Un flop questo molto ben illustrato nel film La Comune interpretato dall'attrice Trine Dyrholm, vincitrice dell'Orso a Berlino un paio d'anni fa,
https://www.youtube.com/watch?v=WHU4ZNlXKcs
Il film è Danese e ripropone questa progettualità di una sorta di comunità Hippi chiusi in villa in termini tragici come a sottolineare il fallimento del concetto di convivenza di famiglia allargata nel quale trovare la felicità fra amici, mogli e amanti
Una progettualità di vita che non è nemmeno contemplata nei paesi in cui vige il sultanato perchè un marito con più mogli è tenuto a mantenerle tutte in separate case ed allo stesso livello essendo l'Harem stato abolito da tempo con la caduta dell'Impero Ottomanno (v. foto il film Harem Suare)

Se il progetto è difficile da realizzare al freddo Nord Europa figuriamoci nel profondo Sud dell'Italia.
Curiosamente a stemperare in modo colorato e brillante è arrivato il cinema tedesco riuscendo nell'intento di fare commedia rosa sul tema della famiglia allargata.
Il cinema tedesco non si è mai distinto per comicità ma questa volta sembra aver imboccato la strada giusta presentando una serie Tv a sceneggiatura della scrittrice tedesca di romanzi rosa Inga Lingstrom.

La Germania sta attraversando un momento di grande prosperità e benessere per cui è molto portata a vedere la vita in rosa, così come ci è stata esportata con questa serie di Inga Lingstrom la quale ha aperto proprio con una puntata sui Nuovi Amori che si intrecciano in una località della Svezia con tanto di complicità dei figli minori.

Ogni situazione, anche quella traumatica della separazione è affrontata dalla moglie vittima ad occhi aperti con determinazione e tanta dolcezza senza mai scadere nella melassa ma in modo naturale senza forzature infondendo gioia ed ottimismo.
In Italia ci sono tante fiction sul genere per cui sembrerebbe che i tedeschi abbiano scoperto l'acqua calda ma non è così perchè questa serie si differenziava parlando bene l'italiano senza inflessioni dialettali o regionali come i tanti personaggi, alla Nino Frassica per intenderci, che fanno da contorno nelle fiction nostrane che invece di renderle brillanti le fanno finire in burletta specie se si mette l'accento su quello romanesco, il più terribile da reggere: “Ce' scemo!” Meglio di no.
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