Stasera appuntamento imperdibile con il Gladiatore su Canale 5 che si contrappone al Festival di S.Remo per rubare l'audience. I
Infatti il film attira sempre anche se sono passati tanti anni ed i protagonisti sono molto cambiati. ma rivedere il film è anche un'occasione per soffermarsi su particolari che vadano oltre il racconto talmente avvincente da galvanizzare tutta l'attenzione...
“Fratelli, ciò che facciamo in vita rieccheggia nell’eternità…Serrate i ranghi. Seguitemi… Al mio segnale, scatenate l’inferno”.
Non si sa se queste immagini rieccheggeranno nell’eternità (la tecnologia non è ancora stata collaudata) ma nel nostro immaginario, sì: a tutt’oggi e per molti anni a venire.Perché il Gladiatore ha affascinato intere platee tanto che alla fine della proiezione del film, nel 2000 gli spettatori hanno battuto le mani. Mai capitato prima di allora. L’apparizione di Russel Crowe nel ruolo del rude e combattivo Gladiatore aveva folgorato tutti. Finalmente un uomo integro e virile, che andava al di là della figura del maschio possente a taurino con i piedi ben piantati per terra, quella terra che raccoglieva per pulirsi le mani prima di combattere e uccidere. Onore e Gloria era il suo motto:
“Se vi troverete soli a cavalcare su verdi praterie col sole in faccia non preoccupatevi troppo, perché sarete nei campi Elisi, e sarete già morti.”
Gloria di cui coprirsi sui campi di battaglia, onore di cui investirsi nell’affrontare le ingiustizie della vita.
“Il tempo degli onori presto sarà finito per te, principe!.
Nessuno dimenticherà mai la freddezza e il ghigno con il quale il Gladiatore , togliendosi l’elmo, affrontava Commodo il figlio dell’Impreatore Marc’Aurelio il quale lo aveva deriso, umiliato e ferito, uccidendogli moglie e figlio.
“Io sono Massimo Decimo Generale di tutte le Legioni…” Massimo, Massimo, Massimo…urlava la folla insieme ai compagni di lotta. Perché lui, Russel Crowe, era il massimo raccogliendo consensi ed ovazioni fino ad arrivare all’Oscar nel 2001.
NOTA DI COSTUME
Russel Crowe era decollato con una carriera sempre in crescendo e con l'assegnazione di un altro Oscar per il film A Beautiful Mind fino ad approdare al Kolossal Noah poco apprezzato dal pubblico per la visione di un Noé incattivito nel nome di Dio quasi fosse in parallelo con chi uccide in nome di Allah!
Russel Crowe aveva alternato i film dedicandosi al canto e alla musica facendo tour imbarazzanti anche in Italia cantando un motivetto dei Ricchi e Poveri per poi finire col tormentone a gran richiesta recitato in italiano storpiato: “Al mio segnale scatenate l'Inferno” segnando la fine ingloriosa di quello che fu Il Gladiatore perchè Tale e Quale a quella di un Buffalo Bill al circo.


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