sabato 30 marzo 2013

MONICA BELLUCCI A LETTO CON MERAD. MERDE

MONICA A LETTO CON MERAD. MERDE!
Kad Merad chi è costui? E' notevolmente ingrassato per questo non lo si riconosce.
Lui è il protagonista di Laggiù al Nord il film francese rivelazione dello scorso anno e quest'anno è il preferito dalla Bellucci che lo ha voluto per una commedia francese e come partner fra una lunga lista già ripassata per andarci a letto, così come da copione. Kad Merad gli mancava a portarle quella fortuna che Monica ha già in abbondanza.
E Kad Merad ci cade a fagiolo.Tutto grassone che cola



IL VANGELO IN FICTION

 La verginità di Maria madre di Gesù è il più grande mistero della fede Cristiana. Nella quale in Papa Wojtila ha trovato un devoto e fervente servitore che ha esaltato le virtù di una Madre Piena di Grazia e di Purezza.
Basta poco per infrangerla e renderla una fiction.
La fede Cristiana infatti sembra basata su una fiction. L’operazione è stata condotta con successo da Rai Uno con Maria di Nazareth rappresentando una Madonna a credibilità zero.
Fin dalle prime sequenze “Ella” era in abito da sposa bianco e immacolato che ha portato all’altare con il pancione (come Clotilde Coureau principessa di casa Savoia!) non prima di aver girato in lungo e in largo per la Palestina.
Così, cammina cammina la Madonnina si è messa in viaggio da sola come una emancipata donna moderna, lungo sentieri e luoghi impervi, facendo anche un salto  alla Corte di Gerusalemme dove si esibiva la Maddalena in una sorta di lap-dance per i componenti la famiglia del casato Erode.
Messo lo zainetto in spalla la Madonnina baciava la Maddalena e salutava la maitresse Erodiade per continuar per la sua strada  a compiere il destino di diventare Madre di Gesù dopo aver sposato Giuseppe con una coroncina di fiori in testa sempre su abito bianco di impalpabile voile. Dio come le donava: divina!
Già, i costumi erano la nota dolente della fiction. A parte l’abito da sposa perennemente indossato da Maria, sui costumi delle altre protagoniste sarebbe meglio stendere qualche velo in più, ma per dovere lo raccontiamo. La sfilata di Erodiade   (Antonia Liskova) era quella più incisiva a tutto colore intenso che andava dal blu al viola in una sorta di peplo modellato alternativamente a spalla nuda, a decolletè o a dolce vita, con accessori tutti in “silver” ignorando completamente chissà perchè l’oro e la porpora pur essendo riservate alle nobili di palazzo. Il Clou lo ha raggiunto con le acconciature in quella vasta gamma di colori, dal biondo al rosso per passar dal nero, già portati in scena da Lucy Lawless, la Lucrethia di Spartacus Sangue e Sabbia. Perché noi valiamo. Casting!
Si fa per dire è ovvio perché erano tutte impunite: da Maria Maddalena  (Paz Vega) a Salomè (Alice Bellagamba) le mises erano tutte da red carpet con tanto di bustier a coppe rigide e abiti strizzati a drappeggio in tono su tono. Poteva bastare? All’appello mancava Gesù (Andrea Pietschmann) il quale appariva in tunica a doppio strato nei colori rosso e blu, i colori della TIM, come una sorta di Super Star inviato da Dio per l’Unità delle Religioni a segnare quell’epico passaggio dal Vecchio al Nuovo Testamento.
C’era da farsi il segno della Croce e anche qui mettere un pietoso velo fino all’assunzione in Cielo augurando Buona Pasqua a tutti.
Sono proprio necessarie queste operazioni di marketing tra sacro e profano?Non c’è più religione, diciamolo.
Infatti anche la storia dei Vangeli era romanzata riveduta e corretta con la rappresentazione delle vite parallele delle due Marie, la buona e la cattiva, che son cresciute come due sorelle per poi seguire la loro vocazione impressa nel DNA, una di Madonna e l’altra di Puttana e ritrovarsi infine insieme sotto la grande Croce per pregare sui peccati del mondo e per la democrazia.
La parte più scandalosa è riservata a Salomè , Alice Bellagamba perchè più che Salomè resta Alice delle reti Mediaset fra gli Amici Maria De Filippi: essendo dotata di una bellezza bionda e solare priva di morbosità e di sensualità da femme fatale non era certo adatta ad eseguire per chiedere la testa di Giovan Battista, la danza macabra e ipnotica dei sette veli.
La quale invece in versione danza del ventre è stata riservata a Paz Vega nel ruolo di Maria Maddalena cortigiana a Palazzo, che come prostituta a.c. era calata perfettamente nella parte mentre da pentita d.c. è stato apprezzato il duro sforzo.
Peccato. Peccato perché Maria di Nazareth poteva contribuire ad una sacra evangelizzazione se non avesse dovuto sottostare a logiche di mercato della pubblicità mettendo anche in atto alleanze fra reti Rai e Mediaset come una sorta di S.Remo e S.Remino che nulla hanno a che fare con la religione e il messaggio pasquale, ridotto così ad una grande festa pagana.
Sarebbe come dire a Pasqua fai come a Natale. Non c’è più Religione Cristiana dunque? Infatti ai mussulmani sono vietate le rappresentazioni sacre mentre gli Ebrei di Hollywood si sono sempre attenuti a raccontar le Sacre Scritture seguendole scrupolosamente. Proprio per non ridurre tutto in fiction che noi Cristiani invece sappiamo accogliere sempre a braccia aperte come fossero Vangeli perdonando anche quelli che con il Codice da Vinci per esempio non sanno quello che fanno. Io mi dissocio: sorry.
Se proprio si deve andar sul leggero meglio dirlo in musica come Jesus Christ Superstar che ha comunque seguito il Vangelo senza togliere nulla al messaggio spirituale come il lavaggio dei piedi, segno di grande umiltà pietosa, che Francesco ha riportato in auge.


venerdì 29 marzo 2013

IMMATURI IN SUDAFRICA CON TANTA PUPU'


Raoul Bova, come una sorta di " Con un film al giorno tolgo il latin lover di torno", è tornato al cinema (e ieri sera in In TV su Canale 5) a fare coppia  con Barbora Bobulova dopo l’esperienza felice ed effervescente di Ti Presento Un Amico, con il film corale Immaturi.
Nel cast anche Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Anita Caprioli e Luca Bizzarri e Ricky Menphis, con un cameo di Cesara Buonamici che annuncia al Tg della sera l’annullamento dell’ esame di maturità da parte del Ministero della Pubblica Istruzione rilasciato 20 anni prima.
Il gruppo di amici si riunisce ritrovando la stessa atmosfera dei banchi di scuola con relativi frizzi e lazzi che si scambiavano durante le lezioni. Purtroppo le rughe e qualche caduta di capello, li porta alla dura realtà di fronte ad  un percorso pieno di speranze e disillusioni con la consapevolezza che quel tempo spensierato è ormai definitivamente passato.
Il film nel promo (quello visto proiettato al cinema)



si preannunciava scoppiettante così come abbiamo visto nelle ultime commedie italiane dei nuovi autori, sperando di poter arrivare ad attirare lo stesso numero di persone presenti in sala il giorno di Natale per il cinepanettone, che al tempo degli Immaturi sbarcava con Belen. La quale aveva fatto il pienone in tutte le proiezioni, da quella pomeridiana alle due serali.
Il film Natale in Sudafrica è comunque di una volgarità imbarazzante esercitata da attori di prim’ordine (tra i quali un grosso Ippopotamo a ricordar la Pampers perchè impegnato a lanciare  peti con un via col vento a raffica come una sorta di nasce cresce e corre a cagar una borsa che aveva  ingoiato), come Serena Autieri e Massimo Ghini perché De Sica volgarmente  lo conoscevamo già, mentre Panariello, nel ruolo del macellaio sporcaccione, è stato una rivelazione, anche se le battute sembravano rubate a Massimo Cipollino (come quella che dice: “Vedrai che mio figliolo di tromberà la tua figliola)
 Insomma così…Ma la gente rideva e dunque tutto va ben. La cosa più curiosa è stata la Belen perché, accusata di esser troppo scandalosa e trasgressiva, è stata invece la più elegante e misurata facendo un’ottima figura. Non per la TIM comunque perché ha fatto pubblicità alla Wind (in questa scena, con il telefonino rimasto nella pancia del capo tribù dopo essere stato operato). Ecco spiegato il disappunto della concorrente TIM che ha trombato la sua figliola testimonial Belen. Detto fatto alla Cipollino.  
Comunque il cinema italiano non demorde e continua a sfornare film prendendo spunti dal passato.
Per esempio questo sembra far riferimento al film di Carlo Verdone Compagni di Scuola con Nancy Brilli, Cristian De Sica, Massimo Ghini nel ruolo di un parlamentare che soffia la scolaretta a Verdone sverginandogliela sotto al naso. Ogni riferimento a fatti e misfatti non è comunque casuale, specie il "Pampers" che fa tanta pupu' per la gioia dei bambini intorno. Evvai col vento a prua!

