Così molte coppie giovani aprivano le loro case ad amici ospitandoli a tavola e poi sistemandoli in varie stanze con i materassi in terra appoggiati su tappeti che adornavano anche le pareti senza nemmeno tende divisorie.
Gli studenti occupavano le aule facendo bivacco anche di notte con sacchi a pero come fossero sempre ai concerti dell'Isola di Wight.
Perchè sposarsi e chiudersi in un appartamento quando si poteva affittare una casa grande dividendola con altre famiglie allevando i bambini tutti insieme per crescerli nel rispetto della comunità e della fratellanza universale così come sussurrava il vento di quella filosofia americana chiamata new age che apriva l'epoca dei figli dei fiori?
Un flop clamoroso scoppiato insieme alla Comune, al Tu ai professori e al voto unico nelle Università perchè si ritorceva non solo contro i singoli ma a tutta la società che entrava in pieno caos.
Vabbè come a dire ci abbiamo provato. Purtroppo non ha funzionato. A testimoniarlo ci sono diversi film tra i quali uno di grande successo come The Beach che portava alla luce tutte le problematiche di una convivenza fra varie coppie chiuse in un mondo paradisiaco immersi in una felicità al quadrato fino a quando il dolore non andava a spezzare l'incantesimo facendo decidere al gruppo di isolare colui che lo causava perchè ferito a morte da uno squalo.


Insomma ci sono tutti gli ingredienti di cui sopra: la Comune, Il tu al professore, l'occupazione delle aule, fino alla fase finale nella quale la moglie, dapprima accondiscendente per far buon viso a cattivo gioco, si trova infine risucchiata da una spirale di rabbia e sofferenza che la porta all'autodistruzione non riuscendo a contenere il suo dolore per la perdita del marito, (l'attore Ulrich Thomsen). Il quale invece rimane insensibile alla sua sofferenza che mette in imbarazzo sia gli amici della Comune che tutti i colleghi della Tv nella quale lavora. Così anche lei viene esclusa dal gruppo, perdendo amici e lavoro perchè nessuno sopporta la sua faccia sempre in lacrime.
Non c'è più privato nella Comune così come succede nel sociale di compagnie superficiali e vuote dove se non ti sforzi di sorridere sempre e comunque inevitabilmente vieni escluso. Cattiva sorte che tocca proprio a lei, la moglie carismatica, che tanto si era attivata per questa idea che si stava diffondendo in tutta Europa importata dall'America.
Idea balzana perchè serviva solo a complicarsi la vita essendo già difficile trovare un equilibrio in quella di coppia. “Non sono nata ieri, posso immaginare, posso anche capire...” dice lei di fronte alla rivelazione che tra di loro ci sia un'amante giovane e attraente. Si può capire ma si può anche non accettare senza battere ciglio che una ragazza giovane si prenda impunemente il tuo uomo senza pensare alle conseguenze devastanti. Al cuor non si comanda,è vero, ma qui si parla si incontri carnali fra letti sfatti e dialoghi con i quali ci si esalta: “Tu sei il faro di questa comunità” dice la giovane, rubando la scena alla moglie per brillare di luce riflessa. “Sei molto intelligente” risponde lusingato lui sentendosi messo in scena. E chi non lo sarebbe specie se lui è invece un uomo collerico al limite dell'isterico


Il ruolo della moglie è interpretato dall'attrice Trine Dyrholm entrata perfettamente in una parte nella quale è l'unica ad essere viva perchè vera mentre tutti gli altri sono comparse infantili che saltellano intorno a un tavolo per ridere spensieratamente.
Infatti è stata premiata con l'orso d'argento al Festival di Berlino 2016. Nel suo Paese è molto nota anche come cantante e l'abbiamo vista recentemente in Tv nel film A Royal Affair nel ruolo della intrigante Regina Madre del Re di Danimarca, ma non è stata così incisiva come in questo film evidentemente perchè ben diretto da Thomas Wintenberg con il supporto nella sceneggiatura di Tobias Lindholm.
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