
Non è così per la bellissima Charlene ed il principe Alberto la coppia del principato di Monaco che fin dal primo giorno di matrimonio era corredata di dossier piccanti sulla vita del principe, già noti a Charlene ed al pubblico.
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Il Principe Alberto invece assomiglia sempre più a Ranieri, principe manager e grande sportivo, che ha saputo assurgere il principato di Monaco a piccolo Stato indipendente di grande prestigio liberandosi dal cliché di Paese dei Campanelli, da operetta per intenderci.
La coppia reale è molto riservata, a parte eventi di beneficienza, e dunque poco accentratrice dell’attenzione mediatica al quale il Principe Alberto ha sopperito rilanciando Montecarlo con una biopic Hollywoodiana per esaltare il mito di Grace Kelly nel ruolo di oppositrice della mafia che controllava il racket delle case da gioco e dell’immobiliare sulle quali aveva puntato un occhio anche l’armatore greco Onassis.
Fuori uno, fuori due (la coppia Onassis-Callas) Grace aveva ripulito Montecarlo fino al fatidico giorno della corsa in macchina sulla strada verso la Roche dove perdeva la vita a causa di un incidente forse ai freni della macchina.
Delitto perfetto o casualità? Tante sono le ipotesi formulate dai media che si sono sbizzarriti così come faranno poi con la corsa dell’Alma di Diana e Dodi, in entrambi i casi rimaste irrisolte perché il pubblico ha accettato la tesi dell’incidente possibile e probabile assurgendo le figure di Grace e Diana a icone del 900, secolo nel quale ha fatto il ruggito da leonessa Jackie Kennedi facendo risultare tutti i biopic dedicati a queste prime donne, un mesto omaggio valido per una lussuosa sfilata vintage.
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