lunedì 21 novembre 2022

IL PIACERE E' TUTTO MIO.

Emma Thomson è sugli schermi con una commedia brillante concedendosi il vezzo alla sua età di affrontare un tema hard di un rapporto con gigolò. Non è nuovo come argomento perchè l'aveva affrontato anche Richard Gere con il film American Gigolò girato negli anni 80 che gli aveva dato un grande successo anche grazie all'intero guardaroba che aveva sfoggiato firmato Giorgio Armani.  Richiard Gere era giovane elegante e bellissimo e faceva specie quando si accoppiava con donnemature che a quell'epoca dimostravano tutta la loro tarda età come Olivia de Havilland (la Melania di Via col Vento) per esempio nel ruolo di una ricca donna americana che pur essendo piacente e molto curata nell'aspetto dimostrava tutti i suoi anni di donna anziana per cui giustamente per concedersi un rapporto di un certo vigore a soddisfare le sue voglie, pagare poteva avere un senso. Da allora sono passati decenni e le donne sono sempre più ringiovanite negli anni mantenendo un sex appeal fino a tarda età. E' il caso di Emma Thomson che nel film Il Piacere è Tutto Mio impersona una donna sulla sessantina la quale per fare sesso deve ingaggiare un giovane gigolò disposto a farlo ma una domanda sorge spontanea: perchè pagare quando ci sarebbe una schiera di giovanotti che lo farebbero a gratis? 

Sì perchè oggi una donna vicino alla sessantina è ancora molto piacente così come si vede sullo schermo con la Thomson la quale se vestita fa palesare un corpo tonico e desiderabile, in lingerie fa ancora sognare amplessi in tutte le posizioni senza necessario presentare un catalogo dei suoi bisogni sessuali. Nel film Il Verdetto per esempio, girato un paio d'anni fa, la Thomson è ancora molto sexy nei rigorosi tailleurini modellati su misura col capello corto e il trench sulle spalle mentre in questo film Il Piacere è Tutto mio in sottoveste fa la sua “porca” figura specie quando chiede cortesemente che gradirebbe prima un 69 e poi anche tutto il resto. E' appurato infatti che le donne di una certa età piacciano molto ai ragazzi giovani per il bisogno di dolcezza che non trovano nelle coetanee molto spicce nei rapporti non esitando a giudicare facendo commenti anche con le amiche con tanto di voto al pisello e alla prestazione.

Il film Il Piacere è Tutto Mio è intrigante sicuramente ma non rende giustizia alle donne nel raggiungere la parità anche se vuol sottolineare il diritto a prendersi il piacere a qualsiasi età senza vergogna o remora perchè nella nostra società il sesso degli anziani è ancora un tabù. Infatti molte donne ad una certa età scelgono di non fare sesso non trovandolo dignitoso ma questo non dovrebbe impedire a chi lo desidera di continuare a praticarlo senza problemi.

L'importante è sentirsi sicure del proprio corpo perchè rende disponibili a rapporti sessuali. In caso contrario ecco allora che ci sono gli gigolò apposta perchè a pagamento possono soddisfare ogni desiderio di una donna a qualsiasi età, ma questa non è certo una novità. Nel film Il Piacere è Tutto Mio quando lui dice che la donna più vecchia con la quale era stato aveva 82 anni, mette a proprio agio Emma Thomson sentendosi rassicurata allentando la tensione per  mancanza stima di sé  che acquista solo quando lui la posiziona davanti allo specchio per dirle quanto sia bella e desiderabile facendola sciogliere e pronta a prendersi il piacere. 

