Il Rossetto è un film di Damiano Damiani anni 50 (visto su Rai Play) con protagonista una ragazzina di 13 anni, che ha saputo reggere alta l'attenzione per tutto il film.
Infanzia e adolescenza in quegli anni erano spesso in primo piano se si pensa a film d'autori come Ladri di Biciclette o I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, passando da Bellissima di Blasetti fino ad approdare negli anni 60 alle adolescenti pruriginose impersonate da una francesina a nome Catherine Spaak che esordiva con La Voglia Matta.
Il Rossetto è una sorta di giallo con l'assassino che si rivela dalla prima scena , un bel ragazzo Gino con macchina di professione commesso viaggiatore di prodotti estetici che fa vita dispendiosa al di sopra dei propri mezzi perchè arrotonda in nero nel farsi mantenere da una ragazza di vita, come si diceva allora, sua coinquilina che uccide dopo aver conosciuto una ragazza della borghesia bene che intende sposare, un tema importato dall'America con Un Posto al Sole, ma comunque valido in ogni Paese.
Potrebbe farla franca se non fosse che la ragazzina a nome Silvana tampinandolo per essersi presa una cotta, lo avesse visto uscire dall'appartamento della prostituta uccisa, un partcolare che lei gli confida per fargli capire di coprirlo per amore giurandogli silenzio assoluto. Lui non si sa se a caso, o forse no, assomiglia in modo impressionante ad Elvis Presley che nell'immaginario era quello che si innamorava di ragazzine minorenni, per cui il film ci marcia dentro su questo ritmo al suon della chitarra del quale lui è cultore amante della musica e delle canzoni che coltiva come hobby6
Una dote in più che affascina la ragazzina arrivando a non dargli più pace seguendolo in ogni dove fino al buio di un cinema nel quale si reca dopo un appuntamento mettendosi furtivamente il rossetto nella toilette per poi proseguire con una scampagnata dove lui le dà un bacetto sulla guancia. Ma la ragazzina quando scopre che lui è fidanzato con la ricca ragazza, impersonata da Giorgia Moll interprete ideale di questi ruoli incarnando perfetramente la troietta della buona borghesia che puo' consumare tranquillamente rapporti sessuali in camere d'albergo puntando al bel ragazzo ambizioso e intraprendente, fa una scenata al giovane inducendolo a mettere le mai avanti andando a riferire al commissario dei Carabinieri (impersonato da Pietro Germi, poi diventato regista che in questo ruolo aveva girato diversi film) il qual intuisce la sua colpevolezza pur non riuscendo ad incastrarlo perchè nel confronto con la ragazzina l' aggressvità del giovane ha la meglio facendola sembrare una sorta di seduttrice scaltra fornendo la prova del rossetto che lei ha ancora nella borsa e sulla quale si accanisce il Commissario chiedendo visita ginecologica umiliando la ragazzina. La quale risultando ancora vergine assolve il giovane assassino dall'etichetta mostro pedofilo.
Alla vigiglia delle nozze con la ricca ereditiera il bel giovane piacione viene fermato dal commissario che lo smaschera grazie ad un biglietto lasciato dalla ragazzina chiusa in collegio da una mamma troppo indaffarata col lavoro e a rincorrere il suo amante, dopo aver deciso di suicidarsi senza esito positivo per fortuna nel quale gli chiede perdono per il disturbo arrecatogli con la sua testimonianza che di fatto conferma.
A distanza di tempo il film è ancora più interessante nel rivedere come si viveva in quegli anni del boom con le sartorie (l'atelier della mamma) di alta moda che si stavano imponendo, con i commessi viaggiatori un classico di O Neil, le ragazzine sveglie ma impigliate ancora in una serietà perbenista con le classi meno abbienti che usavano il foulard al postio del cappellino delle classi borghesi, le ragazze”di Vita” che erano sposate arrotondando di nascosto dal marito (e che oggi si sono evolute con i social) o esercitandolo spudoratamente senza vergogna di apparire sui giornali perchè tutta pubblicità, e soprattutto l'accanimento delle Istituzioni verso una ragazzina ritenuta poco di buono per un filo di rossetto messo ingenuamente mentre si ossequia la ricca ragazza che scopa senza problemi. E questo la dice lunga sul ruolo della donna in quegli anni dove l'adulterio (delle classi povere) era punito con il carcere e all'uomo erano concesse le attenuanti per il delitto d'onore.
Insomma un'Italia oscurantista clericale e misogina che la rivoluzione del '68 aveva di colpo spazzato di via liberando i costumi e aprendo la via verso l'emancipazione che a tutt'oggi, anche se a buon punto, non si può considerare completata. L'importante è andare avanti e non mollare.


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