mercoledì 27 dicembre 2017

IL PRIMO BURLESQUE HOLLYWOODIANO





Selvaggia, sinuosamente  ancheggiante roteando sfacciata, come si toglie il guanto Rita Hayworth  in una sorta di Burlesque   di Gilda nel film omonimo,  nessuno l'ha mai eguagliata. Unica e inimitabile anche se da sempre imitata per fare femme fatale così come lei  riusciva a trasformarsi sulla scena.
In realtà era una donna riservata e timida poco incline alla mondanità anche se aveva sposato uomini potenti e molto presenti sulla scena del jet set dal primo marito Agha Khan ad Orson Welles genio inadeguato ruvido e maldestro che la rivoltava come un guanto rendendola irriconoscibile con il film Shangai.

domenica 17 dicembre 2017

ANCHE LE REGINE CE L'HANNO



L'ultimo amore è sempre il primo: la vita si vive nel presente senza con questo cancellare il passato almeno finchè il ricordo resta nella mente di colei (o viceversa) che abbia amato.
Così il grande amore della Regina Vittoria, Albert, anche se lei lo ha ricordato dopo la sua morte fino alla fine dei suoi giorni la sua vita ha continuato governando il Regno Unito.
Il letto nuziale è rimasto sempre intatto per cui è passata alla storia come una Regina fedele al suo primo amore, regolarmente sposato.
Il cuore però ha palpitato per altri due uomini, amori della sua vita nell'età matura: primo uno stalliere di Corte, il classico stallone sempre presente là dove c'è una stella da portare nella stalla ad aprirle un mondo di sesso rimasto ancor segreto e della sua vecchiaia, l'ultimo ma non ultimo perchè con lui Victoria si è sentita come una ragazzina alla prima cotta.
Diventando anziani si ritorna bambini per cui è presumibile che l'amore di Victoria per Abdul sia stato puro e appassionato sprigionando un'energia tale da farla ritornare giovane con tanta curiosità per il mondo esterno e tanta voglia di apprendere tanto da mettersi a studiare la cultura di appartenenza di un servo assurto poi da lei al ruolo di maestro di vita.
Se questo non è amore puro, molto gli somiglia. Chi si piglia si somiglia recita un luogo comune che comunque vale anche per i Reali perchè Victoria si è sentita attratta da un giovane con il quale aveva affinità elettive sempre alla basa di un matrimonio romantico vissuto dalla coppia Victoria e Albert con tanto sentimento culminato con la passione consumata in un letto caldo nel quale è rimasta incinta nove volte, forse solo a guardarla o forse ancora meglio e più vicino alla realtà di una Victoria piccola e grassa pieno di sensualità, nell'essere trattata come una fantessa soddisfatta da un marito sempre pronto a far l'amore.


Infatti se di giorno per governare era uno stress per la Regina, la notte no...il materasso. Era lì che lui voleva volare facendosela da padrone, dopo essere rimasto tutto il giorno un passo indietro, togliendole finalmente la stanchezza cullata dolcemente nel movimento sexy. Benedetto da Dio e dalla Chiesa Anglicana.
Victoria sbarcherà a giorni su Canale 5 a riproporre l'ennesima versione sulla sua vita, incoronazione in primis , già vista tante volte al cinema con l'interpretazione di Emily Blunt nella versione più recente della regina giovane e quella magistrale di Judy Dench che ha interpretato la Regina vecchia per ben due film l'ultimo dei quali, Victoria e Abdul, è sempre il primo risultando a tutti gli effetti il più strepitoso per la cura dei costumi, l'arredo degli interni, e la scelta delle location, una  Scozia, ruvida aspra e ventosa, e l'India in stile Compagnia delle Indie fra sapori di spezie e odori di profumo dei fiori.


Dopo il grande successo di The Crown la Tv inglese ha pensato di aver scoperto il filone d'oro raccontando le gesta dei reali in serial, cominciando dai Tudor (una serie seguitissima) per finire con i Windsor.
Tutti i membri della regal famiglia sono stati "sceneggiati" in vari film o serial, tranne Carlo e Camilla anche se la loro storia è stata vera ed appassionata ma sulla quale purtroppo pesa l'ombra di Diana rendendo impopolare il Principe di Galles e la sua Duchessa di Cornovaglia la cui unica colpa è stata solo quella di seguire le ragioni del cuore (così come ha da sempre insegnato Brooke in Beatiful. Ma un conto è essere giovani e belle un altro è anziane e bruttine).
L'amore logora chi non ce l'ha. Infatti il matrimonio di Carlo e Camilla è tutt'ora molto solido mentre quello di Carlo e Diana è scoppiato presto ma giusto il tempo di fare due bellissimi figli che crescendo sono diventati popolari quanto la madre a rinverdire la famiglia reale Inglese.
La quale resta il baluardo della nobiltà Europea. Un appunto andrebbe fatto ad un'altra interprete di Regina del Regno Unito ed è rivolto a Cate Blanchett diventata famosa nel ruolo di Elisabetta I nel quale si è talmente immedesimata da calzarlo a pennello anche nella vita: dai film ai promo passando dal Red Carpet. Sì, a lei stessa.

