Io sono un credente” e al quale va tutto il merito. Gli italiani, seppur “brava gente” non possono erigersi a portatori sani di saldi principi umanitari perchè l'Italia è diventata terra di prima accoglienza  per forza di cose a livello geografico al quale non si può sottrarre negando il salvataggio a naufraghi, perchè la legge del mare impone di non affondare nessuno riconoscendo a tutti il diritto di esistere. L'Italia giustamente col suo impegno civile fa la sua parte. Buona parte, diciamolo. Così come un popolo non dovrebbe erigersi a “popolo eletto da Dio” perchè il diritto ad esistere gli deve essere riconosciuto esattamente come a tutti. Anche ai palestinesi. Purtroppo vediamo che la legge del Taglione (banalizzata comunque da quel detto popolare “Chi la fà l'aspetti) invece è più forte di ogni richiesta di “cessate il fuoco” . 

Papa Francesco Lunedi 6 novembre non ha incontrato i Rabbini perchè aveva il “raffreddore” ma ha concesso udienza subito dopo a 7000 bambini provenienti da tutto il mondo come a seguir le parole di Gesù: “Lasciate che i bambini vengano a me”. Questo è il messagio che tutti gli uomini di buona volontà dovrebbero recepire per raggiungere la pace perchè lascia aperta la speranza che tutti i bambini ed in special modo quelli che rappresentano “il futuro” della Striscia di Gaza abbiano  assimilato quel concetto, così caro a Papa Francesco, racchiuso nella parola Perdono. Reciproco.


giovedì 2 novembre 2023

KEN LOACH TRA IO, DANIEL BLAKE, E "POOR COW"

 Ken Loach ha ritrovato lo smalto dei tempi di Poor Cow quando descriveva l'Inghilterra degli anni 60 colpita da una crisi profonda nelle classi povere mettendosi in luce con un film a descrivere il destino di “una povera vacca” sbattuta da un compagno all'altro, il primo più ladro del secondo,  per poi arrivare a riflettere alla fine sui suoi doveri di madre dell'unico figlio che l'aspettava pazientemente a casa per avere un sorriso, una carezza e tutto il latte da succhiare dalla sua grande mammella che lei invece aveva versato su amanti stronzi.

https://www.youtube.com/watch?v=MWzJFS8vZKg



Il film aveva fatto molto discutere e Ken Loach si è riproposto  con un tema allargato da una recidiva “poor cow” Katie (Natalie Anne Jamieson) con due figli da crescere e un povero diavolo Io, Daniel Blake  (Ayley Squires) in corsa agli sportelli per una indennità da prendere a seguito di infarto.
Il film ammantato di noia infinita è molto interessante tanto da lasciar vigile lo spettatore fino alla fine per vedere come il vecchio protagonista ne uscirà vincitore.
Infatti la noia che ci prende è quella che ci accompagna nel nostro quotidiano quando ci si trova alle prese con un girone infernale e perverso che va dalla fila agli sportelli all'attesa di un fil di voce dal call center in musichetta tormentone, passando per la navigazione on line per ogni quesito da fare o da risolvere, cogliendo  l'attimo sfuggente.
Infatti se allo sportello arrivi con un minuto di ritardo perdi il posto e così sia come ai tempi del comunismo di Tito in Jugoslavia dove, se un negozio restava aperto fino ad una certa ora, passato un secondo...zac! ti si chiudeva lo sportello in faccia lasciandoti la metà della fetta di prosciutto cotto ghigliottinata.
Lo Stato e le Istituzioni in questo film che  rispecchia molto la realtà sono nemici del cittadino con i dipendenti che sono complici in questa battaglia allo scopo di sfiancare i richiedenti aiuto o qualsivoglia consulenza facendoli desistere per lo sfinimento dalla richiesta di qualsiasi indennizzo, anche se aventene diritto.


Il protagonista è un vecchio che dopo quarant'anni di lavoro come falegname, dopo essere stato colpito da infarto non potendo continuare a lavorare perchè i medici glielo proibiscono, viene sottoposto a un esame per confermare un sussidio di disoccupazione  ma è riconosciuto idoneo al lavoro e se non dimostra di cercarlo sarà sottoposto a sanzioni applicate al sussidio intimandolo di non far ricorso per avere indennità di malattia perchè perderebbe entrambi, sussidio e indennità che non gli verrà riconosciuta avendo chiesto la di disoccupazione. 
Insomma un gioco perverso, in una sorta di giro dell'oca perchè si ritrova sempre al punto di partenza, che incastra il povero anziano il quale fra tante difficoltà quotidiane trova il tempo di occuparsi di una famiglia composta da una madre in cerca di lavoro e due bambini a cui dar da mangiare e per la quale sarà inevitabile la scelta della prostituzione come unico sbocco della sua misera vita di “poor cow due la vendetta”:  sì, quella della vita dalla padella alla brace.


