sabato 5 settembre 2020

CONTROCANTO DALL'INFERNO A PARMA IN CARTOLINA


Una conduttrice rai ha postato un video social come turista Vip  per decantare le bellezze della sua Parma seguendo passo dopo passo le indicazioni delle guide turistiche che van da Piazza Duomo alla Pilotta con incluso il Teatro Farmese, la Pinacoteca la Biblioteca e la stamperia Bodoni forse per omaggiare la Gazzetta di Parma.

Infatti la Gazzetta ha abboccato all'amo diffondendolo nel Tg e On line in una sorta di do ut des come se fosse caffé pagato inclusa la sua moka.
“Parma è chiamata la petit Paris” pigola la conduttrice “perchè non chiamare Parigi la Grande Parma?”.






Dopo questa imbarazzante sviolinata è passata al Festival Verdi noto in tutto il mondo così come le eccellenze gastronomiche. Io mi sono fermata ai salumi non avendo retto il seguito.
Premesso che nell'elenco delle bellezze ha dimenticato La camera di San Paolo dipinta dal Correggio con la cupola piena di amorini e la Chiesta della Steccata con le Vergini Stolte dipinte dal Parmigianino, mi permetto di aggiungere anche il Parco Ducale e Teatro Regio per poi iniziare un controcanto ad includere fra tante bellezze anche le problematiche della gente. Di Parma.


Fra cotanta immagine di benessere infatti molti parmigiani vivono in sofferenza e disagio che trovo giusto far conoscere.Su alcune linee Bus per esempio, come la 3 la 4 e 5 che sono le più frequentate, si formano assembramenti di passeggeri simil discoteche  perchè nessun conduttore, forse in mancanza di direttive,  si prende la responsabilità di non caricare altre persone quando il mezzo è già tutto esaurito con posti a sedere e qualcuno in piedi. Al disagio di questo assembramento si aggiunge anche quello di dover assistere alle conversazioni col telefonino senza mascherina con un caldo soffocante da togliere il respiro (già faticoso con la mascherina) perchè i finestrini sono ermeticamente chiusi.


La buona notizia è che arrivando all'Ospedale alla Torre delle Medicine, luogo di sofferenza, un medico vedendo la mia riluttanza a soffermarmi in quella sorte di ricettacolo di virus, mi ha rassicurato sul rischio Covid garantendo senza voler far del negazionismo che la pandemia sia in fase di esaurimento e difficilmente riprenderà come prima. L'allarmismo delle Tv e dei giornali secondo lui è esagerato ma se non bisogna abbassare la guardia sarebbe meglio non ascoltare i virologi che vanno in Tv per essere pagati mentre sono i medici che andrebbero seguiti, quelli che sono a contatto con i pazienti che rischiano la pelle perchè sono gli unici ad avere il polso della situazione che in questo momento è sotto controllo e difficilmente si perderà ancora.

Mi sono sentita rincuorata anche se il mio controcanto ora continua puntando il dito sulle celebrazioni culturali della nostra città perchè se è giusto che finalmente si mettano a partire non condivido l'enfasi e l'entusiasmo che le stanno accompagnando poiché si spengono al suono delle campanelle dell'apertura delle scuole fra paure ed incertezze proprio là dove fra i banchi di scuola c'è la culla della cultura a formare i bambini che rappresentano il nostro futuro.
Pertanto più che alle celebrazioni culturali sarebbe meglio orientare gli entusiasmi enfatici sulle scuole facendole ripartire a cuor leggero con un  sorriso che se pur nascosto dalla mascherina resti acceso nello sguardo.
Questo è quanto anche se disagi e sofferenze non finiscono qui.
Per tutto il resto comunque c'è sempre un bonus dietro l'angolo che aspetta ammesso che basterà a calmare un autunno che si prospetta molto caldo, ma sicuramente più del solito.
Niente panico comunque perchè Giuseppe Conte sta già lavorando alla serie “ogni problema ha una soluzione” tradotta in decreto legge: un bonus per tutti come fosse un'abbondante semina. Finita l'emergenza raccoglieremo...
”Ma son cocci!” Sì.

               

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