venerdì 27 gennaio 2023

ELENA SOFIA RICCI HA LASCIATO CHE DIO CI AIUTI

 

Elena Sofia Ricci interprete della serie Che Dio Ci aiuti ha lasciato seguendo le orme di Terence Hill alias Don Matteo lasciando entrambi un grande desiderio di un loro ritorno soprattutto fra i personaggi che fanno o facevan loro da contorno. I quali  poi comunque si sono ritagliati un loro dignitoso spazio e allargandosi in altri programmi tra Rai e Mediaset. I serial sui religiosi vanno moltissimo perchè oltre a questi aveva avuto molto successo la serie Tv francese Con L'Aiuto del Cielo nel quale spiccava un simpaticissimo novizio Clement (Mathieu Spinosi) che affiancava lavorando in letizia una giovane Capitana, Ellie Taleb (Sabrina Quazani) laica molto seriosa e rigorosa. 


Così Che Dio Ci aiuti ora prosegue evocando Suor Angela e seguendo le sue orme dell'apostolato in una sorta di convento, in realtà un convitto, dove oltre alla suora superiora c'è solo una novizia, con qualche ospitata dell'anziana Suor Costanza (Valeria Fabrizi) ormai in pensionato per limiti di età. Nel convento ci sono pochi ospiti, giusto per racimolar le spese di affitto e bollette mandando avanti così il convento insieme alle storie che affliggono “le ragazze” che vengono accolte a braccia aperte e la comparsa di un solo ragazzo Emiliano (Pier Paolo ) in qualità di psichiatra insieme a quella di un bambino orfano nipote della nuova Superiora Suor Teresa.   Il ruolo da protagonista è dunque affidato alla novizia Azzurra (Francesca Chillemi già nota come miss Italia) il cui sforzo interpretativo in senso comico è molto imbarazzante e per arrivare ad un livello di Nino Frassica  in grado di sostenere una serie anche con l'assenza di Don Matteo, c'è da lavorare molto. La mimica della Chillemi è troppo esagerata, con strasbuzzamento di occhi, smorfie con la bocca ed un gesticolar da commedia della parrocchietta rigido e meccanico con la battuta di replica fulminante  che non dà nessuna scossa. Si capisce quanto ce la metta tutta la miss novizia  ma evidentemente quelle vesti da suorina-sportiva(con le snacker bianche!)- non convincono fino in fondo sulla sua vocazione anche se ne pensa una con Gesù per poi fare cento marachelle. Di Don Camillo ce n'è stato uno, diciamolo ma qualcuna è riuscita nell'intento di emularne lo spirito di religioso fuori dalle righe ma rigoroso devoto a Gesù che ama sinceramente, come Suor Angela per esempio interpretata da Elena Sofia Ricci. 

La quale comunque quando era in “coppia” conValeria Fabrizi (l'anziana Suor Costanza) con un rapporto madre-figlia tutto filava liscio mentre invece con la novizia Azzurra (Francesca Chillemi) sembra tutto molto caricato senza raggiungere mai una sintonia nel palleggiarsi le battute risultando tutto molto “sforzato” in una pretesa di comicità che non riesce a far ridere. Elena Sofia Ricci è una grande professionista essendo attrice brillante e drammatica per cui giustamente ha scelto altre strade preferendo lasciare questa serie Che Dio Ci Aiuti un troppo riduttiva, forse per insostenibile leggerezza,  per la sua carriera  accettando altri ruoli più impegnativi e credibili così come è stato con Rita Levi Montalcini e la prossima serie Fiori Sopra L'Inferno. A tutti gli altri personaggi rimasti di Che Dio Ci aiuti, questa serie serve comunque per farsi le ossa e come trampolino di lancio per altri format dopo essersi creata un'identità ben precisa.

Lo Spolloni per esempio che già conoscevano in Doc come dottore con un alone surreale conferma questa sua caratteristica nella serie Che Dio Ci Aiuti con l'interpretazione di uno psichiatra ingenuo sprovveduto e burlone da far sentir sempre a disagio chi condivide con lui un quotidiano non comprendendo la sua indole tutta teorica interpretata come limite ad affrontare problematiche con un pizzico di furbizia pratica.  Le ragazze che gli fanno da contorno invece delineano personaggi di maniera, chi più bellina e chi meno, ma tutte sulla stessa linea in una sorta di “idem con patate” mentre il personaggio di Suor
Teresa è il personaggio forse più “antipatico” che comunque si avvicina più all'idea di suora superiora che tutti abbiamo: pochi fronzoli molto e propensa a prendere sul serio la sua vocazione ed il suo impegno con la comunità destinata dunque ad essere stimata ma poco amata. Infatti persino il nipotino non ne vuol sapere di lei non riconoscendo il suo grande amore espresso senza moine e dolci carezze perchè la fisicità delle suore non deve essere mai manifestata. Invece qui baci e abbracci delle altre consorelle e novizie fra di loro o con le ospiti si sprecano, così la fiction può volare in cielo con l'aiuto di...Dio? No, di una sceneggiatura furbetta e accattivante per fare un pieno di ascolti come da copione.









martedì 24 gennaio 2023

ALESSANDRO PREZIOSI IN BLACKOUT VITE SOSPESE

 A volte ritornano per fare un disastro. Sono i film catastrofici che andavano tanto in auge negli anni 70 rappresentando terremoti, maremoti valanghe uragani esplosione di vulcani fitosi nello stadio sotto tiro di cecchini aerei in picchiata in cima alle montagne costringendo i sopravissuti a cibarsi dei morti oppure inabissati negli oceani facendo galleggiare qualcuno sui gommoni con gli squali intorno ecc. I film si dipanavano raccontando storie corali che si raccontavano in parallelo con la catastrofe imminente lasciando comunque per qualcuno sempre un lieto fine. Il filone si era chiuso con Titanic dove l'impatto emotivo  - con la morte di Jack che avendo lasciato sulla zattera l'amata Rose, moriva congelato - aveva raggiunto il clou per cui tutti quelli a venire non sarebbero più stati nessuno. I film si avvalevano sempre di un cast eccezionale con nomi di grande richiamo che intrecciavano le loro storie da protagonisti con quelle di personaggi minori miscelandole insieme per rappresentare un mondo a parte in balìa degli eventi.


