giovedì 30 novembre 2017

GLI SDRAIATI LA BELLA GIOVENTU' MALEDUCATA

Natale è vicino ed i film italiani sbarcano in massa nelle sale con le compagnie di giro collaudate per andare sull'usato sicuro a far da richiamo.
Fra i tanti registi fratelli o figli-di, è ricomparsa Francesca Archibugi che tanto era piaciuto con Il Grande Cocomero e a me personalmente Verso Sera con un malinconico Marcello Mastroianni per poi perdersi nella commedia italiana genere fuori di testa come Pazza Gioia.
L'Archibugi è sempre stata molto attenta al mondo dei giovani e bambini che descrive in maniera realistica strappando anche emozioni, purtroppo pagate a caro prezzo.


Infatti con Gli Sdraiati bisogna vedere tutto il film, purtroppo, nel quale i giovani la fanno da padroni specie i maschi che si ritrovano a far “squadra di froci” scorazzando per la città in bici in quanto ancora minori, mentre l'unica ragazza del gruppo si attacca al Bus dopo averli snobbati.
Ecco è proprio la ragazza a fare manico d'ombrello mandando tutti a quel paese giovani e vecchi insieme di una società di merda -  dove si va da un estremo all'altro, tra famiglie  disastrate, allargate o in disaccordo,  a quelle di tradizione cattolica dove si prega ancora intorno al tavolo prima di iniziare il pranzo - come se la colpa sia tutta della scuola che non insegna oltre alle materie di pagella,  la bCuona educazione.
C'è un articolo che ha centrato il tema letto sul Corriere Domenica scorsa e che ha catturato il mio consenso: è quello nel quale una giornalista, dopo essersi lamentata di tanti chef stellati abbia aggiunto quanto sarebbe ragionevole e giusto che la Tv si premurasse di promuovere corsi su materie importanti ultima delle quali (ma non ultima) la buona educazione  magari supportata da due professori di cui uno di sostegno a disabili. Maleducati.

Così come lo sono questi ragazzi “sdraiati” che ci fanno vergognare di esportarli all'estero ammesso che il film vi sia distribuito. Infatti sono ribelli in maniera esasperante  come se fosse tutto loro dovuto esagerando nelle esternazioni della loro rabbia di adolescenti confusi e persi.
In confronto i ragazzi di Gioventù Bruciata sembrano lattanti (sempre a bere latte piuttosto che alcolici) dilettanti perchè trasgrediscono senza con questo offendere i genitori ma prendendosi le loro responsabilità.
Invece nel film è tutto un turpiloquio verso gli adulti “Come rompi, Togliti dalle pallle e il classico Vaffanc...”. Nessuna indulgenza, nessuna pietà e tanta presa per i fondelli ripetuti fino all'ossessione tanto da mandare in paranoia l'unico genitore protagonista sulla scena (interpretato da uno strepitoso Claudio Bisio) la cui sola colpa è quella di essere fin troppo presente ed apprensivo, e che solo alla fine riesce a recuperare, dopo un incidente del figliolo e un colpo apoplettico a lui, un filo di speranza che possa chiamarsi comprensione ed  affettuosa  accettazione reciproca.

Tutto bene quel che finisce bene anche se in realtà non è così perchè rimane aperto il problema di base che la Archibugi non ha affrontato delegandolo al solo rapporto padre e figlio con la scuola che resta in sottofondo pur avendola individuata come falla del sistema.
Pertanto il film fa acqua da tutte le parti in un affondo della società italiana dove il nucleo si è disintegrato aprendo a una generazione di giovani confusi e sballottati da una famiglia all'altra e dunque sottoposti a doppie regole da osservare, con una scuola che si solleva indignata solo quando “dalla finestra volano preservativi” senza curarsi di domandarsi cosa facciano i ragazzi nel loro tempo libero, ben sapendo che sono occupati solo a far due cose:_ sbevazzare o copulare.


In questo ultima applicazione sanno essere particolarmente consapevoli conoscendo le dinamiche così come insegna la ragazzina Alice Bendidio (figlia di nessuno interpretata da Ilaria Brusadelli) di poche parole ma giuste: “Toccami qui...prendimi così che mi fai godere...” dimostrando alla sua età di sapere il fatto suo nella consapevolezza che la gioia vera della vita si provi a letto. Fatti non parole.
E' già qualcosa come conquista importante per l'emancipazione delle donne che non sono ancora arrivate ad imparare dove sia la fonte del loro  piacere per godere a modo, perchè secondo l'Istat la maggior parte pensano ancora  che l'orgasmo si raggiunga solo a tavola come in Harry Ti Presento Sally.

Per questo adorano gli chef (la giornalista del Corriere per esempio, mica c'era arrivata!). 
La gioia di vivere fa parte della furbizia giungendo subito là dove l'intelligenza prima deve analizzare, poi elaborare ed infine scegliere. (Nietzsche)
Ora la domanda è: meglio essere furbi o intelligenti?Con la furbizia si può sbagliare  con l'intelligenza è più difficile perchè le scelte sono ponderate con la volontà di andare fino in fondo e dunque più lontano.Ma questa è un'altra storia non del film Gli Sdraiati che da un sondaggio (visto in Tv da Gigi Marzullo) fra il pubblico in uscita dal film è stato giudicato insulso e non rispecchiante la realtà dei giovani. Insomma come detto sopra, la solita burletta all'italiana. 

NOTA DI COSTUME HARD
Pippo Baudo ieri sera su Rai 3 nella trasmissione Passioni si è acceso nel rivedersi insieme a Moana Pozzi il personaggio che più l'aveva colpito e da lui definita donna intelligente consapevole e dolcissima e che da lì a poco sarebbe morta. Insomma una perla incompresa. Forse perchè offriva il suo lato b) a cani e porci. Per denaro, mica per passione. 




Nessun commento:

Posta un commento