giovedì 28 marzo 2013

NICOLE KIDMAN PRIMA DEL BOTOX


Con il film The Others Nicole Kidman era all'apice della sua bellezza non ancora in fase botox ed era bellissima.
All'inizio della carriera era molto disinibita posando nuda nei film e come modella.
 In un film con Bruce Willis per esempio si mostrava completamente nuda con la cosina a pelo forse per dare una parvenza di donna ad un fisico androgino quasi piatto. In realtà era completamente depilata   come si vede nella foto.   Lei giocava molto su questo fatto dell'ondroginia, come una sorta di bambina perversa che ha esaltato nel film Eyes Wide Shute con le mutandine bianche e la canotta di maglina come le bambine.
C’è anche una scena in cui si masturba…
Insomma non si è fatta mancare niente. Dopo Australia dove si è immedesimata nel ruolo di Lady Sarah Ashley non ha più scelto personaggi trasgressivi orientandosi verso la nuova tendenza della diva (specie sul Viale dei over quaranta) il cui più grande successo è quello di essere mamma interpretando un film sulla maternità sofferta allargandosi nella realtà con l’adozione di una bambina da madre surrogata che ha esibito al limite dell’isteria.
Peccato perché era fantastica.
Infatti a sorpresa ha accettato un ruolo trasgressivo in Paper boy affiancata dal giovanissimo Zac Efron nel quale la masturbazione è sempre il tema centrale perchè lei al centro di una stanza senza mutandine apre le gambe davanti a dei carcerati offrendo la cosina in bellavista.
Da bambina la mamma le proibiva di giocare con la Barbie e infatti per ironia della sorte lei crescendo si è ritrovata un viso perfetto come quello della Barbie, con la pelle di porcellana e gli occhi azzurri.
In questo film si è presentata col capello corto anni quaranta   che poi ha riproposto in Australia ma se nel primo le conferiva eleganza e fascino nel secondo l’effetto era un filo bamboleggiante  ad incorniciare un viso chirurgicamente modificato. Per non parlare del decolletè gonfiato a dismisura rispetto alla mantenuta longilineità del corpo
E’ molto brava secondo me a recitare anche se  nervosa ed isterica: caratteristiche che piacciono molto agli intellettuali i quali si sono ispirati a lei per film indipendenti. Nei quali ha infatti dato il meglio di sé come attrice mentre le pellicole Hollywoodiane hanno esaltato la sua bellezza sfolgorante dal capello rosso come agli esordi di Cuori Ribelli quando Tom Cruise era innamorato perso.
Ed a ragione perché era stupenda. Adesso comunque è mamma e buon per lei. Per il resto ce la ripropongono in Tv fino alla noia perché fa sempre ascolti, compresi i DVD.



E' con il Ritorno a Cold Mountain  che Nicole Kidman aveva cominciato i primi ritocchini non ancora stravolgenti.
La particolarità di questo film è il colore dei capelli che dal rosso fulgido tiziano e quello Bordeaux  di Moulin Rouge è passata al biondo miele. Quello Hollywoodiano per intenderci così ben rappresentato in uno spot pubblicitario di Chanel n.5 in cui si propone come la divina d’eccellenza misteriosa e inarrestabile nell’ascesa illuminando le scene dei suoi film, primo fra tutti proprio  Il “Ritorno a Cold Mountain”.
Indimenticata infatti è la cascata setosa a tutto blonde, che si scioglieva sulla schiena nuda per buttarsi fra le braccia di Jude Law con una scena d’amore in triangolo, perché la macchina da presa faceva una carrellata indiscreta su ogni centimetro di pelle, indugiando sul   lato b  a mandolino tonico che la punta dei capelli quasi raggiungeva per accarezzare intrecciandosi alla mano del suo amante.
Il film è un kolossal, una sorta di Via col Vento ma in versione hard perchè c'erano scene di sesso esplicito che comunque non aiutavano la Kidman ad uscire dal personaggio un po' bamboleggiante ben diverso da quello passionale e sanguigno di Vivien Leigh.che aveva incendiato lo schermo senza mai mostrarsi nuda o scosciata ma con un'interpretazione di gran classe.
Una classe che comunque contraddistingueva anche Nicole Kidman sia quando sfilava con i costumi che quando se li toglieva non apparendo mai volgare pur non vincendo il confronto con la mitica Rossella.

Il clou delle nuances a tutto blond lo aveva raggiunto con il film Nine (il musical ispirato a Fellini ed ai suoi film La Dolce Vita e Otto e Mezzo)nel quale
la Kidman si presentava in versione Dea, a tutto charme, dalla chioma in pendant con il vestito, fino alla pelliccia in tonalità più scura portata come un  mantello, nei colori delle bollicine che danno ebbrezza, come una sorta di champagne ghiacciato. E bollente dentro.

   




INCIUCI IN PARLAMENTO? NAAAAA!


25 NOVEMBRE 2010 ad Anno Zero si parla di mafia puntando il dito su Dell'Utri come faccdendiere e paraculo del Premier. Cose che si sapevano già da tempo però questa sera puntualizzano gli eventi, strage in primis, in modo dettagliato e documentato.
Una denuncia molto pesante difficile comunque da seguire attentamente.
Ma ci sono anche notizie sui gruppi pro vita che sono stati "rifiutati" (eh eh eh! questa è bella) dal buonista Fabio Fazio. Il suo buonismo è tutto peloso. Forse perchè ha un contratto pubblicitario con qualche titolare delle pompe funebri, visto che l'aria da funerale dei conduttori Fazio e Savianoa Vieni Via Con Me. E' l'unica spiegazione plausibile per me.


Oggi ho anche scoperto le foto di Carfagna e Bocchino insieme mentre discutono in Parlamento.
A sorprendermi è la mise tutta zebrata che imperversava negli anni 80 adottata soprattutto da donne che vogliono sottolineare una certa aggressività.
Berlusconi è servito. Lui l'ha fatta e lei lo ripaga con un altro Bocchino. Ben gli sta verrebbe da dire, invece  dispiace per Berlusconi pugnalato alle spalle da una "sua" creatura..
Sembra che anche la Prestigiacomo stia per lasciare per andare con Fini (con il quale c'era stato un pettegolezzo anni fa subito smentito come colata di fango).
Chissà come la prenderà Elisabetta Tulliani questa entrata a sorpresa di Stefania Prestigiacomo e della Carfagna.
Luca di Montezemolo da Fazio ha comunque parlato bene dicendo che sia sbagliato andare alle elezioni perchè sarebbe giusto far finire il mandato per poter valutare l'operato di questo Governo, che comunque è agli sgoccioli.
Cambiare così frettolosamente è controproducente perchè si ferma il Paese e si perde tanto altro tempo prezioso per la ripresa.
A proposito di stampa e informazione, si punta la notizia solo su Berlusconi e la Carfagna la quale ha praticamente abbandonato il Premier. Oggi ha precisato che non gli farà mancare la fiducia ma dopo il 15 dicembre lascerà la poltrona il partito e il ruolo di ministro,visto che conta ben poco secondo i suoi detrattori.
Forse gioca al rilancio. Evidentemente vuole mettere Berlusconi alle strette o sul piano politico o quello sentimentale. (Perchè no? Lui è single e il momento è propizio per cogliere l'attimo così come aveva fatto la Carlà con Sarclozy. Pochi mesi da single senza nemmno gustare la ritrovata libertà che già c'era la Bruni a mettergli gli occhi sopra. Tac! Preso al volo! E non si fa per dire...)
O mi dai...o se no, me ne vado...E' tipico di una donna che rivendica qualcosa e ambiziosa com'è starà mirando molto in alto.


