venerdì 31 luglio 2015

IL CINEMA TRA ARTE E AMBIENTALISMO


 Aggiornamento post. Ieri sera Venerdì 14 ottobre 2017 questo film è stato trasmesso su Rai 3 mettendo in evidenza la differenza fra cinema e Tv.
Alcuni film infatti sono risaltati sul grande schermo perchè dilata le immagini favorendo in particolar modo gli scenari che in questo caso specifico del Raccconto dei Racconti sono stati fondamentali per un successo comunque annunciato. Purtroppo la Tv è riduttiva molto più adatta per i film che raccontano le realtà del quotidiano tradotte in fiction che proprio per questo sono quelle che raccolgono più ascolti.
Con la tv questo film ha perso tutto il suo appeal perchè il salto dal palo in frasca dei racconti ha fatto perdere il filo del discorso (sopperito al cinema con gli scenari a dar respiro alle sequenze) già di suo frammentato e perfino noioso per via del dialogo scarno e superficiale, tanto da infierirgli quel colpo di grazia che gli mancava dando conferma alla critica sfavorevole del film presentato in Italia come un affresco pittorico che invece all'estero non avevano capito trovandolo noioso e pretenzioso così come evidenziato dalla Tv.

   IL RACCONTO DEI RACCONTI

Chiuso il Festival di Cannes 2015 con la disfatta del cinema italiano dopo che si era autocelebrato a tutto campo festeggiato in anteprima a tutto campari Red Passion e Salma Hayek sul Red Carpet.



















Fotografatissima come fosse una starlette di genere, la quale si sa che a Cannes è quella più bersagliata che fa un bagno di folla e di flash.
Cinema italiano di quà cinema italiano di là, è perfino scesa in campo la figlia di Ingrid Bergman, Isabella Rossellini, a celebrare la sua rinascita esternata con la sua deliziosa errrre con l'enfasi di una  figlia di celebrity rammentando i grandi autori del passato che hanno fatto grande il cinema italiano: suo padre Rossellini, De Sica, Monicelli e tanti altri registi degli anni 50 e 60.


In realtà l'ispirazione del Racconto dei Racconti il film di Matteo Garrone, Con Salma Hayek, John C. Reilly, Christian Lees, Jonah Lees, Alba Rohrwacher, Vincent Cassel.  è quella degli anni 70 perchè il regista sembra più ispirato a quel periodo nel quale I Racconti boccacceschi erano stati introdotti da Pier Paoli Pasolini con il trittico Il Fiore delle Mille e una Notte, I Racconti di Cantherbury e Decamerone. Chichibio e la Gru in testa.



Un trittico che aveva rappresentato il filone d'oro di quel periodo del cinema italiano uscito con varie pochade, in realtà vere e proprie parodie, ambientate fra Madonne in fregola, paggetti in calzamaglia a pacco in bellavista e signorotti gelosi che facevano indossare le cinture di castità alle loro calde consorti per frenare i bollenti spiriti. Senza però buttar via la chiave che veniva regolarmente rubata quando lui russava rumorosamente.


La differenza sostanziale è rappresentata dal racconto in costume del filone Pasolini a quello delle favole, tramandate fin dai tempi in cui Berta Filava con il passaparola, raccontate fino a pochi decenni fa dalle nonne nel quale il tema ricorrente era il principe che si innamorava della pastorella con una voce splendida.
Per capire la sconfitta del cinema italiano bastava andare al cinema  Sabato scorso: a vedere il film Il Racconto dei Racconti proiettato come successo annunciato in contemporanea con l'evento Cannes c'erano pochissimi spettatori che forse la corazzata Potienky, con i sottotili,  avrebbe allertato di più.


Il Racconto dei Racconti è una favola per adulti (raccolta di novelle di GianBattista Basile del 600), allestita per fare un viaggio fra scenari fantastici e pittoriche (il regista Garrone è un Pittore) location da incanto mentre il racconto si dipana fra le storie della cultura popolare del sud inanellate con un immobilismo  da fotoromanzo molto patinato dove a dare un tocco di sussulto sono i draghi, le pulci giganti, le streghe e gli orchi perchè i personaggi sono tutti di maniera a livello di recitazione scolastica. I ragazzi di strada del Gomorra hanno fatto di meglio.



Perchè ingaggiare tanti attori importanti se le storielle sono fiabe hard e di cartoon? Questo non si spiega se non per il fatto che si vuol seguire una moda fantasy che aveva preso piede ad  Hollywood fino ad arrivare a Cannes. Che ha chiuso il genere con una solenne bocciatura.

Se si copia dai grandi, almeno bisogna farlo bene, con qualche cosa di originale perchè non basta mettere nomi altisonanti belle locations bei costumi e voilà il collage è servito.


Tutto comunque già visto con la serie dei Pirati per le location da incanto situate in Gran Bretagna, Italia e Francia, con i Borgia per i costumi, con il Marchese del Grillo per l'episodio della vecchia a letto con il principe che dopo averlo baciato diventa prima una fanciulla e poi ritorna strega, i nani e i saltimbanchi con la Biancaneve ballerina di Lilli Collins e così via.



C'è perfino una citazione alla Tv di Paolo Bonolis con un'apparizione di  una sorta di iettatore alla Corte della Regina (Salma Hayek) sterile per darle consigli per gli acquisti per diventare gravida. Il tutto pitturato con colori ad olio facendo un  affresco verniciato seicentesco dei tempi  del Barocco ma in stile Roccoco' avendo attinto molto anche dal Casanova di Fellini.
Insomma la noia serpeggiava in sala per cui il pubblico anticipava l'esclusione dai Premi del Festival di Cannes, a dispetto del grande battage che si è creato intorno ai nostri registi.



E' pur vero che ogni scarafone è bello a mamma sua ma l'Italia è un'inguaribile mammona. Questo è il problema. Poi quando i suoi enfants prodiges vanno all'estero tornano a casa con la coda tra le gambe tra le braccia di mamma Tv che trasmetterà i loro capolavori in seconda visione fra i più grandi eventi. Di guerra fra Rai e Mediaset con fanalino di coda de' La 7. 
          


       

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