Certo è che un uomo non si farebbe questi problemi pretendendo il piacere senza tanti preamboli visto che paga, per cui il film pone le donna ancora lontana dalla parità. 
Poi vabbè si può sperare che arrivi con un colpo di fortuna l'amore "a piacer nostr"o quando meno te l'aspetti, magari anche 90 anni come ci insegnano le cronache, rendendo così tutto  più facile perchè si sa quanto l'amore sia cieco|



giovedì 17 novembre 2022

ESTERNO NOTTE GRANDI INTERPRETI MA BIOPIC CONTESTATO

 

Un artista quando mette in scena un biopic (che significa Doit-il dire Toute la verité) di un personaggio pubblico dovrebbe curarsi di non ferire i familiari ancora in vita unici custodi della realtà vissuta insieme al protagonista per cui andrebbero consultati per l'approvazione. Invece in nome della libertà di espressione ci si sbizzarrisce romanzando la vita del personaggio per questioni di spettacolo   pensando di cavarsela con i titoli di coda dove si dichiara di essersi liberamente ispirati a fatti e avvenimenti accaduti così come abbiamo visto in Esterno Notte la fiction di Marco Bellocchio che racconta i giorni del rapimento e della prigionia con relativa esecuzione di Aldo Moro contestata dolorosamente dalla figlia Maria Fida Moro (la primogenita delle altre due Anna e Agnese) per non essersi attenuto rigorosamente ai fatti. E c'è da crederle perchè la stessa impressione l'abbiamo avuto all'inizio della fiction quando gli amici eccellenti della DC vengono convocati in Ospedale dove Aldo Moro è visibilmente distrutto e provato dopo la liberazione da parte delle Brigate Rosse. Non si capisce se sia un sogno o se una libera interpretazione per cui con questa ambiguità il regista parte con il piede sbagliato, quello sinistro, come a rimarcare la infausta scelta del compromesso storico fra DC e PC riuscendo a metterli tutti d'accordo insieme agli estremisti, nel lasciarlo morire.

La colonna esageratamente drammatica da Messa da Requiem, con Aldo Moro che porta la croce di Gesù come un martire, il Papa )Paolo VI 8nella realtà un fine e distaccato intellettuale) che si autoflagella, Giulio Andreotti che ha conati di vomito quando viene annunciato “a sorpresa”  il rapimento di Aldo Moro sono abbastanza per dare poca credibilità alla fiction che in questi casi invece di fantasticare su fatti realmente accaduti, poteva ispirarsi a questi fatti cambiando nomi e cognomi perchè altrimenti fanno meglio fede i documentari dell'epoca per rinfrescarci la memoria di avvenimenti comunque non ancora dimenticati. Non bastano i Tg con Bruno Vespa né tanto meno i cartelloni del cinema dei film di quel periodo come Anima Persa a catapultarci nella realtà storica del rapimento di Aldo Moro, specie quando racconta il percorso di Adriana Faranda basandosi sulla sua testimonianza di brigatista pentita quando già era in carcere ricevendo così uno sconto di pena.

La Faranda è interpretata da una bravissima Daniela Marra, già vista in L'Ora, Inchiostro contro Piombo, la cui intensità espressiva degli occhi di oscura profondità la rendono interprete ideale per ruoli di pasionaria intellettuale o rivoluzionaria estremista senza se e senza ma, per cui nella fiction Esterno Notte i suoi dubbi e le lacrime verso le vittime (la scorta di Aldo Moro) che ha contribuito a uccidere, suonano un po' come quelle di un coccodrillo. 

Fabrizio Gifuni nei panni di Aldo Moro è tale e quale riproponendolo in tutta la sua flemmatica lucidità di statista visionario e troppo avanti in un ambiente ottuso e bigotto e dunque vittima predestinata lasciata al suo destino. Anche il Papa interpretato da Toni Servillo non l'aveva aiutato fino in fondo perchè dopo un'offerta ai Brigatisti di 20 miliardi per il riscatto di Aldo Moro, si è tirato indietro pensando ad una trappola dopo la notizia che il  cadavere di Aldo Moro fosse stato buttato in un lago ghiacciato, mentre nella fiction si parla della notizia come strategia del terrore per indurre le forze dell'ordine ad allentare la tensione contro le Brigate Rosse il cui scopo era quello di ottenere un riconoscimento dal Governo. Difficile sapere se queste manovre in Vaticano siano state reali per cui si presumono frutto di una libera interpretazione perchè il papato di Paolo VI è stato ineccepibile non lasciando spazio a fantasie di un Papa faccendiere con le mani in pasta davanti a una montagna di Lire che una suorina conta per mettere in borsa per lo scambio dell'ostaggio eccellente. E per gli altri sequestri, solo una preghiera? Suvvia...


