
Su la 7 va in onda i Borgia la domenica sera con un tempismo da colpo grosso perché in concomitanza con l’elezione del nuovo pontefice Papa Francesco il quale con il suo modo di proporsi umile e semplice ha già conquistato tutti come una sorta di ciliegina sulla torta.
La torta è quella fatta a Papa Ratzinger il quale ha lasciato ufficialmente inducendo molti a nutrir qualche sospetto di invito forzato a sospendere il papato.
Per il bene della Chiesa ha detto lui congedandosi e ritirandosi a Castel Gandolfo là dove si gode un panorama ben diverso da quello in Vaticano.
La residenza è quella vacanziera dei Papi con un grande parco e molte sorelle al servizio di Sua Santità il quale mantiene così uno stato di pensionato papale che non ha precedenti. I papi infatti sono tutti morti durante il loro mandato in modo naturale o per qualche forzatura.
La stessa che forse Papa Ratzinger avrà voluto evitare?

Il quale è messo sotto accusa con un film che esce a breve anche questo in concomitanza con l’uscita di scena di Benedetto XVI.
Il film è Mea Maxima Culpa, Silenzio nella Casa di Dio nel quale si racconta sotto forma di docu-fiction le molestie sessuali perpetrate in un Istituto Americano su duecento bambini alcuni dei quali anche disabili che, diventati adulti, hanno trovato il coraggio di esternare il loro trauma con denunce shock i cui dossier sono tutti passati al tavolo del Papa. Il quale sapeva, secondo la denuncia del film, ma cercava di minimizzare per non dover fare un risarcimento miliardario e perdere quel potere economico dello Stato Vaticano del quale, come una sorte di pozzo di S.Patrizio nessuno ha mai visto il fondo.
Preso alla lettera dai Borgia con la quale la Chiesa ha raggiunto il culmine là dove si recita il Verbo fatto Carne perché con la nomina di Rodrigo Borgia a Papa Alessandro IV il Vaticano era diventato un carnaio dei sette peccati capitali consumati sotto l’imperativo della Lussuria in un orgia dei Borgia con la quale la Chiesa si è arricchita notevolmente.
Sì perché Papa Alessandro è stato abile nella politica di espansione conquistando tutto il Centro Italia le cui ricchezze tra razzie saccheggi alleanze parentali sono finite tutte nelle casse della Chiesa Vaticana.
E’ stato sicuramente l’ispiratore di quella linea protestante che ha poì attecchito dapprima in Inghilterra facendo una profonda spaccatura all’interno della Chiesa perché il messaggio è stato raccolto in pieno da Enrico VIII assurtosi a Capo della Chiesa Anglicana per dare sfogo alla sua lussuria, dalla quale tutta l’Europa si era dissociata, mentre in America il protestantesimo si era ramificato in tante sette nelle quali tuttora proliferano tanti predicatori carismatici, uno dei quali è stato proprio il Presidente Obama.
Il quale con gli effetti speciali dei film ci sta andando a nozze con la vittoria assegnata ad Argo e la diffusione sotto il suo mandato di tanti film sulla Chiesa e la pedofilia in primis le cui colpe sono ricadute su Papa Ratzinger.
Ora con la nomina di Papa Francesco un Latino-Americano sembra quasi che Obama abbia trovato un alleato per unire le due Americhe perché si sa che i Latinos sono la maggioranza del suo elettorato.

Gli mancava. Papa Francesco, puro e semplice, riuscirà a capire e prendere le distanze da queste faccende di potere? Papa Ratzinger evidentemente l’aveva capito, ma era troppo ricattabile per il suo sapere per cui ha preferito lasciare. Un papa non sbaglia mai.
Papa Francesco forse è ingenuo, forse no. Forse è solo un buon frate gesuita che deve tenere a bada un pozzo di San Patrizio nel quale tutti vorrebbero razziare. Ma quel pozzo è tornato ai Gesuiti. Non erano i Templari? Bella domanda. Esattamente come quella segretamente formulata in America su Obama in quanto, più che cristiano sia musulmano perché la cattura di Osama Bin Ladem e la Missione Argo sono solo delle fiction di copertura? Forse sono solo ipotesi sulle quali non è il caso di soffermarsi. Papa Francesco l’ha già detto ai giornalisti: “Avete lavorato eh?”
Adesso mettetevi a riposo. A lavorar ci pensa Papa Francesco. Se da umile vescovo è arrivato fino lì dovranno tutti farsene una ragione.
Il Papa non sbaglia mai. Un Presidente, sì. Io credo.
UNA LUCREZIA COME GIOVANE SPERANZA

