mercoledì 24 gennaio 2018

CINEMA ITALIANO DA OSCAR


Il cinema Italiano è candidato a 4 premi Oscar con il film di Luca Guadagnino Chiamami con Il Tuo Nome.
Un film incentrato sulla storia d'amore di un “ricchione e un ricchiuncello”. Terribile!
Detto così è paragonabile alla definizione di una storia d'amore fra due negri. Non si può. Siamo tutti uguali. Tutte persone libere di amarsi davanti a Dio e agli uomini e dunque degne di rispetto per cui certe parole suonano come bestemmie  Da censurare e condannare.
E' curioso che sia stato scelto un regista come Guadagnino i cui film Io Sono L'Amore e A Biggle Splash non hanno fatto gridare al capolavoro facendo uscire la protagoniksta di 50 Sfumature Dakota Johnsson con le ossa rotte non avendo superato la prova Penelope-Birkin del remake La Piscina.
Il segreto di questo nuova opera di Guadagnino sta nella scelta della sceneggiatura tratta da un romanzo e in quella del Cast sempre rigorosamente straniero dando così al film un respiro internazionale per uscire dalla commedia italiana sempre di stampo dialettale dove si parla romanesco, siculo, Barese romagnolo e Napoletano.




Dal promo del film sembra che il regista si sia ispirato a Vittorio De Sica autore del Giardino dei Finzi e Contini per le lunghe biciclettate dei protagonisti un filo spocchiosi ma tanto carini.
La storia gay è infatti trattata sul filo delle affinità elettive che alimentano la fiamma della passione consumata comunque elegantemente stante il ceto elevato dei protagonisti, culturalmente soprattutto.
Gli approcci non sono né volgari né a doppi sensi sviluppandosi in maniera naturale con tanto sentimento sprigionando una forte sensualità come se fossero amanti etero privati di quella morbosità che caratterizza sempre il rapporto omosex sul filo della pornografia sado-aso.
La delicatezza della trama era già stata portata sullo schermo da Ang Lee con il film I Segreti di Brokeback Mountain che, sbarcato in Tv, la Rai aveva censurato nei punti salienti del lingua-in-bocca suscitando polemiche che la Rai aveva cavalcato elegantemente mettendo un bacio omo o lesbo in ogni fiction da allora prodotta.


Abbattuto il tabù il film sarà sicuramente messo in visione anche per tutte le famiglie con tanto di bambini al seguito perchè devono imparare a conoscere la vita del loro futuro generazionale se non vogliano restare un passo indietro.
Per una volta non sarebbe male  ma non si può fermare il mondoche si evolve con i giovani che vogliono tutto e subito posizionandosi davanti a tutti.
La notizia della candidatura conferma la ripresa del made in Italy così come enunciato da Gentiloni dimostrando di essere un politico affidabile perchè la tesi è stata avvalorata anche dallo stilista  Giorgio Armani, un'eccellenza indiscussa italiana nella sua ultima ed elegantissima sfilata con la quale ha riportato in auge i minishorts “elegantii” a surclassare si spera quelli casual in jeans ad inguine open-air delle tipe da spiaggia che circolano per le città.

Il segreto di un prodotto appetibile è che sia vendibile dice Armani seguito in pieno da Guadagnino e sempre di più da tanti registi italiani che ultimamente si sono messi a girare con attori stranieri andando al di là dei confini di Una Storia Italiana, lo spot tormentone scelto dal Monte Paschi di Siena, tra l'altro, che come volevasi dimostrare ha fatto un grande flop
Un'eccellenza italiana del made itally come la Barilla, invece si è adeguata mettendo in scena due sosia di Alexander Tsipra e Gianis Varoufakis alle prese con gli spaghetti al sugo con pomodori freschi in nouvelle cuisine al suon della musica greca del Sirtaki per dare il messaggio cher la pasta è Mediterranea al di là di quella tipica italiana. Bel colpo anche se alla fine il sosia di Varoufakis sentenzia così così perchè invidioso di Tsipras il quale ha sempre avuto la meglio su Angela Merkel.
https://www.youtube.com/watch?v=z2prpbIxlXE
Sulla Grecia non tanto, così così, questo va detto ma tant'è. Comunque vada per la Grecia sarà sempre un Sirtaki a fare da spot e tutti in pista  a ballare  perchè la febbre del ballo nello spot è scoppiata
Così non ci resta che attendere la febbre della serata dell' Academy Awards chiamandola con il suo nome: Oscar. Anche se ancora tutto da guadagnare. E con uno che si chiama Guadagnino: un nome un destino? Chiamami Lady Oscar.


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