giovedì 10 novembre 2022

THE CROWN, FA INDIGNARE INGLESI E CELEBRITY

Non c'è pace per la Regina Elisabetta perchè Netflix la perseguita. Dopo aver sospeso in segno di rispetto il docu di Harry e Meghan con rivelazioni scottanti sulla Royal Family ha mandato in onda la quinta stagione di The Crown del periodo anni 80/90 dove la Regina è presa di mira in modo crudele puntando sulla sua devozione alla Corona che le aveva fatto trascurare i rapporti famigliari lasciando i figli in balìa di loro stessi indicandola di fatto responsabile dei loro misfatti (Andrea in primis). Il popolo Inglese insieme a molte personalità del Regno Unito fra le quali Judy Dench hanno rifiutato la fiction protestando per il mancato riguardo verso una sovrana tanto amata. 



Gli autori di The Crown insieme a Netflix  si sono difesi dicendo che non è un documentario ma una fiction. Purtroppo è basata su fatti reali, e non puramente casuali per cui proprio per questo il lavoro di fantasia in senso fin troppo negativo su fatti già conosciuti in tutto il mondo ha provocato una crisi di rigetto verso questa fiction che tra l'altro prendendo di mira anche la principessa Diana non le rende giustizia nemmeno nella scelta della sosia troppo in linea anoressica molto inquadrata con i meme iconici del muso verso Carlo, dei suoi sorrisini a testa bassa del suo sguardo perso nel vuoto a sognare i suoi amori, sempre pieno di lacrime rappresentandola in una fragilità lamentosa e psicolabile.

Re Carlo, a differenza della Regina che non ha mai battuto ciglio con i tabloid, si è lamentato con il suo entourage diventando furioso nel punto in cui si racconta di un suo complotto per indurre la madre ad abdicare, ( circostanza questa smentita da terze parti e mai provata) pur accettando di buon grado le rivelazioni sulla sua relazione con Camilla allora sua amante e le conversazioni hot quando desiderava essere il suo Tampax. Infatti in questa circostanza la coppia Carlo e Camilla è stata rappresentata in modo simpatico e leggero esaltata anche con la scelta di due interpreti Esmerald Fenner (nel ruolo di Camilla da giovane) e Dominic West molto più avvenenti degli originali, tanto da aver indotto la duchessa di Cornovaglia prima di diventare Regina a presentare la sua sosia ad un ricevimento con grande noncelance e disnvoltura neutralizzando così il piacere di ogni commento malizioso sul Tampaxgate già digerito dal suo popolo anche se un dissidente si è fatto sentire proprio ieri lanciando uova a Re Carlo, ma solo per una questione ambientale. 

In tutta la fiction The Crown si fa un piccolo accenno al principe William mentre Harry è quasi scomparso dalla scena e si presume che lo sarà anche in futuro perchè il suo libro esplosivo di memorie è stato rimandato nella sua pubblicazione in attesa di modifiche mentre è stato completamente annullato da Netflix il docu girato insieme a Meghan intorno alla quale si sta facendo il vuoto. Dopo Victoria Beckam anche Amal Clooney e Michelle Obama hanno interrotto la loro amicizia togliendole il supporto eccellente su cui contare per dare visibilità a se stessa alla sua lotta contro la famiglia reale ed al suo impegno femminista delle minoranze di colore esternato con un pod cast giornaliero. Infatti  Amal e Michelle l'hanno clamorosamente esclusa dal loro progetto Get Her There di iniziativa globale che ha lo scopo di aiutare “tutte” le ragazze a sviluppare il loro potenziale abbattendo ogni barriera per cogliere le opportunità che meritano, scegliendo come socia un'altra donna forte come Melinda Gates (ex moglie di Bill Gates). 





