giovedì 16 novembre 2017

THE PLACE Il SEGRETO DI UN FLOP MADE IN ITALY

Con il film The Place si può fare un parallelismo con la partita della Nazionale di Calcio che ha ha fatto l'en plein d'ascolti ma un flop clamoroso, tanto da segnare l'affondo del calcio a quel Paese.
Così è stato per il film The Place: grandi incassi al botteghino e flop clamoroso perchè il film è di una noia mortale.
E non si può nemmeno dare la colpa agli stranieri perchè il cast è tutto italiano perdippiù a livello stellare come garanzia di richiamo nelle sale-cine.
Come non si può accorrere infatti a vedere Sabrina Ferilli, Vittoria Puccini, Alba Rohrwacher(consacrata dal cinema italiano come l'attrice più brava di tutti i tempi) Rocco Papaleo ed il Giallini (prezzemolino di cinema e Tv)o Alessandro Borghi giovane promessa superstar prima ancor d'esser rivelata, il piccolo Muccino in coppia con Silvia D'Amico a scimiottar la Romanoff  con la quale lui  aveva fatto scintille in Ricordati di Me? Ed infine Giulia Lazzarini grande attrice di Teatro famosa in Tv per lo sceneggiato de' I Miserabili di Alessandro Borghi regista, nel ruolo di Fantine (Cosette era Loretta Goggi giovanissima) riesumata da Nanni Moretti per il film Mia Madre?

Il regista Paolo Genovese dopo il trionfo di Perfetti Sconosciuti ha voluto osare cimentandosi con una sceneggiatura fin troppo cerebrale da rasentare la masturbazione mentale.
Sarebbe stato meglio per lui sedersi sugli allori e meditare qualcosa di più abbordabilke a livello scenografico dandosi una mossa per dare dinamismo alla trama invece che avere la “pensata” di girare tutto il film in una Bar per dargli un imprinting teatrale  nel quale il va e vieni delle star intorno al tavolino di una sorta di burattinaio (Valerio Mastrandrea) fa girar la testa allo spettatore che perde così il filo del discorso riuscendo a recuperarlo a sprazzi in un fa e disfa che ad opera compiuta lo mette di fronte ad una sorta di arazzo.
Un tappeto attaccato al muro che appare come la fine del mondo avendolo scoperchiato con la fuoriuscita di demoni degli inferi, quei demoni che teniamo dentro sopiti in ciascuno di noi come potenziali assassini e delinquenti pronti a farli scatenare per realizzare un sogno sotto l'ìimperativo che in amore e in guerra tutto sia concesso.

Anche nello sport, per cui il parallelismo continua con la Nazionale specchio del nostro Paese al quale non è concesso non tanto di vincere quanto di partecipare.
Così come lo è per il cinema italiano che da tempo non solo non vince ai vari festrival Internazionali, ma viene clamorosamente escluso dai concorsi non restandogli altro che consolarsi giocando in casa dove si autocelebra senza alcun ritegno (v. Venezia, il David, Taormina ecc.)
“Abbiamo perso, sì però abbiamo giocato bene”è il tormentone a giustificare calciatori ingaggiati a peso d'oro i quali purtroppo non hanno lasciato spazio a tutto quanto gira loro intorno, partita compresa, perchè le strade da seguire sono sempre due: o si fa calcio-mercato o si fa solo calcio. Tutte due: calcio-mercato.
Così o si fa cinema-cassetta o si fa cinema dimenticando che per ogni cosa, anche la più semplice, bisogna essere capaci di eseguirla.



Sembriamo diventati un popolo di sbruffoncelli che sono stati capaci di oscurare la nomea del made in Italy sinonimo di prodotto d'eccellenza in ogni campo come se l'Italia fosse rimasta indietro. A crogiolarsi sugli allori? No, per fare ponti d'oro alle star di ogni settore, della Tv in primis (Parodine gne-gne-gne in testa), del cinema (autori solo capaci di copiare) dello sport, Industria (con stipendi e liquidazioni d'oro a dirigenti) del Teatro della Musica (S.Remo a Baglioni che non è stato capace di condurre nemmeno in coppia con Gianni Morandi) dell'informazione toccando perfino la sfera dei pensionati INPS con i vitalizi d'oro a quelli che non han lavorato quasi mai.
L'economia circola per pochi e la ripresa no, nonostante le buone notizie del Governo smentite clamorosamente dalla UE che accusa l'Italia di fare con i conti carte false pur di partecipare ai G7, dove in uno dei quali tra l'altro l'Italia a Genova si è fatta riconoscere per il manganello facile in azione come una sorta di Pimpinella la Sbruffoncella. Ecco svelato il segreto dei flop del Made in Italy in tanti settori, Governo in testa.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

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