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sabato 31 gennaio 2026

LE COSE NON DETTE di GABRIELE MUCCINO

LeCose Non Dette è l'ultimo film di Gabriele Muccino che racconta la storia di Carlo ed Elisa (Stefano Accorsi e Miriam Leone) iniziata scoppiettando fra baci e abbracci e rotoloni fra le lenzuola dove amoreggiano allegramente ed in perfetta sintonia.  La coppia entra in crisi per mancanza di un figlio vivendo comunque una vita brillante dedicandosi al lavoro, lui come insegnate di filosofia e scrittore, mentre lei scrive con successo per una rivista.  Vicini a loro c'è un'altra coppia Paolo (amico di scuola di Carlo e segretamente innamorato di Elisa) interpretato da Claudio SantaMaria con la moglie Anna ( Carolina Crescentini) che si ripropone con le dinamiche del Film A Casa Tutti Bene in cui lei è nevrotica ed insopportabile mentre lui subisce  scenate ansie e paranoie continue. Ad allietare, si fa per dire, la loro vita c'è invece una figlia adolescente Vittoria pruriginosa e ribelle, oppressa dalle premure ansiogene della madre che la vorrebbe sempre bambina,  che ha un debole per Carlo al quale in una scena lo abbraccia saltandogli al collo impiastricciandogli la bocca col rossetto messo di nascosto come nel film Lolita con Jeremy Irons.

Le due coppie si supportano amichevolmente decidendo di fare insieme una vacanza in Marocco con la speranza per Elisa di ritrovare l'armonia di un tempo non sapendo che invece era già spezzata dal tradimento del marito con una giovane studentessa a nome Blu (Beatrice Savignani) molto aggressiva e intenzionata a far separare Carlo dalla moglie. Lui è caduto in pieno nella trappola della ragazzina piena di vita, impetuosa come un fiume in piena ma in realtà molto aggressiva facendo ricordare Scarlett Johnsson in Match Point del film di Woody Allen al quale si è sicuramente ispirato Muccino avendo introdotto anche lui come colonna sonora brani di opere liriche a supportare il dramma della gelosia di un'amante che pretende il posto della moglie. 

Paolo è un debole ed eroticamente preso da questa ragazzina che non riesce a tenere a bada tanto da trovarsela anche nella vacanza a Tangeri dove lei lo ha raggiunto di nascosto. Le situazioni ansiolitiche al cardiopalma si susseguono accavallandosi nell'alternarsi fra una coppia e l'altra fino ad arrivare ad un punto di scoppiar come una bomba perchè Blu la studentessa-amante vuol spifferare tutto alla moglie. Non farà in tempo perchè dopo una nottata turbolenta in cui le ha fatto compagnia anche lla piccola Vittoria affidatale dal padre per trascorrere qualche ora insieme, verrà trovata annegata fra le scogliere del mare.

Di fronte alla tragedia le due coppie amiche tornano a Roma lasciandosi alle spalle una vacanza piena di litigi, di scenate, di rincorse e nascondini, di insulti e riappacificazioni di dolore e di orrore nel sospetto che serpeggia nella mente di Carlo e di Vittorio che a dare la spinta alla ragazza sia stata proprio quella bambina disturbata.

E' un bel film perchè si segue in tutte le sequenze con attenzione e partecipazione ai dialoghi e nell'ammirare la location con su e giù fra le stradine di Tangeri, la piazza enorme e la cammellata sul lungo mare della coppia Carlo Elisa che sostano sulla spiaggia al tramonto come le coppia del film Un Te' nel Deserto di Bertolucci. Insomma tante ispirazioni ad altri film ma gli interpreti sono tutti bravissimi, con Stefano Accorsi che ripete il personaggio di L'Ultimo Bacio vent'anni dopo, Miriam Leone è sempre più siciliana nel trucco (le sopraciglia foltissime) e parrucco senza però esprimerne il carattere focoso e sanguigno perchè un filo distaccata, mentre la coppia Santamaria e Crescentini si conferma come quella fuori di testa del film A Casa Tutti Bene. Bravissima anche e soprattutto la giovane amante studentessa Beatrice Savignani che invece ha saputo esplodere corposamente in tutta la veemezza della passione giovanile con un dialogo serrato a muso duro e prepotente e a carattere deciso e volitivo da divoratrice del maschio che subisce il fascino come uno schiavo d'amore.


lunedì 26 gennaio 2026

SOLDATO BLU IIL FILM CHE HA SEGNATO UNA SVOLTA

Soldato Blue visto ieri sera su Rai Movie,  è un film  importante per aver segnato una svolta nella storia dei nativi d'America  riconoscendoli come vittime per essere stati depredati dei loro territori con massacri e violenze perpetrate su donne e bambini indifesi. 

Il film è datato e un po' ingenuo insistendo nel presentare una ragazza sveglia e navigata, essendo stata per alcuni prigioniera degli Cheyenne, con un linguaggio molto scurrile  perchè allora rappresentava una liberazione per le donne femministe del 68, come espressione di libertà e di parità col maschio che veniva imitato in tutti i suoi difetti, piuttosto che pregi, come le parolacce a ruota libera e il sesso. 