Qualsiasi decisione secondo prenda comunque la Carfagna ha fatto una mossa sbagliata perchè quando ci sono problemi di assestamento bisognerebbe dimostrare fermezza. Le donne in politica sono ancora molto fragili, troppo umorali. Un conto è la passionalità politica un altro quella che si sfodera nei rapporti che poi si traducono in capricci anche se la pubblicità di Afef batte per metterli in mostra.
Insomma le donne sono ancora solo valide per fare la calzetta e stare tra i fornelli perchè a dirigere ci vogliono nervi saldi e mente fredda. Te lo immagini di fronte a un attacco al Paese la reazione di una Carfagna? Che fa lascia il partito e va col nemico? Insomma non regge. Se abbiamo una classe politica di uomini mediocri, le donne non si distinguono di certo.
La stessa mossa l'aveva fatta un'assessora di un paesino di provincia poco prima delle elezioni la quale, dopo essere stata la fedele compagna politica del capo il quale doveva decidere per la successione tra lei ed il suo delfino, a sorpresa si è separata fondando un nuovo Partito sperando di vincere con nuove coalizioni inventate sui due piedi. Ma il capo che allora contava ancora qualcosa per ripicca le ha messo i bastoni fra le ruote presentando il delfino come suo successore. Se fosse stata lei al potere che cosa avrebbe fatto?
Detto e fatto uguale e uguale. Il Voltagabbana e gli inciuci in Politica valgono per uomini e donne. Non per i grandi statisti che magari gli inciuci li fanno in privato ma nel pubblico devono essere irreprensibili. Onesti negli intenti e nell'operato..

mercoledì 27 marzo 2013

APPUNTI SU DARIA BIGNARDI E STEFANO ACCORSI


                          LA PRINCIPESSA SUL PISELLO
La mia diretta su Le Invasioni Barbariche. Correva l'anno 2010.
La Bignardi di fronte a Stefano Accorsi ha perso la testa. E' tutta eccitata, lo sovrasta con le parole non lasciandolo parlare: scherza lo stuzzica e infine gli ha propinato alcune scenette erotiche da lui girate con varie attrici.
Uh Uh Uh...ma cosa si prova a essere un sex symbol! Ma dai ma su ...e ride!
Uh uh uh ma non abbiamo parlato di questo, di quello di quell'altro...e le domande incalzano senza lasciargli la parola.
Poi arriva a quello che per tutta la serata aveva in testa, ovvero "quello": uh uh uh, ma è vero come dice Alfonso Signorini (chiamato in causa come esperto di misure  dei piselli vip)  che il tuo pisello è super?" gli chiede curiosa e ingolosita.
"Perfino Mentana quando mi ha telefonato stasera ha detto quando ho fatto il tuo nome uh uh Accorsi il Mentana del cinema. E' stato molto spiritoso perchè Mentana ti ha paragonato a lui quando era giovane e molto sexy."

Chicco  sexy (????) Naaa!
Insomma gli sta facendo una punta imbarazzante.
Mai vista così scatenata. E insistente.
Lui che balbetta perchè non riesce a finire una frase, lei che incalza con ma... come te lo spieghi... e com'è che tu diresti, ma perchè sai...parliamo di questo e del cinema della vostra vita a Parigi...
Anzi parliamo di quello che è successo a Roma... parliamo di cosa ne pensi tu ...avresti voluto essere lì...uh uh uh!


Su su racconta...Non pensare che io ti interrompa...parla parla..."
Finalmente lui arriva ai tagli. Tagliato Parigi parla con lei di Roma... e qualcosa riesce a dire, parlando anche bene e giusto in favore del cinema italiano. Ma lei continua a pigolare a sovrastarlo...Un disastro.
La Bignardi sembra proprio presa da un'imbarazzante fregola per Stefano Accorsi. Non si spiega altrimenti questa suo subbuglio di piena tempesta ormonale da risveglio adolescenziale come una sorta di principessa sul pisello.
 Se lo mangia con gli occhi.Adesso ha persino intonato il Tuca Tuca...Non è possibile. Ne ha una voglia da morire.. La principessa de La 7.ha trovato il pisello, giusto per un tuca tuca mordi e fuggi.



SCARLETT, UNA BOCCA PER RECITARE.



A TUTTO GOOGLE: prrrrr!!!!!!!






martedì 26 marzo 2013

LA SEDUZIONE. LAVORAR DI LINGUA


“Per conquistare una donna devi lavorar di lingua” diceva Nick a Tuck nel famoso serial televisivo. “Le donne sono intuitive, irrazionali…vanno prese per la testa. Dille l’alfabeto…mentre sei all’opera”. E’ vero le donne si lasciano conquistare dalla dialettica. Parole…parole…parole…
Una “bella penna” è la chiave giusta per salire fino al suo cuore.
Secondo un sondaggio infatti è sempre l’intellettuale al primo posto nella categoria dei maschi più erotici. Consci di esercitare questo fascino sulle donne, avendo anche molto tempo libero, sono gli unici che si possono applicare nel sperimentare tutte le tecniche amatorie imparando l’arte della raffinata seduzione. Perché si sa la fretta, come diceva Lord Brummel che di raffinatezza se ne intendeva, è nemica della perfezione.
Gli intellettuali dunque, soprattutto giornalisti, vengono anche prima dei Politici, detentori del fascino erotico del potere, perché a differenza di questi, nelle interviste hanno sempre la situazione in pugno.
A seguire, c’è la categoria dei play boy i quali con le donne sanno sempre come comportarsi, distinguendo a colpo d’occhio la donna che vuole una Liaison da quella che vuole solo fare sesso.
“Se la donna la conquisti con la dialettica, poi le rimani nella testa” conferma convinto uno di questi mentre insegna a diffidare delle ignoranti: “Per esempio, una che dice piacere di conobberti…vuol dire che vuole fare solo sesso. Allora è inutile impegnarsi spendendo delle parole.
Meglio andare al sodo”.
Molti di loro però tengono segrete le loro tecniche amatorie limitandosi a dichiarar come Gigi Rizzi, famoso per aver conquistato Brigitte Bardot, che un play boy per essere tale deve soprattutto stupire la preda, con tante piccole sorprese e regalini anche di piccolo valore, dedicandole tempo ed attenzione, facendola sentire una Regina.
Già, e le Regine o principesse come vanno conquistate? In modo normale, facendole sentire delle donne qualunque.
Come fece a suo tempo Richard Burton con Elizabeth Taylor, la grande diva ossequiata e osannata da tutto il mondo che lui pubblicamente umiliava in pubblico affermando: “La mia grassa, ha le gambe corte e cammina come un’oca”, facendola piangere in privato e cadere ai suoi piedi. Come un’oca qualsiasi appunto. Ma Richard Burton era un grande principe,attore Shakespeariano con una voce maschia da gallese minatore che sapeva conquistare intere platee, per cui è difficile da imitare con egual successo.
Invece Philipe Junot che non era un Adone e nemmeno intellettuale ma conosceva l’alfabeto, ha fatto breccia nel cuore di Caroline di Monaco proprio sciogliendola, lavorando in lingua. Che suonava molto dolce tutta in francese: Oh Oui, Aaaahhh…aaahhha…aahhhaa…!
Parole…parole…parole…soltanto parole…parole d’amore!

PICCOLE KOALA CRESCONO.