Lui non desiste dai suoi intenti, aiutato anche dal vicino di colore che l'aiuta con il p.c. a svolgere le pratiche burocratiche, perchè non vuole perdere la dignità ricorrendo alla fine all'unico modo che resta ai poveracci per far sentire la propria voce, scrivendo la sua protesta sui muri dei Palazzi di Potere ostili e ladri, mentre lei ritrova la propria dignità unendo le sue forze per affiancarlo in questa lotta rendendolo vincente con il riconoscimento dell'indennità di malattia, anche se dopo tutto questo patimento lui soccomberà.
Dopo cinquant'anni l'Inghilterra non è cambiata nella sue profonde crisi sociali ma forse sta ritornando a cinquan'anni fa, quando si è allegramente risvegliata con la Swinging London, alzando la voce dai sobborghi di Liverpool con i Beatles, dando un drastico taglio con Mary Quant alle gonne portandole all'altezza inguine e scoprendo le gambe.

martedì 24 ottobre 2023

KEN LOACH, IL FORTE PESO DELLA CHIESA CATTOLICA

 Su Rai Play si può seguire una piccola rassegna dei film di Ken Loach - un regista molto attento alle lotte del mondo rurale e operaio e al disagio dei più deboli nelle famiglie - fra i quali ne ho notati due con un comune denominatore rappresentato dal peso della Chiesa Cattolica sui Paesi dissidenti dell'Impero Britannico come Scozia ed Irlanda. Le capitali Glasgow e Dublino fanno da sfondo a storie drammatiche rese tali anche dalle intromissioni di prelati molto zelanti nel controllare parrocchie e comunità, limitandone ogni tentativo di libertà e rinnovamento arrivando ad affiancare la repressione politica e militare nel mettere in atto azioni violente e punitive. 


 Il primo film, Un Bacio Appassionato, racconta un fatto privato come l'innamoramento fra due giovani, Roisie (Eva Birthisle) un'insegnante irlandese di ruolo di musica che sogna il posto fisso, e un giovane pakistano Casim Khan Atta Yakub) d.j. di una disco che sogna di aprire un locale tutto suo, dopo essersi scambiati un focoso bacio che fa scattare la passione  consumata in un rapporto carnale molto intenso da rafforzare un sentimento profondo che li porta a decidere di sposarsi pensando di poter superare insieme gli ostacoli posti dalla famiglia di lui molto attaccati, nonostante la libertà di studiare offerta ai figli sia maschi che femmine, alla tradizione radicata del matrimonio combinato, già in serbo per Casim che per la sorella maggiore la quale comunque ha la fortuna di innamorarsi dello sposo per lei scelto, a differenza di Casim che rifiuta la fidanzata pakistana umiliandola e portando la vergogna in famiglia. Poteva bastare? A rincarar la dose si intromette il parroco della Chiesa che “avrebbe” dovuto frequentare Roisie e che invece ha disertato non assistendo allla S.Messa della domenica, il quale venuto a conoscenza della sua scandalosa convivenza con il giovane straniero le rifiuta il parere positivo necessario a completare la documentazione per il contratto di assunzione nella scuola che sarà così negato alla giovane insegnante dalla commissione nonostante l'appoggio del Preside.

Il Prete bacchettone e razzista pur avendola vinta non piega la ragazza determinata a sposare a tutti i costi il suo bel pakistano certa che con il loro amore riusciranno a conquistare la famiglia facendola aprire al nuovo che stava avanzando che  ha poi trovato  piena realizzazione con i Pakistani perfettamente integrati in una società dove hanno trionfato con la nomina di Huzma Yousaf nel 2023 come Primo Ministro della Scozia e Leader del Partito Nazionale Scozzese grazie al coraggio e determinazione di questi due giovani innamorati. Si parla comunque dei primi anni 2000 e questa chiusura oscurantista della Chiesa Cattolica è molto significativa per comprendere la profonda divisione della Scozia, per motivi religiosi, non solo con la Chiesa Anglicana d'Inghilterra ma con tutte le altre viste come pericolo di contaminazione volendo mantenere integro il fondamentalismo della fede cattolica fino a rasentare il fanatismo.

