mercoledì 31 gennaio 2018

REALI IL VALZER DELLE BORSETTE E POCHETTE





Passione Chanel. Kate si è convertita a Chanel con tessuti e accessori mentre nel modello resta fedele ad Alexander Mc Queen

La curiosità consiste nel constatare che la Duchessa abbia smesso con le mitiche pochette copiando l'aspirante cognata Meghan Markle che aveva ottenuto tanti consensi con una mises sui toni del beige e terra d'Africa con una originale borsetta a tamburello, una bag Chloé.

Di rimando la principessa Victoria elegantissima in abbinamento rosa e grigio, in onore a Kate in visita in Svezia ha optato per la pochette (maxi) da sempre indossata da Kate La quale ha rovinato tutto corredando la mises con accessori marroni e guanti neri.














martedì 30 gennaio 2018

CANI IN TANGENZIALE

I giochi sono fatti, fate il vs. gioco. Gioco duro, gioco sporco, gioco vile?
L'importante che sia giocato bene, con gioco di squadra che va per la tangente.
Infatti Berlusconi ha dichiarato di non volere teste calde nonostante si sia allargato con il programma agli animalisti. Dalla loro parte.
Purtroppo stamattina al Bar, dove pullulano personaggi che sono la cartina tornasole del nostro Paese e dove sono stati ammessi anche gli animali, è entrata una signora col suo cane dolcissimo e tenerissimo mentre lei era arrabbiata come un cane perchè lo sgridava di brutto minacciandolo di lasciarlo in tangenziale. Solo perchè non si sedeva al suo comando.
“Non capisce niente questo cane!”
Il popolo degli animalisti è composto in maggioranza da questi personaggetti incapaci di gestire la loro rabbia.
Quando si dice andarsele a cercare. Il voto delle teste calde!




venerdì 26 gennaio 2018

3 MANIFESTI a EBBING. MISSOURI

Come iniziare una caccia spietata  per poi andare via via scemando


Alla fine del film infatti, quando Mildred (Frances Mc Dormand candidata all'Oscar come protagonista) e l'ex poliziotto Sam Rockwell (candidato all'Oscar come non protagonista), all'alba partendo per una spedizione punitiva con tanto di fucile alla mano da puntare contro uno stupratore seriale, strada facendo si ricredono lasciando in sospeso il finale.
La notte ha portato consiglio e nella luce fredda del mattino  gli animi si placano guardando  più nitidamente situazioni, vittime o predatori. Un conto è lo stupratore un altro è l'assassino.
Il film si snoda comunque nella caccia iniziata con una sorta di vendetta privata da parte della madre di una ragazza stuprata mentre moriva.
 Parole dure e di fuoco che lei imprime a caratteri cubitali in 3 Manifesti a Ebbing. Missouri per scuotere l'opinione pubblica sul caso nell'intento di stimolare la polizia a darsi una mossa nelle indagini rimaste insabbiate nei cassetti in attesa che “l'assassino o il branco” confessino il reato.

Missione impossibile ovviamente anche se il capo della Polizia (Woody Harrelson candidato all'Oscar come non protagonista)) non dispera perchè dall'alto della sua esperienza è convinto che un delinquente  prima o poi finirà in galera dove non mancherà di confessare il suo misfatto all'amico di cella. Il quale ovviamente vuoterà il sacco.
Ma chi trova un amico in prigione non sempre trova un tesoro come una sorte di abate Farìa da parte di Dantes alias Montecristo per cui su questa tesi galeotta c'è poco da far affidamento.
Infatti è proprio così che la pensa la protagonista Mildred decisa invece a stanare i fascicoli da una stazione di polizia dove gli agenti sanno tutto di tutti e sono solo amici dei bianchi, anche usando le bombe molotov .
Siamo nel Missouri nel sud dell'America dove il razzismo è sempre in agguato anche se: “I tempi sono cambiati, mamma” come afferma il poliziotto torturatore di ragazzi di colore alla sua mammina che gli da le dritte per sparare a quel negro mandato a dirigere la Centrale  di Polizia a seguito del suicidio del Comandante in stadio terminale di un tumore. Il quale prima di morire lascia a tutti una missiva per continuare la sua missione di Capo.