E' comunque un bel film avendo appunto segnato una svolta e un cambio di prospettiva. Poi ne sono seguiti altri interessanti con Richard Harrys per esempio ...

La protagonista Candice Bergen era stata comunque una rivelazione per la bellezza algida e molto aristocratica che valorizzava anche le mises di stracci, ed aveva fatto tendenza nella moda anni 70 che si era ispirata al film creando vestiti a pelle di daino, le frange alle maniche e alle borse, le piume agli orecchini e le colanine colorate poi diffuse dai vu' cumpra' che sono loro servite per aprire l'immigrazione.

Candice Bergen aveva fatto tendenza anche col capello liscio e biondo di una colorazione molto particolare perchè aveva adottato le prime meches che davano un riflesso delicato a sfaccettature oro di grande effetto scenico ed elegante. Imitatissima poi da tutte le bionde del suo calibro, che si contrapponevano al biondo platino di Marilyn, che con la sua morte se lo era portato nella tomba. Le bionde anni 70 erano molto consapevoli, da Candice Bergen ad Angie Dickynson, da Jane Fonda alla Deneuve che escludevano il biondo paglia della Brigitte Bardot, un biondo che comunque stava bene solo a lei.

Il capello di Candice Bergen era quello che comunque andava per la maggiore anche perchè lei lo portava in modo aristocratico come tutto il suo portamento e la mimica facciale tagliente e asciutta che se non fosse stato per il labbro grande e carnoso le avrebbe conferito una maschera crudele.

Invece lei era fredda ma passionale e molto trasgressiva anche se non si presentava mai scosciata o con decolletè perchè aveva portato in scena  rapporti lesbo in modo molto ma molto chic.

 “Vieni Cherie”. La frase è rimasta impressa, pronunciata da una ricca e signoira agè, davanti alle sue amiche di collegio che si erano ritrovate per una rimpatriata in un film ormai dimenticato Il Gruppo, lasciandole tutte a bocca aperta di fronte a quella rivelazione che lei, la più bella e la più corteggiata, fosse lesbica.

Comunque è stato il biondo ad avere la meglio come tendenza (che Candice Bergen porta ancora meravigliosamente bene) perchè i rapporti lesbo in america erano rimasti sempre a livello palesato e fonte di grandi tormenti, mentre in Italia con Pier Paolo Pasolini  che scopriva i genitali al vento, si apriva quel filone d'oro delle commedie serie dell'Ubalda a coscia lunga nella quale si tuffavano sia uomini che donne.


Per ridere ovviamente, mica a far l'amore, perchè solo in questo modo si poteva superare la censura. 




LA GRAZIA. TUTTI I GRANDI PRESIDENTI DELL'ITALIA.

 

La Grazia del regista Paolo Sorrentino è un film che si distingue per la tecnica di lavorazione con ambienti bui ma quasi ascettici ed i flash-back che non si accavallano  al racconto rendendolo fluido e comprensibile a tutti.

Infatti spesso il flash-back innervosisce il pubblico per le continue interruzioni della trama con la quale si mescola passato e presente in continuazione mandandolo in confusione.

Invece qui il racconto è lineare con la particolarità di essere girato in modo frammentario e nuovo perchè mai visto prima d'ora: è come se ogni sequenza sia un video a sé da scorrere come una sorta di carrellata social, che segue comunque un copione così come capita nel vedere nei video social comparire e ricomparire figure anche in AI per fare domande facendo riflettere sulle risposte che si inviano.

E' una tecnica che favorisce la concentrazione sui dialoghi dei personaggi che in questo contesto sono Istituzionali.

Infatti il protagonista Toni Servillo interpreta il ruolo del Presidente della Repubblica Mariano De Santis giunto a pochi mesi dalla fine del mandato con un impegno da assolvere che lo paralizza nella decisione di approvare un decreto di eutanasia concedendo la grazia a due detenuti condannati per questo reato, e in attesa della sua concessione di libertà.

Il lui prevale la formazione da giurista di elevata statura per cui vuole liberarsi da ogni scrupolo esaminando attentamente gli atti e con i codici e codicilli collaterali aiutato in questa ricerca dalla figlia molto diligente e devota tanto da arrivar a trascurare la sua vita per adempiere all'onore di un servizio verso il padre Presidente il cui rigore, rettitudine e correttezza è messo a dura prova da un peccato confessatagli dalla moglie 40 anni prima e poi in seguito deceduta, di un tradimento che lui, amandola incondizionatamente, aveva perdonato senza spegnere il tarlo della gelosia non avendo fatto il nome del rivale per cui si logora nel cercarlo fra gli amici che frequentavano privatamente e ora nella cerchia istituzionale con uno dei quali sbrocca facendo una scenata per poi pentirsene non avendo prove.

