venerdì 9 giugno 2017

REGINA ELISABETTA LA DONNETTA DI CASA WINDSOR

 Theresa May nonostante lo smacco ha ricevuto l'incarico dalla Regina Elisabetta di formare il nuovo governo Brexit.
La regina Elisabetta si è rivelata la piccola donnetta di casa  Windsor che ha regnato per più di sessant'anni nel Regno Unito. Infatti era un'occasione per un colpo di genio e uscire dal suo ruolo decorativo per far cadere il Governo salvando l'Inghilterra dall'affondo della May.


Invece non ha saputo cogliere l'attimo per passare alla storia come una Regina illuminata piuttosto che una casalinga reale il cui unico pregio è quello di essere rimasta sul trono più a lungo della Regina Vittoria. La quale ha segnato il regno con un politica espansionista piuttosto che di chiusura facendo uscire l'Inghilterra dalla piccola isola ed entrare fra le tre potenze mondiali facendo sedere al tavolo di Yalta fra Stalin e Roosvelt il suo primo ministro Winston Churchill.


 Il quale se ammirava la Regina Elisabetta quando era giovane, ora si rivolterà nella tomba vedendola gestire l'Inghilterra come una fantessa che fa quadrare il bilancio pagando le tasse e pareggiare i conti dei Windsor con il popolo.


                      

                             SOTTO AL PRIMO MINISTRO DUE PATATE BOLLENTI
A nessuno è sfuggito l'uscita di scena di David Cameron nel canticchiare una canzoncina dopo aver presentato il nuovo Primo Ministro a tutta Brexit May Theresa, come se si fosse liberato di una patata bollente.
L'affare Brexit appunto che ha preso in mano la May con un colpo di tacco a scarpe maculate: il suo unico vezzo, si dice in giro, perchè per il resto è nota come donna seria e rigorosa.
Non potrebbe essere altrimenti perchè per occupare un posto del genere non ci devono essere leggerezze di sorta.

Eppure il canticchiare di Cameron sembrerebbe il contrario come se al successo della Brexit corrisponda all'affondo verso il Regno Unito. Che lui ha comunque cominciato a traghettare chiamando i Britannici alle urne per decidere sul da farsi.
Con la frittata Brexit in bella di padella la May ha salutato tutti, insieme al marito per prendere posto in Downing Street al numero 10 e far dimenticare Margareth Tatcher in primis perchè il suo look è più graffiante di quello della ex Lady di ferro, senza le sue broches al petto come la Regina ma con delle scarpe ispirate alle Manolo di Sex and The City, improbabili quanto impossibili perchè solo la Carrie ed amiche potevano osare.

Come a dire che sotto la veste istituzionale c'è una cosina ardita e sexy. Una patata bollente, appunto che con la Brexit in pugno fanno due patate bollenti. Come a dire me' cojoni bollenti.
Sperando che non siano bolliti al limone, ma questo è un problema del consorte, la May di fatto è stata messa a governare l'Inghilterra facendo comunque un passo indietro davanti alla Regina in segno di sudditanza come tutti quelli che si trovano al suo cospetto non essendo permesso di voltare le spalle a Sua Altezza Reale.

La quale non si sa come accoglierà il nuovo Primo Ministro con le scarpe a fantasia come a voler imprimere un segno di potere creativo.
La fantasia al potere era lo slogan della rivoluzione sessantottina  all'epoca della swinging London di cui la May sembra essere seguace visto come osa con le scarpe trasgressive.
La scarpa si sa è un simbolo fallico e pitturarlo a piacere addobbandolo con tanti colori è sinonimo di esibizionismo narcisista che per la May con quel Physique du Role istituzionale non può essere l'ideale per esprimersi in pieno al Downing Street se non in misura parziale a livello Down e in affondo a Street con 10 e lode per Cameron e signora che così si prenderanno a posteri,  costi quel che costi a costo Brexit, la loro rivincita.

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