La tematica del film,  scritto e diretto da Martin  Mc Donagh candidato Oscar per la sceneggiatura, è fra le più agghiaccianti che si possano immaginare  con una situazione di stupro di una ragazzina da parte del branco selvaggio che non si ferma nemmeno quando sta per morire, ma viene dipanata con una sorta di leggera ironia facendo una caricatura  dei tanti personaggi che aninamo la scena  riuscendo ad accattivarsi la simpatia e sorrisi anche quando infierisono sugli amici che fanno quadrato alla protagonista mettendoli in prigione o buttandoli dalla finestra dopo aver dato anche alle fiamme i manifesti.
Invece tutto rinasce come prima proprio grazie al loro sostegno ed alla caparbietà della protagonista in una sorta di angelo vendicatore nel quale il senso di colpa la fa da padrone avendo lei stessa rifiutato alla figlia la macchina mandandola incontro a un destino di stupro annunciato  le cui scene raccapriccianti comunque ci sono state risparmiate scegliendo di dipanare la sceneggiatura sul filo dell'Humor nero. alla Hitchcock, molto ben riuscito.
Il mix è scoppiettante con la protagonista che fa fuoco e fiamme incendiando lo schermo con la sua presenza ruvida a lingua scurrile  dando spessore al personaggio di una donna  combattiva e dal cuore buono tanto che alla fine si intenerisce persino con l'amante giovane del suo ex marito sciogliendosi davanti alle sue esternazioni svaporate.

Dopo anni di carriera da figurante, comprimaria caratterista Frances Mc Dormand ha finalmente un film tutto suo  modellato a suo immagine e somiglianza nel quale trionfa con un ruolo muscoloso esaltando una femminilità determinata e autonoma che sa imporsi nonostante sia persona qualunque.
Con i modi bruschi, la lacrima asciutta e la battuta fulminante a scoraggiare qualsiasi tentativo di approccio non scelto: “Certo che vengo a cena con te ma non mi faccio togliere le mutande” distruggendo la molestia sul nascere (lanciata dal nano Peter Hayden  innamorato già visto in Biancaneve con Lilly Collins e il Trono di Spade), delinea un ritratto molto convincente  accogliendo consensi fra le star di Hollywood in piena tempesta  di caccia al molestatore recependo il messaggio finale che fa riflettere sul fatto di non far di ogni erba un fascio. Questo perchè detto da una madre così colpita duramente è sinonimo di tempra forte equilibrata e saggia da prendere come esempio per credibilità.

Il film è molto avvincente accompagnato da musiche (la colonna sonora di Carter Burwell infatti è candidata all'Oscar)  che danno ritmo incalzante  a situazioni dinamiche trasformandole in una sorta di ballata fra  bianchi e neri dell'America del Sud dove gli echi del Klus Klus Klan sembrano ormai lontani avendo bandito definitivamente la parola negro sostituita con nero o uomo di colore. Un particolare importante che rivela la buona volontà sulla strada della parità dopo tante lotte e spargimento di sangue.
L'Alba di un Nuovo Sud passa attraverso uno sfondo di fiamme: non più quelle di Atlanta ma di Ebbing per marchiare a fuoco la protesta degli ultimi fra le minoranze. Le donne.

giovedì 25 gennaio 2018

IL PREZZO PIU' ALTO


Milena Gabanelli ha lasciato la Tv per sbarcare sul web e combattere le fake news. Ehhh!!!! Il web è pieno e vive di questo perchè è preso come un gioco. Pericoloso a volte perchè il confine tra virtuale e realtà si confonde. Milena Gabanelli non è la prima a voler far chiarezza. Enrico Mentana prima di lui ha preso tanti insulti e fischi da fargli chiudere Twitter nel quale era sbarcato per dire la sua. Come se non bastasse in Tv perchè le libertà che si prende il Chicco non se le permetteva nemmeno Emilio Fede con il suo tormentone “Che figura di merda”.
Sul web non c'è figura che tenga tutti sono liberi di dire quello che gli pare ed è inutile che si arricci il naso perchè sulla carta stampata le fake news non le fa mancare nessuno o per scelta o per la fretta di fare uno scoop tanto la fonte non la va a controllare nessuno.
Siamo tutti signor nessuno questo va detto ma quello che conta è non dire bugie perchè fonte o non fonte hanno le gambe corte.
Cambiare opinione o un'idea si può solo gli stupidi non lo fanno ma se si dà una notizia con l'intento di far servizio pubblico non si può smentirla clamorosamente.

