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lunedì 23 marzo 2026

UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA. UN FILM TROPPO AMERICANO

Una bBttaglia dopo L'Altra è un film brutale violento terrorista alienante dal ritmo incalzante nel battere il tempo da ricordare se vuoi ricevere aiuto da non dimenticare per non restare solo al tuo destino. Ma violenza è terrorismo sono impresse nel DNA per cui mi sento di interpretarlo in questo senso, ovvero come testa di cazzo.

Il ruolo più incisivo è quello di una donna che rappresenta la forza della natura, nera e selvaggia ((Tayana Taylor) che trascina il compagno (Leonardo Di Caprio) in una battaglia non sua ma dei neri vittime di razzismo, con il quale si accoppia perfettamente nel far saltare le sedi del sistema , banche, CdA e soprattutto i luoghi di detenzione degli immigrati per arrivare al Capo delle Milizie un Colonnello ( Sean Penn) un filo tonto nella sua cieca sottomissione al Potere Costituito che lei umilia mettendolo in ginocchio insultandolo e puntandogli la pistola in bocca.

Lui si eccita e non la molla pensando a lei ossessivamente fino a riuscire nel farsi una sega mentre la spia col cannocchiale puntando al suo ombelico fuori dai jeans e poi al grosso culo mentre lei lo dimena  puntando a sua volta la pistola al malcapitato di turno.

Niente tette ma culo e pistola in pugno. La fica è nera che più nera non si puo'.

Questo lo fa andare giù di testa per cui quando la inchioda nella sua attività di bombarola terrorista la inchioda per ricattarla minacciandola scegliendo il carcere o farsi fare. Di brutto ovviamente, senza riserve, a differenza del compagno con il quale lei si accoppia leccandogli la bocca che lui ricambia: lei è la fica nera e lui pure. Il legame scorre sul filo di piombo anche se lui più fragile 

E infatti sarà lui a prendere il suo ruolo una volta che lei rimane incinta, del'altro, perchè gli lascia la figlia per tornare a fare la rivoluzionaria che esercita sempre più violentemente fino ad arrivare ad uccidere. Un gesto fatale che la riporta al Colonnello il quale passa al ricatto bis, quello piu' pesante, per farla parlare in cambio della libertà che lei ottiene mandando a mortre i suoi compagni per ottenere attenuanti e vivere sotto copertura in un appartamento da signora dove il Colonnello ha le chiavi per entrare e uscire a piacimento fino a quando non troverà un biglietto “Non sono la tua fica” : Così esce di scena per lasciarla alla figlia ormai cresciuta la quale cresce fra coetanei un filo trasversali ma non troppo perchè si divertono tutti insieme in discoteca mentre nel contempo prende lezioni di Karate da un messicano Benucio Del Toro) dalla vita irreprensibile e integrata che comunque nasconde immigrati messicani avendo la rivoluzione dentro nel DNA appunto. L'importante è non farsi scoprire ma una volta scoperto con aplomb mette tutti in salvo lasciandosi catturare dopo aver detto la battuta “Mai aver paura” confessando agli agenti di essere solo colpevole d'aver bevuto due birrette.

La classe innanzitutto mentre tutto va a farsi benedire.

Infatti si salvano solo la ragazza ed il padre putativo che conserva il ricordo insieme a lei della compagna e madre perduta per sempre nelle parole scritte con l'ultima lettera firmata Perfidia Beverly Hills. Di nome Californiano ma non di fatto perchè era una fica nera Black Power forever.

Ora tocca alla figlia prendersi cura del padre rispondendo al richiamo dei compagni rivoluzionari e dissidenti  avendo imparato a difendersi corpo a corpo col Karate ad uccidere senza pietà come la madre ed appreso la lezione dal padre biologico che la voleva uccidere per paura di andare contro il sistema. E allora, lotta dura, senza paura, come una testa la testa di cazzo sempre presente nel suo DNA. 

Inutile sottolineare le interpretazioni eccellenti di tutti dai protagonisti ai comprimari meritandosi l'Oscar per la regia perchè si guarda con grande partecipazione nellle scene scoppiettanti, così come in quelle di rincorsa delle macchine che sembra quasi danzino al ritmo della musica battente su una nota  senza mai alzar di tono lineare ossessiva che non molla fino al compimento del sacrificio della vittima. Un film elegante niente sesso esplicito ma molto palesato in un erotismo cazzuto più che erotico, in un trionfo dell'amore senza sentimentalismo con l'unica emozione nell'abbraccio finale fra una figlia che lo riconosce come padre pur non essendo quello biologico. 

 

NOTA DI COSTUME
 Non c'era molto pubblico a vedere questo film molto apprezzato in America perchè il tema è molto sentito mentre noi ci tocca fino lì essendo l'immigrazione non a livelli di un movimento come la Black Power che comunque è circoscritto nei salotti  televisivi con imbarazzanti imitazioni delle star che si compiacciono delle loro gesta trasgressive con le labbra gonfie come una sorta di Perfidia di Beverly Hylls de noialtri. Più rosa che nere. Insomma più che una Battaglia dopo l'Altra, un inciampo dopo l'altro per poi alzarsi di nuovo più forti di prima. Ehhhhh!!!!! I nuovi mostri. Sì al botulino.

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