La Tv sta riscoprendo questo filone così come abbiamo visto con I Sopravissuti ambientato in una barca arenatasi in mezzo all'Oceano dopo una Tempesta “catastrofica appunto” e con Blackout Vite Sospese tramesso ieri sera in prima puntata di una serie formata da quattro. La storia racconta il disastro di una valanga anche se comunque è rimasta quasi in sottofondo ma non in sordina essendo stato ampliato al massimo il rumore rindondante, per soffermarsi sugli effetti collaterali coinvolgendo le storie dei protagonisti ospiti di un Hotel in Trentino nella Valle del Vanoi e nel piccolo paesino vicino di Caoria, frazione di Canal San Bovo rimasti senza soccorsi causa il crollo dell'unica galleria di comunicazione con l'esterno.

 Ora la domanda che viene subito spontanea è quella che si fa di fronte al fatto che in queste piccole comunità isolate unite nella lotta alla sopravvivenza, vengano inseriti "delinquenti" (anche se loro malgrado) in odor di mafia a sfatar quel detto che siano invece le circostanze difficili a tirar fuori la bestia che c'è nell'uomo. No, qui la bestia c'è ma c'era anche prima, con il passato travagliato e delinquenziale,  per fortuna comunque impersonata da un attore affascinante come Alessandro Preziosi  nei panni di Giovanni Lo Bianco per cui difficilmente si lascia individuare subito - perchè nemmeno il suo bersaglio da uccidere senza pietà Claudia Schneider (Rike Schmid) nonostante come medico abbia salvato a sua figlia mentre il fratello salvava la vita alla figlia della dottoressa lo intuisce – permettendo così di prolungare la fiction tra colpi di scena sotto le direttive di un fratello che gli fa, e non si fa per dire, da Padrino. 

La vittima designata Claudia Schneider (testimone oculare di un processo di mafia) subisce il fascino del suo carnefice il quale a sua volta non è indifferente alla sua dolcezza manifestata con parole di grande stima, ma non si lascia intenerire perchè più forte resta il richiamo del dovere verso la famiglia. Mafiosa. Un altro personaggio accattivante è quello dell'appuntato dei Carabinieri Lidia interpretato da Aurora Ruffino che ha perso il Capo dal quale aspettava un figlio dividendo questo segreto solo con il ragazzo del Bar il quale a sua volta ha qualcosa da nascondere, insieme ai titolari dell'Hotel costretti (scopriremo perchè) a raccontare bugie. 

Segreti e bugie non impediscono di vivere la facciata in solidarietà e mutuo soccorso dove spicca per coraggio  la coppia formata da Marco (ex compagno di Claudia (Marco Rossetti) con la sua fidanzata infermiera Irene (Caterina Shulha)  facendo palesare che in fondo tutti siano brave persone, tranne quel Giovanni Del Bianco che ce la mette tutta per far ricredere perpetrando il suo mandato di assassino sostituendo pillole nella borsa di Claudia procurandole uno shock anafilattico dal quale si riprenderà con l'assistenza della sua rivale Irene. Non ci resta che vedere il seguito questa sera su Rai Uno senza aver ancora metabolizzato quel senso di angoscia e profonda pietà nell'aver assistito al suicidio di un cervo mentre sbatte le corna contro un albero per poi cacciare un urlo profondo grondando sangue sulla fronte prima di accasciarsi a terra perchè la sua compagna era stata abbattuta da cacciatori solo per il gusto di prenderla come trofeo. Nessuna indulgenza per loro.

sabato 21 gennaio 2023

BABYLON UNO SBALLO ORGIASTICO

 C'era una Volta a Hollywood aveva preceduto l'uscita del nuovo film Babylon, sempre ambientato a Hollywood. Non è solo l'ambientazione ad essere in comune insieme a due protagonisti come Margot Robbie e Brad Pitt,  ma bensì il battage pubblicitario che ha accompagnato entrambi i film “costringendo” gli spettatori ad andarlo a vedere se non altro per dire io c'ero come si fa con eventi di richiamo internazionale.Nel primo film come antagonista Margot Robbie si trovava una ragazzina Margaret Qualley la cui verve e mimica fuori di testa avevano colpito più del suo ruolo di protagonista nei panni di Sharon Tate, che Margot imitava comunque molto bene col capello lungo liscio, gli stivaletti bianchi le minigonne ed il sorriso uguale a quello della moglie del regista Roman Polansky. Il film invece è stato...come diceva Fantozzi nella Corazzata Potienky? ...”una cagata pazzesca”. Ecco l'altra cosa che accomuna i due film: la cagata pazzesca e non si fa per dire. Sì perchè perchè questa pioggia di merda nel secondo film Babylon fuoriesce dal sedere di un elefante lanciato sulla macchina da presa per confermare tutta la trama del film interamente affondato in un'autentica stronzata.