Milena Gabanelli per esempio ha esordito sul web per dare numeri e dritte su come salvare l'economia italiana invitando a scegliere il prezzo più alto.
Di fronte a una bistecca si può capire perchè la prima scelta in tavola è buona regola, ma di fronte a una borsetta si può anche scegliere quello che più conviene alle nostre tasche. Ben vengano dunque i prodotti cinesi con i prezzi più bassi perchè hanno risolto tanti problemi agli italiani sempre più poveri. Certo dispiace vedere chiudere negozi storici come il Coin per esempio perchè l'offerta era di qualità anche se purtroppo non alla portata di tutti.
Comunque il nocciolo del discorso va cointestato in pieno soprattutto per il fatto che Milena Gabanelli in un servizio di Report aveva asserito il contrario denunciando che i prodotti d'eccellenza italiani venduti in via Napoleone come borsette a grandi firme a migliaia di euro, fossero confezionate nelle fabbriche cinesi a Prato col marchio made in Italy.

Le stesse borse venivano immesse poi dai cinesi sul mercato a pochi euro in copia conforme all'originale tanto da essere scambiate per tali. La cosa curiosa è che la Gabanelli non sembrava dalla parte dei prodotti d'eccellenza venduti a caro prezzo perchè si accaniva a denunciare  gli artifizi di lavorazione inducendo il consumatore a scegliere “il prezzo più basso”. Che comunque resta sempre la cosa più ovvia in un libero mercato.
Certo poi ti trovi la signora che recandosi in una Boutique davanti a vari prodotti dice serafica che non ne fa una questione di prezzo ma di qualità anche se  al momento di pagare chiede lo sconto nonostante i prezzi siano alti e fissi.
Mica siamo alla Conad! L'assalto ai saldi sono la prova di quanto il prezzo più basso sia una necessità. Qualità e prezzo giustamente ma se quel prodotto cinese viene fatto da un laboratorio che lavora per sé e nel comntempo conto terzi e quiei terzi sono marchi famnosi?
Questo è comunque un problema perchè come raccontato dalla Gabanelli non si favorisce la mano d'opera italiana ma non sono certo i consumatori che lo devono risolvere anche perchè la grande distribuzione sul mercato globale è impensabile che sia fatta di originali: avrebbero sicuramente il prezzo più basso di quello delle boutique!
Allora diciamo che il segreto sta nell'aumentare la produzione aumentando posti di lavoro e rinnovando le attrezzature tecnologiche puntando sulla ricerca per essere all'avanguardia. Quella della Gabanelli di rivolgersi ai consumatori assomiglia molto alla tesi della Fornero che ha salvato l'economia del Paese con il sangue dei pensionati esodati creando un'immane tragedia.

Le discordanze della Gabanelli fra Report e il web sono forse da imputare a una cambio di autori? Infatti stupisce la sua fluida dialettica mentre “recita un servizio” quando invece da Lilli Gruber si è espressa
lentamente con fare impacciato e insicuro di fronte alle domande  sulla RAI sul Web e sulla situazione in generale che, comunque la Gruber è stata veloce nel dare risposte.Questo per dire che il successo di un programma sta nella sceneggiatura. Il resto è sceneggiata.
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mercoledì 24 gennaio 2018

CINEMA ITALIANO DA OSCAR


Il cinema Italiano è candidato a 4 premi Oscar con il film di Luca Guadagnino Chiamami con Il Tuo Nome.
Un film incentrato sulla storia d'amore di un “ricchione e un ricchiuncello”. Terribile!
Detto così è paragonabile alla definizione di una storia d'amore fra due negri. Non si può. Siamo tutti uguali. Tutte persone libere di amarsi davanti a Dio e agli uomini e dunque degne di rispetto per cui certe parole suonano come bestemmie  Da censurare e condannare.
E' curioso che sia stato scelto un regista come Guadagnino i cui film Io Sono L'Amore e A Biggle Splash non hanno fatto gridare al capolavoro facendo uscire la protagoniksta di 50 Sfumature Dakota Johnsson con le ossa rotte non avendo superato la prova Penelope-Birkin del remake La Piscina.
Il segreto di questo nuova opera di Guadagnino sta nella scelta della sceneggiatura tratta da un romanzo e in quella del Cast sempre rigorosamente straniero dando così al film un respiro internazionale per uscire dalla commedia italiana sempre di stampo dialettale dove si parla romanesco, siculo, Barese romagnolo e Napoletano.




