giovedì 17 settembre 2020

LE MOLESTIE AL TEMPO DELLE DONNE.


Due flash sul Tempo delle Donne hanno evidenziato due esempi di molestie in luogo pubblico commentate da una sociologa (presumo) americana in video-palco.

Nel primo, ambientato in Bus, c'era una ragazza di colore attaccata in piedi  al palo del corridoio nel quale si era posizionato anche il “molestatore” a muso duro che glielo sbatteva in faccia, il muso, ovviamente, sussurrandole qualcosa mentre lei abbassava gli occhi subendo passivamente senza battere ciglio. La scenetta veniva immediatamente interrotta da una signora di mezza età la quale, dopo aver buttato a terra un libro lo raccoglieva riuscendo con una sgomitata a prendere il posto del molestatore neutralizzandolo.

L'opinionista esperta si accaniva giustamente sul maschio difendendo la ragazza di colore come vittima da sostenere  anche se, riflettendo un attimo sarebbe bastato voltargli le spalle o cambiare posto.

Suvvia siamo nel 2020 dove le donne specie se di colore sono non solo liberate ma anche molto toste e  capaci di dare uno spintone ad un molestatore fastidioso per cui l'atteggiamento della ragazza così passivo si presta a diverse interpretazioni seguendo due scuole di pensiero: quella maschile che sosterrebbe che in fondo le facesse piacere e quello femminile che la difenderebbe a spada tratta perchè molto timida ed in stato di soggezione verso un maschio, perdippiù bianco.

Pertanto osservando super partes ci verrebbe da concludere che oltre “alle molestie” sarebbe stato bene parlare di una mancanza nella ragazza di colore di stima di sé sulla quale ci sarebbe da lavorar parecchio sia da parte  di lei come vittima che da quella difensiva dell'esperta in video alla quale era sfuggita la riflessione sul senso di dignità di una donna che pur rivelando una natura timida e chiusa in se stessa non dovrebbe essere scambiata come un'umile mammoletta vittima predestinata di un predatore.

E' come se ci fosse stata prevaricazione con un fondo di razzismo contrapposto a un forte senso di inferiorità di donna di colore ad aumentare la fragilità di femmina atavicamente sottomessa che non avevano ragione di essere nella nostra società occidentale dove le donne sono abbastanza liberate da scansare uno sguardo straffotente subito in pubblico da un maschio  che comunque non faceva mica mano morta così come succede abitualmente a tante malcapitate sui Bus e non solo di colore. Queste sì che si che possono definirsi molestie gravi sulle quali accanirsi senza pietà o sconti anche se una testimonianza, sempre a Il Tempo delle Donne, lascia perplessi là dove una donna racconta che su un mezzo pubblico strapieno qualcuno le aveva messo una mano sul pube senza che lei "potesse individuar chi fosse stato"  e che comunque la induceva a difendersi nel mettere sempre in pubblico la borsa posizionata lì sul pube (come le pochette di Kate!!!!). Incredibile ma vero secondo Il Tempo delle Donne ma non per quelle che ragionano come persone pensanti e indipendenti  da testimonianze che rasentano il ridicolo. Suvvia...

Ben diverso era l'episodio ambientato in una palestra con una ragazza che faceva flessioni sexy attirando le esternazioni di un palestrato rumoroso e invadente nel farle complimenti sulla sua fisicità tonica ed elastica (soprattutto elastica) ritenendo molto fortunato il suo ragazzo..

A questi complimenti inopportuni la ragazza voltandogli le spalle assumeva un atteggiamento di fastidio per cui la faccenda finiva lì risultando altrettanto inopportuno l'intervento di una ragazza del personale che le offriva il suo aiuto. Non ce n'era bisogno e nemmeno che la sociologa esperta in video commentasse la scena come molestia da denunciare con relativi strascichi penali e risarcimento danni facendo scattare una sorta di caccia alle streghe quando bastava che la ragazza del personale affrontasse il palestrato esuberante ammiratore intimandolo di stare al suo posto senza disturbare i clienti, invece di spalleggiare “la vittima” per fare squadra al femminile come va di moda adesso.

Ma il Tempo delle Donne è anche questo: piuttosto che parlar sempre di molestie e vittime sacrificali sarebbe meglio per le donne lavorar su loro stesse per acquisire rispetto dignità e stima di sé tali da essere in grado di neutralizzare, con un'occhiataccia, una voltata di spalle oppure un gesto di fastidio che vale più di un diniego verbale, una molestia  subita facendo fare così  brutta figura al predatore sfacciato e pubblico esibizionista sgonfiandolo subito da ogni altro tentativo di avances.

Con le conquiste sociali di libertà ed indipendenza le donne dovrebbero essere in grado  di sbrigarsele da sole queste faccende. Il branco rosa no! Basta. Non è più il tempo.



 

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