mercoledì 9 novembre 2022

LA CARICA DEI BRUTTINI CONQUISTATORI

“E' solo un amico” però lei ci fa sesso di brutto ma si vergogna a presentarlo alle sue amiche proprio perchè è brutto. Il sesso? No lui, perchè è quello che si dice un tipo brutto permettendosi di far delle avances. Chi disprezza compra è risaputo. Ed infatti Irene interpretata da Christiane Filangeri (la bellissima attrice ex miss Italia) in Mina Settembre alla fin fine cede alla corte insistente del suo collega Luigi interpretato da Yari Gugliucci.


 Da un po' di tempo nelle fiction si assiste alla carica dei bruttini, uomini di statura piccola, poco appariscenti per non dire brutti che conquistano ragazze bellissime.  Le quali dopo qualche ritrosìa cedono alla loro corte più per tempo libero da coprire che per vera e propria convinzione.  Una volta consumato il rapporto a letto ecco la sorpresa: lui le fa ridere anche se sotto sotto c'è eccome per cui si sentono disposte ad inziare una relazione che non è basata sul sesso perchè a far da collante è proprio la simpatia che ha fatto scoppiare la passione.  Dopo alcuni incontri andati a buca, quando ci si rilassa un filo, la liason decolla in uno scambio di parole sulle ali della leggerezza che si palleggiano tra una frase romantica di lui, una battuta ironica di lei per poi passare a quella a doppio senso con effetto finale esilarante che li mette l'uno nelle braccia dell'altro finendo per darci dentro con carnale compiacimento. 

Lo abbiamo visto anche in Vincenzo Malinconico (interpretato da Massimiliano Gallo), anche lui avvocato di mesta fisicità ma di battuta pronta autoironica e disarmante che fa sciogliere la più bella legale del Foro di Salerno corteggiatissima da colleghi e giudici. Così pure in Mimma Tataranni dove Massimiliano Gallo calza il ruolo del marito di sensibile e mesta personalità sovrastato da una moglie imponente autoritaria tutta d'un pezzo del quale è innamorata pazza. Insomma pare che i bruttini stiano prendendo la loro rivincita dopo essere stati oscurati da palestrati belloni come un Can Yaman per esempio il quale con Viola di Mare non ha riscosso lo stesso successo di un Maliconico interpretato da Massimiliano Gallo. 

Perchè le donne dopo tanti deliri verso i belloni fisicati si sono rifugiate tra le braccia di uomini poco appariscenti? Probabilmente perchè sono tutte donne realizzate che preferiscono badare alla sostanza in un rapporto privato piuttosto che subire il fascino del potere di un bellissimo divo, di un professionista famoso, di un politico o di un ricco imprenditore con i quali trovar visibilità a sistemarsi. Le donne vogliono brillare di luce propria e poter contare su un partner sensibile dolce spiritose e intelligente che non abbia smanie conpulsive di far carriera accettando anche di stare in secondo piano non avendo problemi quando a vincere nella vita sia soprattutto lei riconoscendole finalmente questo diritto. That's amore!


martedì 8 novembre 2022

TUTTO PER MIO FIGLIO, UN APPASSIONATO GIUSEPPE ZENO

 Giuseppe Zeno è diventato un volto di punta della Tv attualmente conteso da Rai e Mediaset essendo molto credibile in tutti i ruoli, dal mafioso al poliziotto, dall'operaio al professionista. Pur essendo considerato l'ideale per incarnare ruoli popolari di gente comune come in Una Famiglia Per Bene in realtà il meglio lo ha dato come criminale interpretando O'Malese nel Clan dei Camorristi che lui ha calzato perfettamente con una maschera drammatica a occhi febbricitanti che ricordavano tanto l'indimenticato Gian Maria Volonté nei western di Sergio Leone. Dopo le ultime fiction alle quali ha partecipato in veste di Commissario in Blanca e in quello di Medico Ginecologo in Mina Settembre, è stato protagonista di un film su Rai Uno, Tutto per Mio Figlio, nel quale si riproponeva come un uomo in grigio che dopo un sussulto eroico perdeva la vita diventando un eroe. 

