giovedì 14 aprile 2016

SIMONA VENTURA. RICORDANDO GLI ANTICHI FASTI DELL'ISOLA

L'Isola dei Famosi, per risollevar le sorti di un format in declino ha chiamato Simona Ventura come Guest Star la quale non è riuscita a farla emergere perchè non ce l'ha fatta a sostenere il peso di un complotto annunciato perchè già preconfezionato nello spot Pittarosso. Come a dire Simona affonda, sì ma con tutti i Filistei, in studio e all'Isola.
Che ci fosse complotto lo si può dedurre dal fatto che ogni sua dichiarazione fosse male interpretata così come si fa con un imputato: segno che la sua sorte era già destinata. Infatti quando lei ha mandato al suo paese lo spagnolo non ricordo il nome, l'hanno presa come una frase razzista (ed in Studio han preso la palla al balzo per fargliela pagare), quando si sa che a quel paese tutti giorni noi mandiamo sempre qualcuno. I giochi all'Isola sono fatti e ormai finiti per cui il futuro ci riserverà sorprese. Nel frattempo ripropongo una puntata degli antichi fasti dell'Isola condotta da una strepitosa Simona Ventura che dopo questa batosta ne uscirà sicuramente più rafforzata.

"L’Isola dei Famosi se non fosse stato per Aldo Busi la puntata scorsa sarebbe stata di una noia mortale. Lui ha polemizzato a lungo sulla location disagiata che non riesce a reggere per via dell’età. Ma chi lo avrà consigliato a partire?
Busi si aspettava un’Isola con l’acqua cristallina mentre in effetti sembrerebbe tutta stagnate perché di colore scuro. Lo si era notato anche negli anni scorsi. Ma comunque non è questo il problema perché la verità sta nel fatto che Busi non riesce a legare con gli altri perché, in quanto anziano, non ha la vocazione né del padre
nè del leader, accontentandosi al massimo di fare il mattatore, perché individualista, essendo scrittore e artista.
Da una seconda occhiata non sembra che l’acqua sia tanto brutta perché alcune ragazze fanno il bagno facendo trasparire il triangolino sotto.

Le note più allegre delle puntate sono emesse dalla Ventura, non solo per la voce tonante ma per gli abiti sgarcianti che ha adottato per condurre, che fanno concorrenza a quelli della Clerici.
Nella seconda puntata sono migliori della prima, tutti in tinta unita, uno color Bluette e l’altro rosa shocking con profilati in viola luccicante di Armani, colori che si accompagnano molto bene con il biondo dei capelli. I quali, dopo la prima versione in chignon, li ha sciolti a riccioli che le donano molto di più.
Se le mise della prima puntata erano d’effetto tecnicolor, quelli della seconda di Anna Molinari per Blumarine erano strepitosi, avendo optato sul color verde acqua per il primo vestito impreziosito da spalline incrociate con pietre e cristalli mentre il secondo, a spalle nude e scollatura a cuore, è un tripudio di fiori colorati mixati nelle tonalità tenui caldo e freddo, dal viola al giallo, dal verde al rosso per passare dal blu al rosa, in fantasie che sembrano ispirate ai tessuti di Ken Scott, lo stilista che furoreggiava negli anni 70/80. Molto somiglianti a quelli di Kenzo che si distingueva da Scott tutto in fiore, con disegni dalle forme geometriche ed astratte, miscelando i colori in maniera inconsueta su due sole tonalità: il rosso con il rosa o il verde con il blu.
Colori solari e sgarcianti che, dopo essere stati accantonati, sembrano ritornati di moda. Si Spera perché la Ventura fa sicuramente tendenza.

Così come si spera in un ritorno delle mises curate all’insegna della sartorialità come in quiei mitici anni. Purtroppo ora non usa più tanto da rasentare il ridicolo se si sfila per le strade con un abito
griffato accessoriato con bottoni gioiello e bijoux vistosi come abitualmente accadeva di vedere un tempo. La Ventura stessa ha firmato una collezione di tute eleganti, da portare anche con i tacchi che comunque va detto, hanno preso banco fra le fila dei cinesi, gli unici ormai a fare affari d’oro con l’abbigliamento.
Pur avendo i Cinesi avuto il pregio di dare la possibilità a tutti di vestirsi sempre alla moda (un lusso che prima era riservato a pochi), è triste non poter vestire più come un tempo con tessuti di pregio, e rifiniture curate come gli occhielli delle giacche, per esempio, che non vengono più eseguiti con le asole aperte e con il bottone dentro, oppure le camicie con i preziosi gemelli, soprattutto dopo che l’Avvocato li aveva sostituiti con l’orologio sopra i polsini. Terribile, diciamolo, nonostante fosse un Agnelli!
Non si può nemmeno dire di boicottare i cinesi perché con i loro prezzi sul mercato la fanno da padroni.


Sono comunque imbattibili nel confezionare pantaloni da uomo, quelli con le tasche da pescatori, mentre i vu’ cumprà offrono una vasta scelta di cappellini e magliette sportive “firmate”.
Per andare in vacanza vanno benissimo. Per il resto, sarebbe meglio fare qualche sacrificio puntando esclusivamente sul made in Italy, magari comprando meno e orientandosi sul capo classico che dura sempre. Purtroppo non c’è più quella cultura. Questo è il problema, per cui si è creato un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscirne. La Cina è sempre più vicina. E dopo di lei viene l’India…
Ma ce la faremo. Basta solo rimboccarsi le maniche…sognare si può."

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