Speriamo che a casa si tolga la corona:sono troppe ormai quelle che vogliono indossarla, sempre per fiction ovviamente, perchè The Crown  resta salda in testa alla seconda Regina Elisabetta quanto meno finchè Filippo resterà al suo fianco seduto alla destra del trono anche se poi di fatto in camera dormono separati: lui russa, lei si alza continuamente...
La vecchiaia non perdona nessuno. Del resto Victoria-Judi Dench lo ha dichiarato apertamente di essere una Regina avida, attaccata al potere, di avere l'utrero prolassato ed  escludendo decisamente di essere pazza.
Essere regina è anche questo, dovendosi difendere dalla propria Corte  dove servi e membri reali tramano per rimuovere le fila del potere.
La stratega di Corte Windsor è indicata nella persona della Contessa Sophie, moglie di Edward ultimogenito della Regina la quale studia le mosse delle “commoner” insediatesi a Corte supportata da uno staff molto fedele ai suoi ordini. Tutti la temono perchè vogliono ingraziarsi i favori della Regina alla quale lei accede al suo cospetto non tanto per grazia ricevuta quanto per riferire lo mosse di principesse e duchesse, chiudendo un occhio ovviamente per i maschi. L'unica a non essere nel mirino della spiona la contessa Sophie è Zara Phyllipsfiglia di Anna che per sua scelta resta in sempre ombra anche se impegnata in opere di beneficenza più i quanto faccia Kate.
La quale non fa un sorriso, una carezza a un bimbo senza avere il codazzo di paparazzi dietro.
Zara ha mano libera e lo si vede anche dai social che frequenta assiduamente amando mettere su Twitter delle vignette sui reali molto dissacranti di grande humor british.




Infatti piacciono molto alla Regina perchè nonostante l'aplomb che dimostra in pubblico privatamente ammira molto l'impertinenza dei giovani spiegando così la sua preferenza per il figlio Andrea scapestrato quanto basta per sguazzar in scandali e scandaletti, per il nipote Harry testa calda ma simpatico riservando una calda accoglienza a Meghan Merkle l'americanina tutto pepe la nuova fidanzatina di Harry.


Zara è in buoni rapporti con la Regina ma è la prediletta di Camilla perchè oltre a dividere la passione per i cavalli a unirle è un sentimento sincero di avversione e antipatia verso Diana: Camilla per ovvie ragioni, Zara perchè Lady D. aveva rubato la scena a tutti quanti così come ora sta facendo Kate. Se la Duchessa di Cambridge fa impazzire i sudditi i Membri della Casa Reale la trattano con sufficienza non ritenendola integrata ai Windsor ma più in linea con i Middleton ed il loro imbarazzante presenzialismo. Alzi la mano chi conosce la suocera di Zara per esempio, la quale non fa testo come la signora Carole Middleton suocera di William.
L'anno scorso alla Messa dell'Epifania quando la Regina si era ripresa dalla brutta influenza ad accoglierla sul sagrato c'erano due distinte fazioni, quella dei Windsor da una parte e i Middleton dall'altra.


Quello che conta comunque è vedere i Windsor uniti e in ghingheri ad ogni evento. Il prossimo sarà il pranzo di Natale dove forse è stato aggiunto un posto a tavola per Meghan, la quale sarà comunque la protagonista di tutto il 2018 per il Royal Wedding da favola e  far sognare ancora una volta tutto il mondo.

venerdì 15 dicembre 2017

LAPO ELKAN, IL RAMPOLLO CERCA MOGLIE

Le lunghe interviste rilasciata da Lapo Elkan hanno colpito molto.
Ha fatto tenerezza, diciamolo. Per la prima volta un Agnelli si è raccontato a cuore aperto, dalla Politica al Managment di un'azienda, dalla famiglia ai grandi amori della sua vita indicati in Martina Stella e Bianca Brandolin.
E' andato benissimo anche se un parallelismo corre, come una sorta di colpo di teatro dove le interviste sono maneggiate in un gioco mediatico - (questa è la stampa bellezza!” A dire il vero è sembrato più spontaneo e sincero da Lilli Gruber quando ha scaricato “di fatto” il Matteo Renzi) - alla famiglia reale inglese dove il rampollo più scapestrato Harry ha rivelato i suoi pensieri ed emozioni, anche nella “famiglia reale d'Italia Agnelli, il rampollo più eccentrico si è concesso al pubblico in modo semplice e molto molto accattivante.