Cuore di ghiaccio, Hollyday on Ice si scioglie solo con Pip, il giovane di Belle Speranze dell’omonimo film tratto dal romanzo di Charles Dickens.
Un film in costume del 2012 passato come una meteora stante la presenza di Helena Bonan Carter a rovinare tutto.
Non tanto per aver fatto una figlia senza cuore, a renderla glaciale ma affascinante, quanto nell’insistere nel proporsi in maschera grottesca.
Dopo Il Pianeta delle Scimmie non ne ha persa una sottoponendosi ad ogni tipo di trucco e parrucco a renderla un cartoon abnorme da paura.
Peggio di lei c’è solo Johnny Depp a surclassarla in metamorfosi piratesche e con immagini da Wonderland inquadrate con obiettivo Fish eye con il quale Crozza ci gioca facendo le sue imitazioni.
Holliday invece, è di un candore che solo a guardarla fa pensare di montarla a tutta panna per coprire una tazza di cioccolato fumamte.
Infatti i suoi ruoli sono sempre di natura nera come appunto in Giovani Speranze e nel serial Tv I Borgia con Jeremy Irons, dove interpreta Lucrezia figlia illegittima e pedina dei giochi di guerra del Sommo Pater.
Nessuno resiste alla sua bellezza virginale ma tanto è candida e dolce in apparenza quanto determinata e ambiziosa nella sostanza. Figlia di cotanto padre, sorella incestuosa di un fratello assassino-faccendiere a nome Cesare è passata alla storia come avvelenatrice anche se non è mai stato provato che un suo tonico-intruglio fosse letale per cui non è ancora svelato il mistero se sia stata una donna fatale o una vittima sacrificale.
Certo è che descrivere la storia sempre in tinte fosche dove ladri assassini e prostitute la facevan da padroni come se fossero protagonisti di tante fiction di carabinieri e criminali vari, non porta bene all’immagine del nostro Paese.
E’ un po’ come gli immigrati che vengono in Italia a delinquere, perché per la maggior parte sono fuggiti dalle galere messi sulle carrette dai dittatori che volevan liberarsene inculcando così negli Europei il convincimento che Stranieri sia uguale a ignoranti ed incivili. Una nomea difficile da abbattere così come è stato per i nostri immigrati in America classificati tutti come mafiosi o come i “Terroni” delle leggende metropolitane arrivati al nord Italia per mettere l’orto e le galline nelle vasche da bagno.

Storia scritta da frati chiusi in convento in Orat et Laborat a descrivere le donne come satanesse artefici di tutti i mali che affliggono l’umanità così oscurata, senza l’ombra di un sorriso sincero e solare a 360 gradi come se il sorriso fosse sinonimo di puttana. Le Sante e le Madonne dei secoli passati infatti sono sempre in lacrime mentre le Monne sono descritte a far meretricio in combutta col diavolo. Lucrezia Borgia non sarà stata un angelo ma da quanto è stato approfondito dai contemporanei sembra sia stata una castellana illuminata operosa e molto innamorata.Sì ma del suo terzo marito, dopo aver baciato tanti rospi, da padre a fratelli passando tra mariti e amanti che le avevan avvelenato il sangue!.
Insomma una vipera gentile in un vespaio di monsignori.
LUCREZIA E ROSSELLA DOPPIO BINOMIO


La curiosità consiste nel fatto che l’attrice era stata protagonista di quello che veniva definito il seguito di Via col Vento sotto forma di serie televisiva, Rossella, tratto sempre dal romanzo di Margareth Mitchel.
Un flop incredibile perché la protagonista era ben lungi dalla classe inimitabile della mitica Vivien Leigh indimenticata
Rossella piena di impeto e passione tanto da caratterizzare il film come uno dei più belli della storia del cinema, restando in pole position per mezzo secolo.
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