Fra tanti dubbi sul decreto da emettere il Papa, suo amico, gli esprime ammirazione sul fatto d'essere dotato di una cosa rara, la Grazia. La Grazia è l'innocenza, è il contatto diretto con la coscienza e la consapevolezza di essere nel giusto per non aver mai peccato. La Grazia farebbe pensare alla leggerezza mentre invece rappresenta la roccia ed infatti lui è soprannominato dagli amici Cemento Armato.

Per approfondire le sue ricerche vuole documentarsi parlando direttamente con i detenuti da graziare tra i quali sceglie la moglie che ha ucciso il marito non tanto per maltrattamente subiti dai quali potrebbe essersi difesa, quanto per la convinzione di averlo fatto ritenendolo malato perchè rotto dentro, riconoscendole in questo la sua buona fede. 

Il film si presta a tante interpretazioni perchè effettivamente il regista come da lui affermato si è ispirato a vari Presidenti, tutti i Grandi che hanno governato l'Italia, da Mattarella a Napolitano, da Cossiga a Pertini,  ma a domanda del giornalista Aldo Cazzullo che lo ha intervistato se si fosse riferito a Berlusconi quando avevano acclamato il protagonista del film a Teatro dicendogli: “Grazie per averci liberato da quell'incosciente” Sorrentino ha risposto che ognuno è libero di vedere quel che vuol vedere. 

Così è per ogni opera artistica o performance: più sono i critici che dissentono o si sbizzarriscono e il pubblico che si spacca, più la creazione artistica è ricca di spessore e di verità,  la Grazia appunto.


sabato 24 gennaio 2026

L'ORGOGLIO RICCIOLO DI FEMMINISTA MEMORIA

 Quando le femministe erano scese in campo nel 68 per rivendicare pari diritti col maschio esibivano con le dita il “logo” della vagina  vantandone il possesso esclusivo con orgoglio.

L'orgoglio ricciolo aveva scatenato l'inferno perchè le donne si erano liberate oltre che del reggiseno bruciato nelle piazze,  anche delle mutande esibendo il triangolo assassino alla luce del sole  e dei riflettori dove proliferavano le star del cinema  e Tv col nudo d'autore.

Sì ma intanto la facevano vedere  senza pudore e con molta libidine diciamolo 

Un ricciolo rimasto nella storia perchè immortalato in una rivista che aveva fatto il giro del mondo, è quello di Valeria Golino in una foto scattata al Festival di Venezia che lo aveva messo in mostra facendolo intravedere da uno straccetto che lo copriva in parte tanto per dargli il tocco erotico del vedo-non-vedo al di là della pura crudité che invece ostentava spudoratamente Pier Paolo Pasolini nei suoi film comprendenti la trilogia Il Boccaccio I Racconti di Canterbury ed il Fiore delle Mille e una notte dove i maschi mostravano il pisello e le donne il triangolo ricciolo.

Strada facendo gli uomini a cotanta vista, da gagliardi avevano cominciato ad impaurirsi sentendosi  minacciati nella loro virilità per aver perso il gusto della conquista. 

Il ricciolo era diventato una sorta di foresta nera che li impauriva.

Cosi' le donne sono corse ai ripari con la ceretta brasiliana ed hanno rapato a zero il loro punto di fortuna presentandosi al maschio come “una bambola”, con la quale giocare senza remore né sensi di colpa ma innocenti come dei bambini magari sperando di arrivare a realizzar quel sogno che ci accomuna tutti ovvero tornare giovani con l'esperienza di un adulto.

Sui social si è andato oltre perchè grazie all' AI sono stati creati bambini neonati che parlano come persone adulte sì ma col pisellino e la cosina senza l'ombra di un pelino. 

Comunque sia di quell'orgoglio ricciolo non c'è piu' traccia alcuna.



venerdì 23 gennaio 2026

DON MATTEO LA SERIE CON RAOUL BOVA E' SEMPRE SEGUITISSIMA

 Don Matteo la serie mitica, ormai si regge sulle gags e i meme di Nino Frassica, irresistibile nel ruolo del Maresciallo Cecchini che ora si ritrova una squinzia di marescialla a nome Caterina (Irene Giancontieri)  con due bellissimi occhi azzurri che spaccano nel mettergli il fiato sul collo perchè inviata per sostituirlo mentre lui è all'oscuro di essere inviato in pensione.

Raoul Bova nel ruolo di Don Massimo offre la più convincente interpretazione a conferma di quel detto popolare che un prete predica bene ma razzola male. Infatti dà un cazzotto a un uomo che ritiene malandrino ma anche se lo fa a fin di bene ha sempre violato le parole del Vangelo che sono il pilastro dell'insegnamento cristiano “Porgi l'altra guancia”. Maramao... perchè sei morto. Pum!