L'altro film è Jimmy's Hall, storia vera di Jimmy Gralton (Barry Ward) che dopo 10 anni di esilio torna verso inizio anni 20 nella sua fattoria in terra d'Irlanda, Contea di Leltrim,  per riaprire la sala da ballo che era stato costretto a chiudere perchè fomentava l'insurrezione del proletariato comunista in quanto luogo di raduno per scambi culturali e opinioni politiche contro i proprietari terrieri, implacabili latifondisti e sfruttatori del popolo più misero costretto a lavorare per pochi soldi le terre senza poter vantare alcun diritto su di esse anche dopo decenni di attività, dalle quali potevano essere cacciati in ogni momento. La sala da ballo  si rinnova al ritmo del jazz facendo allarmare il parroco del villaggio Padre Sheridan (Jim Norton) che nel sermone domenicale si scaglia contro quelli che la frequentano, sia giovani che vecchi e famiglie al completo, per avere intrapreso pratiche peccaminose “...con il jazz più sfrenato a ritmi che provengono dall'Africa Nera, infiammando le passioni con i movimenti pelvici e lascivi abbracci al posto dell'elegante bellezza delle nostre danze Irlandesi” additando furibondo in particolare i gestori, e Jimmy in primis, come “comunisti atei che negano l'esistenza di Dio, della Trinità e della Immacolata concezione”. 

Così un innocente ballo si trasforma in strumento per rafforzare la lotta fra proletari e proprietari terrieri i quali, quest'ultimi,  grazie all'appoggio del parroco fustigatore di costumi, passano alle azioni punitive e vendicative sparando anche su donne e bambini fino ad arrivare ad incendiare il dancing, luogo dannato di perdizione “comunista”. Jimmy Gralton viene rimandato in America con il beneplacido del rigido prete che comunque rende omaggio al ribelle manifestandogli la sua stima, davanti al popolo che lo saluta, per il comportamente sempre corretto ed elegante riconoscendone la buona fede. Troppo tardi perchè per Jimmy non c'è più posto in Irlanda che lui è costretto a lasciare definitivamente senza poter salutare l'anziana madre, la donna che gli ha insegnato l'amore per la lettura e la cultura che lui ha diffuso a passo di...jaaaazzzz!, come sinonimo di conquistata libertà.

Il Clero a tutt'oggi in Irlanda ha perso molto del suo potere mentre le danze Irlandesi  sono rimaste intatte nella loro tradizione diffondendo nel mondo questa cultura.





martedì 17 ottobre 2023

IMMA TATARANNI FINALMENTE SI MANGIA CALOGIURI



 Fra le fiction di questa stagione la più attesa è stata di Imma Tataranni, burbera benefica, Sostituto Procuratore di Matera la città di sassi della Basilicata il cui profumo di aglio fra fave cicoria e peperoncino al tegamino inonda tutte le indagini portate avanti da Imma con la solita falcata a colpi di tacco degli stivali fetish a completare un look coordinato in modo impossibile per l'eterno conflitto fra i capi indossati. Una scelta sempre all'insegna della libertà di esprimersi a gusto proprio e piacimento che rispecchia in pieno il temperamento di Imma Tataranni (Vanessa Scalera) un mix di infantile dolcezza nella sfera sentimentale  e ruvidità spiccia in quella lavorativa dove non ne vuol sapere di avere sopra dei capi (ecco appunto) per cui  i battibecchi sono all'ordine del
giorno, come da copione comunque anche se in questa fiction il Procuratore Capo (Carlo Buccirosso) esprime  irresistibile simpatia e tanta ironia mentre affronta lo scontro dal basso della sua modesta statura con quella esuberante del sostituto Imma che lo guarda sempre dall'alto della sua autorevolezza acquisita con tutti i casi risolti brillantemente senza colpo infierire. Sì perchè dietro quella scorza dura si cela una donna gentile capace di entrare in connessione con persone semplice quando le interroga per arrivare alla verità e mantenendo il pugno di ferro con i malavitosi arroganti non concedendo sconti comunque a nessuno.

Smessi i panni del sostituto Procuratore per indossare quelli domestici, Imma Tataranni acquista una buona fetta di pubblico femminile che si identifica in lei quando tornando la sera stanca dal lavoro si mette a stirare come tutte le donne lavoratrici che non possono permettersi una colf o ai fornelli a cucinare fave e cicoria  orgogliosa di seguire la tradizione della cucina semplice del luogo
senza complessi di sorta come quelli che invece affliggono il marito Pietro (Massimiliano Gallo) perchè si sente sempre inadeguato di fronte a cotanta moglie perfetta in ogni situazione sempre presente sempre sopra anche quando c'è da prendere l'iniziativa nell'intimità nella quale comunque, e meno male, lei tira fuori la femmina innamorata e devota.  Se la loro fiamma è sempre rimasta accesa in tanti anni di matrimonio allietato dalla nascita di una bambina ora in età dell'università, ultimamente si è un filo affievolita andando in crisi per colpa di terze persone:un  giovane maresciallo Calogiuri (Alessio Lapice)  che in un momento di stanchezza di Imma in un servizio esterno notturno le ruba un bacio mentre lei dorme a fianco in macchina. "Galeotto fu quel bacio" perchè fa scattare una serie di equivoci che porta all'allontanamento di Pietro dalla casa coniugale fino a quando il giovane Maresciallo entra in coma a seguito di un attentato.