           
“Ciao Koala” diceva Licia Colò in un spot diventato mitico.
Sì perché Koala era una bambina tutta boccoletti alla quale piaceva mangiare il cioccolato così come faceva Licia alla sua età.
Licia è una pioniera: pioniera dei viaggi amatoriali e come inviata speciale negli ambienti naturali nei quali, fra un’intervista a un elefante e un abbraccio a un gorilla, si cimentava in performances acquatiche, camminate in Trekking, con visite a Musei e Monumenti delle città visitate.
Tanto zelo in viaggio solitario, comunque supportato da una troupe con tanto di autori e cameramen, è stato premiato con una trasmissione in studio, Alle Falde del Chilimangiaro, nella quale è diventata conduttrice per presentare i viaggi amatoriali, quelli dei turisti fai da te. Very very non come la coppia di Patrizio Roversi o Siusy Blady che anche loro avevano il viaggio organizzato con copione.
I turisti fai da te sono molto simpatici anche se un filo noiosi perché non di mestiere nell’assemblaggio e montaggio del loro documentari ai quali sopperiscono con le colonne sonore originali delle location che sanno accompagnare stante la loro effettiva partecipazione in loco.
Un conto è fare un viaggio organizzato con guide e tappe predisposte, un altro è imbarcarsi in avventute autentiche, lasciando le fila dell’organizzazione per andare a curiosare tra le case dei privati al di là dei mercatini od escursioni nel deserto.
I nuovi canali delle Tv generaliste (dal 21 al 26), offrono molti programmi in questo senso i quali si stanno imponendo nei gusti del pubblico ormai stanchi delle ricette di chef. Già viste e riviste, mentre con i viaggi ci sono ancora tante sorprese.
Come quelle riservate dalla coppia italiana On The Road che ha girato in lungo e in largo tutto il medio Oriente, oppure di quel ragazzo francese che
in ogni dove cerca di farsi invitare a casa dagli indigeni per raccontare usi e costumi e mangiare cibi casalinghi. Piacciono questi programmi perché mantengono qualcosa di genuino ed improvvisato che vanno oltre il preconfezionato come una sorta di parallelelo tra cibo preparato in cucina e quello in scatola. Sono sempre sui fornelli ma c’è differenza.
Fra le Tv generaliste ne sono stati allestiti tanti di programmi con conduttrici immerse nella natura. Se Lycia Colò aveva la freschezza di un precursore, tutte le altre son risultate imitazioni più o meno abili a condurre con un copione prestabilito.
Così si è formata una folta schiera di ragazze sgambettanti in lungo e in largo per il nostro Paese fra mari e Monti coprendo tutte le coste del Mediterraneo in cerca di sapori fra tavole imbandite sui prati o nelle stalle, in cucine private o negli stabilimenti industriali con a seguire le più ardite immerse nelle nature selvagge.
Un’occasione per mostrarsi in bikini scosciate e mezze nude bordo piscina per introdurre il servizio fra caimani, serpenti, squali e bestie feroci, come una sorta di Alice-Casa-bionda o nera, fra i predators.
Poteva bastare una conduttrice? A noi basta e avanza ma a Rete 4 no.
Tante infatti è il numero delle Donne-avventura con il quale Rete 4 ha allestito un programma di viaggi intorno alla Terra nei quali si alternano a raccontare le loro esperienze.
Purtroppo come da copione. Tutto infatti è patinato, dal look al cibo esotico sempre gustoso e buono, con le case linde, gli indigeni accoglienti e sorridenti, i paesaggi incantevoli, con serpenti e animali selvaggi come amici che si inchinano al loro passaggio come fossero di madre natura. Insomma una comica.
Ma chi ha avuto la brillante idea di mettere in viaggio queste squinzie?
Dopo le meteorine di Fede Le Piccole Koala Crescono, ci mancavano proprio!


L'AMORE AI TEMPI DI ROBIN HOOD E LES MISERABLES


RED CARPET ALLA PRIMA: L'AMORE AI TEMPI DI ROBIN HOOD
Voglio darti un bacio
Sento i brividi, che salgono in gola.
Tra le mie braccia cerchi la pace
Poi ti giri e con un filo di voce
Mi chiedi Quanti baci vuoi
Io ti rispondo Tutti quelli che hai
Li voglio tutti per me.
Come mai non ti sei stancata
Di ciò che sono, del mio amore
Anzi, ti vedo sempre innamorata.
Perché se non riesco a farti felice
Trovo solo dolore
E resterò in piedi solo con te, mia radice.
Hai le idee sempre chiare
E dal mio cuore non vuoi scappare
Sai, mi piaci, come il miele
E ti voglio assaggiare.
Dolci baci come il miele
Come un’ape, sai essere crudele.
Quando ti spoglierai nel letto
E poi spegnerai la luce
Poi ti girerai con un fil di voce
E mi chiederai quanti baci vorresti
Io ti risponderò tutti quelli che hai
Li voglio tutti per me.
Quanti baci che ti ho dato…
Quanti baci che ti darò ancora….

(MA TU GUARDA CHE STRONZO)

RED PASSION ALLA SECONDA: L'AMORE AI TEMPI DE LES MISERABLES



 (MA TU GUARDA CHE COLPO DI CULO1) 

lunedì 25 marzo 2013

CAROLINE E CHARLOTTE


Caroline è una principessa unica perché non solo bellissima ma anche di gran classe. Quando era giovane i paparazzi non le davano tregua e tutto il mondo l’amava come Caroline Cherie. Era, ma lo è tuttora anche se in fase matura, piena di fascino come sua madre Grance Kelly ma sanguigna come il padre Il Principe Ranieri di tipologia mediterranea.
Grace Kelly dopo essere stata grande attrice è assurta al ruolo di grande Principessa perché ha contribuito insieme al marito a far espandere il Principato di Monaco sia a livello di Porto, di abitazioni lussuose che di Gioco al Casino, diventando un punto di riferimento per ricchi miliardari.
Grace Kelly è un mito non solo per Monaco ma per tutto il mondo che a tutt’oggi guarda i suoi film con immutata ammirazione perché la sua bellezza era davvero notevole rasentando la perfezione esaltata in maniera divina con Caccia al Ladro di Hithcock ma premiata con il ruolo di Una Ragazza di Campagna. Che probabilmente ha segnato anche Grace perché in un’intervista nella quale si raccontava fra gli hobby del Ricamo e la coltivazione delle Rose, alla Tv francesce aveva dichiarato di voler esser ricordata come una brava persona. Insomma una grande donna. Quella che sta incarnando Carolina perché più che da principessa delle favole ha vissuto come donna alla quale non sono stati risparmiati tanti dolori insieme a grandi gioie e privilegi principeschi. Come tutte le donne Caroline ha trovato diversi amori ma come tutte le grandi donne gli amori veri sono stati i suoi mariti. A differenza di Diana, per esempio i cui amori sono stati gli amanti.
Ma Diana era una principessa del Popolo, mentre Caroline è Principessa di nascita, ovvero di nome e di fatto. Ora che non ha più il terzo marito si dedica alla famiglia, ai figli e nipoti come una grande matriarca intorno alla quale ruota tutta la famiglia del Principe Ranieri di Monaco, Alberto compreso che vuole sempre Caroline al suo fianco insieme a Charlene.
All’ultimo ballo della Rosa è apparsa anche Charlotte con il fidanzato il maturo Gad Emaleh che fa molto pensare a un percorso della figlia simile alla madre perché ricorda tanto Philipe Junot il primo marito di Caroline che tanto poco digeriva la Principessa Grace proprio perché troppo vecchio per lei e con il quale Caroline aveva perso ogni inibizione mostrandosi a seno nudo al mondo intero quando erano fidanzati forzando così il matrimonio.
I tempi sono cambiati ma sarebbe curioso sapere che cosa pensa Caroline.
Di Giannina Facio per esempio, l’attricetta che le aveva rubato Junot, facendo un gran casino, oh pardon scalpore, e un colpo grosso andando in sposa a Ridley Scott.
Infatti con Charlotte non si è parlato molto di questo suo maturo fidanzato sperando che la liaison non faccia troppo rumore. Di Casinò ce ne son già tanti a Montecarlo!