Tutta l'Italia ha amato Lapo Elkan: ne aveva l'esigenza e a lui è bastato chiederlo perchè gli italiani l'hanno ascoltato con affetto sincero e non per noblesse oblige.
Lapo vuole essere un ragazzo giovano rampante come tanti della sua età ma non lo sarà mai perchè lui ha più educazione e stile.Impareggiabile.
E' un gentiluomo d'altri tempi comunque aperto a tutte le esperienze come lo sono gli uomini di mondo.
Infatti ne ha provate di ogni anche le più trasgressive toccando il fondo per poi risalire per rimettersi in carreggiata con la Fiat e una vita normale.

Ma non è questo il punto  perchè la curiosità sta nel constatare quanto gli uomini si lascino andare.
E' come se volessero inseguir le donne per ottenere la parità in quella parte nel quale solo loro hanno potere esercitato con la forza delle emozioni espresse senza alcun pudore o il filtro dell'arte dove le donne stanno apprendendo i segreti di un mestiere affinato nel tempo dagli uomini nei secoli e millenni favoriti nel settore,  per raggiungere la parità coi maschi, essendo ormai la libertà sessuale conquistata da tempo in quel punto di forza tutto maschio intriso nel sesso senza amore.
Insomma sulla parità ci stiamo entrambi lavorando ma ci sono buone probabilità di riuscita.
L'importante è provarci sempre, che non vuol dire comunque molestare, perchè dopo questo intervento con il quale Lapo cerca moglie, chissà quante ragazze sgambirlone e rampichine settore modelle in fashion pacchiano lo tampineranno. En education prego, mi raccomando. Sì vabbè...

domenica 10 dicembre 2017

INTIMO SEXY, UN CLASSICO REGALO DELLE FESTE


Fra i tanti cadeaux delle feste la lingerie è sempre molto gradita.
Una curiosità: la sottoveste è un capo di biancheria intima che sembra ormai scomparsa dalla circolazione.

La sottoveste più intrigante è sicuramente quella di Kim Basinger indossata nel film 9 settimane e mezzo tutta in raso-seta color panna tagliata in sbieco per ondulare in sincrono col corpo e con spalline sottilissime. Questo capo si era diffuso molto negli anni 90 ed il modello lo abbiamo visto ieri sera indossato da una esordiente Michelle Pfeiffer in Scarface che ha esibito il modello oltre che in camera da letto anche come abito-sottoveste in ogni occasione, disco in primis.



A diffonderlo in versione sottoveste comunque sul mercato ci hanno pensato i cinesi producendolo in poliestere di tanti colori al costo di mille lire poi tradotte in tre euro (perchè con l'euro la lira è raddoppiata o triplicata facendo salire i prezzi alle stelle anche se gli italiani se ne sono accorti molti anni dopo quando esaurite le riserve in Banca si sono trovati con gli stipendi dimezzati di valore).



In realtà la sottoveste è stata comunque un must degli anni 50 quando imperversava la nuova fibra in nylon adottata anche nei film storici dove non c'entrava nulla, ma erano le star ad imporla perchè la nuvola di voile nella quale si avvolgevano aumentava il sex appeal.


La sottoveste strepitosa che ha stregato il mondo è quella sfoggiata da Elizabeth Taylor in La Gatta Sul Tetto che Scotta, in colore bianco di seta con pizzo ai bordi e sul seno ad esaltare un decolleté tornito e sodo .
Il film era tratto da un  testo teatrale di Tennessee Williams che Liz ha recitato con molta naturalezza trovandosi a suo agio con quel capo sexy che esaltava elegantemente un seno prosperoso senza esibirlo open-air, ma soprattutto perchè era bianco il colore da lei preferito che invece l'aveva esaltata eroticamente nel film Improvvisamente l'Estate Scorsa quando lo adottava con un costume a un pezzo solo dove il bianco lasciava trasparire le sue forme in un vedo non vedo dei capezzoli e triangolino nero fra le gambe (allora non era in uso depilarsi come bambole così come si fa tutt'oggi. Negli spogliatoi delle piscine per esempio le donne nelle docce insieme alle bambine sembrano tutte delle barbie).


Molte star si sono cimentate con questo testo teatrale come Scarlett Johansson a Brodway e Vittoria Puccini in Italia, entrambe con scarso successo perchè un conto è mettere il grazioso musetto in primo piano, un altro è recitare dal vivo in un teatro nel quale hanno fatto flop anche Julia Roberts  e Manuela Arcuri nell'emulazione della Pretty Woman.
La sottoveste ultimamente ha fatto capolino in Spectre portata da Lea Seydoux nel classico color panna con pizzo, ma resta comunque un capo quasi introvabile perchè le donne preferiscono la lingerie sexy da portare con abiti strizzati o pantaloni.