In questa stagione vediamo i coniugi riuniti ma sempre con gli occhi distanti ad inseguir i rispettivi sogni: quello di Irma è di poter ristabilire un rapporto con il giovane Calogiuri il quale invece per il trauma subito non ricorda nulla di quel bacio mentre Pietro cerca una  realizzazione personale frequentando una palestra di boxe dove si allena con la determinazione di un Rocky Balboa e nel contempo iscrivendosi a una scuola di scrittura di romanzi gialli per essere all'altezza della moglie nella condivisione delle indagini che Mimma si porta a casa per avere un opinione o un suggerimento utile. Così anche per Pietro arriva un incontro a sua volta con una ragazza con la quale flirtare scambiando un  bacio appassionato. "Galeotto fu  quest'altro bacio" perchè scattano le manette su Pietro essendo quella  ragazza stata uccisa mentre lui aveva gli occhi chiusi assaporando il dolce sapore di quel contatto, innocente come lui perchè Imma riuscirà a dimostrarlo facendo aprire gli occhi alla coppia sul loro rapporto. 

Chi invece continua a far bei sogni è la Cancelliera di Imma, Diana, perchè vede il mondo tutto rosa fiduciosa di trovare un nuovo amore allacciando contatti con una chat di incontri tutti finiti in modo tragicomico in linea con il personaggio interpretato dalla brava Barbara Ronchi con le physique du role perchè se l'aria da ingenua è naturale e innata da lei viene esaltata con soave leggerezza sia negli approcci che nei rapporti con colleghi condivisi con sentimento e sincera partecipazione che un pizzico di ironia la salvano dallo scadere nella melassa. Ci mancherebbe! A questo ci pensa Imma Tataranni ponendo un freno ad ogni tentativo di dare spazio alle emozioni che la Cancelliera invece esterna in ogni occasione.

La serie è finita ma si prevede che ci sarà la quarta stagione poiché nell'ultima puntata è scattato un nuovo bacio, questa volta molto appassionato consumato fisicamente con un rapporto intimo nell'erba di un prato, tra Mimma ed il giovane Maresciallo Calogiuri che lascia in sospeso il racconto dopo che Imma sconvolta bussa alla casa dell'amica Cancelliera per essere ospitata qualche giorno. Quale decisione prenderà Imma Tataranni?  Alla prossima. 


sabato 7 ottobre 2023

IL TROVATORE AL FESTIVAL VERDI PARMA 2023

Grande richiamo di stranieri nella serata del 5 ottobre per il Festival Verdi 2023 con Il Trovatore. Un successo travolgente per tutti gli interpreti, con un coro da brividi dove ha capeggiato la zingara Azucena  con una voce possente da sovrastare tutti quanti. Per lei un'ovazione. Peccato che i costumi fossero in stile moderno ma la scenografia e gli effetti speciali in digitale su un fondale sempre in movimento con toni cupi  hanno dato il giusto imprinting drammatico per compiere l'opera tragica. Viva Verdi, le sue opere sono più vive che mai dando lustro a Parma. E vive la Grandeur! (foto di Roberto Ricci)

Qualche commento a caldo è arrivato da due signore francesi una delle quali aveva chiesto all'altra: “Je n'ai pas compri l'Hopital.” “Moi non plus”rispondeva l'amica. L'Ospedale con le crocerossine in un campo militare di guerra dove Leonora (Eleonora Buratto soprano) si era rifugiata per sfuggire alle avances del Conte di Luna perchè lei amava Manrico Il Trovatore , sostituiva il convento nel suo originario allestimento quello che i turisti stranieri in arrivo  dai loro Paesi appositamente per il Festival Verdi vorrebbero vedere con le opere rappresentate in una fedele ricostruzione storica sia a livello di costumi che di scenografia.  Il bel canto non ha bisogno di orpelli è stato un altro commento raccolto, certo ma per questo ci sono i concerti perchè l'Opera, specie se nel contesto Festival Verdi, deve seguire la tradizione perchè fa parte del folclore della città di Parma e per il quale gli stranieri vanno in visibilio perchè di idee innovative ne hanno abbastanza nei loro Paesi d'origine dove, specie in Germania che si ritiene all'avanguardia, si assiste a sperimentazioni incomprensibili per non dire imbarazzanti.

