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lunedì 26 gennaio 2026

LA GRAZIA. TUTTI I GRANDI PRESIDENTI DELL'ITALIA.

 

La Grazia del regista Paolo Sorrentino è un film che si distingue per la tecnica di lavorazione con ambienti bui ma quasi ascettici ed i flash-back che non si accavallano  al racconto rendendolo fluido e comprensibile a tutti.

Infatti spesso il flash-back innervosisce il pubblico per le continue interruzioni della trama con la quale si mescola passato e presente in continuazione mandandolo in confusione.

Invece qui il racconto è lineare con la particolarità di essere girato in modo frammentario e nuovo perchè mai visto prima d'ora: è come se ogni sequenza sia un video a sé da scorrere come una sorta di carrellata social, che segue comunque un copione così come capita nel vedere nei video social comparire e ricomparire figure anche in AI per fare domande facendo riflettere sulle risposte che si inviano.

E' una tecnica che favorisce la concentrazione sui dialoghi dei personaggi che in questo contesto sono Istituzionali.

Infatti il protagonista Toni Servillo interpreta il ruolo del Presidente della Repubblica Mariano De Santis giunto a pochi mesi dalla fine del mandato con un impegno da assolvere che lo paralizza nella decisione di approvare un decreto di eutanasia concedendo la grazia a due detenuti condannati per questo reato, e in attesa della sua concessione di libertà.

Il lui prevale la formazione da giurista di elevata statura per cui vuole liberarsi da ogni scrupolo esaminando attentamente gli atti e con i codici e codicilli collaterali aiutato in questa ricerca dalla figlia molto diligente e devota tanto da arrivar a trascurare la sua vita per adempiere all'onore di un servizio verso il padre Presidente il cui rigore, rettitudine e correttezza è messo a dura prova da un peccato confessatagli dalla moglie 40 anni prima e poi in seguito deceduta, di un tradimento che lui, amandola incondizionatamente, aveva perdonato senza spegnere il tarlo della gelosia non avendo fatto il nome del rivale per cui si logora nel cercarlo fra gli amici che frequentavano privatamente e ora nella cerchia istituzionale con uno dei quali sbrocca facendo una scenata per poi pentirsene non avendo prove.

Fra tanti dubbi sul decreto da emettere il Papa, suo amico, gli esprime ammirazione sul fatto d'essere dotato di una cosa rara, la Grazia. La Grazia è l'innocenza, è il contatto diretto con la coscienza e la consapevolezza di essere nel giusto per non aver mai peccato. La Grazia farebbe pensare alla leggerezza mentre invece rappresenta la roccia ed infatti lui è soprannominato dagli amici Cemento Armato.

Per approfondire le sue ricerche vuole documentarsi parlando direttamente con i detenuti da graziare tra i quali sceglie la moglie che ha ucciso il marito non tanto per maltrattamente subiti dai quali potrebbe essersi difesa, quanto per la convinzione di averlo fatto ritenendolo malato perchè rotto dentro, riconoscendole in questo la sua buona fede. 

Il film si presta a tante interpretazioni perchè effettivamente il regista come da lui affermato si è ispirato a vari Presidenti, tutti i Grandi che hanno governato l'Italia, da Mattarella a Napolitano, da Cossiga a Pertini,  ma a domanda del giornalista Aldo Cazzullo che lo ha intervistato se si fosse riferito a Berlusconi quando avevano acclamato il protagonista del film a Teatro dicendogli: “Grazie per averci liberato da quell'incosciente” Sorrentino ha risposto che ognuno è libero di vedere quel che vuol vedere. 

Così è per ogni opera artistica o performance: più sono i critici che dissentono o si sbizzarriscono e il pubblico che si spacca, più la creazione artistica è ricca di spessore e di verità,  la Grazia appunto.


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