Il morto è sempre quello che lui trova puntualmente in ogni puntata per cui si butta nella squadra delle indagini facendo da suggeritore all'anziano maresciallo dandogli le dritte per far bella figura con il Capitano Diego Martini (Eugenio Mastrandrea)  che fra le manette e un fermo sta pensando al matrimonio con Giulia ( Federica Sabatini) la sorella di Don Massimo. Il quale gli dà il suo consenso citando le parole del Vangelo “...abbandonerai tuo padre e tua madre...” Parole sante che questa volta cadono a fagiolo avendo l'Ispettore due genitori impossibili da sopportare anche se simpaticissimi, ma presi separati, interpretati da Tosca D'Aquino e  Max Tortora 

La citazione cade su un altro fagiolo, anzi due, perchè si presta al paragone con fatti di attualità molto presenti sulla scena che coinvolgono due coppie in contrasto clamoroso con le famiglie  di origine di casato nobiliare come quella Reale  o di celebrity come Davide e Victoria Beckham: sono rispettivamente Meghan ed Harry   con a seguir Brooklyne e Nicole.  Entrambe le coppie nel lasciare la famiglia dopo il matrimonio sono entrate in lite a livello mediatico facendo volare senza alcun ritengno stracci  quando è risaputo che questi dovrebbero essere lavati in casa perchè chi semina vento poi raccoglie tempesta ed a farne le spese sono sempre i figli ovviamente.

Pertanto non ci resta che dare il benvenuto al ritorno di Don Massimo continuando a seguirlo perchè razzolando male, ha comunque predicato bene lasciando un messaggio molto chiaro sui rapporti famigliari da cui se ne deduce sia molto saggio  lasciar liberi i figli di andarsene per farsi una loro famiglia senza comunque tagliare i fili che li legano all'insegna del rispetto e dell'affetto. Ma a debita distanza. Una tendenza che ormai si sta allargando anche alle coppie, ma questa è un'altra storia.


lunedì 19 gennaio 2026

LA TERRA PROMESSA UN MADS MIKKELSEN DI TEMPRA E CLASSE.


La Terra Promessa  su Rai Play gira inorno a un "sacco di patate".

Un film drammatico ambientato nella Brughiera Danese pochi anni prima della rivoluzione francese che ha giustiziato i nobili per riscattare i servi trattati come schiavi con potere di vita o i morte dei loro padroni.

 Le patate rappresentano il mondo nuovo gia' insediatosi in Germania che le ha diffuse in tutta Europa tanto e' vero che i tedeschi ancora oggi vengono chiamati kartoffein.

Il protagonista è Mads Mikkelsen nel ruolo del capitano Ludving von Kahlen che si prende la scena dalla prima sequenza all'ultima con lo sguardo impassibile militaresco da duro e gentiluomo, vigoroso nel lavorar la terra, soldato nel difenderla, passivo nell'amore con le donnbe perchè non deve chiedere mai le quali infatti lo corteggiano chiedendolo apertamente in marito e lo seducono cavalcandolo nel buoio della notte quando gli istinti sono più forti delle difese in campo.

 La patata è un tubero prezioso e delicato da seminare e coltivare in un terreno ostico dove lui riesce a tracciare il solco lavorando sodo giorno e notte e poi con l'aiuto di coloni, dapprima reclutati fra i briganti della foresta , e poi da quelli mandatigli dal Re, essendo la brughiera parte del Regno anche se un suo latifondista Frederich de Schinkel ne vanta la proprietà.

La lotta fra i due si fa aspra e violenta con azioni crudeli da parte del signorotto che lo vuole piegare ai suoi voleri senza riuscirvi a costo di morire con grandi sofferenze come la tortura e l'acqua bollente sul corpo.

Un primo faccia a faccia tra i due chiarisce la loro filosofia di vita e la chiave del contendere: per il signorotto Dio è caos, la vita, cazzo figa merda sangue, è caos la guerra è,caos ma per il Capitano la vittoria è per chi riesce a controllare il caos. La determinazione e la perseveranza nel voler raggiungere l'biettivo prefissato, la fondazione di una colonia su un terreno coltivato a patate, una casa un titolo nobiliare e dei servitori, lo rendono coriaceo a parare ogni gesto esterno per contrastarlo riuscendo alla fine nell'intento solo con l'aiuto delle donne che lo amano: nobile e domestica si coalizzano nella lotta per uccidere il latifondista violento e stupratore. Liberatosi così del nemico perde anche le due donne perchè la nobile torna nel suo Paese d'origina la Norvegia, mentre la domestica e sua amante viene arrestata per essere spedita ai lavori forzati.

Così la vittoria vissuta in solitudine non lo soddisfa anche se le patate continuano a crescere per cui rinuncia agli onori per unirsi alla donna che concretamente gli ha fatto conoscere l'amore, con il cibo la cura della casa e l'amore profondo fatto di sesso  senza parole, e che lui salva dal carro che la porta al suo destino di condannata a morte per portarla con sé in un luogo da esplorare per ricominciare una nuova vita.