Tralasciando le scenografie in cartapesta, mitiche comunque, perchè il tocco innovativo degli effetti speciali digitali dei fondali sono di grande impatto visivo prospettico, è il sistema ormai in uso da diverso di tempo di catapultare un'opera ai giorni nostri che non è ancora pienamente gradito anche se apparentemente accettato. L'avevo scritto anche l'anno scorso in occasione del Simon Boccanegra che un gruppo di giapponesi durante l'intervallo a metà dell'Opera se la sono squagliata verso piazza Garibaldi evidentemente delusi dell'allestimento in stile Happy Day anni 50. Oltre al Convento sostituito con l'Ospedale-campo, al posto del  campo nomadi della zingara Azucena è stato scelto un circo con saltinbanchi e giocolieri in un ensemble circense copiato da I Pagliacci con regia della scuola Zeffirelli rappresentata recentemente con grande successo.  


Se l'effetto visivo divertente e dinamico è stato altrettanto piacevole ha comunque tolto il pathos al dramma perchè “Di quella pira, l'orrendo foco” con il quale si bruciavano le streghe (come era stato con la madre della zingara Azucena che aveva ripetuto il macabro rituale nel bruciare il figlio suo al posto di Manrico che lei aveva rapito) quel divertissment circense di saltimbanchi e giocolieri, comunque innocui artisti, “che c'azzecca” con zingarelle e streghe? Ora una domanda sorge spontanea insieme alla risposta:“ma Maria Callas avrebbe accettato di recitare la Tosca (l'opera non il concerto) in tailleur con un giro perle al posto degli Svarowsky? Assolutamente no. Se il bel canto è rimasto immutato quello caratteristico dell'epoca Verdiana (oggi non si canta più così) perchè stravolgere tutto il resto?

Per aprire ai giovani si dice: Purtroppo a vedere Il Trovatore erano per la maggior parte anziani francesi spagnoli inglesi tedeschi e giapponesi attirati dalla fama di un compositore come Giuseppe Verdi del quale sicuramente speravano, al ritmo del zum-pappa sulle ali del bel canto, di vedere le “sue”opere. E' lui il Maestro.

Festival Verdi 2023
IL TROVATORE
Dramma in quattro parti di Salvatore Cammarano
dal dramma El trovador di Antonio García-Gutiérrez
Musica di Giuseppe Verdi

Il Conte di Luna Franco Vassallo
Leonora Francesca Dotto
Azucena Clementine Margaine
Manrico Riccardo Massi
Ferrando Riccardo Fassi
Ines Carmela Lopez *
Ruiz Didier Pieri
Un messo Enrico Picinni Leopardi
Un vecchio zingaro Sandro Pucci
*Allieva dell’Accademia Verdiana

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Maestro del coro Gea Garatti Ansini
Regia Davide Livermore
Regista collaboratore Carlo Sciaccaluga
Scene Giò Forma
Video D-Wok
Costumi Anna Verde
Luci Antonio Castro

Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
In coproduzione con Teatro Comunale di Bologna
Parma, Teatro Regio, 5 ottobre 2023

mercoledì 4 ottobre 2023

FRANCESCA FAGNANI CON BELVE IN PRIMA SERATA. MEGLIO IN SECONDA


Tutti la vogliono nei loro Talk, tutti la cercano sui social dove Francesca Fagnani spopola con gli spezzoni delle sue interviste pepate
alle quali tanti personaggi si sottopongono perchè Belve è sinonimo di garanzia. Di visibilità.Personalmente non ho mai visto interamente una sola trasmissione ma ho sbirciato le tante interviste-tormentoni che circolano sul web e che mi sono bastati per farmi un'idea sul segreto di tanto successo.Francesca Fagnani è bella e simpatica come tante conduttrici ma è quell'espressione da impunita che la rende più interessante di tutte le altre le quali tra l'altro non sono altrettanto abili nell'entrare nei particolari piccanti del privato degli ospiti intervistati ben felici di mettersi a nudo molto più di quanto abbiamo già mostrato in abbondanza. 


Sui social circola molto spesso l'intervista a quella modella dello spot di una telefonia mobile dove diceva: “Vado in Cina, vado in Cina!” nella quale alla domanda di quale orientamento sessuale appartenga, la modella risponde categorica: “La vagina non mi piace, il cazzo sì”. Che dolce, dalla Cina con amore?Certo è che girando intorno al palo e chiamandola con il suo nome di anatomia “vagina” è riuscita a togliere la poesia che da sempre ha ispirato la “cosina”. La sua in primis.  Parlami d'amore Mariù...Sì buonanotte.  Infatti questa intervista fa parte del pacchetto che andava in onda in seconda serata su Rai 2 nella prima stagione, in un orario in cui si è più propensi a lasciarsi andare a confidenze intime, ma la Fagnani ha voluto la prima serata e la Chicca è stata subito accontentata. Questa promozione è andata discapito del format purtroppo perchè in questa nuova edizione, così come hanno fatto notare i numerosi follower della Fagnani, ha perso mordente trovando la conduzione della Fagnani un filo ammorbidita insieme a quella degli ospiti guess star e anche no.  Tralasciando Fabrizio Corona che ha recitato il suo personaggio del bello e dannato, tutti gli altri ospiti sono rientrati nei ranghi cercando di dare un'immagine di sé al meglio piuttosto che al peggio della prima edizione dove si autodenunciavano rivelando debolezze imbarazzanti, vizietti inediti o gusti trasgressivi. Insomma un macello che ha mandato in visibilio i social. 