domenica 24 marzo 2013

PASQUETTA CON PICNIC COME A MONTECARLO


             VACANZE CON PICNIC
Ci spiace sottolinearlo, ma l’avevamo detto citando Rock of Ages: la nuova tendenza è l’uomo stropicciato. E di classe.
Il recente raduno dei potenti al quale ha partecipato il Presidente del Consiglio Mario Monti si è svolto tutto in maniera informale, all’americana dicevano i media, come se partecipassero ad un picnic.
Infatti tra una chiacchierata e l’altra sul come risolvere la crisi ad effetto spread, hanno dettato il trend delle vacanze di questa estate nella quale si prevede che una famiglia su due non parta per le vacanze.
Poco male, c’è sempre un picnic che, se ritorna alla grande fra i potenti, può essere adottato benissimo anche dal popolino.
Il picnic è la forma di vacanza che andava per la maggiore fino a pochi decenni fa, spazzata via dal consumismo dei week end mordi e fuggi in massa per approdare nei carnai delle spiagge immergendosi nei giochi e balli di gruppo per famiglie a pensione completa perché i prezzi erano accessibilissimi, specie in riviera Adriatica.
Il picnic è rimasto solo per il giorno di Pasquetta, giusto per mantenere la tradizione annualmente rinnovata con la gita fuori porta, pranzi all’aria aperta sui prati apparecchiati con le vivande nei cestini o a rosolare sul barbecue.
In America questa tradizione è tutt’ora molto viva nei piccoli paesi di provincia dopo averla esportata in tutto il mondo, Europa in primis, dove negli anni 50 ha raggiunto il clou.
Le famiglie la domenica, con la prima macchina comprata a rate, si recavano nei prati di campagna o collina per radunarsi intorno al pollo arrosto, considerato il cibo più ambito perché da sempre ha fatto da padrone nelle tavole dei ricchi.
Il popolino dopo la fame patita in guerra si prendeva la sua rivincita consumando polli arriosti a volontà, seguito in coda anche dall’alta società.
Lo conferma il film Caccia al Ladro dove Grace Kelly organizza un picnic, consumato a bordo di un’auto mentre corre veloce sulla strada per la Roches, con Cary Grant al quale, dopo aver aperto il mitico cestino, offre una coscia di pollo arrosto.
Grace Kelly non era ancora principessa di Montecarlo e nel film aveva il ruolo di sé stessa, una bellissima ereditiera che onorava la tradizione del suo Paese facendo una sgommata informale con sosta per un picnic. All’americana, appunto, così come sarebbe stata la futura principessa di Monaco, amante dello sport che ha trasmesso a figli e nipoti.
Un’altra icona del genere country e picnic a tutta festa è Julia Roberts che ancora prima di sfondare con Pretty Woman, si era messa in luce con Fiori D’Acciaiodove il picnic, quello allestito in ogni paese di provincia con la presentazione in mostra dei cestini e vivande preparate dalle casalinghe per fare a gara nel venderlo al miglior offerente, faceva da sfondo a una storia melò dove lei moriva lasciando un cuccioletto di bambino alla sua nonna. E sempre col picnic Julia ha poi ritrovato lo smalto con una commedia brillante “Qualcosa di cui sparlare” dove nelle riunioni campagnole allestite per il picnic tra lo scambio di cestini si raccolgono torte a volontà immergendo il dito non solo nella panna ma anche fra le pieghe nascoste della vita del vicino in un diffondersi a largo raggio del pettegolezzo per toccare le sfere intime dei maschi e dare un voto al grado di virtù delle femmine.
Insomma, il Paese è piccolo e la gente mormora per cui quale miglior occasione si presenta se non con il picnic dove le storie si dipanano facendole gonfiare a proprio godimento alle spalle del malcapitato preso di mira.
Così come era successo, per restare in tema, anche a William Holden nel film Picnic appunto il più interessante del genere perché la storia è romantica come una favola che recita il finale con Due Cuori e Una Capanna. Lui infatti era lo “straniero” senza arte né parte il quale aveva conquistato il cuore della bella del Paese Kim Novak promessa al più ricco che trovandosi a combattere con uno spiantato antagonista perdeva la partita in quanto la miss bucolica messa di fronte alla scelta optava per colui che gli faceva battere il cuore.
Chissà poi se avrà rimpianto, una volta alle prese nella capanna col quotidiano e le bollette, quel no al ricco pretendente. La morale della favola del vissero felici e contenti non lo contempla anche se nello spettatore resta il ragionevole dubbio come esempio difficile da imitare.
  MONTE CARLO: LA CACCIA AL LADRO CONTINUA.
Questa è la settimana dell’evento più atteso perché Caroline di Monaco è diventata nonna in quanto al figlio Andrea Casiraghi è nato l’erede.
Monaco è in festa e con l'evento matrimonio tra il principe Alberto di Monaco e Charlene Windstock vuole ritrovare la favola di Monte Carlo, quella vissuta da Grace Kelly e il principe Ranieri.
Alberto ha impresso il suo stile, dopo la morte del padre: uno stile sportivo ma rigoroso e brillante, da campione.
E la campionessa di nuoto Charlene non può che essere la compagna giusta per far tornare Monte Carlo agli antichi fasti, quando tutti i VIP Internazionali ambivano partecipare alle feste favolose promosse da Grace Kelly.
Tutte comunque all’insegna della beneficenza. Montecarlo ha fatto da location a tanti film primi fra tutti Caccia Al Ladro di Alfred Hitchcock con Cary Grant e la stessa Grace Kelly  . La quale proprio grazie a questo film venne invitata dal principe Ranieri per una visita a Palazzo nel quale lei si presentò con un abito in perfetto stile anni 50 con la gonna a crinoline, scollatura a barchetta in taffettà   fiorito: quelle mitiche rose che poi Grace coltivò nei giardini della Roches.
Colpo di fulmine e subito dopo le nozze immortalate da giornali Tv e cinegiornali con quell’abito di pizzo che ha poi ispirato Kate Wibbleton e il suo abito da sposa.
La curiosità dell’abito di Charlene era dunque dunque alle stelle perché non si sapeva a chi si sarebbe ispirato ispirata o se sarebbe stata una creazione originale. La creazione infatti è alquanto originale.
Quel che è certo è che la coppia è destinata a salire alla ribalta in competizione con Kate e Willy, quest’ultimi molto diversi perché più dentro ai ranghi di uno stile British fatto di viaggi, di rappresentanze e tante strette di mano per rinsaldare la politica colonialista con i Paesi del Commonwealth.
Strette di mano che la coppia Alberto e Charlene riserveranno ai monegaschi solo il giorno del matrimonio per poi regnare con lo stile manageriale del principe Alberto il quale punta soprattutto a fare di Montecarlo un punto di riferimento per le imprese che creano business.
Nel frattempo potremmo goderci i tanti eventi che girano intorno alle loro maestà con il gossip che impazza e con Tv e cinema che si sono scatenati in anteprima.
Prima la Tv, mettendo in scena la liaison di Kate eWilly, e poi il cinema che proprio in concomitanza dell’evento matrimonio di Alberto e Charlene è sbarcato nelle sale con il film Montecarlo.
Un film leggero e divertente da commedia patinata confezionata apposta per esaltare l’asse Parigi-Montecarlo tanto battuto dalle principesse di Monaco, nessuna esclusa.
Le principessine protagoniste  sono tutte reclutate dalla Tv dai serial Gossip Girl e i musicarlli di Hanna Montana, Leighton Meester e Katie Cassidy e la emergente Selena Gomez.
Sì, perché è lei, la fidanzatina di Justin Bieber, ad essere la principessa vera del gruppo, quella che porterà le amiche, dopo una serie di equivoci, a vivere un’avventura nel jet set. Da americanine provinciali   saranno così catapultate in ambienti lussuosi  , fra viaggi in business class e vacanze a Montecarlo, con tanto di incontri con il principino di turno.e sfoggio di gioielli favolosi. Ma sarà proprio una collana di diamanti e zaffiri a mettere Selena Gomez e le sue amiche nei pasticci facendole ritornare alla dura realtà dopo la sparizione del prezioso gioiello. Scatta così la nuova Caccia al Ladro che fa sfumare il sogno facendo svegliare le protagoniste nel loro quotidiano. Che a dire il vero poi tanto duro non è perché il loro borsino ha subito un’impennata. Per Selena Gomez invece il quotidiano si è trasformato in una favola vera perché è ormai richiestissima come cantante (i suoi video spopolano anche sul web) e ora come attrice nel ruolo della nuova principessa delle teen ager. Non solo perché fa coppia con il loro incontrastato idolo Justin Bieber   ma anche perché è stata nominata dall’Unicef quale testimonial per portare aiuti ai bambini latino-americani sfruttati soprattutto per attività sessuali nel turismo.
Compito che Selena Gomez ha preso molto sul serio sottoponendosi a un tour de force fra favela e orfanotrofi portando aiuti concreti insieme al suo sorriso e la voglia di vivere cantando e ballando a tutta festa. Proprio come una vera principessa. Di Montecarlo? No, di Walt Disney. Che avete capito?