Un bel film con molta azione e colpi di scena molto erotico anche senza scene esplicite che l'argomento stupro padrone e servette poteva motivare mentre invece si è preferito lo shock anafilattico di buttarne una giù dalla finestra, ed il cui messaggio  è racchiuso in poche parole: solo l'amore rende la vita degna di essere vissuta: Rendendole onore.


mercoledì 14 gennaio 2026

KATE PRINCIPESSA DEL GALLES, LA DONNA DELL'ANNO


Con tutta questa invasione di docenti che salgono in cattedra, ad emergere è una maestrina, che detto così sembra un insulto se non fosse che ad interpretarla sia Kate Middleton la quale proprio per questo deve considerarsi la donna dell'anno appena passato.

Sì perchè Kate ha superato qualcosa che pochi riescono ovvero la sua malattia: un tumore che si dice al colon.

Il quale si sa è provocato da alcol fumo e stress psico-emotivo che in questo caso è stato somatizzato da lotte intestine in senso alla famiglia Reale dove se il cibo è stato sempre rigorosamente controllato, i rospi che le hanno fatto ingoiare erano tanti che lei non è mai riuscita a sputarli. Però li ha digeriti con la chemioterapia mentre i media facevano i  nomi, di questi rospi,  rendendole giustizia anche se quando uno è ammalato è sempre e comunque solo per cui deve contare sulle sue energie che Kate evidentemente aveva in quantità tutte compresse non avendo avuto modo di esprimerle in pieno tutta presa dal ruolo istituzionale che il matrimonio con l'erede al trono le aveva riservato. Nel solco di Diana? Non proprio perchè Kate più che una Principessa del popolo ha sempre avuto l'aria da maestrina impegnata principalmente con i bambini a fare bricolage, pasticci in cucina, suonare con loro strumenti oltre ovviamente a partecipare ad eventi importanti per soddisfare il suo amore per l'arte.

Se prima praticava molto sport, ora coltiva sempre la passione ma ha messo da parte ogni velleità non tanto causa malattia, quanto per aver battuto Federer e questo le basta per sentirsi campionessa avendo realizzato un sogno nel cassetto.

La vita sana la conduce in mezzo alla natura nella quale vuol far crescere i figli lontani dal rumore del circo mediatico per dar loro una formazione il più possibile vicino alla realtà considerando il loro ruolo di Reali come un impegno da assolvere tenendo sempre presente che la vita è nella famiglia privata Kate e Middleton.

La famiglia non è un'azienda, non è un brand, non è una Premiata Ditta.

Maestra e Mater, con queste elementari nozioni alla base di una vita normale che vada oltre la Corona come aveva sempre fatto la Regina Elisabetta considerandola una priorità assoluta, Kate ora si prepara al ruolo di Regina  senza fretta, senza stress senza smania di arrivare perchè tanto il trono è là che l'aspetta.

E poi con Camillla vuole avere buoni rapporti, non è una suocera con la quale competere, per cui non le riesce difficile. Tutti fanno capo a Re Carlo il quale ama Kate per la sua elegante presenza fonte di business come influencer nel settore fashion e per il carattere equilibrato che fa da train d'union con il principe William perchè con lui pare ci siano divergenze a libello di rapporti famigliari restando molto duro nella posizione di esclusione di Andrea ed Harry e Meghan dalla famiglia Reale.

Se con Andrea sarà difficile che si riprendano i rapporti con Harry e Meghan arriverà il momento, ovvero quando William sarà Re perchè così il fratello dovrà giurargli fedeltà e obbedienza, cosa che non ha fatto con Re Carlo perchè, forse su consiglio di Camilla, lo ha lasciato all'Incoronazione fra i parenti minori.

I quali si sa, come delle piccole vespe tramano nell'ombra complottano tirano fuori i loro pungiglioni sperando in un colpo anafilattico. Ma Kate se ha sconfitto il tumore il pungiglione di una vespa non le cale.


martedì 13 gennaio 2026

FINE ILLUSIONE. IO SONO STRONZA


Illusione Perfetta è un film ambientato a Milano, con la regia di Pappi Corsicato, che narra la storia di Toni (Giuseppe Maggio) un bel ragazzo dalla vita matrimoniale appagata con una moglie, Paola (Carolina Sala)  che partecipa attivamente alle sue performance erotiche esaltate con cavalcate da stallone, che lavora in una SPA settore asciugamani.  Dopo aver annusato una mutandina con l'odore di suo gusto se l'era messa in tasca. L'odore era quello di una stronza, una ricca gallerista a nome Chiara (Margherita Vicario), che sorprendolo in flagrante l'aveva fatto licenziare. Si chiude una porta ma si apre un portone.
Sì perchè in un incontro casuale la ritrova che le chiede umilmente scusa introducendolo con gratitudine a lavorare in una galleria d'arte per consentirgli anche di dare sfogo alle sue velleità artistiche di pittore lasciate ad ammuffiire in cantina per ordine della moglie che lo voleva presente sulla loro realtà progettuale come carriera, la sua, e poi nel fare un figlio.

Imbastita una liaison clandestina con Chiara all''oscuro del suo impegno sentimentale, il giovane si barcamena nel triangolo finendo nella trappola di famiglia che gli offre una cifra esorbitante per fare il capro espiatorio di un incidente mortale causato dalla gallerista. Al giovane non resta che confessare tutto alla moglie la quale lo consiglia di alzare la posta accettando di farsi alcuni mesi di carcere perchè quei soldi serviranno per il loro menage nel benessere. 