Così dalle intime confidenze in ore notturne, dove il languore dei sensi accovacciati in poltrona accende il sesso, alle balle che fan cadere il passo è stato breve con un Raoul Bova molto reticente tutto proteso a normalizzare fatti e misfatti coniugali parando i colpi delle domande sempre più incalzanti che invece afflosciavan di stanchezza la Fagnani, mentre Patti Pravo si vantava d'esser tutta “naturale”, sì vabbè qualche punturina qui e là ma è tutta roba genuina. Arisa,versione mammoletta, non ha brillato in “Sincerità” volendo più che altro stupire dicendo che il suo punto di forza sia il sedere e non il talento della sua voce, mentre Emanuele Filiberto ha pontificato che l'amore va oltre l'infedeltà perchè là dove tra lui e sua moglie c'è tradimento scatta subito il perdono e si guarda avanti. Sì, avanti Savoia!

C'è chi dice che la formula del successo sia nel fatto che Francesca Fagnani abbia saputo creare un suo spazio.  Infatti quello giusto e di successo era proprio in seconda serata! 


domenica 1 ottobre 2023

CUORI SECONDA STAGIONE



E' partita la seconda stagione di cuori seguitissima nella prima serie di genere medical center. Anche questa volta riprende con il reparto cardiochirurgia dell'ospedale Molinette di Torino
quando, negli anni 60, stava sperimentando il trapianto di cuore prima che il prof. Barnard si accaparrasse la tempestiva realizzazione in sud Africa.  In questa stagione troviamo i protagonisti la dottoressa Delia Brunello (Pilar Fogliati) il primario Cesare Corvara (Daniele Pecci) il chirurgo Alberto Ferraris (Matteo Martari) coinvolti in un "triangolo" malandrino che viene stravolto dopo la confessione di Delia, al capezzale del marito Cesare operato al cuore, di amare il giovane collega e figlioccio del primario Alberto fin dai tempi dell'università dove avevano deciso di sposarsi. Il marito e primario non la prende bene ottenendo il nullamento dalla Sacra Rota per lasciare libera la moglie di tornare con l'amante il quale purtroppo, avendo messa incinta la fidanzata hostess svedese sceglie di vivere con lei. Le vicende amorose si susseguono insieme ai vari componenti dello staff ivi incluse le suore (che a quel tempo "comandavano" più  delle infermiere) come da copione in cui si dipanano storie d'amore di rivalità e sgambetti tra un'operazione e l'altra che si presenta puntuale in ogni puntata.

La serie colpisce molto per l'ambientazione curata nei minimi dettagli dall'arredo ai ferri chirurgici e macchinari così come i costumi dell'epoca con un tripudio di tubini e robe-manteau colorati e cappellini ad abat-jour esaltati con la figura filiforme della protaginista Delia. La quale in un eccesso di sfoggio modaiolo si dimentica di abbottonare sempre il camice per non oscurare l'eleganza dei capi sartoriali su misura, a quel tempo adottato da tutte le classi perché ogni famiglia aveva la macchina da cucire con una sartina per confezionare ex novo o modellare i capi da boutique o grande distribuzione.


 Infatti l'eleganza di quel tempo ce la siamo scordata perché il su misura viene rigorosamente adottato ormai solo da kate principessa del Galles perché sia per la regina Elisabetta che per Camilla i capi venuvano e sono confezionati con le misure standard delle Loro Maestà così come si usa fra le Maisons con le ricche clienti. È tutto perfetto in questa serie di Cuori per cui non si comprende perché si abbia voluto rompere questo incantesimo di atmosfera dei mitici anni 60 con delle orribili parrucche: quella della protagonista Delia è la scelta più infelice con il tipico taglio corto e basette tirabaci dell'epoca che la  penalizza  in maniera imbarazzante quando si mette in primo piano la riga a risaltare i capelli finti ma soprattutto se confrontata con le immagini di lei all'università con i suoi capelli veri che svolazzano sul suo viso. Perché questa scelta? Per farne un tipino-influencer a scapito di una bella figura sensuale anche se comunque sarebbe stata più credibile come "oggetto" di contesa fra due uomini "Alfa"? O forse per confermar quel detto che una donna intelligente non può essere sexy? Ad ogni modo il risultato è quello di una Pilar Fogliati che non convince fino in fondo, insieme a quella della figlia del primario Virginia (Bianca Panconi) bellissima nella prima serie mentre ora ha subito lo stesso castigo con una parrucca a caschetto dove il capello finto è messo in evidenza restando rigido nelle punte. Terribile.  Era necessario? No.