Dal promo del film sembra che il regista si sia ispirato a Vittorio De Sica autore del Giardino dei Finzi e Contini per le lunghe biciclettate dei protagonisti un filo spocchiosi ma tanto carini.
La storia gay è infatti trattata sul filo delle affinità elettive che alimentano la fiamma della passione consumata comunque elegantemente stante il ceto elevato dei protagonisti, culturalmente soprattutto.
Gli approcci non sono né volgari né a doppi sensi sviluppandosi in maniera naturale con tanto sentimento sprigionando una forte sensualità come se fossero amanti etero privati di quella morbosità che caratterizza sempre il rapporto omosex sul filo della pornografia sado-aso.
La delicatezza della trama era già stata portata sullo schermo da Ang Lee con il film I Segreti di Brokeback Mountain che, sbarcato in Tv, la Rai aveva censurato nei punti salienti del lingua-in-bocca suscitando polemiche che la Rai aveva cavalcato elegantemente mettendo un bacio omo o lesbo in ogni fiction da allora prodotta.


Abbattuto il tabù il film sarà sicuramente messo in visione anche per tutte le famiglie con tanto di bambini al seguito perchè devono imparare a conoscere la vita del loro futuro generazionale se non vogliano restare un passo indietro.
Per una volta non sarebbe male  ma non si può fermare il mondoche si evolve con i giovani che vogliono tutto e subito posizionandosi davanti a tutti.
La notizia della candidatura conferma la ripresa del made in Italy così come enunciato da Gentiloni dimostrando di essere un politico affidabile perchè la tesi è stata avvalorata anche dallo stilista  Giorgio Armani, un'eccellenza indiscussa italiana nella sua ultima ed elegantissima sfilata con la quale ha riportato in auge i minishorts “elegantii” a surclassare si spera quelli casual in jeans ad inguine open-air delle tipe da spiaggia che circolano per le città.

Il segreto di un prodotto appetibile è che sia vendibile dice Armani seguito in pieno da Guadagnino e sempre di più da tanti registi italiani che ultimamente si sono messi a girare con attori stranieri andando al di là dei confini di Una Storia Italiana, lo spot tormentone scelto dal Monte Paschi di Siena, tra l'altro, che come volevasi dimostrare ha fatto un grande flop
Un'eccellenza italiana del made itally come la Barilla, invece si è adeguata mettendo in scena due sosia di Alexander Tsipra e Gianis Varoufakis alle prese con gli spaghetti al sugo con pomodori freschi in nouvelle cuisine al suon della musica greca del Sirtaki per dare il messaggio cher la pasta è Mediterranea al di là di quella tipica italiana. Bel colpo anche se alla fine il sosia di Varoufakis sentenzia così così perchè invidioso di Tsipras il quale ha sempre avuto la meglio su Angela Merkel.
https://www.youtube.com/watch?v=z2prpbIxlXE
Sulla Grecia non tanto, così così, questo va detto ma tant'è. Comunque vada per la Grecia sarà sempre un Sirtaki a fare da spot e tutti in pista  a ballare  perchè la febbre del ballo nello spot è scoppiata
Così non ci resta che attendere la febbre della serata dell' Academy Awards chiamandola con il suo nome: Oscar. Anche se ancora tutto da guadagnare. E con uno che si chiama Guadagnino: un nome un destino? Chiamami Lady Oscar.


LEI NON SA CHI SONO IO? MI PRESENTO


Quando ero ragazzina amavo fare ritratti a matita o a carboncino.
Non c'erano ancora i selfie per far scatti ma con la matita si potevano disegnare immagini a rappresentare il proprio io nel profondo e che ho voluto immaginare nel dualismo tipico dei Pesci, il mio segno zodiacale: non è un dualismo di Odile né Odette ma quello di una bambina il cui lato fanciullesco non vuole crescere e che sogna dormendo tranquilla perchè la “vecchia” è sempre vigile e attenta. Così è stato nel tempo...



