mercoledì 13 agosto 2014

LA SICILIA DA TORNATORE AI CORLEONESI.



Una notizia sorprendente è stata quella  relativa a Baaria, il film osannato a Venezia ma respinto fra i candidati agli Oscar.
Tutti quì in Italia hanno parlato di capolavoro, mentre gli Americani lo hanno stroncato.
 Avevo scritto qualcosa anch'io in proposito nei miei post di questo blog.
Dicevo infatti che Baaria era un film troppo costruito, soprattutto con la scelta dei protagonisti, primo fra tutti Margaret Madè che con il suo fisico da modella non poteva certo impersonare una siciliana doc primi novecento in piena rivoluzione proletaria.
Gli Americani sono rimasti fermi alla sicilia mafiosa del Padrino, adorano le commedie all'italiana con Sordi e Gassman, o gli spaghetti western e i polizieschi anni 70 tanto amati da Tarantino, ammirano incondizionatamente Fellini (gli hanno persino dedicato un musical) e Bertolucci con il suo Novecento, al quale si è ampiamente ispirato Baaria.
Film d'autore corposi e genuini, mentre il Baaria di Tornatore, ben lungi dalla'ambientazione cinematografica di Malena, è una lunga fiction televisiva.
Non per niente al Fesitival c'era una sfilata sul red carpet di divi della Tv, tanto che Aldo Grasso  aveva scritto che sembrava la presentazione dei Telegatti.
 Insomma Baarìa è un'operazione troppo televisiva ad immagine patinata ed elegante di stampo Mediaset, per colpire la fantasia degli Americani.
Di cui si potrà dire di tutto di loro, tranne che non se ne intendano di cinema.
La Tv è un altro settore.

Certo che Tornatore c'è rimasto un pò male, credo si aspettasse qlc di più anche se conscio a cosa andasse incontro.
Magari con il consenso della comunità italo-americana, che pare avere un forte peso negli usa, avrebbe potuto ottenere qualche riconoscimento.
C'è da dire però che gli americani oltre ad essere bizzarri e fantasiosi sono parecchio patriottici, non però come i francesi, e quindi molto restii a condividere le statuette con le produzioni straniere!
Sulla modella non perfettamente calata nel contesto storico siciliano del primo novecento, viene in mente quello spot pubblicitario con interprete Monica Bellucci per Dolce & Gabbana in cui, al di là dell'oggetto pubblicizzato, si evidenziava fortemente questa contraddizione storico-sociale.

La sicilia è comunque un Paese che non conosco se non attraverso il cinema (che ha ampiamente illustrato questa terra) e i racconti di alcuni miei amici italo-tedeschi che incontravo in Vacanza a Vallederde che hanno confermato quanto la mafia abbia profondamente segnato i siciliani.


Appartenevano al clan dei Corlòeonesi perchè provenivano proprio da quel Paese, dove l'intreccio delle parentele è molto ampio, dal quale erano partiti tanti anni fa.
Pur abitando in Germania da oltre trent'anni, quando nelle conversazioni tra di noi in spiaggia sotto l'ombrellone si parlava di mafia, abbassavano il tono della voce guardandosi intorno con lo sguardo di chi ha paura di lasciarsi andare nel parlare liberamente.

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