Infatti, un capo di lingerie che sta tornando di moda è il body molto usato negli anni 70 con i jeans stretti ma poi sparito con l'introduzione delle T-Shirt e la moda dell'ombelico al vento.Ora è tornato in auge a sostituire la canotta per valorizzare i tubini strizzati e spianare i rotolini dei due pezzi  o per sostituirli completamente. Il Body era stato soppresso con la diffusione dei collants per cui l'abbinamento giusto è quello con le autoreggenti a completare l'effetto sexy del tocco-non tocco.
Vietato toccare perchè basta far saltare un bottoncino all'altezza inguine per aprire il Body a piacere o la Bottega, così chiamata, quando si voglia battere cassa.Fra la lingerie è sicuramente il capo più intrigante specie se adottato nelle seratine con cene intime perchè si presta a far piedino finendo la serata con una botta e via, in piedi senza dover sfilare le mutandine. Non c'è perizoma che tenga il confronto  ma non è questo il punto: come ha twittato Vittorio Sgarbi il 3 dic."Datela sempre perchè la vita è breve".
L'importante è averne voglia, possibilmente averla insieme perchè altrimenti è tutta un'altra storia da annoverar fra le molestie anche se ci si presenta ad un incontro con il Body già sbottonato.Quando è no! È no! Insomma...un ni. Come dire prima si prova e poi magari si decide, perchè essere donna e vittima al tempo stesso è anche questo.




giovedì 7 dicembre 2017

DEL PARLAR LIBERAMENTE DI TEATRO CINEMA E TV

Nicole Kidman si trasferisce a New York perchè vuole darsi al Teatro. Auguri!
Per gli stranieri il teatro ha una tradizione gloriosa della quale andare fieri: in America portata avanti da Broadway con i Musical e prosa quest'ultima molto diffusa in Europa, Regno unito in Primis, mentre in Italia vige il Bel Canto.
La prova teatrale per un attore di cine e Tv è come la prova del 9 rappresentando una sorta di quadratura di un cerchio a completare la
conquistata professionalità di serie A che va oltre l'essere divi  o grande star.





Il teatro è la prova più difficile da affrontare perchè ti mette in scena tutta la persona la quale deve avere la forza e l'energia per dominar la scena con il timbro di voce, la gestualità e la falcata per attraversare il palco.
In America la scuola più importante è da sempre l'Actors Studio che ha insegnato a molti divi a partire da James Dean, Marlon Brando passando perfino da Marylin Monroe.


Gli americani infatti nella loro recitazione si distinguono per la gestualità che accompagna tutti i monologhi anche quelli brillanti mentre in Italia per esempio la gestualità è caricata particolarmente nelle scene drammatiche: indimenticata è è quella di Sofia Loren in Matrimonio all'italiana quando accompagnava con in mano un cucchiaio che faceva roteare davanti a un piatto di minestra come fosse la bacchetta di un maestro in concerto sul leit motiv di Marcello Mastroianni davanti allo specchio quando si definiva: “Cretino cretino cretino”
“E fetente” chiudendo secca l'ouverture di Don Mimì.
Napoletani in testa la gestualità all'italiana ha fatto conoscere in tutto il mondo il cinema d'autore sempre associato alla drammaticità come quella di Anna Magnani, la romana de' Roma d'eccellenza indimenticata quando sbraitava con le braccia alzate in Roma città Aperta o alla finestra in Bellissima.
Milano era invece più allineato all'Europa con il Piccolo Teatro nel quale la gestiualità era rappresentata con la fantasia di un mimo o per dare spazio alle emozioni del viso sullo schermo, sempre in primo piano supportato dal look impeccabile con tanto di cappello per dar risalto all'autorevolezza e nobiltà e sigaretta in bocca per rappresentare il vizio e la miseria.
Della Miseria e Nobiltà è rimasto un film di Totò l'esilarante dissacratore di costume di un'italietta  brava nell'arte di arrangiarsi.
Il discorso sarebbe lungo ma per tenerla breve va sottilineato solo il fatto che il mestiere dell'attore di teatro non sempre coincide con una buona recitazione al cinema risultando spesso artificioso perchè il grande schermo tende a dilatare la gestualità.
Con il cinema è lo stesso poiché amplifica le emozioni che trasudano dai visi in primo piano dove ogni muscolo facciale che si muova un attimo è uguale alla pagina di un romanzo.

Infatti spesso è meglio il romanzo della traduzione in film perchè qui le immagini scorrono veloci non lascinando il tempo di assimilare il tormento interiore di un personaggio che l'autore del romanzo invece descrive minuziosamente.