La trama del film è basato su una storia vera ched liberamente racconta la vita di Raffele Acampora un piccolo allevatore e commerciante di animali che va a vendere al mercato in un paesino fra Napoli e Caserta dove insieme ai compagni del settore animale e agricolo deve subire le angherie della camorra sempre più spietata nel chiedere un pizzo esorbitante passando alle maniere forti in caso di insolvenza anche a causa di basso guadagno. Raffaele decide di ribellarsi formando un sindacato riuscendo poi con varie denunce a far arrestare un importante scagnozzo della camorra. Con questa piccola vittoria si inorgoglise nella consapevolezza di essere stato utile per la comunità alla quale aveva  dato la parola che sarebbe andato tutto bene.

Vincere una battaglia non significa vincere una guerra perchè la camorra non gli darà tregua riuscendo a farlo tradire dai suoi stessi amici che ammazzeranno Raffaele Acampora che lascerà una vedova e quattro figli. I quali gli renderanno onore avendo agito nel loro interesse per un futuro migliore riconoscendo che il loro padre non sia morto invano avendo dato il coraggio a tanti altri di ribellarsi infoltendo le fila del dissenso e restando uniti nella lotta.


 Infatti Raffaele Acampora era stato lasciato solo per affrontare il suo tragico destino ormai segnato ma comunque nobile di una vita per essere stata degna di essere vissuta. Il messaggio positivo si è avvalso dell'appassionata interpretazione di Giuseppe Zeno che ha dato un'ottima prova come protagonista assoluto affiancato comunque da bravi interpreti come Antonia Truppo (la moglie),

il piccolo Giuseppe Pirozzi (figlio maggiore) Fabio De Caro (un camorrista) e una curiosa Tosca d'Aquino nel ruolo di moglie di un boss dal quale riceve ordini dal  carcere per gestire i traffici della camorra tra i quali anche il pizzo.


venerdì 4 novembre 2022

LA STRANEZZA. IL SALTO DI QUALITA' DI FICARRA E PICONE

Ficarra e Picone è un duo comico simpaticissimo diventato  popolare con la televisione quando è stato lanciato da Zelig e con diverse apparizioni in Striscia la Notizia, e che ha conquistato una grandissima fetta di pubblico anche con il cinema con film scanzonati e divertenti, di genere leggero e poco impegnativo sempre all'insegna di una comicità sottile e intelligente. Nel 2013 quando erano usciti con il film Femmine contro Maschi avevo scritto che  Ficarra e Picone erano una rivelazione perchè il loro contributo originale di ironia sottile dava un particolare slancio a tutto il film. In questi giorni sono sbarcati nelle sale con un film importante a sancire il loro talento interpretativo per conquistare un meritato riconoscimento non solo di pubblico ma anche di critica che solitamente ignora il loro genere. 


Il film con il quale hanno ricevuto l'attenzione di tanti giornali con entusiastiche recensioni è La Stranezza dove Ficarra e Picone recitano a fianco di Toni Servillo nel ruolo di Luigi Pirandello per raccontare un periodo della vita del grande scrittore in una Sicilia genuina e vitale, perchè Così è (se vi pare), nel quale lo scrittore si sofferma per trarre spunto e ispirazione dalla coppia di due dilettanti Nofrio e Bastiano che si dilettano come autori e attori di piccole scenette in un teatrino di paese.

Va sottolineato il salto di qualità di questa coppia di comici che finalmente si apre al cinema d'autore. Il regista che ha avuto fiducia in loro è Roberto Andò che li ha scelti come interpreti ideali di due guitti pasticcioni ma geniali perchè solo due come Ficarra e Picone potevano calzarne i ruoli.