martedì 23 gennaio 2018

MILENA GABANELLI VS PATACCHE


Molte star sono state clamorosamente derubate dei gioielli (v. da ultima per esempio Kim Kardashian che non si è mai saputo se fosse vero o falso. Il furto. Elizabeth Taylor non è fra queste pur possedendo una favolosa collezione.
 Il segreto stava nelle copie  perchè gli originali erano custoditi gelosamente in un caveau dove sono stati tutti ritrovati alla sua morte perchè quelli esibiti in pubblico erano tutte patacche.
I gioielli quando sono vanitosamente esibiti scatenano la cupidigia per cui non sempre portano bene.
A proposito di patacche ieri Milena Gabalnelli si è raccomandata di boicottarle per non favorire il mercato delle cineserie. Le quali hanno invece sopperito a una mancanza di soldi con un'offerta a basso prezzo.
Le “patacche” nel foyer del Teatro Regio di Parma per esempio si sprecano a far scintillìo sfavillante anche se meglio sarebbe una catenina d'oro (bianco ovviamente ) con ciondolo, purtroppo a portata di scippo.

Pertanto ben vengano le “patacche” come quella che esibisco nella foto che sfoggerò alla prossima edizione di Tosca a maggio in un tripudio di cineseria: camicia con bordure in strass mentre sono indecisa fra il collier e le catenine che comunque faranno luccicchìo. Siamo a teatro perdinci ed ogni colpo basso è lecito!La curiosità è rivolta verso Milena Gabanelli perchè stupisce la sua



dialettica quando recita il servizio mentre ieri sera da Lilli Gruber sembrava una mammoletta impacciata in un modo di porgersi tipico delle grandi dive le quali se in scena sfoderano una grinta, poi quando vengono intervistate sono timide e lente nell'esprimersi (v. per esempio Sofia Loren) tanto che, senza il supporto di Lilli Gruber, non ci avrebbe illuminato sulle patacche cinesi e quant'altro.
Oggi Milena parla della legalizzazione della Marjuana e se convenga o meno mettendo sul piatto numeri e notizie al riguardo concludendo senza darsi una risposta come una qualunque mammoletta.Molto donna.
Vale a dire Diva e Donna. Me' patacche...

venerdì 19 gennaio 2018

LEO NUCCI GRANDE RIGOLETTO


                           
“Larà Larà Larà...” Povero Rigoletto!
Standing Ovation per Leo Nucci che si conferma il Rigoletto per eccellenza delle opere di Verdi. Grande!
Se nel 2012 era stato acclamato con l'interpretazione di Michele Pertusi in questa edizione è stato accolto in trionfo. Tanti applausi che hanno inebriato Leo Nucci e che lui generosamente ha voluto condividere con tutti alzando la manina per invitare il pubblico ad applaudire orchestra e coro del Teatro Regio diretto da Martino Faggiani, dopo aver chiesto pietà a lor signori cortigiani per ridargli la figlia rapita. Larà larà larà...
Povera Gilda! Standing Ovation anche per Daniela Cappiello (mentre alla prima era presente Jessica Nuccio, dopo aver fatto ancora coppia con Nucci all'Arena di Verona, la piccola di Elisir d'Amore in versione Via col Vento applaudita nelle passate stagioni Liriche) che in questo Rigoletto al Teatro Regio di Parma ha avuto ll'onore  di duettare con il grande baritono il quale l'ha premiata (così come fa con tutte) con un bacio a sipario chiuso quando insieme concedevano il bis sulle note di Vendetta tremenda vendetta.finendo con un baritonale do-di-petto lui e un soprano acuto di lei che mandava la platea in delirio.
L'allestimento classico era lo stesso dell'edizione 2012 con la regia di Elisabetta Brusa ma con la variante di qualche passo di danza in più a dare brio alla festa senza comunque riuscirci in pieno.
Certo la Brusa non è un Franco Zeffirelli maestro impareggiabile nell'animar le feste operistiche (v. La Traviata con Le zingarelle in primis, o la memorabile marcia de l'Aida con Roberto Bolle) ma poteva dare un movimento sexy all'orgia andando oltre il coma etilico delle cortigiane adagiate “elegantemente” bordo tavolo appese alla tovaglia con quelle ancora vigili che si muovevano sinuosamente sul tavolo a movenze “eleganti” da classico balletto. Niente di stravaccato per carità perchè “Verdi è un autore elegante” anche se i cortigiani, stupratori e prostitute, sono vil razza dannata con le panze piene dopo essersi abbuffati di risotto col puntello, stracotto di asinina o tortelli di zucca innaffiati a lambrusco della Bassa mantovana.
Povero Verdi! Larà larà larà....