                     

sabato 23 marzo 2013

IL SORRISO AMBIGUO DI MONA LISA


Tempo fa era  uscita la nuova pubblicità della Lavazza con la Primavera di Botticelli a sostituire quella più famosa della Venere con Julia Roberts.
La quale, detto francamente, non aveva fatto una gran figura per lo sguardo perso tipico della straniera che non capisce dove sia finita sforzandosi di esserci. Era da capire perché fra Bonolis e Laurenti non era certo nel suo habitat naturale.
Ma anche per Julia Roberts vale il discorso di cui sopra, perché da tempo nei film sembra sempre un filo fuori posto.
L’ultimo Biancaneve, non ha convinto andando non oltre la fascia dei ragazzini, perché anche se il film è sontuosamente allestito con costumi da favola Disneyana, Julia Roberts ha ceduto alle regole dello Star System per avviarsi al Viale del Tramonto orientandosi verso scritture che la vedono contrapposta e in competizione a ragazzine più giovani e fresche.
Eppure la Roberts è ancora bellissima e sexy ma è rimasta prigioniera della Pretty Woman con la quale ha colpito l’immaginario delle platee e che lei
Invece ha voluto cancellare con Erin Brockovich proponendo l’ignorante sexy che si riscatta come intellettuale piuttosto che con una scalata al vertice ed a un suo membro chiamato Principe Azzurro.
Un discorso che aveva già iniziato con Mona Lisa Smile un film nel quale insegnava alle ragazze di puntare alla laurea invece che alla ricerca di un marito, rinnegando ancora una volta la sua Pretty Woman come se il personaggio non le appartenesse. Operazione riuscita in pieno perché con Erin Brockovich tanta buona volontà è stata premiata con l’Oscar con il quale ha raggiunto l’apice della sua carriera perché dopo sono state tutte commediole patinate per non dire shapo.
Poteva centrare ancora una volta il colpo con il Rapporto Pelican nel ruolo di una stagista intraprendente, se avesse fatto sesso con Denzel Washington ma non le è stato permesso (o non ha voluto) osare forse pensando a una svalutazione dell’immagine. Non le è stato nemmeno concesso di baciarlo, anche se entrambi sono rimasti chiusi in una stanza di Motel dove lei si presentava in accappatoio dopo lo doccia per una scena giusta a proferir la fatidica frase che avrebbe fatto scintille “Ehi, baby…sono pronta!”.
Ma non è scoppiata la miccia anche perché il nero Denzel restava impassibile e indifferente facendo insorgere il dubbio che fosse lui a non voler mischiare il sesso col lavoro. Specie se con una donna bianca.
Non ci sono infatti scene hot con nessuna donna in nessuno dei film di Washington che comunque non ha disdegnato la violenza intesa come il braccio violento della legge così magistralmente interpretata nel film Training Day con il quale ha vinto l’Oscar salendo sul palco insieme a Russel Crowe e a Julia Roberts con la quale finalmente ha scambiato un casto bacio. Era l’anno 2002.
Da allora i tempi sono cambiati perché il cinema indipendente, molto presente anche a Cannes, ha inferto quel colpo di frusta per risvegliare lo star system dalla rigidità del metodo imposto dal puritanesimo americano anche di tipo classista e razzista che il Presidente  Obama ha contribuito a spazzar via.
Se Julia Roberts con Pretty Woman può considerarsi una rivoluzionaria del costume, avendo dato dignità al mestiere più antico del mondo introducendolo nella favola in una veste haute couture, come donna immagine è riuscita anche nell’intento di aprire il sorriso ambiguo di Mona Lisa a 360 gradi.
A richiuderlo per riportarlo al suo autentico splendore ci pensa ora Eva Green ,   la rivoluzionaria della primavera sessantottina protagonista di The Dreamers. In scena recentemente con Dark Shadow, è già al lavoro per il remake di Mona Lisa, film del 1968 interpretato da Cathye Tyson  nel ruolo di una prostituta di lusso di colore che, accompagnata dall’autista Bob Hoskyns, inizia insieme a lui un viaggio infernale fra le vie di Londra nel mondo del vizio e della trasgressione. La protagonista, una sorta di Pretty Woman, in quel caso era nera e a Cannes venne premiato Hoskyns.
Il quale nel remake sarà impersonato da Mickey Rourke che affiancherà come autista Eva Green nel ruolo di una prostituta d’alto bordo di pelle bianca. Bianca, come mai?
Così è se vi pare oppure no, come il messaggio del sorriso di "Monna Lisa" ambiguo e aperto ad ogni interpretazione.

MANGIA PREGA AMA E JAVIER BARDEM L'ISPANICO PIU' GRANDE


     


A suo tempo è stata fatta una grandissima pubblicità sul film Mangia Prega Ama, giustamente perché girato in Italia per  cui c’è grande attesa.
La protagonista è Julia  Roberts, nei panni di una donna che ha già avuto tutto dalla vita, un marito, una vita agiata, successo ecc. ma che vorrebbe quel qualcosa in più che fa la differenza.
Così si mette a viaggiare in lungo e in largo per il mondo, finchè non si imbatte in Janvier Bardem  che le fa conoscere cos’è uno stronzo.
Infatti il suo anagramma la dice lunga sul fatto perché Janvier Bardem è  “vera merda”, per cui Julia Roberts è sistemata.
Si sa che mettendo le mani nella merda si trova un tesoro: in termini di cifra diciamo….80%? E vada per 80, perché il 20% è tutto di Penelope Cruz. Conto azzerato per Julia.
Bardem infatti più che la Jiulia, la quale da un po’ di tempo non azzecca più un film al box office (Duplicity è l’ultimo) è sinonimo di garanzia di successo. Burino al punto giusto, Bardem è in grado di far perdere la testa a qualsiasi turista, soprattutto dopo che si è specializzato in quella parte sotto la regia di Woody Allen in Vicky Cristina e Barcelona, facendosene due tutte in un colpo (Rebecca Hall  eScarlett Johansson ) invitando a nozze, si fa per dire, anche la fidanzata Penelope Cruz la quale si è buttata su Scarlett Johansson  (Cristina) con un bacio lesbo.
La turista simil-zitella perché non ha mai trovato quello duro in grado di scioglierla è un classico del cinema.
Tralasciando i bagnini della costa romagnola con le tedesche e le nordiche in genere, c’è un bellissimo film interpretato da Katherine Hepburn e Rossano Brazzi in Tempo d’Estate, dove la zitella rigida e diffidente Katherine, turista a Venezia in cerca di sé stessa, si imbatte in un fascinoso latin lover che la corteggia senza darle tregua.
La prima avvisaglia che è uno stronzo arriva al momento in cui si accorge che un vaso, spacciato da Rossano Brazzi per un pezzo unico, è in realtà quello di una lunga serie fabbricato a Murano a pochi spiccioli.
Chiarito l’inghippo con la faccia di bronzo tipica del tipo, Katherine ci casca la seconda volta ascoltando la voce flautata di Rossano Brazzi che la invita a lasciarsi andare. Infatti cade nel canal Grande ma, seppur bagnata come un pulcino, lei non riesce più a spegnere il fuoco che covava sotto la cenere e che il play boy aveva portato alla luce tanto da farle perdere la ragione.
Non abbastanza comunque da passare sopra al fatto che lui fosse sposato e con figli. Uno stronzo patentato che tanto ci dava da riuscire nel suo intento di sedurla per un mordi e fuggi.
Missione compiuta, i due si lasciavano amabilmente: lui tutto soddisfatto, lei felice di aver trovato sé stessa: lo stronzo/a che era in lei e che si rifiutava di riconoscere.