Un escamotage molto azzeccato è quello adottato sullo schermo da alcuni registio i quali introducono alcune sequenze con la voce fuori onda a recitare pagine del romanzo. I grandi sceneggiati della Tv per esempio come I Promessi Sposi in primis, o I Fratelli Karamazoff, l'Idiota  non sarebbero stati tali se non ci fosse stata la voce fuori campo. Valeria Moriconi in Delitto e Castigo che aveva una maschera dura e impenetrabile si animava proprio grazie al sottofondo a descrivere le sue emozioni mentre era in attesa di giudizio. Così come le parole di Manzoni che accompagnavano i Promessi Sposi sono state fondamentali per dare spessore allo sceneggiato.

Al cinema la stessa operazione l'abbiamo apprezzata in Barry Lindom, Tom Jones, Le relazioni Percolose, Le avventure di Moll Flanders e curiosamente in tanti altri film in costume settecentesco come se in quell'epoca la licenziosità fosse caricata soprattutto dagli intrighi delle liaison piuttosto che dall'atto sessuale fine a sé stesso perdendo l'energia erotica. C'è un film molto significativo del quale ricordo una sequenza dove un nobile in vasca da bagno insaponato da una servetta quando viene raggiunto da un amico che la guarda con cupidigia gliela offre facendo fare sesso con lei mentre loro due continuano tranquillamente a parlare.

Una scena che perde in erotismo per sottolineare la pena di una condizione umana di classe inferiore che si distanziava enormemente da quella cosidetta nobile. 
Alle porte stava bussando comunque quella rivoluzione che avrebbe spazzato via l'encien regime. Chi di scopa ferisce di scopa perisce. Battutaccia ma ci sta.


mercoledì 6 dicembre 2017

FILIPPA LAGERBACK LA FORTUNA DI UNA SVEDESE

 
In questa edizione del Grande Fratello hanno vinto tutti giovani e vecchi essendo stati protagonisti della scena nel bene e nel male con abbracci e tanti baci sulla bocca in una promiscuità di grande effetto d'apertura mentale anche se spenta dalle gesta dell “matriarche” agé che si sono azzuffate scambiandosi frecciatine al veleno come prime-donne consumate.
Ma tutto fa, dal tramonto all'alba delle new entry giovani e rampanti già accasati a Mediaset e pronti ad entrare nella casa del Frande Fratello già soddisfatti di partecipare perchè è quanto basta per vincere nuove scritture  con il salto di qualità da VIP dilettanti a VIP di serie A. Chapeau!
L segreto l'abbiamo già detto è stata la scelta del cast ma anche e sopratutto è merito della conduzione di Ilary Blasi con Alfredo Signorini al fianco.
Il quale, dopo le prime puntate dove si proponeva come censore luteran-calvinista autoflagellandosi le carni calzate nel ruolo di direttore di un settimanale di gossip disinvolto e impiccione negli affari altrui rivelando infedeltà anche a costo di rovinar un menage familiare in nome di uno scoop di una stampa “elegante e patinata”, ha fatto un passo indietro, signorilmente, facendo da spalla alla moglie di Totti, onorandola in quanto tale.

Ilary comunque ha brillato di luce propria come una vera stella del firmamento Mediaset anche se lei “naqque” in Rai con Fabio Fazio presentando sempre seduta a Che Tempo lasciando poi il posto a Filippa Lagerback la bionda svedese che si è fatta conoscere per il suo sorriso sempre in primo piano.
Non per nulla è stata scelta per il promo di Daygum Protex con il quale ha lasciato il segno, sempre seduta insieme agli operai su un traliccio in pausa pranzo fuori da un grattacielo dove si sa quanto l'olezzo sia difficile da schivare per chiunque, ma non per la Filippa che, sempre sorridente aveva la soluzione per il problema offrendo la pasticca di gomma.

Filippa è una svedese sempre sorridente ma un filo glaciale quanto basta per essere attaccata dalla rete come bella statuina che manca di umorismo avendo dimostrato di non integrarsi perfettamente nelle gags all'italiana, incomprensibili per i Paesi Nordici e viceversa.
Da noi infatti sarebbe stato impensabile negli anni 60 una Pippi Calzelunghe che abbiamo dovuto importare direttamente dalla Svezia per divertire grandi e piccini nella Tv dei Ragazzi là dove Il Circolo dei Castori per esempio (condotto da un compassato Emilio Fede) passava inosservato. Per dire quanto gli svedesi fossero avanti.
Insomma Filippa sorride ma ride poco per i nostri gusti è la puzza sotto al naso che hanno gli italiani nel giudicarla è penalizzante.