Così mentre e' in carcere la moglie e la gallerista hanno un chiarimento sulla situazione da loro vissuta costruita su un mare di bugie che entrambe non accettano lasciando il giovane al suo destino, senza soldi (fagocitati dalla moglie) e senza un futuro da pittore facendogli perdere ogni illusione sul fatto di essere un grande artista amato da due donne. Due Stronze. 

Eppure lo sapeva perchè con la moglie si sentiva sempre imbarazzato mai a proprio agio se non quando faceva l'amore senza guardarla in faccia perchè comunque aveva un bel corpo, mentre la gallerista l'aveva annusata subito e le era pur piaciuto.

Un film che fa riflettere sul fatto che nella vita sia tutta una questione di essenza. 

lunedì 12 gennaio 2026

GOLDEN GLOBES 2026 APPUNTI E CURIOSITA'

 Quante novità al Golden Globes 2026. La prima curiosità è nel vedere Julia Roberts sempre single. Infatti non porta mai il marito o i figli, segno che voglia porre un netto confine tra pubblico e privato, tra famiglia e lavoro. Giustamente anche perchè lei sul Red Carpet trova sempre il modo di aggregarsi al ricevimento che ne segue alla coppia presenzialista George Clooney ed Amal essendo Clooney suo amico di vecchia data mentre Amal l'accoglie sempre con un sorriso non tradendo la sua origine medio-orientale dove la moglie accetta tutto quello che il marito le offre perchè se è contento lui lo sono tutti. E comunque al braccio sul red Carpet ci resta sempre e solo Amal aggrappata come l'edera.Un'altra single è Pamela Anderson a conferma che la Liaison con Liam Neeson sia stata solo un fuoco di paglia giusto per il lancio del film a rinverdir le loro carriere facendo micio e micia della terza età.


Altro single notato è  l'attore Leonardo Di Caprio senza la compagnia di Vitoria Ceretti la quale ormai essendo già uscita dall'età adolescenziale probabilmente lui l'ha messa da parte con tutte le altre “bambole” della sua vita. Notata l'attrice Elle Fanning con abito in lurex argentato ad ampia scollatura ma con  fianchi in evidenza che le hanno fatto perdere la linea da eterna adolescente ma non si sa perchè o per come lei rimane sempre una tipa giusta da Red Carpet. Fa fino.

Un flash è stato riservato alle ex ragazze di Sex And The City, Sarah Jessica Parker e Christine Davis, in versione sempre più agé come a segnificar l'ineluttabilità del tempo e del tramonto di quella che fu una serie di apertura per le fashion-victime a shopping compulsivo e menate delle apericene con qualche botta di sesso senza cerniera anche se a tutt'oggi le giovani persistono non tanto sul modello fashion (perchè il resto di strada ne hanno fatta molta)  con accostamenti a vanvera all'insegna dell'eccentricità, quanto nella maniaca tendenza ad esibire borsa griffata e scarpa Manolo costi quel che costi anche al costo di fare un mutuo.

Un'attrice che non conosce cedimenti è Ellen Mirren apparsa in rosa confetto in perfetta forma con caschetto glaciale,  sostenuta da Body contenitivo e outifit a drappeggio e leggero strascico, a tutto busto eretto da spallette e bijoux ad effetto. Effetto The Queen forever.A vincere il Globe è stato l'attore Thimotée Chalamet il quale sul palco come un semplice ragazzo di campagna di classe ha pubblicamente elogiato la sua compagna Kylie Jenners per essere l'artefice della sua carriera di successo. Ahi Ahi| e quiì che casca il sempliciotto non avendo messo in conto che in caso di separazione gran parte del patrimonio spetterà a lei avendola riconosciuta artefice della sua fortuna in quanto partner e manager che ad occhio e croce fan 50 più 20...30...? per cui a lui rimane circa un...20. Vabbe' ormai e' fatta e si fara' le ossa.

Infine, da ultima ma non ultima, la folgorante apparizione di Jennifer Lawrence in abito trasparente vedo-nonvedo- dove si vede tutto tranne il punto fffff.ca 

Per quella, se la volete vedere andate al cinema e pagate il biglietto. E' così che si riempiono le sale.


sabato 10 gennaio 2026

MASTER E COMMANDER. PER ANDARE OLTRE L'UOMO E' SOLO

 

A  volte la serata sul divano paga. Ieri sera  c'era un bellissimo film su La7 cinema che  andava visto sul grande schermo perchè di genere Kolossal dove viene esaltato al massimo, ma meno male che si possono vedere in Tv per chi l'avesse perso come me, Il protagonista era Russel Crowe, il Massimo appunto mai dimenticato che con il sequiel ce ne siam fatti una ragione chiudendo col settore giochi al Kolosseo e Circo. Massimo appunto, mediatico in primis- In questo film Russel Crowe è ancora giovane nel pieno del suo vigore e del carisma mai più riscontrato in nessun altro attore.