                               JAVIER BARDEM, L’ISPANICO PIU’ GRANDE
Se Antonio Banderas è lo spagnolo fico (ormai diventato secco tanto è gigione) Javier Bardem è l’attore. Il più grande di Spagna. Lui è il massimo.
Sì perché non esce dalla scuola di Almodovar (un mondo a sé) essendosi fatto il mazzo con pellicole spagnole di autori vari, fra i quali Bigas Luna che lo ha lanciato come Matador scapestrato.
Tanto è bastato per sedurre tutti a livello internazionale, Penelope Cruz compresa con la quale si impregnava in un bacio galeotto sotto la pioggia. E fra le gambe della Cruz.
Era il tempo del film Prosciutto Prosciutto dal quale entrambi hanno spiccato il volo con carriere diverse fino ad arrivare a Barcelona con Vicky e Cristina di Woody Allen  il quale con quel film aveva sdoganato il bacio saffico. Galeotto fu quel secondo bacio, un lingua in bocca fra OPenelope e Scarlett, davanti all’arrappato Javier, perché i due attori spagnoli si sono innamorati per davvero. A volte capita che una “variante” metta un certo frizzo nel maschio che guarda e non per finzione cinematografica.
La carriera dei due però si è divisa ancora una volta per andarsi a unire alla comunità spagnola di Hollywood che ha spalancato le porte agli ispanici calienti. Mai comunque nel ruolo di protagonisti assoluti affiancandoli però ad attori importanti e di prima grandezza.
Se Penelope e Banderas hanno poi trovato l’America in Italia (lei con produzioni di cinema d’autore, lui duettando in spot con la gallina del Mulino Bianco) Javier si sta facendo largo in tutto il mondo affermandosi come attore protagonista e antagonista. Non solo seduttore. Questo è il segreto di una scelta vincente accompagnata da un talento istrionico e geniale che esprime con interpretazioni uniche e incisive, da quelle drammatiche di Non è Un Paese per Vecchi e Biutiful, per citare le ultime, a quelle brillanti come Mangia Prega Ama con Julia Roberts nel quale la vera star che ha animato lo schermo era lui Javier Bardem.
Un grande stronzo, come si legge nel suo anagramma, segnando così il corso della sua carriera perché sullo schermo lo esprime al meglio.
I suoi ruoli sono sempre a tinte forti, crudeli, scanzonati, deliranti o delinquenziali che lui sa rivestire con realistica immedesimazione riuscendo a farsi odiare dal pubblico quando esce dalla sala a caldo per poi venir ammirato quando si pensa a freddo alla sua recita, tanto da ricevere riconoscimenti e premi.
Anche nell’ultimo film di 007 Skyfall  si è distinto come grande mattatore destreggiandosi abilmente fra le due maschere. quella del cattivo e quella della vittima tradita dal sistema e dalla madre (il capo Emma della quale era il cocco) inflessibile e dura di scuola Spartana che non ha pietà per nessuna debolezza. Se l’agente 007 Daniel Craig ha accettato le regole perché è rimasto integro nell’animo essendo guarito dalle ferite del corpo, il suo antagonista è diventato un mostro perché il corpo è rimasto deturpato.
Questo complesso stato d’animo Javier lo ha espresso in modo sublime e convincente tanto da riuscire a fare il vuoto intorno a questo personaggio.
Infatti Penelope Cruz non lo ha seguito in America per le prime sul Red Carpet perché impegnata a promuovere il suo ultimo film italiano di Sergio Castellitto. Un conto è dividere una casa, un altro è il Red Carpet. A ciascuno il suo trionfo: una formuletta magica per andar d’accordo e non alimentare la competizione o è forse un distacco che nasconde qualche dissapore? Speriamo di no, che sia solo per motivi di lavoro. Basta poi che con tutta la famiglia insieme se magna. In Spagna. Olè!


UNA SERATA IN RAI FACENDO ZAPPING FRA SANTORO E GABANELLI



IN RAI COL SASSO IN BOCCA.(Appunti in Replica)
Dopo la sospensione inflitta a Santoro, poi ritirata, c’era molta attesa per il ritorno del condujttore di Anno Zero..Il quale ha esordito con spezzoni del suo Rai Per Una notte e interviste varie fra cui anche Roberto Benigni che tra le tante cose ha finito il discorso dicendo:
"Vuoi vedere che il prossimo partito si chiamerà...perchè Margherita è buona perchè Margherita è bella..."
 Molto spiritoso. Poi c'è stato l'intervento di Daniele Luttazzi, purtroppo censurato in quella parte in cui parlava dell'Italia ad angolo retto in attesa che Berlusconi glielo metta in culo, per cui ha perso mordente.
Che non è mancato a Bel Pietro e Travaglio i quali si sono rimbeccati come due galletti finchè Santoro non è riuscito a zittirli.
La Concita De Gregorio era particolarmente affascinante con il capello arioso e phonato che ha parlato contro Berlusconi ed il suo Governo. Cose sentite e risentite del quale il Premier se ne impippa. Come di tutta la sinistra comunque. Ha detto che il Tg3 non esiste. Anche i rifiuti a Napoli non esistevano più ma sono ritornati a tormentarlo, perchè in realtà non erano mai spariti. Li avevano solo spostati!
Insomma è tutta una comica.
Non ride Milena Gabanelli che è stata citata in giudizio con richiesta di risarcimento danni per diffamazione sulla questione della casa Antigua che a sentir le cifre ha sollevato un polverone perchè la ex moglie ha ripresentato il conto degli alimenti riveduto e corretto.E questo ha fatto infuriare Berlusconi.
Con Veronica non si scherza e tanto meno con la Gabanelli. Un triangolo molto caldo, inquietante e pericoloso per il Premier che rischia di trasformarsi in un gorgo come quello delle Bermuda perchè fra quelle due resterà in mutande.
Anch'io, come la Gabanelli, ho sempre pensato che la diffamazione fosse un reato penale e non civile.Mah! Forse fa parte di quel pacchetto di leggi ad personam...
"Così mi terrà a bagno Maria per molti anni" ha replicato la Gabanelli, ma io penso che la cosa potrebbe traformarsi in vantaggio perchè tra diversi anni se Berlusconi non sarà più al Governo, la Gabanelli sarà ancora una grande giornalista sicura di quel che dice, per cui si fronteggeranno come semplici attore e convenuta.
Comunque se la serata ad Anno Zero era tutta sul filo del sasso in bocca quel che è certo è che tutti erano lì per togliersi un sassolino dalle scarpe. I sassi veri sono quelli che si son tirati nella guerriglia dei rifiuti proprio in quei giorni..

venerdì 22 marzo 2013

SPAGHETTI VESPERN E OLIVE ASCOLANE


Ieri sera è stata una comica. Vespa che duettava con una dietologa o cuoca non ho capito bene era veramente comico. Lui cercava di indirizzarla alla cucina mediterranea allestendo persino un servizio nel quale si evidenziava la longevità degli italiani attribuendola al mangiare mediterraneo e alla buona sanità.
Dunque tanta pasta. "Sì ma fatta in casa - ribatteva la dietologa - accompagnata da tante verdurine saltate appena..." secondo una corrente di pensiero decisamente sul crudité perchè i cibi troppo cotti sono più difficili da digerire anche se più buoni.
Allora tantii spaghetti incalzava Vespa cercando di tirarglielo fuori di bocca. Macchè!
La dietologa lo contraddiceva escludendoli a priori come se fosse roba da convento.
Evvai col vento! Così se la son suonata e cantata come una sorta di spaghetti alla chitarra!
 Mancavano solo le olive Ascolane, ma quelle se le nasconde il Maurizio in bagno così come aveva affermato Maria De Filippi da Fabio Fazio.

