Il piano sequenza su Versailles con una lunga carrellata dalla Sala Specchi al Salone a scacchi bianchi e neri passando dal labirinto delle stanzine fino a soffermarsi sulle Camere da letto del Re Luigi XV e di Marie Antoinette con annesse alcove di favorite e amanti.
Il piano sequenza è stato adottato per primo dal regista Alfred Hitchcock nel film Frenzy dove comunque la carrellata andava all'indietro dalla stanza alla strada fino al mercato orto frutta nel quale il killer nascondeva la vittima di turno fra un mucchio di patate, mentre qui la cinepresa senza alcuna interruzione si sposta fra i corridoi e porte segrete su e giù per le scale accompagnando il conduttore Alberto Angela. bravissimo nel recitare un lungo copione intervallando il racconto con testimoni ed esperti dando comunque l'impressione fosse un tour de force da ansimare.
Apprezziamo lo sforzo ma non valeva le candele a fioco lume di quelle stanzette fredde riscaldate solo da camini fumosi perchè le canne d'aria eran difettose perchè se alla fin fine lui aveva il fiatone a noi è venuta la palpebra pesante ben diversa dalla vigile attenzione riservata alla precedente conduzione del 2019 della serie Ulisse Il Piacere della Scoperta,sempre su Marie Antoinette a proposito della quale non si capisce perchè abbia citato solo il film di Sofia Coppola portando alla memoria il rutto cacciato a tavola della Du Barry, alias Asia Argento, quando a rendere giustizia alla Jeanne Du Barry è stato il film omonimo con Maywenn.da lei diretto.
Misteri della divulgazione dove sembrano introdotte pubblicità nemmeno tanto occulte.
Così tutto si è focalizzato su una sorta di complemento d'arrendo, tra tapezzerie a fiori o con anans tanto cari a Marie Antoinette, in un tripudio di colori pastello con a base quello di lillà, a secretaires pieni di cassetti letti a baldacchino, sedie roccoco' e quadri appesi alle pareti con antenati stanze per i cani e cavalli e la servitù nelle stalle tutto ricostruito ad arte risorgendo dalle ceneri della rivoluzione che aveva saccheggiato la Reggia salvando qualche reliqua che Alberto Angela ha mostrato in religiosa contemplazione come i guanti della Regina che usava anche per mangiare.
Più che il fasto di Versailles del Re Sole, si è puntato alla fase del tramonto della monarchia e della classe nobile costretta a stare in queste stanzine per tessere i loro intrighi veleni e tradimenti complottando attentati al Re. Curiosamente ha sorvolato sul Re Sole limitandosi a raccontar la passione per la danza e la lunga vita di regno che gli ha permesso di commissionare e seguire questa imponente Reggia orgoglio della Francia, piu' di quanto lo sia la Torre Eiffel.
Nessuna parola sulla favorita di Luigi IVX la Montespin mentre si è dilungato sulla Pompadour come fica-fredda ma consigliera finanziaria molto intelligente e la Du Barry fin troppo calda con grandi doti da influencer. Ma niente di che che potesse farci sussultare dal torpore.
Il Piano sequenza sui giardini girato fra la nebbia e i turisti di passaggio non ha reso giustizia ai laghetti alle fontane ai giardini e alla vegetazione raccontata da un testimone che mentre esaltava gli alberi secolari invece sullo sfondo si vedevano solo cespugli.
Più degli antichi fasti che la Francia ci ha voluto tramandare, Alberto Angela ha illustrato la vita tutto sommato misera di questi nobili parassiti che passavan le giornate a giocare a carte a scopare in ogni angolo soprattutto giovani servette, e a orinare nei pitali che queste servivano alle gran dame per i loro bisogni.
Insomma tanta miseria fra opere d'arte immortali. Quando si dice le cose oltre le persone!
Vieni…spalanca le mie porte…
Sospirami il tuo desiderio,
aprimi le più segrete stanze,
solo tu hai la chiave.
Spogliami, denudami, approfitta della mia anima, trasportami nel
Tuo mondo di peccati…di desideri…
Scova nelle mie viscere, fammi tua…