Il film Master e Commander è la risposta positiva a Gli Ammutinati del Bounty,  quello con Marlon Brando che definisce il Capo della Nave “Siete uno sporco maiale”  capeggiando la rivolta dei marinai con un ammutinamento clamoroso, ma è anche un mix tra le gesta dell'Ammiraglio Nelson che ha sconfitto Napoleone e le sue navi nel Mediterraneo, e il Capitano James Cook esploratore e navigatore nell'Oceano Pacifico. Il film è molto avvincente per le scene di battaglia fra le navi Inglesi e Francesi con perdite ingenti di uomini e di alberi maestri lasciando dei relitti che non hanno spento gli animi perchè tutti sono rimasti fedeli e compatti con il loro Comandante.

Il quale si è diretto a  Capo Horn per poterne varcare i confini perchè lì finiva la conoscenza geografica del mare e delle terre del Sud dell'Oceano Pacifico dove si consumavano le ultime battaglie con il nemico francese Napoleonico. Con coraggio e determinazione lui guida accendendo l'entusiasmo per buttarsi nella mischia dopo aver speronato le navi e dare la vita per il Re, per la Famiglia e per il bottino. Grande combattente autorevole e sicuro delle sue strategie è anche molto attento verso il nuovo perchè favorisce l'esplorazione e la ricerca in terre nuove oltre i confini di uno dei suoi ufficiali su piante ed animali mai visti, dopo essere stato colpito dalla sua passione per la ricerca a costo di rimetterci la vita.

Una performance che descrive un leader carismatico autorevole di polso e di umanità, a differenza di un dittatore che in quei contesti erano molto diffusi per mantenere la disciplina con fermezza fino a rasentar la crudeltà come appunto ne Gli Ammutinati del Bounty che a loro volta avevano sbagliato nel lasciarsi dominare dagli istinti sessuali con le donne indigene molto accoglienti. In questo film c'è solo un'occhiata furtiva verso una donna su un'isola prima di salpare che gli sorride alla quale risponde con un sorriso per poi riprendere la sua missione di comandante facendoci comprendere quanto sia importante nella sua vita andare oltre. Oltre i confini, oltre l'amore di una donna.

Le femmine non sono ammesse in una così alta missione per la ricerca di un nuovo mondo e contribuire al progresso dell'umanità.

Morale:

 signorine e signore state a casa, le prime per imparare le ricette di Matilde di Canossa e sperare che un Papa o un Imperatore venga a mangiar nel vostro piatto, le seconde per accudire ai bambini.

I veri uomini sono fatti per viaggiare  dove l'uomo non abbia mai messo piede, verso i grandi spazi, verso l'Infinito.

mercoledì 7 gennaio 2026

NO OTHER CHOISE. NON C'E' ALTRA SCELTA

 


In un mondo sempre più digitale la carta stampata sembra destinata a scomparire: bollette ricevute estratti-conto lettere giornali cartolerie edicole librerie ecc. Andrò tutto in fumo. Farenhaith 451. Quando si dice che tutto cio' che il cervello dell'uomo immagina è destinato a materializzarsi nel tempo.

Il film Coreano No Other Choice affronta questa tematica partendo dalla radice del problema ovvero da quel territorio dove vengono sradicati alberi per ricavarne legname da utilizzare per la cata., dove lavorano molti operai di una multinazionale americana, che dan sostegno alle loro famiglie.

Uno di questi, il protagonista, che ha una bella “casa nel bosco” con moglie e tre bambini e una serra fittissima e rigogliosa di piante che cura con passione, viene licenziato insieme ad altri per riduzione personale. Nonostante il sostegno amorevole della famiglia lui non riesce a trovare un altro lavoro per cuimette in atto una strategia per eliminare i concorrenti più temuti candidati insieme a lui per un posto di lavoro sempre settore cartaceo. 

L'aliminazione sistematica è spietataarrivando a quel livello trucido introdotto con successo dai film Coreani con Parasite in primis, vincitore premio Oscar.

Il filone sembra vada a gonfie vele vista l'acoglienza che si riserva a questo genere di film, con la sala tutto esaurito, dove tra un suon di violoncello, una potatura ad arte, e la romantica vita di coppia tra barbecue e piccole ripicche per suscitare gelosie e rinverdir il sesso ormai spento dalle preoccupazioni, il protagonista sgozza e uccide senza pietà i concorrenti riuscendo a farla franca con la polizia sulle sue tracce che semina per la sua faccia di bronzo, arrivando cos ad occupare un posto di lavoro da dirigente di un'azienda cartacea con il metodo digitale senza l'aiuto di operai e la fatica dello spaccar la legna. E la schiena.

Tutto bene quel che finisce bene, l'importante è il risultato. Un messaggio in linea con quello Americano del trionfo del bene sul male che in questo film Coreeano viene preso alla lettera: Se il potere si ottiene scalando sui cadaveri di altri e si manitiene allo stesso modo, c così vale per il posto fisso.