Dopo averlo cacciato da Parma ora viene continuamente incensato elegantemente nel “suo” Teatro Regio (quando in realtà il “suo” era quello della Scala), sopratutto dopo che ad averlo rivalutato era stata la grande Renata Tebaldi. Parmigiani vil razza? Vabbè acqua passata era solo per “rinverdir” la storia della lirica il cui spettacolo è sempre coinvolgente e non c'è performance Tv che tenga il passo perchè la musica dal vivo ti prende nel petto facendo vibrare l'anima in sincrono con le vicende tragiche che si stanno consumando in scena. La quale si è trasformata passando dalle libagioni alla nebbia padana per poi aprirsi all'interno della casa di Rigoletto e Gilda con camino spento perchè sono i cuoi a palpitar d'amore mentre in quella de' “La Donna è Mobile” cantata dal Duca di Mantova di grande fisicità passionale (Alessandro Scotto Di Luzio) fra le braccia di una femmina malvagia, il camino ardeva come le fiamme dell'inferno.
Piccole raffinatezze che hanno dato merito all'autrice di una scenografia comunque di maniera “elegante” così come i costumi fra i quali spiccava il mitico multicolore del Rigoletto “di Leo Nucci”.
L'entusiasmo del pubblico alla fine (nell'edizione della domenica pomeriggio) era incontenibile con applausi e tanti flash dei selfie e scatti a tutti i protagonisti in scena con al centro il “Grande Vecchio” della Lirica Leo Nucci commosso e gratificato da una Parma che l'ama sinceramente e incondizionatamente.

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martedì 16 gennaio 2018

CATTIVI MAESTRI: INFORMAZIONE E TV

Le cose cambiano. Sì ma le persone no, sono sempre uguali.
Da secoli e millenni l'uomo è rimasto lo stesso con le sue caste, i suoi umori, passioni gli amori le tragedie e le razze.
Fin dall'antichità l'uomo ha mantenuto saldo il suo potere discriminatorio rivolto in primis verso gli Ebrei ridotti a schivi insieme ai tutti i vinti, con a seguire i neri mentre le donne sono rimaste sempre all'ultimo posto fino ai giorni nostri.


“Taci donna” così il nero Obama aveva zittito Hillary Clinton in campagna elettorale proprio in America dove le donne avevano un livello di emancipazione molto alto, mentre il nuovo Presidente Trump si è distinto nel pronunciare parole di disprezzo per quiei neri di merda dei Paesi Africani.
I quali sono discriminati perfino nel loro Paese con l'Apartheid prima ed ora con il rigetto da parte dei Paesi del Maghreb e Medio Orientali (dove si preferiscono gli indiani e Pakistani)

Se fino a pochi anni fa nel Nord Africa i neri erano accolti come fratelli dopo la grande ondata dei rifugiati verso l'Europa-Via Libia nei paesi del Maghreb quelli rimasti o tornati nelle loro terre si sono arroccati respingendo i neri dalla vita pubblica dove difficilmente trovano un lavoro.
La guerra dei poveri non è una novità specie se le condizioni di vita si abbassano sempre più anche là dove è passata la rivoluzione per “cambiare le cose”.
Tanto per non cambiare, in Europa la destra è sempre più aggressiva facendosi sentire sia in Francia che in Germania nonostante il governo sinistrorso di Macron e quello di apertura della Merkel, inducendo gli E brei ad un nuovo esodo verso la Palestina dove Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale.
Nel Regno Unito, nonostante l'apertura della Regina, si guarda con diffidenza al nuovo insediamento nella Casa Reale di Meghan Markle non tanto per il suo passato di divorziata quanto per le sue origini africane da parte di madre che potrebbero contaminare la dinastia dei Windsor.
Il razzismo, l'omofobia non sono ancora stati debellati mentre verso le donne c'è sempre più la tendenza al femminicidio.
Più se ne parla e più gli uomini si scatenano, così come il terrorismo e tutte le altre forme di violenza.
Un po' di silenzio non farebbe male.