Certo è comunque che l'atmosfera dei tempi del muto era tutta all'insegna della follia sfrenata alla ricerca di ogni tipo di piacere di stampo vizioso dove in pieno proibizionismo i ganster  imperversano facendosi la guerra tra le famiglie italo-americane ed ebree che a Hollywood quest'ultime erano molto ben radicate  Non per nulla era stato finanziato il film biblico I 10 Comandamenti girato da Cecil B De Mille nella prima versione, in formato Kolossal, poi ripreso con la seconda nel 1957 in tecnicolor con protagonista Charlton Heston nel ruolo di Mosè. In entrambi i film I 10 Comandamenti la scena clou era rappresentata dall'orgia che avevano inscenato gli ebrei in assenza di Mosè impegnato sul monte Sinai a parlare con Dio, tornando ad adorare gli idoli offrendo in adorazione la più bella delle tribù portata in trionfo sull'altare mentre lei si contorceva lascivamente sdraiata sulle loro braccia. E' una scena di fantasia dalla quale comunque sembra aver preso spunto il film Babylon per riproporre questa scena clou in un festino di una villa Hollywoodiana. Margot Robbie a sua volta sembra essersi ispirata nel rappresentare una ragazzina drogata e fuori di testa alla sua antagonista del film C'Era Una Volta Hollywood, anche se lei è più in carne  giusta dunque per essere assurta a dea depravata di un'orgia da girone dell'inferno dove tutti si dimenano in piedi nella merda fino al collo per poi affondare quando il diavolo ordina: “ seduti”. Ciak si gira. Così nasce il film Babylon. Dove tra l'altro si festeggia la corruzione fra fiumi di champagne quando invece con il proibizionismo l'alcol veniva consumato clandestinamente e non bordo piscina dove  questi festini si evolveranno negli anni sotto forma dei mitici Party-bordo-piscina-Hollywoodiani nei quali comunque si continuavano a perpetrar nefandezze con stupri di minori (v.quello di Polansky) che le mamme offrivano in pasto a produttori e registi per una parte in un film della loro figliola.  Pratica vecchia che già ai tempi del muto era molto diffusa fra attori produttori addetti ai lavori e registi come Charlie Chaplin perchè nemmeno lui disdegnava trovandosi nel letto delle bambine offerte in pasto dalle madri snaturate dando inizio così a quel filone d'oro delle “baby-lon”.

Costruire un film su questa tematica di corruzione e depravazione poteva essere un'impresa ardua ma non per il regista Damielle Chazelle che forte della sua vincita di un Oscar, ha creduto di potersi sbizzarrire caricando il film di ogni riferimento possibile ed immaginabile attinto fra le vecchie “pizze” del periodo di transizione dal muto al sonoro facendo un racconto fuori dalle righe e molto fantasioso con varie fonti di ispirazione che van dal Tarantino a Cecil B De Mille passando da Pulp Fiction a Viale del Tramonto. Il suo? Come diceva una vecchia star arrivata a tarda età di successo in successo portandosi dietro la nomea di grande stronza, “a Hollywood se sbagli un film nessuno più ti dà una mano per rialzarti in piedi.” Così resta seduto. Per dire...poi se nel finale di Babylon c'è il manovale che si commuove davanti al film Danzando Sotto la Pioggia pieno di buoni sentimenti facendolo gioire si apre una speranza.  Sì perchè in fondo a Hollywood come diceva il poeta Giovanni Pascoli “piove sempre sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime” E la fortuna vien ballando perchè in  coppia o in ammucchiata è sempre Hollywood. La la più grande industria del cinema la più grande fabbrica di sogni.

lunedì 16 gennaio 2023

FOSCA INNOCENTI E GLI AMORI NEL CASALE

“Oh Foschina che mi combini?” Cosimo (Francesco Arca)  è tornato dall'America non potendo restare lontano da Fosca sua amica di infanzia per iniziare una storia con lei che lo accoglie fra le braccia perchè da sempre segretamente innamorata. Sì però Foschina (Vanessa Incontrada) non comincia bene perchè dopo i primi giorni di amore finalmente consumato fra le mura del casale di lei, cominciano i primi problemi che si dipaneranno in questa seconda stagione della serie Fosca Innocenti, vicequestore in Arezzo. Fra le indagini da svolgere sulla morte di una ragazza caduta da un balcone poco prima di andare a nozze, Fosca si trova a dover risolvere pasticci familiari con la comparsa di un suo vecchio amore che gli presenta la donazione, a seguito di un debito di gioco, fattagli dal padre di Fosca, risultando di fatto proprietario del Casale nonostante Fosca pensasse di averlo ereditato. Come non si sa ma è una fiction e la storia si cerca di farla stare in piedi creando ansia per vedere come andrà a finire.

La squadra che Fosca dirige, tutta al femminile tranne un giovane che, come una sorta di recluta da iniziare, ovviamente deve subire battute e scherzi da queste colleghe femmine scatenate, facendo buon viso alle loro intortate unite a quelle che le manda tutti i giorni la fidanzata in ufficio da dividere in compagnia. In questo clima gioviale e cameratesco si fa  squadra per attivarsi nelle indagini affiancando Tosca nelle operazioni militari sui luoghi del delitto mentre vengono raccontate le vicende private del loro quotidiano fatto di menage litigiosi per corna, di incontri lesbo e di rimpatriate con gli ex creando triangoli, lei lui e l'altro,  pericolosi.

 Infatti Cosimo alla comparsa del fantomatico vincitore al gioco del casale (Giovanni Scifoni) e vecchio amore di Fosca pur gestendo un bar vinery e apericene non la beve come innocente flirt fra i due nonostante le rassicurazioni da parte di lei perchè invece all'altro risulta il contrario come invece grande storia di passione che sbandiera in faccia al Cosimo il quale non riesce a controllare la gelosia che lo sta divorando perchè qualcosa non gli quadra anche perchè Foschina non si presenta puntuale a cena.


Dubbi leciti e fondati perchè la Foschina nel frattempo era andata a bussare alla porta dell'ex che si presenta a lei a vestaglia aperta e petto nudo palestrato in fuori con un sorrisetto ironico di chi sa di “averla-fatta-sua” tempo addietro e forse anche ora perchè alla Foschina viene l'occhio languido mettendocela tutta nel supplicarlo di non sbatterla. Fuori dal Casale è ovvio. Dal che si comprende quanto i due non siano proprio innocenti per cui scatta tutta la solidarietà per Cosimo e la sua faccia simpatica da giovane impunito che sta perdendo nel fare sul serio con la Foschina.