Per gli italiani prego perchè Filippa porta bene sia nell'ambito lavorativo (con anni di successi in Tv) che in quello privato.
Infatti è bastata una comparsata al GF,  per attirar consensi verso il compagno Daniele Bossari che davanti a lei si è inginocchiato con la classica richiesta di matrimonio. Un colpo di Teatro con la quale Filippa si è portata a casa la promessa e la vincita del compagno del GF.
Così Filippa da tempo già impegnata a tempo pieno ed ora accasata ufficialmente  metterà sicuramente radici in Italia, un Paese accogliente che le ha fatto ponti d'oro perchè apprezza la grande professionalità in promo o in comparsata anche se l'aria da svedesina in vacanza a me personalmente sarebbe più gradita.
Ma io non faccio testo perchè il pubblico, oh pardon Fabio Fazio in Rai è sovrano riconosciuto nel suo valore e ossequiato nel tempo che si concede, sbaragliando tutti che mette in fila dietro ai suoi format. Saaaalve!

martedì 5 dicembre 2017

IL BODY IL REGAL0 PIU' INTRIGANTE PER LE FESTE

Un capo di lingerie che sta tornando di moda è il body molto usato negli anni 70 con i jens stretti ma poi sparito con l'introduzione delle T-Shirt e la moda dell'ombelico al vento.
Ora è tornato in auge a sostituire la canotta per valorizzare i tubini strizzati e spianare i rotolini dei due pezzi  o per sostituirli completamente.


Il Body era stato soppresso con la diffusione dei collants per cui l'abbinamento giusto è quello con le autoreggenti a completare l'effetto sexy del tocco-non tocco.
Viertato toccare perchè basta far saltare un bottoncino all'altezza inguine per aprire il Body a piacere o la Bottega, così chiamata, quando si voglia battere cassa.

Fra la lingerie è sicuramente il capo più intrigante specie se adottato nelle seratine con cene intime perchè si presta a far piedino finendo la serata con una botta e via, in piedi senza dover sfilare le mutandine.
Non c'è perizoma che tenga il confronto  ma non è questo il punto: come ha twittato Vittorio Sgarbi il 3 dic."Datela sempre perchè la vita è breve".

L'importante è averne voglia, possibilmente averla insieme perchè altrimenti è tutta un'altra storia da annoverar fra le molestie anche se ci si presenta ad un incontro con il Body già sbottonato.
Quando è no! È no! Insomma...un ni.
Come dire prima si prova e poi magari si decide, perchè essere donna e vittima al tempo stesso è anche questo.
RITA ORA BELLEZZA AL BAGNO




sabato 2 dicembre 2017

BERLUSCONI E DU-DU' LA SERIE

Fra le tante comparsate di Silvio Berlusconi di questi ultimi tempi con il ritorno in Campo, ha colpito quella rilasciata al tg5 dove appariva con le cornici più care sulla sua scrivania.
Se prima erano quelle in compagnia con la Pascal seduta alla sua destra mentre brindavano, ora al suo posto c'è quella con il cagnolino du-du.
Come a riconoscere che la Pascal al suo fianco non raccolga consensi?
Così è se vi pare.

















Così ci pare con Berlusconi e la Pascal: più che la fiducia in lei, potè il fido Du-du'

Pronta la smentita di Silvio Berlusconi : ai Tg di Mediaset il 1 dicembre delle 13 è ricomparso senza la foto di Du-dù ma con quella della Pascal posizionata a sinistra precisando comunque che la sinistra è fuori gioco perchè lui gioca col M5S. Purtroppo è il Movimento 5 Stelle che non vuol giocar con lui!





venerdì 1 dicembre 2017

TENDENZA VICTORIA







Per il ritorno del tessuto scozzese, nella collezione autunno-inverno 2018 ha contribuito sicuramente il film della Regina Vittoria in versione cinematografica interpretata da Judy Dench con molte sequenze girate in Scozia un Paese particolarmente ventoso e piovoso. 

Il tessuto scozzese di pura lana vergine infatti tiene molto caldo e si presta per i Kilt da portare con sotto gli scalferotti fino al ginocchio oppure per le giacche o le pashmine che conferiscono sempre quel tocco di bon ton molto British 



giovedì 30 novembre 2017

GLI SDRAIATI LA BELLA GIOVENTU' MALEDUCATA

Natale è vicino ed i film italiani sbarcano in massa nelle sale con le compagnie di giro collaudate per andare sull'usato sicuro a far da richiamo.
Fra i tanti registi fratelli o figli-di, è ricomparsa Francesca Archibugi che tanto era piaciuto con Il Grande Cocomero e a me personalmente Verso Sera con un malinconico Marcello Mastroianni per poi perdersi nella commedia italiana genere fuori di testa come Pazza Gioia.
L'Archibugi è sempre stata molto attenta al mondo dei giovani e bambini che descrive in maniera realistica strappando anche emozioni, purtroppo pagate a caro prezzo.