Ormai l'umanità sta viaggiando su questa lunghezza d'onda perchè il suo tam tam si sta diffondendo in tutto il globo. Per una causa che si ritiene giusta tutto è concesso e vinca il più forte, il più spregiudicato, il più criminale.

Se hai una teoria che possa spiegare il tuo operato ti autoassolvi elimanando ogni complesso di colpa. In questo modo i sorprusi le sopraffazioni le violenze le destituzioni le eliminazioni sono la soluzione finale a fin di bene: per la patria la famiglia la sete di potere si agisce. Dove sta il problema?

Il problema è di chi resiste o nell'arroccarsi per giocare in difesa, perchè non sempre chi attacca è il più forte o il più furbo e nessuno più crede al cavallo di Troia, oppure cercare alleanze come a suo tempo Cuba e Baia dei Porci e porre definitivamente un freno alle porcate senza una motivazione logica come volenti o nolenti sta facendo Putin con l'Ucraina. Perchè oltre alla violazione del diritto internazionale esiste una ragione per perpetrare certe invasioni là dove le guerre sono sempre all'ordine del giorno, come a Gaza, e TaiWwan che solo con atti di forza si possono risolvere. Perchè il dialogo non ha mai sortito alcun effetto positivo. E la speranza di un dialogo è solo per chi  ha paura di prendere decisioni. Nel separarsi da Trump e inglobare la Russia nell'Europa. Certo alla Von Der Layen è più simpatico Zelenscky ma tant'è.

No Other Choice. Non c'è altra scelta.


giovedì 1 gennaio 2026

CHECCO ZALONE HA SBANCATO TRA I FILM DI NATALE.

Checco Zalone ha sbancato al botteghino nelle feste di Natale con il film Buen Camino nonostante le recensioni poco benevoli della critica che non hano frenato l'afflusso degli spettatori nelle sale perchè il rituale immancabile del cinepanettone a Natale è un fattore molto importante per le famiglie che si riuniscono per feste in allegria. Così a farlo da padrone è stato lui, anche in mancanza dei beniamini storici affezionati come Massimo Boldi Christian De Sica Jerry Calà e Carlo Verdone e soprattutto perchè non c'era competizione con le altre offerte cinematografiche.

Checco Zalone ha una comicità che non tutti comprendono perchè fatta di battute surreali più per adulti che per bambini i quali ridono di fronte alla sue smorfie da scemo. Non lui ovviamente ma il personaggio che comunque Zalone sa interpretare molto bene facendo uscire il cretinetto che molti hanno dentro e che per vergogna non riescono ad esprimere specie se appartengono a quella fascia ingessata dei colletti bianchi, persone intelligenti che ritenendo la battuta volgare troppo bassa, preferiscono la comicità alla “Ridolini” o quella di Stanlio e Olio che ricorre  ad espedienti come il parrucchino, la gestualità da stupidino, la boccuccia posizionata a forma di culo di gallina per fare fino che ricorda anche la comicità di Toto' le cui battute comunque geniali si aggiravano sul filo intelligente del doppio senso del gioco di parole dei punti e delle virgole.

Con Zalone no, le battute sono schiette e cattive, molto “Cafone” per cui non è sbagliato dire che la gente accorre per la voglia di ridere di distrarsi non avendo voglia di riflettere sul passato e guerre come il film Nuremberg di sognare su un mondo nuovo come Avatar o fantasticare su un passato remoto come quello Jurassico con Scarlett Johansson. 

Come si poteva pensare che le famiglie andassero a vedere Nuremberg per esempio nonostante il nome di richiamo di Russel Crowe che comunque avrebbe sicuramente deluso le aspettative di un film di spessore visto come dal promo nei panni di Gorin palleggia le battute con Rami Malik gigioneggiando sui poteri magici. Gorin.

Grazie abbiamo già visto Roberto Benigni e ci basta e avanza perchè non è bello ridere sulla Shoah anche se il messaggio La Vita è Bella è positivo. Non si capisce comunque l'operazione marketing nel catapultare questo film proprio sotto Natale quando la gente vuole solo cercare di stare in pace intorno alle tavolate a farsi le magnate. Si dice che Russel Crowe con questo film sarà  candidato all'Oscar, sarà... ma quel che è certo è che lui ultimamente di film non ne azzecca uno perchè l'ultimo memorabile resta Noa'.

Per quanto riguarda gli altri due film di spicco, con Avatar non c'era più lo stupore della prima versione ed il Jurassico non faceva più paura con i mostri di un passato remoto ampiamente sfruttato per cui Checcho Zalone ha avuto la strada spianata per il suo Buen Camino “in macchina” ad accompagnare i pellegrini a piedi per inscatolare un cinepanettone di grande attrattiva perchè, senza nulla togliere al talento di Zalone, in quanto a “scemo” nessuno come lui.

Uno e centomila perchè comunque i social sono pieni di questi personaggetti di un cinismo cafone i quali più che comici, peggio sono ridicoli. E virali.