 La quale comunque, come rassicurato dalla tata (Giorgia Trasselli) al Cosimo, nel suo cuore ha solo lui. Lo spirito è forte per cui non ci resta che vedere se la carne sarà debole senza fare pronostici perchè non ci piace leggere in anticipo le puntate preferendo l'effetto sorpresa che nei polizieschi è fondamentale. Infatti in questa puntata si rivela che la giovane non si era suicidata ma uccisa da un impensabile personaggio che gli era accanto. 


sabato 14 gennaio 2023

LOLITA LOBOSCO IL RITORNO NON PIU' IN STATUS SINGLE

 E' iniziata la seconda stagione di Lolita Lobosco con Luisa Ranieri sostituto procuratore a Bari dove svolge indagini a capo di una squadra tutta al maschile ai suoi ordini. A fare da contorno le solite storie familiari con l'Ispettore Antonio (segretamente ma nemmeno tanto innamorato di Lolita che ha conosciuto fra i banchi di scuola) ingterpretato da Giovanni Luderno (strepitoso in Vincenzo Malinconiico) alle prese con una moglie gelosa di Lolita la quale invece sta iniziando una storia con il giovane giornalista Danilo (Filippo Scicchitano) che nelle puntate precedenti le aveva fatto una corte serrata sempre respinta da lei per diffidenza stante la differenza di età.  Ma l'amore quando è sincero e tenace trionfa sempre per cui Lolita comincia a capitolare specie dopo aver rischiato la vita per opera di un indagato che la fa rifugiare fra le braccia del giovane amato decidendo di convivere con lui esaudendo così il desiderio di questi di fare sul serio ma comunque già felice di essere riuscito nel contempo a trasformare Lolita. Sì perchè non è più un sostituto procuratore con i tacchi a spillo, sempre presa a cambiar biancheria sexy con la quale va a dormire dopo aver sorseggiato un bicchier di vino rosso, ma una splendida donna in ottima forma grazie agli allenamenti mattutini sul lungomare di Bari praticando jogging con sneakers e tute stretch che esaltano ancora di più la sua figura dirompente e sexy anche se ammorbidita dall'espressione dolce ad incorniciare un viso con labbra sensuali e occhi che brillano, contornati da ombretto e sopraciglia scure, come due scintille  che ardono mettendo in luce tutta la passionalità della sua anima. 


Ad accompagnare Lolita nei momenti di pausa lavoro c'è sempre il magistrato Marietta (Bianca Nappi) che la supporta emotivamente nel prendere decisioni sentimentali consigliandola di seguire senza farsi domande i propri sentimenti che per questa simpatica Marietta si dividono fra il marito dolce e devoto e “Nicola-suo” amante e collega di lavoro portando avanti allegramente una vita in parallelo. 



Come ogni single Lolita è rimasta attaccata alla famiglia  andando a trovare mamma (Lunetta Savino, che parla sempre con l'altarino e il santino di suo marito) quando prepara il pranzo della domenica insieme alla sorella separata con un bambino.  Con le indagini come sostituto procuratore Lolita porta avanti una sua personale ricerca per risolvere il mistero della morte di suo padre contrabbandiere e forse vittima di un agguato. 



La seconda stagione delle Indagini di Lolita Lobosco è' stato un piacevole ritorno con tante conferme e la sorpresa della storia d'amore con  Danilo, giovane bello e affascinante come un principe  che sta decollando con la convivenza lasciando lo spettatore incuriosito di come evolverà il menage “con un solo bagno”da dividere considerato da Lolita il principale ostacolo da superare. Un classico , con il dentifricio schiacciato da lui che fa mandare in paranoia lei, i vestiti sparsi per la camera e mal riposti, i calzini in ogni dove, le cene da preparare quando si sta a casa davanti alla tv con il telecomando da gestire, i programmi da scegliere, le chiamate per le emergenze, le assenze ingiustificate per mantenere uno spazio di libertà, il conto in banca diviso o cointestato ecc. ecc.

Così vedremo se il menage sarà una favola.


 

mercoledì 11 gennaio 2023

IL PRINCIPE HARRY INTERVISTATO SU REAL TIME


Su Real Time è stata trasmessa l'intervista di Tom Bradby al principe Harry per commentare alcuni passi del libro SPARE in uscita in questi giorni in tutto il mondo definito dai critici una sorta di incubo freudiano.

Il principe Harry si racconta rispondendo in modo dettagliato alle domande con un linguaggio fluido e sorprendentemente tecnico in senso psicoterapeutico dal quale si deduce quanto ci abbia lavorato sopra con anni di analisi che comunque sembra che lo abbiano perfettamente indottrinato per parare le bombe lanciate nel libro. Infatti dove deve spiegare l'accusa di razzismo alla Famiglia Reale rivolta ad un membro in particolare, il principe Harry ritratta mentre viene inquadrata la faccia sconcertata dell'interlocutore in grande imbarazzo di fronte al fatto che il principe abbia passato l'accusa alla stampa perchè lui intendeva semplicemente sottolineare di aver percepito incvece nella famiglia Reale un razzismo non consapevole scaturito dall'inconscio perdendo così in gravità fino a quando la stessa  non vi ponga un rimedio dimostrando il contrario e la completa innocenza nel pronunciare quelle frasi sul colore della pelle di Archie. 

