martedì 12 aprile 2016

FOOL FOR LOVE (PAZZO D'AMORE)


L'amore più folle è sicuramente quello dell'incesto che per la nostra cultura rimane un tabù anche  se nei tempi passati tra consanguinei ci si poteva sposare, purchè fossero discendenti di secondo grado come fratelli e cugini.
Cleopatra d'Egitto per esempio era salita al trono come sposa del fratello Tolomeo che lei aveva fatto decapitare per mano di Pompeo; anche tra i classici della Grecia l'incesto dell'edipo Re ci viene tramandato giustamente come una tragedia.
Sì perchè gli effetti di queste accoppiate sono sempre devastanti per chi le consuma anche solo a livello di intenzioni come narra la storia di Anna Bolena, caduta in disgrazia presso il marito Enrico, che per restare incinta aveva invitato il fratello nel suo letto senza poi riuscire a consumare stante la forte repulsione del suo familiare, sangue del suo sangue.
I legami di sangue sono già forti e non hanno bisogno dell'accoppiamento sessuale che invece serve solo a spezzarli lacerando l'anima.


Fool For Love (Pazzo d'Amore) in scena alla Fondazione Teatro due dal 6 al 10 di aprile, racconta l'incesto di due fratelli stemperato dal fatto che la loro torbida attrazione sia dovuta al fatto di essere fratelli ignari di esserlo.
Colpa del padre che viveva due menage familiari, uno regolare con la nascita del figlio Eddi e un altro clandestino con quella della figlia May. Moglie e amante erano all'oscuro della relazione ed i figli soffrivano per le continue assenze di questo padre perchè vigliaccamente si divideva fra l'una e l'altra famiglia. La prima volta che casualmente si sono tutti incontrati i due ragazzi si sono subito innamorati scambiando il loro legame di fratellastri come anime gemelle facendo accendere la scintilla della passione, che bruciava in fretta perchè basata sull'illusione fermo restando il torbido legame che li univa senza poter fare più a meno l'uno dell'altra. Ma lei avrebbe voluto continuare come sorella, lui invece no, lui voleva continuare ad amarla perchè dentro gli era rimasto l'odore di lei senza mutandine nel quale ardeva infilare ancora la sua testa così come faceva in quel momento nel riabbracciarla dopo mesi di separazione. Lei invece giocava di fioretto, prima assaggiandolo con lingua in bocca, poi cavalcandolo oscenamente per poi ritirasi facendo la sdegnosa come fosse di fronte a un caso umano irrisolvibile.


Difficile uscire da questa spirale nel quale stavano per essere risucchiati ma ad aprirli alla realtà comparivano in scena il vecchio padre (Roberto Abbati) morto a fare il moralista insieme a due pretendenti di entrambi (uno dei quali, Martin, Ivan Zerbinati) che mettevano alle strette i due fratelli. I quali uscivano di scena prendendo due strade diverse: uno muovendosi in senso inverso a quell'amante che lo stava aspettando suonando il clacson sulla strada e l'altra mettendosi in testa un piumino d'oca per ricominciare una vita distaccandosi dalla sua realtà.
Una realtà troppo pesante per entrambi che segnerà per sempre la loro vita futura di infelici perchè irrisolta.
La pièce è molto americana perchè l'autore della sceneggiatura è Sam Shepard regista e scrittore conosciuto al grande pubblico internazionale più come attore (il dramma è stato tradotto anche in film da lui stesso interpretato con Kim Basinger) e marito di Jessica Lange con la quale ha formato per diversi anni coppia intellettual-country essendosi ritirati a vivere in campagna.
A parte la tematica che comunque è universale, è il modo di recitare che distingue le opere degli sceneggiatori Americani da quelli Europei perchè i primi sono dei contemporanei che si esprimono con un linguaggio crudo senza filtri o metafore e mentalmente masturbati.
Sam Shepard aveva scritto questa sceneggiatura nei primi anni 80 e anche se mancava della classe di un O'Neil per esempio o di una raffinatezza di dialogo di un Arthur Miller di Dopo La Caduta, aveva comunque colpito facendolo assurgere a uno dei più grandi drammaturghi d'America premiato anche con la Palma d'Oro di Caness ed il Premio Pulitzer.


Di conseguenza la recitazione ha l'imprinting tutto americano che in questo dramma Pazzo D'Amore (Fool For Love titolo originale) è un filino esasperata con personaggi di maniera: May (Linda Caridi) assomiglia a Marilyn nella sua follia di svampitella part time e tragica di base che tra un bacio galeotto e un sorso di tequila fa volteggiare l'abito a ruota come fosse sopra il metrò nel film Quando la Moglie è in Vacanza con gambe nude al vento e mutandine open air.
Lui  (Raffaele Esposito) invece rappresenta il vagabondo folle, tontolone e divertente part time ma di fondo grande sporcaccione, che pare ispirato a Burt Lancaster nella Rosa Tatuata  Non male come trovata comunque perchè la pièce si segue con interesse fino all'ultima battuta perchè entrambi sono giovani  belli e accattivanti tenendo la scena sensualmente con vigore carnale e leggerezza crazy.
Applausi per tutti e in particolare alla regia di Fulvio Pepe.


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