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lunedì 13 aprile 2026

HAPPY HOLIDAYS, LA"FELICE" CONVIVENZA CONFLITTUALE ARABI-ISRAELIANI

Questo  è un film che racconta la difficile convivenza fra musulmani ed ebrei in Medio Oriente anche fra le classi più elevate, mentre fra i giovani ci sono segnali di apertura con affettuose relazioni.

Il racconto ha una visuale parallela sulle storie dei vari componenti delle due famiglie, mettendo dapprima in evidenza quella araba  la cui madre, nonostante l'avvenuta crisi finanziaria, si ostina a voler mantenere lo stesso tenore di vita di quando erano ricchi puntando ad un matrimonio dispendioso per la figlia per dimostrare di essere all'altezza del loro status. Il figlio Rami che ha una relazione segreta con una ragazza ebrea Shirley vuole che questa abortisca mentre lei si rifiuta sfidando le minacce con la quale viene bersagliata telefonicamente da fanatici che prendono a botte anche Rami.


Parenti ed amici fanno quadrato intorno alla coppia per impedire subdolamente la nascita di questo bambino scomodo che infatti non avverrà dopo una visita ginecologica nella quale, con la complicita' della sorella,  viene detto alla ragazza di non esserci alcun battito del nascituro inducendola a fare un raschiamento. Pro bono pacis per tutti.

La sorella di Rami, Fifi che studia all'Università a Gerusalemme, è corteggiata da un medico che si dimostra innamorato fino a quando non scoprirù  dalla cartella clinica che lei faceva uso di contraccettivi e di aver avuto un rapporto con un ragazzo Ebreo per cui la rifiuta in un primo momento per poi ricottantarla per darle una chance perchè se il cuore gli dice una cosa la testa ne dice un'altra. Al che sarà lei a rifiutare per buona pace sua e di un modo pieno di odio, in attesa che esploda con la tragedia del 7 ottobre.

Questo film fa riflettere  nel constatare quanto il processo di civile convivenza fra arabi e musulmani sia solo una facciata perchè oltre all'odio profondo sempre esistente e mai risolto, si aggiunga una mentalità retrograda ancora da superare vedendo come un giovane medico rifiuti una ragazza perchè non più vergine e soprattutto per colpa di un ebreo con le rispettive famiglie tutte concordi nel definirla  una puttana. Parole forti e intromissioni violente nella sacralità della nascita, sono le donne e i bambini i primi a subire sofferenze da queste situazioni conflittuali.

Così se c'era una fragile speranza di pace fra i giovani, il 7 ottobre ha accentuato la frattura che difficilmente. così come stiamo assistendo a tutt'oggi,  si potrà sanare.

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