Infatti con Gli Sdraiati bisogna vedere tutto il film, purtroppo, nel quale i giovani la fanno da padroni specie i maschi che si ritrovano a far “squadra di froci” scorazzando per la città in bici in quanto ancora minori, mentre l'unica ragazza del gruppo si attacca al Bus dopo averli snobbati.
Ecco è proprio la ragazza a fare manico d'ombrello mandando tutti a quel paese giovani e vecchi insieme di una società di merda -  dove si va da un estremo all'altro, tra famiglie  disastrate, allargate o in disaccordo,  a quelle di tradizione cattolica dove si prega ancora intorno al tavolo prima di iniziare il pranzo - come se la colpa sia tutta della scuola che non insegna oltre alle materie di pagella,  la bCuona educazione.
C'è un articolo che ha centrato il tema letto sul Corriere Domenica scorsa e che ha catturato il mio consenso: è quello nel quale una giornalista, dopo essersi lamentata di tanti chef stellati abbia aggiunto quanto sarebbe ragionevole e giusto che la Tv si premurasse di promuovere corsi su materie importanti ultima delle quali (ma non ultima) la buona educazione  magari supportata da due professori di cui uno di sostegno a disabili. Maleducati.

Così come lo sono questi ragazzi “sdraiati” che ci fanno vergognare di esportarli all'estero ammesso che il film vi sia distribuito. Infatti sono ribelli in maniera esasperante  come se fosse tutto loro dovuto esagerando nelle esternazioni della loro rabbia di adolescenti confusi e persi.
In confronto i ragazzi di Gioventù Bruciata sembrano lattanti (sempre a bere latte piuttosto che alcolici) dilettanti perchè trasgrediscono senza con questo offendere i genitori ma prendendosi le loro responsabilità.
Invece nel film è tutto un turpiloquio verso gli adulti “Come rompi, Togliti dalle pallle e il classico Vaffanc...”. Nessuna indulgenza, nessuna pietà e tanta presa per i fondelli ripetuti fino all'ossessione tanto da mandare in paranoia l'unico genitore protagonista sulla scena (interpretato da uno strepitoso Claudio Bisio) la cui sola colpa è quella di essere fin troppo presente ed apprensivo, e che solo alla fine riesce a recuperare, dopo un incidente del figliolo e un colpo apoplettico a lui, un filo di speranza che possa chiamarsi comprensione ed  affettuosa  accettazione reciproca.

Tutto bene quel che finisce bene anche se in realtà non è così perchè rimane aperto il problema di base che la Archibugi non ha affrontato delegandolo al solo rapporto padre e figlio con la scuola che resta in sottofondo pur avendola individuata come falla del sistema.
Pertanto il film fa acqua da tutte le parti in un affondo della società italiana dove il nucleo si è disintegrato aprendo a una generazione di giovani confusi e sballottati da una famiglia all'altra e dunque sottoposti a doppie regole da osservare, con una scuola che si solleva indignata solo quando “dalla finestra volano preservativi” senza curarsi di domandarsi cosa facciano i ragazzi nel loro tempo libero, ben sapendo che sono occupati solo a far due cose:_ sbevazzare o copulare.


In questo ultima applicazione sanno essere particolarmente consapevoli conoscendo le dinamiche così come insegna la ragazzina Alice Bendidio (figlia di nessuno interpretata da Ilaria Brusadelli) di poche parole ma giuste: “Toccami qui...prendimi così che mi fai godere...” dimostrando alla sua età di sapere il fatto suo nella consapevolezza che la gioia vera della vita si provi a letto. Fatti non parole.
E' già qualcosa come conquista importante per l'emancipazione delle donne che non sono ancora arrivate ad imparare dove sia la fonte del loro  piacere per godere a modo, perchè secondo l'Istat la maggior parte pensano ancora  che l'orgasmo si raggiunga solo a tavola come in Harry Ti Presento Sally.

Per questo adorano gli chef (la giornalista del Corriere per esempio, mica c'era arrivata!). 
La gioia di vivere fa parte della furbizia giungendo subito là dove l'intelligenza prima deve analizzare, poi elaborare ed infine scegliere. (Nietzsche)
Ora la domanda è: meglio essere furbi o intelligenti?Con la furbizia si può sbagliare  con l'intelligenza è più difficile perchè le scelte sono ponderate con la volontà di andare fino in fondo e dunque più lontano.Ma questa è un'altra storia non del film Gli Sdraiati che da un sondaggio (visto in Tv da Gigi Marzullo) fra il pubblico in uscita dal film è stato giudicato insulso e non rispecchiante la realtà dei giovani. Insomma come detto sopra, la solita burletta all'italiana. 