Di fatto smentiva comunque tutte quelle accuse con tanto di lacrimuccia che lui e Meghan avevano invece lanciato nell'intervista di Ophra che tutti hanno ascoltato mettendo la famiglia Reale per due anni in difficoltà presso l'opinione pubblica e i Paesi del Commowealt dove sono quasi tutti di colore.  Con il sorriso più soave il principe Harry ha confermato di credere ancora nella monarchia tornando ad infierire sulla stampa quale responsabile della divisione che si è creata fra i fratelli creando rivalità fra Kate e Meghan e sopratutto fra i collaboratori dei loro Uffici che erano entrati  in guerra fra loro. Insomma, un po' come nel film Downton Abbey dove la servitù del casato si era messa in competizione con quella della famiglia reale in visita in occasione di una parata importante! Cose vecchie come il mondo per cui non si capisce che cosa c'entri la stampa. La quale comunque una certa responsabilità deve averla nel tampinare continuamente i membri della famiglia reale facendo anche intercettazione ed invasioni aggressive nel privato, intrusioni comunque che la principessa Diana è stata la prima a controllare manovrando stampa e paparazzi e che il principe Harry si è forse dimenticato additando  Camilla come pericolosa per essere a sua volta (sempre secondo Harry) responsabile di fughe di notizie dal Palazzo insieme a tanti altri.

Non rendendosi conto della gravità di queste affermazioni il principe Harry si è comunque detto ottimista per una possibile riconciliazione con la sua famiglia per poi affermare tutto il contrario dicendo che non sarà possibile per la mancanza di buona volontà da parte della stessa. La quale sicuramente penserà che la frattura sia ormai insanabile perchè il principe Harry si è dimostrato inaffidabile e sarà sempre pronto a spifferare tutto alla stampa anche se giurasse di no. Il principe Harry si è messo da solo in un bel pasticcio e non si sa chi ci sia dietro a consigliare queste sue mosse anche se la sua ribellione verso la famiglia era cominciata ancora prima dell'arrivo di Meghan la quale probabilmente invece di spegnere questi impeti di ribellione li a ha alimentati sentendo molto il problema del pezzo di ricambio toccato anche a lei nei confronti di Kate. Se fossero problemi di famiglie normali le divergenze si potrebbero risolvere ma qui in ballo c'è una famiglia guardata da tutto il mondo per cui l'unica possibilità che hanno di riconciliarsi dovrebbe essere quella di tornare tutti nei ranghi, chiudere i cancelli e abolire eventi mediatici in stile Hollywoodiano come Red Carpet conferenze stampa e raduni di regine-femministe (che tristezza quello promosso daCamilla con Rania Maxima Mary ecc.) e sfilate di cappellini cappottini e tutto quanto fa moda di tendenza per mettersi ad interpretare i loro ruolo di principi e principesse al servizio del popolo e del commowealt  nel rispetto rigoroso delle gerarchie restando inavvicinabili come Dei. Il problema delle famiglie reali d'Europa, Regno Unito in primis, è quello di essersi imborghesiti perdendo il reverenziale rispetto che fino a pochi decenni fa detenevano incontrastato. Le monarchie sono destinate a sparire? No, se tornano ad essere come prima. Perchè tutto cambi, nulla deve cambiare.Così parlò il Gattopardo. Molto aristo!

martedì 10 gennaio 2023

IL NOSTRO GENERALE


 Il Nostro Generale la miniserie in onda su Rai Uno fa seguito a quella trasmessa recentemente in replica da Canale 5 Il Generale Dalla Chiesa la quale, senza nulla togliere all'interpretazione di grandi attori come Gian Carlo Giannini e Stefania Sandrelli che seguivano un copione, era dipanata su un filo fin troppo melò rasentando punte di sdolcinate scene alla melassa. Il Generale che nella realtà era molto attaccato alla sua famiglia, in questa serie appariva fin troppo giuggiolone con la prima moglie Dora che dopo la sua morte aveva sostituito con la giovane Emanuela Setti Carraro la quale l'aveva conquistato con un corteggiamento serrato ed incalzante tali da farlo capitolare innamorato cotto come un ragazzino sminuendo un filo la compassata ed autorevole figura di un Generale come Dalla Chiesa, motivo per cui la figlia di lui Rita era stata assalita da dubbi e gelosie dissolti ben presto anche a seguito del sacrificio delle loro vite per mano della mafia.

La serie Il Nostro Generale invece è decisamente più corposa perchè la storia familiare resta in sottofondo per dare spazio al prezioso e coraggioso  operato del Generale Dalla Chiesa iniziato a Palermo per poi essere “promosso” - causa insistente convinzione che la mafia non si potesse debellare senza intervenire fra le aule del Governo facendo anche nomi eccellenti - a Torino ad affrontare le lotte armate operaie e studentesche manovrate dalle Brigate Rosse diventate sempre più aggressive e violente nel perpetuare i primi sequestri (prima di raggiungere l'apice con quello di Aldo Moro che ha segnato la loro sconfitta) e gambizzazioni.  In questa fase il Generale aveva messo in atto una geniale strategia di combattimento allestendo una sala operatrice formata da una task force di Carabinieri consulenti ed esperti di intelligence confermandosi un insostituibile uomo d'azione, mirata e intelligente, al servizio dello Stato. A dare corpo Al Nostro Generale non c'è stata scelta migliore di affidare il ruolo a Sergio Castellitto la cui robusta ed incisiva interpretazione ha reso giustizia ad un valoroso combattente e servitore dello Stato che l'Italia continua ad onorare con ammirazione e rispetto.