Perchè divulgare certe notizie  come quelle su Meghan Merkle sulle quali si potrebbe calare un velo senza amareggiare così clamorosamente la vita di due ragazzi che si amano? I quali giustamente hanno risposto con il silenzio.
Il diritto di informare a volte diventa abuso, sfociando nella violenza con intromissioni nella vita privata delle persone da rasentare la delinquenza.
Così malagiustizia, malainformazione, malasanità e malgoverno è tutto il male del mondo che ci portiamo sulle spalle da secoli e millenni: sempre uguale, sempre immutato anche se la grande speranza è tutta nel progresso quale motore che fa andare avanti il mondo.
Si diceva fosse l'amore...Bastava la parola per sciogliere ogni dubbio mentre invece ha  alimentato illusioni e sogni tanto da essere diventati l'imperativo della nostra vita: “Non smettere di sognare” si raccomanda ai giovani per inseguire un obiettivo di felicità: amore, salute, denaro e spade in senso di potere e giustizia.
La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere? Solo un maestro di pensiero della Tv poteva formulare questa domanda sulla quale lui si è dato una risposta fondando una carriera di conduttore. La Tv è il sogno che aiuta a risolvere i problemi, a combattere le mafie, a trovare gli assassini delle cronache, e a vivere. Alla grande! Così parlò il cinico Tv, prrr..., tanto che l'uomo continua a rifuggire la realtà, "dalla vostra parte", come fosse un incubo ad occhi aperti. Al quadrato. Prrr...

giovedì 11 gennaio 2018

DAVID LETTERMAN TORNA IN TV



David Letterman dopo l'addio torma in Tv su Netflix per alcune interviste a personaggi famosi 
I Grandi vecchi della Tv non lasciano. Dopo Maurizio Costanzo ancora molto presente, pare che anche a Pippo Baudo sia stato offerto di riprenderà la Domenica pomeriggio.
Ecco alcune mie osservazione sul Late Show, da Michelle Obama a Jennifer Lawrence; da Al Pacino a Geaorge Clooney.

http://ritaguandalini.blogspot.it/2015/05/al-late-show-michelle-docet.html

http://ritaguandalini.blogspot.it/2014/11/incantevole-jennifer.html

http://ritaguandalini.blogspot.it/2015/07
/al-pacino-stropicciato-e-george-clooney.html



mercoledì 10 gennaio 2018

BERLUSCONI PRESIDENTE? YES WE CAN

Silvio Berlusconi torna in campo più euforico che mai. A governare o a fare Cene Eleganti?
Ciascuno è libero di fare quello che crede, pigolava Giuliano.Ferrara ai tempi del Bunga Bunga.
E allora tutte due: a governare e fare Cene Eleganti.  Come prima più di prima? No uguale.
Liberi e Uguali pigola infatti il senatore Grasso lanciando come programma la proposta di abolire le tasse ai ricchi perchè i poveri già sono esenti.
Meno male che Silvio c'è. E con lui Matteo Salvini a parare tutti  i colpi di Di Maio nessuno escluso in specie su su moneta-euro-si e la Meloni a parare quelli della Boldrini sul tema immigrazione-sì e ius soli subito.
Cosicchè finalmente agli italiani non resterà che rimboccarsi le maniche a basso profilo e cominciare a fare i lavori sporchi con i panni lavati in casa perchè le  catene di lavatrici a gettone sono frequentate esclusivamente dagli extracomunitari.
Tra questo scenario apocalittico spuntano persino un logo con fiore petaloso della Lorenzin e la candidatura nuova di zecca di Maria Elena Boschi con una rifatta  verginità perchè perduta con le mani in pasta nella Banca Etruria, dopo aver pigolato non essere vero.

Vero o falso la notizia più azzeccata e che si potrebbe raccogliere è quella di Berlusconi Presidente.
Dopo Berlusconi-operaio, Berlusconi-imprenditore, Berlusconi-sultano, Berlusconi-animalista- Berlusconi-pensionato,
Berlusconi perditempo-dietro-alle-sottane-giovani, Berlusconi Presidente della Repubblica ci mancava.
Senza far dell'ironia sarebbe il posto giusto non tanto per la sua rassicurante esperienza lavorativa quanto per la sua qualità di mediare specie nei rapporti con l'estero.
Il suo buon senso, la sua tenacia, il suo attaccamento alla vita di benessere, la sua simpatia darebbero una sferzata di energia al nostro Paese.
L'importante che sia super partes, sopra a Salvini, alla Meloni, a Grasso, alla Boldrini e tutta la sinistra di Renzi, dirigendoli secondo il suo acume.
Fuori tutti dalle balle, lasciandogli fare il mestiere che gli è sempre riuscito al meglio, quello di Presidente.
Single comunque, seguendo la tradizione  italiana di tutti i Presidenti che l'hanno preceduto come De Gasperi, Pertini, Scalfaro, Napolitano e Mattarella:  Grandi vecchi autorevoli degni di rispetto.

