
Questo per dire quanto la Casta sia disegnata alla perfezione incarnando giustamente il mito di Marianna simbolo di libertà e indipendenza della donna francese. La quale, in fatto di emancipazione è sempre stata all’avanguardia.
Nei Festival se la contendono sia come madrina che come concorrente per farla sfilare nel red carpet e catturare visitatori da tutto il mondo perché lei nasce come modella. Magnifica, e di grande fascino le basta apparire per stendere tutti senza bisogno di recitare perché lei piace soprattutto al naturale vista dal vivo dove incanta per le forme perfette che magari in Tv o al Cine tendono un filo ad ingrossare. Ma un conto è la scena, un altro è la vita.
Infatti Laetitia Casta è molto attesa nelle sale con un film di grande attualità perché parla di economia, un tema fra i più gettonati insieme all’ambiente ed al futuro tecno-fantascientifico. Perché sono film che fanno riflettere galvanizzando l’attenzione delle platee.


Richard Gere dice di essersi ispirato a Bill Clinton un Presidente geniale in fatto di economia ma tanto fragile nel privato. La Casta ricopre il ruolo della Lewinsky e per la prima volta dà prova di grande credibilità nella recitazione perché si è completamente immedesimata nel ruolo di amante irresistibile finchè non si va a toccare la sfera del privato. Infatti con Richard Gere non ha fatto centro non avendo parlato di lei in termini entusasti. “E’ bella, per carità, ma l’ho trovata complicata”.

Invece è incanutito (il sale e pepe è passato da tempo) e spiritualmente imborghesito tutto contento di lavorare con il regista del film che lo ha conquistato simulando la scena di sesso che avrebbe dovuto fare con Laetitia e che Gere invece con lui l'ha recitata al meglio.
Troppo difficile la Casta, bellissima molto sexy ma complicata (che tradotto può significare professionale e un filo distaccata dal fascino di Gere il brillante avvocato di Chicago).

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