Nel ruolo della moglie Dora l'attrice Teresa Saponangelo la cui interpretazione asciutta senza smancerie è molto credibile risultando anche molto convincente nei quadretti del menage familiare dove si vede davanti alla Tv sdraiata sul divano insieme al marito mentre si fa massaggiare le dita dei piedi dimostrando il grande affiatamento e spessore di una coppia di grande importanza istituzionale ma molto semplice nel privato in perfetta sintonia nella confidenzialità di un rapporto sincero e solido. Quanti figli già grandi vorrebbero vedere che mamma e papà continuassero a farsi le coccole sul divano! Quelli (anni 70) erano comunque altri tempi, con una Tv con due soli Canali in bianco e nero, non c'erano telefonini e pc a dividere i componenti di una famiglia impegnati sempre sulla tastiera, “ognuno nel proprio mondo, ognuno diverso ognuno perso nei fatti suoi!” come recita la canzone di Vasco Rossi Voglio Una Vita Spericolata. Meglio di no perchè quelli erano gli oscuri anni di Piombo!  A parte questa nota di costume, per tornare alla serie, dove oltre ai figli ovviamente Rita (interpretata da Camillo Semino Fabri) Simona ( Cecilia Bertozzi)  e Nando (Luigi Imola) c'è un primo piano sul racconto di un giovane Carabiniere Nicola (Antonio Folletto) - venuto da un paesino della Puglia che sarà chiamato a far parte della task force essendosi confermate alcune sue deduzioni esternate al Generale che di primo acchito l'aveva strigliato congedandolo bruscamente – e che sarà poi uno dei primi ad arrivare sul luogo dell'agguato . Il quale viene rappresentato come prima sequenza della serie accompagnato dalla musica di un'allegra canzone molto in auge in quei tempi, Da Da Da del complesso Trio, immaginando forse che fosse quella trasmessa dalla radio della macchina guidata da Emanuela Setti Carraro (Claudia Marchiori)  con a fianco il Generale diventato da poco suo marito. La coppia sarà sicuramente la protagonista della seconda puntata ancora a Palermo quando il Generale fu promosso a Prefetto della città ma poi in realtà venne lasciato solo ad affrontare la mafia, in onda questa sera che sicuramente confermerà il grande interesse per Il Nostro Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. 


 

venerdì 6 gennaio 2023

IL PRINCIPE HARRY LE SPARA GROSSE

 

“La mia verginità l'ho persa con una donna anziana che voleva facessi lo stallone. Io l'ho montata velocemente e poi lei mi ha cacciato via dopo avermi sculacciato il culo”. Le parole sono del principe Harry nella sua biografia SPARE che se fosse stata raccontata su questo filo scanzonato e piccante di una letteratura inglese alla “Moll Flanders” o “Tom Jones” avrebbe sicuramente deliziato il mondo intero.

Harry e Meghan potevano benissimo essere una coppia come tante che si allontanano dalla famiglia specie se in Premiata Ditta, per prendere la loro strada andando anche all'estero, perchè avrebbero ricevuto tanti consensi come ragazzi ribelli e assetati di libertà, mentre invece si sono atteggiati a vittime della famiglia reale marciandoci dentro con un complesso persecutorio a suon di milioni. Ecco, sono proprio questi milioni ricevuti che indispongono facendo prendere le distanze da questa coppia così lagnosa e d incazzata. Nella biografia ci sono passi anche molto crudeli facendo pensare che “se questa è una famiglia reale...la nostra è meglio”.

Meglio proprio no. Sì perchè non è la storia di tante famiglie dove i fratelli si accapigliano lanciandosi frecciatine velenose fra padri e figli così come quando Carlo chiede  ad Harry di chi sia figlio non riconoscendolo somigliante ma nel contempo volendo sottolineare che se lui aveva tradito Diana con Camilla (e solo con lei) su Diana se ne poteva dir di peggio, perchè nelle famiglie normali si arriva anche al lancio di coltelli così come in genere succede all'apertura di testamenti perchè il “soldo rende tutti assassini”. 



Sulla lite Harry e William descritta tra le righe della biografia ha pontificato anche Lapo Welkann dicendo che non esiste che in una famiglia i fratelli siano divisi perchè devono restare uniti. Sì e magari mettendosi tutti contro la madre per questioni di eredità e divisione fra figli di primo e secondo letto come sta facendo la famiglia Agnelli. La famiglia Reale non ha bisogno di soldi. I fratelli William ed Harry sono in lite per questioni di gelosia, di femme fatale (Meghan) di dolore per la prematura morte di una madre. La loro è una storia di sentimenti e di passioni come si vedono nelle serie Tv che in tutta la loro sfacciata e crudele traduzione basata su fatti realmente accaduti e conosciuti dal pubblico, non supera mai la realtà. Infatti nessuno ancora conosceva come asserito da Harry che i fratelli avessero implorato il padre di non sposare Camilla perchè se si poteva immaginare il loro dissenso era comunque celato molto bene al matrimonio di Carlo e Camilla dove sono apparsi sereni e sorridenti.

Dietro le quinte non immaginate cosa succedeva, racconta ancora Harry ma a questo punto sono cose che non interessano perchè sono passate e rievocarle non colpiscono più di tanto, quanto meno il pubblico per cui si spera che la famiglia reale non raccolga queste cattiverie continuando nel segno della Regina Elisabetta con un bel no comment sorridendo come se nulla fosse, ignorando la coppia Harry e Meghan che ce la sta mettendo tutta per restare emarginata e continuare con il “bussines” della discriminazione. Sempre meglio che lavorare a Corte senza ricevere compensi.  

Se comunque l'arrivismo ed il pragmatismo tutto americano di Meghan è insopportabile per gli Inglesi ancora fortemente attaccati alle loro tradizioni di inchini thè coi pasticcini carrozze con i cavalli sfilate di moda dei regnanti, sembra che anche gli americani si siano stancati di finanziare guerre, Ucraina in primis, figuriamoci di quella di Harry e Meghan! Tutto dipenderà comunque dagli incassi per appurare se continuare a monetizzare i sentimenti resti una  penosa specialità di questa coppia non paragonabile alla pena toltasi da Meghan in “noblesse oblige”,con un inchino alla nonna di Harry! Un ridere ma un ridere...

Sì, però ha riso solo lei dopo aver aspettato che la Regina fosse morta al cui funerale William e Kate l'avevano anche accolta. 