Post correlato


 





mercoledì 2 novembre 2022

I SOPRAVISSUTI, QUEL DIAVOLO DI UNA SUOCERA

I Sopravissuti è finito lasciando finalmente il messaggio finale che, venendo dal mare, è stato racchiuso in una bottiglia per illuminarci sui fatti di una vita fin che la barca va. La barca  a nome Arianna è rimasta invece ferma in mezzo all'Oceano dopo una terribile tempesta lasciando i superstiti ad attendere i soccorsi da una nave che facesse quella rotta. Niente, per mesi e mesi non si è visto nessuno tranne una naufraga immigrata raccolta e poi ributtata a mare perchè ammalata in nome della sopravvivenza dei superstiti e una barchetta a motore con tre delinquenti a bordo che imbracciavano dei Kalashinicov. I quali dopo aver terrorizzato violentato e rubato se ne andavano portandosi con sé una donna del gruppo che veniva loro consegnata a forza la quale poi una volta tornata a terra,  si vendicherà della profuga sopravissuta, insieme ad altri cinque, che l'aveva spinta tra le braccia di quelle bestie, buttandola da un balcone. Se in mare i sopravissuti avevano dovuto subire pene dell'inferno, tornati a terra è stato ancora peggio perchè alla fin fine c'è scappato un altro morto, Tano (Vincenzo Ferrera) ucciso presumibilmente da un impensabile personaggio della serie, Stefano (Fausto Maria Sciarappa) perche lasciava nel fondo di un cesto della biancheria una catenina con la manina portafortuna  appartenuta al figlio di Tano morto annegato in circostanze misteriose.

Insomma il messaggio da decifrare fra mare e terra è che la convivenza in una barca a lungo andare fa riaffiorare il peggio delle persone ancor peggio se naufraghe sopravissute, e che nel ritorno alla vita i peggior avranno miglior sorte mentre gli innocenti saranno puniti. Infatti quelli che hanno segreti inconfessabili come Marta (Camilla Semino Favro)  e  Lorenzo (Giacomo Giorgio) trovano una sistemazione tranquilla verso la normalità mentre per Luca (Lino Guanciale) la vita viene spezzata con la separazione della sua famiglia (moglie e due figlie) che si rifugia tra le braccia diStefano il  presunto assassino di Tano ed il giovane Nino (Luca Castellano) rimasto traumatizzato per la morte violenta dei genitori, che viene affidato ai servizi sociali perchè la zia, oltre ad aver tradito la sorella con suo marito, non vuole più saperne di lui, per cui ad essere puniti sono stati solo gli innocenti, Tano Luca e Nino. 

Tra i personaggi della fiction a rimanere impressa è stata la performance di Pia Lanciotti nel ruolo di Anita Clemente, poliziotta sospesa che come un segugio prosegue le sue indagini per sapere la verità sulla morte del figlio Gabriele sposato con la sopravissuta Marta alla quale non darà tregua sapendo che nasconde qualcosa di inconfessabile. La sua interpretazione è stata superba senza sfumature di un dinamismo aggressivo e plateale che fa intuire una grande formazione teatrale per la gestualità istrionica che caratterizza una grande attrice purtroppo dalle fiction sottovalutata per i ruoli secondari che le sono sempre stati affidati. In questa coralità è comunque l'unica a spiccare il volo con il cappotto sempre aperto e svolazzante che non si lascia intimorire né mettere sotto da nessuno riuscendo a ricoprire perfettamente il ruolo di un diavolo di suocera anche se poi la nuora alla fine la metterà nel sacco facendosi accogliere con in grembo il suo nipotino dopo averla rassicurata che il figlio fosse stato sempre corretto nel suo ruolo di medico di bordo quando in realtà lei lo aveva buttato a mare per affogarlo.

I fatti di questa fiction sono tutti inventati e non si stenta a crederlo perchè sono incredibili per il lavoro di fantasia un po' troppo caricato nei colpi di scena drammatici e senza senso lasciando basiti di fronte al destino drammatico di questi Sopravissuti sfortunati oltre ogni logica narrativa. E' come se Tom Hanks sull'isola deserta vedesse arrivare dall'orizzonte infinito un gommone che gli facesse marameo. Tiè!