Chi invece convince in pieno è Daniele Pecci rappresentando quel detto che il tempo sia galantuomo. E con lui lo è stato in pieno perchè con gli anni è diventato più affascinante di quanto non lo fosse da giovane. Il capello e la barba brizzolati con l'occhio ceruleo che illumina il viso insieme ad un sorriso gentile lo rendono perfetto per calzare il ruolo del gentiluomo così come lo abbiamo visto esaltato in tutto il suo fascino in Hotel Portofino nei panni di un gentleman italo-inglese e ora in quello del primario Cesare Corvara di questa serie Cuori. dove spicca con autorevole imponenza mettendo un filo in ombra la figura di AlbertoFerraris interpretato da un diligente Matteo Martari bravo e credibile nel ruolo del chirurgo ma un filo distaccato come genitore di un bambino verso il quale mantiene sempre un certo distacco. 

Certo l'importante è la partecipazione ma lui non partecipa emotivamente limitandosi a commentare sempre quanto sia bello. Insomma.. Tutti gli altri interpreti sono nella parte facendo una coralirà molto vivace con frizzi e lazzi fra dottori e infermiere con la suora caposala che ha un debole per l'affascinante, e come non potrebbe, primario Cesare Corvara  mentre il tocco di drammaticità importante è affidata al chirurgo Enrico Mosca (Andrea Gherpelli) che ha la giusta maschera dell'antagonista ambizioso e senza scrupoli pur avendo un cuore che batte per una bellissima infermiera. Così con i Cuori sempre in battito d'amore o al cardiopalma la serie avvince facendo mantenere l'interesse per le prossime puntate.


lunedì 25 settembre 2023

CAMILLA E BRIGITTE QUEL BACIO GALEOTTO.


Inchino sì inchino no, ecco uno dei rituali di serie Noblesse Oblige verso i Reali 
che hanno fatto discutere i media di tutto il mondo dopo aver assistito “al bacio” di Brigitte Macron davanti alla Reggia di Versailles rivolto alla Regina Consorte Camilla, piuttosto che un inchino come da protocollo. Un nodo che la Regina Camilla ha invece sciolto con disinvoltura porgendo la sua guancia a quella della Premiere Dame onorandola, con un faccia a faccia alla pari, della sua amicizia.
Ci sono precedenti che confermano quanto Camilla preferisca un modo di porgersi alla mano avendo esentato dall'inchino le sue amiche in un incontro dove era presente anche l'attrice Judie Dench che al primo accenno dell'inchino veniva fermata da Camilla per scambiare il bacio di saluto anche se quella volta l'iniziativa era stata presa dalla stessa sovrana perchè l'anziana attrice è una sua confidente di lunga data che spesso è scesa in campo per difendere a spada "quella donna", così definita dai media sempre poco indulgenti nei suoi confronti fino a quando la Regina Elisabetta non l'aveva rivalutata concedendole il titolo di Regina Consorte  dopo anni di gelida distanza.

Un rispetto che Camilla si è conquistata non tanto con la trasformazione della sua immagine da donna inglese di campagna a icona fashion , quanto per la sua tenacia e sincera devezione al suo unico vero e assoluto amore della vita dopo essere stata amante prima, sposa dopo e Regina per sempre del suo Carlo. Re del Regno Unito.

























Chi la considerava sciatta non intravedeva la classe innata dimostrata con un comportamento silenzioso discreto defilato
perchè se anche il look era "molto comodo"  era sempre improntato ad un'eleganza comunque molto British con chemisier a fiorellini corredate di golfino come le lady campagnole inglesi che comunque Camilla non ha smesso di adottare nemmeno ora con la corona di regina in testa non disdegnando di sfilare tra i sudditi con il Trench o il Kilt in pendant con quello del marito. 
Camilla è una donna che con intelligenza senso pratico e un pizzico di umorismo è molto conscia del suo ruolo perchè quando entra in scena all'estero per visite istituzionali si trasforma mettendosi nei panni di Regina con un look che incanta. Lo abbiamo visto in Germania nel primo tour trionfale dopo l'incoronazione con un abito argentato e la Tiara in testa che ha lasciato basito il mondo intero così come quello intrapreso in Francia con una mise Haute couture firmata Dior che ha stupito il mondo per la regale eleganza pur non avendo indossato nessuna corona.