Come finirà? Se Carlo vuole aprir la porta all'incoronazione, Harry è indeciso se andarci o meno perchè dovrà inchinarsi davanti alla Regina consorte Camilla. Allora sì che ci sarà da ridere,ma un ridere...Così rideremo tutti. 

mercoledì 4 gennaio 2023

L'ARTE E GLI AUTORI TRA L'AMOR SACRO E PROFANO

 Guardando un'immagine, un quadro una copertina i critici si sbizzarriscono per descrivere il significato profondo e le motivazioni dell'autore. Il quale poi magari voleva dire tutt'altra cosa anche banale come per esempio quello di aver fatto delle scelte a caso, come la modella il paesaggio un vestito indossato nei selfie, sì perchè ormai vanno inclusi anche loro, “nessuno va lasciato indietro”. Così per esempio la scelta di una copertina può non essere studiata ma solo preferita fra tante altre perchè piacevole e di sicuro impatto. Solo l'autore lo sa ed è inutile dare tante interpretazioni, esprimere opinioni e cercare di entrare nella testa di un autore. Certo se guardiamo il Cenacolo  le immagini sono talmente chiare che il messaggio possono recepirlo tutti, anche se poi la storia dell'affresco con le luci il refettorio e tutto il contesto che circondava Leonardo al tempo in cui l'aveva dipinto, così come abbiamo ascoltato dalle parole di Alberto Angela nel format Stanotte a Milano e Meraviglie, aggiungono notizie in più per contemplare al meglio l'opera


consentendo al pubblico di ammirarla in tutto il suo splendore perchè compresa fino in fondo.

Leonardo era un personaggio che si era conquistato un posto nella storia per cui non è difficile lavorarci sopra avendo lasciato molte traccie del suo operato artistico e di grande ingegno. Pertanto riesce molto più difficile dare interpretazioni su immagini di un autori magari anche di grande talento che comunque resta sconosciuto come Banksy per esempio che quando compare sui muri non si sa perchè essendo sembrati scelti a caso. Un giorno uno si sveglia e...tac! Banksy gli ha fatto la firma sul muro sotto casa. Non è l'unico comunque ad imbrattare i muri ma almeno lui li sa decorare ad arte...

Ed a proposito di arte, proprio in questi giorni è uscita la notizia che Olivia Hussey e Leonard Withing, la Giulietta e Romeo del film di Franco Zeffirelli, hanno fatto causa alla Paramount per averli messi a nudo al tempo della lavorazione del film quando ancora erano minorenni e senza il loro consenso. E' curiosa comunque la motivazione che è stata attribuita al maestro Zeffirelli affermando che lo avesse preteso perchè altrimenti il film non l'avrebbe filato nessuno. Questo è un esempio di come un autore venga tanto acclamato come genio artistico quando invece pensava agli incassi al botteghino, ovviamente per coprire le ingenti spese degli ambienti e costumi dell'allestimento e di tutto l'ambaradan che si muove intorno al film non credendo che la storia di Giulietta e Romeo avrebbe avuto tanta presa sul pubblico anche senza vedere le tette di Olivia e i glutei di Leonard! Dal maestro non ce l'aspettavamo assolutamente ma questo conferma quanto detto sopra sugli autori e le loro motivazioni che restano comunque indecifrabili nonostante i fiumi di parole di esperti e critici.


Una curiosità di Giulietta e Romeo sta nelle parole pronunciate dal padre quando la prometteva in sposa al conte Paride nonostante l'amico gli facesse notare che aveva solo 14 anni. “Sì però sfioriscono presto” ribatteva lui guardando la moglie che appariva da un colonnato di fronte. Una frase di William Shakespeare che suonava lapidaria segnando anche lo strano destino  di Olivia Hussey perchè - se all'età di 15 anni quando aveva interpretato Giulietta era una adolescente bellissima tanto da essere definita la più bella Giulietta di tutti i tempi che aveva oscurato tutte le altre - col passare degli anni e con le sue interpretazioni più importanti della Madre di Cristo sempre nel film di Zeffirelli Gesù di Nazareth (troppo patinato e di maniera con il bellissimo Robert Powell) e Madre Teresa di Calcutta,  si era ben presto trasformata: il mento si era appuntito mentre le guance non erano più quelle paffute della Giulietta che aveva fatto innamorare tutto il mondo.


martedì 3 gennaio 2023

IL PRANZO DELLE FESTE CON BRODO VEGETALE O DI CARNE

 “Voglio il brodo vegetale” diceva il sig. Cupiello svegliandosi il giorno di Natale nella commedia di Eduardo De Filippo Natale in Casa Cupi
ello vista in Tv su Rai Uno interpretata da uno strepitoso Sergio Castellitto che parlava in perfetto accento napoletano. L'ambiente era quello degli anni 30 quando la carne nelle città scarseggiava, mentre invece nelle campagne, con orti, animali da stalla o cortile e i derivati del suino messi a seccare sul soffitto delle cucine, si consumava in abbondanza o quanto meno una volta a settimana. 


Il brodo vegetale ai nostri giorni viene adottato per i risotti alle verdure escludendo quello con i funghi che si accompagna meglio al brodo di carne, il quale nel periodo natalizio va per la maggiore per essere sorbito col classico rumorino della bocca prima di mangiare anolini o cappelletti. Il brodo di carne viene composto principalmente da verdura come carota cipolla e sedano  insieme a polpa di manzo con l'osso, un pezzo di vitello e metà cappone o gallina tutti messi a bollire la vigiglia di Natale per poterlo sgrassare in superficie dopo averlo fatto raffreddare tutta la notte fuori dal balcone. I lessi vengono poi serviti (volendo anche insieme a fette di cotechino cotto a parte) con  salsine verdi o rosse senza far mancare la mostarda piccante. Questo brodo fatto in piccolo a casa di ogni rezdora che si rispetti, sgrassato a modo, con prodotti genuini di tracciabilità in etichetta è di sapore casareccio e molto genuino.