martedì 9 gennaio 2018

FOYER E RED CARPET ALLA SCALA


ll foyer del Teatro alla Scala con la sfilata delle signore dall’archivio del Corriere mette in evidenza un’eleganza d’effetto anche se povera. Infatti i tessuti sono nuvole di tulle, dalle stole alle gonne gonfiate in stile Evita Peron, oppure in nylon o a tutto acrilico ad effetto raso o fodera in taffetà. I modelli sono invece molto elaborati a sopperire con la fantasia il tessuto povero anche se molto decorato.

A renderli sontuosi sono comunque gli accessori con gioielli e pellicce in abbondanza. Ma soprattutto a dare il tocco alla My Fair Lady sono le acconciature lanciate da Audrey Hepburn dopo il grande successo di Colazione da Tiffany. Anche lei del resto che cosa sarebbe stata semplicemente in tubino nero senza i bijoux e l’acconciatura elaborata? Una faccendiera e niente più.



















































La corsa ai regali non si esaurisce per Natale perchè ci sono anche le feste di Capodanno per partecipare al cenone e ballo sfoggiando abiti da sera e gioielli importanti.
Un gioiello è un pensiero prezioso anche per lui andando oltre il solito orologio che probabilmente avrà già e se così non fosse meglio sarebbe non rischiare di far la figura di una Cate Winslet, casalinga disperata
nel film La Ruota delle Meraviglie dove "galeotto fu quell'orologio..."

Eleganza classica di un uomo in grigio.
Tra gli oggetti di un tempo che fu c'è proprio l'orologio da taschino (il cadeau del film con tanto di dedica all'amante riluttante e imbarazzato), detto anche cipolla.
Fino a pochi decenni fa era ancora molto in voga, in oro con la catena e qualcuno anche con il carillon per contare le ore. Una raffinatezza alla portata solo di pochi uomini d'affari o di circoli molto esclusivi, non propriamente giovani ma a capelli brizzolati, che lo mettevano nel gilet (anche questo un capo ormai solo in uso dalle persone anziane).
Questi orologi sono molto quotati fra i collezionisti restando comunque oggetti da esposizione piuttosto che per segnare il tempo.



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Oggetti che si vedono sempre meno in circolazione anche fra gli uomini di classica eleganza,  sono i gemelli da polso (adottati solo nelle serate di gala o particolarmente eleganti) e il fermacravatte.
I gemelli sono da sempre una una vera e propria ossessione per il mondo Britannico.
L’oggetto era di appannaggio delle classi nobili e dell’alta borghesia per poi diffondersi al mondo dello sport tanto da essere riusciti ad influenzare anche i francesi, che han fatto, dei gioielli sportivi una moda seguitissima.



Gli sport eleganti per antonomasia e che hanno la loro origine nel Regno Unito sono il Tennis e il Golf.
 In particolare è nel Golf che abbiamo testimonianze di una forte presenza dei gemelli da polso; ciò perché il Golf è da sempre uno sport praticato prettamente da ceti sociali elevati. Molto diffusi sono i gemelli con simboli di animali, volpi in primi perchè.Il gemello da polso è un accessorio originariamente asessuato, facilmente indossabile sia dagli uomini che dalle donne






La volpe è molto rappresentata nell’ambiente anglosassone anche perchè richiama la tanto crudele quanto rituale caccia alla volpe, vera passione mai sopita. 
I gemelli si prestano dunque a doppio uso sia per le occasioni eleganti che sportive a differenza del fermacravatta molto diffusa fra l'eleganza classica maschile adottata da  uomini di stile raffinato e particolare come Tom Ford e sportivi come Jesse William quando si mette





Un' altra star di grande classe è sicuramente  l'attore DANIEL CRAIG,  l'agente 007 a muso duro, molto diverso dallo stile scanzonato di tutti quelli che lo hanno preceduto a cominciare da Sean Connery ancora il più amato. In comune con Connery però Craig ha un grande gusto ed eleganza nel vestire con il quale lo sorpassa alla grande per la meticolosa cura nei dettagli.
Dopo i Gemelli ci piace puntare sul collo della camicia con le punte fissate con due piccoli bottoni d'oro nelle asole lanciati da Daniel Craig nella serie di James Bond.