NOTA DI COSTUME HARD
Pippo Baudo ieri sera su Rai 3 nella trasmissione Passioni si è acceso nel rivedersi insieme a Moana Pozzi il personaggio che più l'aveva colpito e da lui definita donna intelligente consapevole e dolcissima e che da lì a poco sarebbe morta. Insomma una perla incompresa. Forse perchè offriva il suo lato b) a cani e porci. Per denaro, mica per passione. 




sabato 25 novembre 2017

CECILIA E SILVIA FACCIA A FACCIA

Se voleva rubar la scena a Cecilia Rodriguez in miniabito e in posa sexy su sgabello con punto F a prender aria, Silvia Toffanin non c'è riuscita anche se ha adottato un vestitino animalier.
Capello a spaghetto tessuto frou frou in voile longuette non ha perso l'aria della signora-bon ton che sa stare al suo posto nella grande famiglia Mediaset anche se compagna del figlio di cotanto Berlusconi.
Carina e semplice gentile ed educata è perfetta in quel ruolo se non fosse per gli accessori perchè con un abito del genere bisognava come minimo indossare un sandalo, magari gioiello, e non un décolleté nero a punta con tacco 12.

L'effetto sarebbe stato strepitoso per una first lady a tutti gli effetti come la Toffanin.
La quale evidentemente si sente più a suo agio nel ruolo di principessa da favola come una sorta di Kate della famiglia Windsor,  alla quale non è concesso di mettere sandali facendo vedere le dita dei piedi. Piedi come PD? Giammai! Verissimo.



venerdì 24 novembre 2017

IL POSTO GIUSTO DI UNA FIRST LADY


Fra le tante virtù che deve fare grande una FirST Lady c'è quella di saper stare al proprio posto affiancando il Presidente come spalla decorativa.
Questo ruolo lo aveva egregiamente sostenuto Veronica Lario a fianco del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi facendosi ammirare per discrezione nel modo di porgersi brillando nel contempo per la sua notevole fisicità adornata di gioielli a dir poco imbarazzanti perchè stendevano tutte le First Lady degli altri Stati.
Tutto questo finchè non aveva aperto bocca sentendosi offesa da una visita lampo che il Presidente aveva fatto a Napoli in occasione del compleanno di una diciottenne a nome Noemi (ma tutte a Napoli le andava a cercare?) quando al compleanno delle figlie si faceva pregare per presenziare. Veronica Lario si era sentita ferita non solo nell'onore di moglie ma anche nel suo cuore di mamma ed è questo che aveva fatto scattare la vendetta mettendosi a svergognarlo attraverso i giornali segnando  il declino del mandato Presidenziale.
Se parla una First Lady per il Presidente è finita perchè nessun grande uomo è mai tale per una moglie o una segretaria.
Questo lo sapeva molto bene Jaqueline Kennedy la quale aveva sempre sopportato silenziosa e altera tutte le bagatelle del Presidente degli Stati Uniti fino alla fine dei suoi giorni e anche dopo perchè non aveva mai voluto scalfine l'immagine di grande fascino e glamour di tutta la famiglia alla Casa Bianca finendo persino di negare le relazioni extra coniugali di Kennedy in quanto afflitto da una dolorosa malattia alla spina dorsale che gli impediva movimenti sciolti. Vabbè per questo ci sono girl-trotter del settore che san girare intorno al bastone di comando di un uomo di potere.
La smentita di Jackie fa comunque tenerezza portando alla memoria quella tale che una volta messa al corrente dagli amici a tavolta di una  frequentazione pubblica del marito li aveva smentiti facendo la domanda al signor marito: “Dimmi che non è vero” mentre lui di rimando: “Naaa”. “Visto? Che vi dicevo?” Insomma così...
Ma se Jackie è stata nobile nell'onorare il marito nel contempo non ha perso l'occasione di parlare in favore di sé stessa attribuendosi una grande influenza nelle decisioni del Presidente alla Casa Bianca prime fra tutti la crisi della Baia dei Porci che aveva portato l'America sull'orlo di una guerra. Questo quando si sa che Jackie una volta rimasta vedova si è dimostrata molto abile solo a fare shopping con la carta di credito di Onassis. Insomma così...
Jackie avrebbe fatto meglio a restare al suo posto come la storia l'ha tramandata ovvero come icona fashion perchè quello era per lei “il posto giusto”.

Se tutte le first lady parlassero non ci sarebbe scampo per un Presidente. Per questo la tendenza in Europa è quella di stare soli al comando come hanno fatto Putin, Hollande per esempio o tanti dittatori di regimi.
Il Presidente degli Stati Uniti Trump purtroppo non può fare a meno di Melania al suo fianco la quale comunque, a differenza della intraprendente figlia Ivanka, sa benissimo stare al suo posto in un ruolo decorativo a lei congeniale per il passato di modella che si arrampicava sugli specchi pur di sfilare in passerella per qualche dollaro in più mentre ora l'America si inchina ai suoi piedi ad ogni cambio di look!