Una scelta strategica sicuramente dettata dal fatto di dover sostare nella Reggia di Versailles dove si sa che la corona dell'ultima regina Marie Antoinette è finita tragicamente nel cesto della ghigliottina in Place de la Concorde. Un gesto delicato e sensibile quello della Regina Camilla che va interpretato come rispetto dei sacri diritti sanciti dalla rivoluzione Francese Libertè Fraternitè ed Egalité suggellati da quel bacio “galeotto” di Brigitte prima cittadina di Francia. La quale non a caso ha accolto i Reali d'Inghilterra nella sala degli specchi di Versailles ad affermare la grandeure di una Francia che fu e della cui eredità comunque i francesi continuano ad usufruire mantenendo quell'aria di superiorità che li contraddistingue e di cui la coppia Presidenziale non ne è sicuramente esente visto le pacche di Macron sulla spalla di Re Carlo, non abituato ma educato a fare il Re con buon viso a gioco antipatico, e facendo aspettare per lungo tempo Papa Francesco prima dell'ultimo incontro dei giorni scorsi.
Il tour francese è stato comunque un successo personale per Camilla che ha diviso comunque con Carlo senza dimostrare l'orgoglio degli applausi o dei giornalisti “tutti per me” come soleva sottolineare Diana per umiliare suo marito Carlo ed erede al trono, affermando su di lui la supremazia empatica.



venerdì 22 settembre 2023

MARIA CORLEONE. LA MAFIA IN FASHION STYLE

“Sono mafiosa. Ha! Perchè? Mi vuoi pure denunciare? Ha?” Una fimmina con quel cipiglio un po' così come una sorta di padrino in gonnella può fare solo l'influencer dettando il trend di casa Corleone. La mafiosa in fashion style ci mancava e per sopperire a questa lacuna Mediaset ha provveduto sbarcando con la fiction Maria Corleone alla quale presta il volto Rosa Diletta Rossi entrando nei panni del personaggio con la giusta grinta, sguardo fisso e strafotente soprattutto rivolto verso il masculo membro al vertice  della cupola del quale si intuisce la scalata per prenderne il posto diventando una padrina.  Sì perchè da stilista di successo a Milano a mafiosa in Sicilia il passo è breve che lei ha compie con tempismo vendicando la morte del fratello per difendere l'onore della famiglia lavando il sangue dopo l'onta subita. Ha!  Così una lavata tira l'altra perchè un tiro di coca del figlio di uno dei capi che lavorano a New York con i quali la giovane Corleone vuole fare affari al posto del padre gravenente ammalato, le fa venire in mente l'idea geniale di trasportare la coca in Italia impregnando degli abiti di droga che sarà filtrata una volta messo ogni singolo capo in ammollo.

 Il bottino oltre a far gola alle cosche concorrenti e nemiche giurate ingolosisce anche la Polizia presso cui opera l'ex marito Luca Spada come procuratore in trasferta dopo essere stato abbandonato da Maria e privato del figlio appena nato consegnato dalla ex moglie in adozione alla sorella per avere campo libero nell'intraprendere la carriera malavitosa a confermar la tesi che le donne con i figli siano limitate nel lavoro per cui meglio che stiano a casa tra i fornelli. Infatti per fare carriera a livello di un maschio, che si chiami pure masculo, è necessario concentrare le energie sul lavoro per cui le donne sono costrette a lasciare i figli a nonni, sorelle, e tate fidate, non quelle che si fanno le unghie con smalto tutto il giorno e sempre collegate... con i genitori? No, con Tik Tok o social vari postando selfie col pupo che dorme oppure frigna, anche se puzza di cacca, perchè cambiare il pannolino sciupa le unghie. Ci sono tate e tate è ovvio ma di coca pèrissima ce n'è una sola, quella firmata Corleone, famiglia onorata che mai si abbasserebbe a tagliarla con schifezze per ammazzare i giovani, delle scuole in primis, che sono sempre a corto di soldi. Ci mancherebbe!Con questa fiction molto stilé la storia di mafia continua ad affascinare perchè tra moglie mafiosa e marito procuratore Luca Spada (Alessandro Fella) il dito si mette su di lei, Maria Corleone, anche se entrambi sono giovani di egual bella presenza. 

Consenso e ammirazione sono rivolte anche al vecchio Luciano Corleone interpretato  da Fortunato Cerlino con la maschera perfetta di un boss mafioso che quando punta dritto l'avversario lo mette in stato di soggezione riconoscendo la sua autorevolezza nel tributargli onore e rispetto. Certo poi dietro le quinte si trama e si complotta mettendo in atto faide fra famiglie facendo strage di vittime senza escludere donne e bambini per cui anche la trama di questa fiction si arricchirà di colpi di scena inseguimenti cardiopalmici sparatorie e  La fiction Maria Corleone con le prime due puntate è decollata in modo avvincente e accattivante grazie soprattutto alla scelta di una protagonista “fimmina” molto determinata a portare la mafia in passerella spargendo in quel mondo dal profumo inebriante droga e morte: Per fare tendenza.