Poi vabbè la grande distribuzione non poteva stare a guardare fiutando il business per cui si è messa a farlo in grande per consentire al consumatore di trovarlo pronto da comprare tutti i giorni con meno spesa anche se ancor meno di resa perchè non è paragonabile a quello fatto in casa curato nelle scelte dei prodotti. Nella grande distribuzione infatti pur dichiarando gli ingredienti non si legge la tracciabilità degli alimenti buttati tutti dentro ad un grande calderone per essere inscatolati e posizionati sui banchi dei supermercati o negozi vari sia in brodo vegetale che di carne. A piacer vostro.

Tutto questo per esternare il concetto che, se nel futuro vogliamo scegliere dove stare, la cosa migliore di  ciascuno sia quella di restar a “bollir” nel proprio brodo...Meglio in piccolo, anche se "il piacere è solo tutto mio"! E...oh, pardon!  scusate s'è poco...


lunedì 2 gennaio 2023

SISSI, SECONDA STAGIONE

 In questa seconda stagione Sissi, da principessa ad imperatrice, si è fatta anche donna tanto consapevole da concedersi qualche scappatella. Anche le Regine le fanno eccome!

Nella prima stagione abbiamo invece assistito ad una fase esplorativa fra la fanciulla Sissi ed il “Kaizer”, prima di convolare alle nozze dopo che Franz aveva rifiutato di celebrarle con la sorella maggiore di Sissi: un classico fra i reali se si pensa ad Enrico VIII con Anna Bolena dopo aver “provato” la sorella primogenita, così come con l'attuale Re Carlo d'Inghilterra con Diana dopo esser stato fidanzato con la sorella maggiore, per poi trovare la felicità con il primo amore Camilla, regina consorte.

La fanciulla Sissi descritta come ingenua e pura ci aveva deliziato con le sue sortite là dove chiedeva a mamma quando fosse il caso di concedersi al suo promesso sposo, prima o dopo il matrimonio! Di fronte a tanta innocente domanda mammina le rispondeva che il suo “Franz” da gentiluomo avrebbe saputo trovare il tempo giusto per cogliere la sua purezza. Meno male per la giovane Sissi aver trovato un  Kaizer gentiluomo perchè se fosse stato per lei si sarebbe concessa anche subito mettendo anche rischio la sua ascesa al trono come imperatrice. Sì perchè Sissi era una passionale impetuosa e vitale talmente innamorata del suo Franz da studiare belle maniere presso un' operatrice del settore porno che introduceva a Corte, per essere all'altezza delle performance libertine del suo Kaizer. Missione compiuta! Infatti fra la coppia reale si accendeva la passione che consumavano spegnendo rivolte presso i Paesi sottomessi, Ungheria in primis, all'impero austro-ungarico che avevano subito il fascino della Imperatrice Sissi.

Nella seconda stagione questo fascino viene sprigionato in tutta la sua forza e intelligenza, fra un giro di valzer ed un flute di champagne, intrecciando alleanze con l'imperatore Napoleone dopo che Sissi si era ingraziatoa Josephine del quale lui era succube come schiavo d'amore, per affrontare guerre cercando di dissuadere gli ungheresi ad allearsi con il terrbile Otto Von Bismark cancelliere della Prussia che voleva dominare sull'Europa. L'Ungheria è terra di conquista personale dell'Imperatrice Sissi per cui si mette in viaggio per cercare conferme sulla lealtà dei sudditi  nel restare a fianco del loro imperatore contro la Prussia. Non sarà un compito difficile perchè il Conte Andrassy, nobile importante al governo, ha un debole per Sissi, pur essendo stato a suo tempo condannato a morte dall'imperatore suo marito.

L'incontro inizia all'insegna della giovialità dove sboccia la simpatia fra il conte e l'imperatrice mentre ballano nell'aia fra contadini e paesani, che sta per sfociare in un bacio appassionato, per suggellare l'alleanza è ovvio, quando un gruppo di ribelli irrompe prendendo la coppia come prigionieri, offrendo un'occasione d'oro per perpetrare le loro effusioni essendo incatenati insieme. L'idillio dura poco perchè i piccioncini vengono liberati dai soldati del Kaizer mentre lui era in Baviera per ricevere il pass dal re Ludwing di viaggiare sulla ferrovia che attraversa questo Paese.

Ritrovandosi tutti a Palazzo fra i tre si percepisce una forte tensione che non viene placata nemmeno quando Sissi nel letto nuziale ci dà che ci dà con il suo Kaizer il quale invece sospetta che queste effusioni siano state manifestate pensando a lui, il Conte Andrassy. Un triangolo assassino? Per saperlo dovremo attendere la prossima ed ultima puntata Giovedì su Canale 5 che si consiglia di vedere per ammirare gli ambienti i luoghi e tutto lo sfarzo con il quale è stata girata la serie che solo per questo è molto accattivante nonostante la storia d'amore fra la coppia reale Sissi e Francesco Giuseppe. Sì perchè non è credibile: lei che viene descritta dalla storia di grande fascino si avvale dell'interpretazione di un'attrice con gli occhioni marroni,  un nasino schiacciato sulla bocca dall'espressione sempre fissa che non riesce mai a cambiare nemmeno nei momenti caldi sia di orgasmo che di impeto pasionario, mentre lui, imperatore duro e severo, è interpretato da un attore bellissimo e gentile...un filino più di Sissi. La quale, se non fosse per quei lunghissimi capelli sempre sciolti, e la ruota continua con le crinoline non riuscirebbe a galvanizzare l'attenzione più di quanto lo faccia la cornice con il décor e l'ambientazione fra Castelli, paesaggi e campi sterminati con i cavalli selvaggi sempre al galoppo. Mancano i monti, le stelle alpine...ma questa è un'altra storia, quella di serie Sissi con Romy Schneider. Indimenticata|