2011 APPUNTI SUL FLASH DEL NUOVO GOVERNO BERLUSCONI


giovedì 21 marzo 2013

PICCOLO DIZIONARIO DELL'AMORE. DALL'ALBA ALLA ZOE


Hollywood sta puntando sulle "enfant- prodige", ovvero le bambine che hanno esordito in film importanti qasi tutte inserite nel genere horror o vampiresco. Un passo obbligato per tutte  come una sorta di battesimo a cui non si sono sottratte Anna Paquin, Kristen Stewart Soirse Ronan. Le quali, a dire il vero faticano ad uscire dal ruolo di ragazzine, pur avendo quasi tutte raggiunto l’età degli enta, facendo così una categoria a parte di eterne lolite fra le quali Jennifer Lawrence (Oscar 2013) rappresenta un' eccezione perchè dopo The Hunger Games l'hanno fatta crescere in fretta con ruoli di donna consapevole e matura a soli 22 anni.
Molte più chance per maturare artisticamente vengono concesse ad attrici di colore, non proprio nero perché l'impatto sarebbe troppo forte nonostante le aperture della Casa Bianca, bensì color caffelatte.
Il color ambrato sta andando forte con attrici che si sono accaparrate ingaggi favolosi come Freida Pinto l’indianina acqua e sapone del Millionaire o Jessica Alba che ha furoreggiato con immagini fashion negli spot ed esplodendo come attrice. Hollywood punta a lei come la nuova Dea Dell’Amore per l’intensità con la quale si propone: a tutta sensualità,  con un sex appeal che fa girar la testa per il profumo profondamente dolce della sua intima passionalità.
Espressa fin dagli esordi (dietro le quinte con foto anche  porno)dove nella parte di una ragazza indiana di un’isola nella quale erano sbarcati dei coloni, aveva l’incarico  di occuparsi della loro educazione culturale, insegnando usi e tradizioni dei luoghi. Piccolo Dizionario Amoroso era il titolo del film in cui Jessica si impegnava come maestrina. Troppo sexy per restare tale perché da quello di maestrina ad amante il passo è stato breve. Percorso ad ogni piè sospinto da un giovane ufficiale che si era applicato più del dovuto, partecipando attivamente alla scena di seduzione della giovanissima Jessica,  bellissima nell’ovale del viso perfetto in cui brillava un sorriso aperto fra due polposissime labbra, invitanti come un frutto succoso.
Se tutto il film è passato direttamente all’Home video senza circolare nelle sale, la scena della seduzione è rimasta da manuale, impressa nella memoria dello spettatore per la particolare naturalezza di Jessica nel concedersi a far l’amore: prima offrendo le sue carnose labbra poi aprendogli il seno per farsi mordere i capezzoli finendo per spogliarsi nuda avvinghiandolo a sè con morbida dolcezza ed espressione di felicità culminata con l’amplesso. Era nata la Dea Dell’Amore.
Tanto è bastato per far passare Jessica in testa alla classifica delle donne più belle del mondo. Da lì è stato tutto un crescendo di offerte di scritture che ha accettato passando disinvoltamente a modificare anche l’immagine che da ambrata si è fatta sempre più chiara, illuminata dal capello biondo.
Un altro suo film The Killer Inside Me ha spopolando sul web per una scena sado-maso nella quale viene sculacciata  con una cinghia nel culetto per farlo diventare rosso, sfociata in un amplesso selvaggio così dimostrando la sua versatilità espressiva come una perfetta Dea dell’Amore: tale perché  voluttuosa ed accogliente e, non lo fa per dire, a tutto tondo
Un’altra diva dalla pelle ambrata molto abbronzata sulla quale Hollywood ha puntando è Zoe Saldana l’affascinante indigena del pianeta Pandora che apre gli occhi all’umano infiltratosi nel luogo per colonizzarlo.
Anche in questo contesto abbiamo l’eroina che viene scelta per dare lezioni di cultura allo straniero, allo scopo di fargli conoscere usi e costumi per farlo innamorare di quella terra.
Invece lui si innamora dell’indigena Navy Blu. Curiosa questa scelta che si ricollega molto al film di cui sopra Piccolo Dizionario Amoroso, con la differenza che Avatar è stato riproposto in un ambiente fantastico, con delle location stupefacenti ed effetti speciali.
Se queste bellezze di colore più o meno intenso vengono incensate in tanti film difficilmente possono aspirare all'Oscar, quanto meno fino ad oggi dove non si può ancora parlare di loro come interpreti vincenti fra la rosa delle protagoniste e non, in nomination. I maschi di colore sono stati comunque favoriti forse perchè impegnati in ruoli di spessore mentre per le attrici di pelle ambrata sembra che la via sia solo quella di un contorno piccante e speziato, come una sorta di richiamo per le allodole. Dopo un primo entusiasmo non  possono reggere tutto l'arco di un film e men che meno una serie.

mercoledì 20 marzo 2013

FEMMINE CONTRO MASCHI: FICARRA E PICONE UNA RIVELAZIONE.




Nonostante i tagli alla cultura e allo spettacolo, nonostante le proteste e manifestazioni, il mondo del cinema sta andando a gonfie vele. Non c’è ombra di crisi perché gli attori lavorano a pieno ritmo alcuni anche a ritmo serrato facendo doppio lavoro e qualche volta anche triplo: Televisione, cinema e teatro in una girandola che farebbe ubriacare chiunque. Non certo i protagonisti delle commedie all’italiana che imperversano sugli schermi con filmetti lievi lievi copiati dalle fiction di successo della Tv. Come Femmine    contro Maschi, che sembra girato sulla falsariga del format Casalinghe Disperate  con la storia di coppie scoppiate che si ricompongono alla meglio grazie a qualche piccolo espediente per riformattare i partner e ricomporre le famiglie. Il cast è ricco e variegato tutti professionisti di richiamo presi da Zelig o dalle Fictions e non si sa come facciano a lavorare tanto.


Evidentemente i film sono confezionati senza andar per il sottile stralciando battute e sketch dal repertorio di ciascuno  che sullo schermo va ad interpretar sé stesso in una continuità senza scosse.
Nancy Brilli fa sempre la bellona mai a corto di maschi, Serena Autieri sempre sull’orlo di una crisi di nervi, Paola Cortellesi Lucia Ocone e la Signoris in comparsate velocissime, Wilma De Angelis simpaticona alle prese con le sue torte, Claudio Bisio   sempre stralunato, Luciana Littizzetto che fa la signora borghese opportunista la quale, approfittando di un momento di amnesia del marito, cerca rivoltarlo come un guanto (Solfrizzi) per farne un robot al suo servizio, sessuale incluso.
Credibile come nel ruolo di maestra in Fuoriclasse la fiction Tv su Rai Uno, cioè zero.
Anche lei dopo anni di sbirulinate tenta nuove strade più consone alla sua età che non è più quella dei tempi di Minchia Sabrì.
Ma si apprezza lo sforzo perché ce la farà ne siamo certi. Da lì a S.Remo il passo è stato breve

Passando da casalinghe disperate si riesce ancora a trovare qualche ruolo in  queste commedie all’italiana che si stan specializzando proprio per soddisfar questo bisogno. Si ride questo sì, ma non abbastanza perché ci si ferma alle prime battute dove si parte in maniera scoppiettante senza riuscire a reggere tutto il tempo di un film. E’ sempre così quando non c’è una trama avvincente ma tanti episodi assemblati fra di loro senza capir che cosa abbiano a che fare l’un con l’altro perché non c’è un cortile, un condominio o una via come Histeria Lane che faccia da collante per cui sembra un’entrata e uscita incessante di personaggi per dir la loro battuta come sul palcoscenico di Zelig in cui almeno è data la possibilità allo spettatore di far zapping quando il comico di turno non fa ridere, mentre al cinema si è costretti a seguire con rischio di non veder l’ora che frizzi e lazzi finiscano presto.

Infatti il film finisce puntando al cuore e ai buoni sentimenti con le storie tutte a lieto fine e felicità per tutti. C’è comunque una rivelazione ed è la coppia Ficarra e Picone affiatatissimi e all’unisono in Tv in questo film sono i veri mattatori e padroni   della scena nel doppio ruolo di mariti distratti e cantanti scatenati in un complesso in cui sono travestiti da Beatles con tanto di parrucche svolazzanti finendo con un flash tale e quale alla foto in cui il complesso originale cammina sulle striscie. Uno spasso perché i loro ruoli sono i più accattivanti ed azzeccati.